Mercato INTER: Il club non boccia Keita ma chiede uno sconto al Monaco.

Il futuro di Keita Balde all’Inter è in bilico. Il senegalese, infatti, è in prestito dal Monaco ma il suo riscatto è fissato ad una cifra impensabile per il momento, anche alla luce di una stagione con un solo vero periodo da grande protagonista.

“I 34 milioni necessari per riscattarlo dal Monaco sono improponibili”, sentenzia il Corriere dello Sport, che poi specifica.

“Allora, lo scenario potrebbe cambiare in caso di forte sconto da parte del club francese, ma l’Inter potrebbe cominciare a ragionare solo attorno a quota 20 milioni. Oppure, potrebbe scattare la proposta di un rinnovo del prestito. Chissà che Pastorello, ovvero il nuovo procuratore dell’ex-Lazio, non stia lavorando proprio in questa direzione. Del resto, alla luce del suo atteggiamento in questa annata e dovendo completare il reparto, Keita potrebbe davvero essere una soluzione giusta“, scrive ancora il quotidiano.

ICARDI e Dybala ai margini dei loro club per motivi differenti. Ma entrambe le società temono lo scambio per effetto boomerang.

Da una parte Mauro Icardi e dall’altra Paulo Dybala. Inter-Juve sarà anche la sfida tra i due attaccanti argentini finiti ai margini delle due squadre negli ultimi mesi. Ed entrambi probabilmente sul mercato in cerca di una nuova sistemazione.
ICARDI – “In fondo è quel che ci si aspetta sul fronte Icardi, con le dichiarazioni di Wanda che sanno di apertura di un fronte di guerra. Mauro non è più il titolare dell’Inter e fa già rumore così. La copertina è tutta di Lautaro. Icardi, l’uomo degli otto gol alla Juve (terza squadra italiana a cui ha segnato di più), l’uomo che ha messo la firma sull’ultima vittoria dell’Inter a San Siro contro i bianconeri, sabato guarderà gli altri iniziare la partita. E per scelta tecnica, non per infortuni veri o presunti. I numeri raccontano di un giocatore che sabato scorso ha «centrato» il traguardo del girone intero senza neppure un gol su azione. Dell’Inter non parla più, ormai pubblicamente si leggono solo i suoi post Instagram. E San Siro si è spaccato, tra chi lo fischia e chi lo difende prendendosi del «gobbo mancato» dagli altri: altra puntata in arrivo sabato, restare sintonizzati”, si legge su La Gazzetta dello Sport.
DYBALA – “Sabato non ci sarà sicuro, colpa di una lesione al quadricipite. Dybala non si sente più un intoccabile e sa che potrebbe essere sacrificato per arrivare a campioncini più freschi, come Federico Chiesa. Dipendesse solo da lui, non avrebbe dubbi: il percorso di crescita in bianconero non si è ancora concluso, si vede con la 10 ancora per molti anni e considera la Coppa America estiva un’ottima opportunità di riscatto. Vale pure per Icardi, in fondo, ammesso che il c.t. Scaloni non si faccia condizionare dai sentimenti italici”, spiega il quotidiano.

INTER: Nel prossimo mercato la società lavorerà per rinforzare le fasce. Partenze di Perisic, Candreva e forse Keita. Politano rimane.

Sarà un’Inter completamente diversa quella che, a prescindere da come terminerà la stagione, vedremo in campo nella prossima annata. La dirigenza nerazzurra ha messo nel mirino una piccola rivoluzione che comprenderà anche e soprattutto il reparto degli esterni d’attacco con 2/3 partenze e altrettanti arrivi in programma.

GLI ADDII – Partenze, dicevamo, che in gran parte sono già annunciate e che hanno ottenuto la permanenza in nerazzurro in questa annata più per mancanza di alternative che per pura progettualità. Il nome più importante è ovviamente quello di Ivan Perisic: l’attaccante croato già la scorsa estate aveva manifestato la volontà di provare l’avventura in Premier League senza però che nessuno accontentasse l’Inter. Ci riproverà così come il club nerazzurro riproverà a trovare una sistemazione ad Antonio Candreva, che l’anno scorso rifiutò il Monaco nell’affare Keita salvo poi rimanere in nerazzurro con un ruolo da gregario. Proprio su Keita Baldè, infine, l’Inter sta facendo serie valutazioni. Il riscatto da 34 milioni non sarà garantito al Monaco e senza uno sconto anche la sua conferma non sarà esercitata.

