Stoccata di Cobolli Gigli: ” Marotta è riuscito a sistemare Icardi, perché ci sa fare, Paratici no.”

Cobolli Gigli ha molta stima di Beppe Marotta (nella foto) mentre ritiene Paratici come un manager presuntuoso.

“Marotta ci sa fare, Paratici no”. La bordata all’attuale amministratore delegato della Juventus arriva da un ex bianconero, Giovanni Cobolli Gigli. L’ex presidente della Vecchia Signora parla a tutto campo nell’intervista concessa a ‘Punto Nuovo Sport Show’ su Radio Punto Nuovo, a partire dall’arrivo di Maurizio Sarri sulla panchina della Juve: “È una cosa risaputa che non ho grande stima per Sarri, per le sue dichiarazioni. Come tecnico non posso nascondere abbia fatto bene a Napoli e Chelsea, ma c’erano altri tecnici che potevano essere presi se proprio doveva andare via Allegri. Guardiola, per dirne uno. Sono uno che non dimentica, ricordo dichiarazioni e gesti fuori luogo fatti da Sarri. Mi sembra che Sarri abbia esagerato e non penso che possa cambiare, ha un’età e non succederà. Vedremo cosa farà come tecnico. Quella di Sarri mi è sembrata una conferenza stampa ben costruita, mi sembrava che avesse dimenticato tutto ciò precedentemente detto, poco coerente”.

MERCATO SBAGLIATO – Cobolli Gigli commenta poi le mosse di mercato dei bianconeri: “Emre Can? Penso che il problema nasce da una sbagliata campagna di acquisti e cessioni fatte da Paratici. Marotta non avrebbe agito così. Mandzukic e Emre Can non possono essere esclusi, Dybala è stato inserito perché non sono riusciti a venderlo. Paratici e Andrea Agneli hanno sbagliato, il secondo perché gli ha lasciato troppo margine di scelta. I giocatori sanno che se fanno buone prestazioni, possono trovare collocazioni anche a Gennaio, magari più prestigiose. È chiaro che l’eccesso paga, ma sono fatti loro a questo punto. Lukaku grande smacco. Marotta è riuscito a sistemare Icardi, perché ci sa fare, Paratici no. Ancelotti al posto di Sarri? Avrei preferito fosse rimasto Allegri, come avevano detto Agnelli e Nedved. Errori di comunicazione fatti da personaggi della Juventus. Avrei preferito Guardiola o Deschamps, Ancelotti non avrebbe lasciato Napoli”.

Calciomercato.com- i voti al mercato: Inter “prima”voto da 9, Juve da 6, Milan e Roma insufficienti e Napoli da 8.

Ecco le considerazioni di Stefano Agresti – calciomercato.com

ATALANTA 7 – Per una volta, in onore della Champions, non ha ceduto i migliori né i titolari (solo Mancini è andato alla Roma). E ha cercato di dare a Gasperini alternative di rilievo in ruoli chiave: Muriel davanti, Malinovskyi a centrocampo. Un mercato per sognare ancora un po’.

BOLOGNA 6 – Se ne sono andati due giocatori preziosissimi: Lyanco per fine prestito, Pulgar con la clausola rescissoria. Medel può dare la grinta che portava il connazionale andato alla Fiorentina. Interessante Tomiyasu, degno di nota il riscatto di Orsolini.

BRESCIA 7 – La conferma di Tonali e l’arrivo di Balotelli sono i segnali di come Cellino intenda fare sul serio. Certo sono due incognite: uno è al debutto in A, l’altro torna dopo troppe vicissitudini. Ma la squadra è da salvezza.

CAGLIARI 8 – Ha ceduto Barella perché non poteva trattenerlo di fronte alle pressioni dell’Inter, ma i colpi sono da società ambiziosissima: Nandez, Rog e soprattutto Nainggolan a metà campo, Simeone in avanti, oltre alle conferme di Cragno e Pavoletti (avevano molte richieste, ora sono tutt’e due rotti). Il presidente Giulini vuole festeggiare i 100 anni della società e i 50 dello scudetto con una squadra di livello eccellente.

