AD ANTONIO CONTE BRILLANO GLI OCCHI PER LUKAKU: ” E’ UN RAGAZZO ALTRUISTA”

Domanda ad Antonio Conte –

Lukaku è l’unico insostituibile della rosa?
“È entrato nel pianeta Inter nel migliore dei modi. Con il sorriso, con grande disponibilità. Il resto del gruppo ha capito e lo ha accolto alla grande. Ha doti umane, è buono, si mette a disposizione. Non deve fare per forza gol, è altruista, pensa al bene della squadra. È importante, in rosa un giocatore con le sue caratteristiche è Lautaro. Può giocare sia come prima che come seconda punta”

Primavera 1: Pescara Inter 2-3. I nerazzurri ribaltano il risultato grazie a Oristanio, Schirò e un autogol di Paolilli.

Non poteva che risolversi al meglio un match nato male, un autogol di Paolilli da il risultato finale per 2-3 a favore dei nerazzurri. L’esordio vincente in campionato dell’Inter Primavera che era nato sotto una luna storta. La squadra di Armando Madonna, nel match inaugurale del campionato italiano Under 19,, fa falsa partenza contro il neopromosso Pescara e si ritrova sotto di due gol nel giro di 12′: Borrelli e Pavone (su rigore) puniscono le supercificialità dei nerazzurri ma provocano anche la contromossa del tecnico bergamasco. Che al 27′ cambia il volto alla sua squadra mandando in campo Oristanio che, da trascinatore assoluto, ci impiega soli 10 giri d’orologio per mettere la sua firma sulla rimonta. Poi completata nella ripresa: questa volta il numero 20 ispira Schirò, che trova il 2-2 con la complicità di una deviazione avversaria che fa cadere il muro di mattoni costruito davanti alla porta da un super Sorrentino. Il quale, graziato due volte da Fonseca tra 81′ e 85′, capitola definitivamente per colpa del fuoco amico: il tocco nella porta sbagliata di Paolilli, che ribalta il punteggio e l’umore dei milanesi. 

PESCARA-INTER 2-3
Marcatori:
5′ Borrelli, 12′ Pavone rig., 37′ Oristanio, 24′ st Schirò, 44′ st aut. Paolilli

PESCARA: 1 Sorrentino, 2 Paolilli, 3 Quacquarelli, 4 Cipolletti, 5 Chiacchia, 6 Camilleri, 7 Martella, 8 Mercado (15′ st Palmucci 16), 9 Borrelli, 10 Pavone (41′ st Chiarella 20), 11 Pina Gomes (4′ st Masella 19)
A disposizione: 12 Radaelli, 13 D’Angelo, 14 Renzetti, 15 De Marzo, 17 Tringali, 18 Zinno, 21 Blanuta, 22 Saza Razvan, 23 Tamborriello
Allenatore: Nicola Legrottaglie

INTER: 1 Pozzer; 2 Kinkoue, 4 Ntube (27′ Vaghi 14), 6 Pirola; 7 Persyn, 8 Gianelli (27′ Oristanio 20 — 39′ st Attys 17), 5 Agoume, 10 Schirò, 3 Colombini (13′ st Burgio 15); 9 Vergani, 11 Mulattieri (1′ st Fonseca 22)
A disposizione: 12 Stankovic, 21 Tononi, 13 Moretti, 16 Vezzoni, 18 Squizzato, 19 Sami
Allenatore: Armando Madonna

Arbitro: Filippo Zaccaglia (sez. Jesi)

Recupero: 3′ – 5′

Ammoniti: Kinkoue (45′), Borrelli (8′ st), Pirola (20′ st), Schirò (45′ st)

Espulso: D’Angelo (48′ st)

Conte: “Sette gare per testare tutti. Sanchez è forte, ha qualità, deve riannodare il filo…”

Antonio Conte in conferenza stampa al Centro spotivo Suning in previsione di Inter Udinese

