INTER: Lukaku con Godin e Lazaro nell’allenamento blindato al Meazza.

Verso Inter-Lecce: Romelu Lukaku al Meazza in allenamento con la squadra.

Fonte: inter.it

La squadra si è allenata a ‘San Siro’, in vista dell’esordio in campionato contro il Lecce. Un allenamento a porte chiuse

Manca sempre di meno all’esordio ufficiale dell’Inter di Antonio Conte. Lunedì sera a ‘San Siro’ arriva il Lecce. I nerazzurri hanno svolto un allenamento al ‘Giuseppe Meazza’ a porte chiuse come comunicato questa mattina dal club nerazzurro attraverso il sito ufficiale. 

Per la prima stagionale, questa dovrebbe essere la formazione che scenderà in campo: Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar; Candreva, Sensi, Brozovic, Vecino, Asamoah; Lautaro, Lukaku.

INTER vs Lecce: le probabili formazioni. Attesi oltre 65mila spettatori per la prima di Conte.

Inter-Lecce di lunedì 26 agosto a San Siro alle 20.45 chiuderà la prima giornata di serie A. Per la prima di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra è atteso il pubblico delle grandi occasioni, con oltre 65mila tifosi.

Lukaku, che ha cominciato in ritardo la preparazione, potrebbe partire comunque dal primo minuto, al fianco di Lautaro Martinez. Nella linea a tre difensiva D’Ambrosio, De Vrij e Skriniar. A centrocampo Sensi e Vecino con Brozovic, sulle fasce Candreva e Asamoah. Potrebbe iniziare dalla panchina Barella, non al meglio.

I salentini neo promossi in A non vogliono fare da vittima sacrificale. Dubbi dalla cintola in su per Liverani, da valutare le condizioni di Shakhov, che potrebbe essere schierato dietro le punte Lapadula e Falco (o Farias). A centrocampo Petriccione con Tachtsidis e Majer.

Inter (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar; Candreva, Sensi, Brozovic, Vecino, Asamoah; Lautaro, Lukaku. Allenatore: Conte.

Lecce (4-3-1-2): Gabriel; Rispoli, Rossettini, Lucioni, Calderoni; Petriccione, Tachtsidis, Majer; Shakhov; Falco, Lapadula. Allenatore: Liverani.

Stasera al Meazza allenamento a porte chiuse. Per Inter-Lecce la coppia d’attacco titolare…

Preparazione odierna – Ci sarà il pranzo ad Appiano Gentile, sessione video e poi lavoro sul campo per l’Inter che domani si allenerà, in serata e a porte chiuse, a San Siro per prepararsi al meglio al posticipo di lunedì col Lecce. Debutterà con la maglia numero 9 Lukaku, affiancato da Lautaro Martinez, mentre Mauro Icardi non sarà convocato. In difesa assente Godin, unico infortunato, spazio dunque a D’Ambrosio, Skriniar e De Vrij. A centrocampo favorito Sensi su Barella, con Brozovic centrale e Asamoah e Candreva sulle fasce. C’è tanta attesa per il debutto dell’Inter di Conte tanto che sono attesi oltre 60 mila tifosi e la società ha aperto alla vendita anche il terzo anello rosso di San Siro.

Lukaku: “Quello che ho attraversato nell’infanzia mi ha reso un uomo più forte”

Il centravanti dell’Inter ha parlato del suo passato e del campionato in Bundeslinga che inizia oggi.

E dalla Germania proprio il portale tedesco t-online ha intervistato il centravanti nerazzurro:

Lukaku sai parlare anche tedesco, come mai?
“Parlare in tedesco mi sembra eccessivo. L’ho imparato a scuola ma non ero molto bravo. È molto simile all’olandese, quindi capisco molto poco”.

Quali parole tedesche  ricordi dei tuoi giorni di scuola?
“Ciao”, “Va bene” e “Sono Romelu Lukaku e ho 26 anni”. 

Quali tre cose ti vengono in mente per prime quando pensi alla Bundesliga tedesca?
“Grandi fan appassionati, stadi fantastici e un campionato che ti offre opportunità”. 

