E’ piaciuta ad Antonio Conte l’interpretazione della gara da parte dell’Inter nell’amichevole giocata ieri a Nanchino contro la Juve. Il tecnico leccese, parlando in conferenza stampa, ha voluto sottolineare questo punto: “Ho visto tanto in fase di non possesso e costruzione, i ragazzi hanno fatto una pressione molto importante per 70 minuti. Se l’hanno fatta qua, la possiamo fare per 120 minuti a San Siro o in Italia. La strada è questa, dobbiamo continuare a lavorare e migliorare”.
Una bella sfida, divertente nei limiti della condizione atletica
delle due squadre, con Inter e Juventus che si dividono i due tempi e
chiudono i 90 regolamentari sull’1-1, poi ai calci di rigore si erge a
protagonista Gigi Buffon che prima respinge le conclusioni di Andrea Ranocchia e Samuele Longo, poi dice no anche a Borja Valero dopo che l’Inter aveva rimontato due gol di distacco. La Juve si prende il punto in più in classifica ma alla fine per Antonio Conte
sono più le note positive da raccogliere in questa sfida di Nanchino,
dove la sua Inter ha saputo tenere testa alla più quotata Juve, specie
nel primo tempo dove l’Inter ha sciorinato momenti di calcio di grande
qualità. I bianconeri riprendono quota nella ripresa, pareggiano con la
punizione di Cristiano Ronaldo sporcata dalla barriera, ma
l’Inter non finisce mai definitivamente all’angolo in un match a tratti
spigoloso. Partita vera, maschia,
Ha perso solo hai rigori ,calciati non da prime donne in rosa, ma ha destato una buona impressione l’Inter contro la Juventus nella International Champions Cup. Ne è rimasto ben impressionato anche Mario Corso, autentica bandiera dei nerazzurri. “Il primo tempo mi è piaciuto molto, la squadra ha mostrato personalità, giocando bene il pallone”, dice a Tuttomercatoweb.com. “I giocatori mi sono sembrati più attenti, vogliosi. E’ presto per dare giudizi precisi, però sono stato piacevolmente sorpreso dalla prestazione. Peraltro la Juve aveva parecchi titolari in campo”.
A centrocampo le è piaciuto Sensi?
“Mi sono piaciuti tutti. Non potrei dire diversamente. Aver iniziato così fa ben sperare”.
Ora aspetta gli attaccanti…
“Come minimo. Almeno uno forte forte. Anzi, uno è poco visto che c’è
solo Lautaro. I ragazzini sono bravi però è chiaro che si attende
altro”.
Dzeko e Lukaku sono gli obiettivi…
“Prima di tutto vorrei Dzeko, ottimo calciatore, che conosce il nostro
campionato, fisicamente forte. Sarebbe l’acquisto principale. A
centrocampo siamo messi bene, dietro anche, con Godin. Con due
attaccanti forti possiamo dire la nostra”.
Perisic lo darebbe via?
“Io stravedo per lui. E’ un gran giocatore. Nella stagione scorsa anche
quando non giocava benissimo, le palle gol arrivavano sempre da lui. E
sa anche segnare. Non lo darei mai via”
Oggi a Nanchino Juventus vs Inter – La probabile formazione nerazzurra
A Nanchino, alle 13.30 italiane, Conte sfida per la prima volta la sua ex squadra ma non sarà un test per la stagione che verrà.
Si giocherà in condizioni al limite, con i muscoli intossicati da carichi di lavoro e fusi orari e un’umidità che ti avvolge come una pellicola di cellophane. Ma è pur sempre Juve-Inter, e parlare di amichevole suona come un ossimoro. Una gara che non può essere normale nemmeno se giocata a 10mila chilometri dall’Italia, in quella Nanchino (ore 13.30 italiane) dove sorge l’impero Suning. E figuriamoci se è normale per Antonio Conte, al primo incrocio (oltre che con Maurizio Sarri) con il suo passato dopo che nel 2011 aveva esordito sulla panchina bianconera proprio sfidando l’Inter in un test vacanziero, il Trofeo Tim, che con il Moretti era un classico dell’era pre ICC.