FIORENTINA 7,5 – La conferma di Chiesa, voluta a tutti i costi dal nuovo padrone Commisso, è un segnale di ritrovata forza e nuova voglia. Molti acquisti sono di spessore, da Ribery a Boateng, da Badelj a Pulgar fino a Pedro.

GENOA 8 – Finalmente Preziosi non smembra la squadra ma prova a costruirne una decisamente migliore della passata, che si è salvata all’ultima giornata. Coinvolgente la scelta di Schone, intelligenti quelle di Zapata e Saponara. E attenzione a Pinamonti: in coppia con il confermato Kouame può entusiasmare.

INTER 9 – Icardi al Psg è un doppio colpo straordinario: Maurito è stato eliminato come possibile elemento di disturbo e non è finito alla Juve. Sono stati collocati in qualche modo altri due esuberi fastidiosi, Nainggolan e Perisic. Ma – soprattutto – la squadra è stata rafforzata in modo significativo: Godin dietro, Sensi e Barella in mezzo, Lukaku e Sanchez davanti (più altri arrivi sparsi). E tutto questo è stato messo nelle mani di un allenatore, Conte, che fa la differenza quanto e più di un top player.

JUVENTUS 6 – E’ la media tra il voto agli acquisti (9) e la gestione complessiva del mercato tra cessioni e costruzione di un organico omogeneo (3). Da applausi i colpi Ramsey, Rabiot e soprattutto De Ligt, però non avevamo mai visto la Juve bussare a mille porte per cercare di liberarsi di suoi importanti giocatori (ha provato a venderne almeno una dozzina). C’è una lacuna nei terzini. E due calciatori di primissimo piano dovranno restare fuori dalla lista Champions (sarebbero stati tre se non si fosse rotto Chiellini).

LAZIO 7 – Si è tenuta Milinkovic, e non è poco: è tantissimo. Con lui ha confermato tutti coloro che l’anno scorso hanno vinto la Coppa Italia, aggiungendo l’uomo che mancava per colmare la lacuna principale dell’organico: Lazzari sulla fascia destra.

LECCE 6 – Buoni giocatori e alcuni nomi importanti (Imbula, Lapadula) per assorbire l’impatto con la serie A. Il club ci ha messo buona volontà, chissà se sarà sufficiente per conquistare la salvezza.

MILAN 5,5 – Ha speso (quasi 90 milioni), ma senza dare l’impressione di poter compiere un salto di qualità: solo Bennacer sembra un buon colpo. Ha inseguito per tutto il mercato Correa e ha fallito l’obiettivo, lo scambio Rebic-André Silva è una toppa messa all’ultimo tuffo.

NAPOLI 8 – Sono rimasti i giganti, a cominciare dal Koulibaly, e sono stati inseriti gli uomini giusti dove servivano: Manolas, Lozano, ma anche Di Lorenzo, Elmas e Llorente. Ha lavorato per ridurre il gap dalla Juve e in teoria ci è riuscito.

PARMA 7 – Tanti acquisti di buon livello per continuare a crescere; significativi soprattutto gli investimenti per i riscatti dei giocatori che aveva in prestito (a cominciare da Inglese), interessante l’arrivo di Darmian.

ROMA 5,5 – Ha perso il capocannoniere dell’ultimo campionato (El Shaarawy), il leader difensivo (Manolas), il leader di tutto (De Rossi). Ha cercato di tamponare, ma non sono molti gli arrivi davvero convincenti. Sembra positiva la scelta di Pau Lopez in porta, intriga Mkhitaryan, però alla fine la nota più positiva del mercato estivo sono i rinnovi di contratto: Under, Zaniolo, Dzeko (convinto a rimanere con un contratto comunque principesco).

