LITE LUKAKU – BROZOVIC: C’E’ UNA TALPA CHE SI AGGIRA IN SOCIETA’

Brozovic-Lukaku nella norma. Spiffero grave: caccia Inter alla talpa. Lo scenario probabile…

Editoriale di Alfio Musmarra – E’ bastato un mezzo passo falso, per scatenare falle inattese nel sistema comunicativo nerazzurro, un pareggio all’esordio in Champions per far uscire i soliti spifferi. Soliti perché non è la prima volta che dalle mura amiche di Appiano avvengono episodi di questo genere. Ma questa volta è diverso, molto diverso rispetto al solito.

Con l’arrivo della Triade Marotta-Conte-Oriali i ranghi sono stati serrati: Appiano Gentile è tornata ad essere più di stampo Mourinhiano e quindi blindata. Niente più via-vai di amici, procuratori, mogli e fidanzate. Stesso discorso per ciò che concerne lo spogliatoio, luogo la cui sacralità è tornata ad essere rispettata. In pochissimi vi possono accedere, oltre a Conte e Oriali, ed anche la zona antistante l’ingresso dello stesso è stata ‘ripulita’ il più possibile.

Caccia alla talpa

Che qualcuno abbia sentito dall’esterno dello spogliatoio di San Siro è impossibile. Che qualcuno abbia assistito è da escludere categoricamente. Che qualche giocatore l’abbia raccontata all’amico che ne cura le relazioni è probabile. Che due giorni dopo fosse di dominio pubblico su tutti i quotidiani è imbarazzante per una società che ha preso come modello la Juventus per tutte le considerazioni che ne conseguono. La caccia alla talpa è ufficialmente iniziata, ma alcune riflessioni vanno fatte:  nel corso degli anni questo problema è stato uno dei talloni d’Achille di questa società. Che  negli anni però è stata ribaltata come un calzino in quasi tutti i suoi settori. Possibile che ancora non si sia riuscito a debellare il problema?

Normale discussione

Che voli qualche parola grossa dentro uno spogliatoio dopo una partita andata male non è certo una notizia, lo diventa se arriva ad inizio stagione, ad un primo mezzo passo falso dopo 3 vittorie consecutive in campionato. Lo diventa se si arriva a parlare di rissa, se va a minare la sacralità dello spogliatoio dove tutto dovrebbe rimanere. Perché non basta prendere il miglior allenatore ed il migliore Amministratore Delegato se poi le falle nel sistema restano endemiche. Evidentemente manca ancora qualcosa da andare a ‘toccare’ per completare un processo evolutivo che fino ad oggi è rimasto parziale.

Il precedente Mancini

Dopo Inter-Slavia Praga qualcosa è successo, minimizzare o enfatizzare non è questo il punto. La questione è avere il coraggio di risolverla per evitare che si ripetano situazioni simili in futuro. Qualcosa di simile avvenne dopo Inter-Lazio del Mancini bis, quando la squadra era prima in classifica stupendo tutti. Dopo quella partita uscì lo spiffero di una lite nello spogliatoio e guarda caso da quel momento iniziò la crisi ( per la cronaca l’Inter perse in casa sorprendentemente, era il 20 dicembre 2015).

Sono trascorsi 4 anni, nel frattempo sono cambiati allenatori, giocatori ( non tutti ) e dirigenti o affini ( non tutti) ma qualcosa evidentemente si trascina. Ed è arrivato il momento di intervenire per non vanificare tutti gli sforzi che la società sta facendo per tornare lì in alto dove si spera di tornare in pianta stabile.

Theo Hernandez (Milan): “Il derby di Milano lo vinciamo di sicuro”

Il terzino del Milan Theo Hernandez ha rilasciato una intervista a SportMediaset:

Sull’infortunio: “Sono cose che succedono nel calcio. E’ stata una giocata molto brutta come ho detto, ma non ho potuto farci niente. Ora sto molto bene e sto lavorando duro per tornare più forte di prima e per giocare il prima possibile”.

Sul rientro: “Settimana prossima spero di essere già pronto per giocare, ma bisogna poi vedere se i dottori mi lasciano. Ho molta voglia di giocare e di rendere felici i tifosi”.

Su Giampaolo e Zidane: “Sono due allenatori differenti. Non conoscevo a dire il vero Giampaolo. E’ un grande allenatore e penso che farò delle cosette molto belle con lui”.