GLI OBIETTIVI – Tanti e tutti percorribili sono invece, secondo il Corriere dello Sport i nomi che l’Inter sta sondando come possibili sostituti. Il più caldo è quello che porta a Nicolas Pepé, in uscita dal Lille e su cui c’è la concorrenza del Bayern Monaco. I bavaresi contendono all’Inter anche il colpo Steven Bergwijn del PSV Eindhoven. L’Inter resta vigile anche su Hakim Ziyech, mattatore della Juventus con l’Ajax in Champions e se Malcom (Barcellona) e Sarr (Rennes) rimangono sullo sfondo non sono tramontate neanche le piste italiane che portano all’argentino dell’Udinese Rodrigo De Paul e, soprattutto a Federico Chiesa per cui, vi abbiamo raccontato ieri, l’Inter è in forte rincorsa per superare la Juventus nella trattativa con la Fiorentina.

Marotta: la prima sfida contro la Juve. Prima di accettare l’Inter, rifiutò un offerta dal Milan.

Sabato sera l’Inter affronterà la Juve al Meazza di San Siro e sarà la prima di Marotta contro la sua ex società. L’ad nerazzurro non è in cerca di vendette, anche se è rimasta un po’ di delusione per l’addio e per i modi in cui il club bianconero gli ha comunicato la separazione.
“Marotta era convinto di rimanere ancora abbastanza a lungo a Torino e solo una manciata di settimane prima di ricevere il benservito aveva rifiutato un’offerta del Milan, che aveva visto respingere la sua corte per fedeltà alla Juventus. Sono bastate, invece, poche settimane dopo l’addio alla Juventus per approdare all’Inter, che si è fatta sotto rapidamente e che rapidamente ha incassato il sì, forse un po’ stizzito nei confronti del suo ex club, dell’amministratore delegato. Da quel momento la centrifuga del calcio ha fatto talmente vorticare i giorni di Beppe Marotta (e, se vogliamo, anche della Juventus) che oggi gli sembra passata una vita e si appresta a ricevere i bianconeri a San Siro senza quella particolare enfasi che richiederebbe un forte sentimento di rivalsa. Con Andrea Agnelli, poi, ha ricucito quasi subito i rapporti diplomatici e adesso può considerarlo tutto tranne che un nemico, vista la solida alleanza politica in Lega Calcio e nelle beghe federali. Nella Juventus, tra l’altro, c’è un esercito di persone a cui è rimasto affettivamente legato, anche se per una questione di buon gusto ha rarefatto le frequentazioni anche telefoniche, nonostante il passaggio all’Inter abbia segnato anche una clamorosa evoluzione tecnologica per il dirigente, entrato nel moderno mondo di Whatsapp dopo anni di sms. Da lì sono partiti messaggi di complimenti per l’ottavo scudetto consecutivo, continuazione del ciclo che lui ha contribuito a costruire nel corso di quelli che lui stesso ammette essere stati, finora, i «migliori anni della sua carriera». In fondo lo scudetto che la Juventus farà sfilare a San Siro nella prima tappa di una trionfale tournée da campioni d’Italia in surreale anticipo, Marotta lo sente un pochino suo, piccola appendice degli altri sette di cui conserva orgoglioso le riproduzioni dei trofei“, si legge su Tuttosport.
“In fondo, quello con la Juventus è stato uno scambio equo: Marotta ha portato la sua esperienza, levigata da anni di calcio in cui ha visto e vissuto di tutto, mentre la Juventus ha completato il suo bagaglio insegnandogli cosa significa timonare un transantlatico del pallone. Insieme hanno prodotto il più lungo ciclo di vittorie della storia italiana e gettato le fondamenta per la successiva evoluzione bianconera, quella che Andrea Agnelli sta portando avanti con una squadra dirigenziale ringiovanita e ristrutturata in modo innovativo con l’ambizione di un dominio internazionale. Nel frattempo, in un gioco del destino che rende ancora più appassionante la sfida di sabato, Marotta cercherà di inseguire la sua ex società nell’ambito italiano, con un progetto di ricostruzione che assomiglia molto a quello iniziato nove anni fa a Torino”, spiega il quotidiano.

