VIDEO- L’Inter verso il derby: Conte vara un nuovo modulo e pensa a tre cambi.

Per riportare Sensi nel ruolo di trequartista, il tecnico può tornare al 3-4-2-1. Probabile turno di riposo per Lautaro. Dentro Godin, Barella e Politano.

Un inizio in chiaroscuro. Potrebbe riassumersi così la prima parte di stagione dell’Inter, un piccolo – ma già significativo – scorcio di ciò che aspetta i nerazzurri da qui in poi. Dopo il bottino messo insieme in campionato, unica squadra a essere ancora a punteggio pieno dopo tre turni, è arrivato l’esordio in Champions League a cancellare qualche certezza. Sia chiaro, già contro Cagliari e Udinese la squadra aveva palesato qualche limite, tanto che Antonio Conte aveva parlato chiaramente di come sarebbe stato necessario alzare la guardia in vista del prosieguo. Soprattutto in Europa, errori e condizione fisica deficitaria si pagano care, come dimostrato dal pareggio di martedì contro lo Slavia Praga. L’Inter è apparsa sotto ritmo, abbastanza confusa e con problemi di varia natura in tutte le zone del campo.

Inoltre, a far discutere sono state alcune scelte di formazione. Per esempio, rinunciare a Diego Godin ha di fatto significato non avere una fonte di gioco in più in impostazione, perché il Flaco – tra i più positivi con l’Udinese – era stato il regista aggiunto della squadra, servendo peraltro anche l’assist per la rete decisiva di Stefano Sensi. Inoltre, ha stupito assai l’assenza dalla formazione titolare di Nicolò Barella, al quale è stato riservato solo uno spezzone finale: al piccolo gioiello sardo sono comunque bastati pochi minuti per diventare decisivo, grazie a una rete che – se non altro – ha aiutato l’Inter nella parziale rimonta.

Quella contro lo Slavia è comunque una prestazione da cancellare il prima possibile, come detto dallo stesso Conte. Il tecnico si è assunto le responsabilità della prova mediocre e annunciato che, in vista del campionato, potrebbe apportare alcune modifiche alla formazione titolare. Già, perché sabato sera a San Siro c’è il primo derby stagionale, un appuntamento assolutamente da non fallire. Conte e la squadra lo sanno e, infatti, non è che gli animi nello spogliatoio siano calmissimi. Tutt’altro, visto che alcuni quotidiani ci hanno raccontato della brutta lite tra Lukaku e Brozovic negli spogliatoi: il croato avrebbe reagito male a una reprimenda del compagno, rispondendo per le rime. Ne è nata una discussione che pare non essere trascesa in nulla di più grave, ma l’episodio rimane e andrà circoscritto il prima possibile.

Inter, prove in vista del derby: Conte pensa a qualche cambio

Una delle chiavi di (semi)svolta in Champions League è stata quella dei cambi: appurato che lo Slavia è stato bravissimo nel gioco senza palla, raddoppiando continuamente il portatore e ingabbiando Brozovic, l’unica vera fonte di gioco nerazzurra, Conte ha inserito Barella e Politano per dare più imprevedibilità tra le linee. Le scelte hanno pagato: l’ex Sassuolo ha dato il là all’azione del pareggio, rifinita da un bellissimo tiro al volo del classe 1997 cagliaritano. Entrambi sembrano candidarsi seriamente per una maglia da titolare nel derby.

Ma andiamo con ordine: il 3-5-2, modulo col quale il mister intende affrontare la stagione, potrebbe essere momentaneamente accantonato per fare spazio a un più fantasioso 3-4-2-1, sistema già visto con l’Udinese. Questa scelta permetterebbe a Sensi di giocare maggiormente vicino alla porta, diventando più decisivo in rifinitura e realizzazione. Chiaramente uno degli attaccanti dovrà fargli spazio e, difficilmente, questo sarà Lukaku. Nonostante la prova opaca in coppa, il belga è il referente ideale per Conte. Che, a questo punto, potrebbe concedere un turno di riposo a Lautaro Martinez. L’argentino con i cechi ha fallito tre palloni molto facili, facendo arrabbiare lo staff tecnico.

