Verso Inter Empoli, le ultime da Appiano Gentile. Quale formazione ci sarà?

Domenica sera a ‘San Siro’ Inter-Empoli sarà un match decisivo per entrambe le squadre. I nerazzurri per la qualificazione alla prossima Champions League, i toscani per la salvezza. Spalletti non dovrebbe avere dubbi nella scelta dell’undici titolare. Tutti i migliori in campo, con il rientro di De Vrij in difesa, Politano che ci sarà e Lautaro o Icardi in attacco.

Queste le ultime notizie da Appiano Gentile. Non dovrebbe cambiare il modulo, con il 4-2-3-1 e i seguenti interpreti: Handanovic, D’Ambrosio, Skriniar, De Vrij, Asamoah, Vecino, Brozovic, Politano, Nainggolan, Perisic, Lautaro/Icardi.

Dunque fino all’ultimo, potrebbe esserci il dubbio Lautaro-Icardi, Domenica sera servono i tre punti per essere certi della qualificazione, senza guardare i risultati dei match di Atalanta e Milan. Arriverà un Empoli in salute, rilanciato nella corsa verso la salvezza da tre vittorie consecutive. La squadra di Andreazzoli, a cui servirà un successo per blindare la salvezza, terrà in considerazione anche il risultato di Firenze, dove Fiorentina e Genoa si giocano la salvezza. 

Mourinho:“Orgoglio per CR7 ma la Juve mai”. Lo special one non tradisce l’Inter e rifiuta le lusinghe di Ronaldo.

Il tecnico portoghese non se la sente di tradire il suo vincente passato all’Inter.

José Mourinho si è autoeliminato dalla corsa alla panchina della Juve. L’ex tecnico dell’Inter avrebeb declinato la proposta, nonostante giocatori importanticome Cristiano Ronaldo stessero spingendo per il suo ingaggio. Lo Special One sembrava essere il prescelto del club bianconero per fare il salto di qualità e per puntare con decisione alla Champions League e c’era anche il benestare di CR7, con il quale i rapporti sono tornati buoni.

L’ostacolo principale a questa trattativa sarebbe il passato interista del tecnico portoghese. Proprio il legame con l’Inter impedirebbe a Mourinho di considerare l’opzione Juve, nonostante il pressing effettuato da Ronaldo. L’attaccante bianconero ci ha provato e il tecnico si è mostrato “orgoglioso per l’offerta”, ma non se la sente di accettare la Juve, Ancora non è chiaro che squadra guiderà lo Special One avendo già rifiutato parecchie offerte dalla Serie A, dalla Premier, dalla Cina e da alcune Federazioni per le squadre nazionali.

INTER: confermato il rinnovo di Ausilio. Ecco perché non è ancora stato ufficializzato.

Arrivano novità sul futuro di Piero Ausilio. A riportarlo è TMW: “L’Inter ha deciso di confermare Piero Ausilio per un’altra stagione. In scadenza al 30 di giugno del 2020, il direttore sportivo nerazzurro ha trovato l’accordo per rimanere fino al 2021. L’annuncio doveva arrivare in questi giorni, ma la mancata qualificazione in Champions League anzitempo ha spostato il giorno un po’ più in là: la conferma, quindi, arriverà intorno ai primi di giugno”.

INTER: offerta ufficiale per Barella. Per lui è pronto un contratto da 2.5 mln a stagione.

Nicolò Barella, per lui la società nerazzurra
gli propone un contratto quinquennale

In attesa di capire il piazzamento finale in campionato, l’Inter si sta portando avanti sul mercato. I nerazzurri avrebbero presentato al Cagliari un’offerta formale per Nicolò Barella, da tempo nel mirino del club di Corso Vittorio Emanuele. In particolare, l’Inter avrebbe offerto al Cagliari 30 milioni di euro più i cartellini di Colidio (valutato 10 milioni) e Gavioli (5), per una valutazione complessiva di 45 milioni, vicina alla quotazione fatta dal club rossoblù.

Per Barella, l’Inter avrebbe già preparato un contratto quinquennale sulla base di 2,5 milioni di euro a stagione.

