Sconcerti: “Egemonia Juve in pericolo? Nell’Inter qualcosa si muove come peso politico e nuovo fascino internazionale.

L’egemonia della Juventus è in pericolo?”, si chiede Mario Sconcerti dalle pagine del settimanale Oggi. La risposta del giornalista è secca: “No, le prime due partite non hanno detto niente che faccia pensare a questo. La Juve è a punteggio pieno e per 60 minuti col Napoli è stata da manuale. C’è stata i generale un po’ di confusione inutile sia in difesa sia sul mercato. I nuovi giocatori, per esempio, tardano a entrare ma con Sarri alcuni altri come Douglas Costa, Higuain e De Sciglio sembrano rinati”.

Tutto come sempre, allora? “Anche questo è troppo perché l’Inter ha 5 punti in più rispetto all’anno scorso, la Lazio quattro e il Torino è una realtà che dura dall’anno scorso. La vera realtà diversa è soprattutto l’Inter di Conte.  È molto migliorata nella gestione della partita, anche se ancora non nel ritmo con cui sposta il pallone. E quando il pallone è lento, è lenta tutta la squadra. Ma c’è tutto un mondo che si sta muovendo intorno all’Inter in modo diverso, fatto di soldi, peso politico e nuovo fascino internazionale. Non è ancora chiaro il valore tecnico della squadra, se per esempio Lukaku valga più di Icardi o se Barella di Vecino, ma per la prima volta dai tempi di Mourinho l’Inter è totalmente competitiva”. E tra i giocatori sorpresa di questo inizio di campionato Sconcerti ha inserito Stefano Sensi.

Messi può lasciare il Barça ogni anno. Nella clausola può liberarsi sempre a fine stagione…

Il sogno di tutti gli appassionati di calcio è poter avere nella squadra del cuore un campione come Lionel Messi. Ma questo desiderio potrebbe anche realizzarsi, visto che secondo il Pais l’argentino potrebbe liberarsi dal Barcellona alla fine di ogni stagione. Messi, infatti, avrebbe fatto inserire una clausola tramite la quale ogni anno a giugno può decidere unilateralmente di abbandonare il club rescindendo il contratto che gli garantisce 200 milioni netti per 4 stagioni. L’unica condizione per questa clausola è dare al Barça un preavviso di 30 giorni.

Il giornale francese avrebbe avuto anche conferme dal club su questa clausola sorprendente. Non si sa se Messi debba pagare una penale, anche perché nel contratto la clausola di rescissione è di 700 milioni di euro, ma di fatto annullata dalla postilla precedente. Secondo El Pais in Spagna non sono preoccupati sia per l’entità del salario ricevuto dall’argentino, ma anche per la fedeltà al club blaugrana dimostrata dalla Pulce.

INTER: Cile-Argentina, Sanchez contro Lautaro, test per conquistare Conte.

Uno con la maglia del Cile, l’altro con quella dell’Argentina. Entrambi su sfondo nerazzurro. Nella notte si sfideranno, in una partita amichevole, Alexis Sanchez e Lautaro Martinez, attaccanti dell’Inter chiamati dai rispettivi commissari tecnici, Rueda e Scaloni. Il Nino Maravilla è stato chiamato solamente per la sfida contro l’Albiceleste, mentre il Toro resterà per un’altra intera settimana agli ordini dell’ex difensore di Lazio e Atalanta. Sì, perché dopo il duello in campo ci sarà da tornare a Milano. E da conquistare ci sarà Antonio Conte. 


Una sola partita per Sanchez: inizialmente non doveva neanche partire per il Sudamerica, poi però l’assenza di impegni con l’Inter gli ha permesso di prendere il volo e sfidare l’Argentina, per poi tornare alla base nerazzurra e approfondire la conoscenza con la realtà nerazzurra e contiana. Cosa che non farà subito Lautaro: prima il Cile, poi il Messico. Più un viaggio intercontinentale, con qualche allenamento in meno. Sarà sfida vera per affiancare Romelu Lukaku. 

Già, perché il 9 nerazzurro è il punto fermo dell’attacco interista. Mentre della sua spalla non v’è certezza. Come scrive Tuttosport, contro l’Udinese è in vantaggio Alexis Sanchez per un posto da titolare, sia perché molto stimato da Conte sia perché lavorerà di più con la squadra in questa settimana. Ma la sfida c’è, la rivalità interna è partita: in un angolo Sanchez, nell’altro Lautaro, il 7 contro il 10. Chi al fianco del 9?

