La Juventus lascia libera la maglia numero 9. Il suo proprietario sarà Mauro Icardi, che ha da tempo un accordo con Paratici per un quinquennale da 8 milioni a stagione +bonus. #Inter chiede 50-60 mln cash, mentre i bianconeri temporeggiano e puntano ai saldi a fine agosto“. Così, con un post su Twitter, Nicolò Schira, esperto di mercato della Gazzetta dello Sport, ha parlato del possibile trasferimento di Mauro Icardi alla Juventus che, a questo punto, diventa un’ipotesi sempre più concreta.
Ma ora la Juve dovrà fare i conti anche con il Napoli che offrirebbe di più alla società nerazzurra ma anche un cospicuo ingaggio all’argentino tutto a vantaggio di Marotta.
Intervenuto in conferenza stampa per presentare il primo incontro dell’International Champions Cup 2019 e che vedrà l’Inter affrontare il Manchester United, l’allenatore nerazzurro, Antonio Conte ha parlato anche del possibile acquisto di Romelu Lukaku proprio dai Red Devils.
LO CONOSCO BENE – “Lukaku è un giocatore del Manchester United. Lo conosco molto bene già dai tempi in cui ero allenatore del Chelsea”.
SAPETE CHE MI PIACE –
“Sapete bene che è un giocatore che mi piace e che per noi sarebbe
importante e ci farebbe fare un salto in avanti. Oggi però Lukaku è un
giocatore del Manchester United e questa è la realtà dei fatti. È la
verità”.
NON È UN’AMICHEVOLE – “Domani abbiamo
un match importante, a questo livello è difficile considerarla
un’amichevole e sarà così anche per loro. La nostra pre-stagione sta
andando bene, spero di vedere dei miglioramenti nella mia squadra”.
PERISIC – “Perisic
è un giocatore che ha caratteristiche specifiche e voglio capire se
potrà giocare nella posizione che ho in mente. Abbiamo tempo per
valutarlo e capire se potrà fare quello che voglio da lui”.
ICARDI –
“Icardi? La sua situazione è chiara, come lo è stato il club. Non
rientra nel progetto Inter. Non è semplice giocare senza attaccanti ad
inizio stagione”.
NAINGGOLAN – “Anche lui resta fuori dal progetto”.
MERCATO – “È
difficile prevedere il mercato: abbiamo la necessità di snellire e
creare un gruppo. Con la società abbiamo la stessa visione in entrata e
in uscita, sono fiducioso anche se mi aspettavo che fossimo più
avanti”.
Il primo test amichevole dell’Inter contro il Lugano ha offerto numerosi spunti di riflessione in vista della prossima stagione. In attesa di capire da chi sarà formato il nuovo attacco nerazzurro, oltre al confermatissimo Lautaro Martinez, è tanta la curiosità sui moduli, le novità tattiche e le varianti proposte dal nuovo allenatore. Con il calciomercato apertissimo è tutto in divenire, ma Conte sembra fermo sulle sue idee e puntare ovviamente sul 3-5-2, marchio di fabbrica della sua carriera. Grazie però agli elementi presenti in rosa, c’è la possibilità di offrire varie opzioni tattiche a seconda della partita. Da un approccio più offensivo ad una formazione più coperta, ecco tutti i moduli che Antonio Conte potrebbe proporre per schierare la sua Inter
3-5-2
Si parte ovviamente dal 3-5-2 nato nella sua esperienza alla Juventus e divenuto modulo di riferimento per la sua carriera. Con l’innesto di Godin, la difesa a tre diventa blindatissima grazie alle conferme di De Vrij e Skriniar. Il centrocampo nerazzurro si rinnova notevolmente grazie alla freschezza e qualità di Barella e Sensi che dovrebbero essere schierati tra i tre di centrocampo insieme a Brozovic. L’ex Cagliari può fungere da schermo davanti alla difesa o da mezzala, con Sensi che poi si sposterebbe in cabina di regia. Sugli esterni Conte punta sul nuovo acquistò Valentino Lazaro e sul recupero di Ivan Perisic chiamato a fare tutta la fascia e dimostrare il suo valore. In attacco spazio a Lautaro Martinez e ad uno tra Lukaku e Dzeko, i due obiettivi di mercato fissati dalla dirigenza.
