La Juventus ha problemi di attaccanti in esubero e Paratici va al ribasso per Mauro Icardi, l’Inter preferisce il Napoli.
Icardi alla Juventus? Inizia una lotta di nervi tra bianconeri e nerazzurri. La dirigenza juventina vorrebbe mettere le mani sul bomber nerazzurro a prezzo di saldo, l’Inter invece preferisce l’idea di cedere il giocatore al Napoli. I partenopei sarebbero disposti a versare all’Inter 60 milioni di euro, l’offerta della Juve è decisamente inferiore.
“Se in viale della Liberazione valutano Icardi ancora tra i 60 e i 70 milioni, alla Continassa sono pronti a metterne sul tavolo non più di 40-45 e soprattutto escludono contropartite tecniche come Dybala, che qualche settimana fa era stato inserito in un ipotetico scambio e che invece intende restare a Torino”.
Anche i rapporti tra i club non sono idilliaci, a causa “di qualche dispettuccio tra Paratici e Marotta”.
Domani potrebbe essere un giorno molto importante per l’Inter e la sua corsa a Romelu Lukaku. Stando a ultimissime indiscrezioni riportate da Gianluca Di Marzio durante la trasmissione “Calciomercato – L’Originale”, infatti, domani probabilmente (anche se ancora non ci sono certezze) sarà il giorno della missione a Manchester dei dirigenti nerazzurri per parlare con lo United di Romelu Lukaku . Una mossa decisa, quella del club di viale della Liberazione per chiudere il prima possibile il cerchio attorno all’attaccante belga che è molto desideroso di diventare nerazzurro alla corte di Antonio Conte e non per le voci di inserimenti come quello della Juventus che non ha parlato ne con lo United e tanto meno col giocatore. D’altra parte i bianconeri hanno grossi problemi di mercato in uscita con gli attaccanti Higuain che punta i piedi per rimanere alla Juve e Mandzukic che non ha avuto nessuna offerta di mercato. Dunque l’Inter si muove, Lukaku nel mirino.
Come sottolineato da Calcio e Finanza, la Juventus chiuderà il bilancio 2018-2019, che terminerà a fine giugno, “in perdita”. Lo ha detto il direttore finanziario del club bianconero, Marco Re, durante la conference call per illustrare l’operazione di emissione del bond da 175 milioni di euro. “L’entità della perdita – ha aggiunto il manager – dipenderà anche dall’andamento della squadra in Champions League”. Tuttavia, non è “in programma nessun aumento di capitale”.
Il direttore finanziario ha commentato che l’obiettivo della società è
la “sostenibilita” del conto economico e comunque, ha rassicurato,
“stiamo lavorando per tornare con il segno positivo”, anche con altre
operazioni come il rinnovo con Adidas. “L’attività della società è
quella di proseguire la strada intrapresa con Adidas”, ha spiegato.
Re ha invece dichiarato che al momento “non sono state date
indicazioni sugli anni a venire” per quanto riguarda i risultati
economici. Il club bianconero ha archiviato il bilancio 2017-2018 con
una perdita pari a 19,2 milioni, contro l’utile di 42,6 milioni
dell’esercizio precedente.
La Juventus resta vigile su Romelu Lukaku ma niente di più, e non solo… avrebbe problemi di esubero in attacco con Mandžukić e Higuaín che puntano i piedi. Questo è un grosso problema che blocca il mercato bianconero in attacco. Solo secondo quanto riferisce Gianluca Di Marzio di SkySport, infatti, il club bianconero avrebbe messo nel mirino il belga e l’interesse sarebbe serio. Però è risaputo che l’Inter è partita con largo anticipo, resta in vantaggio, e probabilmente è l’unico club che ha un serio interesse per il giocatore e com’è noto, l’attaccante belga si è promesso ad Antonio Conte. A complicare i piani della Juve, peraltro, c’è la volontà di Gonzalo Higuain, che al momento continua a chiudere a un’altra soluzione che non sia il club bianconero.
Mauro Icardi non ha alcuna intenzione di rendere facile le cose all’Inter. Tutt’altro: il bomber nerazzurro non agevolerà la sua cessione, le sue idee vanno in tutt’altra direzione e il suo modo di pensare non è cambiato. Icardi, scrive il Corriere dello Sport, è stato messo alla porta dal club di Suning e, anche se ieri ha pubblicato su Instagram le sue foto a Lugano con la maglia da allenamento. Ma soprattutto l’entourage ha nuovamente mandato un messaggio ufficioso a Marotta, facendo filtrare tramite la stampa la sua volontà ferrea di rimanere in nerazzurro. Il Napoli, sottolinea il quotidiano romano, sta lavorando sulla “pratica” da giorni e spera di spuntarla sulla Juve : ha pronta un’offerta superiore a quella che ha in mente Paratici. L’Inter, se potesse scegliere, venderebbe Maurito più volentieri a De Laurentiis che ad Agnelli. Anche perché nell’operazione con il club bianconero non rientrerà Dybala. La Joya, che a Conte piace, intende restare alla corte di Sarri.
