Qualcosa non ha funzionato nell’Inter contro lo Slavia Praga. Ecco cosa…

Secondo Federico Aquè – All’esordio in Champions League l’Inter è riuscita a strappare solo nei minuti di recupero, con un gol di Barella dopo la traversa colpita da Sensi su punizione, un pareggio per 1-1 contro lo Slavia Praga, l’avversario meno attrezzato del gruppo F (le altre rivali dei nerazzurri sono il Barcellona e il Borussia Dortmund). I risultati recenti dello Slavia, vincitore dell’ultimo campionato ceco e capace di arrivare fino ai quarti in Europa League l’anno passato, il momento di forma (in questa stagione è ancora imbattuto), il suo gioco ambizioso e l’organizzazione tattica facevano pensare che la partita dell’Inter sarebbe stata meno semplice del previsto, ma è stato comunque sorprendente vedere la squadra di Antonio Conte così in difficoltà, specie dopo le buone sensazioni lasciate dalle vittorie nelle prime tre giornate di campionato.

Lo Slavia è stato aggressivo, e c’era da aspettarselo, anche se Jindrich Trpisovsky ha rinunciato a un giocatore offensivo per aggiungere un centrocampista, una scelta sulla carta prudente, forse per avere un’uscita più sicura da dietro quando l’Inter pressava, ma decisiva per la particolare strategia di pressing che aveva pensato. La squadra di Conte non è praticamente mai riuscita a risalire il campo in modo pulito. Un problema che ha avuto diverse origini e che ho provato a riassumere in tre azioni.

Le marcature dello Slavia

Per impedire all’Inter di uscire comodamente dalla sua metà campo, Trpisovsky aveva preparato una serie di marcature a uomo, che prevedevano i due esterni d’attacco (Masopust e Olayinka) a occuparsi di Skriniar e D’Ambrosio, mentre Stanciu inizialmente marcava Brozovic e lasciava de Vrij libero di ricevere. Alle spalle dei tre giocatori offensivi, Husbauer e Traoré seguivano le mezzali interiste (Sensi e Gagliardini), i terzini (Coufal e Boril) si alzavano su Candreva e Asamoah, mentre i due difensori centrali (Kudela e Hovorka) marcavano Lautaro Martínez e Lukaku. La scelta di lasciar ricevere de Vrij, non a caso il giocatore ad aver completato più passaggi (74), era pensata per liberare Soucek davanti alla difesa. Senza avversari da marcare, Soucek oscurava le linee di passaggio in verticale sugli attaccanti e copriva i difensori centrali, scalando al loro posto quando i compagni uscivano a marcare Lukaku e Martínez.

L’Inter non è riuscita ad aggirare le marcature palleggiando e anche le alternative più sicure, cioè l’uscita sugli esterni o i lanci verso gli attaccanti, non hanno funzionato. Candreva e Asamoah hanno contribuito poco al possesso: il primo ha completato appena 7 passaggi, l’esterno ghanese è arrivato a 17 (ma va detto che Candreva è uscito all’inizio del secondo tempo per infortunio), e nessuno dei due ha completato un dribbling, uno strumento che sarebbe stato essenziale per battere le marcature a uomo dello Slavia.

Lukaku e Martinez, poi, sono stati anticipati di continuo dai loro marcatori, e quando i compagni provavano a raggiungerli non riuscivano a conservare la palla e a dare modo alla squadra di avanzare, come nell’azione qui sotto.

Candreva ha ricevuto a destra ma, senza soluzioni comode a disposizione sul corto, è costretto ad alzare la palla verso Martínez, che però perde il duello con Kudela. Il pallone arriva poi sul lato sinistro dell’area a Olayinka, che approfitta di un errore di D’Ambrosio, e Stanciu non riesce a tirare dal limite solo per un grande intervento in scivolata di Sensi.

