Altra prestazione positiva dell’Inter di Antonio Conte, che ha
concluso il suo percorso nella International Champions Cup 2019 battendo
il Tottenham ai rigori: “Sono contento perché giocare in casa degli
Spurs, dove l’intensità e la forza fisica sono le loro armi migliori
insieme alla qualità dei giocatori, e riuscire fare quello che di solito
fanno loro è uno step importante – ha dichiarato il tecnico nerazzurro
ai microfoni di Inter TV -. Questa partita è un ulteriore segnale che
testimonia la volontà della squadra di migliorare e di crescere sotto
l’aspetto della personalità”.
“Abbiamo aggredito gli avversari, non abbiamo avuto paura e sono arrivate delle buone risposte -ha aggiunto -. Stiamo creando una buona mentalità nel gruppo, questi ragazzi hanno voglia di lavorare e questo è l’elemento principale. Stiamo lavorando in maniera importante sia dal punto di vista tattico sia sotto l’aspetto atletico. Siamo solo ad agosto ma speriamo di andare avanti su questa strada”.
Una battuta anche sul rientro in gruppo di Politano: “Matteo ha
qualità, è un giocatore brevilineo, bravo nell’uno contro uno. Può fare
bene, ha ripreso da poco ad allenarsi con noi, gli altri sono un po’
più avanti a livello tattico ma è un giocatore che può dare il suo
contributo da attaccante, perché ha qualità, corsa e intensità”.
Infine, un commento sul calendario, che metterà i nerazzurri di
fronte al Lecce nel primo match della Serie A 2019-2020: “Per me è una
partita particolare perché sono cresciuto a Lecce e nel Lecce – confessa
il tecnico nerazzurro -. Sarà emozionante, sono molto contento che
siano tornati nella massima serie e ci sarà grande affetto nei confronti
del club ma ovviamente nei 90 minuti saremo avversari”.
Lucas Moura segna il vantaggio degli Spurs, poi il pari di Sensi che sfrutta un assist delizioso di Esposito. Dal dischetto è decisivo Joao Mario
Ancora una volta i rigori (terza amichevole consecutiva), stavolta contro il Tottenham. L’Inter vince, proprio come contro il Psg: penalty decisivo di Joao Mario. Ma quel che più importa è che la squadra di Conte dimostra ancora una volta passi in avanti, rimettendo in piedi un match in salita e finendo per controllare la partita. E sì, perché di questi tempi conta anche il livello di preparazione: gli inglesi sono di sicuro più avanti. Ma non s’è visto, perché l’Inter ha già una sua fisionomia ed è una squadra che difficilmente – almeno questo sta dicendo l’estate – va sotto il livello delle proprie possibilità.
L’avvio
è da brividi, il Tottenham parte a ritmi elevatissimi: Pochettino
lascia in panchina Eriksen e Son, ma è Lamela a strappare la partita
dopo neppure tre minuti. Affondo dritto per dritto in zona centrale, il
centrocampo nerazzurro è scavalcato, pallone allargato a destra per
Lucas che evita uno Skriniar leggero e batte sul proprio palo
Handanovic, non molto reattivo nell’occasione. L’Inter è come se non
fosse entrata in campo, Conte si sbraccia, gli Spurs vanno al doppio
della velocità, i nerazzurri non trovano mai l’opposizione giusta per
arginare il contropiede inglese. Poi pian piano l’Inter risale la
corrente. Più stretta in mezzo, più rapidi i cambi di gioco. Così ci
prova Perisic, al 13′, a innescare Dalbert con un cross: colpo di testa,
nulla che impensierisca Lloris. Idea al 17′: sempre il croato
protagonista, con una conclusione dai 20 metri debole. Il Tottenham ha
sempre il pallino del gioco: Winks in mezzo fa girare la squadra,
Ndombele alto a sinistra è in una posizione che infastidisce molto
l’Inter. Che però al 27′ viene svegliata da Brozovic: conclusione
splendida da fuori, pallone sul palo interno e poi fuori. E’ la scossa
che serviva. Conte detta i passaggi dalla panchina, la squadra alza i
tempi del pressing, portandolo altissimo. E al 37′ arriva il pareggio, a
quel punto meritato: Dalbert in verticale per Esposito, giocata
eccezionale di prima per Sensi che si ritrova solo davanti a Lloris,
controllo e pallone all’angolino.
