INTER Calciomercato: per il ruolo di terzino c’è un nome indipendentemente dall’allenatore che sarà per la prossima stagione.

Beppe Marotta alla ricerca di nuovi giocatori.

l’Inter lavora già sul mercato per costruire una squadra competitiva per la prossima stagione, nonostante la Champions League ancora da conquistare. Un ruolo che verrà inevitabilmente rinforzato sarà quello dei terzini, con Cedric che tornerà in Inghilterra e con Dalbert che potrebbe lasciare Milano dopo due anni negativi. E, secondo La Gazzetta dello Sport, il nome di Emerson Palmeri potrebbe essere quello giusto, sia che l’allenatore sia Spalletti, che Conte: “E’ esploso a Roma con Spalletti e Conte lo ha voluto al Chelsea. Basta questo come certificato di garanzia”, scrive la Rosea.

INTER: Medie impressionanti per Brozovic. Lui è il centro nevralgico. Notevoli i dati dei passaggi e la media dei Km percorsi.

Marcelo Brozovic continua ad essere, partita dopo partita, il centro nevralgico della costruzione della manovra e del sistema di gioco dell’Inter. Il centrocampista croato, completamente rinato da quando Luciano Spalletti ha deciso di piazzarlo davanti alla difesa, affidandogli le chiavi del centrocampo nerazzurro, conferma con i numeri di essere imprescindibile per questa squadra. Il classe ’92, come riportato dalla Lega Serie A, infatti, è il giocatore che nell’ultima giornata di campionato ha messo a segno il maggior numero di passaggi, 120: ben 27 in più di Bereszynski, che si piazza al secondo posto. Ma quel che è impressionante è la media dei chilometri percorsi da Brozovic nell’arco di tutto il campionato: in 2631 minuti disputati, infatti, Marcelo percorre 11,819 km a gara, guidando la classifica e precedendo Nagy e Strootman. Numeri incredibili, che confermano ancora una volta come l’Inter debba ripartire da diverse certezze: una di queste è la regia e la corsa di Marcelo Brozovic.

INTER: Godin ufficializza l’addio all’Atletico Madrid. A fine mese sarà a Milano.

Le prime lacrime di commozione sono arrivate pochi secondi dopo l’inizio della conferenza, dopo che Diego Godin aveva salutato giocatori, dirigenti, presidente dell’Atletico, tutti presenti alla sua conferenza stampa di addio al Wanda Metropolitano: “Sono le mie ultime partite qui, volevo che lo sapeste dalle mie parole, perché per me l’Atletico è stata una famiglia e io sono solo un tifoso in più di questo club”. Il discorso prima delle domande non è durato molto, ma è stato interrotto un paio di volte dalle lacrime, segno ulteriore del grande legame del giocatore con l’ambiente. A salutarlo anche il presidente Cerezo: “Sei stato un uomo chiave del miglior periodo della storia di questo club. Questa resta casa tua, ovunque andrai la prossima stagione”.I MOTIVI — Dopo 9 stagioni, 8 trofei e 387 partite l’uruguaiano chiude quindi la sua avventura con i “colchoneros”: “Abbiamo tenuto tantissimi incontri con il club, non siamo arrivati ad un accordo e quindi si è chiusa una tappa della mia carriera, bellissima. Me ne vado con la testa ben alta, perché ho dato tutto per questo club”. Il difensore, molto emozionato, non è voluto tornare sulle motivazioni che hanno portato alla separazione, ripetendo solo che poteva solo ringraziare e rispettare il club. E il giocatore non ha nemmeno parlato della sua prossima destinazione, l’Inter, con cui firmerà un triennale. Poi sul paco sono saliti tutti i familiari del giocatore, per una foto di addio, e poi tutti i giocatori e i dirigenti presenti.

INTER: guai muscolari per De Vrij, di nuovo distrazione muscolare agli adduttori della coscia destra. Situazione da valutare.

Stefan De Vrij ancora alle prese con
un problema muscolare

Esami clinici e strumentali per Stefan De Vrij all’Istituto Humanitas di Rozzano. Per il difensore olandese distrazione muscolare agli adduttori della coscia destra. Le condizioni di De Vrij saranno rivalutate nei prossimi giorni.

Keita: sul suo infortunio anche Le Iene gli crearono un problema. Difficile il riscatto dal Monaco.

Keita Balde non resterà all’Inter. Ne è convinta la Gazzetta dello Sport, che commenta così l’incredibile vicenda che ha coinvolto l’ex laziale:

“Keita si era bloccato sul più bello, dopo il gol a Empoli che pareva l’inizio della discesa: 16 gennaio, distrazione muscolare ad Appiano, diagnosi di 20 giorni. Poco male: davanti a sé il senegalese ha un’autostrada, sono i giorni in cui Perisic chiede di andar via, quelli subito prima del caso Icardi. Spazio ce n’è, ce ne sarebbe. Spalletti lo aspetta: siamo a metà febbraio, Maurito è fuori, servono attaccanti come il pane. Keita sta bene ormai, per Inter-Samp non ce la fa, ma il decollo è praticamente pronto.

