Editoriale di Fabrizio Biasin: “La Juve “grassa” cerca vie di uscita (ma Paratici non può permettersi quella mossa).

Editoriale di Fabrizio Biasin: “dicevamo del mercato che è molto importante (sto chiaramente prendendo tempo perché non so nulla e in volo non c’è neppure la connessione per copiare da quelli bravi).”

Bene. La Juve ne deve far fuori 6. L’ha detto Sarri, mica io. È un po’ il solito discorso: a comprare son buoni tutti ma vendere bene non è mica facile. Per i pupulli di Allegri, Khedira e Matuidi, ora non c’è più spazio, del resto il nuovo corso punta sul gioco. Perin leverà pure lui le tolle, Rugani è finito nelle preferenze dietro al turco Demiral, Higuain e Mandzukic son lì e fanno “resistenza” ma almeno uno dei due andrà via. E poi c’è Dybala che è passato dalla condizione di “Messia” a quella di semplice e virtuale plusvalenza. Succede. La Juve vorrebbe piazzarlo al Psg ma più passano i giorni più prende piede l’opzione “scambione” con Icardi, almeno così dicono tutti. Lo scambione piacerebbe molto a Marotta, meno a Paratici che farebbe la figura di quello che alla fine non solo non è riuscito ad ostacolare l’operazione Lukaku, ma ha pure abbozzato al piano originale del suo ex capo. Totale: resta tutto molto incerto e comunque bisogna fare i conti con i due giocatori, al momento piuttosto restii a qualunque soluzione. In particolare Icardi.

(Hanno appena annunciato “da questo momento potete usare i vostri dispositivi elettronici”. Il tizio di fianco a me non ha mai smesso di usarli. Gli ho detto: “Scusi, ha messo la roba aerea?”. E lui: “No, tanto se deve succedere, succede”. E si è messo a ridere. Ma io dico, cazzo ridi?).

Anche il Milan cerca la punta. Vuole ancora Correa, ma a prezzi più umani. L’Atletico cederà nelle ultime ore dell’estate? La squadra nel frattempo è sempre più giampaolesca, funziona, prende forma: almeno questa è la sensazione del qui volante. Non ho altro da aggiungere, vostro onore.

Il Napoli vuole tantissimo Lozano. L’incontro tra De Laurentiis e Raiola è servito a ribadire le cifre – 42 milioni più il solito pacchetto omaggio per il procuratore – ma resta la solita questione dei diritti di immagine. E soprattutto dopo la faccenda James, la trattativa Pèpè a Dimaro e l’incontro decisivo con Lozano dopo otto mesi di trattativa, bisognerà vedere se De Laurentiis ha davvero intenzione di fare almeno un super investimento di quelli promessi ad Ancelotti da almeno dodici mesi.

(Siamo atterrati. Quando atterri possono capitare due cose: c’è il finger e non devi romperti le balle, c’è il bus dei disperati e devi romperti le balle. Non indovinerete mai cosa è toccato a me. Esatto).

Bene. Dentro questo pezzo non c’è lo straccio di una notizia. Cioé, magari non ve n’eravate accorti ma ci tenevo a fare autodenuncia. Portare pazienza, vi voglio bene. E buoni giorni senza pensieri a chi se li può permettere: di questi tempi è un lusso vero.

Fabrizio Biasin: “Marotta ha detto una cosa del tipo, occhio Juve che Lukaku ve lo lasciamo per davvero”.

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Abbiamo il calendario. Tutti affrontano tutti, alcuni prima, altri dopo. E non c’è molto da aggiungere. Nella sede di Sky hanno parlato e straparlato tutti i presidenti/amministratori delegati/reggenti dei 20 club di serie A. Parevano scolari in gita, con Ferrero nei panni di quello che si mette in fondo al pullman a far casino. Ora bisognerebbe fare l’analisi della prima e della seconda e dell’ultima giornata, ma è una roba talmente noiosa e inutile che la lasciamo a chi c’ha voglia.

