Da calciomercato.com – Un’idea chiara in testa, una politica portata avanti senza ripensamenti. L’Inter ha iniziato l’estate con l’obiettivo di allontanare chi non faceva parte del progetto, chi non rientrava nei piani di Conte, ora che il mercato è terminato Marotta e Ausilio possono ritenersi soddisfatti. In poche settimane hanno lasciato Appiano Mauro Icardi, Radja Nainggolan, Ivan Perisic e Joao Mario, ovvero tre delle certezze di Spalletti, intorno alle quali ha costruito l’ultimo biennio.
Il primo a partite è stato Nainggolan, ceduto al Cagliari con la formula del prestito annuale senza diritto di riscatto, hanno seguite le orme del belga anche Perisic, in prestito oneroso al Bayern Monaco con diritto di riscatto fissato a 20 milioni, Joao Mario, in prestito annuale alla Lokomotiv Mosca con diritto di riscatto fissato a 18 milioni di euro, e soprattutto Mauro Icardi, volato in Francia al Paris Saint-Germain in prestito con diritto di riscatto fissato a 70 milioni.
A oggi per ovvie ragioni non ci possono essere certezze sul riscatto, ma potenzialmente potrebbero entrare in cassa 108 milioni, ai quali bisogna aggiungere gli introiti per gli addii di Nainggolan e Gabigol, per il quale l’Inter vorrebbe incassare circa 40 milioni. Praticamente un tesoretto.
Contestualmente al rinnovo del contratto e al passaggio al Psg, lunedì scorso Mauro Icardi ha anche firmato la rinuncia al procedimento arbitrale contro l’Inter. Ma come si sarebbe difeso il club nerazzurro in caso di continuazione dell’iter legale? La Gazzetta dello Sport svela il retroscena relativo alla strategia già approntata: “Due i passaggi chiave. Primo: «Circa a metà del mini ritiro di Lugano – si legge nel documento -, in prossimità della partenza per la tournée in Asia, il calciatore ha manifestato alla società il desiderio di non partire (…). La società ha autorizzato per iscritto la prosecuzione della sua attività» ad Appiano. Secondo punto: nella memoria l’Inter esplicita tutti i giorni (1, 2, 5, 6, 8, 9, 11 agosto) in cui Icardi «si è rifiutato di uscire in campo per l’allenamento con tutti i compagni pretendendo di allenarsi separatamente in palestra». E poi la chat da cui Icardi lamenta di essere stato escluso, attivata per l’Asia e nella quale era stato reinserito il 31 luglio 2019. Particolari a margine: per due volte Icardi ha chiesto formalmente di partecipare alla parte tattica (11 e 13 agosto), per due volte l’Inter gli ha replicato (15 e 22 agosto). E il giorno dopo la causa intentata, ovvero la sera del 30 agosto, Icardi era stato anche multato dal club, in relazione alle inadempienze negli allenamenti di cui sopra. Insomma: sarebbe stata battaglia vera”.
Ecco le considerazioni di Stefano Agresti – calciomercato.com
ATALANTA 7 –
Per una volta, in onore della Champions, non ha ceduto i migliori né i
titolari (solo Mancini è andato alla Roma). E ha cercato di dare a
Gasperini alternative di rilievo in ruoli chiave: Muriel davanti,
Malinovskyi a centrocampo. Un mercato per sognare ancora un po’.
BOLOGNA 6 – Se
ne sono andati due giocatori preziosissimi: Lyanco per fine prestito,
Pulgar con la clausola rescissoria. Medel può dare la grinta che portava
il connazionale andato alla Fiorentina. Interessante Tomiyasu, degno di
nota il riscatto di Orsolini.
BRESCIA 7 – La
conferma di Tonali e l’arrivo di Balotelli sono i segnali di come
Cellino intenda fare sul serio. Certo sono due incognite: uno è al
debutto in A, l’altro torna dopo troppe vicissitudini. Ma la squadra è
da salvezza.
CAGLIARI 8 – Ha ceduto Barella
perché non poteva trattenerlo di fronte alle pressioni dell’Inter, ma i
colpi sono da società ambiziosissima: Nandez, Rog e soprattutto
Nainggolan a metà campo, Simeone in avanti, oltre alle conferme di
Cragno e Pavoletti (avevano molte richieste, ora sono tutt’e due rotti).