4-3-3
Nelle corde della rosa a disposizione di Antonio Conte c’è anche il 4-3-3. In difesa spazio a Lazaro e D’Ambrosio sulle fasce, mentre la coppia centrale potrebbe essere formata da De Vrij e Skriniar, con Godin pronto a subentrare ad uno dei due. Per il centrocampo Barella-Sensi-Brozovic garantiscono la giusta dose di qualità, sostanza e dinamismo. In avanti Perisic e Lautaro Martinez possono essere schierati come esterni d’attacco, mentre il ruolo di punta centrale è di diritto affidato al sogno Lukaku o a Edin Dzeko.
4-4-2
Per una formazione più coperta e in grado di presidiare al meglio le fasce, Antonio Conte potrebbe proporre un 4-4-2 classico. In difesa Asamoah può insidiare Lazaro con D’Ambrosio schierato sull’altra fascia. Per il centrocampo Politano e Perisic ricoprirebbero il ruolo di ali garantendo un apporto importante in fase offensivo. La zona nevralgica del campo potrebbe essere affidata alla coppia di giovani talenti Barella-Sensi, mentre l’attacco vede Lautaro Martinez e uno tra Dzeko e Lukaku.
4-2-3-1
Per osare maggiormente in caso di svantaggio o in partite da vincere contro squadre ben coperte, Antonio Conte potrebbe optare anche per il 4-2-3-1. Così come nel 4-4-2 la difesa è formata da Asamoah-De Vrij-Skrinir-D’Ambrosio. Il centrocampo a due è sorretto da Barella e Sensi, con Brozovic pronto a subentrare in caso di necessità. La batteria di trequartista, dietro l’unica punta, annovera Perisic per la fascia sinistra, Politano per la fascia destra con la possibilità di inserire anche Lazaro per offrire maggiore copertura in difesa. Dietro l’unica punta può lavorare Lautaro Martinez per poi avvicinarsi al centravanti in fase di possesso. Il terminale offensivo per eccellenza dovrebbe essere uno tra Lukaku e Dzeko.
Nella nuova sede dell’Inter la prima conferenza stampa del nuovo allenatore: “Semplice scegliere l’Inter, abbiamo la stessa voglia e ambizione. Vincere subito? Non sono uno che si pone limiti. Sfidare la Juve sarà una grande emozione. Io top player? Quelli servono in campo”. L’ad Marotta: “Ci serviva un vincente come lui. Icardi alla Juve? Al momento lo escludo. Dzeko e Barella sono obiettivi, ma niente fretta”
Io e l’Inter abbiamo la stessa ambizione”
” Scegliere l’Inter è stato semplice, abbiamo la stessa visione.
Condividiamo la stessa ambizione e la voglia di costruire qualcosa di
importante ben sapendo che dovremo passare da un percorso di fatica e di
sudore. Presenza di Marotta è stato un incentivo: conosce i miei pregi
e i miei difetti così come io conosco i suoi. L’Inter è una società
con grande tradizione, una delle più importanti al mondo”
“Ridurre il gap con Juventus e Napoli”
” Io sono una persona che non si pone limiti e non voglio che altri se
ne creino a inizio stagione. Sappiamo benissimo che negli ultimi anni
si è creato un gap enorme nei confronti di due squadre, soprattutto nei
confronti della Juventus. E poi c’è anche il Napoli che ha dimostrato
di poter stare ad alti livelli. Sappiamo di dover lavorare meglio degli
altri, ma dobbiamo partire con l’ambizione di dare il meglio senza
avere recriminazioni”
“Icardi-Nainggolan? Mi allineo alla volontà del club”
” Il club ha avuto il tempo necessario per valutare la situazione e
agire. Mi sono totalmente allineato alla volontà del club. Io e il club
dobbiamo essere un’unica cosa”
“Io un top player? No, dobbiamo averli in campo”
” I top player dobbiamo averli in campo. L’Inter ha una buona base di
partenza per poter costruire qualcosa di importante. Sicuramente dovrò
dare un apporto importante come penso di avere sempre fatto nelle mie
precedenti gestioni. So di avere grandi responsabilità e la sento nei
confronti di chi mi ha scelto. Sono pronto a prendermele e dividerle coi