Sei una star mondiale e conosci molti altri giocatori di calcio dei migliori campionati europei. Quanto conta attualmente la Bundesliga all’estero?
“La Bundesliga è una delle leghe più interessanti, perché ci sono squadre come il Borussia Dortmund o lo Schalke 04, dove si possono vedere molti giovani talenti”. 

Allo stesso tempo, tuttavia, le squadre della Bundesliga trovano difficile attirare le stelle migliori come te in campionato. Perché questi giocatori non vogliono giocare in Germania?
“Penso che i club della Bundesliga dovrebbero rompere la barriera. Forse una squadra dovrebbe pagare più di 100 milioni di euro per un giocatore. Tuttavia, rispetto anche il fatto che vogliano far crescere giocatori delle proprie accademie. Queste sono le prossime grandi superstar”. 

Axel Witsel è un tuo vecchio amico. Ti ha detto cosa vuole ottenere con il Dortmund in questa stagione?
“Axel è uno dei miei migliori amici e ci parliamo quasi ogni settimana. È un peccato che non abbia vinto il campionato la scorsa stagione. Ma è un giocatore ambizioso e concentrato sulla conquista del titolo”. 

Insieme a lui giochi per la squadra nazionale belga. Cosa vuoi ottenere con la tua Nazionale?
“Vogliamo fare di meglio che ai Mondiali del 2018 (il Belgio ha mancato di poco la Francia in semifinale). Ma passo dopo passo e con coerenza. E dobbiamo dimostrare ai nuovi giocatori che giocare per il Belgio non è una cosa da poco”. 

La Germania ha deluso i Mondiali del 2018. Qual è la tua impressione attuale del team tedesco?
“La Germania sta attualmente allestendo una nuova squadra nazionale e auguro loro tutto il meglio per questo”. 

Nel calcio professionistico si sa molto sulla privacy delle stelle
“Nessuno sperimenta troppo di me. Penso che questo sia il modo giusto per me di rivelare poco”. 

Durante la tua infanzia, la tua famiglia non aveva molti soldi. Una volta hai detto che per te è stato difficile. Cosa intendevi esattamente?
“Sono cresciuto in circostanze difficili, ma anche quello aveva i suoi aspetti positivi”.

Cosa intendi?
“Non penso di essere l’unico che è cresciuto in una situazione del genere. E questo mi dà una forte mentalità. Non mi interessa cosa pensano gli altri di me. Continuo a fare del mio meglio. L’unica cosa che non mi piace è la gente irrispettosa”.

Cosa ricordi della tua infanzia?
“Mi piaceva giocare a calcio. Guardando indietro, apprezzo anche le cose che ho dovuto attraversare, perché mi hanno reso la persona che sono oggi”. 

Marotta tiene in standby Edin Dzeko senza farsi prendere per il collo. Con Lukaku non c’è più pressione.

da Roma si ragiona sulla eventualità che Dezko rimanga giallorosso ancora una stagione
ma da Milano filtrano voci che presto il bosniaco raggiungerà Lukaku ad Appiano.

Edin Dzeko all’Inter, si va avanti. Nonostante l’opposizione dalla Capitale, dove sembra che il prezzo del bosniaco aumenti ogni giorno di più e neanche una richiesta di qualche giorno fa sia più sufficiente, in casa nerazzurra permane l’ottimismo. L’attaccante classe ’86 si è promesso al club milanese e non ha cambiato idea, pur proseguendo con grande professionalità la pre-season con la Roma. Antonio Conte insiste per averlo a disposizione, né lui né la dirigenza hanno cambiato idea in tal senso né valutano piani B. Concetto espresso più volte al mediatore Silvano Martina, rassicurato sul fatto che l’intenzione dell’Inter è prendere Dzeko. Cosa manca dunque?

Il direttore sportivo della Roma, Gianluca Petrachi, non ha mai chiuso alla cessione dell’attaccante ma al contempo non ha mai dato il via libera in attesa di nuove offerte. Sembra che ci sia la volontà di prendere tempo prima di concludere l’operazione, sia perché considerando l’interesse nerazzurro si vuole remunerare più possibile, sia perché ad oggi se Dzeko partisse, con Patrick Schick sul mercato, il tecnico Paulo Fonseca non avrebbe un centravanti titolare. Classica situazione in cui, pur ventilando la volontà di trattenere il bosniaco, alla lunga la Roma dovrà accettare l’inevitabile. Il contratto in scadenza tra meno di un anno impone infatti delle valutazioni ed è su questo che Beppe Marotta e Piero Ausilio basano la loro strategia dell’attendismo.

