Ci sono riflessioni nella società bianconera: Conte è vicinissimo alla Juve.

Antonio Conte è a un passo dal clamoroso ritorno alla Juventus. E’ quanto scrive in serata Sportmediaset, secondo cui l’ex ct sarebbe ormai prossimo allafirma con il club bianconero.

“Una soluzione che solo un mese fa sembrava impossibile viste le modalità del divorzio datato 2014 e seguito a una lunga “querelle” tra allenatore e società. Ma negli ultimi giorni e soprattutto nelle ultime ore, grazie a un vertice tra Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Fabio Paratici tenutosi durante la partita di Champions League tra Tottenham e Ajax (circostanza casuale o forse no), la situazione si è evoluta pesantemente in questa direzione, con la linea Nedved (fiero sostenitore del ritorno di Conte) che ha preso il sopravvento – salvo ripensamenti dell’ultima ora – sulle tesi del presidente e del responsabile dell’area tecnica”.

LA PISTA INTER – “Conte stava aspettando un segnale dalla Juve. Per un sì o per un no, ma la sua prima scelta era quella bianconera. Adesso si spiegano diversi segnali, come l’ammiccamento alla Roma (poi spazzato via con l’intervista rilasciata a Walter Veltroni per La Gazzetta dello Sport) e l’accettazione del corteggiamento dell’Inter. Ma era anche chiaro che l’allenatore leccese avrebbe accettato il progetto Inter solo dietro pesante compenso economico. A Marotta ha chiesto 10 milioni netti a stagione più uno staff adeguato e un mercato d’avanguardia, alla Juve guadagnerebbe sicuramente meno (dovrebbe attestarsi sugli 8 milioni, poco più di quanto guadagna Allegri oggi) con un progetto almeno triennale da portare avanti, con la missione Champions da curare in modo particolare”, scrive Sportmediaset.

INTER: “Spalletti è quasi fuori” .Conte è ‘ossessionato’ dalla Juve.

Spalletti lo danno fuori al 90%

L’Inter balla tra la conferma di Spalletti, che potrebbe centrare la Champions, e la voglia di upgrade con Antonio Conte

Il futuro di Antonio Conte continua a tenere in  banco in casa nerazzurra. Secondo il Corriere dello Sport, il messaggio dell’ex ct (“Torno per una squadra chemi consenta di lottare per vincere”) è diretto alla Juventus, molto più che all’Inter. La Juve è la vera “ossessione” di Conte, che vorrebbe riprovare la scalata europea con una squadra molto più forte di quella che allenava lui, oppure sfidarla con un’altra big.

“Da giorni Marotta dribbla con eleganza le domande sulla panchina della sua prima, vera gestione poiché attende risposte definitive dal campo (la certezza della Champions) e dai cinesi (Zhang è ancora a Pechino). E da qualche ora la posizione di Spalletti è tornata in discussione: fonti vicine alla dirigenza interista lo danno al 90 per cento fuori dai programmi 2019-20“, scrive il Corriere dello Sport.

In Italia, ci sono solo questi due scenari per Conte. Diversa la situazione all’estero: l’ex ct è convinto che ci siano due panchine traballanti ancora, quella del Psg e quella del Manchester United, che ha frettolosamente confermato  l’inesperto Solskjaer.

“Conte è peraltro convinto che almeno una big europea a ottobre si ritroverà a dover cambiare la guida tecnica e qualche altro mese di quaresima l’ha messo in conto. Non a caso si è dato un 10% per una proroga del suo stop, aggiunge il Corriere dello Sport.

L’ennesimo verdetto di Calciopoli, più amaro della sconfitta con l’Ajax.