Poi lo scherzo, vero e proprio. Con la complicità della bellissima fidanzata, Simona Guatieri, la sera di Inter-Samp del 17 febbraio «Le Iene» attirano Keita in «trappola» in un noto hotel di Milano. Difficile che qualcuno, in quella sede, non si accorga dell’irritazione del giocatore quando lo scherzo prende una piega poco gradita: attimi concitati, forse troppo pure per il fisico di Keita che fila via dall’hotel. Lo scherzo non va a buon fine e infatti non è mai andato in onda, anche perché lo stesso giocatore non ha firmato la liberatoria. Fatto sta che il giorno dopo, ad Appiano, Spalletti e lo staff medico verificano una situazione fisica dell’attaccante peggiorata. I tempi di recupero si allungano”.

E Keita tornerà solo il 14 marzo contro l’Eintracht in Europa League.

INTER: De Paul è orgoglioso dell’interesse dell’Inter. Ho una grande amicizia con Milito e Samuel.

Rodrigo De Paul ha un contratto con
l’Udinese fino al 2023

Rodrigo De Paul, intervistato dal Corriere dello Sport. L’argentino parla chiaro e lo fa anche sul tema mercato: “È la stagione migliore della mia carriera in assoluto. Sono cresciuto e non ho paura di prendermi le mie responsabilità, di guidare la squadra. Voglio giocare tutte le partite ed essere protagonista”.

Si sente pronto per una grande? 
“Se devo essere sincero in questo momento sono concentrato solo sull’Udinese e il mio unico pensiero è conquistare la salvezza, ma le voci sul mio futuro chiaramente le sento. Io sono pronto per giocare a calcio ovunque, ma se davvero mi vorranno le squadre che leggo, lo vedremo… Non vado oltre perché potrebbe sembrare una mancanza di rispetto da parte mia parlare di questa o quella società adesso che mi sto giocando la salvezza. A giugno ci siederemo attorno a un tavolo con la società e il mio agente e ne discuteremo. Con i dirigenti ho un rapporto fantastico e decideremo tutto in fretta”.

È vero che a gennaio poteva andare all’Inter? 
“Io volevo stare qua e, anche se leggevo certe cose, nella mia testa era chiaro che fino a giugno sarei rimasto qua. Avevo dato la mia parola perché andare via a metà di un campionato per me era come giocare 45’ e poi uscire… Non mi piaceva affatto”. 

Cosa si prova a essere “corteggiato” dall’Inter? 
“È bello quando escono queste notizie perché vuol dire che hai fatto bene. Uno lavora sempre per crescere e per migliorare”. 

All’Inter gli argentini hanno fatto la storia e lei potrebbe essere il prossimo… 
“Ho una grande amicizia con Milito, che è il segretario tecnico del Racing, e con Samuel, che è il vice allenatore in nazionale. Quando Diego parla dell’Inter, gli brillano gli occhi. Idem a Walter. È un piacere ascoltare i loro racconti. Milano è una bella città e sono orgoglio di queste voci che escono su di me”. 

Per un argentino, però, deve essere piacevole anche il corteggiamento del Napoli, l’ex squadra di un certo Maradona. 
“Alla mia famiglia è sempre piaciuto tanto il calcio e sono cresciuto con i racconti su Diego con la maglia azzurra. Quando vado al San Paolo a giocare, tocco con mano l’amore di quella gente: pensate che a Napoli in albergo mi lasciano dei regali solo perché sono argentino come Maradona… Una cosa emozionante”.  

Crede di aver trovato in Italia la giusta dimensione per lei? 
“Mi trovo bene qua e mi piace il vostro calcio che mi ha fatto migliorare tanto. In futuro però non so dove giocherò: magari ancora in Serie A oppure in Spagna o in Premier. Sono aperto a tutto”. 

Chiudiamo con il suo ruolo. Ha giocato trequartista, esterno sinistro e adesso mezzala: dove si sente più a suo agio? 
“Oggi mi trovo bene come mezzala perché in questa posizione ho spesso il pallone tra i piedi. Posso migliorare, ma le cose vanno alla grande. Mi piace anche fare l’esterno offensivo a sinistra che è il “mio” ruolo, mentre il trequartista è un po’ più difficile”. 

L’ennesimo verdetto di Calciopoli, più amaro della sconfitta con l’Ajax.