Sul derby: “Ho molta voglia di giocarlo. E’ il primo derby di Milano che giocherò. E’ sicuro che lo vinceremo”.

Sui nuovi arrivi: “Siamo acquisti giovani, ma buoni giovani. Credo che bisogna provarci sul campo e poi i tifosi saranno contenti di noi”.

Sull’italiano: “Alla mia fidanzata dico ‘molto bella’, poi so dire risotto alla milanese, oltre a buongiorno e ciao”.

Calciomercato.com- i voti al mercato: Inter “prima”voto da 9, Juve da 6, Milan e Roma insufficienti e Napoli da 8.

Ecco le considerazioni di Stefano Agresti – calciomercato.com

ATALANTA 7 – Per una volta, in onore della Champions, non ha ceduto i migliori né i titolari (solo Mancini è andato alla Roma). E ha cercato di dare a Gasperini alternative di rilievo in ruoli chiave: Muriel davanti, Malinovskyi a centrocampo. Un mercato per sognare ancora un po’.

BOLOGNA 6 – Se ne sono andati due giocatori preziosissimi: Lyanco per fine prestito, Pulgar con la clausola rescissoria. Medel può dare la grinta che portava il connazionale andato alla Fiorentina. Interessante Tomiyasu, degno di nota il riscatto di Orsolini.

BRESCIA 7 – La conferma di Tonali e l’arrivo di Balotelli sono i segnali di come Cellino intenda fare sul serio. Certo sono due incognite: uno è al debutto in A, l’altro torna dopo troppe vicissitudini. Ma la squadra è da salvezza.

CAGLIARI 8 – Ha ceduto Barella perché non poteva trattenerlo di fronte alle pressioni dell’Inter, ma i colpi sono da società ambiziosissima: Nandez, Rog e soprattutto Nainggolan a metà campo, Simeone in avanti, oltre alle conferme di Cragno e Pavoletti (avevano molte richieste, ora sono tutt’e due rotti). Il presidente Giulini vuole festeggiare i 100 anni della società e i 50 dello scudetto con una squadra di livello eccellente.

FIORENTINA 7,5 – La conferma di Chiesa, voluta a tutti i costi dal nuovo padrone Commisso, è un segnale di ritrovata forza e nuova voglia. Molti acquisti sono di spessore, da Ribery a Boateng, da Badelj a Pulgar fino a Pedro.

GENOA 8 – Finalmente Preziosi non smembra la squadra ma prova a costruirne una decisamente migliore della passata, che si è salvata all’ultima giornata. Coinvolgente la scelta di Schone, intelligenti quelle di Zapata e Saponara. E attenzione a Pinamonti: in coppia con il confermato Kouame può entusiasmare.

INTER 9 – Icardi al Psg è un doppio colpo straordinario: Maurito è stato eliminato come possibile elemento di disturbo e non è finito alla Juve. Sono stati collocati in qualche modo altri due esuberi fastidiosi, Nainggolan e Perisic. Ma – soprattutto – la squadra è stata rafforzata in modo significativo: Godin dietro, Sensi e Barella in mezzo, Lukaku e Sanchez davanti (più altri arrivi sparsi). E tutto questo è stato messo nelle mani di un allenatore, Conte, che fa la differenza quanto e più di un top player.

JUVENTUS 6 – E’ la media tra il voto agli acquisti (9) e la gestione complessiva del mercato tra cessioni e costruzione di un organico omogeneo (3). Da applausi i colpi Ramsey, Rabiot e soprattutto De Ligt, però non avevamo mai visto la Juve bussare a mille porte per cercare di liberarsi di suoi importanti giocatori (ha provato a venderne almeno una dozzina). C’è una lacuna nei terzini. E due calciatori di primissimo piano dovranno restare fuori dalla lista Champions (sarebbero stati tre se non si fosse rotto Chiellini).

LAZIO 7 – Si è tenuta Milinkovic, e non è poco: è tantissimo. Con lui ha confermato tutti coloro che l’anno scorso hanno vinto la Coppa Italia, aggiungendo l’uomo che mancava per colmare la lacuna principale dell’organico: Lazzari sulla fascia destra.

LECCE 6 – Buoni giocatori e alcuni nomi importanti (Imbula, Lapadula) per assorbire l’impatto con la serie A. Il club ci ha messo buona volontà, chissà se sarà sufficiente per conquistare la salvezza.