Tornando al derby, gli strappi di Politano potrebbero tornare decisamente utili, soprattutto se l’esterno dovesse posizionarsi come finta seconda punta, partendo largo a destra per poi accentrarsi e sprintare verso l’area di rigore. Tutte specialità, queste, dell’ex Sassuolo, che di recente ha evidenziato un grande stato di forma: la sua capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica può mettere parecchio in crisi la fase difensiva del Milan. Conte lo sa e ci sta pensando seriamente, magari optando per la voglia di rivalsa di Lautaro quando le maglie inevitabilmente si allargheranno.

L’importanza di Barella e la gerarchia di Godin

A centrocampo servono energie e voglia di spaccare il mondo, tutte cose clamorosamente mancate nella partita di Champions League. Se Brozovic continuerà a metterci le idee, a Barella toccherà giocare 90 minuti con il furore che lo contraddistingue. Il centrocampista dell’Inter è stata una spina nei fianchi per i cechi, continuamente bombardati dai suoi inserimenti senza palla tra le linee. Inoltre, il 22enne sardo è anche un grande recuperatore di palloni, come dimostrano le statistiche messe insieme fino a oggi. La sua presenza permetterebbe a Sensi di alzarsi di qualche metro e tutta la manovra ne gioverebbe.

Infine c’è il discorso legato a Godin. Il difensore uruguayano ha esperienza e carisma da vendere, è una figura dominante e un punto di riferimento per tutti i compagni. Conte lo sa, ma è consapevole di quanto sia un giocatore da dosare. In ogni caso, nel derby ci sarà: le scorie dell’infortunio post Copa America sembrano essere state definitivamente superate, tanto che già a Cagliari era stato uno dei migliori in campo. Contro l’Udinese invece ha dato prova di essere un giocatore totale, visto come si è proposto nella metà campo avversaria accompagnando la manovra e vestendo i panni uomo assist.

Per battere il Milan serve quindi una scintilla di orgoglio, ma anche qualità precise che Conte sta cercando senza sosta all’interno della sua rosa. A lasciare il posto a Barella sarà con tutta probabilità Gagliardini, mentre Godin si posizionerà sul centrodestra difensivo creando ballottaggio sulla destra tra Lazaro e D’Ambrosio. Queste, almeno, sembrano le idee a poco più di 48 ore di una partita che, va detto, potrebbe già rappresentare il primo crocevia stagionale.

VIDEO- L’Inter verso il derby: Conte vara un nuovo modulo e pensa a tre cambi.

Per riportare Sensi nel ruolo di trequartista, il tecnico può tornare al 3-4-2-1. Probabile turno di riposo per Lautaro. Dentro Godin, Barella e Politano.

Un inizio in chiaroscuro. Potrebbe riassumersi così la prima parte di stagione dell’Inter, un piccolo – ma già significativo – scorcio di ciò che aspetta i nerazzurri da qui in poi. Dopo il bottino messo insieme in campionato, unica squadra a essere ancora a punteggio pieno dopo tre turni, è arrivato l’esordio in Champions League a cancellare qualche certezza. Sia chiaro, già contro Cagliari e Udinese la squadra aveva palesato qualche limite, tanto che Antonio Conte aveva parlato chiaramente di come sarebbe stato necessario alzare la guardia in vista del prosieguo. Soprattutto in Europa, errori e condizione fisica deficitaria si pagano care, come dimostrato dal pareggio di martedì contro lo Slavia Praga. L’Inter è apparsa sotto ritmo, abbastanza confusa e con problemi di varia natura in tutte le zone del campo.