Mario Sconcerti, sul Corriere della Sera, ha così analizzato la conferenza stampa di Antonio Conte. “Il
primo Conte è un po’ pieno di frasi scontate, ma su una cosa ha
ragione: il primo anno è il più difficile. Perché parti indietro, devi
valere venti punti in più e non c’è niente che ti dia la certezza di
averli acquistati. Alla Juve quando cominciò Conte aveva attaccanti
normali (Vucinic, Matri, Quagliarella, un Del Piero al tramonto), ma
costruì un centrocampo fortissimo con Vidal-Pirlo-Marchisio. L’anno dopo
sostituì Marchisio con Pogba. Il jolly era Giaccherini. Quel primo
scudetto è stato forse il più qualificante perché la Juve non c’era
ancora, un anno prima era arrivata settima con 58 punti. Conte al
mercato aveva avuto Pirlo gratis, Elia, Estigarribia, Vidal, Vucinic,
Lichtsteiner: un mercato intelligente, ma appena normale. Mi sembra stia
accadendo adesso la stessa cosa. L’Inter è più avanti della prima Juve
di Conte. Il suo mercato per ora si è visto poco, ma non cerca colpi a
sorpresa, cerca solo giocatori adatti a un compito. Si cacciano i top
player che sono fuori sintonia. E non è un lusso, è una necessità. Conte
cerca in ogni giocatore un undicesimo del gioco che gli serve. È la
somma che fa la squadra. Al contrario di quel che pensa, Conte cerca più
tanti io che un solo noi. Quello viene dopo. L’Inter sarà subito una
squadra forte, molto competitiva“.
Nella nuova sede dell’Inter la prima conferenza stampa del nuovo allenatore: “Semplice scegliere l’Inter, abbiamo la stessa voglia e ambizione. Vincere subito? Non sono uno che si pone limiti. Sfidare la Juve sarà una grande emozione. Io top player? Quelli servono in campo”. L’ad Marotta: “Ci serviva un vincente come lui. Icardi alla Juve? Al momento lo escludo. Dzeko e Barella sono obiettivi, ma niente fretta”
Io e l’Inter abbiamo la stessa ambizione”
” Scegliere l’Inter è stato semplice, abbiamo la stessa visione.
Condividiamo la stessa ambizione e la voglia di costruire qualcosa di
importante ben sapendo che dovremo passare da un percorso di fatica e di
sudore. Presenza di Marotta è stato un incentivo: conosce i miei pregi
e i miei difetti così come io conosco i suoi. L’Inter è una società
con grande tradizione, una delle più importanti al mondo”
“Ridurre il gap con Juventus e Napoli”
” Io sono una persona che non si pone limiti e non voglio che altri se
ne creino a inizio stagione. Sappiamo benissimo che negli ultimi anni
si è creato un gap enorme nei confronti di due squadre, soprattutto nei
confronti della Juventus. E poi c’è anche il Napoli che ha dimostrato
di poter stare ad alti livelli. Sappiamo di dover lavorare meglio degli
altri, ma dobbiamo partire con l’ambizione di dare il meglio senza
avere recriminazioni”
“Icardi-Nainggolan? Mi allineo alla volontà del club”
” Il club ha avuto il tempo necessario per valutare la situazione e
agire. Mi sono totalmente allineato alla volontà del club. Io e il club
dobbiamo essere un’unica cosa”
“Io un top player? No, dobbiamo averli in campo”
” I top player dobbiamo averli in campo. L’Inter ha una buona base di
partenza per poter costruire qualcosa di importante. Sicuramente dovrò
dare un apporto importante come penso di avere sempre fatto nelle mie
precedenti gestioni. So di avere grandi responsabilità e la sento nei
confronti di chi mi ha scelto. Sono pronto a prendermele e dividerle coi
miei calciatori, dobbiamo parlare poco e lavorare tanto. Mi piace
ricordare il motto ‘Testa bassa e pedalare’, dovremo essere bravi e
feroci. Se vogliamo fare una stagione importante, da protagonisti,
dobbiamo avere l’obbligo di uscire ogni domenica con la famosa maglia
sudata”
“Ragioniamo con il noi, non con l’io”
” Con l’io non si va da nessuna parte. Non ho la presunzione di
pensarlo. Ragioniamo col noi, per essere un gruppo unito. coeso. Tutti
