Serie A, chi va in Champions? Atalanta, Inter, Milan, Roma: tutte le combinazioni

Napoli Inter 4-1, 37°giornata di Serie A

Atalanta, Inter, Milan e Roma: sono rimaste in quattro a giocarsi gli ultimi due posti per la Champions. Ecco tutte le combinazioni possibili.

Manca una giornata al termine della Serie A e sono ancora due i posti da assegnare per la Champions League, con quattro squadre ancora in corsa: AtalantaInterMilan e Roma si giocano l’accesso alla prima competizione europea, con Juventus e Napoli già qualificate da tempo.

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Si deciderà tutto negli ultimi 90 minuti del campionato, con le quattro squadre racchiuse nel giro di tre punti. Di seguito tutte le combinazioni possibili e gli scenari in caso di arrivo di due o più squadre a pari punti, tra scontri diretti, differenza reti e classifica avulsa.

LA CLASSIFICA

3° ATALANTA 66 punti
4° INTER 66 punti
5° MILAN 65 punti
6° ROMA 63 punti

L’ATALANTA VA IN CHAMPIONS SE…

  • batte il Sassuolo
  • pareggia col Sassuolo e il Milan non batte la SPAL

L’INTER VA IN CHAMPIONS SE…

  • batte l’Empoli
  • pareggia con l’Empoli e il Milan non batte la SPAL
  • perde con l’Empoli ma Milan e Roma non vincono

IL MILAN VA IN CHAMPIONS SE…

  • batte la SPAL e l’Inter non batte l’Empoli
  • batte la SPAL e l’Atalanta non batte il Sassuolo

LA ROMA VA IN CHAMPIONS SE…

  • batte il Parma, Milan e Inter perdono, l’Atalanta non perde e recupera sei goal di differenza reti all’Inter

CLASSIFICA AVULSA

In caso di arrivo a pari punti di due o più squadre si fa fede alla classifica avulsa, ossia ai punti conquistati negli scontri diretti. In caso di parità negli scontri diretti il secondo criterio di valutazione è quello della differenza reti negli scontri diretti; con ulteriore parità, conta la differenza reti generale.

  • se Atalanta e Milan arrivano a pari punti, in Champions va il Milan
  • se Inter e Milan arrivano a pari punti, in Champions va l’Inter
  • se Atalanta, Inter e Milan arrivano a pari punti, in Champions vanno Inter e Atalanta
  • se Inter e Roma arrivano a pari punti, in Champions va l’Inter*
  • se Inter, Milan e Roma arrivano a pari punti, in Champions ci va l’Inter
  • se Atalanta, Roma e Inter arrivano a pari punti, in Champions va l’Atalanta
  • se Atalanta, Inter, Milan e Roma arrivano a pari punti, in Champions vanno Inter e Milan

*gli scontri diretti sono pari, ma l’Inter ha un vantaggio di +6 nella differenza reti rispetto alla Roma (+23 contro +17)

Spalletti: “Ci sta di perdere a Napoli. Incapaci di reggere la pressione. Con l’Empoli sarà una finale”. ( Highlights -Napoli Inter 4-1)

Tutta l’amarezza di Luciano Spalletti

Inter è sparita, proprio quando doveva tirare fuori il meglio di sé e provare a giocarsela per chiudere quanto prima il discorso Champions League. L’Inter è sparitaa Napoli e ora si fa durissima, considerando che domenica a San Siro arriva un’Empoli pronto a giocarsi il tutto per tutto. Per i nerazzurri l’incubo di non qualificarsi alla prossima Champions è diventato d’un tratto fin troppo concreto. Ai microfoni di Sky Sport, Luciano Spalletti ha espresso tutta la sua amarezza:

Spalletti pensieroso

BRUTTA PARTITA – “Abbiamo iniziato bene, poi abbiamo commesso degli errori tecnici in costruzione bassa. Da quel momento, abbiamo palleggiato peggio, non riuscendo a trovare l’uomo in trequarti. Loro ci pressavano forte. Abbiamo fatto peggio di altre volte. Il condizionamento per l’altra partita è fine a se stesso. A Napoli ci sta di perdere, anche se non in questa maniera. Per la prossima dobbiamo essere pronti, perché è una finale. In questo finale di campionato abbiamo fatto delle buone partite, anche se non sempre siamo riusciti a vincere. Nella ripresa ho tentato di fare qualcosa di diverso, mettendo i due attaccanti. Le loro caratteristiche sono però d’area di rigore, bisogna palleggiare. Il Napoli ci ha fatto correre di più, dato che avevamo un giocatore in meno sotto palla. In queste situazioni ci sono già stato, ma dobbiamo mantenere la lucidità. Abbiamo fatto una brutta partita, ma abbiamo in mano il nostro destino. I giocatori erano dispiaciuti per la gara. Bisogna vincere l’ultima, perché i risultati delle altre dicono questo. Anche il Milan dovrà vincere contro la SPAL, anche se sarà differente“.

MANCANZA DI FINALIZZAZIONE – “Sì, bisogna considerare un po’ tutto. Ma dopo una prestazione del genere sono un po’ di cose che non vanno“.

DIFFERENZE CON LA SCORSA STAGIONE – “Durante la settimana uno mette a fuoco che la prossima è una partita da dentro o fuori e la si va a giocare con spessore, forza e lucidità che deve avere una squadra di Milano che va a giocarsi la possibilità di giocare in Champions. Bisogna reggere il peso della partita se si gioca in questa squadra. Oggi noi non siamo stati sfortunati: c’è stato un errore che è costato il gol, poi abbiamo sbagliato qualche palla di troppo per la pressione del Napoli. Nella ripresa uguale: quando ci siamo allungati, loro si sono dimostrati più forti di noi. Ora serve la tranquillità delle valutazioni corrette“.

FORMAZIONE UFFICIALE INTER: a sorpresa dal 1′ Politano e Gagliardini. C’è Lautaro, Icardi in panchina.

Lautaro Martinez, stasera titolare al San Paolo.

Annunciata, attraverso il profilo Twitter, la formazione ufficiale dell’Inter per la sfida di questa sera contro il Napoli al San Paolo. In difesa, con De Vrij assente, la coppia MirandaSkriniar. In attacco, invece, Lautaro vince il ballottaggio con Icardi. A sorpresa c’è Gagliardini in mediana e Politano, in dubbio alla vigilia, in campo dal primo minuto. Ecco l’undici scelto da Luciano Spalletti

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Skriniar, Asamoah; Brozovic, Gagliardini; Politano, Nainggolan, Perisic; Lautaro.All. Spalletti 

L’INTER che affronterà l’Empoli a San Siro nell’ultima giornata ne rifila quattro al Torino. Il Parma spinge la Fiorentina nel baratro.

L’Empoli compie un nuovo passo importantissimo verso la salvezza: la formazione di Aurelio Andreazzoli schianta il Torino con un secco 4-1, trova il suo terzo successo consecutivo in campionato e scavalca il Genoa portandosi in quart’ultima posizione, che i toscani dovranno difendere domenica nell’ultimo incontro stagionale a San Siro contro l’Inter. Nella lotta per non retrocedere è sempre più invischiata la Fiorentina, sconfitta anche a Parma per 1-0 e che domenica ospiterà proprio il Grifone al Franchi per un match che si preannuncia alquanto infuocato.

Esposito: “Inter, coronato un sogno. D’Ambrosio un fratello, Icardi strepitoso.10 gol in stagione da calcio di punizione tra Nazionale, U17.”

Sebastiano Esposito con la maglia nerazzurra

L’Inter ha un gioiellino, Sebastiano Esposito, che si sta mettendo in luce anche con la maglia della Nazionale Under 17. Intervistato da La Gazzetta dello Sport,il baby bomber nerazzurro ha parlato della sua stagione:

«Sto vivendo un sogno, se qualcuno ad agosto mi avesse prospettato una stagione così non ci avrei creduto. Ma ora voglio pensare solo all’Olanda: non vediamo l’ora di giocare e di dimostrare la nostra qualità».