Andrea Agnelli

Il numero delle sentenze – o dei provvedimenti – post Calciopoli sfavorevoli alla Juve, ha quasi raggiunto il numero degli scudetti che si autoattribuiscono.
Così, nell’attesa fiduciosa che si giunga al punto di non-ritorno nel quale giungeranno alla autoattribuzione pure delle Coppe dei Campioni, rimaniamo oggi nella fiduciosa attesa degli esimi giuristi di turno che si prodigheranno nelle becere discussioni sull’interismo di Guido Rossi o sulle presunte condotte comuni dell’epoca o, addirittura, su presunte prescrizioni che, nella storia giudiziaria del calcio italiano, hanno riguardato – vedi tu – solo la Juventus.
Ce ne faremo una ragione, e pure una risata. Almeno noi. Non conosciamo invece le reazioni altrui e nemmeno ce ne importa, purchè non si insozzino siti, social e media di fregnacce e menzogne da offrire in pasto alla folla.
In ogni caso, non siamo qui per commentare il trentatreesimo o trentaquattresimo provvedimento sfavorevole, né per replicare seriamente ai soloni di cui sopra. Siamo qui semplicemente per sottolineare, una volta di più, che non se ne sentiva veramente il bisogno.
Non ne aveva bisogno il calcio italiano afflitto da ben altre questioni, non ne aveva bisogno neppure l’Inter che, di sentenze a favore, ne ha incassate assai.
Evidentemente, la sola esigenza era (e rimane) quella della Juventus che mostra, oltre a quella per il Triplete, una seconda patologica ossessione, ben più subdola però.
Perché – badate – se gli incubi per il Triplete paiono tutto sommato normali e coinvolgenti il solo ambito sportivo, l’ossessione per gli scudetti revocati pare mettere radici ben più profonde, in acque ben più torbide che poco o niente hanno a che fare con l’ambito sportivo e molto, invece, con quello dei principi. Che sono quelli sportivi, quelli giuridici, quelli della lealtà e del rispetto delle pronunce.
Se la Juventus ed il suo popolo hanno sviluppato una vera e propria ossessione per la Champions e per il Triplete dell’Inter, il dato è – tutto sommato – normale e pure piacevolmente fisiologico. Se la Juventus ed il suo popolo hanno invece sviluppato una vera e propria ossessione per titoli revocati da ogni giudice e da ogni provvedimento, perché vinti barando, il fatto diventa patologico, finanche preoccupante.
Lo è nella misura in cui lascia trasparire la totale mancanza di cultura del rispetto delle decisione o delle autorità, la totale violazione dei principi di lelatà e correttezza, il disprezzo per gli avversari e pure una buona dose di autolesionismo se è vero che Lucianone Moggi è ancora, per molti, un vessillo.
Si tratta di una specie di distacco morale dalle regole ed dai valori che riverbera inevitabilmente i propri effetti dovunque. È così che le decine di ricorsi post Calciopoli diventano decine di proteste in campo su ogni singola palla. Diventano gesti offensivi, come a Madrid oppure dichiarazioni offensive e ridicole come nel post Madrid. Diventano arroganza e maleducazione come i bavagli che Allegri vorrebbe mettere a chi la pensa in altro modo.
Diventano tutto, tranne che sport. E siccome di questo sport ce ne frega ancora, della ennesima pronuncia che li boccia avremmo fatto a meno.  
Ce ne faremo una ragione, e pure una risata. Almeno noi.

Scudetto 2006 all’Inter. Il Coni: “Inammissibile il ricorso di Agnelli/Juve, più il pagamento delle spese.

Andrea Agnelli e Luciano Moggi.
La decisione del Collegio di Garanzia dello Sport presieduto da Franco Frattini è l’ultimo atto della querelle sul titolo post-Calciopoli tra bianconeri e nerazzurri.

Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, presieduto da Franco Frattini, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Juventus sullo scudetto 2005/2006 assegnato dopo Calciopoli all’Inter dall’allora commissario straordinario della Figc, Guido Rossi, mettendo la parola fine sulla querelle. Il Collegio ha inoltre condannato i bianconeri al pagamento delle spese in favore del Coni e ha disposto l’integrale compensazione delle spese nei confronti delle altre parti.

Niente colpi di scena, dunque, sull’assegnazione d’ufficio all’Inter dello scudetto 2005/06. Il Collegio di Garanzia a sezione unite del Coni ha infatti “bocciato” il ricorso della Juve, definendolo “inammmissibile” e scrivendo l’ultimo atto della querelle sul titolo post-Calciopoli tra bianconeri e nerazzurri. 

Una storia vecchia ormai di 13 anni, ma che juventini e interisti non hanno mai dimenticato. Su quel tricolore, revocato alla Juventus e assegnato d’ufficio all’Inter dall’allora commissario straordinario della Figc Guido Rossi, per i bianconeri mancava infatti ancora un passaggio. Una decisione che è rimasta congelata dal 2011, quando fu deciso di non revocare lo scudetto ai nerazzurri dall’allora consiglio federale della Figc presieduto da Giancarlo Abete e successivamente dal Tnas (oggi sostituito proprio dal Collegio di Garanzia) che si dichiarò non competente, nonostante la dura relazione dell’allora Pm federale, Stefano Palazzi, alla luce delle nuove intercettazioni che coinvolgevano anche Giacinto Facchetti, all’epoca dei fatti dirigente nerazzurro.