SAMPDORIA 5 – Non ha rimpiazzato in modo adeguato i giocatori importanti fuggiti altrove (Praet, Defrel, Saponara). La querelle per il passaggio della società da Ferrero al gruppo guidato da Vialli ha probabilmente distratto gli uomini mercato blucerchiati, di solito abilissimi a vendere e ricostruire.

SASSUOLO 6 – Le uscite sono pesanti: Lirola e Demiral, Sensi e Boateng, anche Di Francesco. La squadra rimane competitiva, anche se sembra un po’ ridimensionata. Interessante la scelta dell’ex empolese Traoré per il centrocampo, Chiriches può dare consistenza.

SPAL 5,5 – Lazzari e Bonifazi mancheranno, la società ha cercato in ogni modo (e inutilmente) di riprendersi almeno il difensore dal Torino. La voglia di costruire una squadra da salvezza c’è, eccome, ma il gruppo pare indebolito rispetto alla scorsa stagione.

TORINO 6,5 – Il colpo di mercato dei granata è la conferma di tutti i giocatori di peso, oltre ai ritorni di Bonifazi e Lyanco. I tifosi si aspettavano qualcosa in più prima del doppio impegno contro il Wolverhampton in Europa League, ma il colpo Verdi al fotofinish fa sognare.

UDINESE 6 – Il solito mercato di uscite – nemmeno particolarmente significative, stavolta – e investimenti su giocatori semisconosciuti che a volte si rivelano talenti assoluti. Avere trattenuto De Paul è il fiore all’occhiello della campagna acquisti.

VERONA 5,5 – Un viavai di giocatori che, nelle intenzioni della società, dovrebbe avere consegnato a Juric un gruppo in grado di lottare per la salvezza, stavolta. Ma non sarà facile; di sicuro non ha compiuto un salto di qualità.

Causa Icardi: “Secondo l’avvocato Arnaboldi quella dell’argentino sembra una mossa suicida. L’Inter ha molto materiale a suo favore…”

Secondo l’avvocato la causa potrebbe essere un boomerang a Icardi

Luca Arnaboldi, intervenuto a Top Calcio per parlare della situazione:

Mauro Icardi ha fatto causa all’Inter, è la notizia bomba di questa sera, ma l’argentino potrebbe avere vita dura con i legali della società nerazzurra, che parrebbe avere diversi punti a suo favore, è quello che fatto intendere l’avvocato.

“Bisognerebbe avere contezza  della richiesta precisa del calciatore, per il momento non è chiaro quale giurisdizione abbia deciso di adire,” ha detto Arnaboldi introducendo il suo intervento.

“Se fosse la giustizia sportiva potrebbe lamentare semplicemente il fatto che a lui deve essere garantita la possibilità di prepararsi insieme alla squadra, nessun giocatore può avere garantita la convocazione e men che meno la titolarità”.

Icardi potrebbe appellarsi al fatto che, secondo lui, l’essere escluso da parte degli allenamenti – le sedute tattiche- violi un suo diritto di calciatore:

“Esiste una convenzione non codificata e che nella prassi è sempre stata accettata, com’è noto Conte lo faceva partecipare agli allenamenti ma lui veniva escluso dalle sessioni tattiche, immagino che lui abbia provato – ma sono supposizioni da confermato- a sostenere che questa parziale esclusione dalla parte tattica degli allenamenti, possa configurare una violazione di quello che è un diritto del calciatore, ovvero quello di essere tenuto in allenamento”.

Ma secondo l’avvocato Arnaboldi la situazione potrebbe ritorcersi contro a Icardi, non certo ligio e professionale in alcuni suoi comportamenti negli ultimi mesi:

“Mi pare però che se così fosse il nostro 26enne ex centravanti dell’Inter rischia di detonare una reazione non indifferente, perché se l’Inter decidesse di andare a rispolverare i comportamenti tenuti dal giocatore nel corso del campionato scorso, temo che verrebbe fuori una lista della spesa di ben maggiori proporzioni”.