Il tecnico nerazzurro ha parlato in conferenza stampa nell’anticipo di Inter Udinese, ecco le sue dichiarazioni:

Difficile preparare la partita dopo la sosta?
“È particolare preparare la partita di ripresa. Giocatori che arrivano in condizioni diverse, è una situazione completamente diversa. Sarà una gara difficile. Udinese ottima squadra, forte, fisica, difende bene e ha giocatori di gamba. Ha giocatori di qualità, dobbiamo fare attenzione ai calci da fermo. Ci stiamo preparando, ci aspettano 7 partite in 23 giorni molto impegnative. Scopriremo a che punto siamo con tutti ti giocatori”.

Che risposta ti aspetti dal gruppo?
“Ci sono partite molto impegnative: Barcellona, Lazio, prima di Champions. Non è questione di misurare le ambizioni, dobbiamo fare del nostro meglio, ci dobbiamo concentrare di partita in partita e affrontarla al massimo. La partita della vita sarà con l’Udinese. Vogliamo fare una buona prestazione, mantenere alto l’entusiasmo che deve essere dosato. Gruppo di ragazzi che lavora bene, si sta creando qualcosa di importante”. 

Ti aspettavi di entrare subito nel cuore dei tifosi dell’Inter?
“Sicuramente devo essere onesto e dire che mi fa piacere. Ho sempre detto in passato che io sono questo nel bene e nel male. Do tutto me stesso quando inizio a lavorare per un club, entro totalmente nel club e nella sua storia e cerco di trasferirlo ai calciatori”.

A che punto è Sanchez? Può dare contributo importante?
“Ha dimostrato in passato di avere grandi qualità. In passato ha vinto, ha giocato in club importanti. È forte, ha qualità, deve riannodare il filo che ha perso negli ultimi due anni, allo United non ha dimostrato il suo valore. Deve essere portato al suo livello. Ho trovato grande disponibilità e voglia di allenarsi, deve entrare nella nostra idea di gioco, ha iniziato a capire l’intensità e alcune situazioni di gioco. Quando sarà pronto dci darà una grossa mano”.

Lukaku è l’unico insostituibile della rosa?
“È entrato nel pianeta Inter nel migliore dei modi. Con il sorriso, con grande disponibilità. Il resto del gruppo ha capito e lo ha accolto alla grande. Ha doti umane, è buono, si mette a disposizione. Non deve fare per forza gol, è altruista, pensa al bene della squadra. È importante, in rosa un giocatore con le sue caratteristiche è Lautaro. Può giocare sia come prima che come seconda punta”.

Condizione di Lukaku? Batterà Ronaldo come marcatore?
“Sta lavorando, la sua condizione sta migliorando, ha capito cosa voglio da lui e cosa rappresenta per la squadra. Ci auguriamo che possa fare tanti gol. Li ha sempre fatti, non vedo perché non li debba fare all’Inter. Non voglio paragonarlo ad altri giocatori. Ronaldo, insieme a Messi, è il migliore al mondo, ogni anno fa 40-50 gol. Romelu deve fare il bene dell’Inter, poi vedremo quanti gol avrà fatto”.

Come va l’inserimento dei nuovi?
“L’infortunio non mi ha dato la possibilità di vedere Lazaro in partite di un certo livello. Contento che sia andato in Nazionale e che abbia giocato due partite. Contiamo tanto su di lui. Ha l’uno contro uno nelle sue corde, ha buona resistenza. Lo dovrò testare in una partita ufficiale, lui sta lavorando, viene da un campionato meno tattico e sta entrando nell’idea di calcio. Più semplice per Biraghi. Sono contento della rosa, ci sono grandi margini di miglioramento, devo essere bravo io a farli esprimere al meglio”.

