Arriva il Borussia. Conte cambia con Godin e Asamoah, dubbio Vecino.

Si cambia. Ma non troppo. Il Borussia è lì, primo vero bivio stagionale se è vero che l’Inter, per mettere in discesa il cammino Champions, ha bisogno di quattro punti nelle due sfide con i tedeschi. È un passaggio delicato. E Conte fa appello almeno a otto undicesimi dei protagonisti di Reggio Emilia.

I cambi nell’undici iniziare saranno sicuramente almeno due, forse tre: Godin al posto di Bastoni e Asamoah a riprendersi la fascia sinistra in luogo di Biraghi. Da verificare la terza possibile variazione: in teoria a centrocampo sarebbe il turno di Vecino, ma la prova di Gagliardini a Reggio Emilia è stata positiva e dunque il ballottaggio è aperto. Tutti gli altri saranno chiamati al…doppio turno, a partire dalla coppia Lukaku-Lautaro. Per il riposo, semmai, ci sarà tempo sabato contro il Parma.

I GUFI ASPETTANO LA CADUTA DELL’INTER…

Da Radio Radio TV si parla per una mezz’ora dell’Inter…

Conduce Ilario Di Giovambattista

In diretta telefonica:

Franco Melli

Tony Damascelli

Alessandro Vocatelli

Luigi Ferrajolo

Furio Focolari

Tra la maggior parte degli ospiti si ha la sensazione che non si veda l’ora che l’Inter crolli. Furio Focolari sembra l’unico a non gufare, ma gli altri…

Date un vostro parere nei commenti.

Barcellona-Inter: le probabili formazioni del match di Champions League: Messi partirà dalla panchina.

Inter, con Lukaku out coppia Lautaro-Sanchez

Lukaku non ci sarà, ma per il resto Antonio Conte dovrebbe affidarsi ai ‘fedelissimi’ che fin qui hanno permesso ai nerazzurri di partire a razzo in campionato. Reduce dal deludente pareggio interno contro lo Slavia Praga, nella seconda giornata del girone F l’Inter vuole trovare un risultato di prestigio al Campo Nou. Per questo nel consueto 3-5-2 di Conte giocheranno i tre pilastri di difesa davanti ad Handanovic: Godin, de Vrij e Skriniar. Barella, Brozovic e Sensi a centrocampo, con D’Ambrosio e Asamoah sulle fasce. In attacco, considerata l’assenza di Lukaku, con ogni probabilità il tandem formato da Lautaro Martinez e Sanchez. 

Inter (3-5-2): Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Sensi, Asamoah; Lautaro Martinez, Sanchez. All: Conte

Nei blaugrana c’è anche Messi nella lista dei convocati, ma l’argentino non dovrebbe partire dal primo minuto. Assenza pesante tra i nerazzurri, privi di Lukaku, rimasto a Milano per un problema al quadricipite. Le probabili scelte di Valverde e Conte per la seconda giornata del girone F di Champions League. Barcellona-Inter in diretta alle 21 su Sky Sport Uno

Lionel Messi, è convocato ma non dovrebbe giocare dal primo minuto. L’altro, Romelu Lukaku, salterà certamente una delle partite più importanti in questo inizio di stagione. In Barcellona-Inter, gara valida per la seconda giornata del girone F di Champions League, non ci sarà la sfida tra i due uomini probabilmente più attesi. Ernesto Valverde ha deciso di convocate il fenomeno argentino e potrebbe utilizzarlo a gara in corsa, dall’altra parte Antonio Conte ha annunciato il forfait dell’attaccante belga, fuori causa per un problema muscolare al quadricipite. Nel match del Camp Nou, dunque, blaugrana e nerazzurri proveranno a fare risultato senza i loro bomber. Ma le alternative non mancano: queste le probabili scelte dei due allenatori.