Poi ci sono state anche dichiarazioni interessanti, per carità. Prendete Marotta: “Oggi alcune richieste sono elevate. L’Inter ha fatto offerta congrua, rispettando anche il valore del giocatore. Non abbiamo concluso, quindi monitoreremo. Non me la sento di sbilanciarmi, perché nel calcio tutto è imprevedibile”. Molti hanno pensato: “Azz, per Lukaku si mette male”. Probabile invece che si tratti di strategia (una cosa del tipo “occhio Juve che ve lo lasciamo per davvero”). Per l’attaccante dalle cosce grosse come Nagatomo, i nerazzurri sono arrivati ad offrire 70 milioni + bonus (totale 75), difficilmente si andrà oltre, probabile che alla fine il Manchester United accetti. E se non arriva il belga? Intanto si aumenteranno gli sforzi per Dzeko (offerta salita a 15 milioni, la Roma resta ferma sui 20) e poi si vedrà. E Icardi? Nessuna novità. L’attaccante tornerà ad allenarsi in gruppo ma solo per non perdere la preparazione. Il ragazzo crede intimamente di poter convincere il tecnico a pressare la società per un reintegro, ma si tratta di pura illusione. Totale? Conte vuole “quei due attaccanti là” e alla fine arriveranno. Bisogna solo capire “quando” e, soprattutto “a quale prezzo”.

E voi direte: ma c’è anche la Juve su Lukaku. E francamente ci sembra una legittima balla. “Legittima” perché è normale provare a dar fastidio ai competitor più “pericolosi”, ma comunque “balla”: se i bianconeri avessero davvero voluto il colosso belga, l’avrebbero preso da tempo. La Juve vuole spingere l’Inter ad accelerare per poter sferrare l’attacco ad Icardi, ma l’Inter ha capito quel che accade e, in definitiva, son tutti lì a giocare a Un Due Tre Stella, gioco assai pericoloso, tra l’altro. Di vero, invece, c’è la possibile cessione di Dybala, scelto dal club per fare cassa, ma solo in presenza di un’offerta indecente. Totale: al momento non si muove nulla. E il famoso “centrocampista in più”? Chi scrive è scettico a proposito della possibilità di far arrivare un altro super top, ma era scettico anche l’anno passato su Ronaldo e quest’anno su De Ligt. Ergo, chi vivrà vedrà.

Succedono cose strane e meno strane in casa-Milan. Quelle meno strane: l’attaccante portoghese Rafael Leao è in arrivo, al Lille andranno 30 milioni. Quindi arriverà anche un’altra punta, che poi è Correa, ma solo se partirà André Silva e solo se l’Atletico verrà incontro ai rossoneri (50 milioni sono uno sproposito).

Quindi le cose “strane”. È partito Cutrone e ci sta: i rossoneri dovevano e devono creare plusvalenze, soprattutto non hanno mai considerato il bomberino come un possibile titolare di Giampaolo. E fin qui è tutto normale. Due cose non sono “normali” (oh, opinioni personalissime): 1) Non riuscire ad andare oltre i 18 milioni + 4 di bonus cedendo un giocatore in Premier League, il campionato dove gli ultimi della classe prendono 100 milioni (circa) di soli diritti tv. 2) Assistere alla “resa” di un giocatore che avrebbe fatto di tutto pur di restare a Milano. Ha detto così, Cutrone: “Se ci sono rimasto male? Avete visto tutti… Fa un po’ effetto, ma è la vita”. Non finirà a spaccare le pietre, per carità, ma in un mondo dove gli assetati di denaro sono molto più degli “attaccati alla maglia”, certe parole lasciano il segno. Buona fortuna a lui.

E il Napoli. La faccenda è sempre la solita: il minchione qui presente l’altro giorno ha scritto: “De Laurentiis non si accontenta più del piazzamento con le tasche piene, ma prova davvero a vincere. Non è detto che ci riesca con Pépé, ma l’investimento (se confermato) è il segnale della “sua” svolta mentale”. Ecco, qualcosa evidentemente è andato storto, il super patron ora confida in un “miracolo James Rodriguez” (nel senso che solo Mendes può riuscire nell’impresa di farlo arrivare in prestito con diritto di riscatto) e proverà – via Giuntoli – a convincere Icardi.

Chiusura su De Rossi, presentato ieri a Buenos Aires. La questione è semplicissima: nel mondo delle commissioni a tradimento, dei procuratori fetenti, dei “viene ma vuole 34534 milioni”, del “di là gli danno di più”, del “non ci sono le condizioni” e del “decisive le prossime 24/48 ore”, il buon Daniele non ha avuto bisogno neppure di un secondo per decidere che era giunto il momento di fottersene di tutto e tutti e di farsi un regalo. Ecco, nel calcio di oggi significa essere unici.