Allora finì 1-1 con gol di Vucinic (poi al centro del clamoroso caso dello scambio saltato con Guarin) e di Ranocchia, un fedelissimo di Antonio dai tempi di Arezzo e poi Bari. L’errore dal dischetto di Barzagli darà la vittoria all’Inter, ma a fine stagione sarà scudetto Juve. Il bilancio estivo recente infatti parla di un leggero vantaggio nerazzurro (15 successi a 14, con 14 pareggi), ma con i tre punti in palio il dominio bianconero, soprattutto dopo il Triplete, è stato fin troppo netto.
Reduci dalle sconfitte rispettivamente contro Tottenham e Manchester United, Juve e Inter arrivano alla sfida di Nanchino con stati d’animo diversi. La Juve ha un organico più ricco e definito e sa come lucidare e valorizzare anche l’argenteria in vendita (Higuain, Cancelo ecc.). Aspettando Lautaro e due punte dal mercato, l’Inter a Cristiano Ronaldo oppone baby Esposito e Perisic, dichiarato non adatto in fascia e quindi esposto a possibili figuracce da attaccante.
Se dovesse andare male, Conte potrà comunque consolarsi con la cabala. Due anni fa con Spalletti l’Inter in Asia rullò Lione, Chelsea (allora allenato proprio da Antonio) e Bayern, ma poi fece il solito campionato di rincorsa acciuffando la Champions all’ultimo istante. Vedremo se la prossima stagione sarà invece quella del derby d’Italia che non dura soltanto sotto all’ombrellone.
Il tecnico nerazzurro daccordo con Suning. Alla vigilia del match della ICC con la Juve: “Faremo tutto per il bene del club. Mai vicino alla Juve”
Dopo il ko contro il Manchester United, l’Inter si prepara a tornare in campo per il secondo appuntamento della ICC 2019. Un match “caldo”, perché ad attendere i nerazzurri c’è la Juventus di Sarri: il primo Derby d’Italia della stagione di scena in Cina, a Nanchino, quartier generale di Suning. Esattamente dove ieri si è svolto il summit in casa nerazzurra tra la proprietà (Jindong e Steven Zhang), la dirigenza (l’ad Marotta e il ds Ausilio) e il tecnico. Vertice di mercato che avrebbe così rassicurato Antonio Conte circa le strategie e le prospettive del club, con l’assicurazione che presto la rosa sarà completata. In attacco, soprattutto.
“Non dovevo essere rassicurato – ha puntualizzato Conte in conferenza stampa – perché non ne avevo bisogno. Con il presidente e i dirigenti abbiamo parlato in modo molto sereno”. Un summit che ha però messo di fronte il tecnico nerazzurro a un dato di fatto: la proprietà non farà spese pazze, tutto sarà in linea con le regole del Fair Play Finanziario: “Penso che saranno fatte delle riflessioni, poi saranno prese delle decisioni per il bene dell’Inter. Tenendo conto di tutto, non solo del campo, ma anche sul piano del fair play finanziario. Certo che le decisioni possono spostare l’ago della bilancia e anche le aspettative. Stiamo costruendoqualcosa che al momento non c’è ancora, per cui comunque si vedono le basi”. Dal mercato al campo: la Juve di Sarri come avversario: “Sicuramente ci sarà emozione da parte mia, è la prima volta che incontro i bianconeri da avversario da quando è finito il mio rapporto con loro. Rivedere tanti amici sarà emozionante, poi al fischio d’inizio tutto sarà finito. La Juve per me è un’avversaria e anche la Juve mi considera tale. Non sono mai stato vicino al ritorno, nessuno mi ha mai contattato”.