Barcellona, Messi e Dembélé convocati

Dopo il pareggio all’esordio in casa del Borussia Dortmund, contro l’Inter il Barcellona vuole trovare il primo successo in questa edizione della Champions League. Diverse le opzioni al vaglio di Ernesto Valverde, alle prese con parecchi dubbi di formazione. Il più importante, come sottolineato, riguarda inevitabilmente la presenza o meno dal primo minuto di Lionel Messi. L’attaccante argentino, reduce dall’infortunio accusato in campionato contro il Villarreal, è stato convocato, ma non dovrebbe essere titolare. Oltre al 10, in attacco convocato (ma non al meglio) anche Dembélé e il giovane Ansu Fati. Per questo, nel tridente insieme ai sicuri titolari Suarez e Griezmann, potrebbe partire dal primo minuto il classe ’98 Carles Perez. Nel 4-3-3 blaugrana in difesa dovrebbe farcela Jordi Alba a destra, con Semedo dalla parte opposta e la coppia formata da Piqué e Lenglet davanti a Ter Stegen. Qualità e quantità in mezzo al campo, dove dovrebbero agire de Jong, Busquets e Rakitic.

Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Jordi Alba, Piqué, Lenglet, Semedo; de Jong, Busquets, Rakitic; Perez, Suarez, Griezmann. All: Valverde

Leo diventa “The Goat”

C’è una curiosità che riguarda la lista dei convocati del Barcellona contro l’Inter. Il numero 10 non corrisponde al nome di “Messu”, ma riporta la dicitura “The Goat”. Cosa significa? E’ l’acronimo di “Greatest Of All Times”, il più grande di tutti i tempi. Inizialmente indicava Muhammad Ali, che si autodefiniva il più grande atleta di sempre. Secondo il club blaugrana, il più grande nella storia del calcio è Leo Messi. I catalani non perdono mai occasione per ricordarlo, anche nella lista convocati.

Barcellona-Inter, le probabili formazioni: Messi spera, torna Lukaku dal primo minuto.

Una partita già molto importante è quella che si giocherà al Camp Nou di Barcellona e che vedrà di fronte Barcellona e Inter, nel match valido per la seconda giornata della fase a gironi di Champions League, mercoledì 2 ottobre alle ore 21. Le due squadre sono ferme ad un punto nella classifica del girone, così come Slavia Praga e Borussia Dortmund. Pertanto sarebbe fondamentale per entrambe raccogliere punti, per fare un passo avanti importante in ottica qualificazione agli ottavi di finale. Nella prima partita sia Inter che Barça hanno pareggiato, mentre in campionato vengono entrambe da un successo.

Le ultime sulle due squadre

Il Barcellona ha raccolto un successo importante nell’ultimo match di campionato. I blaugrana si sono imposti 2-0 sul campo del Getafe grazie alle reti messe a segno da Luis Suarez e Firpo Junior. Vittoria che ha permesso ai catalani di salire in classifica a quota tredici punti, a meno due dal Real Madrid capolista, che ha pareggiato al Wanda Metropolitano nel derby contro l’Atletico Madrid.

In Champions League, invece, la squadra di Valverde ha impattato per 0-0 al Signal Iduna Park contro il Borussia Dortmund, con i padroni di casa che hanno sfiorato il successo sbagliando anche un calcio di rigore.

L’Inter sta vivendo un momento diverso rispetto agli avversari. In campionato i nerazzurri, infatti, hanno finora sempre vinto e guidano la classifica a punteggio pieno, con diciotto punti.

L’ultimo successo è arrivato al Marassi di Genova contro la Sampdoria, con il club meneghino che si è imposto 3-1 grazie ai gol di Sensi, Sanchez e Gagliardini. Tre punti portati a casa nonostante i nerazzurri abbiano giocato praticamente un tempo intero con l’uomo in meno per l’espulsione del “Nino Maravilla”. La squadra di Antonio Conte ha steccato una sola volta fino ad ora, proprio in Champions League pareggiando 1-1 in casa contro il meno quotato Slavia Praga. Per questo motivo la sfida del Camp Nou potrebbe far capire a che punto è il processo di crescita. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.