Quali insidie di questo alto entusiasmo?
“Buona partenza, sei punti nonostante le difficoltà dei nuovi arrivi e qualche infortunio. Si percepisce l’entusiasmo attorno a noi ed è un bene. Come ho detto prima, questo entusiasmo deve essere dovuto al fatto che i tifosi vedono che stiamo ponendo della basi importanti per costruire qualcosa di grande. Dipende da cosa trasmette la squadra al tifoso. L’Inter ha le idee chiare, mercato con chiarezza. Sono arrivati e andati via giocatori importanti. Ora 7 partite, dovremo testare tutti i giocatori della rosa e capire se hanno tutti raggiunto un livello ottimale”. 

A Napoli emerso problema spogliatoio. C’è qualcosa che modificherebbe e sistemerebbe in San Siro?
“Tutti innamorati di San Siro, non sei calciatore se non hai giocato qui. Ho un occhio particolare per questo stadio. Non trovo difetti, si vede bene la partita, il campo è bello. Forse gli spogliatoi sono un po’ piccoli. Se penso al Chelsea… qui ci sto alla grande”. 

Icardi sta per iniziare col Psg, può presentarlo al pubblico francese?
“Penso che Icardi è giusto che si presenti da solo. Noi gli facciamo un grande in bocca al lupo, Icardi oggi non fa parte della nostra squadra e non è giusto che ne parli io”. 

Come procede adattamento di Skriniar alla difesa a tre?
“Penso che dipenda da cosa l’allenatore chiede. Voglio che partecipino alla manovra, devono determinare delle giocate. Non solo difensore, ma voglio uno step in più. Devono essere i primi registi della squadra. Non voglio che si appoggino solo a Brozovic, gli chiedo di prendere l’iniziativa. Se dovessero sbagliare, mi prendo io la colpa”.

Teme che con qualche cambio venga meno la solidità dell’Inter?
“Lavoro con tutti i calciatori proprio per trovare questa solidità e identità tattica. Chi ha giocato poco sa per filo e per segno cosa deve fare. L’Inter è la squadra che in assoluto ha cambiato più di tutti. Quando fai questi cambiamenti devi mettere in conto un periodo di assestamento per tutti. Stiamo assorbendo tutti la stessa idea di calcio, la stessa identità di vedute”. 

Il suo curriculum parla chiaro: ha rigenerato tanti giocatori. Sanchez può essere il suo Tevez?
“Il compito di un allenatore è di migliorare i propri calciatori e di farli rendere al massimo. In passato molti giocatori non venivano da ottime stagione. Dobbiamo cercare di riportarli al loro regime. Dovrò essere bravo con lo staff per riannodare quel filo, in queste cose serve totale collaborazione e dovrà fare la sua parte. Ci può dare qualcosa di importante”. 

L’agente di Lautaro: “Mai detto che lo voglio al Barça. Lui vuole restare e vincere con l’Inter”

Hanno suscitato ovvio clamore le parole di Beto Yaque, l’agente di Lautaro Martinez, sulla sua voglia di vedere il suo assistito giocare al Barcellona al fianco di Lionel Messi. La realtà però è ben diversa.

Il suo agente ha precisato: “Mi è stato chiesto se mi sarebbe piaciuto vedere giocare Lautaro con Lionel Messi. Ovviamente ho risposto di sì. Ora ditemi voi: c’è qualcuno nel mondo che non vorrebbe vedere nel suo team la Pulce? Non penso proprio. Io sono contento che i due giochino insieme nell’Argentina, ma non voglio assolutamente che Lautaro vada al Barcellona. Sono stato solo male interpretato”.