L’Inter piange Maicol Lentini, promessa del settore giovanile Per il 15enne fatale un malore nella sua abitazione nel Pavese

“FC Internazionale Milano partecipa commossa al dolore per la scomparsa del giovane Maicol Lentini. Proprietà, dirigenti, il Settore Giovanile nerazzurro, di cui Maicol ha fatto parte, squadra e tifosi si stringono attorno alla sua famiglia in questo giorno di grandissimo dolore”. Con questa nota di cordoglio l’Inter ha annunciato la morte della giovane promessa del settore giovanile nerazzurro. Nel 2017 il 15enne aveva dovuto abbandonare l’attività agonistica per curarsi a seguito di una malattia e la sua storia aveva commosso il mondo del calcio. 

A Maicol gli ultrà nerazzurri avevano dedicato uno striscione a San Siro (Maicol Lentini, tanti auguri campione. La Nord è con te) e l’ex capitano Mauro Icardi aveva indossato una fascia in suo onore (Auguri Maicol, non mollare). Omaggi sentiti, per far sentire la vicinanza dell’ambiente nerazzurro al giovane e aiutarlo a non mollare. Purtroppo però quando la situazione sembrava dare segnali positivi, il 15enne è stato colto da un malore improvviso e non c’è stato più nulla da fare. 

Così, appresa la notizia, sul profilo Facebook della Curva Nord è apparso un accorato messaggio di cordoglio per la promessa delle giovanili. “La Curva Nord vicina alla famiglia di Maicol – si legge nel testo -. Gli avevamo espresso la nostra vicinanza quando un male inspiegabile lo aveva allontanato quattordicenne dalle giovanili dell’Inter. Successivamente eravamo stati confortati dal fatto che sembrava essersi completamente ripreso sebbene rimanendo lontano dall’Inter e per questo oggi ancora più forte è la nostra vicinanza ai suoi famigliari e il dolore per la sua perdita. Ciao Maicol”.

FFP: il Milan cerca un accordo con la Uefa rinunciando al Tas. INTER e Roma vigilano.

Il Milan rinuncia al ricorso al Tas e cerca con la Uefa un accordo per le sanzioni dopo le violazioni del Fair Play Finanziario. Questa la notizia di oggi del Corriere della Sera, che illustra i possibili scenari in casa rossonera. “Si tratta di trovare una soluzione giuridica che consenta al club di avere più tempo per arrivare al pareggio di bilancio (ora imposto entro il 2021), che non stravolga i principi base del fair play finanziario, che possa passare il vaglio della camera giudicante (intenzionata ad applicare le norme tout court, anche se gli stessi vertici dell’Uefa spingono per altri ragionamenti, di opportunità politica e pure di buon senso), e infine che non irriti gli altri club che negli ultimi anni hanno dovuto sottostare ai paletti dei vari settlement agreement: per restare all’Italia, Inter Roma, pronte, in caso di accordi considerati troppo al ribasso, a farsi sentire con Nyon”.

Il Milan aveva preannunciato la volontà di ricorrere al Tas dopo la sanzione decisa dalla Uefa per il bilancio relativo al triennio 2014-2017 (multa di 12 milioni di euro, limite di 21 giocatori in rosa per le coppe e l’esclusione dalle competizioni europee se nel 2021 non sarà raggiunto il pareggio di bilancio). Un accordo non facile da trovare, anche perché da Nyon insistono per un anno fuori dalle coppe: “Inaccettabile per il club in caso di Champions. Come si ricorderà, poi, il Milan è stato di nuovo rinviato a giudizio, sempre davanti alla Camera giudicante, anche per il triennio 2015-2018, dove si presenterebbe da recidivo. Un passaggio che il club ha fin qui accolto con tranquillità; questo perché l’idea è di raggiungere un accordo ‘cumulativo’ che consenta di punire con un’unica sanzione più violazioni. Un’anomalia, rispetto all’iter sin qui seguito, ma tutto il caso Milan è anomalo sin dall’inizio”.

Conte: INTER seconda scelta? Non è così. Conte già sapeva del avvicendamento in casa Juve ma scelse l’Inter convinto dal progetto nerazzurro.

Antonio Conte e l’Inter si sono scelti davvero.

La decisione della Juventus di non proseguire con Massimiliano Allegri nella prossima stagione ha gettato gran parte dei tifosi dell’Inter nel panico. Come se,in maniera del tutto automatica, la risoluzione dello stesso Allegri con i bianconeri avesse come unico possibile effetto il grande ritorno a Torino di Antonio Conte.