Probabili formazioni Barcellona-Inter

Il tecnico del Barcellona, Ernesto Valverde, deve fare i conti con l’emergenza in attacco. Non ci sarà sicuramente Fati, ma rischiano di dare il forfait anche Messi e Dembélé (per ammissione dello stesso allenatore) che, eventualmente, partiranno dalla panchina ma per l’argentino c’è più ottimismo. Il tridente d’attacco dovrebbe quindi essere composto da Suarez, Griezmann e Perez. In mezzo al campo dovrebbero esserci De Jong, Rakitic e Busquets.

Il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, farà qualche piccolo accorgimento rispetto alla gara contro la Sampdoria. Tornerà sicuramente dal primo minuto Romelu Lukaku e al suo fianco potrebbe essere confermato a sorpresa Alexis Sanchez, che ha mostrato di essere in netta ripresa a livello di condizione. In quel caso partirebbe dalla panchina Lautaro Martinez. In mezzo al campo torna Barella dal primo minuto al fianco di Sensi e Brozovic.

Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Jordi Alba, Piqué, Lenglet, Semedo; de Jong, Busquets, Rakitic; Perez, Suarez, Griezmann.

Inter (3-5-2): Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; Candreva, Barella, Sensi, Brozovic, Asamoah; Lukaku, Sanchez.

Infortunio Messi: salterà Barcellona-Inter in Champions

Barcellona Villarreal 2-1 e i catalani si riportano a -1 dalla vetta, ma la voglia di festeggiare è poca. Colpa del nuovo problema muscolare sofferto dalla Pulce, che lo terrà fuori per la sfida di Champions

BARCELLONA (SPAGNA) – Il Barça vince ancora al Camp Nou, ma rischia di perdere nuovamente Leo Messi, che a questo punto difficilmente potrà partecipare alla sfida Champions con l’Inter del prossimo 2 ottobre. Dopo il problema appena risolto al polpaccio della gamba destra, è la coscia sinistra, stavolta, a tradire il sei volte Fifa the Best. Nelle prossime ore si saprà qualcosa di più sull’entità dell’infortunio. Nonostante il successo che riporta i catalani a un punto dalla vetta, così, la voglia di festeggiare non è troppa nello spogliatoio balugrana.

ECCO IL TRIDENTE – E alla sesta giornata Ernesto Valverde può finalmente schierare il suo tridente delle meraviglie al completo, fin dal fischio d’inizio. Dopo la mezz’oretta contro il Borussia Dortmund, in Champions League, e l’intera seconda frazione disputata nella disgraziata esibizione di Granada, Leo Messi riappare finalmente tra i titolari per dar man forte a Luis Suarez e al rinforzo estivo Griezmann. Confermata in blocco la difesa titolare, ad esclusione dell’infortunato Jordi Alba, sostituito da Junior Firpo, il turn-over di centrocampo coinvolge, stavolta, lo spremutissimo Frenkie De Jong. Spazio a Sergi Roberto, Busquets e Arthur. Javier Calleja risponde con una versione decisamente offensiva del suo 4-2-3-1, con un quartetto offensivo formato da Chukwueze, l’eterno Cazorla, Ontiveros e Gerard Moreno.

MESSI KO – Rianimato dalla riapparizione di Messi, parte forte il Barça e, dopo appena una manciata di minuti, sblocca il risultato grazie a una spizzicata di testa di Griezmann su un corner teso dello stesso Leo. 3º gol nel torneo per il Petit Diable. Al quarto d’ora, poi, Arthur pare chiudere già ogni discorso con un pauroso destro dal limite che s’infila all’incrocio, lasciando pietrificato il portiere ospite Asenjo. A guastare la festa blaugrana, un nuovo problema muscolare sofferto da Messi, stavolta alla coscia sinistra, che lo obbliga a un lungo massaggio dopo la mezz’ora. La Pulce tiene duro fino al termine della prima frazione, ma nella ripresa lascerà il posto a Dembelé. Non dovesse bastare, prima della pausa tra i due tempi eccoti l’eterno Cazorla che dimezza le distanze con un sinistro non proprio irresistibile che beffa l’incerto Ter Stegen. Nella ripresa il risultato non cambia più. Vittoria balsamica per i blaugrana, ma le condizioni fisiche di Messi preoccupano.