Lukaku e l’Inter non replicano alla Curva Nord. La società è orgogliosa di «BUU», ovvero «Brothers Universally United…

Dalla Gazzetta dello Sport – Grande cassa di risonanza mondiale per i fatti accaduti alla Sardegna Arena e che hanno visto Romelu Lukaku, suo malgrado, protagonista. E, chiaramente, il comunicato della Curva Nord non ha aiutato a stemperare il clima. “Il giocatore è venuto a conoscenza del comunicato degli ultrà nerazzurri già martedì sera. Ma quelle parole non hanno scalfito più di tanto la sua voglia di guardare oltre. Nessuna puntualizzazione, in fondo quel che doveva dire il belga l’aveva già detto lunedì, all’indomani dei buu ricevuti a Cagliari. Quello è e resterà il suo pensiero, non c’è bisogno di nuovi interventi. Il silenzio di Lukaku fa scopa con quello dell’Inter, che ha preferito non entrare in scena direttamente, linea ovviamente dettata dal presidente Steven Zhang. Nessuna replica ufficiale, nonostante la Curva Nord nel comunicato di martedì abbia praticamente annunciato la concreta possibilità di nuove squalifiche di San Siro. E sì che già la scorsa stagione l’Inter ha «subito» la chiusura dello stadio ai tifosi per due partite, oltre a un terzo match senza il secondo anello verde. Proprio quello stop portò alla diffusione della campagna antirazzismo «BUU», ovvero «Brothers Universally United»”.

Inter: dal mercato degli esuberi potenzialmente oltre 100 milioni.

Da calciomercato.com – Un’idea chiara in testa, una politica portata avanti senza ripensamenti. L’Inter ha iniziato l’estate con l’obiettivo di allontanare chi non faceva parte del progetto, chi non rientrava nei piani di Conte, ora che il mercato è terminato Marotta e Ausilio possono ritenersi soddisfatti. In poche settimane hanno lasciato Appiano Mauro Icardi, Radja Nainggolan, Ivan Perisic e Joao Mario, ovvero tre delle certezze di Spalletti, intorno alle quali ha costruito l’ultimo biennio.


Il primo a partite è stato Nainggolan, ceduto al Cagliari con la formula del prestito annuale senza diritto di riscatto, hanno seguite le orme del belga anche Perisic, in prestito oneroso al Bayern Monaco c​on diritto di riscatto fissato a 20 milioni, Joao Mario, in ​prestito annuale alla Lokomotiv Mosca con diritto di riscatto fissato a 18 milioni di euro, e soprattutto Mauro Icardi, volato in Francia al Paris Saint-Germain in prestito con diritto di riscatto fissato a 70 milioni. 

A oggi per ovvie ragioni non ci possono essere certezze sul riscatto, ma potenzialmente potrebbero entrare in cassa 108 milioni, ai quali bisogna aggiungere gli introiti per gli addii di Nainggolan e Gabigol, per il quale l’Inter vorrebbe incassare circa 40 milioni. Praticamente un tesoretto.

Stoccata di Cobolli Gigli: ” Marotta è riuscito a sistemare Icardi, perché ci sa fare, Paratici no.”

Cobolli Gigli ha molta stima di Beppe Marotta (nella foto) mentre ritiene Paratici come un manager presuntuoso.

“Marotta ci sa fare, Paratici no”. La bordata all’attuale amministratore delegato della Juventus arriva da un ex bianconero, Giovanni Cobolli Gigli. L’ex presidente della Vecchia Signora parla a tutto campo nell’intervista concessa a ‘Punto Nuovo Sport Show’ su Radio Punto Nuovo, a partire dall’arrivo di Maurizio Sarri sulla panchina della Juve: “È una cosa risaputa che non ho grande stima per Sarri, per le sue dichiarazioni. Come tecnico non posso nascondere abbia fatto bene a Napoli e Chelsea, ma c’erano altri tecnici che potevano essere presi se proprio doveva andare via Allegri. Guardiola, per dirne uno. Sono uno che non dimentica, ricordo dichiarazioni e gesti fuori luogo fatti da Sarri. Mi sembra che Sarri abbia esagerato e non penso che possa cambiare, ha un’età e non succederà. Vedremo cosa farà come tecnico. Quella di Sarri mi è sembrata una conferenza stampa ben costruita, mi sembrava che avesse dimenticato tutto ciò precedentemente detto, poco coerente”.

MERCATO SBAGLIATO – Cobolli Gigli commenta poi le mosse di mercato dei bianconeri: “Emre Can? Penso che il problema nasce da una sbagliata campagna di acquisti e cessioni fatte da Paratici. Marotta non avrebbe agito così. Mandzukic e Emre Can non possono essere esclusi, Dybala è stato inserito perché non sono riusciti a venderlo. Paratici e Andrea Agneli hanno sbagliato, il secondo perché gli ha lasciato troppo margine di scelta. I giocatori sanno che se fanno buone prestazioni, possono trovare collocazioni anche a Gennaio, magari più prestigiose. È chiaro che l’eccesso paga, ma sono fatti loro a questo punto. Lukaku grande smacco. Marotta è riuscito a sistemare Icardi, perché ci sa fare, Paratici no. Ancelotti al posto di Sarri? Avrei preferito fosse rimasto Allegri, come avevano detto Agnelli e Nedved. Errori di comunicazione fatti da personaggi della Juventus. Avrei preferito Guardiola o Deschamps, Ancelotti non avrebbe lasciato Napoli”.