Il presidente Giulini vuole festeggiare i 100 anni della società e i 50
dello scudetto con una squadra di livello eccellente.
FIORENTINA 7,5 – La
conferma di Chiesa, voluta a tutti i costi dal nuovo padrone Commisso, è
un segnale di ritrovata forza e nuova voglia. Molti acquisti sono di
spessore, da Ribery a Boateng, da Badelj a Pulgar fino a Pedro.
GENOA 8 – Finalmente
Preziosi non smembra la squadra ma prova a costruirne una decisamente
migliore della passata, che si è salvata all’ultima giornata.
Coinvolgente la scelta di Schone, intelligenti quelle di Zapata e
Saponara. E attenzione a Pinamonti: in coppia con il confermato Kouame
può entusiasmare.
INTER 9 – Icardi al Psg è un
doppio colpo straordinario: Maurito è stato eliminato come possibile
elemento di disturbo e non è finito alla Juve. Sono stati collocati in
qualche modo altri due esuberi fastidiosi, Nainggolan e Perisic. Ma –
soprattutto – la squadra è stata rafforzata in modo significativo: Godin
dietro, Sensi e Barella in mezzo, Lukaku e Sanchez davanti (più altri
arrivi sparsi). E tutto questo è stato messo nelle mani di un
allenatore, Conte, che fa la differenza quanto e più di un top player.
JUVENTUS 6 –
E’ la media tra il voto agli acquisti (9) e la gestione complessiva del
mercato tra cessioni e costruzione di un organico omogeneo (3). Da
applausi i colpi Ramsey, Rabiot e soprattutto De Ligt, però non avevamo
mai visto la Juve bussare a mille porte per cercare di liberarsi di suoi
importanti giocatori (ha provato a venderne almeno una dozzina). C’è
una lacuna nei terzini. E due calciatori di primissimo piano dovranno
restare fuori dalla lista Champions (sarebbero stati tre se non si fosse
rotto Chiellini).
LAZIO 7 – Si è tenuta
Milinkovic, e non è poco: è tantissimo. Con lui ha confermato tutti
coloro che l’anno scorso hanno vinto la Coppa Italia, aggiungendo l’uomo
che mancava per colmare la lacuna principale dell’organico: Lazzari
sulla fascia destra.
LECCE 6 – Buoni giocatori e
alcuni nomi importanti (Imbula, Lapadula) per assorbire l’impatto con
la serie A. Il club ci ha messo buona volontà, chissà se sarà
sufficiente per conquistare la salvezza.
MILAN 5,5 – Ha
speso (quasi 90 milioni), ma senza dare l’impressione di poter compiere
un salto di qualità: solo Bennacer sembra un buon colpo. Ha inseguito
per tutto il mercato Correa e ha fallito l’obiettivo, lo scambio
Rebic-André Silva è una toppa messa all’ultimo tuffo.
NAPOLI 8 –
Sono rimasti i giganti, a cominciare dal Koulibaly, e sono stati
inseriti gli uomini giusti dove servivano: Manolas, Lozano, ma anche Di
Lorenzo, Elmas e Llorente. Ha lavorato per ridurre il gap dalla Juve e
in teoria ci è riuscito.
PARMA 7 – Tanti
acquisti di buon livello per continuare a crescere; significativi
soprattutto gli investimenti per i riscatti dei giocatori che aveva in
prestito (a cominciare da Inglese), interessante l’arrivo di Darmian.
ROMA 5,5 –
Ha perso il capocannoniere dell’ultimo campionato (El Shaarawy), il
leader difensivo (Manolas), il leader di tutto (De Rossi). Ha cercato di
tamponare, ma non sono molti gli arrivi davvero convincenti. Sembra
positiva la scelta di Pau Lopez in porta, intriga Mkhitaryan, però alla
fine la nota più positiva del mercato estivo sono i rinnovi di
contratto: Under, Zaniolo, Dzeko (convinto a rimanere con un contratto
comunque principesco).