miei calciatori, dobbiamo parlare poco e lavorare tanto. Mi piace
ricordare il motto ‘Testa bassa e pedalare’, dovremo essere bravi e
feroci. Se vogliamo fare una stagione importante, da protagonisti,
dobbiamo avere l’obbligo di uscire ogni domenica con la famosa maglia
sudata”
“Ragioniamo con il noi, non con l’io”
” Con l’io non si va da nessuna parte. Non ho la presunzione di
pensarlo. Ragioniamo col noi, per essere un gruppo unito. coeso. Tutti
insieme possiamo prendere punti in più, io dovrò indicare la strada. La
dovrò indicare io ed essere molto attento affinché la squadra la
segua. Se qualcuno non ha lo scopo della vittoria è giusto che si
faccia onestamente da parte e noi dobbiamo essere molto chiari. Confido
molto nella rosa e sono convinto che tutti insieme possiamo costruire
qualcosa di importante”
“Partiamo con la difesa a 3, ma non ho un dogma fisso”
” Guardando la rosa il reparto difensivo è molto forte e non mi
riferisco solo a Godin, De Vrij o Skriniar. Anche D’Ambrosio, Ranocchia
o Bastoni giocherebbero titolari in qualsiasi squadra. Partiremo con
una base forte in quel settore e con una difesa a tre. Poi vedremo, non
ho un dogma fisso”
“Obiettivi stagionali? Nulla è impossibile”
” Abbiamo di fronte una squadra (la Juventus, ndr) che da 8 anni a
questa parte fa un campionato a parte, in più il Napoli si è assestato
ed è collaudato. Noi dobbiamo essere bravi a costruire qualcosa. Non
dobbiamo chiedere tempo, ma non dimentichiamo che per due anni di fila
l’Inter si è qualificata all’ultima giornata in Champions. Nessuno qui
si considera un mago, ma noi lavoreremo tanto e dobbiamo farlo meglio
degli altri. Il gap esiste ma non deve essere un alibi. Quando andai
alla Juventus ripartimmo dopo due settimi posti e vincemmo il
campionato. Col Chelsea arrivai dopo un decimo posto e vincemmo il
campionato. Penso che con la Nazionale abbiamo fatto un percorso
importante. Nulla è impossibile, ma c’è da lavorare tanto sul mercato e
sulla mentalità. Ai tifosi posso promettere che daremo tutto noi
stessi per costruire qualcosa di importante”
“Per me sarà emozionante tornare allo Juventus Stadium”
” Sicuramente sarà una partita importantissima, andremo a sfidare i
detentori del titolo da 8 anni. Di base saranno due partite importanti
sia a San Siro che allo Juventus Stadium, fermo restando che ce ne
saranno altre 36. Se vuoi essere ambizioso non ti devi focalizzare solo
su poche partite. Sicuramente ci sarà emozione a entrare allo Juventus
Stadium. Conoscete benissimo la mia storia, sapete il mio passato e
quindi ci sarà emozione fin quando ci sarà il fischio d’inizio. Poi so
benissimo che sono un avversario e che la Juventus sarà un avversario e
dovremo essere pronti a combattere”
“Perisic? Dai miei giocatori voglio disponibilità”
” Cerco disponibilità da parte dei miei calciatori, cerco calciatori
che pensino per il noi e quel che penso io lo pensa il club. Come detto
all’inizio abbiamo la stessa visione e ci siamo trovati su tante
situazioni. Non vedo grossi problemi, avremo tempo per conoscerci e fare
un percorso. Il mercato dura fino a inizio settembre. Se qualcuno non
dovesse essere su questa lunghezza d’onda, amici come prima e si
faranno altre scelte”
“Lautaro? Non vedo l’ora di scoprirlo”
” Lautaro Martinez è un giocatore forte che l’anno scorso ha fatto una
stagione di ambientamento importante. Ha fatto un’ottima Coppa America e
non vedo l’ora di scoprirlo”
Il 26enne attaccante belga, valutato 85 milioni di euro, sembra ormai vicinissimo ai nerazzurri, anche alla luce delle sue recenti dichiarazioni su Antonio Conte definito “il migliore allenatore del mondo”. Eppure i numeri dicono che il giocatore ex Chelsea ed Everton, negli ultimi 2 anni in Premier League, ha segnato un solo gol contro le big d’Inghilterra.