L’avvocato Arnaboldi comunque invita a non sbilanciarsi sulla situazione visto che non si hanno in mano le carte legali, ma insiste che quella di Icardi è una mossa inappropriata:

“In sintesi, attenderei di capire carte alla mano di capire di cosa stiamo parlando, ma sinceramente dal punto di vista strategico mi sembra una mossa suicida”.

Io non posso sapere, nella maniera più asssoluta, se questo è il frutto di un lavoro sotterraneo di due mesi dove Icardi e i suoi avvocati hanno raccolto documenti, tutto è possibile, quando uno decide di prendere una strada di tutela legale, ammesso e non concesso che sia ben consigliato, cerca di farlo a ragion veduta, che vuol dire che ci ha messo del tempo per mettere insieme una teoria dei suoi diritti lesi, ma torno a ripetere che rischiamo – io per primo- di dire delle sciocchezze. Posso dire che mi pare assolutamente impropido per un giocatore che l’anno scorso si  è palesemente e notoriamente reso responsabile di una serie di comportamenti che lo hanno visto rifiutare la convocazione con scuse, se non ricordo male, mai riscontrate di presunti infortuni o presunte inabilità fisiche”.

Secondo Arnaboldi l’Inter e Conte però si sarebbero cautelati e avrebbero rispettato i diritti di Icardi:

“Immagino lui abbia sostenuto che l’attuale regime che gli è riservato, che lo vede sostanzialmente escluso da una parte della preparazione, sia una violazione del diritto di essere tenuto allenato dalla squadra in cui gioca, però, ripeto, a me risulterebbe che i precedenti consentano di scindere la parte di preparazione atletica dalle sessioni tattiche, per cui credo che Conte e la società abbiano agito in perfetta conoscenza di questa prassi e ne fossero ben avveduti. Secondo me la strada è molto in salita”.

Icardi anche oggi fuori dalla seduta tattica per Cagliari-Inter e non sarà convocato da Conte.

Secondo Sky Sport, Beppe Marotta lo ha fatto capire chiaramente: la situazione di Mauro Icardi resta caldissima, almeno fino alle 20 di lunedì, quando chiuderà il calciomercato estivo. Nel frattempo, però, l’attaccante, che ha partecipato alla parte atletica dell’allenamento svolto in mattinata dalla squadra, è rimasto fuori ancora una volta dalle esercitazioni tattiche dell’Inter di Antonio Conte. D’altronde, a Cagliari Maurito non ci sarà e, così come contro il Lecce, non sarà nemmeno convocato. La linea societaria, dunque, continua chiara e coerente. In attesa che, come auspicato all’amministratore delegato nerazzurro, la situazione si risolva il prima possibile.

Marotta: per Icardi siamo fiduciosi di risolvere la telenovela. Tutte le parti stanno collaborando…

Dall’Hotel Sheraton, sede ufficiale del calciomercato, Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha risposto alle domande dei giornalisti presenti: “​Negli anni ‘90 la Serie A era il top per i calciatori, oggi siamo diventati un po’ la tradizione. Ma quest’anno allenatori importanti hanno richiamato l’attenzione di molti calciatori e stiamo risalendo, ma a livello economico siamo ancora lontani da altri campionati. L’operazione Recoba a Venezia? Accanto alla competenza deve esserci anche un po’ di fortuna. Stavo andando a Parma a prendere Giunti, a metà strada mi chiama Oriali e mi dice, guarda che Tanzi è Galliani hanno fatto operazione Giunti-Orlandini. Mi chiama poi un collaboratore che mi dice di aver visto questo Recoba. Così chiamo Mazzola e con Paco Casal facemmo questa operazione per giustificare una mancanza, poi si verificò un gran colpo perché da solo fece la differenza. Un’altra operazione simile la feci alla Sampdoria con Cassano. Era stato emarginato dal Real e venne da noi, con lui e Pazzini arrivammo quarti. Pogba? Un’operazione nata tra sinergia con attività di scouting e rapporti con agenti. Lui non rinnovava col Manchester, Raiola lo offrì a Paratici e lo prendemmo facendo un grande affare”.