Editoriale di Biasin: Higuain s’impunta, ma la Juve tenta lo sgambetto per Lukaku. Accordo per Barella, tra poche ore sarà nerazzurro.

Ciao. In assenza di calcio giocato siamo arrivati al punto che si fa la classifica delle conferenze stampa. “Molto bravo Giampaolo, spiritoso e diretto”, “Sì, ma meglio Sarri”, “Che delusione Conte, aveva il muso”. “Ancelotti, che guascone!”. “Beh, Fonseca non è un pirla”. Signori: la classifica delle conferenze stampa. Siamo evidentemente all’anguria e non potrebbe essere altrimenti, del resto fa caldo (Antò…) e siamo nella fase drammatica “post 30 giugno”, quando i direttori sportivi rallentano un po’, ma guai a dirlo perché, altrimenti, che cosa ci raccontiamo?

Ecco, “raccontiamo”, inserendo qua e là alcune frasi molto originali che abbiamo sentito nelle recenti conferenze.

“NON VOGLIAMO PORCI DEI LIMITI”

L’Inter e il Cagliari hanno infine raggiunto l’accordo per Barella: saranno 45 i milioni (+ bonus) che passeranno da una parte all’altra e questo ci porta a formulare alcuni pensieri:

1) Se l’offerta è passata da 35 milioni a 40 “tutto compreso” fino a 45 più bonus, significa che patron Giulini, evidentemente, non è un pirla.

2) Conte voleva Barella in fretta e a tutti i costi.

C’è chi esclama “costa troppo!” e solo il campo ci dirà se è così o se invece siamo di fronte a un potenziale campione. Di sicuro l’Inter sta facendo il possibile per completare la lista stilata insieme al suo tecnico: Godin è un discorso a parte, Lazaro è arrivato, Sensi pure, Barella quasi. Ora tocca ai due bestioni là davanti, ovvero Dzeko e Lukaku. L’accordo con i due è noto, quello con i rispettivi club meno e, sul secondo, la Juve prova “lo sgambetto”. E Icardi? E Nainggolan? Il club ha preso decisioni (legittime, sono pagati per quello) e ora attende offerte. C’è chi dice “non bisognava sbandierare lo svenditutto!” e solo a fine mercato capiremo se costoro hanno ragione. Che i due ragazzi non rientrassero nei piani del club l’aveva capito persino il mio gatto – felino parecchio rincoglionito –, per giudicare l’ambaradan bisognerà capire se i giocatori 1) saranno venduti, 2) a quale prezzo, e 3) a quali club. Questo sì è importante. Marotta, va detto, a tal proposito è parso parecchio tranquillo.

“QUEST’ANNO DOBBIAMO ALZARE L’ASTICELLA”

Ha parlato Giampaolo, il tecnico che per anni ha fatto la figura della bella di Torriglia che tutti la vogliono (i grandi club) ma nessuno se la piglia. Alla fine è arrivato il Milan e molti dicono “mah… Di sicuro si è speso troppo per i primi rinforzi”. Ma poi vai a vedere e ormai il problema è che non esiste più, o quasi, l’acquisto “a poco”. Altri dicono “meglio un innesto fortissimo rispetto a tre scommesse” ed è vero, ma quello fortissimo lo puoi convincere solo in due modi: 1) Con il super ingaggio. 2) Con la super squadra. In questo momento il Milan non può permettersi il primo e deve sperare che sia il tecnico a forgiare la seconda. È rischioso? Sì, lo è, ma è bene ricordare che tante volte non è l’eccesso di acquisti a fare la differenza, ma la logica nelle scelte. E Everton? È una balla (trattativa smentita dal club). E Donnarumma? Probabilmente resterà per mancanza di “seri” compratori. Meglio così, sempre che Raiola non proceda con il consueto “metodo”, una roba tipo “non rinnoviamo e se rinnoviamo vogliamo 10 milioni di euro a stagione”. Ecco, prima o poi qualcuno farà notare a quelli del Palazzo che lasciare il giocattolo in mano agli agenti è il modo migliore per far crollare il castello. Al momento, va detto, la faccenda sembra fregare poco a chicchessia…

“DOBBIAMO USCIRE DAL CAMPO CON LA MAGLIETTA SUDATA”