Andrea Agnelli

Il numero delle sentenze – o dei provvedimenti – post Calciopoli sfavorevoli alla Juve, ha quasi raggiunto il numero degli scudetti che si autoattribuiscono.
Così, nell’attesa fiduciosa che si giunga al punto di non-ritorno nel quale giungeranno alla autoattribuzione pure delle Coppe dei Campioni, rimaniamo oggi nella fiduciosa attesa degli esimi giuristi di turno che si prodigheranno nelle becere discussioni sull’interismo di Guido Rossi o sulle presunte condotte comuni dell’epoca o, addirittura, su presunte prescrizioni che, nella storia giudiziaria del calcio italiano, hanno riguardato – vedi tu – solo la Juventus.
Ce ne faremo una ragione, e pure una risata. Almeno noi. Non conosciamo invece le reazioni altrui e nemmeno ce ne importa, purchè non si insozzino siti, social e media di fregnacce e menzogne da offrire in pasto alla folla.
In ogni caso, non siamo qui per commentare il trentatreesimo o trentaquattresimo provvedimento sfavorevole, né per replicare seriamente ai soloni di cui sopra. Siamo qui semplicemente per sottolineare, una volta di più, che non se ne sentiva veramente il bisogno.
Non ne aveva bisogno il calcio italiano afflitto da ben altre questioni, non ne aveva bisogno neppure l’Inter che, di sentenze a favore, ne ha incassate assai.
Evidentemente, la sola esigenza era (e rimane) quella della Juventus che mostra, oltre a quella per il Triplete, una seconda patologica ossessione, ben più subdola però.
Perché – badate – se gli incubi per il Triplete paiono tutto sommato normali e coinvolgenti il solo ambito sportivo, l’ossessione per gli scudetti revocati pare mettere radici ben più profonde, in acque ben più torbide che poco o niente hanno a che fare con l’ambito sportivo e molto, invece, con quello dei principi. Che sono quelli sportivi, quelli giuridici, quelli della lealtà e del rispetto delle pronunce.
Se la Juventus ed il suo popolo hanno sviluppato una vera e propria ossessione per la Champions e per il Triplete dell’Inter, il dato è – tutto sommato – normale e pure piacevolmente fisiologico. Se la Juventus ed il suo popolo hanno invece sviluppato una vera e propria ossessione per titoli revocati da ogni giudice e da ogni provvedimento, perché vinti barando, il fatto diventa patologico, finanche preoccupante.
Lo è nella misura in cui lascia trasparire la totale mancanza di cultura del rispetto delle decisione o delle autorità, la totale violazione dei principi di lelatà e correttezza, il disprezzo per gli avversari e pure una buona dose di autolesionismo se è vero che Lucianone Moggi è ancora, per molti, un vessillo.
Si tratta di una specie di distacco morale dalle regole ed dai valori che riverbera inevitabilmente i propri effetti dovunque. È così che le decine di ricorsi post Calciopoli diventano decine di proteste in campo su ogni singola palla. Diventano gesti offensivi, come a Madrid oppure dichiarazioni offensive e ridicole come nel post Madrid. Diventano arroganza e maleducazione come i bavagli che Allegri vorrebbe mettere a chi la pensa in altro modo.
Diventano tutto, tranne che sport. E siccome di questo sport ce ne frega ancora, della ennesima pronuncia che li boccia avremmo fatto a meno.  
Ce ne faremo una ragione, e pure una risata. Almeno noi.

Scudetto 2006 all’Inter. Il Coni: “Inammissibile il ricorso di Agnelli/Juve, più il pagamento delle spese.

Andrea Agnelli e Luciano Moggi.
La decisione del Collegio di Garanzia dello Sport presieduto da Franco Frattini è l’ultimo atto della querelle sul titolo post-Calciopoli tra bianconeri e nerazzurri.

Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, presieduto da Franco Frattini, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Juventus sullo scudetto 2005/2006 assegnato dopo Calciopoli all’Inter dall’allora commissario straordinario della Figc, Guido Rossi, mettendo la parola fine sulla querelle. Il Collegio ha inoltre condannato i bianconeri al pagamento delle spese in favore del Coni e ha disposto l’integrale compensazione delle spese nei confronti delle altre parti.

Niente colpi di scena, dunque, sull’assegnazione d’ufficio all’Inter dello scudetto 2005/06. Il Collegio di Garanzia a sezione unite del Coni ha infatti “bocciato” il ricorso della Juve, definendolo “inammmissibile” e scrivendo l’ultimo atto della querelle sul titolo post-Calciopoli tra bianconeri e nerazzurri. 