Qualcosa non ha funzionato nell’Inter contro lo Slavia Praga. Ecco cosa…

Secondo Federico Aquè – All’esordio in Champions League l’Inter è riuscita a strappare solo nei minuti di recupero, con un gol di Barella dopo la traversa colpita da Sensi su punizione, un pareggio per 1-1 contro lo Slavia Praga, l’avversario meno attrezzato del gruppo F (le altre rivali dei nerazzurri sono il Barcellona e il Borussia Dortmund). I risultati recenti dello Slavia, vincitore dell’ultimo campionato ceco e capace di arrivare fino ai quarti in Europa League l’anno passato, il momento di forma (in questa stagione è ancora imbattuto), il suo gioco ambizioso e l’organizzazione tattica facevano pensare che la partita dell’Inter sarebbe stata meno semplice del previsto, ma è stato comunque sorprendente vedere la squadra di Antonio Conte così in difficoltà, specie dopo le buone sensazioni lasciate dalle vittorie nelle prime tre giornate di campionato.

Lo Slavia è stato aggressivo, e c’era da aspettarselo, anche se Jindrich Trpisovsky ha rinunciato a un giocatore offensivo per aggiungere un centrocampista, una scelta sulla carta prudente, forse per avere un’uscita più sicura da dietro quando l’Inter pressava, ma decisiva per la particolare strategia di pressing che aveva pensato. La squadra di Conte non è praticamente mai riuscita a risalire il campo in modo pulito. Un problema che ha avuto diverse origini e che ho provato a riassumere in tre azioni.

Le marcature dello Slavia

Per impedire all’Inter di uscire comodamente dalla sua metà campo, Trpisovsky aveva preparato una serie di marcature a uomo, che prevedevano i due esterni d’attacco (Masopust e Olayinka) a occuparsi di Skriniar e D’Ambrosio, mentre Stanciu inizialmente marcava Brozovic e lasciava de Vrij libero di ricevere. Alle spalle dei tre giocatori offensivi, Husbauer e Traoré seguivano le mezzali interiste (Sensi e Gagliardini), i terzini (Coufal e Boril) si alzavano su Candreva e Asamoah, mentre i due difensori centrali (Kudela e Hovorka) marcavano Lautaro Martínez e Lukaku. La scelta di lasciar ricevere de Vrij, non a caso il giocatore ad aver completato più passaggi (74), era pensata per liberare Soucek davanti alla difesa. Senza avversari da marcare, Soucek oscurava le linee di passaggio in verticale sugli attaccanti e copriva i difensori centrali, scalando al loro posto quando i compagni uscivano a marcare Lukaku e Martínez.

L’Inter non è riuscita ad aggirare le marcature palleggiando e anche le alternative più sicure, cioè l’uscita sugli esterni o i lanci verso gli attaccanti, non hanno funzionato. Candreva e Asamoah hanno contribuito poco al possesso: il primo ha completato appena 7 passaggi, l’esterno ghanese è arrivato a 17 (ma va detto che Candreva è uscito all’inizio del secondo tempo per infortunio), e nessuno dei due ha completato un dribbling, uno strumento che sarebbe stato essenziale per battere le marcature a uomo dello Slavia.

Lukaku e Martinez, poi, sono stati anticipati di continuo dai loro marcatori, e quando i compagni provavano a raggiungerli non riuscivano a conservare la palla e a dare modo alla squadra di avanzare, come nell’azione qui sotto.

Candreva ha ricevuto a destra ma, senza soluzioni comode a disposizione sul corto, è costretto ad alzare la palla verso Martínez, che però perde il duello con Kudela. Il pallone arriva poi sul lato sinistro dell’area a Olayinka, che approfitta di un errore di D’Ambrosio, e Stanciu non riesce a tirare dal limite solo per un grande intervento in scivolata di Sensi.

