L’ex arbitro Graziano Cesari dice la sua a Tiki Taka sul rigore non concesso a Icardi.
“Perché Doveri non è intervenuto sul fallo su Icardi? C’è prima fallo con il tallone e poi con la pianta». Insomma, doppio fallo sull’argentino in area e si parladella gara con l’Udinese. L’ex arbitro, a Tiki Taka, ha spiegato che quello su Maurito era penalty e ha anche aggiunto: «Il Varpoteva intervenire perché le immagini sono evidenti. Il problema è la soggezione, qui c’è sudditanza psicologica del Var nei confronti dell’arbitro. Non c’è nessun complotto, ma Rocchi incute timore – come un giocatore con un palmares – è un arbitro internazionale e evidentemente chi è al VAR non ha la forza o la capacità di intervenire».
Ospite negli studi televisiti de La Domenica Sportiva, Nicola Rizzoli, designatore arbitrale per la Serie A, parla del sempre delicato tema riguarda il Var. “Offre molte nuove possibilità all’arbitro. Ma questo ovviamente non toglierà le polemiche. Bisognerebbe capire alcuni punti di vista. Certo, noi arriveremo a spiegare meglio alcuni passaggi, ma serve dall’altra parte qualcuno pronto ad ascoltare. Noi arbitri puntiamo sempre a migliorarci, a dare del nostro meglio. Il prossimo passo è comunicare ogni passo del processo decisionale anche ai telecronisti. Poi, quando avremo un match-center, inviteremo anche qualcuno a seguire live l’operato della sala Var”.
Un passaggio anche su Fiorentina-Inter, e sull’ormai famigerato rigore concesso dall’arbitro Abisso alla squadra viola. “E’ una di quelle situazioni che abbiamo già messo tra gli errori. Per la valutazione è stata usata una telecamera diversa, una slow-motion da cui si vede un movimento della maglietta. Una telecamera è più sfuocata. Se non ha la certezza di non aver preso il petto o il braccio,l’arbitro ha continuato ad avere dubbi. Ed è rimasto con la decisione del campo. Col Var gli è stata fatta vedere un’immagine meno chiara. Ed essendo rimasto col dubbio, è rimasto con la decisione presa sul campo, che era errata. Ed ha sbagliato.Se il Var ti porta a vedere le immagini è perché vuole che cambi la tua decisione”.
L’Europeo Under 17 dell’Italia si è aperto nel segno di Sebastiano Esposito: l’attaccante dell’Inter è stato il grande protagonista della gara inaugurale contro la Germania, nella quale ha regalato una magia su punizione da vedere e rivedere. Ma la stella della Primavera nerazzurra non è l’unico interista a essersi messo in mostra con la maglia della Nazionale: il primo gol degli Azzurrini porta la firma di Nicholas Bonfanti, bomber dell’Under 17 di Zanchetta, mentre al centro della difesa brilla Lorenzo Pirola.
ESPOSITO – Un gol, una traversa, una prestazione a tutto campo da leader della squadra: anche in Nazionale Esposito sta dimostrando di avere qualcosa di speciale. Talento cristallino, in questa stagione sta facendo vedere di avere maturità e doti di leadership non indifferenti per un ragazzo della sua età. L’Europeo può essere un’ulteriore vetrina per mostrare il suo talento.
PIROLA – Difensore centrale, mancino di piede, già l’anno scorso (da sotto età) si era guadagnato una maglia da titolare nella retroguardia dell’Under 17 dell’Inter, e quest’anno si è più volte affacciato in Primavera, pur senza esordire. Forte fisicamente, gran senso della posizione, tra i prospetti più interessanti della sua annata.
BONFANTI – Attaccante centrale, forte fisicamente e con un discreto fiuto del gol, dopo la promozione di Esposito in Primavera si è caricato sulle spalle l’attacco dell’Under 17 dell’Inter, trovando maggior continuità in fase realizzativa. Curiosità: è figlio di Arnaldo Bonfanti, ex difensore che riuscì a ottenere una presenza in Serie A con la maglia dell’Atalanta nella stagione 1996/97.