Inoltre, a far discutere sono state alcune scelte di formazione. Per esempio, rinunciare a Diego Godin ha di fatto significato non avere una fonte di gioco in più in impostazione, perché il Flaco – tra i più positivi con l’Udinese – era stato il regista aggiunto della squadra, servendo peraltro anche l’assist per la rete decisiva di Stefano Sensi. Inoltre, ha stupito assai l’assenza dalla formazione titolare di Nicolò Barella, al quale è stato riservato solo uno spezzone finale: al piccolo gioiello sardo sono comunque bastati pochi minuti per diventare decisivo, grazie a una rete che – se non altro – ha aiutato l’Inter nella parziale rimonta.

Quella contro lo Slavia è comunque una prestazione da cancellare il prima possibile, come detto dallo stesso Conte. Il tecnico si è assunto le responsabilità della prova mediocre e annunciato che, in vista del campionato, potrebbe apportare alcune modifiche alla formazione titolare. Già, perché sabato sera a San Siro c’è il primo derby stagionale, un appuntamento assolutamente da non fallire. Conte e la squadra lo sanno e, infatti, non è che gli animi nello spogliatoio siano calmissimi. Tutt’altro, visto che alcuni quotidiani ci hanno raccontato della brutta lite tra Lukaku e Brozovic negli spogliatoi: il croato avrebbe reagito male a una reprimenda del compagno, rispondendo per le rime. Ne è nata una discussione che pare non essere trascesa in nulla di più grave, ma l’episodio rimane e andrà circoscritto il prima possibile.

Inter, prove in vista del derby: Conte pensa a qualche cambio

Una delle chiavi di (semi)svolta in Champions League è stata quella dei cambi: appurato che lo Slavia è stato bravissimo nel gioco senza palla, raddoppiando continuamente il portatore e ingabbiando Brozovic, l’unica vera fonte di gioco nerazzurra, Conte ha inserito Barella e Politano per dare più imprevedibilità tra le linee. Le scelte hanno pagato: l’ex Sassuolo ha dato il là all’azione del pareggio, rifinita da un bellissimo tiro al volo del classe 1997 cagliaritano. Entrambi sembrano candidarsi seriamente per una maglia da titolare nel derby.

Ma andiamo con ordine: il 3-5-2, modulo col quale il mister intende affrontare la stagione, potrebbe essere momentaneamente accantonato per fare spazio a un più fantasioso 3-4-2-1, sistema già visto con l’Udinese. Questa scelta permetterebbe a Sensi di giocare maggiormente vicino alla porta, diventando più decisivo in rifinitura e realizzazione. Chiaramente uno degli attaccanti dovrà fargli spazio e, difficilmente, questo sarà Lukaku. Nonostante la prova opaca in coppa, il belga è il referente ideale per Conte. Che, a questo punto, potrebbe concedere un turno di riposo a Lautaro Martinez. L’argentino con i cechi ha fallito tre palloni molto facili, facendo arrabbiare lo staff tecnico.

Tornando al derby, gli strappi di Politano potrebbero tornare decisamente utili, soprattutto se l’esterno dovesse posizionarsi come finta seconda punta, partendo largo a destra per poi accentrarsi e sprintare verso l’area di rigore. Tutte specialità, queste, dell’ex Sassuolo, che di recente ha evidenziato un grande stato di forma: la sua capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica può mettere parecchio in crisi la fase difensiva del Milan. Conte lo sa e ci sta pensando seriamente, magari optando per la voglia di rivalsa di Lautaro quando le maglie inevitabilmente si allargheranno.

L’importanza di Barella e la gerarchia di Godin

A centrocampo servono energie e voglia di spaccare il mondo, tutte cose clamorosamente mancate nella partita di Champions League. Se Brozovic continuerà a metterci le idee, a Barella toccherà giocare 90 minuti con il furore che lo contraddistingue. Il centrocampista dell’Inter è stata una spina nei fianchi per i cechi, continuamente bombardati dai suoi inserimenti senza palla tra le linee. Inoltre, il 22enne sardo è anche un grande recuperatore di palloni, come dimostrano le statistiche messe insieme fino a oggi. La sua presenza permetterebbe a Sensi di alzarsi di qualche metro e tutta la manovra ne gioverebbe.

