Stefan De Vrij, intervistato in esclusiva da Sky Sport, ha parlato dell’episodio che ha visto coinvolti Lukaku e Brozovic alla fine del primo tempo di Inter-Slavia Praga: “Chi parla non è mai stato in uno spogliatoio”. Il difensore olandese sulla prestazione di martedì in Champions non usa alibi: “È mancato lo spirito, non può capitare
Cosa è successo tra Brozovic e Lukaku nell’intervallo di Inter-Slavia Praga martedì sera? A questa domanda risponde direttamente un testimone oculare. È Stefan De Vrij, che ai microfoni di Sky Sport spegne le polemiche: “Chi parla di queste cose non è mai stato in uno spogliatoio. Non è successo niente“.
Lukaku-Brozovic, la ricostruzione
A fine primo tempo Lukaku avrebbe parlato alla squadra chiedendo di
giocare meglio, che andare all’indietro non serviva a nulla come i
continui lanci lunghi lo mettevano in difficoltà perché i centrali dello
Slavia li leggevano benissimo e lui così nonostante la stazza faceva
fatica. In pratica avrebbe voluto sottolineare che con Conte fanno un
lavoro diverso e dovevano riprendere a fare quello se vogliono vincere
le partite. Non c’era voglia di accusare nessuno o attaccare un
compagno. Sarebbe stato un discorso generale. La maggior parte dei
compagni avrebbe annuito, qualcuno, arrabbiato come lui (Skriniar) gli
avrebbe dato ragione mentre Brozovic sarebbe stato l’unico che lo
avrebbe visto come un attacco personale e gli avrebbe risposto per le
rime. Ma non ci sarebbero state spinte e non si sarebbe sfiorata la
rissa: un episodio come tanti in uno spogliatoio.
De Vrij: “Delusi per la partita contro lo Slavia”
Stefan De Vrij è tornato anche sulla partita di martedì e non ha
usato alibi per giustificare la prestazione dell’Inter: “Tante cose non
sono andate bene, è mancato lo spirito e questo non può capitare. Lo
Slavia ha dimostrato di avere più voglia di vincere la partita. Noi
siamo stati poco precisi, abbiamo perso tanti palloni, non siamo
riusciti a fare il nostro gioco ed è stata una delusione”.
Lukaku è l’unico insostituibile della rosa? “È entrato nel pianeta Inter nel migliore dei modi. Con il sorriso, con grande disponibilità. Il resto del gruppo ha capito e lo ha accolto alla grande. Ha doti umane, è buono, si mette a disposizione. Non deve fare per forza gol, è altruista, pensa al bene della squadra. È importante, in rosa un giocatore con le sue caratteristiche è Lautaro. Può giocare sia come prima che come seconda punta”
Antonio Conte in conferenza stampa al Centro spotivo Suning in previsione di Inter Udinese
Il tecnico nerazzurro ha parlato in conferenza stampa nell’anticipo di Inter Udinese, ecco le sue dichiarazioni:
Difficile preparare la partita dopo la sosta? “È
particolare preparare la partita di ripresa. Giocatori che arrivano in
condizioni diverse, è una situazione completamente diversa. Sarà una
gara difficile. Udinese ottima squadra, forte, fisica, difende bene e ha
giocatori di gamba. Ha giocatori di qualità, dobbiamo fare attenzione
ai calci da fermo. Ci stiamo preparando, ci aspettano 7 partite in 23
giorni molto impegnative. Scopriremo a che punto siamo con tutti ti
giocatori”.
Che risposta ti aspetti dal gruppo? “Ci sono
partite molto impegnative: Barcellona, Lazio, prima di Champions. Non è
questione di misurare le ambizioni, dobbiamo fare del nostro meglio, ci
dobbiamo concentrare di partita in partita e affrontarla al massimo. La
partita della vita sarà con l’Udinese. Vogliamo fare una buona
prestazione, mantenere alto l’entusiasmo che deve essere dosato. Gruppo
di ragazzi che lavora bene, si sta creando qualcosa di importante”.
