L’edizione 2018-2019 della Champions League si è conclusa. La vittoria del Liverpool ha permesso anche la definizione di quello che sarà il quadro del prossimo torneo (la finale si giocherà il 30 maggio 2020 a Istanbul, in Turchia), che prenderà il via il 25 giugno con la prima fase preliminare. Delineate le fasce per il 2019-2020: i Reds, campioni, si confermato testa di serie, mentre sarà in seconda fascia il Tottenham, uscito sconfitto dalla finale di Madrid. La fase a gironi della prossima Champions comincerà invece il 17 settembre, ma per conoscere la composizione dei quattro gruppi bisognerà attendere il sorteggio, in programma a Montecarlo il prossimo 29 agosto.
Le fasce delle italiane
In prima fascia, tra le teste di serie, ci sarà la Juventus, che ha vinto in Serie A e che quindi dovrebbe approfittare di un girone sulla carta più semplice. Attenzione, però, alle insidie: in seconda fascia, infatti, ci sono big di spessore come Real e Atletico Madrid, o come lo stesso Tottenham. In seconda fascia anche il Napoli di Ancelotti. L’Inter sarà invece inserita in terza fascia e potrebbe dunque incontrare squadra molto pericolose, ma inizialmente – come da regolamento – non le italiane. L’Atalanta, infine, alla prima partecipazione in Champions League, partirà naturalmente dalla quarta e ultima fascia ed è destinata, salvo incroci fortunati, a un girone di ferro.
Le quattro fasce
1^ FASCIA: Barcellona, Bayern Monaco, Juventus, Manchester City, Paris Saint-Germain, Zenit San Pietroburgo, Liverpool e Chelsea,
2^ FASCIA: Real Madrid, Atletico Madrid, Borussia Dortmund, Napoli, Shakhtar Donetsk, Tottenham
3^ o 4^ FASCIA: Lokomotiv Mosca, Genk, Galatasaray, Lipsia
4^ FASCIA: Atalanta, Lille
Big al preliminare
Porto e Ajax, qualora dovessero qualificarsi per la fase a gironi, finirebbero in seconda fascia, facendo scalare in terza Benfica e Lione. Dinamo Kiev eCeltic invece finirebbero in terza fascia, facendo scendere in quarta Galatasaray e Lipsia. Tutte le altre squadre che dovessero superare i turni preliminari finirebbero in quarta fascia.
È un cerchio che si chiude perLele Oriali. Una vita in nerazzurro, prima da giocatore e poi da dirigente, l’addio nel 2010 e adesso il ritorno a casa. Perché su precisa indicazione e volontà di Beppe Marotta, Oriali torna all’Inter, sarà l’uomo della dirigenza che avrà il compito di fare da collegamento tra squadra e società. “L’attuale team manager dell’Italia di Roberto Mancini sarà ancora con la Nazionale per le due partite di qualificazione all’Europeo contro Grecia e Bosnia, in programma ad Atene e Torino l’8 e l’11 giugno. Poi, però, saluterà gli azzurri: niente doppio ruolo quindi, perché per il ritiro di Lugano, lunedì 8 luglio, entrerà di nuovo nella grande famiglia interista. E sarà la sua terza vita ad Appiano, dove è stato giocatore della prima squadra dal 1970 al 1983 e poi dirigente con Massimo Moratti dal 1999 al 2010, chiudendo con il Triplete in bacheca“,
La Juventus è testa di serie, il Napoli finisce nella 2ª urna. In EL, la Roma ai preliminari. In attesa della sentenza sul fair play che riguarda il Milan.
La Juventus è testa di serie, il Napoli finisce nella seconda urna. In EL, la Roma ai preliminari. In attesa della sentenza sul fair play Juve, Napoli, Atalanta e Inter in Champions. Lazio, Milan e Roma in Europa League. Al Torino, 7° in classifica, non resta che aspettare la sentenza Uefa sul fair play dei rossoneri, prevista nei prossimi giorni (e sempre con la possibilità di un appello al Tas). In attesa di Nyon, il contingente italiano delle coppe 2019-20 è definito. Con la sorpresa dell’Atalanta che, per la prima volta, si qualifica alla Champions/Campioni: la quindicesima squadra italiana della storia.
Champions League: una fascia per fascia.
Una italiana per fascia. Da campione, la Juve è naturalmente in prima. Il Napoli trova spazio in seconda, l’Inter in terza e l’Atalanta nell’ultima. Al sorteggio del 30 agosto a Montecarlo ci sarà da divertirsi. La composizione delle fasce sarà perfezionata dopo le due finali: Chelsea-Arsenal mercoledì a Baku (Europa League) e Liverpool-Tottenham sabato a Madrid (Champions). In ogni caso, essere testa di serie non mette al riparo da rischi: in seconda ci sono Real Madrid, Atletico, Borussia Dortmund, la perdente tra Liverpool e Tottenham, e il Chelsea se sarà sconfitto dall’Arsenal. Quasi una prima fascia-bis. Due curiosità: se i Blues si prendono la coppa, il Lione va direttamente nei gruppi (altrimenti playoff); l’Ajax, semifinalista dell’ultimo torneo, parte dal terzo preliminare causa ranking dell’Olanda.