INTER vs Juventus, ultimi biglietti disponibili.

MILANO – Il Derby d’Italia si avvicina! Sabato 27 aprile alle 20.30 si gioca Inter-Juventus, una partita che non ha bisogno di presentazioni e che animerà il Meazza con più di 70mila presenze. Gli ultimi biglietti sono ancora disponibili sui canali ufficiali.

La vendita è attiva senza alcuna restrizione territoriale né obbligo di tessera del tifoso: ecco le modalità per assicurarsi un posto a San Siro e assistere al match dal vivo!

DOVE ACQUISTARE

I biglietti sono ancora in vendita su inter.it/tickets, con scelta del posto direttamente sulla mappa dello stadio e senza commissioni; in alternativa si potranno acquistare anche al punto vendita dello stadio San Siro, all’Inter Store Milano di Galleria Passarella (MM San Babila) e negli oltre 1000 punti vendita Vivaticket elencati in questa pagina.

SOCI INTER CLUB

I soci Inter Club possono invece rivolgersi al proprio Presidente per richiedere, fino ad esaurimento disponibilità, i biglietti loro riservati che potranno essere acquistati solo da chi ha rinnovato la tessera Inter Club per la stagione 18/19. Su inter.it/interclub tutti i vantaggi del tesseramento.

SETTORE OSPITI

Anche il settore destinato ai tifosi Juventus, terzo anello blu, è in vendita nei punti vendita Vivaticket e sul sito vivaticket.it in modalità “Print at home”. Come da accordi tra i Club, è in vendita a 50 Euro, ossia allo stesso prezzo applicato da Juventus al settore ospiti nella partita di andata.

L’ex tecnico dell’Inter José Mourinho è il protagonista della prima puntata di “Linea Diletta”, il nuovo format di Dazn condotto da Diletta Leotta.