Ti aspettavi di entrare subito nel cuore dei tifosi dell’Inter? “Sicuramente
devo essere onesto e dire che mi fa piacere. Ho sempre detto in passato
che io sono questo nel bene e nel male. Do tutto me stesso quando
inizio a lavorare per un club, entro totalmente nel club e nella sua
storia e cerco di trasferirlo ai calciatori”.
A che punto è Sanchez? Può dare contributo importante? “Ha
dimostrato in passato di avere grandi qualità. In passato ha vinto, ha
giocato in club importanti. È forte, ha qualità, deve riannodare il filo
che ha perso negli ultimi due anni, allo United non ha dimostrato il
suo valore. Deve essere portato al suo livello. Ho trovato grande
disponibilità e voglia di allenarsi, deve entrare nella nostra idea di
gioco, ha iniziato a capire l’intensità e alcune situazioni di gioco.
Quando sarà pronto dci darà una grossa mano”.
Lukaku è l’unico insostituibile della rosa? “È
entrato nel pianeta Inter nel migliore dei modi. Con il sorriso, con
grande disponibilità. Il resto del gruppo ha capito e lo ha accolto alla
grande. Ha doti umane, è buono, si mette a disposizione. Non deve fare
per forza gol, è altruista, pensa al bene della squadra. È importante,
in rosa un giocatore con le sue caratteristiche è Lautaro. Può giocare
sia come prima che come seconda punta”.
Condizione di Lukaku? Batterà Ronaldo come marcatore? “Sta lavorando, la sua condizione sta migliorando, ha capito cosa voglio da lui e cosa rappresenta per la squadra. Ci auguriamo che possa fare tanti gol. Li ha sempre fatti, non vedo perché non li debba fare all’Inter. Non voglio paragonarlo ad altri giocatori. Ronaldo, insieme a Messi, è il migliore al mondo, ogni anno fa 40-50 gol. Romelu deve fare il bene dell’Inter, poi vedremo quanti gol avrà fatto”.
Come va l’inserimento dei nuovi? “L’infortunio
non mi ha dato la possibilità di vedere Lazaro in partite di un certo
livello. Contento che sia andato in Nazionale e che abbia giocato due
partite. Contiamo tanto su di lui. Ha l’uno contro uno nelle sue corde,
ha buona resistenza. Lo dovrò testare in una partita ufficiale, lui sta
lavorando, viene da un campionato meno tattico e sta entrando nell’idea
di calcio. Più semplice per Biraghi. Sono contento della rosa, ci sono
grandi margini di miglioramento, devo essere bravo io a farli esprimere
al meglio”.
Quali insidie di questo alto entusiasmo? “Buona
partenza, sei punti nonostante le difficoltà dei nuovi arrivi e qualche
infortunio. Si percepisce l’entusiasmo attorno a noi ed è un bene. Come
ho detto prima, questo entusiasmo deve essere dovuto al fatto che i
tifosi vedono che stiamo ponendo della basi importanti per costruire
qualcosa di grande. Dipende da cosa trasmette la squadra al tifoso.
L’Inter ha le idee chiare, mercato con chiarezza. Sono arrivati e andati
via giocatori importanti. Ora 7 partite, dovremo testare tutti i
giocatori della rosa e capire se hanno tutti raggiunto un livello
ottimale”.
A Napoli emerso problema spogliatoio. C’è qualcosa che modificherebbe e sistemerebbe in San Siro? “Tutti
innamorati di San Siro, non sei calciatore se non hai giocato qui. Ho
un occhio particolare per questo stadio. Non trovo difetti, si vede bene
la partita, il campo è bello. Forse gli spogliatoi sono un po’ piccoli.
Se penso al Chelsea… qui ci sto alla grande”.
Icardi sta per iniziare col Psg, può presentarlo al pubblico francese? “Penso che Icardi è giusto che si presenti da solo. Noi gli facciamo un grande in bocca al lupo, Icardi oggi non fa parte della nostra squadra e non è giusto che ne parli io”.
Come procede adattamento di Skriniar alla difesa a tre? “Penso
che dipenda da cosa l’allenatore chiede. Voglio che partecipino alla
manovra, devono determinare delle giocate. Non solo difensore, ma voglio
uno step in più. Devono essere i primi registi della squadra. Non
voglio che si appoggino solo a Brozovic, gli chiedo di prendere
l’iniziativa. Se dovessero sbagliare, mi prendo io la colpa”.