Le strade dell’Inter e di Romelu Lukaku sembrano destinate a incrociarsi. Alle prese con il caso Icardi che – salvo improbabili stravolgimenti – si concluderà con la separazione tra il club e l’ex capitano, i nerazzurri devono necessariamente cercare un sostituto all’altezza dell’argentino che in stagioni ha segnato 124 gol in 219 presenze in gare ufficiali. Il nome più caldo è quello del 26enne attaccante belga che nelle ultime due stagioni ha indossato la maglia del Manchester United: il giocatore stesso, reduce da una doppietta contro la Scozia nel rotondo successo per 3-0 del Belgio contro la Scozia in un match valido per le qualificazioni agli Europei 2020, ha rilasciato
dichiarazioni che appaiono inequivocabili.
Ingaggio faraonico e una valutazione di 85 milioni di euro
Attaccante di livello internazionale che con il Belgio ha messo a segno 46 reti in 80 partite, Lukaku ha da poco compiuto 26 anni, ha un contratto con il Manchester United in scadenza nel 2022, un ingaggio da 12 milioni di euro a stagione e una valutazione di 85 milioni di euro (dati Transfermarkt). Un profilo da Top Player, senza dubbio. Ci sono alcuni numeri, tuttavia che non depongono affatto a suo favore. Nelle ultime 2 stagioni, ovvero da quando indossa la maglia del Manchester United, l’attaccante ha segnato solo un gol alle big di Premier League: era il 25 febbraio 2018 e a Old Trafford il belga firmò al 39′ la rete del momentaneo 1-1 dopo il vantaggio iniziale dei Blues firmato da Willian (32′) e prima del definitivo 2-1 di Lingard (75′). Spostandoci a livello internazionale, il discorso cambia poco. Lukaku nelle coppe europee raramente lascia il segno quando l’asticella si alza. In due anni gli unici guizzi sono il gol (peraltro rivelatosi inutile) del definitivo 1-2 contro il Real Madrid nella finale di Supercoppa europea persa dal Manchester United l’8 agosto 2017 a Skopje, e la doppietta (questa sì decisiva per il passaggio del turno dei Red Devils) rifilata al PSG nel match di ritorno degli ottavi di finale dell’ultima edizione di Champions League al Parco dei Principi.
Lukaku e i gol alle grandi in Premier League
Squadra avversaria
Stagione 2017-18
Stagione 2018-19
Manchester City
0
0
Chelsea
1
0
Arsenal
0
0
Tottenham
0
0
Liverpool
0
0
dati relativi alle ultime 2 stagioni
Le vittime preferite di Lukaku in Premier League
Decisamente diverso lo score di Lukaku con squadre di bassa e media classifica. Le sue vittime preferite in Premier League, da quando indossa la maglia del Manchester United, sono il Crystal Palace e il Southampton contro cui ha messo a segno 4 gol a testa. Seguono Bournemouth (3), West Ham (2), Stoke City (2), Swansea (2), Newcastle (2) e Burnley (2).
Romelu Lukaku con la maglia del BelgioGetty
I gol di Lukaku in Nazionale da quando gioca nello United
Rendimento per certi versi simile in Nazionale, dove Lukaku segna con regolarità ma altrettanto spesso fallisce i grandi appuntamenti. Un dato statistico su tutti. Dal 2014 in poi, tra fasi finali di Mondiali ed Europei, il belga ha segnato solo un gol nella fase a eliminazione diretta, l’1 luglio 2014 agli ottavi di finale contro gli Stati Uniti: mise la sua firma sul provvisorio 2-0 al 105′ in un match che vide i Diavoli Rossi imporsi 2-1 e centrare la qualificazione ai quarti di finale.
