Inter-Empoli 2-1 (le pagelle) Handanovic alieno, Keita pronto al momento più importante. Radja ci ripaga.

HANDANOVIC 8 – Premiato come miglior portiere poco prima del fischio d’inizio, deve attendere lo scoccare del 30′ per chiudere la porta in faccia a Caputo. Nel secondo tempo usa le grosse mani che gli ha fornito madre natura per strappare il pallone dai piedi Farias e indossare le vesti di salvatore della patria su Ucan. Premio più che meritato.

D’AMBROSIO 6,5 – Si sgancia poco in avanti, dedicandosi principalmente alla fase difensiva. Quando varca la metà campo avversaria, però, costruisce quasi sempre qualcosa di pericoloso. Rischia di combinare la frittata cercando l’uscita in grande stile, decisamente da evitare in contesti come quello di oggi. In collaborazione con la traversa è però decisivo per il salvataggio finale sulla rasoiata di Caputo.

DE VRIJ 7 – Dopo le forzate assenze per infortunio, ritrova il suo posto al centro della difesa nella notte che conta. Gestisce con eleganza la sua zona di competenza, un miracolo di Dragowski gli impedisce di festeggiare il ritorno in campo con il gol. Non riesce a chiudere il traversone che genera il gol di Traorè.

SKRINIAR 6,5 – Dominante sulle palle alte, controlla egregiamente la linea difensiva. A momenti fatica a leggere con i tempi giusti le combinazioni in velocità di Caputo e Farias, ma nell’uno contro uno fa sempre la sua bella figura. Si divide le colpe con il resto dei compagni in occasione del pari dei toscani.

ASAMOAH 6 – Sfrutta sapientemente le praterie che Perisic gli genera stringendo il campo, proponendosi più volte al cross anche se non sempre con la giusta precisione. Anche il suo nome finisce nella lunga lista degli aspiranti al gol. A fine primo tempo rimane negli spogliatoi. DAL 45′ KEITA BALDE 7 – Spalletti lo butta nella mischia alla disperata ricerca del gol, lui prova subito a servire (senza successo) Icardi. Sfrutta l’intelligente taglio dell’argentino per scaricare in porta tutta la sua voglia di Inter e far esplodere San Siro. Un riscatto personale, alla ricerca di quello nerazzurro. Nel finale stende Dragowski e si becca il rosso con annesso gol annullato a Brozovic. Con il senno di poi glielo si può perdonare.

VECINO 7 – L’inserimento è il suo cavallo di battaglia e lo mette in mostra per due volte (prima di tacco, poi di prima intenzione) nel giro di pochi giri di orologio. Lotta su ogni pallone sfruttando la stazza fisica, come un anno fa graffia (anche se indirettamente) sul match colpendo il palo che diventa un assist per Nainggolan.

BROZOVIC 6,5 – Gode di buona libertà e ne approfitta per costruire l’azione nerazzurra, contribuendo anche a rompere il possesso avversario. Prova a far girare la squadra anche negli spazi intasati, cercando anche di sbloccare la partita con una sassata da fuori deviata in angolo dal solito Dragowski. Il Var e Keita gli cancellano il gol del 3-1.

POLITANO 6,5 – È il più intraprendente dei primi minuti, dove svaria da una parte all’altra del campo guidato dall’istinto e dal suo mancino. Controlla male sul pasticcio del portiere ospite e cestina un’occasione d’oro, non riuscendo a pungere nonostante i tanti palloni toccati. Solita prestazione di sacrificio.

NAINGGOLAN 7,5 – Comincia la sua prestazione con un’apertura sbagliata su Politano, poi prova a rifarsi con un paio di conclusioni insidiose verso la porta di Dragowski. Guida il pressing sui portatori di palla toscani e si esalta nello scontro fisico, garantendo il costante elastico tra le linee. Nel momento decisivo rispetta la promessa e “ripaga la fiducia dell’Inter” con il gol che vale la Champions.

PERISIC 6,5 – Stringe spesso il campo per aprire gli spazi ad Asamoah e dare più peso all’attacco, garantendo appoggio a Icardi. Negli spazi stretti fa più fatica, ma lo dimentica quando prova l’improvvisa frustrata di sinistro che impegna Dragowski. Dopo l’uscita da campo di Asamoah si trasforma in terzino, poi lascia il campo per un guaio fisico. DAL 73′ DALBERT 5 – Pronti via, si fa infilare da Di Lorenzo che aziona la rete dell’Empoli. Prova qualche confusa azione e si dimostra tatticamente limitato, perdendo palloni elementari in un momento delicato della gara.

ICARDI 5 – Chiama palla e partecipa a sprazzi all’azione, reclamando anche un calcio di rigore dopo pochi minuti di gara. Sfiora il gol del vantaggio dopo aver lavorato bene spalle alla porta, poi taglia e trascina via due giocatori aprendo la via del tiro vincente a Keita. Astuto, si guadagna un rigore che poi calcia senza voglia e convinzione, impedendo all’Inter di chiudere la partita. Per capire se sia stata la sua ultima recita a San Siro ci sarà tempo: intanto saluta l’annata tra i fischi e le lacrime di Wanda Nara. DAL 72′ LAUTARO 6,5 – Entra in campo con la squadra in vantaggio e poco dopo di nuovo con l’acqua alla gola, ma si mette comunque a disposizione con il giusto atteggiamento. Ci prova, ma non riesce a incidere.