NIENTE RICATTI – L’Inter non ha mai mollato il numero 9 della Roma, ma non vuole farsi prendere per il collo in una situazione che la vede con molti punti a proprio favore: la volontà del giocatore e il contratto in scadenza sono fattori che inevitabilmente influenzano la trattativa. Quanto potrà resistere Petrachi prima di cedere o accettare di perdere Dzeko a zero tra un anno e nel mentre trattenerlo controvoglia? La Roma ha il potere di deciderne il futuro, ma costringerlo a restare ha più di una controindicazione. Per questo i nerazzurri non hanno fretta e attendono, dopotutto l’acquisto di Romelu Lukaku ha tolto la pressione derivante da un attacco sguarnito. Né trova conferma l’ipotesi che nell’ottica del possibile scambio tra Mauro Icardi e Paulo Dybala con la Juventus, Marotta abbia messo in standby il bosniaco. Che, va ricordato, rispetto alla Joya è una precisa richiesta di Conte. Dybala, al massimo, sarebbe un’opportunità finanziaria e tecnica non considerata urgente dall’allenatore leccese. Nessuna fretta dunque, anche se Dzeko scalpita e fosse per lui sarebbe già a Milano, dove lo attende un triennale da 4,5 milioni a stagione e tutta la stima del suo prossimo staff tecnico.

Le promesse della Juve a Icardi e alla Roma: “queste alleanze non reggono più…”

Ad inizio mercato Marotta sembrava accerchiato dalle varie alleanze Juve-Icardi e Juve-Roma, di fatto tenendo bloccato il mercato dell’Inter nella zona di attacco. Ma Paratici tentando a tutti costi di soffiare Lukako all’Inter ha commesso tre errori. Il primo è che ha fatto capire a Icardi che lui non è una priorità per i bianconeri, il secondo è di aver incrinato il rapporto con Dybala, il terzo è che offrendo lo stesso argentino e Mandzukic allo United ha fatto capire alla Roma che Higuain non si sarebbe schiodato da Torino

Dopo l’affare Lukaku-Dybala-Mandzukic non andato importo da parte di Paratici, il mercato ha cominciato a prendere altre direzioni e non più dal telecomando bianconero.

Ora Inter e Roma dialogano direttamente e a Beppe Marotta non dispiacerebbe affatto un eventuale trasferimento di Mauro Icardi alla Roma e per tre motivi: 1) i nerazzurri si “libererebbero” di uno dei casi più spinosi degli ultimi anni, realizzando anche una grande plusvalenza; 2) l’amministratore delegato riuscirebbe a regalare a Conte l’altro grande obiettivo per l’attacco; 3) con questa mossa, infine, Marotta riuscirebbe a rompere l’alleanza di mercato tra Roma e Juventus.

Scrive la Gazzetta dello Sport:

“Sinora le lusinghe di Napoli e Roma non hanno scalfito le certezze del puntero. Lui continua a pensare che il suo futuro sarà alla Juve. Una convinzione evidentemente corroborata dalle lusinghe bianconere. Ma l’overbooking juventino è sotto gli occhi di tutti. Se non si smuove qualcosa per le cessioni di Dybala, Mandzukic e Higuain è difficile credere che il patto con la Signora sia inscalfibile. In assenza di movimenti paralleli, infatti, Maurito potrebbe rivedere le sue idee. Lo sperano alla Roma. Ma neanche all’Inter sarebbero dispiaciuti se Icardi prendesse la strada della Capitale in cambio di Dzeko, procurando una plusavalenza significativa e inducendo la società giallorossa a sganciarsi dalla morsa dell’alleanza con i campioni d’Italia che avevano previsto di cedere Higuain al club di Pallotta, in modo da fiondarsi poi su Icardi, l’obiettivo primario. Le società interessate sono al centro di un gioco che potrebbe decidere i destini del calcio italiano al vertice. E ciò spiega perché Inter e Juve non mollano un millimetro. Stanno lì a farsi gli sgambetti: non per ripicca, ma per guadagnare la posizione migliore“.