Il cammino europeo forse ha sorpreso anche voi?
«Sapevamo di essere una squadra che poteva andare lontano, però onestamente visto il girone in cui eravamo forse era difficile pensare di poter arrivare a giocarci il titolo».

Sebastiano Esposito con la maglia della nazionale

Qual è il segreto di questa squadra?
«Siamo un gruppo vero, e non è un modo di dire. Lo siamo nei fatti e non a parole. Siamo una famiglia, ragazzi con dei valori morali importanti, non solo tecnici. Abbiamo fame e ci sacrifichiamo l’uno per l’altro».

Ok il sacrificio e il lavoro di squadra, però poi la giocata del singolo aiuta. Due gol su rigore e due su punizione in questa fase finale per lei. Da fermo è quasi un cecchino.
«Ho realizzato 10 gol in stagione da calcio di punizione tra Nazionale, U17 e Primavera dell’Inter. Certe cose le hai dentro per natura e io sono stato fortunato».

Fortunato e tenace. Ci sono sacrifici dietro alle punizioni.
«Devo ringraziare mister Zanchetta, in un anno e mezzo con lui sono migliorato molto. Ogni allenamento di rifinitura restavamo a calciare e lui mi ha fatto capire come colpire meglio la palla, dargli più giro e più forza».

Una crescita che non è sfuggita a Spalletti. Cosa si prova a esordire in prima squadra?
«Non me lo aspettavo, è stata l’esperienza più emozionante della mia vita. Ero in Nazionale e il nostro responsabile Samaden (dell’Inter, ndr) mi ha chiamato per avvisarmi che Spalletti mi avrebbe convocato. Poi quando il mister si è avvicinato e mi ha detto “scaldati” il cuore ha cominciato ad andare a mille all’ora. Ho coronato un sogno, ma quella notte per me sarà sempre un punto di partenza e non di arrivo. In campo non ho realizzato bene cosa stava succedendo, poi la notte però non ho dormito».

Due nomi: chi dei grandi l’ha aiutata maggiormente e chi ammira di più?
«Devo ringraziare D’Ambrosio che in passato è stato allenato da mio papà alla Juve Stabia: mi ha preso a cuore come un fratello. Poi da attaccante dico Icardi: è impressionante, formidabile, unico».

Giusto, in famiglia si respira calcio. Non solo papà: suo fratello Salvatore è stato convocato per il Mondiale U20, Francesco Pio cresce alla grande nell’U14 dell’Inter. Saranno tutti allo stadio oggi?
«Siamo cresciuti a pane e pallone, la famiglia è la cosa più importante della vita, siamo molto legati. Però oggi non verrà nessuno perché sono scaramantico, e in caso di sorprese meglio scoprirlo alla fine». 

«Sto vivendo un sogno, se qualcuno ad agosto mi avesse prospettato una stagione così non ci avrei creduto. Ma ora voglio pensare solo all’Olanda: non vediamo l’ora di giocare e di dimostrare la nostra qualità».

Il cammino europeo forse ha sorpreso anche voi?
«Sapevamo di essere una squadra che poteva andare lontano, però onestamente visto il girone in cui eravamo forse era difficile pensare di poter arrivare a giocarci il titolo».

Qual è il segreto di questa squadra?
«Siamo un gruppo vero, e non è un modo di dire. Lo siamo nei fatti e non a parole. Siamo una famiglia, ragazzi con dei valori morali importanti, non solo tecnici. Abbiamo fame e ci sacrifichiamo l’uno per l’altro».

Ok il sacrificio e il lavoro di squadra, però poi la giocata del singolo aiuta. Due gol su rigore e due su punizione in questa fase finale per lei. Da fermo è quasi un p e Primavera dell’Inter. Certe cose le hai dentro per natura e io sono stato fortunato».

Fortunato e tenace. Ci sono sacrifici dietro alle punizioni.
«Devo ringraziare mister Zanchetta, in un anno e mezzo con lui sono migliorato molto. Ogni allenamento di rifinitura restavamo a calciare e lui mi ha fatto capire come colpire meglio la palla, dargli più giro e più forza».