Per carità, è comprensibile che il pensiero sfiori tifosi e addetti ai lavori. Del resto, in maniera del tutto legittima, Conte non ha mai nascosto la sua juventinità, alla stregua di quanto, per esempio, Mourinho ha fatto in questi anni nei confronti dei colori nerazzurri, nonostante dopo la finale di Madrid si fosse affrettato a dire che il suo futuro sarebbe stato lontano da Milano (ma questa è tutta un’altra storia). Questo per dire essenzialmente una cosa: i sentimenti, a volte, cozzano con la professionalità, col passare dei tempi, con le opportunità e, soprattutto, con la fame e la voglia di vincere.

Partiamo dalla Juventus: risulta davvero difficile pensare che una società di tale calibro e prestigio decida di non proseguire con un allenatore senza prima aver quantomeno contattato e portato avanti una trattativa con l’ipotetico successore. A questi livelli (e non al bar il lunedì mattina) non ci si fa mai trovare impreparati. E, se analizziamo lucidamente la situazione della Juventus, una società che vince da otto anni consecutivi in Italia e che è ormai nella top ten dei club europei, credere che la questione allenatore non sia già incanalata risulta surreale. Detto questo, facendo leva sulla juventinità di Conte di cui sopra, di certo Andrea Agnelli avrebbe avuto argomenti convincenti per persuadere l’ex ct. Una telefonata che, però, sarebbe dovuta arrivare già un mese fa.

Eh sì, perché era chiaro a molti che, in seno al club bianconero, la società, dopo la nefasta notte di Champions League con l’eliminazione maturata allo Stadium contro l’Ajax nei quarti di finale, si stavano portando avanti delle valutazioni sul futuro di Allegri e del futuro della panchina. Il nome di Conte già serpeggiava, ma da Torino sono arrivate solo smentite. Le settimane, intanto, sono passate, e sull’arrivo dell’ex Chelsea all’Inter nel frattempo sono arrivate conferme sempre più concrete.

Già, perché al contrario di quello che credono in molti, l’accordo tra Antonio Conte e l’Inter è qualcosa nato molto prima di un mese fa. L’amministratore delegato nerazzurro ha svolto in questi mesi un lavoro certosino di convincimento nei confronti dello stesso Conte, illustrandogli l’ambizioso progetto di Suning e della sua voglia di rendere l’Inter nuovamente il club più grande del mondo. Da una parte, Marotta è sempre stato convinto che l’ex ct fosse l’uomo giusto per inaugurare davvero la nuova era nerazzurra con la firma marottiana ben stampata sopra; dall’altra, Conte, sentitosi corteggiato e apprezzato, ha accettato con la fame di chi ha tutte le intenzioni di tornare a vincere al più presto.

Conte, nel momento in cui ha sposato il progetto Inter, sapeva benissimo che la Juventus avrebbe anche potuto cambiare allenatore al termine della stagione. Del resto, nessuno era certo che Allegri potesse continuare in bianconero, soprattutto considerato il peso specifico del cammino in Champions League. Quindi, legittimamente, Conte avrebbe potuto anche attendere, scrutare l’orizzonte juventino in cerca di segnali, “gufare” Allegri, augurarsi una chiamata da casa Agnelli. Questo se davvero l’Inter fosse stata la sua seconda scelta. Non lo ha fatto. E ha scelto il progetto nerazzurro, indipendentemente da eventuali scossoni alla Juventus.

Sospettare che Conte si rimangi la parola a questo punto della storia, sembra offensivo soprattutto per lo stesso allenatore che, pur essendo juventino nell’animo, ha dimostrato di essere un professionista esemplare della panchina in tutte le sue precedenti esperienze. Dunque, sembra una ragionevole conseguenza sostenere che, chi vive nella convinzione che l’Inter per Conte sia una seconda scelta, è in clamoroso errore. La Juventus e Conte si sono amati, ma ora le loro strade si sono divise. Conte è pieno di stimoli: ha l’occasione di entrare ancor di più nell’Olimpo mondiale degli allenatori, riportando una gloriosa società a vincere dopo anni di astinenza, interrompendo al contempo l’egemonia della “sua” Juventus; avrà alle spalle una società ambiziosa, solida, pronta a un mercato importante (complice l’uscita dal Settlement Agreement ufficializzata ieri) e potrà mettere d’accordo tutti, portando una mentalità vincente, ispirata al lavoro e al sacrificio.