Si possono notare diverse cose da quest’azione: il sistema di marcature pensato da Trpisovsky, la puntualità con cui Soucek si abbassa a coprire Kudela, ma merita di essere sottolineato il modo molto ambizioso con cui lo Slavia ha scelto di difendersi a San Siro, scommettendo sui duelli individuali e accettando di lasciare una metà campo alle spalle della linea difensiva. È vero che Martínez e Lukaku non sono sembrati al massimo della forma (il belga aveva problemi alla schiena), ma non va sottovalutata la grande organizzazione difensiva data da Trpisovsky.

La brutta serata di Brozovic

A soffrire in modo particolare le marcature dello Slavia è stato Marcelo Brozovic, che di solito è il giocatore più importante per la circolazione dell’Inter, quello che si occupa di raccogliere la palla dalla difesa e trasmetterla in avanti. Trpisovsky ha limitato l’influenza sulla partita di Brozovic (42 passaggi tentati, col 79% di precisione) con la marcatura di Stanciu, anche se va detto che i giocatori dello Slavia sono stati abili a riorganizzare le marcature anche quando non si trovavano nelle loro posizioni abituali, e così, quando Stanciu era troppo lontano per marcare Brozovic, il suo posto veniva preso da un compagno, in particolare Husbauer.

C’è stata un’occasione in cui una palla persa da Brozovic stava per mandare in porta lo Slavia. L’Inter stava impostando l’azione nella metà campo avversaria dopo aver battuto un calcio di punizione, ma non riesce ad avanzare a sinistra. Sensi allora torna al centro da de Vrij, che vede lo spazio lasciato libero da Stanciu, impegnato dalla marcatura di Brozovic, e va a ricevere il passaggio.

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Il centrale olandese, però, non vede soluzioni davanti a lui e allora sceglie di affidarsi a Brozovic, anche se circondato da tre giocatori. Forse in un’altra circostanza il centrocampista croato sarebbe uscito da quella situazione, ma in questo caso si fa togliere la palla da Masopust, innescando la ripartenza dello Slavia. Stanciu porta palla ma poi non riesce a raggiungere il compagno, anche perché i difensori dell’Inter gestiscono bene la transizione.

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La brutta prestazione di Brozovic, che nel secondo tempo è stato sostituito da Barella, ha ovviamente contribuito in modo determinante alle difficoltà trovate dall’Inter nella risalita del campo. L’abbassamento di Sensi, e l’aggiunta di Politano tra le linee, ha migliorato la resistenza al pressing nelle prime fasi dell’azione e ha garantito all’Inter una linea di passaggio intermedia che le permettesse di dare continuità al possesso. È stata proprio una conduzione di Politano a conquistare la punizione che, battuta da Sensi, ha originato il gol di Barella.

Gli errori tecnici

Il pressing dello Slavia ha imposto alla squadra di Conte di alzare il livello e la precisione delle giocate. In pochi sono però sembrati a loro agio in un simile contesto e alla fine la riuscita complessiva dei passaggi è stata del 78%. Anche quando lo Slavia non era perfetto nella prima pressione i giocatori dell’Inter hanno commesso degli errori, e proprio da una situazione di questo tipo ha avuto origine il gol di Olayinka.

Skriniar ha approfittato di un’incomprensione tra Husbauer e Stanciu, andati entrambi a pressare Brozovic, per avanzare palla al piede ma, arrivato all’altezza del centrocampo, ha perso il controllo del pallone dopo un contrasto di Coufal. A quel punto lo Slavia ha mostrato di essere una squadra non solo aggressiva, ma anche in grado di gestire la palla con qualità dopo averla recuperata. Zeleny ha mandato Stanciu a sfidare sulla fascia destra de Vrij e poi, con la difesa dell’Inter disorganizzata, è andato a chiudere l’azione sul cross di Olayinka. Il suo tiro è stato respinto con una gran parata da Handanovic, ma sulla ribattuta Olayinka ha portato in vantaggio lo Slavia.