ALL. SPALLETTI 7 – Nella serata che sancisce la sua separazione dal Biscione, raggiunge l’obiettivo tra mille difficoltà. La partita è un assedio totale a testa bassa, con tante occasioni create e poche sfruttate. Ed è un po’ lo specchio della stagione nerazzurra. Rispolvera Keita Baldé come primo jolly a gara in corso e il risultato gli dà subito ragione, poi nel momento del bisogno è il suo uomo a regalargli un addio dal sapore più dolce. Forse era destino.

EMPOLI (3-5-2): Dragowski 8; Maietta 6,5 (dal 71′ Ucan 6,5), Silvestre 6, Dell’Orco 6,5; Di Lorenzo 6,5, Traoré 7, Bennacer 6, Acquah 5,5 (dal 70′ Brighi 6), Pajac 6; Caputo 6,5, Farias 6. All. Andreazzoli 6.

ARBITRO: BANTI 5,5 – Lascia correre con sicurezza il contatto che vede protagonista Icardi nell’area di rigore dell’Empoli. Nella discutibile gestione di gara, poteva starci anche un giallo a Dragowski per le continue perdite di tempo (che a fine primo tempo si dimentica di far recuperare). Dopo la visione al Var, convalida il calcio di rigore sbagliato dal 9 argentino. Dopo aver annullato il gol di Brozovic, nel finale si scatena con i cartellini.
ASSISTENTI – Vuoto 6 e Passeri 6.

VIDEO – Luciano Spalletti attacca i giornalisti defilati: “I viscidi dicono di tutto, poi non si presentano in conferenza”

(Video) Spalletti attacca i giornalisti viscidi e defilati.

Luciano Spalletti ha tenuto la conferenza conclusiva al Meazza al termine di Inter-Empoli, ultima giornata di Serie A 2018-2019. Queste le risposte date dall’allenatore nerazzurro ai giornalisti presenti in sala stampa.

Ecco il contenuto della conferenza stampa di Luciano Spalletti: «Un pochettino di storia va vista, se vuole gliela racconto. Io ho cominciato dai play-out con questa squadra qui (l’Empoli, ndr), dalla Serie C, poi i play-off in C per andare in Serie B, arrivi quinto giochi con la quarta e fai la finale con chi vince la seconda e la terza. Arrivi in B, vai in Serie A e ti salvi all’ultima domenica, perché mi sembra che Marco Roccati abbia parato un rigore o una roba del genere, ora non mi ricordo bene, gli anni dopo vai a lottare per la zona retrocessione, mi chiamano a Udine e Ancona dove si è perso dieci partite di fila, con l’Udinese mi salvo con un gol di Roberto Muzzi negli ultimi minuti a Bergamo contro l’Atalanta, poi le finali di Coppa Italia con l’Inter quando ero alla Roma… Io sono nel posto dove ho sempre vissuto, sono a casa mia in queste situazioni, nel posto dove vorrei essere sempre, con queste pressioni che voi volete non si reggano. Se tu vinci la partita c’è la soluzione, vai a giocare e vedi se ce l’hai. Noi si ha da andare a giocare le partite con la testa libera, poi è chiaro che diventa difficile perché quando ci sei dentro disperdi un po’ di vantaggio che ti eri accumulato. L’ultima partita non può che essere così: loro sono una squadra vera, sono una squadra che meritava di salvarsi se vai a vedere le ultime partite. Se la vinci la vinci così, dove ci sono dei calciatori fortissimi che hanno sopperito a tutte queste difficoltà, create dalla storia dell’Inter, dal tifo allo stadio e dal tipo di partita che devi fare: sbagli un pallone e ti si bloccano le gambe, i metri diventano chilometri e l’emozione ti fa così. Dalbert Henrique? Vi farò vedere, ho sempre detto così. Stasera quando è entrato male, però poi è un calciatore giovane e a volte si dice che si realizza, ma dipende il contesto dove lo chiami a operare: in un contesto del genere è difficile far giocare un giovane o uno che ha giocato poco, ci vuole gente di spessore che ha la corteccia e il cuoio addosso per reggere queste cose qui. La squadra è stata eccezionale, dopo il pareggio loro chi è che ci crede? Vedi il buio completo, devi essere da te solo che te lo dici e cerchi di motivarti e trasferirlo a quello vicino, con quegli altri che hanno preso convinzione e sicurezza. È una storia così, quindi doppiamente bravi a questi calciatori per il risultato che hanno fatto e l’obiettivo che hanno raggiunto: è un obiettivo importante, è quello che era stato chiesto. A me non era stato chiesto niente di diverso, poteva essere raggiunta la qualificazione prima ed è tutto vero, però vediamo. Puoi scrivere quello che ti pare e poi non venire in conferenza stampa, come stasera qualcuno perché lo fanno i viscidi: ti dicono di tutto e poi non si presentano in conferenza stampa. Diciamocele ora le cose, è finito! Tenti sempre di metterci le cose, a volte le offese e i comportamenti. Non a te (al giornalista, ndr) ma c’è qualcuno che non c’è, poi si dice chi è che che per tutto l’anno ha condotto come gli è parso. Che può essere vero o no, io non lo so, ma si mettono i giocatori in queste condizioni qui: a me ci metti poco in queste condizioni qui, questo confronto mi piace e ci sto bene dentro. Rifatemelo anche il prossimo anno, che è un piacere. Antonio Conte? Io sono come lei ad ascoltare, secondo me cambia poco perché per un risultato che mi volete dire? Che tre mesi di pagine scritte poi non è vero niente? Mi volete dire questo? No ragazzi, provate un po’… Vi faccio vedere: c’è da aspettare quello che diranno, naturalmente a me farebbe piacere rimanere ad allenare l’Inter. Qualcosa differente? Secondo me la cosa che non bisogna fare è tornare indietro quando prendi delle decisioni. Tu a prendere delle decisioni ci devi pensare bene, molto bene, poi quando le hai prese rimetti tutto in discussione? Quella è la vera complicazione che poi viene fuori, perché lì allora non hai fatto una cosa coerente nella gestione della decisione che hai preso. Poi che fai, ributti tutto all’aria perché era sbagliata la decisione? Te ne vengono tre di problemi tutti uguali, è sempre così è un film già visto. Poi rincontriamoci perché due o tre cose le ho da dire, vedo che alcuni non ci sono e bisogna rincontrarci, si mettono a posto le situazioni che mi riguardano. Dall’ultimo anno e mezzo di Roma dov’era l’Inter e dov’è adesso, nelle differenze che ci sono: questa è la mia storia, di dati di fatto, non quella che racconta qualcuno. Quando sono andato ad allenare la Roma eravamo sei punti dietro l’Inter, siamo arrivati dieci punti davanti e poi venticinque, ora alleno l’Inter e siamo arrivati noi in Champions League e loro no. Questo ho da dire».

