Matteo Salvini, leader della Lega, ha così parlato a Telelombardia dopo il derby perso dal Milan contro l’Inter per 0-2.
Come riportato da Pianeta Milan – Ecco le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, noto tifoso dei rossoneri, intervenuto in esclusiva a QSVS su Telelombardia dopo il Derby vinto dall’Inter 2-0 sul Milan: “Quando abbiamo vinto l’ultimo Derby? Era l’età della pietà… Ricardo Rodriguez fa cader le ginocchia, Suso non va da tempo… Ma la società? Dov’è la società? Stasera mi porto a casa Leao di positivo, e infatti l’ha tolto, ma va bene lo stadio e il business… Ma quante campagne acquisti stiamo commentando in maniera negativa? È automatico che grandi calciatori diventino poi grandi dirigenti? Poi se la tua proprietà è un fondo sei solo un numero sul computer…”.
Sulla gara: “Non sono mai uscito prima dallo stadio
in un Derby, stasera sono uscito al 41’ dopo la punizione di Biglia che
ha preso la Curva Sud. In occasione del gol cosa ci facevano tutti in
area? In queste cose dovrebbe intervenire l’allenatore? Un applauso ai
tifosi del Milan, da anni si salvano solo loro perché la squadra fa
ridere!”.
Sui suoi dubbi: “Ce l’avevo con Gattuso ma ora mi viene il dubbio che non dipenda dall’allenatore. Sicuramente non da me, qualcuno che è pagato per vincere e invece non vince c’è”.
Conte tramuterà le chiacchiere in rabbia in campo nel derby di stasera…
Alfredo Pedullà a “Sportitalia Mercato” su Sportitalia commenta il presunto scontro tra Brozovic e Lukaku nello spogliatoio dell’Inter, attaccando duramente la talpa che mette a rischio anche l’esperienza Conte in nerazzurro.
Sul “caso” del giorno si esprime anche Alfredo Pedullà, che di sicuro giustifica Romelu Lukaku qualora ci fosse bisogno, soffermandosi più sulle questioni di campo: «Il problema forse è Marcelo Brozovic, che dovrebbe riguardarsi la sua partita contro lo Slavia Praga e chiudersi in casa 48 ore, perché la sua prestazione è stata sotto i minimi sindacali. Forse Brozovic è fatto così, ma dovrebbe dire a se stesso di fare meglio. Non so se la talpa nello spogliatoio dell’Inter è sempre la stessa o è nuova, ma chi racconta queste cose si deve vergognare e deve fare compagnia a Brozovic 48 ore chiuso dentro casa! A me sono state raccontate cose simili due-tre volte e le ho tenute per me perché non devono divulgarsi all’esterno, Antonio Conte deve ottenere il nome di chi racconta queste cose e isolarlo prima di mandarlo via! Le talpe devono fare una brutta fine, vanno sbattute fuori: è una cosa vergognosa. L’Inter è reduce da mele marce da due-tre anni, una pulizia è già stata fatta, difficile abbattere tutto l’albero, ma va individuata questa talpa… L’Inter ora ha bisogno di serenità e lavorare, non di far uscire queste notizie».
La conferenza stampa diAntonio Conte prima del Derby. Sono molti i temi: Da Giampaolo al razzismo, violenza e giornalisti, Brozovic, le condizioni di Candreva , Lukaku e Sanchez…
l tecnico
nerazzurro pronto alla sfida coi rossoneri: “Giampaolo merita il
Milan”. Sul razzismo: “Quanto odio, l’Italia è peggiorata tantissimo”
Il
derby, certo. Ma la conferenza di Antonio conte è ruotata
inevitabilmente sul diverbio tra Lukaku e Brozovic durante il match con
lo Slavia Praga. “In generale credo che l’Inter sia sempre stata molto
chiacchierata, su giornali e tv – ha detto il tecnico -. Mi è stato
detto: ‘Anche negli anni passati filtravano tante cose, bisogna
accettare, è normale amministrazione’. Magari però altri club sono più
bravi a gestire e a proteggere. Su questo dobbiamo migliorare tanto,
abbiamo grande spazio di crescita, dentro il campo ma anche fuori dal
campo. Dobbiamo essere bravi a colmare queste lacune, il riferimenti
agli anni passati crea solo alibi…e allora io posso dire che negli
altri anni non abbiamo mai lottato. Cerchiamo di cambiare le cattive
abitudini’. Il riferimento è ovviamente alle notizie che Conte vorrebbe
non uscissero da Appiano: “Trapattoni diceva che allenare Inter era una
centrifuga? Quello che dicono i maestri non va mai contraddetto. Beh,
sicuramente guidare l’Inter non è semplice. Bisogna cercare di estirpare
le cattive abitudini. Dobbiamo essere più impermeabili, cercheremo di
crescere, diventare più forti: non si vince solo in campo, si vince
anche fuori, deve essere molto chiaro, vanno cambiati i giri del
motore”.
Derby
“Il
derby è speciale, mi aspetto una partita particolare. Davanti avremo
una buonissima squadra. Abbiamo tanto da lavorare, questo non ci
spaventa però. Giocheremo per vincere, come sempre. La vittoria porta
sempre aspetti positivi in termini di entusiasmo, specie se conseguita
nella giusta maniera, non immeritata. Al tempo stesso porta anche a
rilassamenti, ma…mi piace di più gestire il relax, preferisco quello
di problema”. Giampaolo ha parlato di Inter già definita come squadra:
“Lui è uno come me, ossessionato dal calcio. Ma non sono d’accordo,
abbiamo tanti giocatori non poca esperienza e addirittura alcuni con
zero minuti. Abbiamo un’idea, lavoriamo su quella, c’è tanta strada da
fare. Però non facciamo paragoni con la Juve, quando la presi io.