Insomma, Conte ha scelto l’Inter. Per Conte, l’Inter non è un ripiego. I tempi e gli accadimenti lo hanno dimostrato ampiamente. Che si mettano da parte le remore, e che si tifi solo per il ritorno alla vittoria dell’Inter.

INTER-Icardi, è quasi finita? Marotta vuole davvero vendere Icardi?

La telenovela Icardi in casa Inter continua ad appassionare. Perché è sempre l’ora giusta per una smentita o per una nuova puntata.Nessuno dei protagonisti si sottrae, compreso Spalletti, che in conferenza stampa sfiora la questione evitando di toccare le spine: “Se siamo mai tornati sulla questione fascia? Diventa difficile perché poi ognuno resterebbe sulle proprie posizioni, ma adesso si sta allenando bene, con il giusto atteggiamento. Credo che lui sia un buon ragazzo è un gran calciatore e gli credo quando dice che vuole restare”. 

DUE MOTIVI PER VENDERLO –Strategia o istinto? Verità o bugia? Icardi vuole togliersi di dosso l’imbarazzo, come a non voler ripetere altri errori, come a voler ricominciare. L’Inter invece sembra aver chiuso il capitolo, pronta a girare pagina, con  Dzeko e Conte, che nel giallorosso intravede il centravanti del rilancio. Marotta e Ausilio vogliono vendere Icardi, intendono farlo per diversi motivi: primo su tutti la questione ambientale; ma non è da sottovalutare la questione bilancio e plusvalenze. Perché se è vero che i nerazzurri sono usciti dal Settlement Agreement è altrettanto vero che rimane invece il Fai play finanziario e l’Inter vuole chiudere almeno in pareggio il bilancio del prossimo giugno, perché nel 2020/21 sarà ancora -30 la massima perdita concessa nel periodo che va appunto dal 2018/19 al giugno 2021

L’INTER HA DECISO – L’Inter inserirà i costi dell’esonero di Spalletti nell’attuale bilancio, come anche il riscatto di alcuni calciatori come Radu, attualmente in prestito al Genoa. L’equilibrio tra ricavi e perdite ad oggi è sbilanciato in negativo e vendere Icardi significherebbe sistemare ogni cosa, dato che il bomber argentino é a bilancio praticamente a zero e una sua cessione produrrebbe una plusvalenza piena. Una plusvalenza che consentirebbe all’Inter di ripartire con un nuovo progetto. Questo Icardi lo sa bene, c’è chi giura che qualcuno glielo abbia anche spiegato. Ma ad oggi l’argentino non ci sente. Vuole restare, dice. Ma l’Inter ha deciso per lui. Capire chi la spunterà appassionerà ancora molti, ma non a lungo. Giugno è vicino.

Spalletti: “L’INTER deve tornare in CL. Girandole allenatori? Mi interessa solo Ancelotti.

L’allenatore nerazzurro ad Appiano
incontra i giornalisti prima della trasferta
per la sfida alla squadra di Ancelotti.

La penultima conferenza stampa del campionato dell’Inter e questa volta sarà prima di una trasferta importantissima, quella contro il Napoli di Ancelotti. Luciano Spalletti, chedeve isolarsi dalle voci che danno per certo il suo addio alla fine di questa stagione, analizza le tematiche della gara contro la seconda della classe, una partita delicata, che potrebbe anche valere, in caso di vittoria, la qualificazione (con un turno di anticipo) alla prossima Champions League perché mancano tre punti al raggiungimento dell’obiettivo e ci sono due gare per farli (l’ultima in casa contro l’Empoli che deve salvarsi). Ecco le dichiarazioni dell’allenatore nerazzurro:

