
Il giornale sportivo spagnolo Marca ha intervistato Diego Godin. Dalla prima pagina: “L’addio con Simeone è stato emozionante. Non mi sento capo (El Jefe era il suo soprannome) in questa Inter, sono nuovo. Spero che l’Atletico vinca il derby”.


Il giornale sportivo spagnolo Marca ha intervistato Diego Godin. Dalla prima pagina: “L’addio con Simeone è stato emozionante. Non mi sento capo (El Jefe era il suo soprannome) in questa Inter, sono nuovo. Spero che l’Atletico vinca il derby”.


“Clamoroso Icardi: porta l’Inter in tribunale”. Questo il titolo della prima pagina dell’edizione odierna del Corriere dello Sport. “L’attaccante – si legge – va al Collegio Arbitrale: chiede il reintegro nella parte tattica e 1,5 milioni di euro per condotta discriminatoria. Lui vuole ancora la Juve. Alla finestra Psg, Monaco e Atletico”.


Secondo Sky Sport, Beppe Marotta lo ha fatto capire chiaramente: la situazione di Mauro Icardi resta caldissima, almeno fino alle 20 di lunedì, quando chiuderà il calciomercato estivo. Nel frattempo, però, l’attaccante, che ha partecipato alla parte atletica dell’allenamento svolto in mattinata dalla squadra, è rimasto fuori ancora una volta dalle esercitazioni tattiche dell’Inter di Antonio Conte. D’altronde, a Cagliari Maurito non ci sarà e, così come contro il Lecce, non sarà nemmeno convocato. La linea societaria, dunque, continua chiara e coerente. In attesa che, come auspicato all’amministratore delegato nerazzurro, la situazione si risolva il prima possibile.

Dall’Hotel Sheraton, sede ufficiale del calciomercato, Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha risposto alle domande dei giornalisti presenti: “Negli anni ‘90 la Serie A era il top per i calciatori, oggi siamo diventati un po’ la tradizione. Ma quest’anno allenatori importanti hanno richiamato l’attenzione di molti calciatori e stiamo risalendo, ma a livello economico siamo ancora lontani da altri campionati. L’operazione Recoba a Venezia? Accanto alla competenza deve esserci anche un po’ di fortuna. Stavo andando a Parma a prendere Giunti, a metà strada mi chiama Oriali e mi dice, guarda che Tanzi è Galliani hanno fatto operazione Giunti-Orlandini. Mi chiama poi un collaboratore che mi dice di aver visto questo Recoba. Così chiamo Mazzola e con Paco Casal facemmo questa operazione per giustificare una mancanza, poi si verificò un gran colpo perché da solo fece la differenza. Un’altra operazione simile la feci alla Sampdoria con Cassano. Era stato emarginato dal Real e venne da noi, con lui e Pazzini arrivammo quarti. Pogba? Un’operazione nata tra sinergia con attività di scouting e rapporti con agenti. Lui non rinnovava col Manchester, Raiola lo offrì a Paratici e lo prendemmo facendo un grande affare”.
SU CONTE – “Conte? Una delle domande a cui non sono ancora riuscito a dare una risposta esatta è qual è il lesso dell’allenatore. Io non lo so, ma in un grande club serve un profilo che non badi solo ai dettagli tattici, ma che abbia grandi capacità di gestione dal punto di vista umano. Siamo stati contenti di aver rinunciato all’acquisto di un calciatore per investire su Conte perché crediamo che lui sia il nostro top player e che in percentuale inciderà di più”.
SU ICARDI – ”Icardi? La parte mediatica è una cosa che coinvolge è interessa tutti, su questo argomento ho letto di tutto ma noi abbiamo agito con senso di coscienza è responsabilità, lo abbiamo fatto nel rispetto dei ruoli perché la società ha il diritto di poter scegliere le strategie. La società ha una linea ed è responsabile delle proprie scelte, di sicuro non siamo autolesionisti, ovviamente nel rispetto dei calciatori. Icardi è protagonista del suo futuro, si sono riscontrate difficoltà, A due giorni dalla chiusura del mercato sono sempre ottimista sul fatto che possa finire questa telenovela. Non siamo autolesionisti, agiamo con coscienza e rispetto”.
ANCORA ICARDI – Intervenuto dalla mixed zone dello Sheraton Hotel, Beppe Marotta ha dichiarato: “Rinnovo e prestito per Icardi? Sapete quali sono le nostre intenzioni, mancano due giorni ma siamo fiduciosi di poter trovare una collocazione adeguata al valore di Mauro Icardi. Abbiamo rispetto per la professionalità sempre dimostrata”.
SULL’IDEA MONACO – “In questo momento di idee ce ne sono diverse, aspettiamo. Stiamo avendo confronti, c’è la collaborazione di tutte le parti”.
SE IL MERCATO IN ENTRATA E’ CHIUSO – “Siamo soddisfatti del lavoro svolto, ringrazio il nostro ds Piero Ausilio. Siamo molto felici, contenti per gli investimenti profusi dal presidente Zhang. Abbiamo messo a disposizione di Conte una squadra importante, il nostro mercato in entrata è chiuso”.

