Sconcerti: “Il calcio è tornato ad avere bisogno dell’Inter.

Inter e Juventus si avvicinano a grandi passi alla grande sfida di domenica prossima a San Siro. Dalle colonne del Corriere della Sera, Mario Sconcerti analizza il successo dei nerazzurre: “Inter e Juve hanno vinto in modo quasi uguale le proprie partite: la Juve dominando il secondo tempo, l’Inter il primo. Non bisogna essere troppo golosi, non si può dominare per tutta una partita anche se si è più forti. L’Inter è stata più duttile, ha giocato in dieci, gestito la difficoltà e dato più significato al risultato. Quella che esce da Genova è una squadra sicura dentro un calcio rapido, spesso di prima, comunque mai a più di due tocchi, con palla a terra e assenza di numeri personali. Il gioco deve venire dalla collaborazione, ognuno gioca per tutti. In molti tratti l’Inter di Antonio Conte ricorda l’Atalanta di Gian Piero Gasperini quando stava nascendo. I concetti sono gli stessi, le marcature intense, praticamente a uomo quasi ovunque. L’Inter ha più qualità sparsa sul campo e una intera concezione di società ormai diversa. Quando fatturi più di 400 milioni l’anno puoi chiedere meno a te stesso perché ormai appartieni a tutti, sei un guadagno comune, sono gli altri che vengono a cercarti. È questa la nuova diversità dell’Inter, è un’azienda ricchissima che funziona. Questo significa orgoglio da parte di tutti, serietà di base, assenza di contrasti con la politica del calcio. Significa essere rispettati, cosa non sempre uguale per tutti in ogni tipo di vita. L’Inter può arrivare prima o seconda, ma per squadra e società si è messa in condizioni di andare dove vuole. È il calcio che è tornato ad avere bisogno dell’Inter”.

Sconcerti: “Egemonia Juve in pericolo? Nell’Inter qualcosa si muove come peso politico e nuovo fascino internazionale.

L’egemonia della Juventus è in pericolo?”, si chiede Mario Sconcerti dalle pagine del settimanale Oggi. La risposta del giornalista è secca: “No, le prime due partite non hanno detto niente che faccia pensare a questo. La Juve è a punteggio pieno e per 60 minuti col Napoli è stata da manuale. C’è stata i generale un po’ di confusione inutile sia in difesa sia sul mercato. I nuovi giocatori, per esempio, tardano a entrare ma con Sarri alcuni altri come Douglas Costa, Higuain e De Sciglio sembrano rinati”.

Tutto come sempre, allora? “Anche questo è troppo perché l’Inter ha 5 punti in più rispetto all’anno scorso, la Lazio quattro e il Torino è una realtà che dura dall’anno scorso. La vera realtà diversa è soprattutto l’Inter di Conte.  È molto migliorata nella gestione della partita, anche se ancora non nel ritmo con cui sposta il pallone. E quando il pallone è lento, è lenta tutta la squadra. Ma c’è tutto un mondo che si sta muovendo intorno all’Inter in modo diverso, fatto di soldi, peso politico e nuovo fascino internazionale. Non è ancora chiaro il valore tecnico della squadra, se per esempio Lukaku valga più di Icardi o se Barella di Vecino, ma per la prima volta dai tempi di Mourinho l’Inter è totalmente competitiva”. E tra i giocatori sorpresa di questo inizio di campionato Sconcerti ha inserito Stefano Sensi.

Sconcerti: “INTER più avanti della prima Juve contiana. Saranno forti”

Mario Sconcerti, sul Corriere della Sera, ha così analizzato la conferenza stampa di Antonio Conte. “Il primo Conte è un po’ pieno di frasi scontate, ma su una cosa ha ragione: il primo anno è il più difficile. Perché parti indietro, devi valere venti punti in più e non c’è niente che ti dia la certezza di averli acquistati. Alla Juve quando cominciò Conte aveva attaccanti normali (Vucinic, Matri, Quagliarella, un Del Piero al tramonto), ma costruì un centrocampo fortissimo con Vidal-Pirlo-Marchisio. L’anno dopo sostituì Marchisio con Pogba. Il jolly era Giaccherini. Quel primo scudetto è stato forse il più qualificante perché la Juve non c’era ancora, un anno prima era arrivata settima con 58 punti. Conte al mercato aveva avuto Pirlo gratis, Elia, Estigarribia, Vidal, Vucinic, Lichtsteiner: un mercato intelligente, ma appena normale. Mi sembra stia accadendo adesso la stessa cosa. L’Inter è più avanti della prima Juve di Conte. Il suo mercato per ora si è visto poco, ma non cerca colpi a sorpresa, cerca solo giocatori adatti a un compito. Si cacciano i top player che sono fuori sintonia. E non è un lusso, è una necessità. Conte cerca in ogni giocatore un undicesimo del gioco che gli serve. È la somma che fa la squadra. Al contrario di quel che pensa, Conte cerca più tanti io che un solo noi. Quello viene dopo. L’Inter sarà subito una squadra forte, molto competitiva“.