E’ piaciuta ad Antonio Conte l’interpretazione della gara da parte dell’Inter nell’amichevole giocata ieri a Nanchino contro la Juve. Il tecnico leccese, parlando in conferenza stampa, ha voluto sottolineare questo punto: “Ho visto tanto in fase di non possesso e costruzione, i ragazzi hanno fatto una pressione molto importante per 70 minuti. Se l’hanno fatta qua, la possiamo fare per 120 minuti a San Siro o in Italia. La strada è questa, dobbiamo continuare a lavorare e migliorare”.
La notizia di mercato ha del clamoroso, ma neanche troppo se il protagonista è Radja Nainggolan, calciatore fortissimo e uomo legato a valori veri. Perché il fatto che ogni tanto la sua traiettoria di vita segua parabole impreviste non significa affatto che il belga sia un superficiale. Al contrario. L’Inter vuole venderlo, lo ha comunicato al ragazzo e al suo entourage. Per lui ad Appiano Gentile non c’è più spazio, anche se al contrario di Icardi è partito con la squadra per la tournée cinese, dove non si sta risparmiando e dove sta faticando molto per ritrovare la forma migliore.
Si apre gradualmente una possibilità di mercato. L’ex Roma non vuole sentirsi “sopportato”, non ha mai gradito posti dove non può sentirsi a casa. È per questo che non chiude le parta a una cessione, fosse anche in prestito, formula su cui da settimane riflette l’Inter a causa del suo alto costo a bilancio, ma solo ed esclusivamente per tornare in una piazza che ha un posto speciale nel suo cuore: Cagliari. I nerazzurri risparmierebbero così i 9 milioni lordi di ingaggio. Mentre per non cadere in minusvalenze dovrebbero vendere il centrocampista a 29 milioni di euro, cifra che attualmente nessuno sembra disposto a sborsare.
Il ritorno di Radja Nainggolan in Sardegna è una seria possibilità. Si era parlato anche di Sampdoria ma a tal riguardo il calciatore è stato abbastanza netto nel lasciar trasparire le proprie preferenze. L’idea affascina tantissimo anche Giulini, pronto a fare qualche sacrifico pur di accontentare il calciatore nel riconoscimento del lauto ingaggio e costruire così una mediana con Nainggolan, Rog e Nandez. Domenica la squadra tornerà dalla Cina, nei giorni successivi si approfondiranno i dialoghi. La storia tra Nainggolan e la sua Cagliari potrebbe conoscere un nuovo capitolo.
Nell’intervista a Radio Sportiva, Yvon Franzoni, agente italo-francese, ha lasciato alcune dichiarazioni e ha sconsigliato all’Inter di puntare sul giovane attaccante del Lille Rafael Leao, da più parti indicato come alternativa a Romelu Lukaku: “Non ha ancora dimostrato tutto il suo potenziale e l’Inter potrebbe essere un salto troppo grande per lui”. Una battuta anche su Lucien Agoume, impegnato con la squadra di Antonio Conte nella tournée asiatica: “Tante squadre francesi lo volevano prendere, adesso bisognerà vedere se si adatterà al calcio italiano perché è molto tattico e difficile”.
Il Boca Juniors avrebbe effettuato un sondaggio per l’argentino
Mauro Icardi di nuovo in Argentina con la maglia del Boca Juniors: è l’indiscrezione che arriva dall’Argentina, si parla di un sondaggio del club sudamericano per l’attaccante in uscita dall’Inter. Un semplice contatto che non ha portato però ad intavolare una trattativa ma l’Inter non cederebbe il calciatore in prestito e lo stesso Icardi non avrebbe intezione di lasciare per il momento l’Europa.
Nell’amichevole contro il Gubbio il bosniaco scelto come capitano dal tecnico. Petrachi non si schioda dai 20 milioni
Era una scelta programmata, nell’ambito delle rotazioni delle fascia quando in campo non c’è il legittimo proprietario (e cioè Alessandro Florenzi) o il suo vice (Lorenzo Pellegrini). Di certo la fascia sul braccio di Edin Dzeko
ieri ha smosso sentimenti e sensazioni. Il sentimento è di chi magari
ci ha visto un riavvicinamento con la Roma, la sensazione invece è che
possa essere anche un piccolo segnale per l’Inter. Del resto, oggi il
calciomercato è anche questo con piccoli segnali che potrebbero
indirizzare intere trattative. E la fascia di capitano a Edin Dzeko
potrebbe anche aver aiutato, in tal senso. Perché sottolinea
l’importanza ancora grande che il centravanti bosniaco ha per il club
giallorosso e perché se poi Dzeko andrà davvero via, la Roma vuole che
si faccia alla sue condizioni. E cioè a 20 milioni di euro. Magari, si può scendere di un po’, venirsi incontro, ma non certo a 12 milioni, come chiede l’Inter.