INTER: il tredicesimo uomo è stato fondamentale per raggiungere la Champions ma Icardi abbandonato dal suo migliore amico.

Novanta minuti col fiato sospeso. Coronarie e pazienza a dura prova nell’ultimo atto per l’Inter 2018/19, confermatasi nemica principale di se stessa nella corsa ad un piazzamento Champions strappato praticamente al fotofinish. Contro un Empoli sceso in campo con molta meno pressione, considerando l’impegno in trasferta contro una rivale sulla carta di altro spessore, la squadra di Spalletti ha mostrato entrambe le facce della medaglia che porta al petto il tecnico toscano, protagonista – al netto di tutto – di un biennio che ha portato i frutti migliori della storia recente del club.

IL TREDICESIMO UOMO – Sarà rimasta imbottigliata nel traffico milanese, o probabilmente avrà avuto qualche problema ai tornelli, la dea bendata cui sempre si fa affidamento quando ci si gioca il tutto per tutto come ieri al Meazza per i nerazzurri. Fatto sta, che nonostante il netto predominio nel primo tempo, all’Inter è mancato giusto quel pizzico di fortuna che nella ripresa si è manifestato dalle parti di Samir Handanovic, aggiungendosi alla calorosa spinta del pubblico di casa, già dodicesimo uomo, e premiando una intraprendenza nelle scelte non sempre mostrata da Spalletti, soprattutto negli scontri diretti nel girone di ritorno.

GIÙ IL SIPARIO – Il triplice fischio di ieri sera avvicina il momento dei saluti per Luciano Spalletti ed inesorabilmente anche per Mauro Icardi. Entrambi avrebbero volentieri proseguito il loro viaggio all’ombra della Madonnina, ma il destino è comune ed ormai segnato. Resta solo da capire la prossima destinazione per l’argentino, al quale è mancato il cinismo che più volte gli ha portato elogi in carriera e che ieri lo ha abbandonato al momento di trasformare il rigore che avrebbe evitato qualche brivido di troppo al pubblico del Meazza negli ultimi minuti. Il tecnico lascia, invece, nelle mani di Antonio Conte una squadra che, nonostante abbia ancora un lungo cammino da percorrere, nell’arco dell’ultima stagione ha diminuito il numero di amnesie, ma a livello caratteriale non potrà che giovare dell’apporto del nuovo allenatore.

INTER-EMPOLI 2-1: GRAZIE ALLE RETI DI KEITA E NAINGGOLAN SIAMO IN CHAMPIONS LEAGUE!