INTER TV – “Buongiorno a tutti voi, quando si dice che mancano solo tre punti significa che manca ancora molto. Abbiamo una trasferta insidiosa a Napoli perché negli ultimi anni si è vista la forza di questa squadra e in più hanno come condottiero uno dei maestri del nostro calcio, uno dei più bravi del calcio mondiale, e bel campionato quest’anno. Trasferta difficile, ma poi oltre ai propositi conta quello che si fa a fare e noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, abbiamo parlato in maniera corretta sulla preparazione di questa partita. Difficoltà? Sono differenti ma ugualmente pesanti da gestire perché poi quando una squadra è organizzata nel venirti addosso ti crea ancora più problemi nella costruzione del gioco e nel portare la partita dove vorresti. E per giocare nella propria metà campo servono caratteristiche che non abbiamo, dobbiamo portare la gara sui nostri binari e cercare di andare a giocare dall’altra parte, cosa che non sarà facile. Gli esterni? Segnare è essenziale nel calcio altrimenti non si vince ma arrivano da una tattica equilibrata e da un modo di stare in campo a livello di squadra e serve quindi impatto anche sulla fase difensiva, conquistare i palloni nei contrasti, essere squadra in tutto quello che si fa diventa fondamentale. Si tratta di portare nelle gare quello che abbiamo fatto nelle ultime gare e tornare a fare gol. La difesa? Loro davanti hanno veramente possibilità differenti da usare, hanno i rapidi e piccoli che puntano l’uomo e segnano o quelli fisici che presidiano l’area di rigore. Noi abbiamo una delle migliori difese del campionato. Sarà un bel confronto da vedere”.

-Con quale approccio si giocherà a Napoli?

Si cerca sempre di affrontare le partite provando ad affrontarle al massimo. Siamo nella condizione di disputarle bene per come ci siamo allenati come abbiamo fatto nelle ultime partite anche se non sono arrivate sempre vittorie, si cerca di vincere la partita, ma non ci metteremo a rischio di perderla, non è quella contro la Lazio dell’anno scorso, è una partita differente. Sappiamo che è una partita importantissima e diventa fondamentale arrivarci nel modo giusto, allenandosi bene in settimana: è come ti comporti dentro le intenzioni che hai che fa la differenza e noi ci siamo allenati bene.

-Si parla tanto di futuro delle panchine, che riflessioni le vengono sul lavoro dell’allenatore?

Mah, è un lavoro complicato, è un lavoro bello e complicato. Difficile in base alla scelta che fai sul come farlo, quello che interessa a me degli allenatori adesso è Ancelotti perché è un maestro del nostro mestiere, lo stimo sotto tutti gli aspetti, è uno dei più grandi che ci sono stati nel nostro calcio. E se devo andare a pensare qualcosa dell’allenatore ora penso a quello che fa fare lui alla sua squadra perché per me conta la partita di domani.

-Secondo lei Icardi resterà all’Inter?

Do sempre valore alle cose che si dicono. Il mio pensiero è che Icardi è un buon ragazzo e un grande calciatore e se lui dice queste cose a due giornate dalla fine, c’è da prendere in considerazione quello che dice, la mia valutazione va in quella direzione lì e a lui fa piacere questo.

-Come valuta la stagione di Lautaro, quanto è cresciuto?

Mi aspettavo la convocazione dell’Argentina per la Coppa America. Quando ho sentito parlare di lui i discorsi vanno sempre nella stessa direzione, in fondo si trovano d’accordo i discorsi che facciamo e credo gli possa venire poi dato un ruolo importante. Dico che fare la stagione in un club come l’Inter dà forza e convinzione, conoscenze diverse a tutti. Lui si sarà cibato di queste cose nuove e ora è un giocatore ancora più forte di quello che era quando è arrivato. La caratteristica che spicca è il carattere, ha forza mentale e caratteriale, è un calciatore da grandi club per il fatto che riesce a mantenere in qualsiasi confronto il massimo del potenziale proprio per il carattere che ha. Non si fa limitare da avversario o contesto o da come si parla di lui, lui esibisce sempre lo stesso marchio.

-Qual è la caratteristica in cui l’Inter è cambiata nei due anni? E aver raggiunto la CL un anno e quasi nel secondo cosa significa avendo sopportato il fardello del fair play?

Non siamo stati poi bravissimi a ribaltare tutto quello che era il modo di stare in campo perché anche quest’anno abbiamo lasciato qualche risultato per strada, non solo per il risultato, ma per la consapevolezza di essere di un certo livello, su questo vanno fatti passi in avanti, però siamo cresciuti. Abbiamo lavorato correttamente e secondo me i risultati si sono visti. Il massetto è stato fatto e ora bisogna sopra poggiarci un po’ di roba. Sul Settlement agreement significa aver fatto bene nel presente per un futuro migliore. Quello qualche limitazione l’ha portata, c’è poco da fare, ma è chiaro che poi c’è da risalire sul pullman che porta in Champions League, quello va ancora fatto e c’è da portarci i milioni di interisti che se lo meritano e hanno fatto vedere grande attaccamento a questi colori, vanno portati nella competizione più bella del mondo.

