Sebastiano Esposito con una tripletta porta lo scudetto: INTER batte la Roma 3-1 ed è campione d’Italia U17.

Il giovane talento nerazzurro stende i giallorossi nella finale per la vittoria del campionato di categoria. Aveva già fatto doppietta nella semifinale Primavera, proprio contro i capitolini.

Quando Esposito vede giallorosso diventa peggio di un toro scatenato. Il giovane gioiello dell’Inter è stato protagonista assoluto nella vittoria dello scudetto under 17, in cui ha segnato la tripletta decisiva per il 3-1 finale. Una prestazione super che non è un exploit: l’attaccante aveva già segnato due reti nella semifinale del campionato primavera. Allora il punteggio finale era stato 3-0. L’avversaria, neanche a dirlo, era la Roma.

Il 16enne nerazzurro ha mostrato le sue capacità di rapace d’area segnando due gol su respinta corta di Boer, per poi chiudere i conti su calcio di rigore. Con un cucchiaio, a dimostrazione di una personalità forte. Inutile per l’esito del match il gol di Ciervo, su conclusione sporcata da Pirola. Per l’Inter è la prima finale scudetto vinta in questa stagione, dopo le sconfitte contro l’Atalanta nel campionato primavera e contro l’Empoli nella categoria under 16. Ma la buona notizia potrebbe essere la nascita di un nuovo giovane italiano su cui investire per il futuro.

Inter Campione d’Italia U17

Cronaca del match

RAVENNA – L’Inter U17 è campione d’Italia per l’8^ volta. Allo stadio Benelli di Ravenna i nerazzurri battono i giallorossi – detentori del titolo – con una splendida tripletta di Sebastiano Esposito. Per il Settore Giovanile, alla sesta finale scudetto della stagione, si tratta del 55^ titolo complessivo. Andrea Zanchetta, dopo quello del 2016-2017, vince il suo secondo campionato in nerazzurro.

L’Inter comincia la partita con le marce altissime innestate: prima Esposito serve un gioiello a Oristanio che non controlla, poi lo stesso numero 9 approfitta di un disimpegno errato della retroguardia giallorossa, ma solo davanti al portiere conclude a lato. Al 6′ altra grandissima occasione per i nerazzurri, con Pirola che trova la strepitosa risposta dell’estremo difensore giallorosso Boer. Con il passare dei minuti i nerazzurri continuano a collezionare occasioni da rete, dimostrando una netta superiorità. L’equilibrio si rompe al 44′: Bonfanti libera il sinistro dall’interno dell’area, corta risposta di Boer su cui si avventa Esposito che porta avanti i suoi.

La ripresa si apre con una clamorosa occasione per i nerazzurri: Cester, ben servito da Oristanio, mando altissimo da posizione favorevole. Al 50′ la prima vera chance per la Roma, con Ciervo che, su assist di Zalewski, conclude con il piattone trovando la bellissima risposta di Stankovic. Cresce la squadra di Piccareta, che al 60′ colpisce la traversa con Ciervo. Risponde l’Inter con Squizzato che al 63′ sfiora lo 0-2. Tra il 69′ e il 71′ si scatena nuovamente Esposito: prima raddoppia con il destro, poi subisce e trasforma – con il cucchiaio – il calcio di rigore.

All’80’ Ciervo accorcia le distanze dopo la decisiva deviazione di Pirola. A tre dalla fine la Roma ha la grandissima opportunità di rientrare in partita, ma dagli undici metri Cancellieri si fa ipnotizzare da uno strepitoso Stankovic. Dopo 6 minuti di recupero termina la sfida: Roma-Inter 1-3, NERAZZURRI CAMPIONI D’ITALIA!

ROMA-INTER 1-3
Marcatori: 
44′, 24′ e 26′ st Esposito, 35′ st Ciervo

ROMA: 1 Boer (45′ st Trovato 12), 2 Tomassini (36′ st Moteba 15), 3 Suffer, 4 Tripi, 5 Buttaro, 6 Astrologo (1′ st Ciucci 14), 7 Cancellieri, 8 Bove, 9 Agostinelli (1′ st Ciervo 18), 10 Milanese (27′ st Tueto Fotso 20), 11 Zalewski
A disposizione: 12 Trovato, 13 Morichelli, 15 Moteba, 16 Aglietti, 17 Carlucci, 19 Travaglini
Allenatore: Fabrizio Piccareta

INTER: 1 Stankovic; 2 Moretti, 5 Cortinovis (38′ st Alcides 13), 6 Pirola, 3 Dimarco; 7 Cester (38′ st Casadei 18), 4 Squizzato, 8 Mirarchi; 10 Oristanio (22′ st Simic 17); 9 Esposito, 11 Bonfanti (10′ st Gnonto 19)
A disposizione: 12 Tononi, 14 Sottini, 15 Wieser, 16 Sangalli, 19 Gnonto, 20 Sakho
Allenatore: Andrea Zanchetta

Ammonito: Cancellieri, Squizzato, Buttaro

Recupero: 1′ – 6′

Arbitro: Giaccaglia (sez. Jesi)
Assistenti: Croce e Ferraioli

L’Inter piange Maicol Lentini, promessa del settore giovanile Per il 15enne fatale un malore nella sua abitazione nel Pavese

“FC Internazionale Milano partecipa commossa al dolore per la scomparsa del giovane Maicol Lentini. Proprietà, dirigenti, il Settore Giovanile nerazzurro, di cui Maicol ha fatto parte, squadra e tifosi si stringono attorno alla sua famiglia in questo giorno di grandissimo dolore”. Con questa nota di cordoglio l’Inter ha annunciato la morte della giovane promessa del settore giovanile nerazzurro. Nel 2017 il 15enne aveva dovuto abbandonare l’attività agonistica per curarsi a seguito di una malattia e la sua storia aveva commosso il mondo del calcio. 