MILANO – Succede di tutto a San Siro, gol, pali, espulsioni, VAR, polemiche, infortuni, rigori sbagliati, emozioni a non finire: sarebbe stato difficile immaginare un finale di stagione più appassionante di così. Davanti agli oltre 68.000 spettatori di San Siro, succede di tutto nella gara tra Inter ed Empoli, ultimo capitolo della Serie A TIM 2018/19: i nerazzurri si impongono per 2 a 1 al termine di un match infinito, chiudendo il campionato al quarto posto con 69 punti e conquistando così l’accesso alla prossima Champions League. Onore invece all’Empoli, che retrocede in Serie B a testa altissima dato il contemporaneo pareggio tra Fiorentina e Genoa.

L’Inter spinge forte sull’acceleratore sin dai primissimi secondi di gara. Al 4′ Asamoahtrova centralmente Nainggolan, che calcia da oltre venti metri: Dragowski blocca senza problemi. Subito dopo Icardi lancia sulla destra Politano, il cui cross in mezzo viene allontanato da Silvestre. L’Empoli prova a farsi vedere in avanti ma il pallone di ritorno di Caputo per Acquah è troppo profondo: interviene Handanovic. Al 9′ Politano non riesce ad approfittare di una uscita errata di Dragowski, che però si riscatta pochi istanti più tardi sul gran sinistro di Perisic dal limite: il portiere empolese vola e mette in corner. Vecino va alla conclusione due volte in un minuto, prima di tacco e poi col piatto, senza però riuscire ad incidere. Al minuto 21 è Mauro Icardi a rendersi pericoloso: l’argentino si gira da centravanti vero dentro l’area avversaria ma il suo destro termina di poco a lato. I nerazzurri premono senza sosta: Dragowski deve intervenire due volte al 27′, prima sul destro da fuori di Brozovic e soprattutto sul successivo colpo di testa di De Vrij, su cui l’estremo difensore polacco compie un vero e proprio miracolo. Superata la mezz’ora di gioco gli ospiti tornano a farsi vedere in avanti, in maniera molto pericolosa: Farias lancia in profondità Caputo, sul quale è bravo Handanovic a chiudere in uscita. Al 38′, poi, è Traore a cercare la rete con un destro a giro dall’interno dell’area: palla fuori non di molto. Sul finire del primo tempo, Inter ancora insidiosa: botta di Asamoah da circa venticinque metri, Dragowski tocca nuovamente in angolo. Si va dunque al riposo col risultato ancora fermo sullo 0 a 0.

Al rientro dagli spogliatoi, Spalletti getta subito nella mischia Keita: il senegalese prende il posto di Asamoah, con Perisic che arretra nella posizione di terzino. La mossa del tecnico nerazzurro si rivela subito vincente: Keita riceve palla sulla trequarti, sfrutta il movimento perfetto di Icardi e scarica un violento destro dal limite che si insacca nell’angolino basso. Sbloccato il match, l’Inter continua ad attaccare: al 60′, dopo un lungo consulto col VAR, il direttore di gara decreta un calcio di rigore per i nerazzurri per un intervento in ritardo di Dragowski su Icardi dentro l’area empolese. Lo stesso Icardi si presenta dal dischetto ma si fa ipnotizzare dal portiere avversario: si resta sull’1 a 0. Al 65′ è ancora Keitaprotagonista ocn un destro dalla distanza, controllato in due tempi da Dragowski. Empoli di nuovo pericoloso al 70′: Handanovic è semplicemente fenomenale nell’uscita bassa su Farias, imbeccato in verticale da Traore. Spalletti manda allora in campo Lautaro al posto di Icardi e poi Dalbert per Perisic, fermato da un problema muscolare. Gli ospiti, virtualmente retrocessi, non smettono di lottare e al 76′ pervengono al pari: il neoentrato Ucan sfonda a destra e mette al centro un perfetto pallone rasoterra che Traore deve solo appoggiare dentro la porta. Lo spettro del quinto posto prende improvvisamente consistenza sulla San Siro nerazzurra, ma ci pensa Nainggolan a farlo scomparire: al minuto 81 Vecino, dopo aver tagliato in due la difesa empolese, colpisce il palo, trovando poi il tap-in vincente del belga. Partita finita? No, perchè deve ancora succedere di tutto. Al minuto 89 D’Ambrosio si rende protagonista di un salvataggio a dir poco clamoroso, deviando sulla traversa l’assist di Caputo per Traore. Tre minuti più tardi è nuovamente Handanovic a compiere un intervento incredibile in uscita disperata su Ucan, ma sul ribaltamento a fronte è Dragowski a chiudere col corpo sul mancino a botta sicura di Keita. Caos totale al 95′: Brozovic segna da centrocampo sfruttando la proiezione offensiva di Dragowski, San Siro esplode di gioia ma l’arbitro annulla tutto per la trattenuta ai danni del portiere empolese da parte di Keita, che viene inoltre espulso dopo aver ricevuto il secondo giallo del match. L’orologio sembra non scorrere mai, un monumentale Handanovic blocca anche l’ultimo colpo di testa di Farias, ma finalmente arriva il triplice fischio finale: l’Inter è in Champions League!