Del resto, nelle due amichevoli di questa stagione (Tor Sapienza e
Trastevere), quando la fascia non è toccata a Florenzi è andata sul
braccio di Diego Perotti. Anche se c’è da dire che
Dzeko ha sempre giocato con Florenzi in campo e non con lo stesso
Perotti. Ma intanto Dzeko ieri è tornato ad indossare, la quale poteva
andare sul braccio di Fazio, che l’ha indossata anche
prima di Dzeko. Ed invece è toccato al bosniaco, che ha risposto con una
buona prestazione positiva. Insomma, quella fascia gli ha dato fiducia e
slancio. E chissà che non sia anche un modo per dire altro.
Per i sentimentalisti, invece, in quella fascia al braccio c’è un segnale diverso e cioè la voglia della Roma di riavvicinarsi al suo bomber. La trattativa con Higuain è ferma proprio per Dzeko bloccato a Roma, e Marotta non ha nessuna intenzione di finanziare la Juve dando 20 mln alla Roma e le note positive dei nerazzurri contro la Juventus hanno calmato un po’ le acque di mercato per cui il dirigente nerazzurro non ha fretta.
Tornando alla Roma, resta poi la partita, con Fonseca che alla fine era sufficientemente soddisfatto: “La squadra sta rispondendo bene, anche se dobbiamo migliorare nell’intensità difensiva e nella velocità in fase di possesso palla. Dovremo essere rapidi ma allo stesso tempo pazienti nella ricerca degli spazi“. E la pazienza bisognerà averla ancora un po’ per capire che fine farà Dzeko. Lui in campo è irreprensibile, in allenamento come in partita. Se poi il suo futuro sarà davvero all’Inter, sarà alle condizioni della Roma fino ad un certo punto. Voci dicono che Dzeko sia un tipo tranquillo ma che non rinnoverà con la Roma per cui i giallorossi rischierebbero di perderlo a parametro zero. La fascia resta comunque un segnale ma che minimamente non condiziona la trattativa.
Una bella sfida, divertente nei limiti della condizione atletica
delle due squadre, con Inter e Juventus che si dividono i due tempi e
chiudono i 90 regolamentari sull’1-1, poi ai calci di rigore si erge a
protagonista Gigi Buffon che prima respinge le conclusioni di Andrea Ranocchia e Samuele Longo, poi dice no anche a Borja Valero dopo che l’Inter aveva rimontato due gol di distacco. La Juve si prende il punto in più in classifica ma alla fine per Antonio Conte
sono più le note positive da raccogliere in questa sfida di Nanchino,
dove la sua Inter ha saputo tenere testa alla più quotata Juve, specie
nel primo tempo dove l’Inter ha sciorinato momenti di calcio di grande
qualità. I bianconeri riprendono quota nella ripresa, pareggiano con la
punizione di Cristiano Ronaldo sporcata dalla barriera, ma
l’Inter non finisce mai definitivamente all’angolo in un match a tratti
spigoloso. Partita vera, maschia,
Non ci sarebbe un infortunio dietro ai continui forfait di Romelu Lukaku. Ne è certo il The Sun
che rivela come il bomber belga in questo momento stia benissimo,
essendosi anche allenato in gruppo: la sua assenza dai convocati per la
sfida di domani contro il Tottenham è semplicemente dovuta alla situazione di mercato difficile che sta vivendo il classe ’93. Fortemente voluto dall‘Inter, finché le voci sul suo futuro non si appianeranno Romelu continuerà a rimanere fuori dai match dei red devils.