Una storia vecchia ormai di 13 anni, ma che juventini e interisti non hanno mai dimenticato. Su quel tricolore, revocato alla Juventus e assegnato d’ufficio all’Inter dall’allora commissario straordinario della Figc Guido Rossi, per i bianconeri mancava infatti ancora un passaggio. Una decisione che è rimasta congelata dal 2011, quando fu deciso di non revocare lo scudetto ai nerazzurri dall’allora consiglio federale della Figc presieduto da Giancarlo Abete e successivamente dal Tnas (oggi sostituito proprio dal Collegio di Garanzia) che si dichiarò non competente, nonostante la dura relazione dell’allora Pm federale, Stefano Palazzi, alla luce delle nuove intercettazioni che coinvolgevano anche Giacinto Facchetti, all’epoca dei fatti dirigente nerazzurro.

Secondo l’avvocato della Juventus, Luigi Chiappero “non c’è nessun giudice sportivo che ha voluto decidere”, mentre secondo l’Inter pesano le ripetute sentenze, penali, amministrative e sportive, che si sono seguite negli anni: “Si propone sempre lo stesso quesito senza tenere conto di quello che hanno detto in tutti questi anni tutti i giudici”, le parole dell’avvocato Luisa Torchia. 

Oggi l’ultimo atto con cui il Collegio non soltanto ha dichiarato inammissibile il ricorso dei bianconeri ma ha estromesso inoltre il Coni “dal presente giudizio”, condannando altresi’ la società bianconera al pagamento delle spese in favore del Comitato olimpico nazionale per 1.500 euro, oltre agli oneri accessori disponendo “l’integrale compensazione delle spese nei confronti delle altre parti”.

INTER calciomercato -Pasqualin: Icardi andrà all’Atletico per 70 milioni e Zapata sarà il sostituto. Mani anche su Barella.

Nicoló Barella e Duvan Zapata, due nomi
concreti sul mercato dell’Inter

Non solo allenatori: nel corso del suo intervento per ‘La Politica nel Pallone’ di Gr Parlamento, Claudio Pasqualin si sofferma anche sui possibili movimenti estivi di alcuni giocatori a partire da Mauro Icardi: “Alla fine direi che andrà all’Atlletico Madrid. Diego Costa è in rotta con Diego Pablo Simeone e avrà bisogno di centravanti come Icardi e scommetterei che finirà li, non certo alla Juve per una serie di complicanze ambientali e comportamentali. La clausola di 110 milioni attualmente nel contratto con l’Inter non verrà raggiunta, la destinazione più probabile è Atletico e allo stato siamo sui 70 milioni”.

Per la sostituzione dell’argentino, Pasqualin suggerisce il nome di Duvan Zapata: “Il prezzo dovendolo pagare alla Sampdoria sarà non meno di 45 milioni. Credo che Zapata possa finire all’Inter a colmare il vuoto che lascerà Icardi. L’Inter ha messo anche per prima le mani su Nicolò Barella. E’ un pezzo pregiato per il prossimo mercato. Paulo Dybala? Potrebbe andare al Real Madrid anche se l’impronta di Zinedine Zidane fuori dallo spogliatoio è ancora tutta da definire”. Chiusura su Federico Chiesa: “E’ un obiettivo della Juve, credo che si sia già mossa per arrivarci. Della Valle credo mediti di resistere, siamo anche per lui intorno ai 70 milioni di euro. Potrebbe esserci un’asta”. 

Cancelo saluta la Juve e tenta un assist all’Inter. I contatti bianconeri per Icardi sono inconcludenti.

Joao Cancelo potrebbe sbloccare la trattativa per uno dei terzini seguiti dall’Inter

Manca poco alla fine della Serie A e i club si stanno già concentrando sul mercato e sui rinforzi per la prossima stagione. Dopo una sola stagione, Joao Cancelo potrebbe giàsalutare la Juve.

Si legge su La Gazzetta dello Sport che sul portoghese c’è una singolare sfida a Manchester. Il City sta mettendo in vendita il brasiliano Danilo, mentre lo United sta per dare il via libera a Darmian, diretto all’Inter. Così entrambi hanno preso informazioni sull’esterno prelevato dal Valencia per 40 milioni l’estate scorsa e ora valutato almeno 60. L’amo è stato lanciato… Un’altra vicenda condizionante è quella di Gonzalo Higuain, ora in prestito al Chelsea. Nel trasferimento temporaneo sono previste alcune clausole che rendono automatico il rinnovo: la qualificazione in Champions (già centrata) oppure la vittoria in Europa League, ma a patto di mettere insieme un numero di presenze non ancora raggiunto. E Sarri è ancora in corsa su tutto. Con il Pipita confermato a Londra, i bianconeri non solo incasserebbero altri 18 milioni, ma ne risparmierebbero 16 lordi di stipendio. Un bel mattoncino alla causa, implicito aiuto alle trame bianconere. In caso contrario il Pipita sarebbe una zavorra non da poco. Già gli inconcludenti contatti con l’Inter per Mauro Icardi hanno dimostrato che la Juve non può muoversi per nuovi attaccanti senza avere la certezza dell’uscita di Gonzalo.