Ora e sempre… #ForzaInter!

INTER-EMPOLI 2-1
Marcatori: 51′ Keita (I), 76′ Traore (E), 81′ Nainggolan (I)

INTER: Handanovic; 33 D’Ambrosio, 6 de Vrij, 37 Skriniar, 18 Asamoah (46′ 11 Keita) ; 8 Vecino, 77 Brozovic; 16 Politano, 14 Nainggolan, 44 Perisic (74′ 29 Dalbert); 9 Icardi (71′ 10 Lautaro)
A disposizione: 27 Padelli, 5 Gagliardini, 13 Ranocchia, 15 Joao Mario, 20 Borja Valero, 21 Cedric Soares, 23 Miranda, 87 Candreva
Allenatore: Luciano Spalletti

EMPOLI: 69 Dragowski; 22 Maietta (70′ 48 Uçan), 26 Silvestre, 39 Dell’Orco; 2 Di Lorenzo, 8 Traore, 10 Bennacer, 18 Acquah (70′ 4 Brighi), 6 Pajac; 11 Caputo, 17 Farias
A disposizione: 1 Provedel, 21 Perucchini, 5 Veseli, 7 Mchedlidze, 23 Pasqual, 28 Capezzi, 32 Rasmussen, 37 Oberlin, 43 Nikolaou
 Allenatore: Aurelio Andreazzoli

Ammoniti: Pajac (E), Perisic (I), D’Ambrosio(I), Caputo E)e

Espulso: 95′ Keita (I) per doppia ammonizione

Recupero: 0′ + 5′

Arbitro: Luca Banti
Assistenti: Vuoto, Passeri
IV uomo: Pasqua
Assistenti VAR: Giacomelli, Schenone

Fonte: Inter.it

Volata Champions. Tutte le combinazioni e le possibili classifiche avulse con Atalanta-Inter-Milan-Roma.

Lo sprint finale tra quattro squadre
per due posti in Champions League.

ATALANTA 66 punti
gioca in casa contro il Sassuolo (giocano però al Mapei Stadium)

Va in Champions se:
– Vince
– Se pareggia e una fra Inter o Milan non vince
– Se perde e perde l’Inter
– Se perde e il Milan non vince (tranne nel caso in cui la Roma vinca)

⚽⚽⚽

INTER 66 punti
gioca in casa contro l’Empoli

Va in Champions se:
– Vince
– Fa almeno lo stesso risultato del Milan (con punti)
– Perde e il Milan pareggia
– Perde e il Milan perde e la Roma vince ma entro i 4 gol di scarto (se Inter perde 1-0)

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MILAN 65 punti
gioca a Ferrara con la Spal

Va in Champions se:
– Vince e una fra Atalanta e Inter non vince
– Pareggia, Inter e Atalanta perdono e Roma vince
– Pareggia, Inter fa punti e Atalanta perde

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ROMA 63 punti
gioca in casa con il Parma

Va in Champions se:
– Vince con almeno 5 gol di scarto (se l’Inter perde 1-0), l’Atalanta fa punti e il Milan perde.
– Vince e perdono tutte quelle davanti (classifica avulsa a 66, per due posti)

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LE POSSIBILI CLASSIFICHE AVULSE

A seconda delle tante combinazioni possibili di risultati potrebbero verificarsi diversi accoppiamenti di squadre con lo stesso punteggio, proviamo a fare chiarezza con questo schema che prevede tutte le alternative

ARRIVO A 66 o 67 Atalanta e 🐍Inter
Atalanta in Champions grazie agli scontri diretti

ARRIVO A 66 Atalanta e Milan
Milan il Champions grazie agli scontri diretti

ARRIVO A 66 Atalanta e Roma
Passa Atalanta per differenza reti generale (+29 contro +17)

ARRIVO A 66 Atalanta, 🐍Inter e Milan (2 posti)
Inter e Atalanta vanno in Champions League

ARRIVO A 66 Atalanta, 🐍Inter e Roma (sia per due posti che per uno, dipende dal risultato Milan)
Atalanta (6 punti classifica avulsa), Roma (4 punti), Inter (3 punti)

ARRIVO A 66 Atalanta, Milan e Roma (1 posto)
Milan (8 punti), Roma (3 punti, -1 differenza gol), Atalanta (3 punti, -2 differenza reti)

ARRIVO A 66 Atalanta, 🐍Inter, Roma e Milan (2 posti)
Inter e Milan in Champions League

ARRIVO A 66 Inter🐍, Milan e Roma (1 posto)
Inter

ARRIVO A 66 🐍Inter

ARRIVO A 66 Inter e Milan
Inter

ARRIVO A 66 🐍Inter e Roma
L’Inter si qualifica per differenza reti, che in questo momento però è +6, quindi bisogna guardare i risultati.

Steven Zhang era a cena con la squadra: “un segnale preciso”.