Secondo l’avvocato della Juventus, Luigi Chiappero “non c’è nessun giudice sportivo che ha voluto decidere”, mentre secondo l’Inter pesano le ripetute sentenze, penali, amministrative e sportive, che si sono seguite negli anni: “Si propone sempre lo stesso quesito senza tenere conto di quello che hanno detto in tutti questi anni tutti i giudici”, le parole dell’avvocato Luisa Torchia. 

Oggi l’ultimo atto con cui il Collegio non soltanto ha dichiarato inammissibile il ricorso dei bianconeri ma ha estromesso inoltre il Coni “dal presente giudizio”, condannando altresi’ la società bianconera al pagamento delle spese in favore del Comitato olimpico nazionale per 1.500 euro, oltre agli oneri accessori disponendo “l’integrale compensazione delle spese nei confronti delle altre parti”.

Cancelo saluta la Juve e tenta un assist all’Inter. I contatti bianconeri per Icardi sono inconcludenti.

Joao Cancelo potrebbe sbloccare la trattativa per uno dei terzini seguiti dall’Inter

Manca poco alla fine della Serie A e i club si stanno già concentrando sul mercato e sui rinforzi per la prossima stagione. Dopo una sola stagione, Joao Cancelo potrebbe giàsalutare la Juve.

Si legge su La Gazzetta dello Sport che sul portoghese c’è una singolare sfida a Manchester. Il City sta mettendo in vendita il brasiliano Danilo, mentre lo United sta per dare il via libera a Darmian, diretto all’Inter. Così entrambi hanno preso informazioni sull’esterno prelevato dal Valencia per 40 milioni l’estate scorsa e ora valutato almeno 60. L’amo è stato lanciato… Un’altra vicenda condizionante è quella di Gonzalo Higuain, ora in prestito al Chelsea. Nel trasferimento temporaneo sono previste alcune clausole che rendono automatico il rinnovo: la qualificazione in Champions (già centrata) oppure la vittoria in Europa League, ma a patto di mettere insieme un numero di presenze non ancora raggiunto. E Sarri è ancora in corsa su tutto. Con il Pipita confermato a Londra, i bianconeri non solo incasserebbero altri 18 milioni, ma ne risparmierebbero 16 lordi di stipendio. Un bel mattoncino alla causa, implicito aiuto alle trame bianconere. In caso contrario il Pipita sarebbe una zavorra non da poco. Già gli inconcludenti contatti con l’Inter per Mauro Icardi hanno dimostrato che la Juve non può muoversi per nuovi attaccanti senza avere la certezza dell’uscita di Gonzalo.

INTER: Milan Škriniar alla Juve. Facciamo in modo che le notizie di calciomercato siano attendibili.

Milan Škriniar. Pilastro dell’Inter.

C’è una voce, che di tanto in tanto fa capolino sulle pagine dei giornali, che è bene smorzare e cancellare immediatamente dai radar del prossimo calciomercato: Milan Škriniar alla Juventus. Perché illudere così tanto i tifosi bianconeri? Questo accostamento non deve sussistere, neanche ipoteticamente, neanche in un discorso da bar fatto al decimo amaro post cena.

Milan Škriniar è il futuro capitano dell’Inter, è un giocatore che non è mai incappato in scivolate (rarissime sul campo, praticamente inesistenti fuori), modello del buon affare: comprato a prezzo contenuto (i 30 milioni furono solo virtuali, dal momento che nell’affare c’era Caprari valutato 15 più bonus raggiunti solo grazie al rendimento dello slovacco), diventato in pochi mesi autentica pepita dello scacchiere nerazzurro.

Škriniar deve essere pilastro della nuova Inter, di certo non potrà mai essere ceduto alla Juventus. La rivolta per lo scambio Vucinic-Guarin sarebbe nulla in confronto alla reazione della tifoseria nerazzurra dinanzi ad un’ipotesi di questo tipo. Un’ipotesi che non si tramuterà in realtà e che andrebbe cancellata dagli scenari, già da adesso.

Tanto per essere chiari: l’idea di una cessione di Skriniar alla Juventus non dovrebbe essere consentita neanche come battuta scherzosa. Facciamo in modo che le notizie di calciomercato siano attendibili.

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