insieme possiamo prendere punti in più, io dovrò indicare la strada. La
dovrò indicare io ed essere molto attento affinché la squadra la
segua. Se qualcuno non ha lo scopo della vittoria è giusto che si
faccia onestamente da parte e noi dobbiamo essere molto chiari. Confido
molto nella rosa e sono convinto che tutti insieme possiamo costruire
qualcosa di importante”
“Partiamo con la difesa a 3, ma non ho un dogma fisso”
” Guardando la rosa il reparto difensivo è molto forte e non mi
riferisco solo a Godin, De Vrij o Skriniar. Anche D’Ambrosio, Ranocchia
o Bastoni giocherebbero titolari in qualsiasi squadra. Partiremo con
una base forte in quel settore e con una difesa a tre. Poi vedremo, non
ho un dogma fisso”
“Obiettivi stagionali? Nulla è impossibile”
” Abbiamo di fronte una squadra (la Juventus, ndr) che da 8 anni a
questa parte fa un campionato a parte, in più il Napoli si è assestato
ed è collaudato. Noi dobbiamo essere bravi a costruire qualcosa. Non
dobbiamo chiedere tempo, ma non dimentichiamo che per due anni di fila
l’Inter si è qualificata all’ultima giornata in Champions. Nessuno qui
si considera un mago, ma noi lavoreremo tanto e dobbiamo farlo meglio
degli altri. Il gap esiste ma non deve essere un alibi. Quando andai
alla Juventus ripartimmo dopo due settimi posti e vincemmo il
campionato. Col Chelsea arrivai dopo un decimo posto e vincemmo il
campionato. Penso che con la Nazionale abbiamo fatto un percorso
importante. Nulla è impossibile, ma c’è da lavorare tanto sul mercato e
sulla mentalità. Ai tifosi posso promettere che daremo tutto noi
stessi per costruire qualcosa di importante”
“Per me sarà emozionante tornare allo Juventus Stadium”
” Sicuramente sarà una partita importantissima, andremo a sfidare i
detentori del titolo da 8 anni. Di base saranno due partite importanti
sia a San Siro che allo Juventus Stadium, fermo restando che ce ne
saranno altre 36. Se vuoi essere ambizioso non ti devi focalizzare solo
su poche partite. Sicuramente ci sarà emozione a entrare allo Juventus
Stadium. Conoscete benissimo la mia storia, sapete il mio passato e
quindi ci sarà emozione fin quando ci sarà il fischio d’inizio. Poi so
benissimo che sono un avversario e che la Juventus sarà un avversario e
dovremo essere pronti a combattere”
“Perisic? Dai miei giocatori voglio disponibilità”
” Cerco disponibilità da parte dei miei calciatori, cerco calciatori
che pensino per il noi e quel che penso io lo pensa il club. Come detto
all’inizio abbiamo la stessa visione e ci siamo trovati su tante
situazioni. Non vedo grossi problemi, avremo tempo per conoscerci e fare
un percorso. Il mercato dura fino a inizio settembre. Se qualcuno non
dovesse essere su questa lunghezza d’onda, amici come prima e si
faranno altre scelte”
“Lautaro? Non vedo l’ora di scoprirlo”
” Lautaro Martinez è un giocatore forte che l’anno scorso ha fatto una
stagione di ambientamento importante. Ha fatto un’ottima Coppa America e
non vedo l’ora di scoprirlo”
Il Napoli irrompe su Mauro Icardi rovinando i piani della Juventus. Si prospetta un duello: campani già in campo, flirt bianconero con Wanda solo per pianificare dispetti all’Inter. I bianconeri dovrebbero far partire l’assalto solo dopo la cessione di Higuain e Mandzukic ma occhio alle strategie decise a tavolino daParatici/WandaNara con un Icardi svincolato…
Da un lato la Juve seduce Icardi (e consorte) da tempo e da tempo è ricambiata; dall’altra il Napoli, dopo un po’ di tatticismo, è piombato sulla preda. Si rischia il duello, con l’Inter come spettatrice. Mai come quest’anno, De Laurentiis si sta dimostrando abbastanza disponibile nell’accogliere le richieste dell’allenatore. Prima Manolas, probabilmente James Rodriguez, adesso proprio Icardi per il quale è pronto a offrire all’Inter 60 milioni.