A Maicol gli ultrà nerazzurri avevano dedicato uno striscione a San Siro (Maicol Lentini, tanti auguri campione. La Nord è con te) e l’ex capitano Mauro Icardi aveva indossato una fascia in suo onore (Auguri Maicol, non mollare). Omaggi sentiti, per far sentire la vicinanza dell’ambiente nerazzurro al giovane e aiutarlo a non mollare. Purtroppo però quando la situazione sembrava dare segnali positivi, il 15enne è stato colto da un malore improvviso e non c’è stato più nulla da fare. 

Così, appresa la notizia, sul profilo Facebook della Curva Nord è apparso un accorato messaggio di cordoglio per la promessa delle giovanili. “La Curva Nord vicina alla famiglia di Maicol – si legge nel testo -. Gli avevamo espresso la nostra vicinanza quando un male inspiegabile lo aveva allontanato quattordicenne dalle giovanili dell’Inter. Successivamente eravamo stati confortati dal fatto che sembrava essersi completamente ripreso sebbene rimanendo lontano dall’Inter e per questo oggi ancora più forte è la nostra vicinanza ai suoi famigliari e il dolore per la sua perdita. Ciao Maicol”.

INTER GIOVANILI: per il padre di Sebastiano Esposito priorità all’Inter. “Noi fieri dei nerazzurri, merito di Samaden”

Sebastiano Esposito nato il 2 luglio 2002 (16 anni)

È già entrato di diritto nella storia dell’Inter. Con il suo esordio a 16 anni e 225 giorni è il più giovane calciatore ad aver indossato la casacca della Beneamata in una gara Europea. Meglio di lui solo Beppe Bergomi, che iniziò la sua brillante carriera in nerazzurro a 16 anni e un mese, ma nella Coppa Nazionale, contro la Juventus. Per Sebastiano Esposito quei minuti contro l’Eintracht Francoforte devono essere l’inizio di un percorso molto più lungo. Anche perché tutti a Milano sono pronti a scommettere ciecamente sulle sue qualità.Agostino, il padre del classe 2002, in esclusiva per FcInterNews, con l’affetto che solo un papà può darti, un garbo di altri tempi, con un’educazione impeccabile e ogni parola misurata e pesata prima di essere pronunciata, oltre anche alle competenze di un addetto ai lavori (si tratta dell’ex mister delle Giovanili della Juve Stabia e vice allenatore dei campani nel torneo di Lega Pro per svariate stagioni) traccia un profilo di Sebastiano fuori dal campo, “un ragazzo che con i suoi fratelli è cresciuto a pane e pallone e ha imparato a camminare insieme alla palla”, e di Esposito, la giovanissima promessa della Beneamata.

Ha metabolizzato l’esordio in Prima Squadra di suo figlio? 
“Sì, è stata una grandissima soddisfazione. Un orgoglio. Dobbiamo ringraziare tutto lo staff dell’Inter, l’intera società per quanto successo. E per la volontà di indirizzare Sebastiano nel miglior percorso possibile per lui”.

Da genitore cosa ha provato?
“Non ero allo stadio. Ma quando io, mia moglie, mia figlia Annamaria e mio figlio Francesco Pio lo abbiamo visto entrare sul terreno di gioco abbiamo urlato dalla gioia. E poi non le nascondo che è scesa qualche lacrima. Che emozione”.

Lei ha lavorato come allenatore in Promozione e in eccellenza. Ma anche in Lega Pro. Da professionista, che consigli si sente di dare a Sebastiano? E quali invece come da padre?
“Non voglio dargli consigli tecnici. Posso solo dire, da questo punto di vista, di seguire i consigli di chi lo guida all’Inter e in Nazionale giovanile. Per il resto lo esorto a non mollare mai. Non deve sentirsi arrivato. Solo così il suo sogno potrà avverarsi. Ora gioca già in Primavera, è due anni in avanti rispetto alla sua età. Ma deve pensare a sacrificarsi. Non si deve montare la testa. Piedi ben saldi per terra insomma. Il suo esordio europeo deve restare lì. Deve continuare ad impegnarsi al massimo, migliorare e farsi trovare pronto quando serve”.

Chi lo ha portato all’Inter? 
“Roberto Samaden. Dobbiamo ringraziarlo perché ha mantenuto sempre le promesse. Non ci ha raccontato frottole. Se oggi siamo fieri dell’Inter, e grati alla Beneamata, il merito iniziale è suo”.

Tra l’altro si è parlato già del PSG sulle tracce di suo figlio. 
“Noi genitori siamo contentissimi dell’Inter, il miglior club per le squadre giovanili in Italia. Sebastiano pure è felicissimo a Milano. La nostra priorità è la Beneamata. Per una crescita corretta della sua carriera. Abbiamo un contratto e vogliamo rispettarlo. Se la società non decide di cederlo, resta in nerazzurro. Senza dubbio alcuno. Se ne sentono tante sul suo conto, ma lui deve restare lontano da tutte queste voci e situazioni”.