l belga è il primo obiettivo dei nerazzurri: “Avrò un’estate agitata, penso proprio di sì”. I Red Devils chiedono 80 milioni
PRIMA SCELTA
—
“Mi chiedete se avrò un’estate agitata? Sì, credo proprio di sì”. Mai come stavolta è giusto dire così: parole di Romelu Lukaku, musica per le orecchie dell’Inter. Il centravanti ha parlato a margine della partita tra il suo Belgio e la Scozia, match nel quale ha messo a segno una doppietta, per un totale di 25 gol nelle ultime 21 presenze con la maglia del Belgio.Lukaku non mancato di toccare l’argomento futuro: “Ho un contratto con il Manchester United – ha detto –. Parlerò con il mio club e con il mio agente Federico Pastorello per prendere la decisione migliore. Ora voglio godermi le vacanze con la mia famiglia. So quello che farò, ma non voglio dirlo, vedremo”. A chi gli ha chiesto direttamente dell’ipotesi Inter, lui ha sorriso senza rispondere. E poi, in esclusiva a Mediaset, ha aggiunto: “Un bene che Conte sia andato all’Inter, per me è il miglior allenatore al mondo. Sono un grande fan della Serie A, chi mi è vicino sa che ho sempre desiderato giocare nel campionato inglese e in quello italiano: amo l’Italia. E poi è arrivato Cristiano Ronaldo, Sarri andrà alla Juventus, c’è Ancelotti al Napoli: sarà una Serie A emozionante”. Parole che valgono più di un’apertura. Lukaku è la prima scelta di Conte per l’attacco nerazzurro della prossima stagione. L’Inter però fin qui si è scontrata con le richieste del Manchester, che chiede 80 milioni. E ha già detto no all’ipotesi di uno scambio con Perisic.
Lunga intervista concessa ai microfoni della rivista GQ da parte del nuovo tecnico dell’Inter Antonio Conte. Per prima cosa l’allenatore ha affrontato il suo presente e la sua immagine: “Vede, l’insieme dei risultati che ho tenuto e soprattutto la rapidità con la quale sono venuti mi hanno cucito addosso una certa immagine. Io creo aspettative. Quando intraprendo una nuova avventura la società si aspetta molto da me. I giocatori sono fiduciosi di migliorare, i tifosi si aspettano grandi soddisfazioni. Questo significa che devo valutare con estrema attenzione le mie scelte. Ne sono consapevole, e quindi quindi ho già risposto alla sua domanda. Posso accettare all’inizio di avere poche possibilità di vincere, al limite anche l’1%, ma almeno quello deve esserci”.
La presenza di Beppe Marotta è stata decisiva per scegliere l’Inter? Ha aiutato, è stata una conferma dell’impressione che avevo da lontano. Marotta è un dirigente che ha vinto tanto, se tu lo cerchi un minuto dopo che la Juve l’ha liberato vuol dire che hai intenzioni serissime, che non lasci nulla di intentato per salire in cima. Parliamoci chiaro: a parte rare eccezioni, sono otto stagioni che in serie A non si lotta per il primo posto. L’Inter vuole cambiare questo stato di cose, il modo in cui si sta muovendo dimostra la volontà di competere. Non mi ha convinto solo Marotta. Quando ho parlato col presidente Zhang, mi ha colpito la sua determinazione. Lo stesso Ausilio ha idee molto chiare. L’Inter è un club ambizioso, in cui tutti remano nella stessa direzione.
Nel recente passato non c’è stato uno spogliatoio più tormentato: polemiche, spifferi, lunghi passaggi a vuoto alternati a rimonte in extremis. Lei comunica tramite concetti motivazionali: quale sarà il primo? Si può fare, non abbiamo limiti.
IL RIFIUTO AL REAL – A volte rispondere no è dura, perché l’offerta può essere allettante sotto ogni punto di vista. Mi sono sono imposto una valutazione molto fredda, ho capito di non sentire quella situazione in quel momento.
