CONDÒ: Gazzetta ingenerosa con Godin. Lui ed Asamoah tra i migliori nel derby…

Diego Godin è stato al centro delle polemiche dopo il derby per il voto della Gazzetta dello Sport.

Un 6 che ha alimentato un grande dibattito. La Gazzetta dello Sport, al contrario della stragrande maggioranza dei tifosi nerazzurri, non ha premiato Diego Godin dopo il derby contro il Milan. Anzi, al centrale ex Atletico Madrid è stato dato solo un 6. A tal proposito, è stato chiesto a Paolo Condò cosa ne pensasse. Il giornalista si è espresso così: “Ieri sera a Sky ho definito Godin e Asamoah i migliori dell’Inter, Donnarumma il migliore in assoluto. Quindi non sono d’accordo. Detto questo, mi sarà capitato un milione di volte di avere opinioni discordanti con altri colleghi senza che la cosa fosse mai un problema”.

Lukaku si è inserito alla grande in nerazzurro. Il primo giorno ad Appiano ha chiarito una cosa.

Il calciatore belga può dialogare con chiunque, parlando olandese, francese, inglese, spagnolo, portoghese e ora anche italiano.

Antonio Conte ha sempre avuto parole al miele per Romelu Lukaku, l’attaccante che ha a lungo inseguito e bramato. Già dalle prime settimane lo ha definito uomo-squadra, attribuendogli un ruolo di leader all’interno del gruppo, al quale deve mettere a disposizione la sua esperienza e il suo carisma. Il suo insediamento all’Inter sta procedendo nel migliore dei modi e, come sottolineato dal portale belga Het Laatste Nieuws, ciò è dovuto anche al suo ottimo italiano, dimostrato nell’intervista rilasciata a DAZN ieri sera dopo la vittoria nel derby. “Ma come ha fatto ad imparare l’italiano così velocemente?”, si chiede il quotidiano, che fornisce immediatamente la risposta. La sua integrazione è infatti iniziata come meglio non poteva essere: Lukaku ha immediatamente chiarito ai compagni, il suo primo giorno alla Pinetina, di voler comunicare in italiano.

Il belga aveva già cominciato ad introiettare qualche nozioni dalla tv italiana, da lui. seguita per poter guardare le partite di suo fratello Jordan alla Lazio. Ma spunta anche un curioso retroscena: lo scorso aprile, infatti, quando il suo manager Federico Pastorello gli ha comunicato l’intenzione di portato all’Inter da Conte, lui ha intensificato il suo studio personale, tanto che a maggio era in grado di dire le sue prime frasi in italiano. A giugno ancora qualche ostacolo legato al vocabolario, immediatamente ampliato dallo stesso centravanti: lui può dialogare con chiunque, parlando olandese, francese, inglese, spagnolo, portoghese e ora anche italiano. “La lingua è importante per me”, ha detto. “È fondamentale che i compagni di squadra mi comprendano perfettamente. Come voglio la palla. Dove voglio la palla. Davanti al difensore, dietro il difensore. Le parole sono diverse in ogni lingua, ma insisto per imparare quelle giuste”.

Salvini in TV: “Ho il dubbio che non dipenda dall’allenatore. Dov’è la società Milan?”

Matteo Salvini, leader della Lega, ha così parlato a Telelombardia dopo il derby perso dal Milan contro l’Inter per 0-2.

Come riportato da Pianeta Milan – Ecco le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, noto tifoso dei rossoneri, intervenuto in esclusiva a QSVS su Telelombardia dopo il Derby vinto dall’Inter 2-0 sul Milan: “Quando abbiamo vinto l’ultimo Derby? Era l’età della pietà… Ricardo Rodriguez fa cader le ginocchia, Suso non va da tempo… Ma la società? Dov’è la società? Stasera mi porto a casa Leao di positivo, e infatti l’ha tolto, ma va bene lo stadio e il business… Ma quante campagne acquisti stiamo commentando in maniera negativa? È automatico che grandi calciatori diventino poi grandi dirigenti? Poi se la tua proprietà è un fondo sei solo un numero sul computer…”.