Ieri sera, Steven Zhang ha cenato con la squadra: un modo per dimostrare vicinanza alla squadra in un momento delicato. “Il presidente ha confermato di essere alquanto attento a quanto sta accadendo intorno al pianeta Inter in questi giorni, considerato che in settimana Zhang era salito ad Appiano per assistere a un allenamento (fatto piuttosto raro) – sottolinea Tuttosport -. Ieri per la rifinitura si è presentato al centro sportivo tutto lo Stato Maggiore guidato da Beppe Marotta. Con lui, a bordo campo, c’erano pure Piero Ausilio Giovanni Gardini che ha “scortato” pure Spalletti anche in conferenza stampa”.

Inter-Empoli, Andreazzoli: “Temo condizionamenti arbitrali”

L’allenatore della formazione toscana presenta la sfida di San Siro: “Temo condizionamenti arbitrali, perché l’Empoli non è l’Inter. Spalletti? Speriamo di essere contenti entrambi a fine gara. Fiorentina-Genoa? Spero sia tutto regolare”


90 minuti da dentro o fuori: traguardo Champions da centrare per l’Inter, ultimo scatto salvezza per l’Empoli. “Ci attende una bella sfida, si gioca per obiettivi importanti e questo è sempre ben accetto. Spalletti? Con Luciano ci conosciamo bene, speriamo di essere contenti entrambi alla fine”, le parole di Aurelio Andreazzoli in conferenza stampa alla vigilia della sfida di San Siro. L’allenatore dell’Empoli ha poi aggiunto: “A Spalletti devo molto, sono entrato nel calcio che conta attraverso di lui, abbiamo un gran rapporto e abbiamo lavorato bene insieme. Se sono qui è per le esperienze maturate con lui”. Andreazzoli-Spalletti, amici fuori dal campo, ‘nemici’ per 90’ minuti. “La gara è estremamente importante, andremo a giocare contro una squadra che ha numeri eccellenti e calciatori importantissimi e lo faremo in uno stadio grandissimo. È una sfida che dobbiamo affrontare con il piglio giusto, senza ansia ma con il gusto di andare a giocare una gara da ricordare”, le parole dell’allenatore dell’Empoli.

“Temo condizionamenti arbitrali. L’Empoli non è l’Inter”

“Rischio euforia? Non c’è questo rischio. Il grande pubblico sarà uno stimolo a fare meglio, con i nostri tifosi che ci stanno ancora una volta aiutando. Condizionamenti arbitrali? Li temo, non lo nascondo, perché l’Empoli non è l’Inter”, ha ammesso Andrezzoli. Che ha poi proseguito: “Leggevo in settimana un’intervista a Sacchi, che ritengo il padre di tutti gli allenatori italiani, in cui diceva che tutti si tolgono il cappello davanti al direttore di banca ma non all’usciere di turno. Gli arbitri hanno un compito importante, errare è umano e ci può stare, ma non devono, anche involontariamente, subire nessun tipo di condizionamento e pretendo che anche l’Empoli sia trattato di essere trattato come l’Inter. Non voglio il 51% ma nemmeno il 49%”, accentando ogni tipo di errore che, ripeto, può capitare”,

“Fiorentina-Genoa? Presumo e mi aspetto che sia tutto regolare”

Andreazzoli ha poi risposto così a una domanda sulla sfida del Franchi: “Fiorentina-Genoa? Non voglio nemmeno pensare che facciano conti su di noi, presumo e mi aspetto che di là vada tutto regolare. Non è un problema mio comunque, il mio pensiero è rivolto solo alla gara contro l’Inter”, le sue parole. “Fioretto in casa di salvezza? Ho un gruppo di amici che mi seguono sempre con cui condividiamo la passione per la bicicletta e nel caso vedremo cosa fare. Futuro? Giochiamo, vediamo domani e poi parleremo”, ha concluso Andreazzoli.

Luciano Spalletti: “Analogie per importanza all’ultimo match della scorsa stagione con la Lazio. Molti meritano di rimanere all’Inter”.

Luciano Spalletti in conferenza stampa
pre match di Inter-Empoli

A INTER TV – Domani voglio vedere in campo una squadra che sa di poter portare nuovamente l’Inter in Champions, una squadra piena di prospettive, a disposizione dello stadio che la riempie di amore e di affetto. Il punto debole dell’Empoli? Durante il campionato ci sono varie fasi dove una squadra vive momenti opposti, che li fa sembrare diversi. Adesso l’Empoli è l’avversario più scomodo da affrontare, ma deve essere un problema loro. Il mio augurio è lo stesso di Andreazzoli, cioè che a fine partita gioiremo entrambi. Poi io sono l’allenatore dell’Inter e l’Inter offre un carico emotivo che ti porta a voler accontentare chi ci segue. Abbiamo fatto dei buoni allenamenti, in questi momenti la tensione può disturbare, ma ho visto l’entusiasmo giusto e la consapevolezza di ciò che vuol dire essere calciatori dell’Inter”. 