Yaque prosegue: “Lautaro è felicissimo all’Inter, vuole vincere tante cose importanti. E ora che la squadra è ancor più competitiva è più contenta che mai. Zero possibilità che vada via. Anche perché ripeto, lui è contentissimo a Milano. Antonio Conte lo stima e la squadra è forte. Vuole restare, quindi non creiamo casi che non esistono”. Il procuratore non si ferma qui, anzi aggiunge: “Quando Martinez ha firmato per l’Inter c’erano varie squadre su di lui. Ma sono stato io a consigliargli e a spingere per il progetto nerazzurro. Lui ne è stato fin da subito entuasiasta. E come già detto in precedenza, in questo momento è più felice che mai”. In conclusione, una rivelazione che farà piacere ai tifosi nerazzurri: “Rinnovo? Abbiamo già avuto una riunione con Piero. A fine ottobre tornerò a Milano per definire ulteriori dettagli. Togliere la clausola? Non posso essere così specifico, ma posso garantire che io e Lautaro siamo totalmente aperti a rinnovare il contratto con i nerazzurri. C’è la voglia e la predisposizione per farlo. Siamo sicuri che l’Inter ha danti a sé un futuro più che roseo. E Martinez vuole essere uno dei protagonisti di questi possibili nuovi trionfi dei meneghini”. 

Inter-Udinese e Milan-Inter su Dazn. E’ possibile vederle “anche” gratis.

Sabato sera l’Inter torna a san Siro per affrontare l’Udinese: per chi non potrà essere presente allo stadio la partita sarà trasmessa da DAZN. Ma, per chi ancora non lo sapesse, c’è un’opportunità di vedere gratuitamente sia questa partita sia il derby Milan-Inter del 21 settembre alle 20.45, anch’esso trasmesso da DAZN. Attivando un abbonamento di prova alla piattaforma streaming, infatti, si potrà godere di un mese gratuito al termine del quale poter disdire senza costi aggiuntivi o confermare l’abbonamento al classico prezzo di 9,99 euro. Sarà possibile attivare il mese di prova anche successivamente ma bisogna far presto: la promozione scade il 6 ottobre. Dopo non sarà piu’ possibile attivare il periodo di prova.

Stipendi Serie A: la Juventus sfiora i 300 milioni, Napoli e Inter insieme arrivano a 242

Trascinata dall’effetto Ronaldo la Juventus veleggia in testa alla classifica del monte ingaggi: la rosa di Sarri costa 294 milioni. I bianconeri monopolizzano la classifica dei giocatori più pagati (ben 7 dei primi 8 in graduatoria giocano nella Juve). L’Inter in crescita si posiziona al 2° posto con 139 milioni. Il Napoli spende meno di Roma e Milan. Atalanta in Champions col 12° monte ingaggi.

Non sono solo gli 8 scudetti della Juventus a testimoniare la tirannia della Juventus sulla Serie A. Per spiegare chiaramente come i bianconeri siano in un’altra dimensione rispetto a tutte le altre formazioni, più o meno blasonate del nostro calcio, basta scorrere i numeri dell’inchiesta della Gazzetta dello Sport che riporta gli ingaggi netti di tutti i giocatori che militano nella massima serie. Una Serie A sempre più ricca e che, trascinata dall’effetto Ronaldo, sfonda il muro del miliardo e 360 milioni di euro di stipendi lordi, una cifra che supera il miliardo e mezzo se si sommano anche gli emolumenti che le società versano agli allenatori.

Antonio Conte paperone della panchina: guadagna il doppio di Sarri e Ancelotti

Nella seconda puntata dell’inchiesta della Gazzetta dello Sport sugli stipendi della Serie A si analizzano i guadagni degli allenatori della massima serie e in vetta alla classifica c’è Antonio Conte che con i suoi 11 milioni di euro comanda nettamente la graduatoria precedendo in maniera netta Sarri (5,5 milioni più bonus) e Ancelotti (5 milioni).

Come Antonio Conte nessuno. Se ne stanno rendendo conto anche i tifosi interisti che ci hanno messo poco ad innamorarsi di questo allenatore affamato e voglioso di rompere l’egemonia della Juventus in Serie A, la sposa di una vita diventata ora l’arcirivale sulla strada dello scudetto. Conte in questi primi 100 giorni non si è limitato a dare un’anima e un’idea di gioco chiara all’Inter ma ambisce a normalizzarla, rendendola una squadra coriacea, pragmatica, non più pazza e umorale ma spietata e vincente. In attesa di dimostrare di essere l’allenatore giusto per tornare a vincere dei trofei, Antonio Conte è indubbiamente il tecnico più pagato in Serie A e nella storia del club nerazzurro, come si evince dall’inchiesta sugli stipendi degli allenatori della Serie A