Infine c’è il discorso legato a Godin. Il difensore uruguayano ha esperienza e carisma da vendere, è una figura dominante e un punto di riferimento per tutti i compagni. Conte lo sa, ma è consapevole di quanto sia un giocatore da dosare. In ogni caso, nel derby ci sarà: le scorie dell’infortunio post Copa America sembrano essere state definitivamente superate, tanto che già a Cagliari era stato uno dei migliori in campo. Contro l’Udinese invece ha dato prova di essere un giocatore totale, visto come si è proposto nella metà campo avversaria accompagnando la manovra e vestendo i panni uomo assist.

Per battere il Milan serve quindi una scintilla di orgoglio, ma anche qualità precise che Conte sta cercando senza sosta all’interno della sua rosa. A lasciare il posto a Barella sarà con tutta probabilità Gagliardini, mentre Godin si posizionerà sul centrodestra difensivo creando ballottaggio sulla destra tra Lazaro e D’Ambrosio. Queste, almeno, sembrano le idee a poco più di 48 ore di una partita che, va detto, potrebbe già rappresentare il primo crocevia stagionale.

Qualcosa non ha funzionato nell’Inter contro lo Slavia Praga. Ecco cosa…

Secondo Federico Aquè – All’esordio in Champions League l’Inter è riuscita a strappare solo nei minuti di recupero, con un gol di Barella dopo la traversa colpita da Sensi su punizione, un pareggio per 1-1 contro lo Slavia Praga, l’avversario meno attrezzato del gruppo F (le altre rivali dei nerazzurri sono il Barcellona e il Borussia Dortmund). I risultati recenti dello Slavia, vincitore dell’ultimo campionato ceco e capace di arrivare fino ai quarti in Europa League l’anno passato, il momento di forma (in questa stagione è ancora imbattuto), il suo gioco ambizioso e l’organizzazione tattica facevano pensare che la partita dell’Inter sarebbe stata meno semplice del previsto, ma è stato comunque sorprendente vedere la squadra di Antonio Conte così in difficoltà, specie dopo le buone sensazioni lasciate dalle vittorie nelle prime tre giornate di campionato.

Lo Slavia è stato aggressivo, e c’era da aspettarselo, anche se Jindrich Trpisovsky ha rinunciato a un giocatore offensivo per aggiungere un centrocampista, una scelta sulla carta prudente, forse per avere un’uscita più sicura da dietro quando l’Inter pressava, ma decisiva per la particolare strategia di pressing che aveva pensato. La squadra di Conte non è praticamente mai riuscita a risalire il campo in modo pulito. Un problema che ha avuto diverse origini e che ho provato a riassumere in tre azioni.

Le marcature dello Slavia

Per impedire all’Inter di uscire comodamente dalla sua metà campo, Trpisovsky aveva preparato una serie di marcature a uomo, che prevedevano i due esterni d’attacco (Masopust e Olayinka) a occuparsi di Skriniar e D’Ambrosio, mentre Stanciu inizialmente marcava Brozovic e lasciava de Vrij libero di ricevere. Alle spalle dei tre giocatori offensivi, Husbauer e Traoré seguivano le mezzali interiste (Sensi e Gagliardini), i terzini (Coufal e Boril) si alzavano su Candreva e Asamoah, mentre i due difensori centrali (Kudela e Hovorka) marcavano Lautaro Martínez e Lukaku. La scelta di lasciar ricevere de Vrij, non a caso il giocatore ad aver completato più passaggi (74), era pensata per liberare Soucek davanti alla difesa. Senza avversari da marcare, Soucek oscurava le linee di passaggio in verticale sugli attaccanti e copriva i difensori centrali, scalando al loro posto quando i compagni uscivano a marcare Lukaku e Martínez.