-L’anno scorso 19 punti dal Napoli quest’anno 10, si poteva fare di più?

Non lo so, mi rimane difficile. Non voglio portare esempi su lavoro fatto e risultato, so che ci siamo impegnati molto, in maniera seria e professionale. Lo sono stati i giocatori che hanno sempre dato il massimo, ma poi torniamo anche sul discorso del carattere, dipende da che carattere hai e poi riesci ad evidenziare tutte le tue caratteristiche o molte volte vieni influenzato sulle prestazioni. Come sei fatto fa la differenza, altrimenti ogni tanto sei costretto a doverti difendere da quello che dicono di te se non ti fai vedere allo stesso modo sempre.

-Potenzialità per arrivare terzi. Quanto significa come orgoglio?

Non è che non lo voglio dire, bisogna che non si dia per scontato. Questi sono discorsi che si fanno dopo, ora non ci sposta un millimetro sulla nostra attenzione. Si può dire tutto quello che si vuole ma devo essere concentrato e fermo sull’obiettivo attuale, allenatori che cambiano e discorsi che si fanno. E’ un riscaldare sempre la stessa minestra: per me la cosa essenziale è essere addosso alla partita con la squadra con quello che sono propositi e discorsi, pensieri e attenzioni e io sono lì dentro.

-Sorpreso dalla decisione della Juve di non continuare con Allegri e cosa pesa la tessera Spalletti nel domino allenatori?

L’unica cosa di cui parlo in questa direzione è Ancelotti e non aggiungo altro.

-Un’Inter al top al cento per cento senza infortuni importanti poteva raggiungere risultati migliori. E ha ripensato alla partita in Coppa Italia contro la Lazio visto la loro vittoria?

Chiaro che dei momenti di difficoltà in una stagione li passano tutte le squadre, si vede che l’entusiasmo del momento comporta e dà una mano sulla prestazione da fare, se ci si arriva tranquilli. Si mettono insieme tutta una serie di risultati utili o sconfitte in base al momento che passi: c’è stato un momento in cui anche la limitazione del numero dei calciatori ci ha dato difficoltà in più e quando entri in quel vortice lì non viene coinvolta solo una partita ma il pacchetto delle gare che si gioca in quel periodo. Involontariamente si tirano dietro anche le partite dopo come entusiasmo, convinzioni e qualità. Abbiamo passati momenti difficili sopportati bene e ne siamo usciti bene. Quando vai fuori dalla Coppa ti dispiace e che purtroppo può accadere perché la Lazio negli ultimi anni è stata spesso davanti all’Inter: ci devi giocare e devi far vedere di aver raggiunto quel livello o che sei andato oltre. E’ una delle cose che pesano sulle analisi in generale essere usciti in quel turno lì. Ci sono gare che si potevano portare a casa, ma anche questa è stata condotta per larghi tratti bene. Non siamo usciti dalle competizioni evidenziando di essere inferiori, siamo usciti per i particolari che a volte girano in un modo che non ti fa portare il risultato a casa. Il lavoro è sempre stato corretto anche se poi non è stato corretto il risultato finale.

-Icardi è uscito a testa bassa perché ha sentito tutti contro i tifosi, siete tornati in questo periodo sul discorso della fascia?

Stai chiedendomi se ci siamo salutati io e lui? Diventa difficile perché tornare su quel discorso significa tornare sulle nostre posizioni. E’ superato perché lui si sta allenando in maniera corretta, è a disposizione della squadra, è nel comportamento che deve avere un giocatore del suo livello. E’ tutto a posto.

INTER: ecco la seconda maglia 2019/20, divisa color verde Tiffany con inserti nero-oro.

Il portale Footy Headlines ha pubblicato quest’oggi una gallery fotografica di quella che dovrebbe essere la maglia da trasferta per l’Inter nella stagione 2019/20. Come si evince dall’anticipazione, si tratta di una divisa interamente di color verde Tiffany con inserti neri e gialli.

BREAKING: Nike Inter Milan 19-20 Away Kit Leaked: https://t.co/kvZoCdhhf7— Footy Headlines (@Footy_Headlines) May 17, 2019