Lautaro, dopo la tripletta il suo agente: “Inter, si è ambientato in fretta. Sarebbe bello vederlo al Barcellona con Messi”

I tifosi nerazzurri entusiasti per Lautaro ma il suo agente con una battuta fa capire alla società che prima viene il calciatore e dopo l’Inter…

“I tre gol segnati da Lautaro mi hanno dato una gioia enorme. So come si sente sia nei momenti buoni che in quelli cattivi”. A qualche ora dall’hat trick messo a segno dal Toro con la maglia dell’Argentina nell’amichevole con il Messico, Beto Yaqué, agente dell’attaccante dell’Inter, racconta la sua emozione ai microfoni de la Oral Deportiva.

“Vedo una crescita enorme all’Inter e in Nazionale e non mi sorprende per nulla perché ho condiviso ogni momento con lui: non ha limiti”, ha proseguito il procuratore dell’argentino. Che poi racconta in un’altra intervista a Tyc Sports alcuni retroscena sul rapporto che lo lega al suo assistito: “Lautaro è molto umile. Quando sono andato a cercarlo a Bahia Blanca (sua città natale ndr), non è stato facile portarlo con me perché era un ragazzo molto attaccato alla famiglia. Soffriva molto a stare lontano da casa. La fortuna è stata che i suoi genitori si sono fidati di me. Mondiale? È stata dura quella delusione, ma era preparato. Prima di andare all’Inter, gli dissi che non avrebbe faticato ad ambientarsi perché quello che si prefissa, Lautaro lo ottiene. Non è facile entrare a San Siro e giocare come nel cortile di casa”. 

In coda alla chiacchierata, Yaqué butta lì anche un’idea per il futuro che certo non farà felici i tifosi nerazzurri: “Sarebbe bello vederlo con Messi al Barcellona”. 

INTER: per Conte 3-5-2 o esperimento col 3-4-3, con Sanchez e Lautaro Martinez ad affiancare Lukaku?

Antonio Conte sta rapidamente plasmando la sua Inter, la squadra che andrà alla caccia di un sogno. In molti, dopo l’arrivo di Sanchez, avevano subito prospettatoun cambio modulo: dal 3-5-2 al 3-4-3, con (appunto) Sanchez e Lautaro Martinez ad affiancare Lukaku. Uno scenario da scartare, almeno per il momento, secondo Sky Sport, che invece parla di possibili esperimenti da parte del tecnico interista, sempre all’interno del modulo prediletto. Senza contare che il lavoro di Conte dovrà essere incisivo soprattutto dal punto di vista mentale, cercando di evitare quel vampiro di cui parlava Spalletti nella scorsa stagione:

NO CAMBIO DI MODULO – Antonio Conte va dritto per la sua strada. In molti, vista l’abbondanza in attacco, avevano prospettato un possibile cambio di modulo nel prossimo futuro per la squadra nerazzurra, ma questa non sembra essere, almeno per il momento, l’intenzione dell’allenatore dell’Inter, orientato a continuare con il 3-5-2, per dare certezze a un gruppo partito comunque benissimo nelle prime due giornate di campionato.

ESPERIMENTI – Se l’idea di un cambio modulo per adesso è da accantonare, lo stesso non si può dire per possibili esperimenti. Da monitorare, per esempio, la situazione di Politano che, secondo quanto riportato da Sky Sport, in futuro potrebbe anche essere adoperato da esterno a tutta fascia nel 3-5-2.

TENSIONE ALTA – Antonio Conte sa bene che uno dei problemi dell’Inter negli ultimi anni è stata l’incapacità di mantenere la concentrazione alta per tutta la stagione. I nerazzurri sono quasi sempre partiti bene ma, alle prime difficoltà (arrivate generalmente con l’inverno), il gruppo si è quasi sciolto. Il nuovo allenatore è ben consapevole di queste difficoltà e lavorerà affinché non si ripresentino.