Si possono notare diverse cose da quest’azione: il sistema di marcature pensato da Trpisovsky, la puntualità con cui Soucek si abbassa a coprire Kudela, ma merita di essere sottolineato il modo molto ambizioso con cui lo Slavia ha scelto di difendersi a San Siro, scommettendo sui duelli individuali e accettando di lasciare una metà campo alle spalle della linea difensiva. È vero che Martínez e Lukaku non sono sembrati al massimo della forma (il belga aveva problemi alla schiena), ma non va sottovalutata la grande organizzazione difensiva data da Trpisovsky.

La brutta serata di Brozovic

A soffrire in modo particolare le marcature dello Slavia è stato Marcelo Brozovic, che di solito è il giocatore più importante per la circolazione dell’Inter, quello che si occupa di raccogliere la palla dalla difesa e trasmetterla in avanti. Trpisovsky ha limitato l’influenza sulla partita di Brozovic (42 passaggi tentati, col 79% di precisione) con la marcatura di Stanciu, anche se va detto che i giocatori dello Slavia sono stati abili a riorganizzare le marcature anche quando non si trovavano nelle loro posizioni abituali, e così, quando Stanciu era troppo lontano per marcare Brozovic, il suo posto veniva preso da un compagno, in particolare Husbauer.

C’è stata un’occasione in cui una palla persa da Brozovic stava per mandare in porta lo Slavia. L’Inter stava impostando l’azione nella metà campo avversaria dopo aver battuto un calcio di punizione, ma non riesce ad avanzare a sinistra. Sensi allora torna al centro da de Vrij, che vede lo spazio lasciato libero da Stanciu, impegnato dalla marcatura di Brozovic, e va a ricevere il passaggio.

3

Il centrale olandese, però, non vede soluzioni davanti a lui e allora sceglie di affidarsi a Brozovic, anche se circondato da tre giocatori. Forse in un’altra circostanza il centrocampista croato sarebbe uscito da quella situazione, ma in questo caso si fa togliere la palla da Masopust, innescando la ripartenza dello Slavia. Stanciu porta palla ma poi non riesce a raggiungere il compagno, anche perché i difensori dell’Inter gestiscono bene la transizione.

4

La brutta prestazione di Brozovic, che nel secondo tempo è stato sostituito da Barella, ha ovviamente contribuito in modo determinante alle difficoltà trovate dall’Inter nella risalita del campo. L’abbassamento di Sensi, e l’aggiunta di Politano tra le linee, ha migliorato la resistenza al pressing nelle prime fasi dell’azione e ha garantito all’Inter una linea di passaggio intermedia che le permettesse di dare continuità al possesso. È stata proprio una conduzione di Politano a conquistare la punizione che, battuta da Sensi, ha originato il gol di Barella.

Gli errori tecnici

Il pressing dello Slavia ha imposto alla squadra di Conte di alzare il livello e la precisione delle giocate. In pochi sono però sembrati a loro agio in un simile contesto e alla fine la riuscita complessiva dei passaggi è stata del 78%. Anche quando lo Slavia non era perfetto nella prima pressione i giocatori dell’Inter hanno commesso degli errori, e proprio da una situazione di questo tipo ha avuto origine il gol di Olayinka.

Skriniar ha approfittato di un’incomprensione tra Husbauer e Stanciu, andati entrambi a pressare Brozovic, per avanzare palla al piede ma, arrivato all’altezza del centrocampo, ha perso il controllo del pallone dopo un contrasto di Coufal. A quel punto lo Slavia ha mostrato di essere una squadra non solo aggressiva, ma anche in grado di gestire la palla con qualità dopo averla recuperata. Zeleny ha mandato Stanciu a sfidare sulla fascia destra de Vrij e poi, con la difesa dell’Inter disorganizzata, è andato a chiudere l’azione sul cross di Olayinka. Il suo tiro è stato respinto con una gran parata da Handanovic, ma sulla ribattuta Olayinka ha portato in vantaggio lo Slavia.