Europa League: Roma ai preliminari.
Roma preliminari Nel torneo minore, due italiane sono già qualificate ai gruppi: la Lazio in bilico tra la prima e la seconda fascia, il Milan tra la terza e la quarta. La Roma, invece, sarebbe sicuramente testa di serie nei gruppi con il suo coefficiente molto alto: prima, però, dovrà superare due turni estivi (terzo preliminare e playoff) che rischiano di complicare la stagione.
LE FASCE DI CHAMPIONS
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Queste le squadre sicure della loro posizione al prossimo sorteggio di Champions League.
PRIMA FASCIA Barcellona, City, Bayern, Juve, Psg. Zenit, Liverpool/Tottenham, Chelsea/Arsenal
SECONDA FASCIA Real Madrid, Atletico, Borussia Dortmund, Napoli, Shakhtar, Liverpool/Tottenham
TERZA FASCIA Benfica, Leverkusen, Salisburgo,Valencia, Inter
QUARTA FASCIA Lokomotiv Mosca, Genk, Galatasaray, Lipsia, Atalanta, Lilla
MILANO – Succede di tutto a San Siro, gol, pali, espulsioni, VAR, polemiche, infortuni, rigori sbagliati, emozioni a non finire: sarebbe stato difficile immaginare un finale di stagione più appassionante di così. Davanti agli oltre 68.000 spettatori di San Siro, succede di tutto nella gara tra Inter ed Empoli, ultimo capitolo della Serie A TIM 2018/19: i nerazzurri si impongono per 2 a 1 al termine di un match infinito, chiudendo il campionato al quarto posto con 69 punti e conquistando così l’accesso alla prossima Champions League. Onore invece all’Empoli, che retrocede in Serie B a testa altissima dato il contemporaneo pareggio tra Fiorentina e Genoa.
L’Inter spinge forte sull’acceleratore sin dai primissimi secondi di gara. Al 4′ Asamoahtrova centralmente Nainggolan, che calcia da oltre venti metri: Dragowski blocca senza problemi. Subito dopo Icardi lancia sulla destra Politano, il cui cross in mezzo viene allontanato da Silvestre. L’Empoli prova a farsi vedere in avanti ma il pallone di ritorno di Caputo per Acquah è troppo profondo: interviene Handanovic. Al 9′ Politano non riesce ad approfittare di una uscita errata di Dragowski, che però si riscatta pochi istanti più tardi sul gran sinistro di Perisic dal limite: il portiere empolese vola e mette in corner. Vecino va alla conclusione due volte in un minuto, prima di tacco e poi col piatto, senza però riuscire ad incidere. Al minuto 21 è Mauro Icardi a rendersi pericoloso: l’argentino si gira da centravanti vero dentro l’area avversaria ma il suo destro termina di poco a lato. I nerazzurri premono senza sosta: Dragowski deve intervenire due volte al 27′, prima sul destro da fuori di Brozovic e soprattutto sul successivo colpo di testa di De Vrij, su cui l’estremo difensore polacco compie un vero e proprio miracolo. Superata la mezz’ora di gioco gli ospiti tornano a farsi vedere in avanti, in maniera molto pericolosa: Farias lancia in profondità Caputo, sul quale è bravo Handanovic a chiudere in uscita. Al 38′, poi, è Traore a cercare la rete con un destro a giro dall’interno dell’area: palla fuori non di molto. Sul finire del primo tempo, Inter ancora insidiosa: botta di Asamoah da circa venticinque metri, Dragowski tocca nuovamente in angolo. Si va dunque al riposo col risultato ancora fermo sullo 0 a 0.