VIDEO – Fantastico Lautaro: tripletta con la nazionale argentina.

VIDEO- Lautaro: tripletta da sogno con l’Argentina e un rigore procurato…

VIDEO: La tripletta di Lautaro Martinez con la nazionale argentina.

L’attaccante dell’Inter fenomeno contro il Messico e mette a segno una fantastica tripletta

Lautaro Martinez è stato grande protagonista con la maglia dell’Argentina: tripletta spettacolare in amichevole contro il Messico. L’Albiceleste ha vinto 4-0, con tre gol del Toro e un rigore procurato dallo stesso Lautaro e trasformato da Paredes. La prima rete dell’interista dimostra tutta la qualità del centravanti nerazzurro, imprendibile per i difensori

Da Sky Sport:

L’Argentina ha un nuovo leader. Senza Messi e Aguero (non convocati per le due amichevoli negli Stati Uniti contro Cile e Messico), è Lautaro Martinez l’uomo in più della Seleccion nel 4-0 inflitto a Lozano e compagni.Per l’attaccante dell’Inter, prima tripletta con la maglia dell’Albiceleste (con 9 gol in 13 presenze, è il miglior realizzatore dell’era Scaloni) e rigore procurato all’interno di un primo tempo da dominatore. Il numero 22 ha aperto le marcature al 17′ con un sinistro all’angolino al termine di una bella azione personale, cinque minuti più tardi il raddoppio in contropiede su assist di Palacios. Al 33′ il tocco di Lautaro in area trova la mano di Salcedo e l’ex giallorosso Paredes trasforma dal dischetto. Poi ancora El Toro chiude i conti, sfruttando un’altra incertezza della difesa messicana: partita già in ghiaccio al 39′. Al rientro in campo Scaloni fa rifiatare Martinez e inserisce Dybala, l’attaccante della Juve ci prova ma va a sbattere su Ochoa. Bene anche De Paul, in ombra invece Lozano come tutto il Messico dell’ex Martino. La notte di San Antonio rimane quella di Lautaro: l’ultimo ad aver segnato tre gol con l’Argentina era stato (neanche a dirlo) Leo Messi in amichevole contro Haiti nel maggio 2018.

La felicità di Lautaro: “Ripenso a tutti i sacrifici fatti per arrivare fin qui”

Al termine del match sono arrivate le parole del protagonista: “Sono davvero molto emozionato perché non succede tutti i giorni di vestire questa maglia e segnare tre gol“, ha sorriso Lautaro. “Mi vengono in mente tutti i sacrifici fatti per arrivare fino a qui e allora dedico la tripletta alla mia famiglia. Ci sono tanti aspetti del nostro lavoro che non si vedono: si lavora molto duramente e nella Seleccion c’è grande competizione. Ci sono tanti giocatori di grandissimo livello che giocano in grandi squadre europee, è molto dura farsi spazio. Ma sono molto contento e dico grazie ai miei compagni e a tutto lo staff tecnico per la grande fiducia che mi concedono. Dobbiamo continuare su questa strada per rendere felici i nostri tifosi”.

ARGENTINA-MESSICO 4-0

17′, 22′ e 39′ Martinez (A), 33′ rig. Paredes

ARGENTINA (4-2-3-1): Andrada; Montiel, Martinez Quarta (dall’83’ Balerdi); Paredes, Palacios (dal 54′ Dominguez); De Paul (dall’87’ Gaich), Mac Allister (dal 65′ Pereyra), Acuna (dal 77′ Lanzini); Martinez (dal 46′ Dybala). Ct. Scaloni.

MESSICO (4-3-3): Ochoa; Layun, Salcedo, Araujo, Gallardo; Herrera (dal 63′ Rodriguez), Alvarez, Dos Santos; Corona (dal 63′ Fabian), Jimenez, Lozano. Ct. Martino.