Lippi stravede per Lukaku e su Icardi? “Ho molto apprezzato la linea forte della società nerazzurra… La nuova Inter di Conte mi intriga.”

Marcello Lippi intervistato da Il Giornale, ed ha parlato anche della nuova Inter di Antonio Conte.

Se l’aspettava l’epilogo parigino del tormentone Icardi?
Ha sorpreso anche me e devo dire che ho molto apprezzato la linea forte, rigorosa dell’Inter: alla fine ha prevalso la ragionevolezza.

Ha vinto Marotta spedendo lontano Maurito oppure Wanda Nara che ha strappato un ricco contratto dal PSG?
La soluzione adottata soddisfa entrambe le parti. Icardi ha avuto il rinnovo del contratto con l’Inter ed è andato a giocare a Parigi che vuol dire Champions League. Sarebbe stato insensato resistere asserragliato sull’Aventino. L’Inter ha liberato Appiano Gentile da una spina nel fianco di Antonio Conte che può proseguire nel suo lavoro di costruzione del suo gruppo. In un colpo solo hanno risolto due problemi.

Sbaglio o è particolarmente intrigato dall’arrivo di Conte sulla panchina dell’Inter?
In questi casi lascio giudicare i calciatori che sono al lavoro con Antonio. Basta sentire i loro racconti entusiasti per capire in quale clima abbiano cominciato a lavorare. Il merito è dell’intesa che c’è tra Conte e Marotta derivata
dalla loro comune esperienza juventina.

Cosa le piace di questa nuova Inter?
La compattezza di squadra. Poi mi piace moltissimo Lukaku, come calciatore e come uomo. Conosco Antonio e so che sarà un martello pneumatico durante la settimana perché il suo obiettivo è dare continuità di rendimento a una squadra che per storia recente e passata, è sempre stata un giorno cicala e un giorno formica.

Allora bisogna candidarla d’ufficio per lo scudetto?
Sono sempre i soliti tre a giocarselo: Juve, Inter e Napoli.

L’acquisto boom?
De Ligt per età, qualità e prezzo. Poi toccherà alla saggezza della Juve inserirlo con cautela anche se l’infortunio di Chiellini farà accelerare i tempi. Guai a dimenticare Lozano del Napoli. Lukaku è il mio preferito.

A Milano, Inter e Milan vogliono costruire un nuovo stadio e abbattere San Siro: lei sta con i romantici o con i realisti?
In certi casi bisogna essere romantici, e m’iscrivo a questo partito, e realisti al tempo stesso. Forse bisognerebbe pensare a una soluzione adottata a Londra: c’è Wembley più gli stadi dei singoli club. Sarebbe fantastico.

Juve: Il mercato incompiuto di Paratici mette Sarri nei guai. Furia Emre Can…

Il centrocampista tedesco, conferma alla Bild tutta la sua rabbia per l’esclusione dalla lista affermando che gli era stato promesso un posto.

La difficoltà nel piazzare alcuni esuberi sul mercato potrebbe essere molto pesante per la Juventus, perché si ritroverà molti scontenti in rosa che non avranno il posto come titolari.

Il mese di agosto è stato molto difficile per Fabio Paratici, alla ricerca di acquirenti per alcuni giocatori: da Rugani a Khedira, fino ad arrivare a Matuidi, Mandzukic e Dybala, sono tanti i giocatori che avrebbero potuto lasciare Torino ma che per un motivo o per l’altro sono rimasti alla Juventus pronti a conquistarsi un posto da titolare.

Nelle ultime ore di Calciomercato anche Emre Can era stato dato per partente, inizialmente direzione Barcellona, poi successivamente anche il Paris Saint Germain aveva mostrato interesse per il centrocampista tedesco.