SAMPDORIA 5 – Non ha
rimpiazzato in modo adeguato i giocatori importanti fuggiti altrove
(Praet, Defrel, Saponara). La querelle per il passaggio della società da
Ferrero al gruppo guidato da Vialli ha probabilmente distratto gli
uomini mercato blucerchiati, di solito abilissimi a vendere e
ricostruire.
SASSUOLO 6 – Le uscite sono
pesanti: Lirola e Demiral, Sensi e Boateng, anche Di Francesco. La
squadra rimane competitiva, anche se sembra un po’ ridimensionata.
Interessante la scelta dell’ex empolese Traoré per il centrocampo,
Chiriches può dare consistenza.
SPAL 5,5 –
Lazzari e Bonifazi mancheranno, la società ha cercato in ogni modo (e
inutilmente) di riprendersi almeno il difensore dal Torino. La voglia di
costruire una squadra da salvezza c’è, eccome, ma il gruppo pare
indebolito rispetto alla scorsa stagione.
TORINO 6,5 –
Il colpo di mercato dei granata è la conferma di tutti i giocatori di
peso, oltre ai ritorni di Bonifazi e Lyanco. I tifosi si aspettavano
qualcosa in più prima del doppio impegno contro il Wolverhampton in
Europa League, ma il colpo Verdi al fotofinish fa sognare.
UDINESE 6 –
Il solito mercato di uscite – nemmeno particolarmente significative,
stavolta – e investimenti su giocatori semisconosciuti che a volte si
rivelano talenti assoluti. Avere trattenuto De Paul è il fiore
all’occhiello della campagna acquisti.
VERONA 5,5 –
Un viavai di giocatori che, nelle intenzioni della società, dovrebbe
avere consegnato a Juric un gruppo in grado di lottare per la salvezza,
stavolta. Ma non sarà facile; di sicuro non ha compiuto un salto di
qualità.
I DETTAGLI DELL’AFFARE – E’ arrivata la firma: Icardi ha appena siglato il contratto con il PSG per un ingaggio da 8 milioni più 2 di bonus, la cifra che percepirebbe in caso di riscatto del club parigino. In caso di ritorno all’Inter invece, l’ingaggio dell’argentino sarebbe di 5 milioni per la stagione 2020/21 e di 7 milioni per la stagione 2021/22.
Mauro Icardi lascia l’Inter per il passaggio al PSG.
Icardi, rinnovo per un altro anno con l’Inter, accordo
raggiunto sulla base di 7 milioni a stagione a partire dal 2020-2021.
Per ora (per tutta la durata della stagione in corso) l’ingaggio resterà
di cinque milioni di euro, la stessa cifra che dovrebbe essere prevista
nel primo anno di contratto con il club francese. In caso di riscatto,
però, è previsto un adeguamento in favore del centravanti (Di Marzio)
Mauro Icardi è ormai è vicinissimo a diventare un nuovo giocatore del PSG, mettendo di fatto fine a un caso che dura ormai dallo scorso 13 febbraio, giorno in cui, attraverso un comunicato, l’Inter decise di revocargli la fascia da capitano. Comeabbiamo documentato, l’attaccante è partito qualche minuto fa dall’aeroporto di Malpensa in direzione Parigi per sottoporsi alle visite mediche con il club francese, prima di mettere la firma sul contratto che sancirà la fine dell’affare in prestito con diritto di riscatto dall’Inter. Secondo Sport Mediaset, Icardi, complici anche gli infortuni di Mbappé e Cavani,potrebbe esordire il prossimo 18 settembre in Champions League contro il Real Madrid. Un esordio di lusso, per la gioia di tutti.
Ultima giornata di mercato. L’Inter lavora alla cessione di Mauro Icardi ma non si escludono colpi in entrata.