Con l’aggressività del pressing la squadra di Trpisovsky ha messo a nudo le difficoltà a manovrare dell’Inter, ma quando recuperava la palla, soprattutto nel secondo tempo dopo l’ingresso di Zeleny, lo Slavia ha dimostrato di saperla gestire con qualità, e solo un paio di imprecisioni al momento di concludere gli hanno impedito di raddoppiare.

Con un paio di grandi gesti tecnici nei minuti di recupero (la conduzione di Politano, la punizione di Sensi) l’Inter è riuscita a evitare una sconfitta che avrebbe reso ancora più complicato il suo percorso nel girone, ma per superare il Barcellona e il Borussia Dortmund servirà molto di più.

Federico Aquè ha collaborato con Sprint&Sport, Datasport e Sportmediaset.

INTER: Barella finalmente, gol e scossa ai nerazzurri nella serata storta…

Nella serata da dimenticare dell’Inter contro lo Slavia Praga, c’è forse una sola nota positiva ed è Nicolò Barella. Il centrocampista è entrato nel secondo tempo con la squadra sotto di un gol e ha provato a dare la scossa, poi ha trovato anche il primo gol in Champions League che ha concesso all’Inter di chiudere in pareggio e non con una sconfitta.

“Quando al debutto in Champions League, in uno stadio che ribolle fra delusione, speranza e rabbia, trova il tiro al volo vincente, che rimbalza due volte in area e si infila all’angolino, Nicolò Barella si mette a saltare scomposto. Felice e scomposto. Nessuna coreografia studiata, nessun bacio alla maglia o corsa sotto la curva. Solo gioia, e uno sfogo di nervi. Un po’ è il contesto, che trascina anche Conte e mezza panchina in un «pogo» liberatorio, un po’ è che Nicolò è così. I gol li fa, ma non sono esattamente una routine da marchiare con un razionale festeggiamento griffato. Quando si segna si «sbarella», come è giusto che sia, specie in Champions. Tanto più se il gol evita il peggio a squadra e allenatore in una serata storta. Tanto più se arriva a chiudere, con ogni probabilità, un periodo di inserimento più difficile del previsto. Adesso sì, con questa rete forse il Barella nerazzurro può camminare da solo, può finalmente mostrare tutto ciò che ha fatto innamorare Conte e l’Inter”, spiega La Gazzetta dello Sport.

Niccolò Barella esulta dopo il pareggio contro lo Slavia Praga

“Fino a ieri non era stato facile, con il ritardo nella preparazione, qualche difficoltà di apprendimento del Conte pensiero» e il peso di quei 45 milioni di euro e di una trattativa infinita. Nel gruppo è sembrato da subito una sorta di centro di gravità. La nuova Inter ha un forte nucleo italiano e il piccolo 22enne cagliaritano è fra i più cercati del clan azzurro per scherzi e battute. Aiuta, ma Marotta e Ausilio non lo hanno preso per quello: in campo il vero Barella si è visto di più nei 27 minuti di ieri (recupero compreso) che nelle precedenti uscite. Entrato per un Brozovic raramente così spaesato, ha dato subito verticalità, voglia, corsa. È andato al tiro tre volte, e la terza è stata quella buona. È il primo gol italiano in Champions di un interista dai tempi di Pazzini (marzo 2012, Marsiglia): certo, dopo c’è stato il buco, ma l’anno scorso avevano segnato solo stranieri. Bisogna tornare al 2010, e a una partita contro il Werder Brema piena di riserve, per vedere i nerazzurri schierare 4 italiani titolari, gli stessi di ieri, a cui si sarebbero aggiunti Politano e appunto Barella. Del resto, il nucleo italiano era una delle linee guida del mercato, insieme all’esperienza internazionale”, aggiunge il quotidiano.

Inter-Slavia Praga 1-1. “Nel primo tempo diverse occasioni sprecate ma poi…”

Conte: “Tutti insufficienti, io il primo responsabile. Dobbiamo migliorare.