Teme che con qualche cambio venga meno la solidità dell’Inter? “Lavoro
con tutti i calciatori proprio per trovare questa solidità e identità
tattica. Chi ha giocato poco sa per filo e per segno cosa deve fare.
L’Inter è la squadra che in assoluto ha cambiato più di tutti. Quando
fai questi cambiamenti devi mettere in conto un periodo di assestamento
per tutti. Stiamo assorbendo tutti la stessa idea di calcio, la stessa
identità di vedute”.
Il suo curriculum parla chiaro: ha rigenerato tanti giocatori. Sanchez può essere il suo Tevez? “Il
compito di un allenatore è di migliorare i propri calciatori e di farli
rendere al massimo. In passato molti giocatori non venivano da ottime
stagione. Dobbiamo cercare di riportarli al loro regime. Dovrò essere
bravo con lo staff per riannodare quel filo, in queste cose serve totale
collaborazione e dovrà fare la sua parte. Ci può dare qualcosa di
importante”.
Nella conferenza stampa di presentazione della trasferta di Cagliari il tecnico ha parlato del caso del momento legato all’argentino.
Poche parole per liquidare il caso Icardi e massima attenzione al campo e alla trasferta di Cagliari. Antonio Conte ha parlato alla vigilia del match contro i rossoblù.
Mister Conte, l’Inter affronterà un Cagliari che vuole riscattarsi. Che partita si aspetta? Ci aspetta un campo difficile e ostico. Il Cagliari è una buonissima squadra e vorrà riscattarsi dopo il passo falso in casa contro il Brescia. Dovremo fare grande attenzione, andare consci e preparati a giocare una partita tosta sotto tutti i punti di vista.
Cosa dà in più Sanchez all’attacco dell’Inter? Andrà a Cagliari? Spero di rispondere più in là con i numeri che avrà avuto qua all’Inter: vorrà dire che si è integrato bene. Sanchez è un attaccante molto bravo nella finalizzazione e nel fare gli assist. Nelle ultime due stagioni non è andato bene con lo United, ma arriva con entusiasmo e voglia di fare. Verrà a Cagliari con noi.
L’entusiasmo dopo la vittoria contro il Lecce come è riuscito a gestirlo?
L’entusiasmo va gestito nella giusta maniera. Noi dobbiamo lavorare con
voglia e abnegazione. Abbiamo avuto una bella partenza, ma ci sono cose
sulle quali dobbiamo lavorare perché da quello che faremo passerà il
nostro futuro.
Che Cagliari si troverà di fronte l’Inter? Mi aspetto una partita tosta perché il Cagliari ha innalzato la qualità della rosa e ha un bravissimo allenatore. E’ uno step da affrontare con la giusta mentalità. Dopo la partita avremo le idee ancora più chiare sul nostro valore.
Come procede la crescita di Barella? Barella sta lavorando bene e tutti ci dovremo far trovare pronti per questa gara e per quelle successive.
Quanto è importante avere un nucleo di giocatori italiani per costruire una squadra importante? E’ importante avere un nucleo di giocatori forti. Se sono italiani ok perché tutti abbiamo a cuore le sorti della nazionale. Avere italiani comunque è importante.
Insieme a Sanchez porterà anche Biraghi a Cagliari? Per quel che riguarda Biraghi abbiamo preso la decisione di riportarlo a un livello fisico buono. E’ arrivato un po’ provato e ha bisogno di stare qui e lavorare, per tornare al pari degli altri.
Domani per Nainggolan sarà una gara speciale. Che Ninja si aspetta? Nei confronti di Nainggolan ho grande stima e rispetto. Stiamo parlando di un bravissimo giocatore che volevo portare al Chelsea il mio primo anno. C’è grande stima nei confronti del ragazzo e del giocatore. Sapete che sono state prese altre decisioni, ma lo saluterò con molto piacere.
Manca in rosa un attaccante che possa fare da vice Lukaku? Uno con le sue caratteristiche? Di mercato parlo con il club nelle sedi opportune e dico ai dirigenti i miei dubbi. Cercheremo di fare qualcosa di importante con questa rosa e poi il club è stato chiaro dicendo che il mercato dell’Inter è chiuso.