Con l’aggressività del pressing la squadra di Trpisovsky ha messo a nudo le difficoltà a manovrare dell’Inter, ma quando recuperava la palla, soprattutto nel secondo tempo dopo l’ingresso di Zeleny, lo Slavia ha dimostrato di saperla gestire con qualità, e solo un paio di imprecisioni al momento di concludere gli hanno impedito di raddoppiare.

Con un paio di grandi gesti tecnici nei minuti di recupero (la conduzione di Politano, la punizione di Sensi) l’Inter è riuscita a evitare una sconfitta che avrebbe reso ancora più complicato il suo percorso nel girone, ma per superare il Barcellona e il Borussia Dortmund servirà molto di più.

Federico Aquè ha collaborato con Sprint&Sport, Datasport e Sportmediaset.

INTER: Barella finalmente, gol e scossa ai nerazzurri nella serata storta…

Nella serata da dimenticare dell’Inter contro lo Slavia Praga, c’è forse una sola nota positiva ed è Nicolò Barella. Il centrocampista è entrato nel secondo tempo con la squadra sotto di un gol e ha provato a dare la scossa, poi ha trovato anche il primo gol in Champions League che ha concesso all’Inter di chiudere in pareggio e non con una sconfitta.

“Quando al debutto in Champions League, in uno stadio che ribolle fra delusione, speranza e rabbia, trova il tiro al volo vincente, che rimbalza due volte in area e si infila all’angolino, Nicolò Barella si mette a saltare scomposto. Felice e scomposto. Nessuna coreografia studiata, nessun bacio alla maglia o corsa sotto la curva. Solo gioia, e uno sfogo di nervi. Un po’ è il contesto, che trascina anche Conte e mezza panchina in un «pogo» liberatorio, un po’ è che Nicolò è così. I gol li fa, ma non sono esattamente una routine da marchiare con un razionale festeggiamento griffato. Quando si segna si «sbarella», come è giusto che sia, specie in Champions. Tanto più se il gol evita il peggio a squadra e allenatore in una serata storta. Tanto più se arriva a chiudere, con ogni probabilità, un periodo di inserimento più difficile del previsto. Adesso sì, con questa rete forse il Barella nerazzurro può camminare da solo, può finalmente mostrare tutto ciò che ha fatto innamorare Conte e l’Inter”, spiega La Gazzetta dello Sport.

Niccolò Barella esulta dopo il pareggio contro lo Slavia Praga

“Fino a ieri non era stato facile, con il ritardo nella preparazione, qualche difficoltà di apprendimento del Conte pensiero» e il peso di quei 45 milioni di euro e di una trattativa infinita. Nel gruppo è sembrato da subito una sorta di centro di gravità. La nuova Inter ha un forte nucleo italiano e il piccolo 22enne cagliaritano è fra i più cercati del clan azzurro per scherzi e battute. Aiuta, ma Marotta e Ausilio non lo hanno preso per quello: in campo il vero Barella si è visto di più nei 27 minuti di ieri (recupero compreso) che nelle precedenti uscite. Entrato per un Brozovic raramente così spaesato, ha dato subito verticalità, voglia, corsa. È andato al tiro tre volte, e la terza è stata quella buona. È il primo gol italiano in Champions di un interista dai tempi di Pazzini (marzo 2012, Marsiglia): certo, dopo c’è stato il buco, ma l’anno scorso avevano segnato solo stranieri. Bisogna tornare al 2010, e a una partita contro il Werder Brema piena di riserve, per vedere i nerazzurri schierare 4 italiani titolari, gli stessi di ieri, a cui si sarebbero aggiunti Politano e appunto Barella. Del resto, il nucleo italiano era una delle linee guida del mercato, insieme all’esperienza internazionale”, aggiunge il quotidiano.

Inter-Slavia Praga 1-1. “Nel primo tempo diverse occasioni sprecate ma poi…”

Conte: “Tutti insufficienti, io il primo responsabile. Dobbiamo migliorare.