Non è certo l’esordio in Champions League che i tifosi dell’Inter e Antonio Conte si aspettavano. Contro lo Slavia Praga, l’avversario meno accreditato del girone F, i nerazzurri hanno offerto al pubblico di San Siro una prestazione opaca, meno determinata delle prime tre partite di campionato. Il gol di Barella nel finale ha solo parzialmente evitato la figuraccia (e la sconfitta) a una squadra partita ora in salita in Champions. L’allenatore nerazzurro, dunque, non può certo essere soddisfatto:

Sicuramente lo Slavia Praga ha giocato all’europea, con ritmo elevato e intensità. Con un pressing a cui non siamo riusciti a trovare soluzioni. Fin qui abbiamo trovato squadre che ci hanno aspettato, loro invece ci hanno aggredito. Abbiamo fatto fatica. Non sono soddisfatto della prestazione di questa sera: il primo responsabile sono io, perché non ho inciso nelle scelte. Non c’è da cambiare, i ragazzi vanno lasciati tranquilli, ma non è questo il calcio che vogliamo fare. Dobbiamo migliorare: quando ci sono difficoltà, dobbiamo mostrare più personalità. Quando parlo di percorso di crescita, so che tipo di situazioni ci sono. Non sono soddisfatto di quello che abbiamo proposto perché non abbiamo fatto vedere niente di quello che abbiamo provato. Difficoltà fisiche? Stiamo parlando del nulla, ci hanno battuti in tutto stasera.

Non abbiamo mostrato niente della nostra idea di gioco. Fa parte della crescita. Pensate che arrivo, tocco e diventano cigni. Da parte dei ragazzi c’è voglia di lavorare, ma il livello è alto e bisogna crescere. E’ giusto che quando ci sono queste prestazioni sia io il primo a prendermi le responsabilità. Sono step di crescita. Dobbiamo stare tranquilli e non farci prendere dall’entusiasmo, ci sono tanti nuovi dentro. Lazaro, per esempio, è dovuto entrare in un momento di difficoltà. Bisogna fare esperienza. I ragazzi hanno dato il massimo, io devo farli migliorare, per questo sono qui”. Lukaku? Oggi tutti sotto il livello della sufficienza. Io per primo devo essere messo sotto la lavagna. Palle lunghe? Noi non ci alleniamo così, prepariamo situazioni diverse. Odio vedere palle lunghe: oggi l’abbiamo fatto, ma non era un piano B. Non esiste alcun piano B, noi non giochiamo così. Mi prendo la responsabilità di questo piano B ma non ero a conoscenza del fatto che ci fosse un piano B“.

INTER- SLAVIA PRAGA: La formazione ufficiale. C’è Gagliardini…

la sorpresa è proprio la maglia di Roberto Gagliardini.

MILANO – Inizia la Champions League! I nerazzurri scendono in campo al ‘Meazza’ per la prima sfida del Gruppo F contro lo Slavia Praga. Queste le scelte di Antonio Conte e di Jindřich Trpišovský.

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 33 D’Ambrosio, 6 De Vrij, 37 Skriniar; 87 Candreva, 5 Gagliardini, 77 Brozovic, 12 Sensi, 18 Asamoah; 10 Lautaro, 9 Lukaku.
A disposizione: 27 Padelli, 2 Godin,  8 Vecino, 23 Barella, 19 Lazaro, 7 Sanchez, 16 Politano.
Allenatore: Antonio Conte

SLAVIA PRAGA (4-2-3-1): 1 Kolar; 5 Coufal, 15 Kudela, 2 Hovorka, 18 Boril; 27 Traoré, 22 Soucek; 28 Masopust, 7 Stanciu, 9 Olayinka; 10 Husbauer.
A disposizione: 30 Markovic, 11 Tecl, 12 Zeleny, 17 Provod, 21 Skoda, 25 Frydrych, 29 Helal. 
Allenatore: Jindřich Trpišovský

Arbitro: Buquet (FRA)
Assistenti: Debart, Pacelli
Quarto Uomo: Delerue
VAR e Assistente VAR: Letexier, Millot