L’Inter non è riuscita ad aggirare le marcature palleggiando e anche le alternative più sicure, cioè l’uscita sugli esterni o i lanci verso gli attaccanti, non hanno funzionato. Candreva e Asamoah hanno contribuito poco al possesso: il primo ha completato appena 7 passaggi, l’esterno ghanese è arrivato a 17 (ma va detto che Candreva è uscito all’inizio del secondo tempo per infortunio), e nessuno dei due ha completato un dribbling, uno strumento che sarebbe stato essenziale per battere le marcature a uomo dello Slavia.

Lukaku e Martinez, poi, sono stati anticipati di continuo dai loro marcatori, e quando i compagni provavano a raggiungerli non riuscivano a conservare la palla e a dare modo alla squadra di avanzare, come nell’azione qui sotto.

Candreva ha ricevuto a destra ma, senza soluzioni comode a disposizione sul corto, è costretto ad alzare la palla verso Martínez, che però perde il duello con Kudela. Il pallone arriva poi sul lato sinistro dell’area a Olayinka, che approfitta di un errore di D’Ambrosio, e Stanciu non riesce a tirare dal limite solo per un grande intervento in scivolata di Sensi.

Si possono notare diverse cose da quest’azione: il sistema di marcature pensato da Trpisovsky, la puntualità con cui Soucek si abbassa a coprire Kudela, ma merita di essere sottolineato il modo molto ambizioso con cui lo Slavia ha scelto di difendersi a San Siro, scommettendo sui duelli individuali e accettando di lasciare una metà campo alle spalle della linea difensiva. È vero che Martínez e Lukaku non sono sembrati al massimo della forma (il belga aveva problemi alla schiena), ma non va sottovalutata la grande organizzazione difensiva data da Trpisovsky.

La brutta serata di Brozovic

A soffrire in modo particolare le marcature dello Slavia è stato Marcelo Brozovic, che di solito è il giocatore più importante per la circolazione dell’Inter, quello che si occupa di raccogliere la palla dalla difesa e trasmetterla in avanti. Trpisovsky ha limitato l’influenza sulla partita di Brozovic (42 passaggi tentati, col 79% di precisione) con la marcatura di Stanciu, anche se va detto che i giocatori dello Slavia sono stati abili a riorganizzare le marcature anche quando non si trovavano nelle loro posizioni abituali, e così, quando Stanciu era troppo lontano per marcare Brozovic, il suo posto veniva preso da un compagno, in particolare Husbauer.

C’è stata un’occasione in cui una palla persa da Brozovic stava per mandare in porta lo Slavia. L’Inter stava impostando l’azione nella metà campo avversaria dopo aver battuto un calcio di punizione, ma non riesce ad avanzare a sinistra. Sensi allora torna al centro da de Vrij, che vede lo spazio lasciato libero da Stanciu, impegnato dalla marcatura di Brozovic, e va a ricevere il passaggio.

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Il centrale olandese, però, non vede soluzioni davanti a lui e allora sceglie di affidarsi a Brozovic, anche se circondato da tre giocatori. Forse in un’altra circostanza il centrocampista croato sarebbe uscito da quella situazione, ma in questo caso si fa togliere la palla da Masopust, innescando la ripartenza dello Slavia. Stanciu porta palla ma poi non riesce a raggiungere il compagno, anche perché i difensori dell’Inter gestiscono bene la transizione.

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La brutta prestazione di Brozovic, che nel secondo tempo è stato sostituito da Barella, ha ovviamente contribuito in modo determinante alle difficoltà trovate dall’Inter nella risalita del campo. L’abbassamento di Sensi, e l’aggiunta di Politano tra le linee, ha migliorato la resistenza al pressing nelle prime fasi dell’azione e ha garantito all’Inter una linea di passaggio intermedia che le permettesse di dare continuità al possesso. È stata proprio una conduzione di Politano a conquistare la punizione che, battuta da Sensi, ha originato il gol di Barella.

Gli errori tecnici

Il pressing dello Slavia ha imposto alla squadra di Conte di alzare il livello e la precisione delle giocate. In pochi sono però sembrati a loro agio in un simile contesto e alla fine la riuscita complessiva dei passaggi è stata del 78%. Anche quando lo Slavia non era perfetto nella prima pressione i giocatori dell’Inter hanno commesso degli errori, e proprio da una situazione di questo tipo ha avuto origine il gol di Olayinka.

Skriniar ha approfittato di un’incomprensione tra Husbauer e Stanciu, andati entrambi a pressare Brozovic, per avanzare palla al piede ma, arrivato all’altezza del centrocampo, ha perso il controllo del pallone dopo un contrasto di Coufal. A quel punto lo Slavia ha mostrato di essere una squadra non solo aggressiva, ma anche in grado di gestire la palla con qualità dopo averla recuperata. Zeleny ha mandato Stanciu a sfidare sulla fascia destra de Vrij e poi, con la difesa dell’Inter disorganizzata, è andato a chiudere l’azione sul cross di Olayinka. Il suo tiro è stato respinto con una gran parata da Handanovic, ma sulla ribattuta Olayinka ha portato in vantaggio lo Slavia.

Con l’aggressività del pressing la squadra di Trpisovsky ha messo a nudo le difficoltà a manovrare dell’Inter, ma quando recuperava la palla, soprattutto nel secondo tempo dopo l’ingresso di Zeleny, lo Slavia ha dimostrato di saperla gestire con qualità, e solo un paio di imprecisioni al momento di concludere gli hanno impedito di raddoppiare.

Con un paio di grandi gesti tecnici nei minuti di recupero (la conduzione di Politano, la punizione di Sensi) l’Inter è riuscita a evitare una sconfitta che avrebbe reso ancora più complicato il suo percorso nel girone, ma per superare il Barcellona e il Borussia Dortmund servirà molto di più.

Federico Aquè ha collaborato con Sprint&Sport, Datasport e Sportmediaset.

Allarme Inter: Lukaku in dubbio per la Champions. 24 ore per valutare il belga”.

Il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell’esordio in Champions League contro lo Slavia Praga, soffermandosi in particolare anche sulle condizioni di Lukaku e su uno dei nuovi acquisti come Biraghi: “Lukaku? C’è un allenamento da fare, ci sono 24 ore e faremo le valutazioni del caso. Sicuramente se dovesse giocare sarà perché ha dato le necessarie garanzie”.

Biraghi può giocare titolare? “Quando è arrivato non era in condizioni ottimali, ora si sta allenando benissimo. Mi preoccupa più il punto di vista tattico, di gioco, serve un po’ di tempo per entrare in certi movimenti e soprattutto serve allenarsi. Noi dobbiamo avere tutti i giocatori dentro gli ingranaggi per far andare bene la macchina. Detto questo qualche rischio andrà preso,

Conte: “Anche il Barça non sarà felice di sfidare l’Inter”

Le parole del tecnico sul sito Uefa: “La Champions dà grandi emozioni. Ne ho vinta una e perse tre: so cosa si prova in entrambi i casi…”

Il tecnico 50enne, che si appresta a fare il suo debutto continentale sulla panchina della Beneamata, ci ha raccontato che cosa si aspetta dall’Inter in UEFA Champions League. 

UEFA.com: quali sono i vostri obiettivi in UEFA Champions League?

Antonio Conte: vogliamo rendere orgogliosi i nostri tifosi, giocare un calcio che li entusiasmi e con il quale possano identificarsi. Fissare obiettivi è difficile, vedremo strada facendo che cosa succederà. L’importante sarà non avere rimpianti e sapere che tutti hanno dato il 110%. 

UEFA.com: quanto è importante la UEFA Champions League per un club? Proverete a vincerla?