Sulla gara: “Non sono mai uscito prima dallo stadio in un Derby, stasera sono uscito al 41’ dopo la punizione di Biglia che ha preso la Curva Sud. In occasione del gol cosa ci facevano tutti in area? In queste cose dovrebbe intervenire l’allenatore? Un applauso ai tifosi del Milan, da anni si salvano solo loro perché la squadra fa ridere!”.

Sui suoi dubbi: “Ce l’avevo con Gattuso ma ora mi viene il dubbio che non dipenda dall’allenatore. Sicuramente non da me, qualcuno che è pagato per vincere e invece non vince c’è”.

MILAN vs INTER 0-2 * (video) CONTE e GIAMPAOLO in sala stampa post match

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Milan-Inter 0-2: Conte vince il derby con Brozovic e Lukaku

I nerazzurri si confermano primi in classifica a punteggio pieno. Nel finale traversa di Politano e pali di Hernandez e Candreva

Milan-Inter 0-2

Assist: Sensi, Barella

Marcatori: 4’ s.t. Brozovic, 33’ s.t. Lukaku

Milan: Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez (dal 27’ s.t. Theo Hernandez); Kessie, Biglia, Calhanoglu (dal 19’ s.t. Paqueta); Suso; Piatek, Leao (dal 38’ s.t. Rebic).

Inter: Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; D’Ambrosio, Barella (dal 37’ s.t. Candreva), Brozovic, Sensi (dal 27’ s.t. Vecino), Asamoah; Lukaku, Lautaro (dal 31’ s.t. Politano). Ammoniti: 3’ s.t. Conti (M), 42’ s.t. Rebic (M) Espulsi: Arbitro: Daniele Doveri

Per l’INTER dubbi in mezzo al campo e fascia destra a D’Ambrosio. Nel Milan occasione per Conti e Paquetà

Antonio Conte si prepara a sciogliere gli ultimi dubbi di formazione in vista del suo primo derby milanese in carriera. In difesa giocheranno Godin, De Vrij e Skriniar, ma i dubbi maggiori sono in mezzo al campo. Dopo la botta alla schiena di martedì Candreva è recuperato – conferma anche il Corriere dello Sport -, ma D’Ambrosio è favorito per giocare sulla fascia destra. Ancora indietro Lazaro. Certi del posto Brozovic (elogiato da Conte), Sensi (giocherà in mediana o più avanti?) ed Asamoah (Biraghi però è pronto ed è un’opzione da tenere sempre più in considerazione), mentre per l’ultima maglia Barella è favorito su Vecino. In avanti più Lautaro Martinez di Politano.  

Sul fronte rossonero, Marco Giampaolo ha invece deciso di concedere una chance importante ad Andrea Conti. “Sarà l’ex Atalanta a sostituire lo squalificato Calabria – si legge -. In una difesa a 4 che è stata provata anche a 3 in settimana insieme alla soluzione Borini basso a destra al posto dello stesso Conti. Nonostante la bocciatura già alla fine del primo tempo domenica scorsa a Verona, Paquetà dovrebbe essere riconfermato come doppio trequartista al fianco di Suso. In questo caso il dubbio c’è: Rebic largo a sinistra (al posto del brasiliano) con Piatek al centro e Suso avanzato sulla linea offensiva”. 

Video – Pedullà:”Spalletti lo disse già un anno fa, la talpa deve stare a casa…”

Conte tramuterà le chiacchiere in rabbia in campo nel derby di stasera…

Alfredo Pedullà a “Sportitalia Mercato” su Sportitalia commenta il presunto scontro tra Brozovic e Lukaku nello spogliatoio dell’Inter, attaccando duramente la talpa che mette a rischio anche l’esperienza Conte in nerazzurro.

Sul “caso” del giorno si esprime anche Alfredo Pedullà, che di sicuro giustifica Romelu Lukaku qualora ci fosse bisogno, soffermandosi più sulle questioni di campo: «Il problema forse è Marcelo Brozovic, che dovrebbe riguardarsi la sua partita contro lo Slavia Praga e chiudersi in casa 48 ore, perché la sua prestazione è stata sotto i minimi sindacali. Forse Brozovic è fatto così, ma dovrebbe dire a se stesso di fare meglio. Non so se la talpa nello spogliatoio dell’Inter è sempre la stessa o è nuova, ma chi racconta queste cose si deve vergognare e deve fare compagnia a Brozovic 48 ore chiuso dentro casa! A me sono state raccontate cose simili due-tre volte e le ho tenute per me perché non devono divulgarsi all’esterno, Antonio Conte deve ottenere il nome di chi racconta queste cose e isolarlo prima di mandarlo via! Le talpe devono fare una brutta fine, vanno sbattute fuori: è una cosa vergognosa. L’Inter è reduce da mele marce da due-tre anni, una pulizia è già stata fatta, difficile abbattere tutto l’albero, ma va individuata questa talpa… L’Inter ora ha bisogno di serenità e lavorare, non di far uscire queste notizie».