LA PREMIER – Dell’esperienza in Premier posso dire che mi ha completato. Mi sento un tecnico molto migliore di quanto fossi alla partenza, perché ho imparato ad adattarmi: quando vai in un mondo nuovo devi capire in fretta cosa puoi cambiare e cosa no, nel senso che qualcosa devi fare perché altrimenti non vinci, ma se fai troppo, o troppo in fretta, lo spogliatoio non ti segue. Parlo di alimentazione, su cui sono intervenuto nei limiti del possibile, e di vita sociale fuori dal centro sportivo, sulla quale non ho potuto incidere perché non esiste. In Italia si organizzano cene dell’intera rosa, con le mogli al seguito, per cementare un gruppo. In Premier no, finito l’allenamento ognuno va per gli affari suoi, E quindi devi trovare altri pretesti per sviluppare lo spirito di squadra. Venendo a me stesso, ho interpretato con orgoglio la parte dell’italiano: pur essendo un tipo da jeans e maglietta andavo in panchina in abito e cravatta, rigorosamente italiani, per confermare la nostra fama di eleganza. Di diverso ci sono anche le domande dei giornalisti a fine gara: in Italia chiedono perché hai cambiato modulo, in Inghilterra la tattica non interessa. La domanda è sempre la stessa: hai messo tizio in panchina, come fai a mantenergli alto il morale? Io 11 ne posso schierare… Una volta ho risposto che dopo la partita porto le riserve al cinema e offrono loro pure i popcorn.
Se calcoliamo che il suo primo ritiro estivo da giocatore avvenne a 15 anni, e che ho usato l’unico anno tra fine dell’attività da calciatore inizio di quella da allenatore per frequentare il corso di Coverciano, si può dire che la scorsa stagione sia stata per lei la prima di riposo dopo 35 anni. Com’è stato il relax? Relativo. Un po’ perché la causa reale è stata fonte di stress, ho passato giornate a raccogliere e mettere in ordine i documenti, un po’ perché ovviamente ho guardato tante partite in tv e molte sono andato a seguirle dal vivo: un allenatore moderno non può certo sparire per un anno, deve continuare ad aggiornarsi. Premesso questo, è chiaro che abbia risarcito la mia famiglia di tutto il tempo sottratto lavorando. E non parlo soltanto di mia moglie Betta e di Vittoria, per la quale ci siamo sobbarcati le code infinite di EuroDisney, ma anche dei miei genitori. Quest’anno hanno celebrato le nozze d’oro e io mi sono goduto la loro festa, se avessi avuto un club, non sarebbe stato possibile. Siamo molto legati, sono fiero dell’educazione che mi hanno dato, e quindi riprendersi un po’ di tempo per passarlo a Lecce è stato davvero un privilegio. Papà Cosimino, poi, resta un grande appassionato di calcio, l’unico a cui permetto di contestarmi le sostituzioni: gliele devo spiegare finché non ne è convinto, e non sempre ci riesco… Tenga presente che io so anche divertirmi: in Puglia quest’anno abbiamo fatto molto mare, il mio mare, e chissà quando ne avrò di nuovo la possibilità. Però è chiaro che ad un certo punto l’idea di ricominciare si è fatta impellenza. Ha detto bene, è da quando avevo 15 anni e seguivo le prime indicazioni di Fascetti che sono a contatto con grandissimi lavoratori gente che si è costruita la vita a forza di sacrifici e rinunce. Questo ti segna. Io devo lavorare, e tanto. È un bisogno che ho nel DNA.
Infatti ripete spesso che considera umiliante per la sua professionalità la frase fatta” è un allenatore deve pensare a non fare danni”. Gliene aggiungo un’altra, a proposito di luoghi comuni che sopporto sempre meno: è una sciocchezza dire “nel calcio non si inventa più niente”, perché si tratta di una materia in continua evoluzione, e se hai voglia di aggiornarti c’è un’infinità di soluzioni nuove messe a punto dei vari tecnici e adattabili ai propri principi di gioco. Ciò che conta è rielaborare e non scimmiottare: se inizio dal basso coinvolgendo il portiere, come facevo ad Arezzo e a Bari, ho bene in testa l’obiettivo di dilatare lo schieramento avversario aprendo spazi alla mia risalita del campo. Se lo faccio tanto per farlo diventa un giro della morte, come lo chiamo io, perché corri dei rischi senza ottenere la ricompensa.