Prima però il Napoli dovrà provare a incassare un centinaio di milioni con cui definire l’arrivo sia di James che dello stesso Icardi. È questa la condizione necessaria e Giuntoli sta lavorando intensamente per piazzare i giocatori in esubero: Inglese, Rog, Ounas, Verdi e Mario Rui che non rientrano nei piani tecnici. Higuain e Mandzukic sono, invece, gli attaccanti che dovrebbero abbandonare la Continassa per far posto allo spasimante Icardi. Senza scordare Kean, anche lui in discussione in queste settimane.
L’a.d. dell’Inter: “Con loro abbiamo già parlato, non basta il talento per vincere. Mauro si allenerà con i compagni, poi Conte sceglierà la formazione”
Fuori dall’Inter. Nulla che non si sapesse già, ma fa effetto sentirlo dire dalla viva voce di Beppe Marotta, a.d. dell’Inter: “Abbiamo già parlato con i diretti interessati, abbiamo spiegato loro la presa di posizione della società. Sia Icardi sia Nainggolan non rientrano nel progetto tecnico – ha detto Marotta a Sky Sport -. Sono entrambi ottimi giocatori e ottimi talenti. Ma chiaramente il talento da solo fa vincere le partite, ma è la squadra che fa vincere un campionato e raggiungere l’obiettivo che ognuno ha prefisso. Di conseguenza non rientrano nel nostro progetto, con la trasparenza e il rispetto che è loro dovuto”.
E poi, nello specifico su Icardi, l’a.d. ha precisato: “Una cosa è affermare che il giocatore è sul mercato, e questo lo abbiamo detto, una cosa è rispettare quelli che sono poi gli aspetti contrattuali, un accordo collettivo che prevede comunque che il calciatore debba prendere parte agli allenamenti, quindi debba essere allenato. Noi non vogliamo assolutamente venir meno ai nostri doveri. Poi ci sono anche dei diritti, come quello dell’allenatore di scegliere la formazione da mettere in campo”.
Ritratto di Romelu Lukaku, l’attaccante belga pronto a mollare la Premiere League per sposare l’Inter. La Gazzetta dello Sport descrive
nel dettaglio il suo habitat britannico: “La casa dove Romelu vive è
uno spettacolo. Due piani, giardino che circonda tutta la villa, tv in
ogni angolo, la maglia incorniciata della sua prima partita in Premier
con il Manchester United – 4-0 al West Ham – gli scaffali dove sono
custoditi l’autobiografia di Alex Ferguson e una copia della rivista
Four Four Two con Francesco Totti in copertina, la Jacuzzi, la sala
cinema e quella musicale dove il centravanti si diverte a mixare i pezzi
rap, una stanza dominata dal tavolo del ping pong in cui una volta ha
sfidato – perdendo – il compagno di squadra Lingard, l’angolo della
playstation dove il club prescelto è quello del Real Madrid, la
palestra, una gigantesca cucina dove esibisce le doti di cuoca una
ragazza di Parigi, Elodie, bravissima a preparare i piatti congolesi,
forse i preferiti in assoluto del bomber belga. Lukaku è il re assoluto
di questa casa, dove trascorre il tempo seguendo di fronte alla tv le
partite di basket di NBA, o rilassandosi con la musica, vera compagna di
vita del giocatore. Un luogo magico, eppure Lukaku è pronto a lasciarlo
per trasferirsi a Milano. La voglia di Inter è venuta allo scoperto
diversi mesi fa. Lukaku ama il glamour di Milano e le atmosfere europee
di una città dove non sarà un problema ambientarsi. Romelu parla sette
lingue: francese, fiammingo, inglese, spagnolo, olandese, portoghese,
lingala. L’italiana sarà l’ottava. A Milano, se andrà in porto l’affare
per il quale lui sta spingendo – ma lo United resiste perché vuole una
montagna di denaro –, si sentirà più vicino al Vaticano e per lui,
profondamente religioso, non è cosa da poco: è stato persino in
pellegrinaggio a Lourdes”.
“L’estate è ancora lunga e le vie del mercato sono infinite – sottolinea la Gazzetta -. Il rapporto con la tifoseria dei Red Devils, dopo il boom iniziale, si è freddato durante l’ultima stagione, in cui è scivolato in panchina ed è emerso il desiderio di cambiare aria. Il popolo dello United non ama i rifiuti o gli abbandoni. È considerato uno schiaffo alla nobiltà di uno dei club più ricchi e prestigiosi del mondo. Ma Lukaku vuole sentirsi al centro di un progetto. Ed è quello che manca allo United attuale”.
Quanto all’interessamento della Juventus a Lukaku, sembra molto debole l’accostamento del giocatore con i bianconeri e non fa che valorizzare il suo ingresso nella Serie A.