SU CONTE – “​Conte? Una delle domande a cui non sono ancora riuscito a dare una risposta esatta è qual è il lesso dell’allenatore. Io non lo so, ma in un grande club serve un profilo che non badi solo ai dettagli tattici, ma che abbia grandi capacità di gestione dal punto di vista umano. Siamo stati contenti di aver rinunciato all’acquisto di un calciatore per investire su Conte perché crediamo che lui sia il nostro top player e che in percentuale inciderà di più”.

SU ICARDI – ​”Icardi? La parte mediatica è una cosa che coinvolge è interessa tutti, su questo argomento ho letto di tutto ma noi abbiamo agito con senso di coscienza è responsabilità, lo abbiamo fatto nel rispetto dei ruoli perché la società ha il diritto di poter scegliere le strategie. La società ha una linea ed è responsabile delle proprie scelte, di sicuro non siamo autolesionisti, ovviamente nel rispetto dei calciatori. Icardi è protagonista del suo futuro, si sono riscontrate difficoltà, A due giorni dalla chiusura del mercato sono sempre ottimista sul fatto che possa finire questa telenovela. Non siamo autolesionisti, agiamo con coscienza e rispetto”.

ANCORA ICARDI – ​Intervenuto dalla mixed zone dello Sheraton Hotel, Beppe Marotta ha dichiarato: “Rinnovo e prestito per Icardi? Sapete quali sono le nostre intenzioni, mancano due giorni ma siamo fiduciosi di poter trovare una collocazione adeguata al valore di Mauro Icardi. Abbiamo rispetto per la professionalità sempre dimostrata”.

SULL’IDEA MONACO – “In questo momento di idee ce ne sono diverse, aspettiamo. Stiamo avendo confronti, c’è la collaborazione di tutte le parti”.

SE IL MERCATO IN ENTRATA E’ CHIUSO – “Siamo soddisfatti del lavoro svolto, ringrazio il nostro ds Piero Ausilio. Siamo molto felici, contenti per gli investimenti profusi dal presidente Zhang. Abbiamo messo a disposizione di Conte una squadra importante, il nostro mercato in entrata è chiuso”.

Marotta: categoricamente nessuno in società ha invitato Icardi a rimanere…

A pochi minuti dalla sfida con il Lecce, l’amministratore delegato area sport dell’Inter Beppe Marotta è intervenuto a Dazn, commentando le recenti dichiarazioni di Wanda Nara su Mauro Icardi: ​”Siamo orgogliosi e riconoscenti verso i nostri tifosi che sono accorsi in una serata estiva, è testimonianza che l’Inter è amata, sta a noi ricambiare la loro fiducia. Le parole di Wanda Nara su Icardi? Per noi un pizzico di fastidio, sia per i tempi che per i modi. Smentisco nel modo più assoluto che qualsiasi dirigente dell’Inter, e in particolare Steven Zhang, abbia invitato Icardi a rimanere. Abbiamo dettato una strategia ben precisa e l’abbiamo comunicata nei tempi giusti. Andremo avanti fino alla fine e nessuno dell’Inter può stravolgere questa linea comune”.

INTER: una rosa più italiana è scelta mirata di Marotta e Conte.

Ci sono ben 12 elementi di casa nostra. Che, a meno di sorprese, con l’arrivo di Biraghi, diventeranno 13 unità su 27.

