A Nanchino Conte con pochi titolari. Juve-INTER rimane comunque una gara speciale.

Oggi a Nanchino Juventus vs Inter –
La probabile formazione nerazzurra

A Nanchino, alle 13.30 italiane, Conte sfida per la prima volta la sua ex squadra ma non sarà un test per la stagione che verrà.

Si giocherà in condizioni al limite, con i muscoli intossicati da carichi di lavoro e fusi orari e un’umidità che ti avvolge come una pellicola di cellophane. Ma è pur sempre Juve-Inter, e parlare di amichevole suona come un ossimoro. Una gara che non può essere normale nemmeno se giocata a 10mila chilometri dall’Italia, in quella Nanchino (ore 13.30 italiane) dove sorge l’impero Suning. E figuriamoci se è normale per Antonio Conte, al primo incrocio (oltre che con Maurizio Sarri) con il suo passato dopo che nel 2011 aveva esordito sulla panchina bianconera proprio sfidando l’Inter in un test vacanziero, il Trofeo Tim, che con il Moretti era un classico dell’era pre ICC.

Allora finì 1-1 con gol di Vucinic (poi al centro del clamoroso caso dello scambio saltato con Guarin) e di Ranocchia, un fedelissimo di Antonio dai tempi di Arezzo e poi Bari. L’errore dal dischetto di Barzagli darà la vittoria all’Inter, ma a fine stagione sarà scudetto Juve. Il bilancio estivo recente infatti parla di un leggero vantaggio nerazzurro (15 successi a 14, con 14 pareggi), ma con i tre punti in palio il dominio bianconero, soprattutto dopo il Triplete, è stato fin troppo netto.

Reduci dalle sconfitte rispettivamente contro Tottenham e Manchester United, Juve e Inter arrivano alla sfida di Nanchino con stati d’animo diversi. La Juve ha un organico più ricco e definito e sa come lucidare e valorizzare anche l’argenteria in vendita (Higuain, Cancelo ecc.). Aspettando Lautaro e due punte dal mercato, l’Inter a Cristiano Ronaldo oppone baby Esposito e Perisic, dichiarato non adatto in fascia e quindi esposto a possibili figuracce da attaccante.

Se dovesse andare male, Conte potrà comunque consolarsi con la cabala. Due anni fa con Spalletti l’Inter in Asia rullò Lione, Chelsea (allora allenato proprio da Antonio) e Bayern, ma poi fece il solito campionato di rincorsa acciuffando la Champions all’ultimo istante. Vedremo se la prossima stagione sarà invece quella del derby d’Italia che non dura soltanto sotto all’ombrellone.