Qualcosa si muove sul fronte Mauro Icardi. L’attaccante argentino potrebbe decidere di lasciare l’Inter nelle ultime ore di mercato e, secondo La Gazzetta dello Sport, c’è un scenario su cui fare attenzione: “È l’Atletico Madrid la pista delle ultime ore da seguire su Mauro Icardi. Che l’argentino piaccia a Diego Simeone è fuori di dubbio, in fondo già prima dell’estate c’era stato un approccio tra il club spagnolo e Wanda. L’interesse delle ultime ore è dovuto a due fattori. Il primo: l’Atletico è alla ricerca di un attaccante ma sta avendo grandi difficoltà nell’acquisto di Rodrigo dal Valencia, affare che ieri Gil Marin, amministratore delegato dell’Atletico, ha definito «impossibile».
L’Inter ha aperto alla possibilità di un addio in prestito di Icardi, da qui nasce pure l’eventualità di un contratto allungato di un anno rispetto alla scadenza attuale del 2021, così da evitare un possibile rientro alla base tra 12 mesi a un solo anno dalla scadenza. Il pallino è nelle mani di Icardi, che intanto stamattina è regolarmente sceso in campo con i compagni, agli ordini di Antonio Conte.

Secondo il Corriere dello Sport, L’Inter nella giornata di ieri ha aperto alla cessione in prestito di Mauro Icardi anche se prima vuole rinnovare il contratto del giocatore che attualmente è in scadenza nel giugno del 2021. Anche l’argentino pare essersi convinto a prendere in considerazione questa ipotesi, dopo il pressing della moglie, ma anche dopo il colloquio con Zhang e Marotta di martedì scorso. L’Atletico Madrid è la new entry delle pretendenti visto le difficoltà incontrate per Rodrigo del Valencia. Altrimenti il PSG che potrebbe dover cercare un’altra punta dopo l’addio di Neymar. Il Monaco non fa le coppe ma ci sta provando. Il Napoli continua a sperare, come del resto la Juventus, ma quel che ora sembra più possibile di qualche giorno fa è l’uscita dell’attaccante dopo settimane di braccio di ferro.

FC Internazionale Milano comunica di aver perfezionato un contratto di prestazione sportiva con il calciatore Diego Godin fino al 30 giugno 2022.
Serve la storia, per essere competitivi. Diego Roberto Godin Leal di storia e di storie ne ha scritte parecchie. A partire da Rosario, Uruguay, città in cui è nato il 16 febbraio 1986. Una carriera verso l’alto, in tutti i sensi: dai 186 centimetri di statura alla scalata nel calcio europeo.
Le giovanili a Montevideo, nel Defensor Sporting. Poi tre stagioni al Cerro, squadra della capitale uruguaiana. Il passaggio al Nacional nel 2006/2007, prima di spiccare il volo verso l’Europa, al Villarreal. Nel 2010 il trasferimento all’Atletico Madrid.
Una continua ricerca dell’alto, anche in campo, in ogni partita: il primo ad arrivare su ogni pallone in cielo. A Madrid Godin è diventato punto di riferimento assoluto: per la difesa dei Colchoneros e per tutti i tifosi. Leader, trascinatore, esempio. Una Liga (2013-2014) con il gol decisivo, di testa ovviamente, nell’ultima giornata a Barcellona. Una Coppa del Re, una Supercoppa di Spagna, tre Supercoppe Europee, due Europa League.
Con l’Uruguay sta continuando a scrivere pagine di storia della Nazionale Celeste, con cui ha disputato 131 partite, segnando 8 gol, e con cui ha sollevato la Copa America 2011.
Diego Godin è per tutti il ‘jefe de la defensa’: ora porterà le sue doti, la sua esperienza, la sua ‘garra’ al sevizio della Milano nerazzurra. In bocca al lupo per la sua nuova avventura all’Inter,