È chiara l’inversione di tendenza dell’Inter con la nuova gestione targata Marotta-Conte. Come sottolineato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport, infatti, i due sembrano privilegiare non poco la scelta di giocatori italiani, che conoscano bene il nostro campionato e che, come all’epoca juventina, possano rappresentare lo zoccolo duro della squadra che verrà e che proverà a impadronirsi della Serie A. Scrive il quotidiano:

I giocatori di casa nostra sono già al 50% – “La squadra che ha conquistato il Triplete, quella tipo per intendersi, non aveva nemmeno un italiano, ma solo stranieri: 11 su 11. E Moratti ne faceva perfino un vanto. Poi c’è stata un’inversione di rotta e negli ultimi anni si è cominciato a vedere qualche calciatore nostrano in più. Ma in questa stagione si sta andando anche oltre, perché, di fatto, metà dell’organico a disposizione di Conte è italiano. Al momento, è composta da 27 nomi. Ebbene, ci sono ben 12 elementi di casa nostra. Che, a meno di sorprese, con l’arrivo di Biraghi, diventeranno 13 unità su 27, quindi soltanto un pelo sotto il 50%“.

Ausilio: vi avevo avvisato chi era Epic Brozovic. Diverso da come descritto…

Marotta e Ausilio non fanno sconti e preparano il nuovo ciclo dell’Inter targata Antonio Conte. Via tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno creato qualche problema nello spogliatoio, prima Radja Nainggolan, poi Ivan Perisic e infine Mauro Icardi, ancora nerazzurro ma totalmente ai margini, anche semplicemente non tenendo giusti comportamenti all’interno del gruppo, emergendo come esempi sbagliati agli occhi degli altri. Ma in questo programma di epurazione c’è un’eccezione che non può passare inosservata: Marcelo Brozovic. Il centrocampista croato è sembrato a tratti il primo nella lista dei partenti, ma negli ultimi anni ad Appiano sono cambiati allenatori e dirigenti e tutti hanno sempre confermato il numero 77, che pure sembrava aver scritto la parola fine alla sua storia in nerazzurro, quando due anni fa contro il Bologna, sostituito da Spalletti, uscì applaudendo il pubblico che inveva contro di lui. 

AUSILIO DICEVA BENE – Colpa di quell’atteggiamento un po’ così, quel suo modo di gesticolare e correre come se facesse un favore a qualcuno. Procurava decisamente fastidio al pubblico del Meazza, che ancora una volta ha dimostrato di saper tornare sui propri passi.Chi invece ha sempre creduto in lui è Piero Ausilio, che proprio in quel periodo alla fine di una conferenza stampa di Spalletti si presentò nella saletta per esprimere un breve concetto ai giornalisti che non gli risparmiavano critiche: Posso dirvi solo una cosa, sperando mi crediate sulla parola. Io credo che qui nessuno abbia davvero capito il vero carattere di Marcelo Brozovic. Lo conosco bene ed è l’opposto di come lo stanno descrivendo in questi giorni. È un ragazzo che ci tiene”. Sembravano parole di facciata, non lo erano. 

CONQUISTATO DA CONTE – Due anni dopo è arrivato il sigillo di Antonio Conte, uno che non si perde in chiacchiere e che nello spogliatoio offre spazio solo a chi è disposto a soffrire. Non a caso negli ultimi anni proprio Brozovic si è sempre attestato al primo posto tra i nerazzurri per chilometri percorsi in campo. Metro dopo metro il croato si è ripreso l’Intrer, gli interisti e adesso anche Antonio Conte, che gli affida le chiavi di un centrocampo tutto nuovo, con Sensi, Barelli e forse qualche sorpresa ancora in arrivo. Tutto cambia, Brozovic rimane. Aveva ragione Ausilio: non lo avevamo capito. 

Vicenda Icardi: volevano incastrare Marotta ma è lui che fa saltare il banco. L’unica cosa che può bloccare l’argentino è la sua carriera.

Erano convinti di aver messo Beppe Marotta nel sacco. Lo era la Juve, la grande corteggiatrice. Lo erano Roma e Napoli, pronte a scatenarsi come avvoltoi sul piatto prelibato. E lo erano probabilmente anche Mauro Icardi e Wanda Nara, certi di avere ancora il coltello dalla parte del manico.

“Se Icardi non se ne va, il mercato dell’Inter resta bloccato. E dichiararlo fuori dal progetto contribuirà ad abbassarne il prezzo”. Quante volte abbiamo letto questa frase sui giornali. Quante volte l’abbiamo sentita nelle trasmissioni tv.