SQUIZZATO – L’unico interista a non essere sceso in campo nella gara inaugurale contro la Germania. Centrocampista centrale con notevoli dote tecniche, nel corso degli anni ha arretrato il suo raggio d’azione, passando da trequartista a regista davanti alla difesa. In Nazionale è il primo cambio di Panada, capitano degli Azzurrini.
5 maggio 2010 – Nove anni fa il primo titulo: l’Inter ricorda la sfida contro la Roma all’Olimpico.
Sembra ieri e invece sono passati ben nove anni dalla conquista del primo titulo del triplete nerazzurro. Nove anni di sofferenza per i tifosi nerazzurri, che però non possono certo dimenticare la grande gioia di quei giorni .Nemmeno l’account ufficiale dell’Inter lo fa difatti: su Twitter è arrivato un simpatico post a ricordare l’1-0 contro la Roma firmato Milito, che decise la finale con una vera perla.
Lunedì 13 a San Siro in programma il monday night della 36esima giornata di A: vietati ulteriori passi falsi
Nel prossimo turno di campionato, l’Inter ospiterà a San Siro il Chievo Verona: un match sulla carta favorevole ai nerazzurri, visto che la squadra di Di Carlo è già aritmeticamente condannata alla retrocessione in Serie B. Un match però da non sottovalutare visto le ultime prestazioni fornite dalla squadra di Spalletti che ora deve guardarsi le spalle da Atalanta e Roma.
Ai microfoni del sito ufficiale del Chievo Verona, Di Carlo ha presentato il match in programma lunedì 13 a San Siro: “Dobbiamo subito rimetterci a lavoro in vista dell’Inter. Rientrerà qualche giocatore importante, dovremo provare a replicare quanto fatto con la Lazio ovvero riprovare a fare una grande partita”.
Beppe Marotta e Steven Zhang. Lo 0-0 complica i piani Champions dei nerazzurri
Il quarto pareggio nelle ultime cinque testimonia uno stato di forma non eccelso, sebbene i nerazzurri mantengano, indipendentemente dai risultati delle altre, la terza posizione al termine della giornata attuale. Il calendario – Chievo ed Empoli in casa e Napoli in trasferta – “permette di guardare al futuro con ottimismo, ma la dirigenza sperava di vivere un finale di stagione meno al cardiopalmo e, anche se la trasferta alla Dacia Arena non era considerata facile, dalla squadra si aspettava qualcosa di più”, sottolinea il Corriere dello Sport che spiega come il possesso palla nerazzurro sia stato sterile e che sono mancati i guizzi di Lautaro e Icardi. L’ex capitano, subentrato nella ripresa, ha permesso all’Inter di avere più ritmo e pericolosità senza però trovare la via del gol.
Ancora un mistero il destino di José Mourinho per la prossima stagione
“Psg, Bayern Monaco, Inter, Lione, la nazionale portoghese, addirittura il Celtic Glasgow, ora la Roma. Inquieto e loquace, l’ingombrante fantasma di JoséMourinho vaga per l’Europa alimentando i sogni dei tifosi di mezzo continente”. Dove allenerà il prossimo anno lo Special One? Se lo domanda il Corriere della Sera. “Perché Mou resta sempre Mou. Lo Speciale. Il maestro di Setubal. Il mago del triplete, degli otto titoli nazionali, delle due Champions League. Perché quindi inquieto? Perché a 56 anni è alla ricerca (disperata no, ma pressante senz’altro sì) di una panchina che gli faccia scordare subito le amarezze dell’ultima deludente esperienza al Manchester United, dove la conquista dell’Europa League 2017 non è bastata a evitargli il licenziamento nel dicembre scorso”. “Sono in molti a essere convinti che dietro a questa inarrestabile serie di voci ci sia piuttosto una precisa strategia dell’entourage, finalizzata a mantenere alte le quotazioni del tecnico – si legge -. Che resta e resterà lo Speciale, ma che inevitabilmente non ha più lo stesso appeal di qualche anno fa. C’entra l’avventura finita male a Manchester, ma non è solo quello, c’è di più: anche gli allenatori vivono di mode e oggi molti club sembrano orientati a figure sicuramente meno vincenti ma più innovative. E magari con qualche anno in meno di José. Che però non si rassegna al ruolo di seconda scelta di lusso“.