In attesa di rinforzi dal mercato oggi come giocherebbe l’Inter di Conte?

Con l’arrivo del belga Antonio Conte può finalmente contare sul suo pezzo da novanta in attacco. L’ex United sarà la punta di diamante di un undici completo in ogni reparto. Dalla difesa a tre rinforzata con Godin alla possibile consacrazione di Lautaro, passando per un centrocampo condito dalla velocità di Lazaro e Asamoah, oltre che dalla gioventù di Sensi e Barella

Conte ha finalmente il suo attaccante, in attesa che il secondo – ovvero Dzeko – imiti il belga ormai ex Manchester United. Il classe 1993 è l’acquisto più costoso di sempre per quanto riguarda la storia dei nerazzurri. Mai nessuno è stato pagato così tanto, ma il calcio è cambiato e con lui anche le valutazioni. Il 3-5-2 della nuova Inter aggiunge così il suo pezzo da novanta, quello che è chiamato a prendere il posto di Icardi e a fare quello che faceva l’argentino: segnare. L’ultima stagione in Premier è stata la peggiore delle ultime cinque da un punto di vista realizzativo per Lukaku, perché 15 gol sono pochi per chi ha sempre avuto numeri straordinari. Sponde, intuizioni, potenza: il belga è tutto questo. Adesso resta da decidere chi giocherà al suo fianco. Dovesse arrivare Dzeko, il bosniaco sarebbe un serio candidato alla maglia da titolare, ma occhio a Lautaro Martinez. L’argentino, infatti, piace molto a Conte e questo potrebbe essere l’anno della sua consacrazione. Occhio anche al nome di Rebic (potrebbe essere l’alternativa a Dzeko) ma, nel caso in cui il croato dovesse arrivare, potrebbe non partire davanti a Lautaro nelle gerarchie di Conte.

Qualità e velocità: il centrocampo 

Un attacco importante per una squadra che è forte in tutti i reparti. Compreso il centrocampo, che ha tutto: dalla velocità alla quantità, dalla qualità alla concretezza. A partire dal mezzo, dove Barella può garantire tanti palloni recuperati ma anche gol. Il classe 1997, che dovrà fare attenzione ai cartellini (suo vizio da sempre) vivrà il suo primo anno in una big, ma è pronto come ha dimostrato in Nazionale. Anche l’altra mezz’ala è di quelle giovani, perché Sensi è del 1995 ma ha già tanta esperienza in A. Al centro ecco le geometrie di Brozovic, sempre più leader. E occhio ai lati, dove Lazaro e Asamoah dovranno garantire rapidità e ordine, esplosività ma anche attenzione, perché gli esterni dovranno tornare a dare una mano ai tre dietro. 

Un muro: la difesa

Anche se la nuova difesa dell’Inter di aiuto non è che ne abbia chissà quanto bisogno. Skriniar e De Vrij potranno contare sull’esperienza di Godin, che adesso è infortunato e che forse salterà la prima di campionato contro il Lecce, ma l’ex Atletico Madrid sa come si vince e cercherà di trasmettere mentalità ai suoi compagni. Occhio anche a D’Ambrosio, fra i migliori con Spalletti e deciso a conquistarsi anche la fiducia di Mancini in vista di Euro 2020. Difesa di ferro, attacco che fa puara. Con Lukaku si inizia a fare sul serio.

Inter (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar; Lazaro, Barella, Brozovic, Sensi, Asamoah; Lautaro, Lukaku. All. Conte

United-Lukaku: per Mourinho i Red Devils saranno deboli in attacco senza aver sostituito il calciatore belga.