Ma Marotta ha rilanciato, ha sparigliato e fatto saltare il banco. La mossa Lukaku è stata una mossa azzardata, fatta senza la certezza dell’introito di Icardi. Ma una mossa strategicamente perfetta. In un sol colpo, tutte le posizioni sono state ribaltate.

La Juve, perso Lukaku, si ritrova ancora sul groppone tre attaccanti messi in vendita (Dybala, Mandzukic e Higuain) e non è più in grado di affondare per Icardi senza cedere qualcuno. E la capacità di dettare legge sul prezzo? Ridimensionata clamorosamente rispetto ad un’Inter senza punte in rosa. Adesso l’Inter la punta ce l’ha e il bilancio non fa segnare l’allarme rosso che molti ipotizzavano. Le cartucce di Paratici sono poche.

La Roma e il Napoli? L’Inter tratta volentieri ma non c’è più il vantaggio strategico delle due pretendenti a Icardi. La Roma cerca disperatamente un centravanti e dovrà trattare alle condizioni dell’Inter (come del resto, a parti inverse, fanno i nerazzurri per Dzeko, vista la volontà di Conte). E il Napoli? Perso Pépé, ha bisogno di un grande colpo. Volete Icardi? Nessun problema, ha risposto Marotta. Ma il prezzo è sempre quello: 70 milioni.

E Icardi? Il vantaggio di “bloccare il mercato dell’Inter” è finito nel momento in cui a Milano è sbarcato Lukaku. Icardi ora non può più bloccare nulla, il mercato dell’Inter si è sbloccato da solo. L’unica cosa che può bloccare Icardi è la sua carriera.

Ora, per l’ex capitano nerazzurro, c’è una scelta da fare. Difficile. Sarà “plata”, visto che sarà comunque ricoperto di milioni ovunque vada, o “plomo”, inteso come suicidio sportivo. In un calcio che cambia e dimentica a ritmi forsennati, pensare di fare un anno ai margini è un autentico suicidio sportivo, con annessa carriera a grandi livelli a rischio. Percorrerà questa strada? Bisognerebbe essere nella sua testa per saperlo. Ma di certo, non è quello che gli sta consigliando, saggiamente, il suo entourage.

Da CorSera: Disastro Paratici, Marotta magistrale. E la lotta non è finita…

Beppe Marotta ha vinto la sfida a distanza con Fabio Paratici su Romelu Lukaku. Ma non è finita la lotta tra Inter e Juve

“Freddezza e tempismo. Così il maestro Marotta ha dato scacco matto all’allievo Paratici. Il colpo è basso e brutto, dall’Italia Marotta ha diretto un’operazione magistrale. L’azzardo juventino si è trasformato in una specie di catastrofe. Oggi, al netto di Cristiano Ronaldo, la regina degli ultimi otto scudetti consecutivi ha in rosa tre punte che non vorrebbe più e che ha provato a cedere in ogni modo: Mandzukic, Higuain, soprattutto Dybala“, sottolinea il quotidiano.

“La regina d’Italia deve venderne due per prenderne uno. Higuain vuole rimanere a Torino anche se la Roma insiste (il fratello Nicolas è stato avvistato nella capitale), Mandzukic può tornare in Germania, per Dybala bisognerà vedere se il Paris Saint Germain passerà dalle parole ai fatti (ma sino a quando non avrà risolto la grana Neymar sarà difficile). Così si torna al punto di partenza, lo scambio tra Dybala e Icardi, che garantirebbe a entrambi i club una ricca plusvalenza. La Juve non lo voleva fare allora e rischia di subirlo oggi, come se fosse un’altra sconfitta”.

L’eventuale scambio dell’estate, orchestrato da Marotta e subito da Paratici, sarebbe un ennesimo successo nerazzurro sul mercato. Con la sfida che, poi, si trasferirebbe sul campo.