Al rientro dagli spogliatoi, Spalletti getta subito nella mischia Keita: il senegalese prende il posto di Asamoah, con Perisic che arretra nella posizione di terzino. La mossa del tecnico nerazzurro si rivela subito vincente: Keita riceve palla sulla trequarti, sfrutta il movimento perfetto di Icardi e scarica un violento destro dal limite che si insacca nell’angolino basso. Sbloccato il match, l’Inter continua ad attaccare: al 60′, dopo un lungo consulto col VAR, il direttore di gara decreta un calcio di rigore per i nerazzurri per un intervento in ritardo di Dragowski su Icardi dentro l’area empolese. Lo stesso Icardi si presenta dal dischetto ma si fa ipnotizzare dal portiere avversario: si resta sull’1 a 0. Al 65′ è ancora Keitaprotagonista ocn un destro dalla distanza, controllato in due tempi da Dragowski. Empoli di nuovo pericoloso al 70′: Handanovic è semplicemente fenomenale nell’uscita bassa su Farias, imbeccato in verticale da Traore. Spalletti manda allora in campo Lautaro al posto di Icardi e poi Dalbert per Perisic, fermato da un problema muscolare. Gli ospiti, virtualmente retrocessi, non smettono di lottare e al 76′ pervengono al pari: il neoentrato Ucan sfonda a destra e mette al centro un perfetto pallone rasoterra che Traore deve solo appoggiare dentro la porta. Lo spettro del quinto posto prende improvvisamente consistenza sulla San Siro nerazzurra, ma ci pensa Nainggolan a farlo scomparire: al minuto 81 Vecino, dopo aver tagliato in due la difesa empolese, colpisce il palo, trovando poi il tap-in vincente del belga. Partita finita? No, perchè deve ancora succedere di tutto. Al minuto 89 D’Ambrosio si rende protagonista di un salvataggio a dir poco clamoroso, deviando sulla traversa l’assist di Caputo per Traore. Tre minuti più tardi è nuovamente Handanovic a compiere un intervento incredibile in uscita disperata su Ucan, ma sul ribaltamento a fronte è Dragowski a chiudere col corpo sul mancino a botta sicura di Keita. Caos totale al 95′: Brozovic segna da centrocampo sfruttando la proiezione offensiva di Dragowski, San Siro esplode di gioia ma l’arbitro annulla tutto per la trattenuta ai danni del portiere empolese da parte di Keita, che viene inoltre espulso dopo aver ricevuto il secondo giallo del match. L’orologio sembra non scorrere mai, un monumentale Handanovic blocca anche l’ultimo colpo di testa di Farias, ma finalmente arriva il triplice fischio finale: l’Inter è in Champions League!
Il futuro chiama, e ce lo si gioca in quattro partite. Quattro partite che hanno un’importanza impressionante. Per 50 milioni (di euro) di buoni motivi. Ma non solo:per l’orgoglio, per tenere fede ai proclami di crescita, per dare un senso a tutti i progetti fatti e sbandierati in questi mesi. Il tempo dei piccoli passi è finito, anche perché il tempo non c’è più. La qualificazione inChampions Leaguedell’Interva oltre il valore economico e siamo sicuri che, dalle parti di Appiano Gentile, dal presidenteZhangin giù, ne siano tutti consapevoli.
Il problema è che, in queste situazioni, passare dalla quasi totale sicurezza di avercela fatta a sprofondare nel baratro è un attimo. Qualche settimana fa, la Champions sembrava ormai obiettivo acquisito, tanto che si guardava alle ultime partite quasi come un banale contorno rispetto a un’estate di mercato di colpi e sorprese. E invece no.
Perché, come abbiamo visto tutti, questa squadra è riuscita nell’impresa di non sfruttare i numerosi match point capitati lungo il suo cammino:Lazio, Atalanta, Roma e Juventus.Quattro partite a San Siro da vincere a ogni costo, per tirare una mazzata alle ambizioni di rincorsa delle altre e mettere ogni cosa apposto. E invece, l’Inter è ancora lì, aggrappata a quella manciata di punti che ancora la tengono a galla, che la fanno respirare, che le permettono di tenersi dietro le rivali e di guardare alle ultime quattro con un briciolo di fiducia in più.
Ma, mentre i nerazzurri vanno a corrente fin troppo alterna, le altre,Milana parte, hanno ricominciato a correre. Con decisione, determinazione e voglia di provarci fino all’ultimo. LaRomaha inanellato cinque risultati utili consecutivi e conRanieriin panchina sembra aver trovato la quadra per assaltare con forza un posto fra le prime quattro, forza derivata anche dalla qualità di una rosa assolutamente competitiva; ilTorino, dopo la vittoria contro il Milan, è definitivamente entrato, proprio nel finale, nella lotta: sottovalutareMazzarrie il cuore Toro potrebbe essere un vero delitto; e poi c’è l’Atalantache, con il successo contro l’Udinese, si è ritrovata di colpo quarta in classifica, a -3 dai nerazzurri, padrona del proprio destino. Guai a prendere sotto gamba una squadra che vive di sogni come in questo momento fa quella diGasperini. Un trittico di pretendenti (senza contare che laLazio, seppur indietro, non è ancora spacciata) pronto a fare un sol boccone di chi non ci crede fino all’ultimo.
Mentre le altre corrono, l’Inter avanza a piccoli passi. Ma è un andamento da cambiare. Subito. A cominciare dalla sfida diUdine, storicamente tostissima per i nerazzurri. Ebbene, quella contro la squadra diTudor, a caccia di punti salvezza soprattutto dopo la sconfitta di Bergamo, è un esame davvero cruciale da non fallire, a differenza di quelli precedenti. Perché, se malauguratamente l’Inter dovesse incappare in un giorno storto, l’incubo potrebbe divenire sempre più concreto. E, con una trasferta aNapoliancora da affrontare, meglio non fare scherzi.
Chiunque sarà l’allenatore dell’anno prossimo e qualunque sarà il mercato estivo dei nerazzurri, non ha importanza ora. Il futuro è adesso. Perché quattro partite possono decidere un progetto intero.