
INTER a un passo dal traguardo, poi 5 squadre in un fazzoletto. Per la certezza della qualificazione bastano 68 punti?
La volata per un posto nella prossima Champions League, con il suo carico di milioni di euro, è rimasto l’ultimo vero tema della stagione della Serie A. Una corsa serrata per due posti disponibili alle spalle della Juventuse del Napoli, che ha raggiunto la certezza aritmetica della qualificazione (la quarta di fila) vincendo a Frosinone.
La classifica racchiude 5 squadre in 4 punti, che si allargano come forbice a 7 se si vuole considerare anche l’Inter. I nerazzurri, malgrado il passo lentissimo delle ultime settimane (una sola vittoria tra Atalanta, Frosinone, Roma e Juventus pur giocandone tre a San Siro) hanno un vantaggio consistente, arricchito dal fattore scontri diretti positivo con Milan e Roma.
Spalletti è a quota 62 punti e ha davanti un calendario tutto sommato non difficile. E’ vero che la trasferta a Udine significa incrociare con un’avversaria ancora a caccia della salvezza, ma poi ci sono Chievo (casa), Napoli (fuori) ed Empoli (casa) che sono un cuscinetto sulla carta sufficiente per prendersi i 6-7 punti che servono per stare tranquilli e non rischiare di scivolare nel purgatorio dell’Europa League.
Quanti punti servono per la Champions League
Ecco, allora, la prima domanda: quanti punti servono per avere la certezza del quarto posto che vale la Champions League? Tralasciando il conto puramente aritmetico per cui la quota è 71 (Atalanta in caso di striscia di successi nelle ultime quattro giornate), il calcolo va ponderato tenendo conto di altri fattori.
Il primo è l’andatura di questo campionato, lenta rispetto al recente passato. A 360 minuti dalla conclusione dei giochi la proiezione quarto posto è 66 punti. Molti meno rispetto ai 72 degli ultimi due anni e uno in meno rispetto ai 67 dell’Inter di Mancini nel 2016. Bisogna tornare alla Fiorentina 2015 (64) per trovare una quota inferiore ricordando, però, che in quel momento la zona Champions era limitata al podio della classifica.
Secondo fattore: l’accelerazione nel finale di stagione. E’ vero che molte squadre hanno dilapidato fortune in termini di risultati, ma l’avvicinarsi della fine del campionato ha fatto cambiare passo a molti. L’Atalanta viene da una striscia positiva di 9 partite in cui ha raggranellato 21 punti, la Roma è a 10 nelle ultime 4 e il Torino non perde dalla 28° e ha vinto le ultime due di fila. Solo il Milan e la Lazio si sono piantate ma restano comunque in corsa, soprattutto i rossoneri.
Analizzando calendari e momento, la quota corretta sembra essere 68 punti. Al minimo 67. Un tetto raggiungibile potenzialmente da tutte tranne la Lazio nel caso ci fosse quel punticino in più da fare. E’ un gioco di incastri che tiene conto anche delle ambizioni delle avversarie di ciascuna contendente oltre che del peso della finale di Coppa Italia che coinvolge Atalanta e Lazio.
Il calendario di chi corre per la Champions League
Tralasciando l’Inter, già analizzata in precedenza e alla quale in linea teorica potrebbero anche bastare due successi a San Siro contro Chievo ed Empoli, ecco squadra per squadra cosa attende le contendenti:
ATALANTA (59 punti) – Calendario in discesa in casa, dove però la squadra di Gasperini spesso fatica, perché Genoa e Sassuolo non dovrebbero rappresentare ostacoli durissimi. Fuori, invece, la musica cambia: c’è la Lazio subito e la Juventus posizionata subito dopo la finale di Coppa Italia. Per arrivare alla fatidica quota 68 non bastano due pareggi.
ROMA (58 punti) – C’è una partita della verità ed è lo scontro a Marassi contro il Genoa che arriva subito. A Ranieri servono i tre punti della vittoria, altrimenti deve prenderli contro la Juventus all’Olimpico. Sassuolo (trasferta) e Parma (casa) non possono rappresentare ostacoli. I giallorossi hanno la possibilità concreta di fare i 10 punti che portano a 68 ma arrivati lì dovranno sperare di non trovarci il Milan o l’Atalanta con i quali gli scontri diretti o la differenza reti generale (Atalanta) sono negativi.
MILAN (56 punti) – La squadra di Gattuso è in rottura prolungata (una vittoria nelle ultime 7 giornate), ma il calendario non è male. Anzi. Bologna praticamente salvo in casa, trasferta a Firenze (occhio alla voglia di vendetta di Montella), Frosinone a San Siro e chiusura a Ferrara con la Spal. Le ultime due dovrebbero essere avversarie appagate e senza obiettivi. In condizioni normali il filotto non sarebbe un’impresa e varrebbe la famosa quota 68 impreziosita dal vantaggio negli scontri diretti con tutti tranne il Torino.
La conclusione è semplice: se Gattuso vince sempre (se), di fatto obbliga Ranieri a non potersi permettere nemmeno un pareggio da qui alla fine e Gasperini a dover sbancare o l’Olimpico o lo Stadium.
TORINO (56 punti) – Ogni giornata come una finale, a partire dal derby in casa della Juventus. In caso di ko i granata potrebbero salire al massimo a 65 e sarebbero ragionevolmente troppo pochi. Forse anche i 66 garantiti da un pareggio con i campioni d’Italia. Poi ci sono il Sassuolo in casa e l’Empoli in trasferta con chiusura contro la Lazio che potrebbe essere fuori dai giochi Champions ma invischiata in quelli per l’Europa League. Soprattutto se fosse andata male la finale di Coppa Italia.
LAZIO (55 punti) – Non può in nessun caso arrivare a 68 punti mentre rientrerebbe teoricamente in gioco a 67. Ha due scontri diretti contro Atalanta (casa) e Torino (trasferta). In mezzo Cagliari e Bologna. Non ha altra strada che vincere sempre, anche per cercare di abbassare la quota Champions League. E’ in corsa ma con speranze residue.
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