Raggiunto a Londra, il portoghese si racconta partendo dalla sua vita londinese: “Sono tornato qui dopo l’esperienza al Real Madrid, per me è una base di partenza perché la prossima tappa non sarà la Premier League. I trofei sono la mia garanzia di successo, anche contro quelli che cercano di dimenticare tutto questo; però è impossibile”. E a proposito dei trofei vinti, Mourinho precisa: “L’ultimo è stato l’Europa League, un anno e mezzo fa; qualcuno pensa sia stato venti anni fa invece è stato un anno e mezzo fa. Poi l’ultima finale che ho giocato, pur avendo perso, è stata otto mesi fa in FA Cup. Però è passato, ovviamente ora mi sto preparando per il futuro”.
Sente di star perdendo del tempo cercando trofei?: “Non è tempo perso quando si lavora 18 anni senza fermarsi; non c’è tempo per pensare a dubbi e domande, per pensare a quando hai sbagliato e perché, per non sbagliare di nuovo. Questi mesi dove non sto lavorando sono molto utili”.
Le è rimasto qualcosa dentro dell’Inter, di Milano e dell’Italia?: “Ho trovato una famiglia incredibile, che mi ha fatto essere felice ogni giorno ad Appiano Gentile. In questa connessione coi tifosi ci sono dei risultati, perché quando si vince siamo tutti in luna di miele; abbiamo vinto e creato questa empatia che rimane. Io vado in giro per Londra e arriva un interista che mi bacia e abbraccia, questa cosa rimane. L’Italia è stato un habitat naturale per me; in Inghilterra devo essere diverso in tante situazioni da come sono io naturalmente, in Italia invece il modo di vivere il calcio, 24 ore al giorno, è molto latino”.
Esiste una traduzione inglese o portoghese di ‘Io non sono pirla’?: “Esisterà, però ‘pirla’… E’ nata perché io studiavo tanto con un professore fantastico. Lui un giorno mi ha detto che avrei dovuto imparare qualche parola che a Milano potrà darti più connessione con la gente”.
Il gesto delle manette: “Vedo José che fa il gesto nel match contro la Sampdoria, pareggiata 0-0 in nove”.
Moratti a Madrid: “Posso immaginare che tutto quello che c’è intorno a noi, vista la faccia superfelice del presidente, è la gioia della famiglia interista in quel momento”.
Che effetto le fanno il nero e l’azzurro?: “Famiglia”.
Un commento alle parole di Julio Cesar e sull’empatia del gruppo del Triplete: “In questo momento qualcuno non fa nulla, qualcuno allena, qualcuno gioca o è in vacanza. Ma siamo lì come se fossimo stati insieme ieri anche se non è stato ieri, ma nove anni fa. Io credo che qualcosa di speciale non sia possibile solo perché l’allenatore è speciale, dal punto di vista umano quel gruppo era speciale. Ho aiutato tanti di loro ad arrivare al top della loro carriera, ma anche loro con me sono riusciti a fare questo”.
Ricorda il discorso prima della semifinale col Barcellona?: “Sì, mi è uscito dal cuore perché quando ho vinto la prima Champions mio figlio non ricordava ma in quella stagione mi diceva di voler vincere una Champions per ricordarla per sempre. Ne ho parlato coi giocatori, parlando poi dei figli di tutti, dicendo che per molti di loro era l’ultima opportunità di vincere una Champions. Abbiamo messo tutti insieme quella sensazione per la quale oggi potevamo stare cinque ore e il Barcellona non avrebbe mai vinto”.
Come ha reagito la squadra alla partenza di Ibrahimovic?: “Lui è fantastico, ma ha un’autostima incredibile. Ha detto che voleva andare via per vincere la Champions, e io in quel momento gli dissi spontaneamente: ‘Magari vinciamo noi’. La squadra ha trasformato la paura di perdere un grande come Zlatan in un obiettivo: potercela fare senza di lui”.
Come avete deciso l’acquisto di Sneijder?: “Non era facile, il Real un giorno voleva vendere e uno no. Io e Oriali però abbiamo sempre deciso che doveva arrivare lui e abbiamo rischiato fino all’ultimo. Abbiamo messo pressione al presidente, che era un tifoso, e all’ultimo momento è arrivato. E due giorni dopo giocava il derby”.
Un aneddoto su Maicon: “Prima di una partita a Siena, mi hanno ricordato che era solito prendere il quinto giallo prima della pausa natalizia, per andare in Brasile. A Siena giocavamo prima della sosta e lui aveva quattro gialli. Capii che stava aspettando il quinto e gli dissi: ‘Se ti fai ammonire, non vai in vacanza’. Lui rispose: ‘E se segno?’. Gli risposi di farne due e lui li fece. Poi viene ammonito per essersi tolto la maglia, e alla fine fece una settimana di vacanza in più”.
Infine, una battuta sul futuro: “Dove andrò? Non lo so. Non sono sfotto pressione, per la prossima tappa sarò preparato meglio”.

Cedric Soares: “L’INTER è un incredibile grande club, deve sempre lottare per lo Scudetto”.

Lunga intervista concessa da Cedric Soares al portale FootballItalia. Il terzino dell’Inter, arrivato a Milano a gennaio, ha parlato del suo approdo in Italia, del suo adattamento e dei suoi compagni.
Com’è avvenuto il tuo trasferimento all’Inter e cosa hai pensato quando lo hai saputo?: “Tutto è stato molto veloce. C’erano alcune possibilità che io potessi muovermi a gennaio e l’Inter ha mostrato forte interesse. Sapevo che mi stessero seguendo da tempo: è stata una decisione facile, l’Inter è un club incredibile”.
Quali sono i tuoi primi ricordi dell’Inter di quando eri in Portogallo? Quale giocatore ti ricordi?: “Ricordo che era una delle mie squadre preferite fuori dal Portogallo. Era una di quelle squadre che ogni bambino sogna. Mi ricordo Ronaldo, Zanetti”.
Qual è stata la prima impressione a San Siro?: “E’ diverso dagli altri stadi in cui ho giocato. Ogni stadio trasmette emozioni diverse e ha atmosfera diversa. I tifosi rendono San Siro speciale con la loro passione intensa. E’ uno stadio enorme che merita rispetto, ma devi anche godertelo. Se ti diverti a giocarci, tutto diventa più bello”.
Quali giocatori ti hanno accolto?: “Diversi. Tutti sono stati molto gentili con me. Mi hanno dato il benvenuto, mi fanno sentire parte della squadra, che diventa la seconda famiglia. Joao Mario è un giocatore incredibile e un uomo fantastico. Lo conosco da tanto tempo ed è grandioso poterci giocare assieme”.
Quali sono le differenze che hai notato nel calcio italiano dopo il tuo arrivo? E’ più tattico?: “E’ più tattico e forse più intelligente. A volte c’è meno velocità ma molta più organizzazione in campo”.