Una crescita che non è sfuggita a Spalletti. Cosa si prova a esordire in prima squadra?
«Non me lo aspettavo, è stata l’esperienza più emozionante della mia vita. Ero in Nazionale e il nostro responsabile Samaden (dell’Inter, ndr) mi ha chiamato per avvisarmi che Spalletti mi avrebbe convocato. Poi quando il mister si è avvicinato e mi ha detto “scaldati” il cuore ha cominciato ad andare a mille all’ora. Ho coronato un sogno, ma quella notte per me sarà sempre un punto di partenza e non di arrivo. In campo non ho realizzato bene cosa stava succedendo, poi la notte però non ho dormito».

Due nomi: chi dei grandi l’ha aiutata maggiormente e chi ammira di più?
«Devo ringraziare D’Ambrosio che in passato è stato allenato da mio papà alla Juve Stabia: mi ha preso a cuore come un fratello. Poi da attaccante dico Icardi: è impressionante, formidabile, unico».

Giusto, in famiglia si respira calcio. Non solo papà: suo fratello Salvatore è stato convocato per il Mondiale U20, Francesco Pio cresce alla grande nell’U14 dell’Inter. Saranno tutti allo stadio oggi?
«Siamo cresciuti a pane e pallone, la famiglia è la cosa più importante della vita, siamo molto legati. Però oggi non verrà nessuno perché sono scaramantico, e in caso di sorprese meglio scoprirlo alla fine». 

FFP: il Milan cerca un accordo con la Uefa rinunciando al Tas. INTER e Roma vigilano.

Il Milan rinuncia al ricorso al Tas e cerca con la Uefa un accordo per le sanzioni dopo le violazioni del Fair Play Finanziario. Questa la notizia di oggi del Corriere della Sera, che illustra i possibili scenari in casa rossonera. “Si tratta di trovare una soluzione giuridica che consenta al club di avere più tempo per arrivare al pareggio di bilancio (ora imposto entro il 2021), che non stravolga i principi base del fair play finanziario, che possa passare il vaglio della camera giudicante (intenzionata ad applicare le norme tout court, anche se gli stessi vertici dell’Uefa spingono per altri ragionamenti, di opportunità politica e pure di buon senso), e infine che non irriti gli altri club che negli ultimi anni hanno dovuto sottostare ai paletti dei vari settlement agreement: per restare all’Italia, Inter Roma, pronte, in caso di accordi considerati troppo al ribasso, a farsi sentire con Nyon”.

Il Milan aveva preannunciato la volontà di ricorrere al Tas dopo la sanzione decisa dalla Uefa per il bilancio relativo al triennio 2014-2017 (multa di 12 milioni di euro, limite di 21 giocatori in rosa per le coppe e l’esclusione dalle competizioni europee se nel 2021 non sarà raggiunto il pareggio di bilancio). Un accordo non facile da trovare, anche perché da Nyon insistono per un anno fuori dalle coppe: “Inaccettabile per il club in caso di Champions. Come si ricorderà, poi, il Milan è stato di nuovo rinviato a giudizio, sempre davanti alla Camera giudicante, anche per il triennio 2015-2018, dove si presenterebbe da recidivo. Un passaggio che il club ha fin qui accolto con tranquillità; questo perché l’idea è di raggiungere un accordo ‘cumulativo’ che consenta di punire con un’unica sanzione più violazioni. Un’anomalia, rispetto all’iter sin qui seguito, ma tutto il caso Milan è anomalo sin dall’inizio”.

Compagnoni di Sky: “Mourinho mai Juve. L’empatia è troppo forte con l’Inter. Le punte di Conte riconducibili a Dzeko e Lukaku”.

Il giornalista ha parlato delle scelte in attacco del futuro tecnico dell’Inter

A Sky Sport il giornalista Maurizio Compagnoni ha parlato di Mourinho accostato alla Juve e anche delle scelte di Conte per l’Inter:

“Troppo forte l’empatiacol popolo nerazzurro di Mourinho per andare alla Juve. Soli contro tutti, il rumore dei nemici, la vedo difficile che possa andare alla Juve. Dalle informazioni in mio possesso credo che a Conte piaccia molto Martinez, ma lo vede come terza punta nel suo 3-5-2. Prime scelte di conte riconducibili a Dzeko e Lukaku e non a Icardi. Non escludo uno scambio Icardi-Dybala”. 