Un esempio del suo giocatore ideale? Gliene faccio due, modelli diversi ma ugualmente vincenti nell’anima. Il primo è Andrea Pirlo, un fuoriclasse capace di metterti la palla sul piede con un lancio di 70 metri, ma anche un mostro di determinazione degli allenamenti. Lo prendiamo alla Juve, perché il Milan non gli aveva rinnovato il contratto, fu la locomotiva del mio ciclo: potevo chiedere a tutti qualsiasi fatica, se hai Pirlo a tirare il gruppo nessuno si permette di fiatare. Il secondo esempio è N’Golo Kante, perché la sua disponibilità arricchisce una squadra in modo incredibile. Macina chilometri per 90 minuti, corre ad aiutare ogni compagni in difficoltà, e lo fa sempre col sorriso sulle labbra. E con gente del genere che si vince.
In campo lei era più vicino a Kante che a Pirlo: un giocatore eccellente, non un fuoriclasse. Da allenatore pensa di aver salito quell’ultimo gradino? Credo di sì ma è una conquista che devi confermare ogni stagione, in ogni posto. Non sono un presuntuoso. Nelle prime interviste, quelle di inizio carriera, mi davo una scadenza: se non fossi riuscito ad arrivare in alto in un certo tempo, avrei fatto altro. Ma ero molto sicuro di me stesso, in fondo da ragazzo allenavo la squadra della scuola di mio fratello piccolo… Ho sempre pensato di fare questo, di poterlo fare bene.
Che tipo di accoglienza si aspetta dai tifosi dell’Inter? Perché ho passato molti anni alla Juve, vuol dire? Non mi attendo problemi, da nessuna parte. Quando decidi di allenare azzeri ciò che hai fatto da giocatore, perché un calciatore può pensare di sviluppare la sua carriera in 1-2 club, un tecnico no, è consapevole che se tutto andrà bene lavorerà per diverse società. La motivazione del professionista è quella di trovare sempre nuove sfide, e dopo aver riportato al successo la Juve, aver sfiorato la semifinale europea con l’Italia e aver rilanciato il Chelsea vincendo la Premier e l’FA Cup in due anni, non vedo l’ora di riportare l’Inter dove le compete. Si aspettano molto da me, gli interisti. E fanno bene.
Antonio Conte potrà schierare la nuova Inter con tre moduli diversi, a seconda delle esigenze dell’allenatore.
Il mercato è appena cominciato ma ufficialmente aprirà il 1° luglio. Dalle trattative in corso e le voci di mercato ipotizziamo quali potrebbero essere le formazioni di Antonio Conte con cinque acquisti escludendo Lukako.
Antonio Conte in visita a Cornaredo in Svizzeradove partirà la sua avventura nerazzurra con il ritiro estivo.
Antonio Conte e Steven Zhang.
Chiamatelo effetto Conte e nessuno avrà da ridire. Antonio è atterrato sul pianeta Inter il 31 maggio e in meno di 10 giorni la sua presenza si è già fatta sentire sotto la pelle dei tifosi. L’allenatore sta spingendo in alto gli abbonamenti, cresciuti del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Oggi scade la fase 1 della campagna abbonamenti nerazzurra, partita il 16 maggio e riservata alla prelazione per chi deve rinnovare la tessera annuale, e i numeri sono davvero super. Oltre 12mila tifosi hanno già scelto di dare ancora fiducia ai nerazzurri, segno che il popolo di San Siro vuole essere numeroso e vicino alla squadra anche la prossima stagione. L’effetto Conte si vede in un numero davvero emblematico: il primo giorno di Antonio nerazzurro, il 31 maggio, l’annuncio della firma arrivato di buon mattino ha alzato la febbre nerazzurra e spinto ben 3mila tifosi che hanno rinnovato la tessera annuale per la Serie A.
Antonio Conte potrà schierare la nuova Inter con tre moduli diversi, a seconda delle esigenze dell’allenatore.
Il mercato è appena cominciato ma ufficialmente aprirà il 1° luglio. Dalle trattative in corso e le voci di mercato ipotizziamo quali potrebbero essere le formazioni di Antonio Conte con cinque acquisti escludendo Lukako.