Qualche similitudine c’è, ma quella squadra non aveva le coppe, poteva
lavorare 7 giorni su 7 e con più tempo puoi incidere di più. Sta ai
giocatori determinare il loro futuro, diventare da buoni giocatori a
ottimi, giocatori top”. Sui singoli: “Candreva gioca? Aspettate le 7,
tanto poi arriva la formazione…”, sorride Conte. Il riferimento è
ancora alla fuga di notizie… “Lukaku è a posto, di Brozovic sono molto
contento: se si mette in testa di farlo, può diventare uno dei più
forti nel suo ruolo a livello europeo. E Sanchez sta facendo step
importanti per arrivare a essere considerato per l’undici iniziale, sta
iniziando a dare le risposte che cerco”.
Razzismo
Conte poi parla anche del razzismo, a proposito dell’iniziativa lanciata dal Milan: “Qualsiasi insulto verso l’avversario è un problema, non solo il razzismo. Sono stato in Inghilterra tre anni, lì se accade qualcosa poi il tifoso non mette più piede allo stadio. In italia ho trovato la cose molto peggiorate. C’è tanto odio, tanto rancore, si scrive solo per insultare e fomentare odio. Dobbiamo migliorare tutti, noi nelle dichiarazioni e anche voi giornalisti: facile fare articoli sul razzismo, poi però in altri articoli si fomenta l’odio e la mancanza di rispetto. Così non si va da nessuna parte, è diseducativo, bisognerebbe mandare messaggi positivi, qui si va allo stadio per insultare avversario, non per tifare la propria squadra”.
Alla domanda se gli avevano dato fastidio le voci uscite dallo spogliatoio(sulla discussione Lukaku-Brozovic), Conte ha risposto così: L’Inter è sempre chiaccherata… A me non interessa che anche in passato uscivano queste voci… Non voglio alibi. Cambiamo insieme le cattive abitudini.
De Vrij è una delle poche stelle dell’Inter perché sarebbe titolarissimo in tutte le squadre italiane e in molti top club esteri, ma forse a qualcuno questa cosa non piace. Il colpo a zero fatto un anno fa non è stato digerito, mediaticamente le valutazioni fatte per e dalla Juventus sono ben diverse, Sturaro insegna
IL VALORE DI DE VRIJ – Quanto vale Stefan de Vrij sul mercato? Considerando il livello del difensore olandese classe ’92, anche al netto dei problemi fisici che lo costringono a fermarsi durante la stagione senza dargli la continuità ideale, difficilmente si può ipotizzare una cifra inferiore ai 40 milioni di euro (in pratica il prezzo del classe ’94 Mattia Caldara, chiedere al Milan…). Anzi, nonostante l’Interl’abbia preso a parametro zero dalla Lazio, oggettivamente non si può andare nemmeno sotto i 50, perché centrali difensivi di questo livello non si trovano facilmente in circolazione, non a caso i migliori nel ruolo attualmente hanno una valutazione già in tripla cifra (vedi il compagno di reparto Milan Skriniar per l’Inter). E ci fermiamo qui, perché in realtà si potrebbe andare anche oltre. Il prezzo di mercato di de Vrij è alto e riconosciuto (quasi) da tutti.
SVALUTAZIONE SOLO MEDIATICA –Eppure, in data odierna, una firma illustre del giornalismo sportivo italiano come Carlo Laudisa sulle pagine della “Gazzetta dello Sport” ha quantificato il valore economico di de Vrij in appena 20 milioni. Venti milioni. Venti. In un mercato come quello calcistico, drogato da cifre assurde, con 20 milioni oggi compri un affidabile terzino che non sa crossare o un mediano di quantità che non segna neanche per sbaglio, ovviamente come riserve in una squadra di medio-alto livello oppure titolari in una squadra di medio-basso livello.
SE FOSSE DELLA JUVENTUS – Per fare un esempio banalissimo, a gennaio sul mercato italiano si è fatta la storia, in un certo senso: l’insospettabile Stefano Sturaro, acquistato in prestito da infortunato e riscattato senza averlo nemmeno fatto scendere in campo (curiosità, è infortunato anche ora e – se tutto va bene – rientrerà a stagione 2019/20 già iniziata), è tornato al Genoa “grazie” a un esborso di circa 18 milioni, finiti nelle casse della Juventus. Da 18 a 20 milioni balla giusto la commissione per l’agente… Per fortuna l’Inter non deve mettere sul mercato de Vrij e non deve fare prezzi, anzi. Però, qualora decidesse di venderlo, dovrebbe farlo valutare dalla Juventus. Anche mediaticamente. E de Vrij in questa Juventus sarebbe titolare, perché chi si è svalutato di più negli ultimi due anni è il classe ’87 Leonardo Bonucci, però questo nessuno lo dice. Strano…
Rispetto al match con il Chievo, Spalletti recupera D’Ambrosio e Brozovic, ma difficilmente avrà a disposizione De Vrij e Politano. Secondo quanto riferisce la Gazzetta dello Sport, infatti, entrambi sono in dubbio per Napoli. E allora Miranda sarà confermato al fianco di Skriniar e, dopo la lavata di capo a Joao Mario, dovrebbe essere Candreva a sostituire l’ex Sassuolo sull’out di destra. Lautaro più di Icardi per il ruolo di centravanti. La probabile: