Lo sprint finale tra quattro squadre per due posti in Champions League.
ATALANTA 66 punti gioca in casa contro il Sassuolo (giocano però al Mapei Stadium)
Va in Champions se: – Vince – Se pareggia e una fra Inter o Milan non vince – Se perde e perde l’Inter – Se perde e il Milan non vince (tranne nel caso in cui la Roma vinca)
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INTER 66 punti gioca in casa contro l’Empoli
Va in Champions se: – Vince – Fa almeno lo stesso risultato del Milan (con punti) – Perde e il Milan pareggia – Perde e il Milan perde e la Roma vince ma entro i 4 gol di scarto (se Inter perde 1-0)
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MILAN 65 punti gioca a Ferrara con la Spal
Va in Champions se: – Vince e una fra Atalanta e Inter non vince – Pareggia, Inter e Atalanta perdono e Roma vince – Pareggia, Inter fa punti e Atalanta perde
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ROMA 63 punti gioca in casa con il Parma
Va in Champions se: – Vince con almeno 5 gol di scarto (se l’Inter perde 1-0), l’Atalanta fa punti e il Milan perde. – Vince e perdono tutte quelle davanti (classifica avulsa a 66, per due posti)
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LE POSSIBILI CLASSIFICHE AVULSE
A seconda delle tante combinazioni possibili di risultati potrebbero verificarsi diversi accoppiamenti di squadre con lo stesso punteggio, proviamo a fare chiarezza con questo schema che prevede tutte le alternative
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ARRIVO A 66 o 67 Atalanta e 🐍Inter Atalanta in Champions grazie agli scontri diretti
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ARRIVO A 66 Atalanta e Milan Milan il Champions grazie agli scontri diretti
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ARRIVO A 66 Atalanta e Roma Passa Atalanta per differenza reti generale (+29 contro +17)
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ARRIVO A 66 Atalanta, 🐍Inter e Milan (2 posti) Inter e Atalanta vanno in Champions League
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ARRIVO A 66 Atalanta, 🐍Inter e Roma(sia per due posti che per uno, dipende dal risultato Milan) Atalanta (6 punti classifica avulsa), Roma (4 punti), Inter (3 punti)
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ARRIVO A 66 Atalanta, Milan e Roma (1 posto) Milan (8 punti), Roma (3 punti, -1 differenza gol), Atalanta (3 punti, -2 differenza reti)
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ARRIVO A 66 Atalanta, 🐍Inter, Roma e Milan (2 posti) Inter e Milan in Champions League
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ARRIVO A 66 Inter🐍, Milan e Roma (1 posto) Inter
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ARRIVO A 66 🐍Inter
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ARRIVO A 66 Inter e Milan Inter
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ARRIVO A 66 🐍Inter e Roma L’Inter si qualifica per differenza reti, che in questo momento però è +6, quindi bisogna guardare i risultati.
Ieri sera, Steven Zhang ha cenato con la squadra: un modo per dimostrare vicinanza alla squadra in un momento delicato. “Il presidente ha confermato di essere alquanto attento a quanto sta accadendo intorno al pianeta Inter in questi giorni, considerato che in settimana Zhang era salito ad Appiano per assistere a un allenamento (fatto piuttosto raro) – sottolinea Tuttosport -. Ieri per la rifinitura si è presentato al centro sportivo tutto lo Stato Maggiore guidato da Beppe Marotta. Con lui, a bordo campo, c’erano pure Piero Ausilio e Giovanni Gardini che ha “scortato” pure Spalletti anche in conferenza stampa”.
L’allenatore della formazione toscana presenta la sfida di San Siro: “Temo condizionamenti arbitrali, perché l’Empoli non è l’Inter. Spalletti? Speriamo di essere contenti entrambi a fine gara. Fiorentina-Genoa? Spero sia tutto regolare”
90 minuti da dentro o fuori: traguardo Champions da centrare per l’Inter, ultimo scatto salvezza per l’Empoli. “Ci attende una bella sfida, si gioca per obiettivi importanti e questo è sempre ben accetto. Spalletti? Con Luciano ci conosciamo bene, speriamo di essere contenti entrambi alla fine”, le parole di Aurelio Andreazzoli in conferenza stampa alla vigilia della sfida di San Siro. L’allenatore dell’Empoli ha poi aggiunto: “A Spalletti devo molto, sono entrato nel calcio che conta attraverso di lui, abbiamo un gran rapporto e abbiamo lavorato bene insieme. Se sono qui è per le esperienze maturate con lui”. Andreazzoli-Spalletti, amici fuori dal campo, ‘nemici’ per 90’ minuti. “La gara è estremamente importante, andremo a giocare contro una squadra che ha numeri eccellenti e calciatori importantissimi e lo faremo in uno stadio grandissimo. È una sfida che dobbiamo affrontare con il piglio giusto, senza ansia ma con il gusto di andare a giocare una gara da ricordare”, le parole dell’allenatore dell’Empoli.
“Temo condizionamenti arbitrali. L’Empoli non è l’Inter”
“Rischio euforia? Non c’è questo rischio. Il grande pubblico sarà uno stimolo a fare meglio, con i nostri tifosi che ci stanno ancora una volta aiutando. Condizionamenti arbitrali? Li temo, non lo nascondo, perché l’Empoli non è l’Inter”, ha ammesso Andrezzoli. Che ha poi proseguito: “Leggevo in settimana un’intervista a Sacchi, che ritengo il padre di tutti gli allenatori italiani, in cui diceva che tutti si tolgono il cappello davanti al direttore di banca ma non all’usciere di turno. Gli arbitri hanno un compito importante, errare è umano e ci può stare, ma non devono, anche involontariamente, subire nessun tipo di condizionamento e pretendo che anche l’Empoli sia trattato di essere trattato come l’Inter. Non voglio il 51% ma nemmeno il 49%”, accentando ogni tipo di errore che, ripeto, può capitare”,
“Fiorentina-Genoa? Presumo e mi aspetto che sia tutto regolare”
Andreazzoli ha poi risposto così a una domanda sulla sfida del Franchi: “Fiorentina-Genoa? Non voglio nemmeno pensare che facciano conti su di noi, presumo e mi aspetto che di là vada tutto regolare. Non è un problema mio comunque, il mio pensiero è rivolto solo alla gara contro l’Inter”, le sue parole. “Fioretto in casa di salvezza? Ho un gruppo di amici che mi seguono sempre con cui condividiamo la passione per la bicicletta e nel caso vedremo cosa fare. Futuro? Giochiamo, vediamo domani e poi parleremo”, ha concluso Andreazzoli.
Non solo la Serie A, anche nel campionato Primavera l’ultima giornata è stata ricca di colpi di scena, ribaltoni e, soprattutto risultati e verdetti che hanno del clamoroso. Con le prime due posizioni già consolidate e la retrocessione dell’Udinese già in archivio erano ancora due, o meglio tre, i verdetti da emettere. Due erano infatti i club in lotta per l’ultimo piazzamento playoff (Chievo e Cagliari) ma ad animare la giornata è stata, soprattutto, l’intensissima lotta per non retrocedere in Primavera 2 (posizioni playout comprese) con ben 5 squadre coinvolte in 4 campi differenti.
MILAN RETROCESSO – A partire da una posizione sfavorevole alla vigilia era il Milan di Federico Giunti, penultimo in classifica e costretta a vincere in virtù del -2 che lo separava da Sassuolo, Genoa e Sampdoria e del -3 sull’Empoli. I rossoneri erano impegnati in trasferta con la Fiorentina e proprio nei minuti finali della gara di Firenze si è consumato il dramma. Con il Milan in vantaggio per 1-0 (gol di Sala) è la rete segnata al 90esimo dal subentrato Pierozzi a siglare l’1-1 finale che condanna clamorosamente alla retrocessione in Primavera 2 i rossoneri.
GENOA ED EMPOLI AI PLAYOUT – A godere del passo falso del Milan è principalmente il Genoa, uscito sconfitto per 2-0 nello scontro diretto per non retrocede dal Sassuolo. Russo (portiere obiettivo di mercato della Juventus) e compagni con la vittoria del Milan sarebbero stati retrocessi e invece, ora, si troveranno a disputare il playout per non retrocedere con l’Empoli, uscito sconfitto per 4-2 da un’Atalanta incontenibile, in uno parallelismo importante con la situazione che vivranno domani le rispettive prime squadre in Serie A.
CHIEVO AI PLAYOFF, JUVE FUORI – Nonostante il 4-0 rifilato al Napoli la Juventus chiude la propria stagione all’ottavo posto, fuori da una corsa playoff da cui era stata esclusa già da un turno. Agli spareggi per accedere alle Final Four ci vanno quindi Roma, Torino e Fiorentina, che conservano le rispettive posizioni. La battaglia per l’ultima piazza vede invece premiato il Chievo, nonostante la sconfitta per 6-1 subita dalla Sampdoria, che conserva il sesto posto soltanto nei minuti finali. Il Cagliari, in vantaggio proprio sul Torino per 2-1 concede un clamoroso rigore al 91′ che Rauti trasforma condannando i sardi al settimo posto in virtù degli scontri diretti a sfavore.
Luciano Spalletti in conferenza stampa pre match di Inter-Empoli
A INTER TV – “Domani voglio vedere in campo una squadra che sa di poter portare nuovamente l’Inter in Champions, una squadra piena di prospettive, a disposizione dello stadio che la riempie di amore e di affetto. Il punto debole dell’Empoli? Durante il campionato ci sono varie fasi dove una squadra vive momenti opposti, che li fa sembrare diversi. Adesso l’Empoli è l’avversario più scomodo da affrontare, ma deve essere un problema loro. Il mio augurio è lo stesso di Andreazzoli, cioè che a fine partita gioiremo entrambi. Poi io sono l’allenatore dell’Inter e l’Inter offre un carico emotivo che ti porta a voler accontentare chi ci segue. Abbiamo fatto dei buoni allenamenti, in questi momenti la tensione può disturbare, ma ho visto l’entusiasmo giusto e la consapevolezza di ciò che vuol dire essere calciatori dell’Inter”.
Ci sono punti di contatto con la gara dell’anno scoro contro la Lazio? “Ci sono punti di contatto perché la gara ha la stessa valenza. È un dentro o fuori ed è chiaro che il carico è importante, ma ci siamo abituati. I miei trascorsi dicono che sono arrivato in fondo a campionati con situazioni analoghe a queste. La squadra ha avuto gli insegnamenti giusti per arrivare preparata a questo confronto in funzione alla carica emotiva che ti può mettere addosso”.
Avrebbe preferito giocare in trasferta vista l’atmosfera che si respira? “Preferisco giocarla a San Siro, i nostri tifosi si sono sempre comportati nella maniera corretta. Mettono sugli spalti quello che non possono mettere in campo e i calciatori devono essere bravi a tentare di dare soddisfazione ai tifosi”.
È preoccupato dal fatto che l’Inter in questa stagione qualche dentro o fuori lo ha sbagliato? “So che a volte ci sono delle tensioni e che si può sbagliare, ma ci sono anche altre partite che abbiamo fatto bene. Mi aspetto che i miei calciatori sappiano mettere dentro tutti quegli ingredienti che gli riconosco. Io e i miei calciatori abbiamo lo scopo di riportare l’Inter in Champions ci stiamo riempiendo la testa di cose che servono a portare l’Inter in Champions e non pensando a qualche partita persa”.
L’Empoli in questo momento è avversario ostico “Ci sono momenti che sono completamente diversi da altri. La posta in palio annulla tutto il percorso precedente, dobbiamo esibire il nostro marchio”.
La partita di domani si adatta più a Icardi o a Lautaro? “Non c’è mai un solco in queste cose qui, si tratta di sfumature. Secondo me è la partita di tutti e due, entrambi hanno quel livello di carattere e personalità per andare a incidere sullo scorrimento della partita’.
A prescindere dalla gara di domani, qual’è il giudizio della stagione? “Penso che dobbiamo aspettare il risultato della partita di domani, ne parliamo dopo la partita e faremo le valutazioni. Al termine di ogni giornata lavorativa mi chiedo se posso cambiare in meglio rispetto al giorno prima e questo lo hanno fatto anche i miei calciatori”.
Questa partita le da particolare emozione? “Mi danno emozione tutte le partite, queste che contano molte me ne danno ancora di più. Dobbiamo credere in noi stessi e fare un risultato importante, perché quelli te li scrivono addosso per quanto riguarda la nostra carriera”.
de Vrij e Politano sono a disposizione? “Stiamo tutti abbastanza bene”.
Farebbe un nome di qualcuno che l’anno prossimo meriterebbe di rimanere all’Inter? “Sono molti quelli che meritano di rimanere all’Inter e domani ci saremo tutti”.
CONFERENZA STAMPA
COME ARRIVA LA SQUADRA – Ci sono punti di contatto con l’anno scorso, c’è la stessa importanza: quando si arriva in un dentro-fuori diventa il massimo come attesa, come possibilità di realizzare il risultato che vuoi. Come carico emotivo è importante, ma ci siamo abituati noi che facciamo questo lavoro: io sono sempre arrivato in fondo ai campionati senza vivere un finale tranquillo. Guardate la Roma, con l’Inter abbiamo fatto sei finali: anche lì ci sono state situazioni analoghe. Succede a tutti i calciatori che vanno in squadre importanti, dipende da che obiettivo ci si accosta. La squadra secondo me ha avuto gli insegnamenti giusti in questi due campionati per arrivare a questo confronto in funzione della carica emotiva che ti può mettere addosso.
SAN SIRO – I nostri tifosi vogliono bene all’Inter, l’hanno fatto vedere: preferisco giocarla a San Siro, i tifosi sanno come comportarsi: cercano di dare un supporto alla squadra e trasferire le cose che non possono mettere in campo e i calciatori devono essere bravi ad interpretare e tentare di dare soddisfazioni ai tifosi.
L’EMPOLI – Stanno bene in questo momento, ma la posta in palio annulla il percorso precedente: davanti all’obiettivo devi essere nelle condizioni di esibire il tuo marchio.
ERRORI NELLE PARTITE CHIAVI – Ci sono delle tensioni, a volte ti trovi di fronte a partite che puoi sbagliare. Però ci sono tante partite che abbiamo fatto bene, io mi aspetto che i calciatori, essendo allenati a questo, mettano dentro tutte le cose che io gli riconosco e che hanno fatto vedere. I miei calciatori, io, ci sentiamo molto bene: abbiamo lo scopo di riportare l’Inter in Champions. Ci stiamo occupando di cose che servono a riportare l’Inter lì, non preoccupandosi di qualche partita persa.
ICARDI O LAUTARO – Non c’è un solco. Si tratta di sfumature. Secondo me è la partita di tutti e due, è una partita dove tutti e due hanno quel carattere e quella personalità per andare ad incidere: sono forti in testa oltre che in campo. Hanno un modo di pensare giusto e di agire altrettanto: da un punto di vista di potenzialità hanno le stesse per poter mettere il timbro nella partita.
GIUDIZIO SULLA STAGIONE – Io penso che si vada a mettere dentro delle cose che sono anticipate. Bisogna aspettare il risultato della partita, sarò in conferenza stampa domani, faremo una conferenza di fine stagione per fare le valutazioni: io alla fine di ogni giornata lavorativa mi domando sempre se sono stato nelle condizioni di cambiare in meglio il giorno prima. E questo mi sembra che l’abbiano fatto anche i calciatori: ho visto disponibilità nel parlare sempre di quello che stava per accadere e che poteva essere il nostro successivo passo. Si va a rafforzare quello che bisogna mettere dentro nella partita successiva: noi abbiamo tentato di riempire la testa per riportare l’Inter in Champions.
MOMENTO DECISIVO – Si possono trovare nostri e degli altri. Allenando una squadra forte come l’Inter si vanno a trovare dei momenti dove le valutazioni sono contrapposte, però è una perdita di tempo farlo ora. Noi dobbiamo essere pronti domani sera, continuare a fare ciò che abbiamo fatto in settimana e sapere che c’è la soluzione davanti, che è tanta roba. Poi staremo a vedere, si gioca la partita e si sa dove si gioca il prossimo anno: fare il tuo dovere è fondamentale. Ci metti il massimo e poi arrivi in fondo e accetti il risultato: noi abbiamo sempre messo il massimo.
LIVELLO PERSONALE – Mi danno emozioni tutte le partite, quelle che servono a molto me ne danno di più: noi dobbiamo credere in noi stessi, avere la forza mentale di poter fare un risultato importante perché i risultati te li porti dietro, te li scrivono addosso. Si va a giocare questa partita importante.
DE VRIJ – Ha recuperato ed è a disposizione.
LA SQUADRA – Politano è a disposizione, si sta quasi tutti molto bene: qualcosa di botte e di situazioni che la lunghezza del campionato ti costringe a subire sono cose gestibili. Per il resto stiamo bene.
UN NOME DA MANTENERE – Meritano in molti di rimanere all’Inter e domani sera ci siamo tutti.
Intervistato da Gazzetta Tv a margine dell’incontro avvenuto quest’oggi tra alcuni rappresentanti del mondo del calcio e Papa Francesco, Samuel Eto’o, ex attaccante dell’Inter, torna sulla vittoria di Madrid del 2010 e dimostra di non aver dimenticato il suo passato in nerazzurro: “Spero che non resti un momento unico, perché l’Inter vuole tornare a quei livelli. Però quella sera noi vincemmo qualcosa di straordinario. All’inizio della stagione sapevamo di avere una squadra molto forte e un tifo da dieci, con un presidente come Massimo Moratti che è un mito autentico. Proprio in questi giorni ricordavamo coi miei compagni di squadra, coi quali vogliamo organizzare qualcosa, che in tutti noi c’è il desiderio che l’Inter sia presente tra chi gioca sempre una semifinale, e giochi magari una finale. Perché quando guardi la storia di un club come l’Inter e ai giocatori che ha avuto, capisci che si deve avere sempre una filosofia di gioco e l’ambizione di arrivare sempre in fondo. L’Inter può farlo. Io seguo sempre l’Inter, farò il tifo perché batta l’Empoli”.
-“2 a #InterEmpoli, anche il terzo anello rosso corre verso il sold out: San Siro dovrà essere una bolgia! Tutti uniti per raggiungere insieme il nostro obiettivo.#FORZAINTER”.E’ questo il messaggio social diffuso dall’Inter tramite la pagina Facebook.
I nerazzurri sono consapevoli dell’importanza della partita contro l’Empoli e il club chiede nuovamente aiuto al suo pubblico: tutti uniti verso la Champions. E la stessa società ha confermato il sold out di San Siro, poco più tardi, con un comunicato con tutte le indicazioni relative alla partita, decisiva per la qualificazione Champions dei nerazzurri.
De Vrij è una delle poche stelle dell’Inter perché sarebbe titolarissimo in tutte le squadre italiane e in molti top club esteri, ma forse a qualcuno questa cosa non piace. Il colpo a zero fatto un anno fa non è stato digerito, mediaticamente le valutazioni fatte per e dalla Juventus sono ben diverse, Sturaro insegna
IL VALORE DI DE VRIJ – Quanto vale Stefan de Vrij sul mercato? Considerando il livello del difensore olandese classe ’92, anche al netto dei problemi fisici che lo costringono a fermarsi durante la stagione senza dargli la continuità ideale, difficilmente si può ipotizzare una cifra inferiore ai 40 milioni di euro (in pratica il prezzo del classe ’94 Mattia Caldara, chiedere al Milan…). Anzi, nonostante l’Interl’abbia preso a parametro zero dalla Lazio, oggettivamente non si può andare nemmeno sotto i 50, perché centrali difensivi di questo livello non si trovano facilmente in circolazione, non a caso i migliori nel ruolo attualmente hanno una valutazione già in tripla cifra (vedi il compagno di reparto Milan Skriniar per l’Inter). E ci fermiamo qui, perché in realtà si potrebbe andare anche oltre. Il prezzo di mercato di de Vrij è alto e riconosciuto (quasi) da tutti.
SVALUTAZIONE SOLO MEDIATICA –Eppure, in data odierna, una firma illustre del giornalismo sportivo italiano come Carlo Laudisa sulle pagine della “Gazzetta dello Sport” ha quantificato il valore economico di de Vrij in appena 20 milioni. Venti milioni. Venti. In un mercato come quello calcistico, drogato da cifre assurde, con 20 milioni oggi compri un affidabile terzino che non sa crossare o un mediano di quantità che non segna neanche per sbaglio, ovviamente come riserve in una squadra di medio-alto livello oppure titolari in una squadra di medio-basso livello.