Ha perso solo hai rigori ,calciati non da prime donne in rosa, ma ha destato una buona impressione l’Inter contro la Juventus nella International Champions Cup. Ne è rimasto ben impressionato anche Mario Corso, autentica bandiera dei nerazzurri. “Il primo tempo mi è piaciuto molto, la squadra ha mostrato personalità, giocando bene il pallone”, dice a Tuttomercatoweb.com. “I giocatori mi sono sembrati più attenti, vogliosi. E’ presto per dare giudizi precisi, però sono stato piacevolmente sorpreso dalla prestazione. Peraltro la Juve aveva parecchi titolari in campo”.
A centrocampo le è piaciuto Sensi?
“Mi sono piaciuti tutti. Non potrei dire diversamente. Aver iniziato così fa ben sperare”.
Ora aspetta gli attaccanti…
“Come minimo. Almeno uno forte forte. Anzi, uno è poco visto che c’è
solo Lautaro. I ragazzini sono bravi però è chiaro che si attende
altro”.
Dzeko e Lukaku sono gli obiettivi…
“Prima di tutto vorrei Dzeko, ottimo calciatore, che conosce il nostro
campionato, fisicamente forte. Sarebbe l’acquisto principale. A
centrocampo siamo messi bene, dietro anche, con Godin. Con due
attaccanti forti possiamo dire la nostra”.
Perisic lo darebbe via?
“Io stravedo per lui. E’ un gran giocatore. Nella stagione scorsa anche
quando non giocava benissimo, le palle gol arrivavano sempre da lui. E
sa anche segnare. Non lo darei mai via”
Cristiano Ronaldo ha parlato al termine della sfida vinta ai rigori
dalla Juventus contro l’Inter. “È un piacere per me – spiega il
portoghese a SportItalia – i cinesi sono fantastici, hanno
supportato me e la Juventus, è emozionante. L’Inter ha una squadra
fantastica, un grande allenatore, è bello competere contro i migliori, è
un piacere giocare queste gare. Abbiamo fatto bene nel secondo tempo”.
Oggi a Nanchino Juventus vs Inter – La probabile formazione nerazzurra
A Nanchino, alle 13.30 italiane, Conte sfida per la prima volta la sua ex squadra ma non sarà un test per la stagione che verrà.
Si giocherà in condizioni al limite, con i muscoli intossicati da carichi di lavoro e fusi orari e un’umidità che ti avvolge come una pellicola di cellophane. Ma è pur sempre Juve-Inter, e parlare di amichevole suona come un ossimoro. Una gara che non può essere normale nemmeno se giocata a 10mila chilometri dall’Italia, in quella Nanchino (ore 13.30 italiane) dove sorge l’impero Suning. E figuriamoci se è normale per Antonio Conte, al primo incrocio (oltre che con Maurizio Sarri) con il suo passato dopo che nel 2011 aveva esordito sulla panchina bianconera proprio sfidando l’Inter in un test vacanziero, il Trofeo Tim, che con il Moretti era un classico dell’era pre ICC.
Allora finì 1-1 con gol di Vucinic (poi al centro del clamoroso caso dello scambio saltato con Guarin) e di Ranocchia, un fedelissimo di Antonio dai tempi di Arezzo e poi Bari. L’errore dal dischetto di Barzagli darà la vittoria all’Inter, ma a fine stagione sarà scudetto Juve. Il bilancio estivo recente infatti parla di un leggero vantaggio nerazzurro (15 successi a 14, con 14 pareggi), ma con i tre punti in palio il dominio bianconero, soprattutto dopo il Triplete, è stato fin troppo netto.
Reduci dalle sconfitte rispettivamente contro Tottenham e Manchester United, Juve e Inter arrivano alla sfida di Nanchino con stati d’animo diversi. La Juve ha un organico più ricco e definito e sa come lucidare e valorizzare anche l’argenteria in vendita (Higuain, Cancelo ecc.). Aspettando Lautaro e due punte dal mercato, l’Inter a Cristiano Ronaldo oppone baby Esposito e Perisic, dichiarato non adatto in fascia e quindi esposto a possibili figuracce da attaccante.
Se dovesse andare male, Conte potrà comunque consolarsi con la cabala. Due anni fa con Spalletti l’Inter in Asia rullò Lione, Chelsea (allora allenato proprio da Antonio) e Bayern, ma poi fece il solito campionato di rincorsa acciuffando la Champions all’ultimo istante. Vedremo se la prossima stagione sarà invece quella del derby d’Italia che non dura soltanto sotto all’ombrellone.