Ci sono punti di contatto con la gara dell’anno scoro contro la Lazio?
“Ci sono punti di contatto perché la gara ha la stessa valenza. È un dentro o fuori ed è chiaro che il carico è importante, ma ci siamo abituati. I miei trascorsi dicono che sono arrivato in fondo a campionati con situazioni analoghe a queste. La squadra ha avuto gli insegnamenti giusti per arrivare preparata a questo confronto in funzione alla carica emotiva che ti può mettere addosso”. 

Avrebbe preferito giocare in trasferta vista l’atmosfera che si respira?
“Preferisco giocarla a San Siro, i nostri tifosi si sono sempre comportati nella maniera corretta. Mettono sugli spalti quello che non possono mettere in campo e i calciatori devono essere bravi a tentare di dare soddisfazione ai tifosi”.

È preoccupato dal fatto che l’Inter in questa stagione qualche dentro o fuori lo ha sbagliato?
“So che a volte ci sono delle tensioni e che si può sbagliare, ma ci sono anche altre partite che abbiamo fatto bene. Mi aspetto che i miei calciatori sappiano mettere dentro tutti quegli ingredienti che gli riconosco. Io e i miei calciatori abbiamo lo scopo di riportare l’Inter in Champions ci stiamo riempiendo la testa di cose che servono a portare l’Inter in Champions e non pensando a qualche partita persa”.

L’Empoli in questo momento è avversario ostico
“Ci sono momenti che sono completamente diversi da altri. La posta in palio annulla tutto il percorso precedente, dobbiamo esibire il nostro marchio”. 

La partita di domani si adatta più a Icardi o a Lautaro?
“Non c’è mai un solco in queste cose qui, si tratta di sfumature. Secondo me è la partita di tutti e due, entrambi hanno quel livello di carattere e personalità per andare a incidere sullo scorrimento della partita’.

A prescindere dalla gara di domani, qual’è il giudizio della stagione?
“Penso che dobbiamo aspettare il risultato della partita di domani, ne parliamo dopo la partita e faremo le valutazioni. Al termine di ogni giornata lavorativa mi chiedo se posso cambiare in meglio rispetto al giorno prima e questo lo hanno fatto anche i miei calciatori”. 

Questa partita le da particolare emozione?
“Mi danno emozione tutte le partite, queste che contano molte me ne danno ancora di più. Dobbiamo credere in noi stessi e fare un risultato importante, perché quelli te li scrivono addosso per quanto riguarda la nostra carriera”. 

de Vrij e Politano sono a disposizione?
“Stiamo tutti abbastanza bene”.

Farebbe un nome di qualcuno che l’anno prossimo meriterebbe di rimanere all’Inter?
“Sono molti quelli che meritano di rimanere all’Inter e domani ci saremo tutti”.

CONFERENZA STAMPA

COME ARRIVA LA SQUADRA – Ci sono punti di contatto con l’anno scorso, c’è la stessa importanza: quando si arriva in un dentro-fuori diventa il massimo come attesa, come possibilità di realizzare il risultato che vuoi. Come carico emotivo è importante, ma ci siamo abituati noi che facciamo questo lavoro: io sono sempre arrivato in fondo ai campionati senza vivere un finale tranquillo. Guardate la Roma, con l’Inter abbiamo fatto sei finali: anche lì ci sono state situazioni analoghe. Succede a tutti i calciatori che vanno in squadre importanti, dipende da che obiettivo ci si accosta. La squadra secondo me ha avuto gli insegnamenti giusti in questi due campionati per arrivare a questo confronto in funzione della carica emotiva che ti può mettere addosso.

SAN SIRO – I nostri tifosi vogliono bene all’Inter, l’hanno fatto vedere: preferisco giocarla a San Siro, i tifosi sanno come comportarsi: cercano di dare un supporto alla squadra e trasferire le cose che non possono mettere in campo e i calciatori devono essere bravi ad interpretare e tentare di dare soddisfazioni ai tifosi.

L’EMPOLI – Stanno bene in questo momento, ma la posta in palio annulla il percorso precedente: davanti all’obiettivo devi essere nelle condizioni di esibire il tuo marchio.

ERRORI NELLE PARTITE CHIAVI – Ci sono delle tensioni, a volte ti trovi di fronte a partite che puoi sbagliare. Però ci sono tante partite che abbiamo fatto bene, io mi aspetto che i calciatori, essendo allenati a questo, mettano dentro tutte le cose che io gli riconosco e che hanno fatto vedere. I miei calciatori, io, ci sentiamo molto bene: abbiamo lo scopo di riportare l’Inter in Champions. Ci stiamo occupando di cose che servono a riportare l’Inter lì, non preoccupandosi di qualche partita persa.

ICARDI O LAUTARO – Non c’è un solco. Si tratta di sfumature. Secondo me è la partita di tutti e due, è una partita dove tutti e due hanno quel carattere e quella personalità per andare ad incidere: sono forti in testa oltre che in campo. Hanno un modo di pensare giusto e di agire altrettanto: da un punto di vista di potenzialità hanno le stesse per poter mettere il timbro nella partita.

