Era il maggio 2016 quando emerse quasi dal nulla l’interesse dell’Inter nei confronti di Nicolò Barella, che si veste di nerazzurro a tre anni di distanza. All’epoca, il 19enne sardo aveva fatto buona impressione in serie B con la maglia del Como, in un centrocampo che lo vedeva al fianco dell’ex canterano dell’Inter Daniel Bessa. La stagione per i lariani si concluse con una retrocessione in Lega Pro, ma Barella guadagnò molto credito, al punto che il Cagliari, proprietario del cartellino, lo riportò a casa per dargli una maglia nel massimo campionato. Da allora per il ragazzo un’escalation, che la società nerazzurra aveva evidentemente previsto considerando che ne aveva intuito le qualità molto prima. Il rammarico forse è aver atteso troppo prima di farsi avanti concretamente, facendo così lievitare il prezzo del centrocampista. Resta il fatto che, alla luce del fatto che nel 2016 anche la Juventus (che aveva anche bloccato Stefano Sensi, oggi compagno di squadra di Barella nell’Inter) era fortemente interessata, oggi dopo una lunga trattativa è stata la società nerazzurra a portare a termine quell’inseguimento nato tre anni prima.
E’ atterrato adesso all’Aeroporto di Linate il centrocampista Nicolò Barella.
Il classe 1997 lascerà il Cagliari per vestire la maglia dell’Inter:
l’accordo totale per il Nazionale italiano è stato trovato oggi. I due
club hanno trovato l’intesa definitiva per il centrocampista: operazione
da circa 45 milioni complessivi tra prestito e obbligo di riscatto, più
bonus. Il nazionale azzurro, come raccolto dalla nostra redazione,
arriverà a Milano nelle prossime ore; domani sono previste le visite
mediche e la firma sul contratto che lo legherà all’Inter. Barella
partirà con i nuovi compagni per l’International Champions Cup. Il
giocatore è stato accolto dai tifosi dell’Inter e dal suo agente ed è
poi salito in auto senza rilasciare dichiarazioni.
La trattativa tra Inter e Cagliari per Nicolò Barella è giunta al termine con esito positivo per entrambe le società. Manca l’ultimo ok dalla Cina del presidente interista Zhang e poi il centrocampista rossoblù vestirà nerazzurro.
Le visite mediche sono previste per il fine settimana, ma qualora l’assenso dall’oriente dovesse tardare ad arrivare verranno spostate alla prossima settimana. L’accordo è di 45 milioni totali, la formula un prestito con diritto di riscatto: 10 subito, 35 in base a determinate condizioni. Contratto? Un quinquennale da 2,5 milioni di euro.
Scelto anche il numero di maglia: Barella vorrebbe la 18 che però al momento è sulla schiena di Asamoah.
Tutto fatto insomma, con l’isolano che andrà a vivere nel quartiere milanese “City Life”. Poi sarà il campo a parlare col mister del club milanese mister Antonio Conte che ha tutta l’intenzione di giocarsi lo scudetto con la Juventus e di ben figurare in Champions League.
Le prossime ore saranno quelle di Nicolò Barella all’Inter. Secondo le ultime informazioni raccolte da Sportitalia, è confermata la formula del prestito oneroso (10 milioni di euro) con obbligo di riscatto fissato a 30, ai quali si aggiungeranno eventuali bonus. Queste, secondo l’emittente televisiva di Sportitalia, le cifre dell’operazione imbastita con il Cagliari.
Barella è sempre più vicino all’Inter. Inter e Cagliari ieri hanno dialogato fino a tarda serata per sbloccare la trattativa, i
nerazzurri hanno alzato l’offerta (la prima proposta nerazzurra era di
36 + 4 milioni bonus) fino ad arrivare a un totale di 45 milioni di euro
da versare nelle casse di Giulini, ottenendo però in cambio una
dilazione del pagamento, con un prestito oneroso per il 2019-20.
A conferma del buono stato della trattativa, anche la presenza di Alessandro Beltrami in sede.
L’agente di Nicolò Barella è arrivato pochi minuti fa in viale della
Liberazione per definire alcuni dettagli. Il centrocampista sardo corre
verso l’Inter e per Conte è pronto a rivedere il piano ferie. Il tecnico
nerazzurro lo vorrebbe a disposizione già a Lugano e Barella è pronto a
soddisfare le sue richieste.
ARRIVATI MAROTTA E AUSILIO – Anche il direttore
sportivo Piero Ausilio e l’ad Beppe Marotta sono arrivati in sede per
confrontarsi con l’agente del giocatore.
Ciao. In assenza di calcio giocato siamo arrivati al punto che si fa
la classifica delle conferenze stampa. “Molto bravo Giampaolo, spiritoso
e diretto”, “Sì, ma meglio Sarri”, “Che delusione Conte, aveva il
muso”. “Ancelotti, che guascone!”. “Beh, Fonseca non è un pirla”.