Ore calde per il calciomercato dell’Inter. Oltre alle trattative più avanzate, negli ultimi giorni stanno prendendo quota altre ipotesi che fino ad ora erano rimaste in ombra.
Fra le altre, nel reparto avanzato è stato fatto il nome di Fernando Llorente, il quale nel corso dell’estate sarà libero di scegliere la propria destinazione senza che il club di riferimento debba pagare nulla di cartellino, visto che è svincolato.
Jesus Llorente fratello e procuratore del giocatore ha negato ci siano stati fino ad ora contatti con la Beneamata: “Non abbiamo sentito Marotta” – ha detto – “né nessun altro dell’Inter” .
Allo stesso tempo però, il procuratore ha spalancato un portone all’Inter: “Se dovessero chiamarci Marotta o Conte non avremmo dubbi: andremmo a Milano”.Inter come ipotesi più che gradita dunque per Llorente, che non ha mai nascosto di amare l’Italia e che ora “chiama” la principale rivale della sua ex squadra nel Belpaese (la Juventus). La palla ora passa a Marotta.

L’Inter si intromette tra l’Atletico Madrid e Marcos Llorente. Questo è quanto riportato in Spagna da ultime indiscrezioni di okdiario.com, secondo cui il centrocampista spagnolo, solo 16 presenze e 2 gol nell’ultima stagione con la maglia delle Merengues, sarebbe stato chiesto dai nerazzurri, sebbene il suo trasferimento ai Colchoneros sia una probabilità più che completa. Il Real Madrid preferirebbe venderlo all’Inter, per non correre il rischio di vederlo esplodere con i rivali cittadini, ma d’altro campo il giocatore sembra aver scelto l’Atletico di Simeone. Per il suo cartellino, da Madrid chiedono circa 40 milioni di euro.

Le prime lacrime di commozione sono arrivate pochi secondi dopo l’inizio della conferenza, dopo che Diego Godin aveva salutato giocatori, dirigenti, presidente dell’Atletico, tutti presenti alla sua conferenza stampa di addio al Wanda Metropolitano: “Sono le mie ultime partite qui, volevo che lo sapeste dalle mie parole, perché per me l’Atletico è stata una famiglia e io sono solo un tifoso in più di questo club”. Il discorso prima delle domande non è durato molto, ma è stato interrotto un paio di volte dalle lacrime, segno ulteriore del grande legame del giocatore con l’ambiente. A salutarlo anche il presidente Cerezo: “Sei stato un uomo chiave del miglior periodo della storia di questo club. Questa resta casa tua, ovunque andrai la prossima stagione”.I MOTIVI — Dopo 9 stagioni, 8 trofei e 387 partite l’uruguaiano chiude quindi la sua avventura con i “colchoneros”: “Abbiamo tenuto tantissimi incontri con il club, non siamo arrivati ad un accordo e quindi si è chiusa una tappa della mia carriera, bellissima. Me ne vado con la testa ben alta, perché ho dato tutto per questo club”. Il difensore, molto emozionato, non è voluto tornare sulle motivazioni che hanno portato alla separazione, ripetendo solo che poteva solo ringraziare e rispettare il club. E il giocatore non ha nemmeno parlato della sua prossima destinazione, l’Inter, con cui firmerà un triennale. Poi sul paco sono saliti tutti i familiari del giocatore, per una foto di addio, e poi tutti i giocatori e i dirigenti presenti.