Moggi: “Conte verso l’INTER. La Juventus ha già scelto il nuovo allenatore! Allegri all’estero”

Luciano Moggi

Luciano Moggi, ex dirigente tra gli altri di Napoli e Juventus, ha parlato del valzer degli allenatori per la prossima annata calcistica.

L’ex dirigente di Napoli e Juventus, Luciano Moggi, ha parlato in una intervista. Vi proponiamo alcuni stralci dell’intervista in questione: “Post Allegri? Penso che la Juventus abbia già provveduto perché a giugno non bisogna trovarsi in questa situazione. Credo che Agnelli abbia le idee chiare. Conte è indirizzato verso l’Inter. Allegri potrebbe andare all’estero. Sicuramente anche Allegri avrà avuto dei contatti, quando si arriva a queste conclusioni è normale”.

Stasera Napoli-INTER: Spalletti al San Paolo vuole lasciare l’Inter da vincente.

“Il destino è segnato, diciamo al 99% , ma Luciano Spalletti deve ancora ottenere la medaglia da appuntarsi sul petto, ovvero la seconda qualificazione consecutiva alla Champions League”. Il tecnico di Certaldo dovrebbe salutare Milano a fine stagione, però resiste la volontà di chiudere l’avventura nerazzurra nel miglior modo possibile: confermarsi in Champions e farlo da terzi in classifica. “Spalletti però è a fine corsa, l’Inter ha trovato il sì di Antonio Conte e aspetta proprio l’aritmetica qualificazione in Champions per passare dalla stretta di mano alla firma del contratto -. Ma, come detto, Spalletti vuole finire al meglio, con la Champions, magari il terzo posto e tornando – perché a no? – a vincere a Napoli dove l’Inter non riesce a ottenere tre punti dal 18 ottobre 1997”.

Luciano Spalletti sul match di stasera contro il Napoli:

Luciano Spalletti sul match di stasera contro il Napoli:

“Noi cerchiamo di affrontare sempre le partite per portare a casa il massimo. Ci sono due partite e siamo in condizioni di disputarle in maniera corretta perché ci siamo allenati bene e nelle ultime gare anche se non abbiamo vinto spesso le abbiamo affrontate bene. Si cerca di vincerla, anche a rischio di perderla. Non è la partita contro la Lazio dell’anno scorso, è una partita differente. E come ho detto prima sappiamo che è una partita importantissima e diventa fondamentale arrivarci nel modo giusto, che vuol dire aver fatto le cose nella maniera corretta in settimana. Non sono tanto le intenzioni, è come ti comporti che fa la differenza”.

Conte: INTER seconda scelta? Non è così. Conte già sapeva del avvicendamento in casa Juve ma scelse l’Inter convinto dal progetto nerazzurro.

Antonio Conte e l’Inter si sono scelti davvero.

La decisione della Juventus di non proseguire con Massimiliano Allegri nella prossima stagione ha gettato gran parte dei tifosi dell’Inter nel panico. Come se,in maniera del tutto automatica, la risoluzione dello stesso Allegri con i bianconeri avesse come unico possibile effetto il grande ritorno a Torino di Antonio Conte.

Per carità, è comprensibile che il pensiero sfiori tifosi e addetti ai lavori. Del resto, in maniera del tutto legittima, Conte non ha mai nascosto la sua juventinità, alla stregua di quanto, per esempio, Mourinho ha fatto in questi anni nei confronti dei colori nerazzurri, nonostante dopo la finale di Madrid si fosse affrettato a dire che il suo futuro sarebbe stato lontano da Milano (ma questa è tutta un’altra storia). Questo per dire essenzialmente una cosa: i sentimenti, a volte, cozzano con la professionalità, col passare dei tempi, con le opportunità e, soprattutto, con la fame e la voglia di vincere.