SE FOSSE DELLA JUVENTUS – Per fare un esempio banalissimo, a gennaio sul mercato italiano si è fatta la storia, in un certo senso: l’insospettabile Stefano Sturaro, acquistato in prestito da infortunato e riscattato senza averlo nemmeno fatto scendere in campo (curiosità, è infortunato anche ora e – se tutto va bene – rientrerà a stagione 2019/20 già iniziata), è tornato al Genoa “grazie” a un esborso di circa 18 milioni, finiti nelle casse della Juventus. Da 18 a 20 milioni balla giusto la commissione per l’agente… Per fortuna l’Inter non deve mettere sul mercato de Vrij e non deve fare prezzi, anzi. Però, qualora decidesse di venderlo, dovrebbe farlo valutare dalla Juventus. Anche mediaticamente. E de Vrij in questa Juventus sarebbe titolare, perché chi si è svalutato di più negli ultimi due anni è il classe ’87 Leonardo Bonucci, però questo nessuno lo dice. Strano…
In palio c’è l’onore, ma anche molto di più. L’Inter si gioca tantissimo domenica sera a San Siro contro l’Empoli. La Champions è una questionedi prestigio, ma anche di parecchi milioni di euro. Che, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, potrebbero essere molti di più dei 50 di cui fin qui si è parlato:
“In primis è una questione di palcoscenici sportivi, di voglia di confrontarsi coi migliori, di regalare ai tifosi sfide memorabili. Poi c’è anche una questione economica, tutt’altro che in secondo piano, sopratutto in ottica mercato. La qualificazione in Champions non porta solo i 50 milioni garantiti dall’Uefa fra premi di partecipazione e market pool, ma anche, immediatamente, bonus dagli sponsor per altri 13. I contratti firmati con Pirelli, Nike e Suning, i principali partner del club, prevedono infatti che scattino «assegni» in caso di ingresso nella competizione: 6 milioni, 3,75 e 3 rispettivamente. Poi c’è l’indotto, come si direbbe in economia, che va dal botteghino ai premi per i punti nel girone, ad altri circoli virtuosi che si innescano. Ma subito, domenica notte, saranno 63 sicuri. Bruscolini, verrebbe da dire, pensando ai ricavi della casa madre, ma è ormai noto che sia per le regole del Fair Play economico (si può spendere quanto si ricava, con piccole deviazioni) sia per filosofia aziendale l’Inter debba tendere verso l’auto-finanziamento. Quindi quei 63 milioni fanno una certa differenza“, riporta il quotidiano.
Dopo i risultati di Atalanta, INTER, Milan e Roma, la corsa per la Champions League si infittisce sempre di più. La squadra che ha meno possibilità di entrare nell’Europa che conta è sicuramente quella giallorossa che dovrebbe sperare in una filotto di risultati molto difficili:
La Roma va in Champions League se:vince contro il Parma e Atalanta, Inter e Milan perdono. In questo caso la squadra di Ranieri raggiungerebbe a quota 66 punti Atalanta e Inter e nella classifica avulsa passerebbe come quarta e l’Atalanta come terza. Se vince con il Parma con uno scarto di 5 gol e Inter e Milan perdono (in questo caso non interessa il risultato dell’Atalanta)
Il Milan va in Champions League se: vince contro la Spal e una tra Atalanta e Inter non vince. Se il Milan pareggia con la Spal, Inter e Atalanta non vincono e la Roma vince, si formerebbe una classifica avulsa a 4 squadre a 66 punti. In questo caso passerebbero le due milanesi, Inter terza, Milan quarta. Se il Milan pareggia, l’Atalanta perde e l’Inter vince (ininfluente il punteggio della Roma).
L’Inter va in Champions League se: vince con l’Empoli. Se pareggia e il Milan non vince. Se perde e il Milan non vince (in questo caso l’Inter rischierebbe se la Roma dovesse vincere e l’Atalanta perdere. In una situazione del genere solo il pareggio del Milan permetterebbe ai nerazzurri di qualificarsi in Champions per i maggior punti nella classifica avulsa)
L’Atalanta va in Champions League se:vince contro il Sassuolo. Se pareggia e il Milan non vince. Se pareggia e l’Inter perde.
LA CLASSIFICA ATTUALE 3) Atalanta 66 punti 4) Inter 66 5) Milan 65 6) Roma 63