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Nel secondo tempo Conte mette dentro Barella (col numero 23
invece che col 24, cambio maglia) per Gagliardini e Politano per
Esposito, dall’altra parte ecco Eriksen e Alderweireld. Si ricomincia
con l’Inter che ha ormai preso il controllo del gioco. Il Tottenham non
riesce a leggere i cambi di gioco dei nerazzurri: con uno di questi, al
14′, De Vrij innesca Candreva, cross invitante che Perisic non riesce a
deviare da buona posizione. Un minuto dopo rischia Handanovic, che perde
palla in uscita, poi la conclusione di Lamela viene murata da Brozovic.
Altri due minuti, altro lancio a tagliare il campo di Candreva per
Perisic, il croato va all’uno contro uno ma il tiro viene respinto.
L’Inter è sul pezzo, pochettino sostituisce Kane con Son. Minuto 31,
Inter alta in pressing, pallone per Barella che prova la conclusione a
giro, ma Gazzaniga (subentrato a Lloris) è attento. Meno attento
Politano, che al 34′ sbaglia l’appoggio e innesca il contropiede di Son:
volata di 70 metri e tiro che Handanovic salva in angolo. E’ la seconda
conclusione in porta degli Spurs in tutto il match. E pure l’ultima.
Poi i rigori, che sanciscono la vittoria nerazzurra.
TOTTENHAM-INTER 4-5 dopo calci di rigore primo tempo 1-1, 1-1 al 90′
NOTE:
spettatori 58.905. Ammoniti Candreva e Politano per gioco scorretto.
Tiri in porta 2-3 (un palo); tiri fuori 1-1; angoli 3-3; in fuorigioco
0-3. Recuperi: 1′ pt, 2′ st.
Ancora con pochi allenamenti nelle gambe: rinviato il debutto del Toro, domani a Londra fuori anche Vecino, Asamoah e Bastoni. Dopo un precampionato senza attaccanti titolari e giocato con i baby in avanti, tocca a Politano. Ma senza l’argentino di fianco.
Poteva essere la prima occasione per vedere all’opera l’attacco vero dell’Inter, o comunque quello che a oggi è l’attacco vero, in attesa che si risolva il ballo delle punte tra Icardi, Dzeko e chi come Cavani e Lukaku è già uscito di scena. Per intendersi, non l’attacco junior delle prime uscite: dunque domani a Londra in casa del Tottenham avanti con Matteo Politano, che oggi spegne 26 candeline, e Lautaro Martinez, finalmente arruolabile, reduce dalla Coppa America. Invece no, ancora no: Lautaro Martinez non è stato convocato, e come lui (oltre a Bastoni, per un problema al ginocchio) neanche chi come Vecino e Asamoah ha pochi allenamenti nelle gambe col gruppo, ancora indietro dunque nella costruzione degli automatismi che Conte sta cercando di dare all’Inter. E in questo momento il tecnico ha bisogno di costruire sulle certezze, o almeno su ciò che più ci si avvicina.
Invece esordio rinviato dunque per Lautaro, arrivato in ritiro
col ritardo giustificato e una Coppa America vissuta da protagonista: il
gol al Venezuela, nei quarti, prima di essere eliminato dal Brasile, ne
ha confermato numeri e voglia di esplodere. Al “Toro” avranno riportato
le considerazioni in sala stampa, di Conte, mentre lui era in vacanza:
“E’ forte, l’anno scorso un anno di ambientamento importante, ha fatto
una ottima coppa America, …non vedo l’ora di farlo crescere,
migliorarlo…”. In un Inter che al reparto attaccanti ha – al momento -,
un grosso punto interrogativo, partire bene potrebbe tornargli utile
senz’altro. Ma a questo punto dopo Londra.