Video – ANTONIO CONTE: BROZOVIC DESTINATO A DIVENTARE TRA I PIU’ BRAVI D’EUROPA.

La conferenza stampa diAntonio Conte prima del Derby. Sono molti i temi: Da Giampaolo al razzismo, violenza e giornalisti, Brozovic, le condizioni di Candreva , Lukaku e Sanchez…

l tecnico nerazzurro pronto alla sfida coi rossoneri: “Giampaolo merita il Milan”. Sul razzismo: “Quanto odio, l’Italia è peggiorata tantissimo”

Il derby, certo. Ma la conferenza di Antonio conte è ruotata inevitabilmente sul diverbio tra Lukaku e Brozovic durante il match con lo Slavia Praga. “In generale credo che l’Inter sia sempre stata molto chiacchierata, su giornali e tv – ha detto il tecnico -. Mi è stato detto: ‘Anche negli anni passati filtravano tante cose, bisogna accettare, è normale amministrazione’. Magari però altri club sono più bravi a gestire e a proteggere. Su questo dobbiamo migliorare tanto, abbiamo grande spazio di crescita, dentro il campo ma anche fuori dal campo. Dobbiamo essere bravi a colmare queste lacune, il riferimenti agli anni passati crea solo alibi…e allora io posso dire che negli altri anni non abbiamo mai lottato. Cerchiamo di cambiare le cattive abitudini’. Il riferimento è ovviamente alle notizie che Conte vorrebbe non uscissero da Appiano: “Trapattoni diceva che allenare Inter era una centrifuga? Quello che dicono i maestri non va mai contraddetto. Beh, sicuramente guidare l’Inter non è semplice. Bisogna cercare di estirpare le cattive abitudini. Dobbiamo essere più impermeabili, cercheremo di crescere, diventare più forti: non si vince solo in campo, si vince anche fuori, deve essere molto chiaro, vanno cambiati i giri del motore”.

Derby

“Il derby è speciale, mi aspetto una partita particolare. Davanti avremo una buonissima squadra. Abbiamo tanto da lavorare, questo non ci spaventa però. Giocheremo per vincere, come sempre. La vittoria porta sempre aspetti positivi in termini di entusiasmo, specie se conseguita nella giusta maniera, non immeritata. Al tempo stesso porta anche a rilassamenti, ma…mi piace di più gestire il relax, preferisco quello di problema”. Giampaolo ha parlato di Inter già definita come squadra: “Lui è uno come me, ossessionato dal calcio. Ma non sono d’accordo, abbiamo tanti giocatori non poca esperienza e addirittura alcuni con zero minuti. Abbiamo un’idea, lavoriamo su quella, c’è tanta strada da fare. Però non facciamo paragoni con la Juve, quando la presi io. Qualche similitudine c’è, ma quella squadra non aveva le coppe, poteva lavorare 7 giorni su 7 e con più tempo puoi incidere di più. Sta ai giocatori determinare il loro futuro, diventare da buoni giocatori a ottimi, giocatori top”. Sui singoli: “Candreva gioca? Aspettate le 7, tanto poi arriva la formazione…”, sorride Conte. Il riferimento è ancora alla fuga di notizie… “Lukaku è a posto, di Brozovic sono molto contento: se si mette in testa di farlo, può diventare uno dei più forti nel suo ruolo a livello europeo. E Sanchez sta facendo step importanti per arrivare a essere considerato per l’undici iniziale, sta iniziando a dare le risposte che cerco”.

