Decide Sebastiano Esposito. E chi se no? Il ragazzo ormai stabilmente in prima squadra “scende” in Youth League (in Champions la panchina è corta) e firma i primi due gol del 4-0 nerazzurro allo Slavia Praga. Un tiro non irresistibile (sotto le gambe del portiere) da centro area dopo un aggancio sontuoso nel primo tempo, un rigore trasformato spiazzando il portiere a inizio ripresa (atterrato il compagno d’attacco Vergani): basta per il 2-0. Il tutto senza dare l’impressione di schiacciare sul gas. Un altro paio di volte mette in porta i compagni, che non segnano, poi lascia il posto a Oristanio, che invece realizza subito (78’) con un sinistro da fuori area nell’angolino basso. Vergani nel recupero trasformerà il rigore del poker.
MODULO E SINGOLI
Madonna schiera l’Inter a immagine e somiglianza della Prima squadra, col 3-5-2 d’ordinanza che ha in Sebastiano Esposito la stella designata, in Schirò il fuoriquota e capitano, in Agoumé il play centrale e un trio di centrali tutti molto quotati: Kinkoué, Ntube e Pirola. Il debutto europeo si rivela piuttosto soft, visto che lo Slavia è squadra solida, con un paio di ali piccole e scattanti ma senza vere individualità. Il portiere nerazzurro Pozzer non rischia nulla fino al 2-0, quando la tensione per 15’ cala. Fra i ragazzi di Madonna le cose migliori, Esposito a parte, sono gli inserimenti di Gianelli, un paio di chiusure in allungo di Kinkoué e i lanci “naturali” e puntuali di Agoumé. Dopo la vittoria in rimonta al Pescara, questa tranquilla contro i cechi. Il gioco non ruba ancora gli occhi, ma siamo appena agli inizi. E Barça e Dortmund saranno test più duri.