Ieri è arrivata la notizia di Icardi che ha intentato una causa all’Inter. La società le ha indicato una linea da tenere? Come si comporterà in futuro? E’ stato fatto tutto nella maniera più corretta possibile. Per il resto, come ho detto prima, sono 8 mesi che parlate di questo e non ci voglio entrare. Dobbiamo essere concentrati sui protagonisti di questa stagione, mentre vedo che i protagonisti continuano ad essere altri.
Su Instagram i giocatori si sono fotografati a cena insieme
sorridenti, sembravano un gruppo di amici. Lei incentiva questo tipo di
cene?
Sono iniziative che prendono i giocatori e sono contento. Vuol dire che
tra di loro non sono forzati a stare insieme solo le 2-3 ore qui al
centro sportivo. E’ una cosa positiva. L’importante è che non tornino
tardi a casa.
La scorsa settimana ha detto che il caso Icardi non era una turbativa. Si sente di ripetere la stessa cosa adesso?
Continua a non esserci nessuna turbativa perché tutto quello che è stato
fatto è stato fatto in maniera corretta e continueremo così. Noi siamo
concentrati sul lavoro e su quello che succede in campo. Capisco che per
altri è molto più importante continuare a cavalcare altre situazioni,
ma noi siamo focalizzati sul campo.
Politano può essere ceduto? Il direttore è stato chiaro e ha detto che il mercato dell’Inter è finito. Sia quello in entrata sia quello in uscita. Perché se ci dovessero essere delle uscite ci dovrebbero essere delle entrate per non andare incontro a problemi di numero. Mancano ancora due giorni alla fine del mercato. Politano sa bene quello che penso di lui, del ruolo dove lo considero importante e quanto impegno ci mette.
Godin e De Vrij ci saranno a Cagliari?
Godin verrà in panchina, ma anche lui ha bisogno di tornare nelle migliori condizioni. De Vrij invece vediamo…
Sensi è un esempio del mercato attento e oculato che bisogna portare avanti?
Bisogna sempre fare un mercato oculato, nel quale bisogna andare
d’accordo con l’idea di calcio dell’allenatore. Noi siamo stati sempre
molto chiari fin dall’inizio ed è stato importante cogliere grandi
opportunità come Romelu e Sanchez dallo United, ma anche calciatori dal
Sassuolo, dal Cagliari e dell’Hertha. Il giocatore deve arrivare se è
utile alla causa, altrimenti non serve.
Lazaro come sta?
Ha avuto questo problema alla coscia dopo qualche giorno di ritiro e ne
ha rallentato l’inserimento nel gruppo e l’assorbimento dell’idea di
calcio, lui che viene da esperienze in Germania e in Austria. Lo abbiamo
voluto perché ha certe caratteristiche e gli va dato il giusto tempo.
Lautaro può fare il vice Lukaku?
E’ un calciatore che può fare la prima o la seconda punta. Può essere
anche un punto di riferimento da solo in avanti. Ha grandi margini di
miglioramento davanti e sta a lui crescere. Abbiamo bisogno che dia
risposte importanti.
Non si ricordano precedenti da metà Anni ‘90 – L’Inter fa un salto indietro di 25 anni, riscoprendo una pretattica dal sapore antico. In tempi di social network. Antonio Conte ha deciso di tenere per sé la lista dei convocati per la gara con il Lecce, di scena stasera a San Siro. Non è dato sapere se la decisione è stata presa per evitare ulteriori imbarazzi sul caso Icardi oppure se l’allenatore è convinto, così facendo, di poter sorprendere Liverani. Per quanto riguarda le gare di campionato, non si ricordano precedenti da metà Anni ‘90 quando, con Ottavio Bianchi in panchina, era diventata consuetudine comunicare i convocati (prima non si usava). Per essere precisi, è capitato qualche volta in Coppa Italia, ma per trasferte in giornata. I 65mila tifosi presenti allo stadio dovranno quindi attendere l’annuncio delle formazioni per sapere chi sarà della partita.