MILAN 5,5 – Ha speso (quasi 90 milioni), ma senza dare l’impressione di poter compiere un salto di qualità: solo Bennacer sembra un buon colpo. Ha inseguito per tutto il mercato Correa e ha fallito l’obiettivo, lo scambio Rebic-André Silva è una toppa messa all’ultimo tuffo.

NAPOLI 8 – Sono rimasti i giganti, a cominciare dal Koulibaly, e sono stati inseriti gli uomini giusti dove servivano: Manolas, Lozano, ma anche Di Lorenzo, Elmas e Llorente. Ha lavorato per ridurre il gap dalla Juve e in teoria ci è riuscito.

PARMA 7 – Tanti acquisti di buon livello per continuare a crescere; significativi soprattutto gli investimenti per i riscatti dei giocatori che aveva in prestito (a cominciare da Inglese), interessante l’arrivo di Darmian.

ROMA 5,5 – Ha perso il capocannoniere dell’ultimo campionato (El Shaarawy), il leader difensivo (Manolas), il leader di tutto (De Rossi). Ha cercato di tamponare, ma non sono molti gli arrivi davvero convincenti. Sembra positiva la scelta di Pau Lopez in porta, intriga Mkhitaryan, però alla fine la nota più positiva del mercato estivo sono i rinnovi di contratto: Under, Zaniolo, Dzeko (convinto a rimanere con un contratto comunque principesco).

SAMPDORIA 5 – Non ha rimpiazzato in modo adeguato i giocatori importanti fuggiti altrove (Praet, Defrel, Saponara). La querelle per il passaggio della società da Ferrero al gruppo guidato da Vialli ha probabilmente distratto gli uomini mercato blucerchiati, di solito abilissimi a vendere e ricostruire.

SASSUOLO 6 – Le uscite sono pesanti: Lirola e Demiral, Sensi e Boateng, anche Di Francesco. La squadra rimane competitiva, anche se sembra un po’ ridimensionata. Interessante la scelta dell’ex empolese Traoré per il centrocampo, Chiriches può dare consistenza.

SPAL 5,5 – Lazzari e Bonifazi mancheranno, la società ha cercato in ogni modo (e inutilmente) di riprendersi almeno il difensore dal Torino. La voglia di costruire una squadra da salvezza c’è, eccome, ma il gruppo pare indebolito rispetto alla scorsa stagione.

TORINO 6,5 – Il colpo di mercato dei granata è la conferma di tutti i giocatori di peso, oltre ai ritorni di Bonifazi e Lyanco. I tifosi si aspettavano qualcosa in più prima del doppio impegno contro il Wolverhampton in Europa League, ma il colpo Verdi al fotofinish fa sognare.

UDINESE 6 – Il solito mercato di uscite – nemmeno particolarmente significative, stavolta – e investimenti su giocatori semisconosciuti che a volte si rivelano talenti assoluti. Avere trattenuto De Paul è il fiore all’occhiello della campagna acquisti.

VERONA 5,5 – Un viavai di giocatori che, nelle intenzioni della società, dovrebbe avere consegnato a Juric un gruppo in grado di lottare per la salvezza, stavolta. Ma non sarà facile; di sicuro non ha compiuto un salto di qualità.

Il Giornale: “Il Milan tentato da Icardi. L’INTER non ostacola ma non lo cede in prestito”

I rapporti con la Juventus sono tesissimi e i nerazzurri preferirebbero cedere l’argentino addirittura ai rossoneri.

E se la soluzione migliore per chiudere la lunga telenovela Icardi fosse a pochissimi chilometri di distanza? A meno di due settimane dalla chiusura del mercato in Serie A, l’attaccante messo in vendita dall’Inter resta ancora bloccato e continua a scartare ogni ipotesi lontano da Milano che gli si presenta, aprendo solo al passaggio alla Juventus che però per via dei rapporti tesi tra le due società appare al momento molto complicato. Attenzione però al possibile scenario dipinto da Franco Ordine sulle colonne de ‘Il Giornale’ dove si parla di “Tentazione del Diavolo” per Icardi.  

Alle prese con il ritardo nell’adattamento di Piatek al nuovo stile di gioco imposto da Giampaolo, il Milan infatti è alla ricerca di un altro attaccante da affiancare al polacco e fin qui il nome caldo resta quello di Correa che però i rossoneri vorrebbero acquistare a cifre inferiori rispetto ai 50 milioni chiesti dall’Atletico Madrid. Ecco che quindi la soluzione che potrebbe risolvere una lunga serie di problemi, si legge sul quotidiano, sarebbe quella di una permanenza di Icardi a Milano passando però alla sponda rossonera. Al momento non si registrerebbero contatti diretti con l’Ad interista Marotta, ma da ambienti nerazzurri non filtrerebbero particolari ostacoli all’ipotesi Milan in quanto si considera la Juventus rivale numero uno del prossimo campionato.