GIUDIZIO SULLA STAGIONE – Io penso che si vada a mettere dentro delle cose che sono anticipate. Bisogna aspettare il risultato della partita, sarò in conferenza stampa domani, faremo una conferenza di fine stagione per fare le valutazioni: io alla fine di ogni giornata lavorativa mi domando sempre se sono stato nelle condizioni di cambiare in meglio il giorno prima. E questo mi sembra che l’abbiano fatto anche i calciatori: ho visto disponibilità nel parlare sempre di quello che stava per accadere e che poteva essere il nostro successivo passo. Si va a rafforzare quello che bisogna mettere dentro nella partita successiva: noi abbiamo tentato di riempire la testa per riportare l’Inter in Champions.

MOMENTO DECISIVO – Si possono trovare nostri e degli altri. Allenando una squadra forte come l’Inter si vanno a trovare dei momenti dove le valutazioni sono contrapposte, però è una perdita di tempo farlo ora. Noi dobbiamo essere pronti domani sera, continuare a fare ciò che abbiamo fatto in settimana e sapere che c’è la soluzione davanti, che è tanta roba. Poi staremo a vedere, si gioca la partita e si sa dove si gioca il prossimo anno: fare il tuo dovere è fondamentale. Ci metti il massimo e poi arrivi in fondo e accetti il risultato: noi abbiamo sempre messo il massimo.

LIVELLO PERSONALE – Mi danno emozioni tutte le partite, quelle che servono a molto me ne danno di più: noi dobbiamo credere in noi stessi, avere la forza mentale di poter fare un risultato importante perché i risultati te li porti dietro, te li scrivono addosso. Si va a giocare questa partita importante.

DE VRIJ – Ha recuperato ed è a disposizione.

LA SQUADRA – Politano è a disposizione, si sta quasi tutti molto bene: qualcosa di botte e di situazioni che la lunghezza del campionato ti costringe a subire sono cose gestibili. Per il resto stiamo bene.

UN NOME DA MANTENERE – Meritano in molti di rimanere all’Inter e domani sera ci siamo tutti.

Svalutazione mediatica per i giocatori dell’INTER. Ma se De Vrij andasse alla Juventus varrebbe più di Sturaro?

De Vrij è una delle poche stelle dell’Inter perché sarebbe titolarissimo in tutte le squadre italiane e in molti top club esteri, ma forse a qualcuno questa cosa non piace. Il colpo a zero fatto un anno fa non è stato digerito, mediaticamente le valutazioni fatte per e dalla Juventus sono ben diverse, Sturaro insegna

IL VALORE DI DE VRIJ – Quanto vale Stefan de Vrij sul mercato? Considerando il livello del difensore olandese classe ’92, anche al netto dei problemi fisici che lo costringono a fermarsi durante la stagione senza dargli la continuità ideale, difficilmente si può ipotizzare una cifra inferiore ai 40 milioni di euro (in pratica il prezzo del classe ’94 Mattia Caldara, chiedere al Milan…). Anzi, nonostante l’Interl’abbia preso a parametro zero dalla Lazio, oggettivamente non si può andare nemmeno sotto i 50, perché centrali difensivi di questo livello non si trovano facilmente in circolazione, non a caso i migliori nel ruolo attualmente hanno una valutazione già in tripla cifra (vedi il compagno di reparto Milan Skriniar per l’Inter). E ci fermiamo qui, perché in realtà si potrebbe andare anche oltre. Il prezzo di mercato di de Vrij è alto e riconosciuto (quasi) da tutti.

SVALUTAZIONE SOLO MEDIATICA –Eppure, in data odierna, una firma illustre del giornalismo sportivo italiano come Carlo Laudisa sulle pagine della “Gazzetta dello Sport” ha quantificato il valore economico di de Vrij in appena 20 milioni. Venti milioni. Venti. In un mercato come quello calcistico, drogato da cifre assurde, con 20 milioni oggi compri un affidabile terzino che non sa crossare o un mediano di quantità che non segna neanche per sbaglio, ovviamente come riserve in una squadra di medio-alto livello oppure titolari in una squadra di medio-basso livello.

SE FOSSE DELLA JUVENTUS – Per fare un esempio banalissimo, a gennaio sul mercato italiano si è fatta la storia, in un certo senso: l’insospettabile Stefano Sturaro, acquistato in prestito da infortunato e riscattato senza averlo nemmeno fatto scendere in campo (curiosità, è infortunato anche ora e – se tutto va bene – rientrerà a stagione 2019/20 già iniziata), è tornato al Genoa “grazie” a un esborso di circa 18 milioni, finiti nelle casse della Juventus. Da 18 a 20 milioni balla giusto la commissione per l’agente… Per fortuna l’Inter non deve mettere sul mercato de Vrij e non deve fare prezzi, anzi. Però, qualora decidesse di venderlo, dovrebbe farlo valutare dalla Juventus. Anche mediaticamente. E de Vrij in questa Juventus sarebbe titolare, perché chi si è svalutato di più negli ultimi due anni è il classe ’87 Leonardo Bonucci, però questo nessuno lo dice. Strano…