ANTONIO CONTE sulla sua stella nella società juventus: AGNELLI INTERVENENDO HA DATO IMPORTANZA AD UNA PROPOSTA BECERA E VOLGARE. HA DATO SPAZIO ALL’IGNORANZA
Tag: Inter Juve
I GUFI ASPETTANO LA CADUTA DELL’INTER…
Da Radio Radio TV si parla per una mezz’ora dell’Inter…
Conduce Ilario Di Giovambattista
In diretta telefonica:
Franco Melli
Tony Damascelli
Alessandro Vocatelli
Luigi Ferrajolo
Furio Focolari
Tra la maggior parte degli ospiti si ha la sensazione che non si veda l’ora che l’Inter crolli. Furio Focolari sembra l’unico a non gufare, ma gli altri…
Date un vostro parere nei commenti.

Sconcerti: “Il calcio è tornato ad avere bisogno dell’Inter.

Inter e Juventus si avvicinano a grandi passi alla grande sfida di domenica prossima a San Siro. Dalle colonne del Corriere della Sera, Mario Sconcerti analizza il successo dei nerazzurre: “Inter e Juve hanno vinto in modo quasi uguale le proprie partite: la Juve dominando il secondo tempo, l’Inter il primo. Non bisogna essere troppo golosi, non si può dominare per tutta una partita anche se si è più forti. L’Inter è stata più duttile, ha giocato in dieci, gestito la difficoltà e dato più significato al risultato. Quella che esce da Genova è una squadra sicura dentro un calcio rapido, spesso di prima, comunque mai a più di due tocchi, con palla a terra e assenza di numeri personali. Il gioco deve venire dalla collaborazione, ognuno gioca per tutti. In molti tratti l’Inter di Antonio Conte ricorda l’Atalanta di Gian Piero Gasperini quando stava nascendo. I concetti sono gli stessi, le marcature intense, praticamente a uomo quasi ovunque. L’Inter ha più qualità sparsa sul campo e una intera concezione di società ormai diversa. Quando fatturi più di 400 milioni l’anno puoi chiedere meno a te stesso perché ormai appartieni a tutti, sei un guadagno comune, sono gli altri che vengono a cercarti. È questa la nuova diversità dell’Inter, è un’azienda ricchissima che funziona. Questo significa orgoglio da parte di tutti, serietà di base, assenza di contrasti con la politica del calcio. Significa essere rispettati, cosa non sempre uguale per tutti in ogni tipo di vita. L’Inter può arrivare prima o seconda, ma per squadra e società si è messa in condizioni di andare dove vuole. È il calcio che è tornato ad avere bisogno dell’Inter”.
Antonio Conte: “Con la Juve 70 minuti di grande pressione. A San Siro potremo farla per 120 minuti”.

E’ piaciuta ad Antonio Conte l’interpretazione della gara da parte dell’Inter nell’amichevole giocata ieri a Nanchino contro la Juve. Il tecnico leccese, parlando in conferenza stampa, ha voluto sottolineare questo punto: “Ho visto tanto in fase di non possesso e costruzione, i ragazzi hanno fatto una pressione molto importante per 70 minuti. Se l’hanno fatta qua, la possiamo fare per 120 minuti a San Siro o in Italia. La strada è questa, dobbiamo continuare a lavorare e migliorare”.
Mario Corso: “Piacevolmente sorpreso dall’INTER, la Juve aveva anche parecchi titolari”.

Ha perso solo hai rigori ,calciati non da prime donne in rosa, ma ha destato una buona impressione l’Inter contro la Juventus nella International Champions Cup. Ne è rimasto ben impressionato anche Mario Corso, autentica bandiera dei nerazzurri. “Il primo tempo mi è piaciuto molto, la squadra ha mostrato personalità, giocando bene il pallone”, dice a Tuttomercatoweb.com. “I giocatori mi sono sembrati più attenti, vogliosi. E’ presto per dare giudizi precisi, però sono stato piacevolmente sorpreso dalla prestazione. Peraltro la Juve aveva parecchi titolari in campo”.
A centrocampo le è piaciuto Sensi?
“Mi sono piaciuti tutti. Non potrei dire diversamente. Aver iniziato così fa ben sperare”.
Ora aspetta gli attaccanti…
“Come minimo. Almeno uno forte forte. Anzi, uno è poco visto che c’è
solo Lautaro. I ragazzini sono bravi però è chiaro che si attende
altro”.
Dzeko e Lukaku sono gli obiettivi…
“Prima di tutto vorrei Dzeko, ottimo calciatore, che conosce il nostro
campionato, fisicamente forte. Sarebbe l’acquisto principale. A
centrocampo siamo messi bene, dietro anche, con Godin. Con due
attaccanti forti possiamo dire la nostra”.
Perisic lo darebbe via?
“Io stravedo per lui. E’ un gran giocatore. Nella stagione scorsa anche
quando non giocava benissimo, le palle gol arrivavano sempre da lui. E
sa anche segnare. Non lo darei mai via”
A Nanchino Conte con pochi titolari. Juve-INTER rimane comunque una gara speciale.

La probabile formazione nerazzurra
A Nanchino, alle 13.30 italiane, Conte sfida per la prima volta la sua ex squadra ma non sarà un test per la stagione che verrà.
Si giocherà in condizioni al limite, con i muscoli intossicati da carichi di lavoro e fusi orari e un’umidità che ti avvolge come una pellicola di cellophane. Ma è pur sempre Juve-Inter, e parlare di amichevole suona come un ossimoro. Una gara che non può essere normale nemmeno se giocata a 10mila chilometri dall’Italia, in quella Nanchino (ore 13.30 italiane) dove sorge l’impero Suning. E figuriamoci se è normale per Antonio Conte, al primo incrocio (oltre che con Maurizio Sarri) con il suo passato dopo che nel 2011 aveva esordito sulla panchina bianconera proprio sfidando l’Inter in un test vacanziero, il Trofeo Tim, che con il Moretti era un classico dell’era pre ICC.
Allora finì 1-1 con gol di Vucinic (poi al centro del clamoroso caso dello scambio saltato con Guarin) e di Ranocchia, un fedelissimo di Antonio dai tempi di Arezzo e poi Bari. L’errore dal dischetto di Barzagli darà la vittoria all’Inter, ma a fine stagione sarà scudetto Juve. Il bilancio estivo recente infatti parla di un leggero vantaggio nerazzurro (15 successi a 14, con 14 pareggi), ma con i tre punti in palio il dominio bianconero, soprattutto dopo il Triplete, è stato fin troppo netto.
Reduci dalle sconfitte rispettivamente contro Tottenham e Manchester United, Juve e Inter arrivano alla sfida di Nanchino con stati d’animo diversi. La Juve ha un organico più ricco e definito e sa come lucidare e valorizzare anche l’argenteria in vendita (Higuain, Cancelo ecc.). Aspettando Lautaro e due punte dal mercato, l’Inter a Cristiano Ronaldo oppone baby Esposito e Perisic, dichiarato non adatto in fascia e quindi esposto a possibili figuracce da attaccante.
Se dovesse andare male, Conte potrà comunque consolarsi con la cabala. Due anni fa con Spalletti l’Inter in Asia rullò Lione, Chelsea (allora allenato proprio da Antonio) e Bayern, ma poi fece il solito campionato di rincorsa acciuffando la Champions all’ultimo istante. Vedremo se la prossima stagione sarà invece quella del derby d’Italia che non dura soltanto sotto all’ombrellone.