Signori: la classifica delle conferenze stampa. Siamo evidentemente
all’anguria e non potrebbe essere altrimenti, del resto fa caldo (Antò…)
e siamo nella fase drammatica “post 30 giugno”, quando i direttori
sportivi rallentano un po’, ma guai a dirlo perché, altrimenti, che cosa
ci raccontiamo?
Ecco, “raccontiamo”, inserendo qua e là alcune frasi molto originali che abbiamo sentito nelle recenti conferenze.
“NON VOGLIAMO PORCI DEI LIMITI”
L’Inter e il Cagliari hanno infine raggiunto l’accordo per Barella:
saranno 45 i milioni (+ bonus) che passeranno da una parte all’altra e
questo ci porta a formulare alcuni pensieri:
1) Se l’offerta è passata da 35 milioni a 40 “tutto compreso” fino a
45 più bonus, significa che patron Giulini, evidentemente, non è un
pirla.
2) Conte voleva Barella in fretta e a tutti i costi.
C’è chi esclama “costa troppo!” e solo il campo ci dirà se è così o
se invece siamo di fronte a un potenziale campione. Di sicuro l’Inter
sta facendo il possibile per completare la lista stilata insieme al suo
tecnico: Godin è un discorso a parte, Lazaro è arrivato, Sensi pure,
Barella quasi. Ora tocca ai due bestioni là davanti, ovvero Dzeko e
Lukaku. L’accordo con i due è noto, quello con i rispettivi club meno e,
sul secondo, la Juve prova “lo sgambetto”. E Icardi? E Nainggolan? Il
club ha preso decisioni (legittime, sono pagati per quello) e ora
attende offerte. C’è chi dice “non bisognava sbandierare lo
svenditutto!” e solo a fine mercato capiremo se costoro hanno ragione.
Che i due ragazzi non rientrassero nei piani del club l’aveva capito
persino il mio gatto – felino parecchio rincoglionito –, per giudicare
l’ambaradan bisognerà capire se i giocatori 1) saranno venduti, 2) a
quale prezzo, e 3) a quali club. Questo sì è importante. Marotta, va
detto, a tal proposito è parso parecchio tranquillo.
“QUEST’ANNO DOBBIAMO ALZARE L’ASTICELLA”
Ha parlato Giampaolo, il tecnico che per anni ha fatto la figura
della bella di Torriglia che tutti la vogliono (i grandi club) ma
nessuno se la piglia. Alla fine è arrivato il Milan e molti dicono “mah…
Di sicuro si è speso troppo per i primi rinforzi”. Ma poi vai a vedere e
ormai il problema è che non esiste più, o quasi, l’acquisto “a poco”.
Altri dicono “meglio un innesto fortissimo rispetto a tre scommesse” ed è
vero, ma quello fortissimo lo puoi convincere solo in due modi: 1) Con
il super ingaggio. 2) Con la super squadra. In questo momento il Milan
non può permettersi il primo e deve sperare che sia il tecnico a
forgiare la seconda. È rischioso? Sì, lo è, ma è bene ricordare che
tante volte non è l’eccesso di acquisti a fare la differenza, ma la
logica nelle scelte. E Everton? È una balla (trattativa smentita dal
club). E Donnarumma? Probabilmente resterà per mancanza di “seri”
compratori. Meglio così, sempre che Raiola non proceda con il consueto
“metodo”, una roba tipo “non rinnoviamo e se rinnoviamo vogliamo 10
milioni di euro a stagione”. Ecco, prima o poi qualcuno farà notare a
quelli del Palazzo che lasciare il giocattolo in mano agli agenti è il
modo migliore per far crollare il castello. Al momento, va detto, la
faccenda sembra fregare poco a chicchessia…
“DOBBIAMO USCIRE DAL CAMPO CON LA MAGLIETTA SUDATA”
E quindi la Juve. Sappiamo che l’accordo tra club e De Ligt è ben
solido (quasi 12 milioni di ingaggio, bonus compresi), quello con l’Ajax
ancora da limare, ma a prova di intoppo (la Juve non vorrebbe superare i
55 milioni per il cartellino, gli olandesi ne vogliono 70, probabile
incontro a metà strada). Di sicuro gode il solito Raiolone che continua a
incassare come se non ci fosse un domani (l’invidia è tanta). E
Higuain? Vuole restare e al momento non ascolta alcuna offerta. Nel
frattempo, però, pur sapendo di essere in ritardo, il club tenta davvero
di inserirsi nella trattativa tra l’Inter e Lukaku…
“IL LAVORO VIENE PRIMA DI TUTTO”
E in effetti oh, si parla sempre di acquisti ma, guardiamoci in
faccia, le cessioni? Mai come quest’anno ci sono tanti giocatori “di
troppo” da piazzare, soprattutto in casa bianconera e nerazzurra. È vero
che è ancora prestissimo… ma neanche troppo.