Razzismo

Conte poi parla anche del razzismo, a proposito dell’iniziativa lanciata dal Milan: “Qualsiasi insulto verso l’avversario è un problema, non solo il razzismo. Sono stato in Inghilterra tre anni, lì se accade qualcosa poi il tifoso non mette più piede allo stadio. In italia ho trovato la cose molto peggiorate. C’è tanto odio, tanto rancore, si scrive solo per insultare e fomentare odio. Dobbiamo migliorare tutti, noi nelle dichiarazioni e anche voi giornalisti: facile fare articoli sul razzismo, poi però in altri articoli si fomenta l’odio e la mancanza di rispetto. Così non si va da nessuna parte, è diseducativo, bisognerebbe mandare messaggi positivi, qui si va allo stadio per insultare avversario, non per tifare la propria squadra”.

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LITE LUKAKU – BROZOVIC: C’E’ UNA TALPA CHE SI AGGIRA IN SOCIETA’

Brozovic-Lukaku nella norma. Spiffero grave: caccia Inter alla talpa. Lo scenario probabile…

Editoriale di Alfio Musmarra – E’ bastato un mezzo passo falso, per scatenare falle inattese nel sistema comunicativo nerazzurro, un pareggio all’esordio in Champions per far uscire i soliti spifferi. Soliti perché non è la prima volta che dalle mura amiche di Appiano avvengono episodi di questo genere. Ma questa volta è diverso, molto diverso rispetto al solito.

Con l’arrivo della Triade Marotta-Conte-Oriali i ranghi sono stati serrati: Appiano Gentile è tornata ad essere più di stampo Mourinhiano e quindi blindata. Niente più via-vai di amici, procuratori, mogli e fidanzate. Stesso discorso per ciò che concerne lo spogliatoio, luogo la cui sacralità è tornata ad essere rispettata. In pochissimi vi possono accedere, oltre a Conte e Oriali, ed anche la zona antistante l’ingresso dello stesso è stata ‘ripulita’ il più possibile.

Caccia alla talpa

Che qualcuno abbia sentito dall’esterno dello spogliatoio di San Siro è impossibile. Che qualcuno abbia assistito è da escludere categoricamente. Che qualche giocatore l’abbia raccontata all’amico che ne cura le relazioni è probabile. Che due giorni dopo fosse di dominio pubblico su tutti i quotidiani è imbarazzante per una società che ha preso come modello la Juventus per tutte le considerazioni che ne conseguono. La caccia alla talpa è ufficialmente iniziata, ma alcune riflessioni vanno fatte:  nel corso degli anni questo problema è stato uno dei talloni d’Achille di questa società. Che  negli anni però è stata ribaltata come un calzino in quasi tutti i suoi settori. Possibile che ancora non si sia riuscito a debellare il problema?

Normale discussione

Che voli qualche parola grossa dentro uno spogliatoio dopo una partita andata male non è certo una notizia, lo diventa se arriva ad inizio stagione, ad un primo mezzo passo falso dopo 3 vittorie consecutive in campionato. Lo diventa se si arriva a parlare di rissa, se va a minare la sacralità dello spogliatoio dove tutto dovrebbe rimanere. Perché non basta prendere il miglior allenatore ed il migliore Amministratore Delegato se poi le falle nel sistema restano endemiche. Evidentemente manca ancora qualcosa da andare a ‘toccare’ per completare un processo evolutivo che fino ad oggi è rimasto parziale.

Il precedente Mancini

Dopo Inter-Slavia Praga qualcosa è successo, minimizzare o enfatizzare non è questo il punto. La questione è avere il coraggio di risolverla per evitare che si ripetano situazioni simili in futuro. Qualcosa di simile avvenne dopo Inter-Lazio del Mancini bis, quando la squadra era prima in classifica stupendo tutti. Dopo quella partita uscì lo spiffero di una lite nello spogliatoio e guarda caso da quel momento iniziò la crisi ( per la cronaca l’Inter perse in casa sorprendentemente, era il 20 dicembre 2015).

Sono trascorsi 4 anni, nel frattempo sono cambiati allenatori, giocatori ( non tutti ) e dirigenti o affini ( non tutti) ma qualcosa evidentemente si trascina. Ed è arrivato il momento di intervenire per non vanificare tutti gli sforzi che la società sta facendo per tornare lì in alto dove si spera di tornare in pianta stabile.