INTER: Brozovic si allena. Il croato è tornato in gruppo nell’allenamento del mattino insieme a Vecino.

Marcelo Brozovic c’è. E l’ipotesi di vederlo in campo sabato sera contro la Juve non è più una speranza, ma una possibilità concreta. L’allenamento del mattino ha portato un altro sorriso a Spalletti, che salvo colpi di scena dunque potrà contare anche sulla regia del croato per la partitissima di San Siro.

INTER pronta a fare cassa per il mercato estivo. Con la cessione di alcuni giocatori potrebbe avere a disposizione un tesoretto.

In estate l’Inter sarà molto attiva per rinforzare la squadra. Oltre alle possibili cessioni di Icardi e Perisic, che potrebbero portare nelle casse nerazzurre 100 milioni, potrebbero esserci altri movimenti per aumentare il tesoretto interista.
Un nome sempre in uscita rimane quello di Gabigol, dal gennaio 2018 tornato in prestito in Brasile, prima al Santos e ora al Flamengo. Se in estate dovesse arrivare un’offerta da 20 milioni dall’Europa, l’Inter la prenderebbe in considerazione, considerando che Gabigol sarà a bilancio per 15 milioni circa. Stesso ragionamento e stessa quotazione per Dalbert: il terzino brasiliano non è riuscito a imporsi, a bilancio è intorno ai 14,5 milioni e per 20 verrebbe venduto (è nel mirino di alcuni club francesi e del Borussia Dortmund). Una discreta somma la porterebbe Karamoh, in prestito al Bordeaux e valutato circa 15 milioni (a bilancio per 5). Con un’offerta da 25 milioni in su, verrebbe valutata anche la partenza di Vecino.

INTER: la società punta forte su Lautaro Martinez per il prossimo anno.

C’è la forte convinzione in casa nerazzurra di aver completamente azzeccato l’investimento sull’attaccante preso un anno fa dal Racing di Avellaneda; quei 20 milioni più bonus oggi si moltiplicano alla voce ‘valore del giocatore’ grazie soprattutto a un grande impatto con il calcio italiano, mai scontato per chi arriva dal Sudamerica. Lautaro si è ambientato al meglio e ha dimostrato di essere pronto, l’idea della società per il prossimo anno è di puntare forte su di lui.
Anche nel momento più complicato dello scorso autunno, l’Inter ha sempre protetto Lautaro Martinez, intoccabile al punto da aver rifiutato qualsiasi offerta di prestito o di cessione definitiva, ci hanno provato il Betis di Siviglia, il Borussia Dortmund e il Racing per un prestito al sapore di ritorno a casa. Niente da fare, Lautaro è stato trattenuto con massima convinzione ed è diventato titolare dimostrando di valere l’Inter. C’è di più: anche in estate sarà un assoluto incedibile, dovesse far bene da qui alla fine dell’anno solare 2019 si aprirebbe la possibilità del rinnovo. Un nuovo contratto per premiare Lautaro che è il quart’ultimo giocatore tra i più pagati dell’Inter (dietro di lui solo Padelli, Berni e Dalbert) a quota 1,5 milioni all’anno e potrebbe vedere ritoccato il suo stipendio con prolungamento già studiato fino al 2024. Perché il piano di Suning è chiaro, approvato da Marotta, Ausilio, Zanetti e Gardini: Lautaro è il futuro dell’Inter.