E quindi la Juve. Sappiamo che l’accordo tra club e De Ligt è ben solido (quasi 12 milioni di ingaggio, bonus compresi), quello con l’Ajax ancora da limare, ma a prova di intoppo (la Juve non vorrebbe superare i 55 milioni per il cartellino, gli olandesi ne vogliono 70, probabile incontro a metà strada). Di sicuro gode il solito Raiolone che continua a incassare come se non ci fosse un domani (l’invidia è tanta). E Higuain? Vuole restare e al momento non ascolta alcuna offerta. Nel frattempo, però, pur sapendo di essere in ritardo, il club tenta davvero di inserirsi nella trattativa tra l’Inter e Lukaku…

“IL LAVORO VIENE PRIMA DI TUTTO”

E in effetti oh, si parla sempre di acquisti ma, guardiamoci in faccia, le cessioni? Mai come quest’anno ci sono tanti giocatori “di troppo” da piazzare, soprattutto in casa bianconera e nerazzurra. È vero che è ancora prestissimo… ma neanche troppo.

“SERVONO UOMINI PIÙ CHE GIOCATORI”

Giuntoli sta lavorando alacremente e oggi parlerà con Jorge Mendes: Napoli e James Rodriguez sono sempre piu vicini. Il Napoli quest’anno fa davvero sul serio…

“VOGLIAMO PARTIRE FORTE”

Neymar non si è presentato al raduno del Psg, il Psg si è incazzato, il padre di Neymar ha detto “oh, ve l’avevamo detto, state calmi”. La domanda è una sola: com’è possibile che gli sceicchi dopo tutti questi anni non si siano ancora rotti le balle del calcio?

“ABBIAMO UN DOVERE: RISPETTARE I TIFOSI”.

El Shaarawy è andato a giocare in Cina. Guadagnerà 0,42 euro al secondo per i prossimi tre anni. C’è chi gli dice “non si fa! Devi pensare alla carriera!”. E non si domanda “io cosa avrei fatto al posto suo?”. Su, siate sinceri…

“QUESTA È UNA SOCIETÀ GLORIOSA”.

Balotelli e Ibrahimovic a suo tempo giocarono insieme. Dopo tanti anni uno dei due può permettersi di fare la formazione “con il mio 11 migliore” schierando “11 Ibrahimovic” e risultando quasi credibile. L’altro è finito a fare il fessacchiotto sulle banchine del porto. E, davvero, non si tratta di cattiveria o accanimento, semmai di enorme rimpianto.

(Accendiamo la televisione mentre inviamo codesto pezzo. Parla una voce narrante…).

“Kasha, che nella coppia è sempre stata la più forte, dopo aver visto il fidanzato Fiorindo a stretto contatto con la provocatrice Vanessa, riflette sulla situazione…
(In sottofondo una canzone della Mannoia).
Kasha, saremo molto bruschi ma sinceri: hai più corna del presidente Borlotti, quello della Longobarda.

INTER-Fabrizio Biasin: “la ragione per cui è stata tolta la fascia a Icardi a febbraio? Per l’argentino la spiegazione è una sola”.

Nel suo editoriale per l’edizione odierna di Libero, Fabrizio Biasin è tornato sulla questione Icardi“Da febbraio ci si interroga sul perché a Icardi sia stata tolta la fascia da capitano: c’è chi parla di una rivoluzione caldeggiata dallo spogliatoio, chi di reazione di club e tecnico al comportamento mediatico della moglie/agente Wanda. Per Icardi, invece, la spiegazione è una sola: il club aveva già deciso di venderlo e ha trovato un modo «poco ortodosso» per far digerire la cessione alla piazza (il gradimento dei tifosi nei confronti del numero 9 è legittimamente ai minimi storici). La verità, ovviamente, la conoscono solo i diretti interessati e, forse, neanche loro. Arriviamo alle conclusioni ostentando sicumera e snocciolando una serie di «certezze». 1) Conte non vuole rotture di balle: già è complicato dar fastidio alle concorrenti, figuriamoci in presenza di «disturbi intestini». Per lo stesso motivo restano in bilico le posizioni di Perisic (ma al momento non ci sono offerte) e Nainggolan (idem con patate). 2) Icardi ha toppato clamorosamente la «gestione della crisi» e poco conta se il giorno del declassamento gli fecero intendere che a giugno sarebbe stato ceduto: rinunciare alla convocazione è stato un errore strategico clamoroso. 3) Marotta, Conte e Ausilio hanno le idee chiare sull’Inter versione 2019-2020: dovrà essere una squadra con poca follia, zero distrazioni e tantissima concretezza. Uomini avvisati…”.