Non è certo l’esordio in Champions League che i tifosi dell’Inter e Antonio Conte si aspettavano. Contro lo Slavia Praga, l’avversario meno accreditato del girone F, i nerazzurri hanno offerto al pubblico di San Siro una prestazione opaca, meno determinata delle prime tre partite di campionato. Il gol di Barella nel finale ha solo parzialmente evitato la figuraccia (e la sconfitta) a una squadra partita ora in salita in Champions. L’allenatore nerazzurro, dunque, non può certo essere soddisfatto:

Sicuramente lo Slavia Praga ha giocato all’europea, con ritmo elevato e intensità. Con un pressing a cui non siamo riusciti a trovare soluzioni. Fin qui abbiamo trovato squadre che ci hanno aspettato, loro invece ci hanno aggredito. Abbiamo fatto fatica. Non sono soddisfatto della prestazione di questa sera: il primo responsabile sono io, perché non ho inciso nelle scelte. Non c’è da cambiare, i ragazzi vanno lasciati tranquilli, ma non è questo il calcio che vogliamo fare. Dobbiamo migliorare: quando ci sono difficoltà, dobbiamo mostrare più personalità. Quando parlo di percorso di crescita, so che tipo di situazioni ci sono. Non sono soddisfatto di quello che abbiamo proposto perché non abbiamo fatto vedere niente di quello che abbiamo provato. Difficoltà fisiche? Stiamo parlando del nulla, ci hanno battuti in tutto stasera.

Non abbiamo mostrato niente della nostra idea di gioco. Fa parte della crescita. Pensate che arrivo, tocco e diventano cigni. Da parte dei ragazzi c’è voglia di lavorare, ma il livello è alto e bisogna crescere. E’ giusto che quando ci sono queste prestazioni sia io il primo a prendermi le responsabilità. Sono step di crescita. Dobbiamo stare tranquilli e non farci prendere dall’entusiasmo, ci sono tanti nuovi dentro. Lazaro, per esempio, è dovuto entrare in un momento di difficoltà. Bisogna fare esperienza. I ragazzi hanno dato il massimo, io devo farli migliorare, per questo sono qui”. Lukaku? Oggi tutti sotto il livello della sufficienza. Io per primo devo essere messo sotto la lavagna. Palle lunghe? Noi non ci alleniamo così, prepariamo situazioni diverse. Odio vedere palle lunghe: oggi l’abbiamo fatto, ma non era un piano B. Non esiste alcun piano B, noi non giochiamo così. Mi prendo la responsabilità di questo piano B ma non ero a conoscenza del fatto che ci fosse un piano B“.

INTER- SLAVIA PRAGA: La formazione ufficiale. C’è Gagliardini…

la sorpresa è proprio la maglia di Roberto Gagliardini.

MILANO – Inizia la Champions League! I nerazzurri scendono in campo al ‘Meazza’ per la prima sfida del Gruppo F contro lo Slavia Praga. Queste le scelte di Antonio Conte e di Jindřich Trpišovský.

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 33 D’Ambrosio, 6 De Vrij, 37 Skriniar; 87 Candreva, 5 Gagliardini, 77 Brozovic, 12 Sensi, 18 Asamoah; 10 Lautaro, 9 Lukaku.
A disposizione: 27 Padelli, 2 Godin,  8 Vecino, 23 Barella, 19 Lazaro, 7 Sanchez, 16 Politano.
Allenatore: Antonio Conte

SLAVIA PRAGA (4-2-3-1): 1 Kolar; 5 Coufal, 15 Kudela, 2 Hovorka, 18 Boril; 27 Traoré, 22 Soucek; 28 Masopust, 7 Stanciu, 9 Olayinka; 10 Husbauer.
A disposizione: 30 Markovic, 11 Tecl, 12 Zeleny, 17 Provod, 21 Skoda, 25 Frydrych, 29 Helal. 
Allenatore: Jindřich Trpišovský

Arbitro: Buquet (FRA)
Assistenti: Debart, Pacelli
Quarto Uomo: Delerue
VAR e Assistente VAR: Letexier, Millot

VIDEO – INTER, come brilla Esposito: doppietta in Youth League! Ecco l’1-0…

Il gol dell’1-0 di Sebastiano Esposito

Decide Sebastiano Esposito. E chi se no? Il ragazzo ormai stabilmente in prima squadra “scende” in Youth League (in Champions la panchina è corta) e firma i primi due gol del 4-0 nerazzurro allo Slavia Praga. Un tiro non irresistibile (sotto le gambe del portiere) da centro area dopo un aggancio sontuoso nel primo tempo, un rigore trasformato spiazzando il portiere a inizio ripresa (atterrato il compagno d’attacco Vergani): basta per il 2-0. Il tutto senza dare l’impressione di schiacciare sul gas. Un altro paio di volte mette in porta i compagni, che non segnano, poi lascia il posto a Oristanio, che invece realizza subito (78’) con un sinistro da fuori area nell’angolino basso. Vergani nel recupero trasformerà il rigore del poker.

MODULO E SINGOLI

Madonna schiera l’Inter a immagine e somiglianza della Prima squadra, col 3-5-2 d’ordinanza che ha in Sebastiano Esposito la stella designata, in Schirò il fuoriquota e capitano, in Agoumé il play centrale e un trio di centrali tutti molto quotati: Kinkoué, Ntube e Pirola. Il debutto europeo si rivela piuttosto soft, visto che lo Slavia è squadra solida, con un paio di ali piccole e scattanti ma senza vere individualità. Il portiere nerazzurro Pozzer non rischia nulla fino al 2-0, quando la tensione per 15’ cala. Fra i ragazzi di Madonna le cose migliori, Esposito a parte, sono gli inserimenti di Gianelli, un paio di chiusure in allungo di Kinkoué e i lanci “naturali” e puntuali di Agoumé. Dopo la vittoria in rimonta al Pescara, questa tranquilla contro i cechi. Il gioco non ruba ancora gli occhi, ma siamo appena agli inizi. E Barça e Dortmund saranno test più duri.

Equipe “E’ già gelo totale tra Icardi e gli argentini al Psg. Con la regia di Messi…”

Secondo il quotidiano francese gli argentini terrebbero Icardi a distanza.

Mauro Icardi e Wanda Nara hanno già fatto amicizia a Parigi. La coppia è uscita già diverse volte insieme a Keylor Navas e moglie. L’impressione è che l’ex Inter si stia ambientando bene nel Psg e che voglia giocarsi le sue carte. Ma l’Equipe ricostruisce uno scenario diverso, che racconterebbe uno spogliatoio con intrecci degni di una telenovela. Argentina. Secondo il quotidiano francese i giocatori argentini Paredes e Di Maria si terrebbero a distanza da Icardi per rispetto e amicizia nei confronti di Messi. Messi che è amico di Maxi Lopez, l’ex di Wanda Nara e tutta la storia che conosciamo a memoria. Per non bruciarsi l’appoggio in nazionale i due argentini terrebbero a distanza Mauro. In aggiunta ci sarebbe anche la fedeltà a Cavani, che con l’arrivo di Icardi rischia il posto. Le partenze di Buffon e Dani Alves, due leader, potrebbero aver scombussolato gli equilibri dello spogliatoio.

Champions League: le probabili formazioni di Inter-Slavia Praga. Dove vederla in tv.

Oggi inizia la fase a gironi della Champions League 2019/2020. Alla vigilia di Atletico Madrid-Juventus e Dinamo Zagabria-Atalanta, tocca a Inter e Napoli tenere alta la bandiera tricolore in Europa. Entrambi giocano in casa: i nerazzurri ricevono i cechi dello Slavia Praga, i partenopei ospitano i campioni in carica del Liverpool. 

PROBABILI FORMAZIONI

Inter-Slavia Praga (ore 18.55 in diretta tv su Sky Sport 1
INTER (3-5-2): Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; Lazaro, Vecino, Brozovic, Sensi, Biraghi; Lukaku, Lautaro Martinez. All. Conte. 
SLAVIA PRAGA (4-2-3-1): Kolar; Coufal, Kudela, Hovorka, Boril; Soucek, Kral; Masopust, Stanciu, Olayinka; Skoda. All. Trpisovsky. 
Arbitro: Buquet (Francia). 

INTER: E’ arrivato Zhang Jindong Stasera sarà al Meazza. Ribadito forte impegno Suning.


E’ giunto in Italia nel primo pomeriggio di oggi il presidente di Suning Holdings Group, Jindong Zhang. Dopo essere atterrato all’aeroporto di Milano Malpensa, assieme al figlio e presidente dell’Inter, Steven Zhang, ha visitato il Centro Sportivo Suning di Appiano Gentile, nel giorno della vigilia del match di Champions League contro lo Slavia Praga.

“Accolto calorosamente dall’allenatore Antonio Conte e dal suo staff, dalla dirigenza nerazzurra e dalla squadra, il Chairman ha visitato la struttura e ha incontrato i giocatori, che domani davanti ai suoi occhi affronteranno il primo match europeo della stagione.

In occasione della visita, Jindong Zhang ha rinnovato il supporto del gruppo Suning al club e condiviso l’apprezzamento per la strada intrapresa in questo inizio di stagione”, si legge sul sito della societa’ nerazzurra.

“Fissata invece per la mattina di domani la visita alla nuova avveniristica sede nerazzurra di viale della Liberazione, nel cuore del distretto della Tecnologia e del Design milanese, per poi presenziare allo stadio in serata”, si legge ancora nella nota dell’Inter.

Allarme Inter: Lukaku in dubbio per la Champions. 24 ore per valutare il belga”.

Il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell’esordio in Champions League contro lo Slavia Praga, soffermandosi in particolare anche sulle condizioni di Lukaku e su uno dei nuovi acquisti come Biraghi: “Lukaku? C’è un allenamento da fare, ci sono 24 ore e faremo le valutazioni del caso. Sicuramente se dovesse giocare sarà perché ha dato le necessarie garanzie”.

Biraghi può giocare titolare? “Quando è arrivato non era in condizioni ottimali, ora si sta allenando benissimo. Mi preoccupa più il punto di vista tattico, di gioco, serve un po’ di tempo per entrare in certi movimenti e soprattutto serve allenarsi. Noi dobbiamo avere tutti i giocatori dentro gli ingranaggi per far andare bene la macchina. Detto questo qualche rischio andrà preso,

Champions: La riprende Vecino… Conte conferma il trio GDS e probabile doppia novità sulle fasce.

Domani il debutto in Champions. Dopo la vittoria con l’Udinese di sabato sera, è già vigilia per l’Inter che domani sera scenderà di nuovo in campo a San Siro contro lo Slavia Praga. Debutto stagionale per i nerazzurri in Champions e Conte vuole iniziare col piede giusto anche in Europa.

Secondo la Gazzetta dello Sport – In difesa Conte dovrebbe confermare il trio GDS dopo il debutto di sabato: i meccanismi sono ancora da sincronizzare, ma come ha ammesso lo stesso tecnico nerazzurro l’Inter sarà costretta a perfezionare le cose durante le partite ufficiali. Il tempo per allenarsi in effetti è poco, visti i tanti impegni ravvicinati da qui alla prossima pausa per le nazionali. Così è possibile che a sorpresa domani Conte decida di cambiare entrambe le fasce, lanciando dal primo minuto – e al debutto – Lazaro e Biraghi. In mediana, invece, Vecino è pronto a riprendersi il posto da mezzala: una certezza a cui Conte non vuol rinunciare”.