Partiamo dalla Juventus: risulta davvero difficile pensare che una società di tale calibro e prestigio decida di non proseguire con un allenatore senza prima aver quantomeno contattato e portato avanti una trattativa con l’ipotetico successore. A questi livelli (e non al bar il lunedì mattina) non ci si fa mai trovare impreparati. E, se analizziamo lucidamente la situazione della Juventus, una società che vince da otto anni consecutivi in Italia e che è ormai nella top ten dei club europei, credere che la questione allenatore non sia già incanalata risulta surreale. Detto questo, facendo leva sulla juventinità di Conte di cui sopra, di certo Andrea Agnelli avrebbe avuto argomenti convincenti per persuadere l’ex ct. Una telefonata che, però, sarebbe dovuta arrivare già un mese fa.

Eh sì, perché era chiaro a molti che, in seno al club bianconero, la società, dopo la nefasta notte di Champions League con l’eliminazione maturata allo Stadium contro l’Ajax nei quarti di finale, si stavano portando avanti delle valutazioni sul futuro di Allegri e del futuro della panchina. Il nome di Conte già serpeggiava, ma da Torino sono arrivate solo smentite. Le settimane, intanto, sono passate, e sull’arrivo dell’ex Chelsea all’Inter nel frattempo sono arrivate conferme sempre più concrete.

Già, perché al contrario di quello che credono in molti, l’accordo tra Antonio Conte e l’Inter è qualcosa nato molto prima di un mese fa. L’amministratore delegato nerazzurro ha svolto in questi mesi un lavoro certosino di convincimento nei confronti dello stesso Conte, illustrandogli l’ambizioso progetto di Suning e della sua voglia di rendere l’Inter nuovamente il club più grande del mondo. Da una parte, Marotta è sempre stato convinto che l’ex ct fosse l’uomo giusto per inaugurare davvero la nuova era nerazzurra con la firma marottiana ben stampata sopra; dall’altra, Conte, sentitosi corteggiato e apprezzato, ha accettato con la fame di chi ha tutte le intenzioni di tornare a vincere al più presto.

Conte, nel momento in cui ha sposato il progetto Inter, sapeva benissimo che la Juventus avrebbe anche potuto cambiare allenatore al termine della stagione. Del resto, nessuno era certo che Allegri potesse continuare in bianconero, soprattutto considerato il peso specifico del cammino in Champions League. Quindi, legittimamente, Conte avrebbe potuto anche attendere, scrutare l’orizzonte juventino in cerca di segnali, “gufare” Allegri, augurarsi una chiamata da casa Agnelli. Questo se davvero l’Inter fosse stata la sua seconda scelta. Non lo ha fatto. E ha scelto il progetto nerazzurro, indipendentemente da eventuali scossoni alla Juventus.

Sospettare che Conte si rimangi la parola a questo punto della storia, sembra offensivo soprattutto per lo stesso allenatore che, pur essendo juventino nell’animo, ha dimostrato di essere un professionista esemplare della panchina in tutte le sue precedenti esperienze. Dunque, sembra una ragionevole conseguenza sostenere che, chi vive nella convinzione che l’Inter per Conte sia una seconda scelta, è in clamoroso errore. La Juventus e Conte si sono amati, ma ora le loro strade si sono divise. Conte è pieno di stimoli: ha l’occasione di entrare ancor di più nell’Olimpo mondiale degli allenatori, riportando una gloriosa società a vincere dopo anni di astinenza, interrompendo al contempo l’egemonia della “sua” Juventus; avrà alle spalle una società ambiziosa, solida, pronta a un mercato importante (complice l’uscita dal Settlement Agreement ufficializzata ieri) e potrà mettere d’accordo tutti, portando una mentalità vincente, ispirata al lavoro e al sacrificio.

Insomma, Conte ha scelto l’Inter. Per Conte, l’Inter non è un ripiego. I tempi e gli accadimenti lo hanno dimostrato ampiamente. Che si mettano da parte le remore, e che si tifi solo per il ritorno alla vittoria dell’Inter.