Icardi-retroscena: Causa legale evitata ma era stato multato dal club per inadempienze negli allenamenti…

Contestualmente al rinnovo del contratto e al passaggio al Psg, lunedì scorso Mauro Icardi ha anche firmato la rinuncia al procedimento arbitrale contro l’Inter. Ma come si sarebbe difeso il club nerazzurro in caso di continuazione dell’iter legale? La Gazzetta dello Sport svela il retroscena relativo alla strategia già approntata: “Due i passaggi chiave. Primo: «Circa a metà del mini ritiro di Lugano – si legge nel documento -, in prossimità della partenza per la tournée in Asia, il calciatore ha manifestato alla società il desiderio di non partire (…). La società ha autorizzato per iscritto la prosecuzione della sua attività» ad Appiano. Secondo punto: nella memoria l’Inter esplicita tutti i giorni (1, 2, 5, 6, 8, 9, 11 agosto) in cui Icardi «si è rifiutato di uscire in campo per l’allenamento con tutti i compagni pretendendo di allenarsi separatamente in palestra». E poi la chat da cui Icardi lamenta di essere stato escluso, attivata per l’Asia e nella quale era stato reinserito il 31 luglio 2019. Particolari a margine: per due volte Icardi ha chiesto formalmente di partecipare alla parte tattica (11 e 13 agosto), per due volte l’Inter gli ha replicato (15 e 22 agosto). E il giorno dopo la causa intentata, ovvero la sera del 30 agosto, Icardi era stato anche multato dal club, in relazione alle inadempienze negli allenamenti di cui sopra. Insomma: sarebbe stata battaglia vera”.

INTER: La lista Champions ufficiale. Agoumé escluso per ragioni di regole Uefa.

L’Inter ha trasmesso all’UEFA la lista dei calciatori iscritti alla fase a gironi della Champions League 2019-20. Di seguito l’elenco, così comne riferito dal sito ufficiale dei nerazzurri. Restano esclusi soltanto Berni e Agoumé. 

Lista A

1 Samir Handanovic 
2 Diego Godin 
5 Roberto Gagliardini 
6 Stefan de Vrij 
7 Alexis Sanchez 
8 Matias Vecino 
9 Romelu Lukaku 
10 Lautaro Martinez 
12 Stefano Sensi 
13 Andrea Ranocchia 
16 Matteo Politano 
18 Kwadwo Asamoah 
19 Valentino Lazaro 
20 Borja Valero 
21 Federico Dimarco 
23 Nicolò Barella 
27 Daniele Padelli 
33 Danilo D’Ambrosio 
34 Cristiano Biraghi 
37 Milan Skriniar 
77 Marcelo Brozovic 
87 Antonio Candreva 
95 Alessandro Bastoni 

Lista B

30 Sebastiano Esposito
31 Lorenzo Pirola
35 Filip Stankovic
36 Thomas Schirò
38 Giacomo Pozzer

L’Inter ha comunicato ufficialmente la lista dei calciatori a disposizione di Antonio Conte per gli impegni della fase a gironi di Champions League: dopo anni di restrizioni dettate dalle precedenti sentenze Uefa, i nerazzurri hanno potuto presentare un elenco di 23 calciatori, a cui si aggiungono i giovani Esposito, Pirola, Stankovic, Schirò e Pozzer, inseriti in lista B (quella dedicata ai giovani). Tra i membri effettivi della Prima Squadra emergono solamente due esclusi: Tommaso Berni e Lucien Agoume. L’assenza del giovane centrocampista francese potrebbe sorprendere, anche alla luce delle belle parole spese su di lui direttamente da Conte: tuttavia, il regolamento Uefa ha portato inevitabilmente al suo taglio. Nessun caso, quindi: ecco i motivi per cui Agoume non fa parte della lista Uefa nerazzurra.

LA COMPOSIZIONE DELLA LISTA – La lista A è composta da 25 calciatori: di questi, 4 devono provenire dal settore giovanile del club in questione (tesserati almeno per 3 stagioni dai 15 ai 21 anni), 4 dal vivaio di una squadra del Paese di appartenenza della squadra. In caso di mancanza di 4 elementi cresciuti nel proprio vivaio, i posti a disposizione diminuiscono. L’Inter, avendo inserito i soli Biraghi e Dimarco, aveva a disposizione 23 posti per la lista A, vale a dire tutti i membri della Prima Squadra (eccezion fatta per il terzo portiere Berni e i giovani Esposito, Pirola e Agoume).

I MOTIVI DELL’ESCLUSIONE – Esposito e Pirola, entrambi 17enni, non possiedono 3 anni di militanza nel settore giovanile dell’Inter a partire dai 15 anni, e sono stati così dirottati nella lista B, dove bastano solamente 2 anni di tesseramento per il club a partire dai 15 anni di età. Discorso diverso per Agoume: il giovane francese, prelevato solamente questa estate dal Sochaux, poteva essere inserito solamente nella lista A. Ma per farlo, l’Inter avrebbe dovuto rinunciare a un altro elemento della Prima Squadra. Difficile, a questo punto, ipotizzare l’esclusione di un Borja Valero o di un Gagliardini a favore di un giovane sì talentuoso, ma totalmente privo di esperienza ad alti livelli. Scelta quindi comprensibile e condivisibile da parte dell’Inter, per Agoume le occasioni di calpestare i palcoscenici più prestigiosi non mancheranno di sicuro.