Ci sono gli accordi tra Inter, Psg e Icardi. Accordi da formalizzare nel pomeriggio dopo le visite mediche al giocatore. Icardi rinnoverà con l’Inter di un anno e andrà in prestito per 5 mln al Psg, con diritto di riscatto fissato complessivamente a 70 mln. Quindi 5 di prestito e 65 di riscatto (Sky Sport)
Conferme anche da Sportmediaset in merito al passaggio di Mauro Icardi al Psg. Ecco l’ultimo aggiornamento: “Mauro Icardi sta per diventare un nuovo giocatore del Psg. La svolta è arrivata nella notte con l’attaccante argentino che ha deciso di lasciare l’Inter per intraprendere una nuova avventura all’estero. Il bomber, insieme alla moglie-agente Wanda Nara, è in partenza da Malpensa alla volta della capitale francese dove sosterrà le visite mediche e firmerà il nuovo contratto. Tutto fatto con l’Inter che lo lascia partire in prestito dopo il prolungamento di un anno fino al 2022 con adeguamento dell’ingaggio”.
Oggi alle 22 chiude il calciomercato e poi suonerà il gong che metterà fine a tutte le trattative in entrata e in uscita. In casa Inter occhi puntati soprattutto sulla situazione di Mauro Icardi, ma non è escluso qualche possibile colpo dell’ultim’ora. Di seguito tutti gli aggiornamenti:
Ore concitate sul fronte Mauro Icardi a undici ore dalla fine del mercato estivo, il Psg (che ha avvisato Wanda Nara) aspetta una decisione fino a ora di pranzo, poi si tirerà indietro. In queste ore l’Inter sta trattando il rinnovo del suo ex capitano, che si dovrebbe fare alle stesse cifre di ora caricandole di bonus; una volta trovato questo accordo, può partire. Il club francese ha fissato a 65 milioni di euro il riscatto, mentre i milanesi ne chiedono 75, anche se non sarà questa forbice a far saltare l’eventuale affare perché si tratta di diritto e non di un obbligo. Il nodo ora è il rinnovo.
La guerra ormai aperta tra Mauro Icardi e l’Inter prosegue: dopo la richiesta di arbitrato inviata alla società nerazzurra tramite avvocato e gli striscioni minatori da parte dei tifosi sotto casa dell’argentino, si intensificano le voci di mercato che vedono l’ex capitano e numero 9 in partenza direzione Parigi. Il PSG ha deciso infatti di spingere per Maurito: i parigini lo vogliono in prestito secco, ma prima dovrebbe rinnovare il contratto con l’Inter che è in scadenza nel giugno 2021.
NECESSARIO IL RINNOVO – Necessario dunque il rinnovo almeno di un anno per effettuare l’operazione: una pista last minute nata con la speranza di poterla definire nella giornata di lunedì, molti contatti tra le parti negli ultimi minuti, l’affare è caldo.
LE PAROLE DI WANDA – In serata sono arrivare le dichiarazioni dell’agente Wanda Nara a Tiki Taka: “Ci sono delle squadre su di lui, lavorerò fino alla fine. Il mio rapporto con l’Inter è molto buono. Squadre europee su di lui? Sì, europee, c’era una suggestione Boca ma sono europee”
Olsen 5,5: catapultato
subito in campo nella nuova realtà, è forse poco reattivo sul gol di
Lautaro Martinez. Per il resto non a grandi interventi da compiere.
Pisacane 5,5: fino all’episodio del rigore che lo vede coinvolto non gioca una brutta partita, è chiaro che il fallo su Sensi è determinante.
(dal 29’ s.t. Castro 5,5: non riesce a lasciare il segno nel finale, anche se non era facile)
Ceppitelli 6: in ripresa dopo le prime due uscite dove era apparso in debito d’ossigeno. Sicuro, pulito, aggressivo, prestazione positiva.
Klavan 6: inizia male, un paio di interventi sbagliati, anche in uscita. Non esce sconfitto dal duello con Lukaku.
Nandez 6,5: instancabile.
‘Ara’ la fascia da cima a fondo, lo vedi dietro e davanti con la stessa
lucidità. Suo il cross per il gol di Joao Pedro. Sette polmoni.
Rog 5,5: va a sprazzi. Non pervenuto nella prima parte di gara, viene fuori in quella centrale, ma si nasconde nel finale. Da rivedere…
Nainggolan 6,5: ancora
regista, ancora un’altra prestazione di cuore, di sostanza e di
qualità. Vorrebbe spaccare il mondo, non sempre ci riesce. Comunque
anche oggi tra i più positivi.