In attesa che la società completi gli acquisti in attacco, Antonio Conte ha accolto come una manna dal cielo il rientro in gruppo di Lautaro Martinez che, dopo le vacanze in Sudamerica post Copa America, è tornato ad allenarsi ad Appiano Gentile. E’ stata anche l’occasione, come riferisce Sport Mediaset, per un colloquio a quattrocchi tra l’attaccante argentino e il suo nuovo allenatore, che gli ha chiesto subito di prendere in mano le redini del reparto offensivo nerazzurro, fin dai primi allenamenti e fin dalla prossima amichevole di Londra contro il Tottenham, in programma domenica. Conte è convinto che Lautaro possa essere un elemento importante della sua Inter ed è per questo che, in attesa dei nuovi arrivi, sarà lui il perno dell’attacco interista.
Mario Sconcerti ha rilasciato alcune dichiarazioni a Calciomercato.com. I temi dell’attualità calcistica approfonditi da uno dei punti di riferimento del giornalismo italiano e presenza fissa sulle pagine del nostro sito. Tema del giorno il futuro del talento dell’Inter Sebastiano Esposito, protagonista con i nerazzurri nella tournée in Cina, nella quale non ha sfigurato.
L’attaccante classe 2002 è considerato un vero e proprio gioiello, nelle scorse settimane Marotta e Ausilio gli hanno rinnovato il contratto e hanno respinto gli assalti delle big d’Europa, che hanno bussato alla porta della nuova sede a Porta Nuova. Esposito non si tocca, Conte stravede per lui e non è escluso che durante la stagione non venga aggregato alla prima squadra.
Il tecnico nerazzurro dopo il successo contro il PSG: “In campo ho visto il giusto atteggiamento, questo gruppo ha voglia di fare”
Antonio Conte ha risposto
alle domande dei giornalisti in conferenza stampa: “Sicuramente sono
molto contento perché penso che per quello che ho visto durante la
partita non meritavamo assolutamente la sconfitta, però al di là del
risultato io devo fare delle valutazioni calcistiche e devo essere
sincero e onesto, continuo a vedere importanti miglioramenti nella
mentalità dei ragazzi, nella voglia di giocare a calcio, di aggredire
l’avversario nella propria metà campo, nella voglia di riconquistare
palla quando la perdiamo. Sicuramente questo è un aspetto molto
positivo, e devo dire sinceramente che ho trovato grande disponibilità
da parte dei ragazzi e questo mi entusiasma a proseguire su questa
strada”.
Tra le note positive la tenacia della squadra: “Mi ha fatto piacere
che i ragazzi fino all’ultimo ci abbiano provato, abbiamo fatto gol,
abbiamo vinto ai rigori, non ci deve mai far piacere perdere, neanche in
amichevole, neanche ai rigori. Penso che oggi sia stato questo
l’atteggiamento. Anche prima del gol meritavamo di più dell’1-0. Per
quanto riguarda il mercato c’è il Club che sta lavorando, il mio compito
è quello di far rendere al massimo le risorse che mi vengono messe a
disposizione e sono contento e mi sto divertendo a lavorare con questo
gruppo di giocatori. Non è scontato che il gruppo di giocatori ti dia
entusiasmo e ti faccia divertire quando proponi le cose. Questo è un
gruppo che ha voglia di fare, voglia di seguire, che ha voglia di
superare l’ostacolo e questo ci deve far ben sperare al di là degli
acquisti e delle cessioni”.
Sulle competizioni da affrontate e sulla Champions League: “Giochiamo
nella massima competizione europea e sappiamo le enormi difficoltà che
si incontrano in questa manifestazione perché ci sono sempre tantissime
squadre attrezzate che partono per vincere ma poi vince solo una. Noi
siamo all’inizio di un percorso che ci auguriamo sia importante. Stiamo
lavorando, stiamo mettendo delle basi per cercare di onorare nel
migliore dei modi la Champions League. Come dico sempre ai ragazzi
cerchiamo di lavorare, non poniamoci degli obiettivi particolari minimi o
massimi che possano essere, cerchiamo di dare il massimo e poi vedremo
dove riusciremo ad arrivare”.