Antonio Conte: io l’ho vinta. Ho giocato quattro finali e ne ho perse tre, quindi conosco entrambe le sensazioni. So quanto sia difficile vincerla e quanto sia doloroso perdere in finale. Non mi piace parlare di fortuna, ma è il genere di competizione in cui un tiro che entra o esce dopo aver sbattuto sul palo può cambiare il corso di una stagione. Ci sono tanti fattori da considerare… lo stato di forma, le squalifiche, il calendario. Ma è normale, perché parliamo della competizione più importante. 

UEFA.com: il sorteggio vi ha regalato il Barcellona. Che cosa significa affrontare i catalani in UEFA Champions League?

Antonio Conte: sarà una sfida affascinante, di quelle che regalano motivazioni e che ti spingono a dare il massimo. Credo che neppure loro saranno felici di dover sfidare l’Inter. Noi abbiamo iniziato un percorso e vogliamo portarlo a termine nel miglior modo possibile. Affrontare le grandi squadre in Champions League è il modo migliore per crescere, per capire cosa ti manca per essere al top. 

UEFA.com: la stagione è cominciata bene, con una striscia di vittorie. Si aspettava un inizio così positivo?

Antonio Conte: sono una perona con i piedi ben piantati in terra. Partire bene è positivo, ma siamo consapevoli delle difficoltà che potremmo incontrare. Siamo una squadra in cui l’unico ad aver vinto trofei è probabilmente [Diego] Godín, perciò tutti noi dovremo capire ciò che va fatto per centrare un traguardo importante e rendere felici i nostri tifosi.  

La stoccata di Conte e l’Inter capolista fanno saltare i nervi alla Juve.

Il Giornale – apre con le scintille tra Inter e Juventus: “L’Inter di Conte capolista fa saltare i nervi alla Juve”, titola il quotidiano. Il tecnico nerazzurro parla di bilanci in risposta al bianconero che si era lamentato del caldo.

Gianni Visnadi scrive: “Il bersaglio è talmente grosso, che per centrarlo non serve mirare. La Juve è sempre là, in alto, in mezzo ai pensieri di tutti, traboccante di trofei e con l’organico sovrabbondante, ma per ora anche con 2 punti in meno in classifica. E allora a Conte non è sembrato vero poter rifilare già a metà settembre la prima stoccata al rivale designato Sarri, peraltro alla prima occasione utile. E via con l’allusione a «bilanci e stati patrimoniali» e quel «stia tranquillo perché ora sta dalla parte forte», che o non vale nulla, perché il calcio è anche chiacchiera, o vale tutto perché lui da quella “parte forte” c’è stato una quindicina d’anni, prima in campo e poi in panchina. A Torino, manco a dirla, non l’hanno presa bene. Non parlano, ma aspettano il 6 ottobre e il primo faccia a faccia, nella speranza che da mercoledì (vs Atletico Madrid) ad allora crescano gioco e risultati e calino gl’infortuni (Douglas Costa e forse Pjanic sono fuori per la Champions, il brasiliano per molto altro tempo ancora).”

Domani Inter-Slavia: oggi il test per Big Rom. La probabile formazione di Conte.

Come riportato la Gazzetta dello Sport, nella giornata di ieri, Romelu Lukaku ha fatto un trattamento personalizzato come il resto dei compagni scesi in campo contro l’Udinese e oggi sarà regolarmente in campo per l’allenamento di rifinitura in vista del debutto in Champions. Se verranno confermate le sensazioni positive, Big Rom sarà regolarmente al centro dell’attacco contro lo Slavia Praga, con il rientrante Lautaro al suo fianco. Per l’argentino sarà la prima volta da titolare nell’Europa che conte, dopo le tre presenze (da subentrato) lo scorso anno. In difesa, invece, Antonio Conte dovrebbe confermare la GDS dopo il debutto di sabato, mentre non sono escluse sorprese sulle fasce, dove  Lazaro e Biraghi sono pronti all’esordio. In mediana, invece, Vecino vuole riprendersi il posto da mezzala: una certezza a cui Conte non vuol rinunciare.