“SERVONO UOMINI PIÙ CHE GIOCATORI”
Giuntoli sta lavorando alacremente e oggi parlerà con Jorge Mendes:
Napoli e James Rodriguez sono sempre piu vicini. Il Napoli quest’anno fa
davvero sul serio…
“VOGLIAMO PARTIRE FORTE”
Neymar non si è presentato al raduno del Psg, il Psg si è incazzato,
il padre di Neymar ha detto “oh, ve l’avevamo detto, state calmi”. La
domanda è una sola: com’è possibile che gli sceicchi dopo tutti questi
anni non si siano ancora rotti le balle del calcio?
“ABBIAMO UN DOVERE: RISPETTARE I TIFOSI”.
El Shaarawy è andato a giocare in Cina. Guadagnerà 0,42 euro al
secondo per i prossimi tre anni. C’è chi gli dice “non si fa! Devi
pensare alla carriera!”. E non si domanda “io cosa avrei fatto al posto
suo?”. Su, siate sinceri…
“QUESTA È UNA SOCIETÀ GLORIOSA”.
Balotelli e Ibrahimovic a suo tempo giocarono insieme. Dopo tanti
anni uno dei due può permettersi di fare la formazione “con il mio 11
migliore” schierando “11 Ibrahimovic” e risultando quasi credibile.
L’altro è finito a fare il fessacchiotto sulle banchine del porto. E,
davvero, non si tratta di cattiveria o accanimento, semmai di enorme
rimpianto.
(Accendiamo la televisione mentre inviamo codesto pezzo. Parla una voce narrante…).
“Kasha, che nella coppia è sempre stata la più forte, dopo aver visto
il fidanzato Fiorindo a stretto contatto con la provocatrice Vanessa,
riflette sulla situazione…
(In sottofondo una canzone della Mannoia).
Kasha, saremo molto bruschi ma sinceri: hai più corna del presidente Borlotti, quello della Longobarda.
Potremmo essere davvero vicini alla svolta nella lunga trattativa tra Inter e Cagliari per il trasferimento in nerazzurro di Nicolò Barella.
Stando a ultime indiscrezioni riportate dal sito di Sport Mediaset,
infatti, oggi potrebbe avvenire in Lega Calcio un incontro tra Beppe Marotta e Tommaso Giulini
per provare a raggiungere un’intesa che soddisfi tutti e regali ad
Antonio Conte il centrocampista tanto desiderato. Il nome che potrebbe
sbloccare l’affare è quello di Felice D’Amico, l’anno scorso in prestito al Chievo:
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“Il nome che circola nelle ultime ore è quello di Felice D’Amico,
attaccante che nell’ultima stagione ha militato in prestito al Chievo e
che piace al Cagliari. Il club di Giulini sembra intenzionato ad andare
in contro al desiderio di Barella di andare a Milano e con
l’inserimento di D’Amico potrebbe accettare l’offerta nerazzurra in
tempi brevi“.
La sua assenza era ampiamente prevista, dopo gli impegni con l’Italia di Mancini e nell’Europeo Under 21, ma di questi tempi ogni sua mossa fa notizia: Nicolò Barella non figura nell’elenco ufficiale dei convocati del Cagliari per il ritiro di Aritzo della squadra di Rolando Maran. E l’Inter, per bocca di Beppe Marotta, resta in fortissimo pressing sul giocatore.
La trattativa per portare Nicolò Barella all’Inter sembrerebbe ormai in dirittura d’arrivo, anche se secondo La Nuova Sardegna
non si può ancora dire la parola fine nonostante un protrarsi di questa
telenovela, specie in virtù dell’esplicità volontà del calciatore,
sarebbe deleteria per tutte le parti in causa, in primis per le
strategie del Cagliari: “Barella non è un pacco postale. Ha deciso di
andare a Milano, sponda nerazzurra, con l’ok del club fin dall’autunno
del 2018. Ha bloccato casa a due chilometri da San Siro e ha il via
libera della moglie Federica. L’operazione è curata dall’agente
Alessandro Beltrami, compare del giocatore. Che in vacanza al Forte
Village dove ieri è stato raggiunto dagli ex compagni Andrea Cossu e
Marco Sau – non commenta”.
Nicolò Barella difficilmente accetterà la proposta di rinnovo propostagli dal Cagliari, come emerso ieri da fonti sarde. “L’idea del club rossoblu sarebbe quella di mettere sul tavolo un ingaggio raddoppiato, quindi in linea con quello di Pavoletti, il più pagato nella rosa, ma soprattutto una clausola di uscita da 50 milioni di euro, guarda caso la cifra fissata da Giulini per lasciar partire il centrocampista (contropartite comprese). Un accordo di questo tipo complicherebbe ancora di più la situazione per l’Inter, logico quindi che Barella voglia evitarlo. Dal suo punto di vista, semmai, se ne potrebbe parlare solo a fine mercato, ovviamente nel caso in cui rimanesse sull’isola”.
L’Inter sembra intenzionata a compiere un passo verso il Cagliari, tanto da non escludere un incontro in settimana.