(dal 40’ s.t. Cigarini s.v.)
Ionita 6: Solito fosforo che garantisce il moldavo, non si risparmia mai. Prezioso in entrambe le fasi di gioco.
Pellegrini 6,5: riaccende
quel motorino che aveva parcheggiato alla fine dello scorso anno.
‘Sgasa’ sulla fascia come suo solito, nonostante avesse di fronte
avversari pericolosi.
Joao Pedro 6,5: riscatta
il gol mangiato contro il Brescia, andando a staccare di testa su
Ranocchia. Tanto impegno, non sempre vede la palla, ma almeno lascia il
segno.
Cerri 4,5: sostituisce Pavoletti, ma non
ripaga la fiducia del tecnico. Perde tutti i duelli e in più è lui, con
un tocco di testa, a causare il vantaggio di Lautaro Martinez.
Disastro. Resta negli spogliatoi all’intervallo.
(dal 1’ s.t. Simeone 6: più
reattivo di Cerri, lotta, si fa vedere, buone giocate, ma non riesce a
trovare il guizzo giusto. Gli va dato tempo di conoscere i compagni)
All.: Maran 6: propone
una squadra speculare all’Inter, tiene bene nella prima mezz’ora, poi
subisce gol, m la sua squadra reagisce bene. Cade solo nella ripresa su
rigore. Due sconfitte consecutive, ma il Cagliari può guardare con
fiducia al futuro.
INTER
Handanovic 6: Il colpo di testa di Joao Pedre è angolato e gli toglie ogni possibilità di intervento.
D’Ambrosio 5,5: Sovrastato nel gioco aereo da Joao Pedro, che in area di rigore raccoglie l’assist di Nandez e infila Handanovic.
Ranocchia 6,5: Lucidità ed esperienza, guida la difesa con leadership. Annulla prima Cerri e poi Simeone.
Skriniar 6: Non è ancora quello della scorsa stagione ma sta crescendo e ritrovando fiducia.
Candreva 5,5:
Pellegrini si dimostra avversario assai complicato. Non riesce a
sfondare così come aveva fatto all’esordio, si sacrifica per la causa ma
non punge mai.
(Dal 34’ s.t. Godin: s.v.)
Vecino 5,5: Buona fisicità ma ritmi bassi. Addormenta il gioco e non riesce praticamente mai a far valere le sue qualità da incursore.
(Dal 24’ s.t. Barella 6: Il suo ingresso fa bene all’Inter, che vivacizza la manovra e gioca con maggiore fluidità).
Brozovic 5,5: Conte
lo guarda in cagnesco, lui allarga le braccia come a dichiararsi
innocente. Primo tempo di difficoltà, non riesce a dettare i tempi e
giocare in verticale. Il cartellino giallo rimediato al 21’ lo limita
molto ed è anche per questo che Nandez scappa via per l’assist dell’1-1
Sensi 7,5:
Soffre la fisicità dei centrocampisti avversari ma è sempre decisivo.
Dal suo piede parte il cross per il gol di Lautaro e dopo l’1-1 dei
sardi inventa un numero da fantascienza per guadagnarsi il rigore poi
realizzato da Lukaku. Colpisce anche la traversa con un magistrale
calcio di punizione.
Asamoah 6,5: Non si ferma un secondo e prende iniziative di personalità quando i suoi sembrano bloccati nel traffico.
Lautaro 6:
Conte chiama e il “Toro” risponde. Carambola fortunosa con Cerri e
palla in rete. Rimane una delle poche cose buone di una partita
abbastanza pigra.
(Dal 32’ s.t. Politano 6,5: Serve
a Lukaku un pallone da spingere solo in rete ma il belga spreca tutto.
Impegna Olsen con un sinistro rasoterra. Scappa in contropiede per
chiudere la partita ma sul più bello viene chiuso da Ceppitelli).
Lukaku 6:
Statico e poco o ordinato nel pressing. Ha il merito di realizzare il
rigore guadagnato da Sensi. A 7’ dalla fine spreca una clamorosa
palla-gol su assistenza di Politano.