Entrando nel merito della suggestione Icardi, è da sottolineare che il Milan è senza Champions e senza Europa League e non sappiamo fino a che punto la società rossonera sarebbe appetibile per l’argentino. E un’altra questione importante è che l’Inter non lo darebbe mai in prestito visto le difficoltà economiche rossonere.

Mercato: l’INTER soffia Sensi al Milan, oramai ad un passo. Il giocatore e il Sassuolo hanno preferito i nerazzurri ai rossoneri. I dettagli…

Stefano Sensi è sempre più vicino all’Inter. E’ stata anche individuata la contropartita giusta per sbloccare l’affare: ai neroverdi dovrebbe andare il giovane attaccante Edoardo Vergani, valutato 3-4 milioni. A livello di formula, i due club sono d’accordo su un prestito sui 5 milioni con diritto di riscatto fissato tra i 22 e i 25 milioni; insomma un’operazione simile a quella chiusa dalle stesse parti in passato per Matteo Politano. Anche l’intesa con il giocatore e con l’agente per l’ingaggio è praticamente raggiunta: l’ex Cesena ha preferito i nerazzurri a parità di offerta rispetto al Milan, visto che entrambi i club garantivano 1,8 milioni netti fino al 2024. Anche il Sassuolo ha privilegiato la proposta dell’Inter rispetto a quella da 15 milioni più bonus del club di Via Aldo Rossi. 

INTER su Sensi: “per ora il Milan è in pole ma i nerazzurri fanno sul serio. E’ l’avviso al Cagliari come alternativa a Barella.”

Marotta parla con il Sassuolo e non vuole aste per il sardo che piace al Paris Saint-Germain e alla Roma.

Inserimenti, manovre di disturbo, messaggi indiretti, perché il parlare a nuora perché suocera intenda è storia che nel mercato funziona sempre benissimo. L’ultima è di Beppe Marotta, che si è messo in mezzo tra Milan e Sassuolo per Stefano Sensi. Una chiacchierata con l’amico Giovanni Carnevali, un sondaggio per capire lo stato dell’arte della trattativa per il centrocampista: nessuna offerta, ovviamente, ma una mossa questo sì.

Stallo

Mossa che vale un messaggio al Cagliari nell’impasse che si è creata nella trattativa infinita per Nicolò Barella. L’Inter non è ferma al centrocampista sardo: in questi casi è giusto guardarsi intorno e Sensi è profilo che piace anche ad Antonio Conte. Ed è affare che si sviluppa su cifre decisamente più sostenibili rispetto a quelle di Barella. Qui il Cagliari continua a non spostarsi dalla valutazione di 50 milioni di euro. L’Inter si è mossa dagli iniziali 30 milioni più contropartite. Ed è arrivata a formulare una proposta da 36 milioni più 4 di bonus. Proposta che l’Inter ritiene finale, senza alcuna voglia di rilanciare o partecipare ad aste con altri club. Di certo c’è che l’affare Barella, in ogni caso, sarà svincolato da altri giocatori. Non ci saranno contropartite inserite. Se poi tra Inter e Cagliari, o tra Cagliari e un eventuale nuovo club, ci sarà spazio per affari paralleli, è altra cosa.

L’INTER fa sul serio per Stefano Sensi: derby di mercato in vista con il Milan.

Tutti pazzi di Stefano Sensi. Il centrocampista del Sassuolo, reduce da un’ottima stagione disputata in Serie A tra le fila dei neroverdi, potrebbe a breve compiere il grande passo recandosi in una big del campionato italiano. Come riportato da Sky Sport, è in programma un derby di mercato per l’ex Cesena. Questo quanto scrive Gianluca Di Marzio su Twitter. Come riferito dal giornalista – esperto in materia di calciomercato – l’Inter sarebbe sulle tracce del giocatore e starebbe lavorando per portare il classe ’95 ad Appiano Gentile. Nella giornata di ieri, il procuratore del mediano in forza agli emiliani ha avuto contatti con il Milan.