LA PROBABILE FORMAZIONE: Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; Lazaro, Vecino, Brozovic, Sensi, Biraghi; Lukaku, Lautaro. 

INTER: Lukaku ha un fastidio alla schiena ma ci sarà con lo Slavia. Ci sono delle novità…

E’ iniziato bene per i nerazzurri il ciclo no stop di gare tra campionato e Champions dopo la pausa per le Nazionali. La prima sfida, contro l’Udinese, e’ terminata 1-0. L’Inter ha gioito per la vittoria, seppur non abbia regalato una bella prestazione. Ora e’ la volta dell’appuntamento in Champions. La squadra si e’ ritrovata infatti questa mattina ad Appiano per la seduta in vista della prima giornata della fase a gironi del Gruppo F. Martedi’ sera alle 18.55 l’Inter affrontera’ in casa lo Slavia Praga.

Chi e’ sceso in campo contro l’Udinese ha svolto lavoro di scarico, per il resto del gruppo riscaldamento, torello, tattica e infine partitella a campo ridotto. Lukaku e’ alle prese con un fastidio alla schiena ma dovrebbe comunque essere a disposizione. Quest’oggi si e’ sottoposto a terapie per recuperare e lavoro leggero. In difesa ballottaggio tra D’Ambrosio e Godin; a centrocampo Lazaro potrebbe far riposare Candreva, mentre dovrebbe indossare la maglia da titolare Vecino. In attacco spazio alla coppia Lautaro-Lukaku. Antonio Conte domani alle 15.30 presentera’ la sfida europea.

#conte #internews #Lukaku #notizie inter

INTER: Conte punta a tre novità dal primo minuto per l’Udinese.

Due sono andate e anche bene. Due vittorie nelle prime giornate di campionato e ora la ripresa dopo la pausa per le Nazionali. Direttamente dagli studi di Sky Sport, Matteo Barzaghi ha parlato dei cambi che Antonio Conte potrebbe adottare in vista della terza gara della stagione, la sfida contro l’Udinese: “Potrà far ruotare i suoi giocatori in vista dell’impegno di Champions League (martedì esordio con lo Slavia Praga, ndr). Sarà l’occasione giusta per vedere Barella dal primo minuto visto che Vecino sarà uno degli ultimi a rientrare dalla nazionale. Ci può essere anche Godin, rientrato a Cagliari dopo l’infortunio per pochi minuti ma sufficienti per far capire di che pasta è fatto. Quando è entrato ha dato una marcia in più alla difesa”.

Il giornalista di Sky parla anche di Alexis Sanchez: “Possibile chance anche per il cileno. Lautaro, come Vecino, torna dalla lunga trasferta con la nazionale e potrebbe lasciare spazio al compagno“.

Il Daily Mail parla dell’Inter: “i nerazzurri pronti a ritornare grandi?”

In europa si comincia a parlare del buon mercato dell’Inter e di Conte.

L’Inter e Antonio Conte fanno parte del club dei “vincenti” insieme a Paris Saint-Germain e Atletico Madrid dell’ultima sessione di mercato estivo. Lo scrive quest’oggi in Inghilterra il Daily Mail, secondo cui infatti “potrebbe essere l’inizio di una rivoluzione a San Siro sotto la guida del nuovo manager Conte”, grazie anche agli “acquisti chiave che possono aiutare il club a tornare ad essere una delle squadre più entusiasmanti d’Europa”.

Secondo il tabloid Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, voluti da Conte, darebbero un forte vantaggio ai nerazzurri, così come l’arrivo di Godin a parametro zero dall’Atletico Madrid. Segnali che la musica potrebbe cambiare rispetto agli ultimi anni sono arrivati dalle prime due giornate di campionato a punteggio pieno.