Arrivati all’ultima tappa in Asia il resoconto sul lavoro svolto è
positivo: “Sono 20 giorni che stiamo lavorando insieme e nel giro di due
settimane sto vedendo dei grandi miglioramenti e dei giocatori che
hanno voglia di mettere in pratica ciò su cui lavoriamo. Questo per me è
importante perché chiedo tanto al giocatore ma al tempo stesso do tanto
e sono pronto a riconoscere quando i ragazzi meritano come adesso
perché si stanno impegnando, stanno facendo un grande lavoro. Siamo
partiti con ‘zitti e pedalare’ ed effettivamente stanno molto zitti e
stanno pedalando tanto e questo non può che farmi piacere”.
Poi qualche domanda sul mercato: “Lukaku? Come ho sempre detto stiamo
parlando di un giocatore che non è un nostro giocatore, quindi non è
giusto parlarne mancherei di rispetto nei confronti del giocatore e del
Club. Lukaku è un giocatore dello United, sappiamo che c’è il mercato in
atto e il Club sta lavorando per cercare di completare la rosa tra
cessioni e acquisti però come ho sempre detto c’è molta fiducia nel Club
ma per me in questo momento la cosa più importante e che voglio
rimarcare è che sono contento di come stiano lavorando i miei giocatori.
Secondo me stiamo lavorando cercando di creare qualcosa di solido. È
inevitabile che poi andremo a completare la rosa ma l’importante è che
chi arrivi, si integri bene, con la mentalità che c’è oggi in questo
gruppo di ragazzi”.
Infine sull’autore del gol del pareggio, Samuele Longo: “Stiamo parlando di un calciatore che ha una carriera alle spalle anche di un certo livello anche perché è stato in Spagna, ha giocato con l’Espanyol, poi ha giocato diversi campionati e vinto in Serie B. Oggi sta facendo con noi la tournée, è aggregato nel gruppo, stiamo parlando di un buonissimo giocatore. Mi ha fatto un’ottima impressione, si sta impegnando, sono molto contento per lui perché arriva anche da un lungo infortunio e ora è pronto per giocare”.
Venti giorni insieme, al lavoro, tra sudore e fatica, ma i primi frutti iniziano già a vedersi. L’Inter ha chiuso la prima fase della stagione con una vittoria ai rigori con il PSG. Dopo il ritiro di Lugano, la squadra di Conte ha preso parte al Summer Tour in Asia, che ha mostrato una crescita generale, e in alcuni singoli, costante. Il bilancio, parziale, è positivo per il tecnico salentino: “Nel giro di due settimane sto vedendo dei grandi miglioramenti e dei giocatori che hanno voglia di mettere in pratica ciò su cui lavoriamo. Stanno facendo un grande lavoro”. Tutto rose e fiori, dunque? Non propriamente.
Il primo aspetto da sottolineare, in positivo, è proprio l’impatto di Antonio Conte sulla realtà nerazzurra. L’Inter, dopo 15 allenamenti e senza punte di ruolo (esclusi i baby), è già a sua immagine e somiglianza. I giocatori sembrano aver recepito i suoi dettami tattici, e soprattutto la sua grinta e voglia. Contro una Juve con diversi titolari i meneghini hanno fatto un’ottima figura, così come con PSG e Manchester United. Se questo è il prologo, il romanzo non può che essere avvincente. Due note positive sono senza dubbio de Vrij e Sensi. Il primo sembra rivitalizzato dalla cura Conte: preciso, impeccabile, leader, sembra tornato quello della Lazio, se non meglio. Merito della difesa a 3, possibile, ma la sua rinnovata fiducia può aiutare l’Inter. Notevole anche l’impatto di Stefano Sensi: idee, gioco, personalità, sembra un veterano, invece è arrivato a inizio luglio. Infine, menzione doverosa per Sebastiano Esposito: lanciato dal 1’ minuto vista la penuria di attaccanti, il classe 2002, 17 anni appena compiuti (il 2 luglio), ha dimostrato di avere numeri da potenziale stella. Veloce, intelligente ed elegante, ha retto il confronto con campioni del calibro di De Ligt, facendo impazzire anche la retroguardia del PSG: può tornare utile, se non partirà in prestito, a stagione in corso. Il futuro è comunque dalla sua parte.
