Kwadwo Asamoah ha rilasciato alcune dichiarazioni a Dazn dopo il successo sull’Udinese. “Una vittoria molto importante per noi – dice il ghanese -. Sapevamo che l’Udinese sarebbe stato un avversario tosto, fisico, ma aver portato a casa il risultato è stato certamente positivo. Ed è questo il nostro obiettivo in ogni partita. Le differenze con il recente passato? È cambiato tanto. Ora abbiamo la mentalità di dare il massimo sempre, di voler vincere mettendo in campo qualsiasi cosa. E penso che siamo sulla buona strada. Sensi? Lui è un giocatore di qualità, fa la differenza. E l’avevo già notato al Sassuolo. Sono contento di quello che sta facendo per la squadra”
Ripresa degli allenamenti per l’Inter di Antonio Conte, che si è ritrovata ad Appiano Gentile dopo le fatiche della tournée asiatica. Insieme al resto del gruppo si sono rivisti Lautaro Martinez e Kwadwo Asamoah, oltre a Federico Dimarco, rientrato alla base dopo il prestito al Parma e in attesa di trovare una nuova sistemazione.
Kwadwo Asamoah conosce molto bene Antonio Conte che lo ha allenato quando il ghanese vestiva la maglia della Juve. Il giocatore, che ritroverà Conte all’Inter, sa quelloche chiede l’allenatore in allenamento e in partita: “E’ molto aggressivo e non molla mai anche se vincevamo sempre, lui non molla mai, anche quando eravamo campioni e la stagione era finita. Al secondo anno abbiamo vinto lo scudetto, mancavano 6 gare alla fine e in tutto il mondo quando hai vinto molli un po’ in allenamento, hai più giorni di riposo ma lui non mollava mai. Voleva vincere tutte le partite per arrivare a un punto che nessuno poteva mai raggiungere in Italia. E’ un allenatore che sia nelle buone che nelle cattive situazioni non molla mai. I compagni che hanno giocato con lui ci dicevano che era così anche da calciatore. Quando c’erano i giorni liberi, lui andava comunque ad allenarsi. E questa cosa l’ha portata anche nel suo modo di allenare. Con lui devi sempre dare il massimo. Quando c’erano gli allenamenti fisici e magari non riuscivi a portarli a termine per problemi fisici o perché non stavi bene, il giorno dopo ti allenavi col gruppo e poi dovevi recuperare le parti che avevi saltato il giorno prima. Te la faceva ‘pagare”.
“Ogni allenatore ha la sua filosofia. Con Conte non importa chi tu sia, che tu abbia vinto l’anno prima, o i trofei che tu hai raggiunto. Lui vuole vincere sempre, mira solo a quello e non guarda al passato. Non andrai mai in campo impreparato. Per lui non importa nemmeno che tu sia un giocatore già affermato o un giovane: ti dirà sempre quello che pensa in faccia, davanti a tutti. Non è uno che si fa problemi. Allegri, in questo, è abbastanza differente, dato che a volte preferisce non parlare davanti a tutti con i senatori del gruppo“.
Sull’addio alla Juventus: “Ho deciso di lasciare i bianconeri un mese, un mese e mezzo prima della fine della stagione (2017-18, ndr). Per me è stata una decisione molto difficile dopo sei anni fatti di trofei e ottime relazioni con la squadra, con i tifosi e tutto l’ambiente. E’ stato complicato dire a tutti che me ne sarei andato. Non riuscivo a dormire per questo. Ma ho dovuto prendere una decisione importante per la mia famiglia e per la mia carriera. Ma la mia situazione non era più quella del mio arrivo alla Juventus, avevo molte più difficoltà. Dunque, avevo bisogno di una nuova sfida per la mia carriera”.
Sulla sua esperienza all’Inter: “L’Inter per me è una nuova casa, una nuova famiglia e voglio fare sempre del mio meglio. Mi hanno parlato del loro progetto e sono contento di far parte di questa squadra che proverà a vincere lo Scudetto. Siamo una buona squadra, siamo tornati in Champions League e voglio fare tutto per aiutare la squadra”.
João Cancelo (Juventus) e Kwadwo Asamoah (FC Internazionale)
Chi ha fatto il vero affare tra Inter e Juventus? Una domanda che si pone la Gazzetta dello Sport ormai a fine stagione, quando è possibile fare un bilancio. E il tema tocca i due laterali che si sono scambiati casacca in estate: da una parte Kwadwo Asamoah, dall’altra Joao Cancelo. “Quaranta milioni il portoghese, costo zero il ghanese: è il punto di partenza inevitabile per la discussione – si legge -. Un campionato (meno due giornate) dopo, il saldo del «cambio» degli esterni è più positivo per l’Inter che per la Juventus. Asamoah ha compensato gli errori pesanti contro Mandzukic (gara d’andata) e Psv con una stagione condotta nettamente al di sopra della sufficienza, concedendosi solo un mese di difficoltà durante l’inverno. Cancelo, partito bene, ha via via deluso Allegri nel corso della stagione per una fase difensiva mai migliorata. E non a caso viaggia verso il divorzio”.
L’Inter di Luciano Spalletti si avvicina all’appuntamento con la sfida di sabato sera contro l’Udinese. Una partita speciale perKwadwo Asamoah, ex di turno con quattro stagioni tra le fila dei friulani, che ai microfoni diSky Sportha presentato così l’incontro: “E’ sempre difficile quando vai a giocare contro la tua ex squadra, c’è un’emozione particolare. Loro non stanno attraversando un buono momento, sono un po’ in difficoltà, ma cercano sempre di ripartire e andare forte. Noi dovremo essere subito svegli, fin dal primo minuto, perchè loro quando attraversano un momento un po’ così vorranno dare tutto. Portare a casa il risultato è la cosa migliore per noi, anche per essere più tranquilli: dietro ci sono tante squadre che possono arrivare, noi non possiamo aspettare. Questo è il momento in cui dobbiamo dare tutto. Al momento piuttosto faccio più assist che gol: nel mio ruolo prima devi pensare a difendere. Poi se si fa gol è meglio. La mia qualità è giocare in mezzo e mi piace quando cominciamo da dietro e avanziamo: non mi piace prendere la palla e attaccare subito. Mi piace costruire e creare l’opportunità per accelerare. Spero di segnare entro fine stagione, aspetto da un po’ quel momento: ma nel mio ruolo devi pensare prima a difendere“.