Icardi a terra dopo il fallo in area subito da De Maio
“È del tutto inconcepibile che la Var non sia intervenuta per il chiarissimo fallo da rigore di De Maio su Icardi. Un fatto grave. C’era anche un mezzo rigore di Brozovic su Mandragora. Ma su quello si può discutere, su De Maio no. Var e Inter non vanno proprio d’accordo”. Così Fabio Ravezzani sul rigore negato a Mauro Icardi dopo un intervento di De Maio in ritardo.
I nerazzurri hanno ottenuto solo sette punti nelle ultime cinque gare
La certezza della Champions League continua a essere una sorta di chimera per l’Inter: i nerazzurri escono dalla Dacia Arena di Udine con uno 0-0 che non può soddisfare la compagine di Luciano Spalletti, che dopo un buon avvio dove sembra in totale controllo del match soffre la fisicità e le ripartenze degli uomini di Igor Tudor e, pur avendo anche delle ottime occasioni nella ripresa per portarsi in vantaggio, raramente dà l’impressione di essere lucida e di avere le idee chiare nonostante comunque di reali pericoli non ne corra. Rispetto a quanto fatto vedere contro la Juventus, è un parziale passo indietro per l’Inter, che ottiene un punto che smuove davvero poco.
Termina senza reti la sfida di Udine: Spalletti e Tudor non chiudono i conti per Champions e salvezza.
Ancora una volta l’Inter spreca il match point per la Champions e contro l’Udinese non va oltre il pareggio. Tanto possesso palla per la squadra di Spalletti, mai bianconeri difendono bene e portano a casa un punto importante. I tifosi nerazzurri delusi dal pareggio a reti bianche della Dacia Arena.
Un punto a testa per Tudor e Spalletti alla Dacia Arena. Prezioso per i bianconeri in ottica salvezza, l’Inter sale momentaneamente a +4 sull’Atalanta quarta
UDINESE-INTER 0-0
UDINESE (3-4-2-1): Musso; Stryger Larsen, De Maio, Nuytinck; D’Alessandro (81′ Wilmot), Mandragora, Sandro (73′ Hallfredsson), Zeegelaar; De Paul, Pussetto (61′ Okaka); Lasagna. All. Tudor
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, De Vrij, Asamoah; Borja Valero (64′ Icardi), Brozovic; Politano (77′ Candreva), Nainggolan, Perisic; Lautaro Martinez (79′ Keita). All. Spalletti
Un punto a testa, probabilmente più prezioso per l’Udinese che per l’Inter, e lo si intuisce da come lo 0-0 viene accolto dai tifosi di casa al triplice fischio. Quasi una festa per i bianconeri, perché adesso il vantaggio sulla zona rossa è di 4 punti, con l’Empoli terz’ultimo impegnato domenica a mezzogiorno contro la Fiorentina.
Muove la classifica anche l’Inter, che ha come obiettivo quello di difendere il terzo posto e si porta a +4 sull’Atalanta (attesa dalla Lazio) e a +5 sulla Roma (impegnata sul campo del Genoa), e che non sfonda nonostante una buona gara di Lautaro Martinez, preferito dall’inizio a Icardi, e il tentativo di Spalletti di attaccare nel finale con le due punte (dentro anche Icardi, e nel finale Keita per Lautaro). L’assedio nerazzurro finale non porta ai tre punti che avrebbero quasi assicurato un posto Champions: adesso l’Inter deve aspettare i risultati delle altre e guardarsi alle spalle.