Da opinionista di Skysports, l’allenatore portoghese ha detto la sua sulla vittoria per 4-0 dei Red Devils contro il Chelsea e ha parlato dell’attacco di Solskjaer

Non ha una panchina sua per ora, ma José Mourinho non si fa troppi problemi: intanto lavora in tv come opinionista di Skysports per le gare di Premier League. Un campionato che conosce bene, come la squadra della quale ha parlato, lo United. I Red Devils hanno battuto 4-0 l’altra sua ex storica, il Chelsea, ma Mou ha sollevato qualche perplessità sull’attacco. Ritiene che solo con Martial e Rashford non saranno in grado di avere la stessa continuità durante tutta la stagione e contro squadre più organizzate. In sostanza ha messo in guardia sull’addio di Lukaku che è stato ceduto all’Inter. 

E’ stato Oriali ad avvertire Icardi della maglia n°9 a Lukaku. La reazione di Icardi…

Romelu Lukaku indosserà la maglia numero 9 dell’Inter, come comunicato ufficialmente dalla società attraverso i canali social. La notizia non è stata accolta in maniera positiva da Icardi, sebbene giovedì sera sia arrivata la comunicazione a Mauro della scelta direttamente da Oriali. “È stata una precisa scelta societaria che ha convinto definitivamente Maurito e WandaNara a trovarsi una squadra. L’argentino ha accolto la scelta dell’Inter con un sorriso amaro anche perché se l’aspettava. Icardi resterà comunque in Italia: per lui è testa a testa tra Juve, Roma e Napoli. L’Inter saluterà un attaccante capace di segnare in nerazzurro 124 gol il che lo colloca all’ottavo posto nella classifica all-time del club: con due anni di contratto a disposizione avrebbe potuto provare a raggiungere Roberto Boninsegna, terzo a 171, invece dovrà iniziare a riscrivere una storia tutta nuova lontano da Milano”.

Calcio e Finanza: L’Inter anche dopo Lukaku ha il bilancio nei limiti del FFP e può andare ancora sul mercato.

L’Inter ha completato l’acquisto di Romelu Lukaku mantenendo la percentuale
di costi e ricavi saldamente nei limiti del Finacial Fair Play

I nerazzurri potranno ancora regalare colpi di mercato ad Antonio Conte? Calcio e Finanza, sempre puntuale, ha “pesato” l’arrivo del centravanti belga in termini di bilancio.

Il rapporto tra costi e ricavi deve essere limitato al 70% per rientrare nei limiti del fair play finanziario. L’Inter, in questo senso, può stare più che tranquilla.

L’Inter, finora, ha concluso 10 operazioni: Lukaku, Politano, Salcedo, Radu, Brazao, Lazaro, Godin, Barella, Agoume e Sensi. Affari che, spiega Calcio e Finanza, hanno portato ad un esborso in cartellini 155 milioni complessivi e un aumento del costo della rosa (ammortamenti+stipendi lordi+costo prestiti) pari a circa 81,1 milioni di euro.

In uscita, sono partiti Nainggolan (prestito al Cagliari, con ingaggio pagato interamente dai sardi tranne le prime due mensilità), Karamoh e Puscas, che hanno garantito circa 16 milioni di plusvalenze.

Il bilancio attuale

“Se il mercato chiudesse alla data dell’8 agosto 2019, il costo della rosa dell’Inter per la stagione 2019-2020, inteso come somma di stipendi lordi, ammortamenti e costo dei giocatori in prestito, sarebbe di 236 milioni, in crescita di circa 40 milioni rispetto ai 198,2 milioni della stagione 2018-2019. Il rapporto tra costo della rosa e ricavi per la stagione 2019-2020 dipenderà anche da quello che sarà il fatturato dell’Inter in questa stagione.

Secondo le stime, l’Inter dovrebbe toccare quota 400 milioni di euro di ricavi caratteristici nella stagione 2019/20, in crescita di poco meno del 10% rispetto ai 370 milioni previsti nel 2018/19.

Sulla base delle operazioni di mercato effettuate finora il rapporto tra costo della rosa e ricavi sarebbe pertanto del 57%. Un dato in peggioramento rispetto al 47% della stagione 2018-2019 ma ancora decisamente all’interno della soglia, considerata virtuosa, del 70%”

Questo significa che l’Inter ha spazio per completare altri acquisti, come Dzeko. Se poi dovessero essere completate cessioni pesanti, come Icardi, ecco ci sarebbe ulteriore spazio per sognare nuovi colpi per Antonio Conte.