Uno con la maglia del Cile, l’altro con quella dell’Argentina. Entrambi su sfondo nerazzurro. Nella notte si sfideranno, in una partita amichevole, Alexis Sanchez e Lautaro Martinez, attaccanti dell’Inter chiamati dai rispettivi commissari tecnici, Rueda e Scaloni. Il Nino Maravilla è stato chiamato solamente per la sfida contro l’Albiceleste, mentre il Toro resterà per un’altra intera settimana agli ordini dell’ex difensore di Lazio e Atalanta. Sì, perché dopo il duello in campo ci sarà da tornare a Milano. E da conquistare ci sarà Antonio Conte.
Una sola partita per Sanchez: inizialmente non doveva neanche partire per il Sudamerica, poi però l’assenza di impegni con l’Inter gli ha permesso di prendere il volo e sfidare l’Argentina, per poi tornare alla base nerazzurra e approfondire la conoscenza con la realtà nerazzurra e contiana. Cosa che non farà subito Lautaro: prima il Cile, poi il Messico. Più un viaggio intercontinentale, con qualche allenamento in meno. Sarà sfida vera per affiancare Romelu Lukaku.
Già, perché il 9 nerazzurro è il punto fermo dell’attacco interista. Mentre della sua spalla non v’è certezza. Come scrive Tuttosport, contro l’Udinese è in vantaggio Alexis Sanchez per un posto da titolare, sia perché molto stimato da Conte sia perché lavorerà di più con la squadra in questa settimana. Ma la sfida c’è, la rivalità interna è partita: in un angolo Sanchez, nell’altro Lautaro, il 7 contro il 10. Chi al fianco del 9?
Olsen 5,5: catapultato
subito in campo nella nuova realtà, è forse poco reattivo sul gol di
Lautaro Martinez. Per il resto non a grandi interventi da compiere.
Pisacane 5,5: fino all’episodio del rigore che lo vede coinvolto non gioca una brutta partita, è chiaro che il fallo su Sensi è determinante.
(dal 29’ s.t. Castro 5,5: non riesce a lasciare il segno nel finale, anche se non era facile)
Ceppitelli 6: in ripresa dopo le prime due uscite dove era apparso in debito d’ossigeno. Sicuro, pulito, aggressivo, prestazione positiva.
Klavan 6: inizia male, un paio di interventi sbagliati, anche in uscita. Non esce sconfitto dal duello con Lukaku.
Nandez 6,5: instancabile.
‘Ara’ la fascia da cima a fondo, lo vedi dietro e davanti con la stessa
lucidità. Suo il cross per il gol di Joao Pedro. Sette polmoni.
Rog 5,5: va a sprazzi. Non pervenuto nella prima parte di gara, viene fuori in quella centrale, ma si nasconde nel finale. Da rivedere…
Nainggolan 6,5: ancora
regista, ancora un’altra prestazione di cuore, di sostanza e di
qualità. Vorrebbe spaccare il mondo, non sempre ci riesce. Comunque
anche oggi tra i più positivi.
(dal 40’ s.t. Cigarini s.v.)
Ionita 6: Solito fosforo che garantisce il moldavo, non si risparmia mai. Prezioso in entrambe le fasi di gioco.
Pellegrini 6,5: riaccende
quel motorino che aveva parcheggiato alla fine dello scorso anno.
‘Sgasa’ sulla fascia come suo solito, nonostante avesse di fronte
avversari pericolosi.
Joao Pedro 6,5: riscatta
il gol mangiato contro il Brescia, andando a staccare di testa su
Ranocchia. Tanto impegno, non sempre vede la palla, ma almeno lascia il
segno.
Cerri 4,5: sostituisce Pavoletti, ma non
ripaga la fiducia del tecnico. Perde tutti i duelli e in più è lui, con
un tocco di testa, a causare il vantaggio di Lautaro Martinez.
Disastro. Resta negli spogliatoi all’intervallo.
(dal 1’ s.t. Simeone 6: più
reattivo di Cerri, lotta, si fa vedere, buone giocate, ma non riesce a
trovare il guizzo giusto. Gli va dato tempo di conoscere i compagni)
All.: Maran 6: propone
una squadra speculare all’Inter, tiene bene nella prima mezz’ora, poi
subisce gol, m la sua squadra reagisce bene. Cade solo nella ripresa su
rigore. Due sconfitte consecutive, ma il Cagliari può guardare con
fiducia al futuro.
INTER
Handanovic 6: Il colpo di testa di Joao Pedre è angolato e gli toglie ogni possibilità di intervento.
D’Ambrosio 5,5: Sovrastato nel gioco aereo da Joao Pedro, che in area di rigore raccoglie l’assist di Nandez e infila Handanovic.
Ranocchia 6,5: Lucidità ed esperienza, guida la difesa con leadership. Annulla prima Cerri e poi Simeone.
Skriniar 6: Non è ancora quello della scorsa stagione ma sta crescendo e ritrovando fiducia.
Candreva 5,5:
Pellegrini si dimostra avversario assai complicato. Non riesce a
sfondare così come aveva fatto all’esordio, si sacrifica per la causa ma
non punge mai.
(Dal 34’ s.t. Godin: s.v.)
Vecino 5,5: Buona fisicità ma ritmi bassi. Addormenta il gioco e non riesce praticamente mai a far valere le sue qualità da incursore.
(Dal 24’ s.t. Barella 6: Il suo ingresso fa bene all’Inter, che vivacizza la manovra e gioca con maggiore fluidità).
Brozovic 5,5: Conte
lo guarda in cagnesco, lui allarga le braccia come a dichiararsi
innocente. Primo tempo di difficoltà, non riesce a dettare i tempi e
giocare in verticale. Il cartellino giallo rimediato al 21’ lo limita
molto ed è anche per questo che Nandez scappa via per l’assist dell’1-1
Sensi 7,5:
Soffre la fisicità dei centrocampisti avversari ma è sempre decisivo.
Dal suo piede parte il cross per il gol di Lautaro e dopo l’1-1 dei
sardi inventa un numero da fantascienza per guadagnarsi il rigore poi
realizzato da Lukaku. Colpisce anche la traversa con un magistrale
calcio di punizione.
Asamoah 6,5: Non si ferma un secondo e prende iniziative di personalità quando i suoi sembrano bloccati nel traffico.
Lautaro 6:
Conte chiama e il “Toro” risponde. Carambola fortunosa con Cerri e
palla in rete. Rimane una delle poche cose buone di una partita
abbastanza pigra.
(Dal 32’ s.t. Politano 6,5: Serve
a Lukaku un pallone da spingere solo in rete ma il belga spreca tutto.
Impegna Olsen con un sinistro rasoterra. Scappa in contropiede per
chiudere la partita ma sul più bello viene chiuso da Ceppitelli).
Lukaku 6:
Statico e poco o ordinato nel pressing. Ha il merito di realizzare il
rigore guadagnato da Sensi. A 7’ dalla fine spreca una clamorosa
palla-gol su assistenza di Politano.