INTER changes house- VIDEO: presentation of the new headquarters “Here to live new successes”

Inter changes home. Nothing to do with San Siro, whose future is yet to be written, but for the Nerazzurri it is time for a new venue: having abandoned that of Corso Vittorio Emanuele, Inter presented on social networks the structure in Porta Nuova, a jewel in the most modern area of the Lombard capital. On the club’s official website, the statement:

“Reflecting the ambition and the future vision of the Club. The choice of a highly iconic place of the city, symbol of the new global and technological Milan, is not accidental.

Inside the building ‘The Corner’, owned by the Generali Group, five floors completed by a panoramic terrace with a view that embraces Milan from the Madonnina to San Siro are now home to the new Club house in the city, designed by DEGW and FUD, a Lombardini Group brand22. The spaces are characterized by a careful work of visual identity that sees the Nerazzurri brand play a central role together with the great champions of the history of the Club and the internationality of the Nerazzurri colors.

A work environment characterized by the pleasant natural brightness created by large windows that immerse the spaces in the heart of the Porta Nuova innovation district, from well-chosen furnishing choices and innovative technological solutions. The final result is a space in which the areas of the various work stations are accompanied by zones created for sharing and collaboration.

The 9th floor of the hotel is the only one of its kind, dedicated to welcoming guests and events, where there is a multi-purpose media room, but also the Inter Heritage area and a completely renovated Trophy Room, a true multimedia installation that tells at a glance the history of the whole Nerazzurri palmares.

Eco-sustainability is one of the values that the Club wants to have as a reference in this new era. He therefore chose a new building for his new office, paying particular attention to the environment and performance efficiency, which received the LEED Gold certification.


Investments in new infrastructure for the development of the Club do not end with the Milan office: in addition to the new headquarters, the renovation project for the Appian Gentile Suning Training Center, which will allow the Club to acquire a elite structure able to provide our team with all the support needed to raise our sports performance even further “.

L’INTER cambia casa- VIDEO: presentazione della nuova sede “Qui per vivere nuovi successi”

L’Inter cambia casa. Nulla a che fare con San Siro, il cui futuro è ancora da scrivere, ma per i nerazzurri è tempo di una nuova sede: abbandonata quella di Corso Vittorio Emanuele, l’Inter ha presentato sui social la struttura a Porta Nuova, un gioiello nella zona più moderna del capoluogo lombardo. Sul sito ufficiale del club, il comunicato:

“Rispecchiare l’ambizione e la visione futura del Club. Non è casuale la scelta di un luogo altamente iconico della città, simbolo della nuova Milano globale e tecnologica.

All’interno del building ‘The Corner’, di proprietà del Gruppo Generali, cinque piani completati da una terrazza panoramica con una vista che abbraccia Milano dalla Madonnina fino a San Siro ospitano da oggi la nuova casa del Club in città, progettata da DEGW e FUD, brand del Gruppo Lombardini22. Gli spazi sono caratterizzati da un’attenta opera di identità visiva che vede il brand nerazzurro ricoprire un ruolo centrale insieme ai grandi campioni della storia del Club e all’internazionalità dei colori nerazzurri.

Un ambiente di lavoro caratterizzato dalla piacevole luminosità naturale creata da grandi finestre che immergono gli spazi nel cuore del distretto dell’innovazione di Porta Nuova, da scelte di arredamento curate e da soluzioni tecnologiche innovative. Il risultato finale è uno spazio in cui le aree delle diverse postazioni lavoro si accompagnano a zone create per la condivisione e la collaborazione.

Unico nel suo genere il 9° piano della struttura, dedicato all’accoglienza di ospiti e agli eventi, nel quale trovano spazio una sala media multifunzione, ma anche l’area Inter Heritage e una Trophy Room completamente rinnovata, vera e propria installazione multimediale che racconta in un solo colpo d’occhio la storia dell’intero palmares nerazzurro.

La eco-sostenibilità è uno dei valori che il Club vuole avere come riferimento in questa nuova era. Ha scelto quindi per la sua nuova sede un building riqualificato con particolare attenzione al rispetto dell’ambiente e all’efficienza delle prestazioni, che ha ricevuto la certificazione LEED Gold.

Non si esauriscono con la sede milanese gli investimenti in nuove infrastrutture per lo sviluppo del Club: oltre alla nuova sede, da pochi giorni è partito anche il progetto di ristrutturazione per il Suning Training Center di Appiano Gentile, che consentirà al Club di dotarsi di una struttura d’élite in grado di fornire alla nostra squadra tutto il supporto necessario per elevare ancora di più la nostra performance sportiva”.