Inevitabile partire con la più grave mancanza denotata dall’Inter vista tra Singapore e Cina: gli attaccanti. Non si scopre l’acqua calda, è vero, ma l’assenza di Lautaro Martinez, ancora in vacanza post Coppa America, con Politano ai box e Icardi lasciato a Milano, ha palesato una pochezza offensiva resa meno amara solo dalla verve del giovane Esposito. Longo, al passo d’addio, è stato quasi del tutto inconsistente, escluso magari il secondo tempo contro il PSG. Conte ha bisogno di una punta, anzi due, da affiancare a Lautaro Martinez: che siano Lukaku, Dzeko o altri ancora, Marotta deve bruciare i tempi, per permettere al tecnico di integrare adeguatamente i nuovi innesti negli ingranaggi di squadra. Perisic ha nuovamente deluso: da esterno è stato pubblicamente bocciato dall’allenatore, da attaccante ha sprecato occasioni a iosa. Necessita di un cambio di rotta.Servirebbe in generale più qualità sulle fasce, così importanti per Conte: Dalbert fatica, Candreva alterna pochi acuti a preoccupanti crolli. In attesa di Asamoah e Lazaro, certo. Infine una riflessione sulla mediana: Sensi e Brozovic non possono reggere l’intero peso della costruzione del gioco: Borja Valero sembra a fine corsa,Gagliardini non fa il salto di qualità: un innesto, anche di prospettiva, potrebbe rivelarsi utile.
E’ piaciuta ad Antonio Conte l’interpretazione della gara da parte dell’Inter nell’amichevole giocata ieri a Nanchino contro la Juve. Il tecnico leccese, parlando in conferenza stampa, ha voluto sottolineare questo punto: “Ho visto tanto in fase di non possesso e costruzione, i ragazzi hanno fatto una pressione molto importante per 70 minuti. Se l’hanno fatta qua, la possiamo fare per 120 minuti a San Siro o in Italia. La strada è questa, dobbiamo continuare a lavorare e migliorare”.
Il tecnico nerazzurro daccordo con Suning. Alla vigilia del match della ICC con la Juve: “Faremo tutto per il bene del club. Mai vicino alla Juve”
Dopo il ko contro il Manchester United, l’Inter si prepara a tornare in campo per il secondo appuntamento della ICC 2019. Un match “caldo”, perché ad attendere i nerazzurri c’è la Juventus di Sarri: il primo Derby d’Italia della stagione di scena in Cina, a Nanchino, quartier generale di Suning. Esattamente dove ieri si è svolto il summit in casa nerazzurra tra la proprietà (Jindong e Steven Zhang), la dirigenza (l’ad Marotta e il ds Ausilio) e il tecnico. Vertice di mercato che avrebbe così rassicurato Antonio Conte circa le strategie e le prospettive del club, con l’assicurazione che presto la rosa sarà completata. In attacco, soprattutto.
“Non dovevo essere rassicurato – ha puntualizzato Conte in conferenza stampa – perché non ne avevo bisogno. Con il presidente e i dirigenti abbiamo parlato in modo molto sereno”. Un summit che ha però messo di fronte il tecnico nerazzurro a un dato di fatto: la proprietà non farà spese pazze, tutto sarà in linea con le regole del Fair Play Finanziario: “Penso che saranno fatte delle riflessioni, poi saranno prese delle decisioni per il bene dell’Inter. Tenendo conto di tutto, non solo del campo, ma anche sul piano del fair play finanziario. Certo che le decisioni possono spostare l’ago della bilancia e anche le aspettative. Stiamo costruendoqualcosa che al momento non c’è ancora, per cui comunque si vedono le basi”. Dal mercato al campo: la Juve di Sarri come avversario: “Sicuramente ci sarà emozione da parte mia, è la prima volta che incontro i bianconeri da avversario da quando è finito il mio rapporto con loro. Rivedere tanti amici sarà emozionante, poi al fischio d’inizio tutto sarà finito. La Juve per me è un’avversaria e anche la Juve mi considera tale. Non sono mai stato vicino al ritorno, nessuno mi ha mai contattato”.