“La Cattedrale” progettata da Populous prende ispirazione dai due luoghi più iconici di Milano: il Duomo e la Galleria. Proprio una galleria, inondata dalla luce solare, circonderà lo stadio il quale sarà avvolto da un’elegante facciata in vetro. “La Cattedrale” è stata progettata per essere di volta in volta unica e riconoscibile per le due tifoserie grazie all’uso di installazioni tecnologiche. Lo stadio è stato progettato per essere il più eco-sostenibile d’Europa. La galleria sarà ventilata naturalmente e disporrà di strategie di riscaldamento passivo. Pannelli solari saranno integrati sulla copertura e tutta l’acqua piovana verrà raccolta per essere riutilizzata nell’impianto. Lo stadio sarà circondato da 22 acri di spazi verdi permeabili.
Inter changes home. Nothing to do with San Siro, whose future is yet to be written, but for the Nerazzurri it is time for a new venue: having abandoned that of Corso Vittorio Emanuele, Inter presented on social networks the structure in Porta Nuova, a jewel in the most modern area of the Lombard capital. On the club’s official website, the statement:
“Reflecting the ambition and the future vision of the Club. The choice of a highly iconic place of the city, symbol of the new global and technological Milan, is not accidental.
Inside the building ‘The Corner’, owned by the Generali Group, five floors completed by a panoramic terrace with a view that embraces Milan from the Madonnina to San Siro are now home to the new Club house in the city, designed by DEGW and FUD, a Lombardini Group brand22. The spaces are characterized by a careful work of visual identity that sees the Nerazzurri brand play a central role together with the great champions of the history of the Club and the internationality of the Nerazzurri colors.
A work environment characterized by the pleasant natural brightness created by large windows that immerse the spaces in the heart of the Porta Nuova innovation district, from well-chosen furnishing choices and innovative technological solutions. The final result is a space in which the areas of the various work stations are accompanied by zones created for sharing and collaboration.
The 9th floor of the hotel is the only one of its kind, dedicated to welcoming guests and events, where there is a multi-purpose media room, but also the Inter Heritage area and a completely renovated Trophy Room, a true multimedia installation that tells at a glance the history of the whole Nerazzurri palmares.
Eco-sustainability is one of the values that the Club wants to have as a reference in this new era. He therefore chose a new building for his new office, paying particular attention to the environment and performance efficiency, which received the LEED Gold certification.
Investments in new infrastructure for the development of the Club do not end with the Milan office: in addition to the new headquarters, the renovation project for the Appian Gentile Suning Training Center, which will allow the Club to acquire a elite structure able to provide our team with all the support needed to raise our sports performance even further “.
Manca soltanto l’annuncio ufficiale, ma Antonio Conte è a tutti gli effetti il nuovo allenatore dell’Inter. L’ex commissario tecnico è già a Milano ed ha intensificato i contatti con la società nerazzurra, come spiega il Corriere dello Sport: “Metti una sera a cena, a Milano, Steven Zhang, Beppe Marotta e Antonio Conte. Non è un’immagine che arriva dal futuro, dopo che l’accordo con il tecnico di Lecce sarà annunciato (domani o venerdì), ma un’istantanea tratta dal passato perché in gran segreto l’ex ct, il presidente e l’ad nerazzurro si sono visti lunedì sera. Gli ultimi due erano usciti dalla sede insieme come successo altre volte, ma sono saliti sulla stessa auto aziendale che li ha portati dove Conte li aspettava. L’ex allenatore del Chelsea, dopo una vacanza con la famiglia in Marocco, è arrivato lunedì a Milano e non vede l’ora di iniziare la nuova avventura. Probabilmente l’ufficialità sarebbe arrivata già tra oggi o domani senza il grave lutto che ha colpito Luciano Spalletti (si è spento in Toscana il fratello Marcello che da tempo combatteva contro un brutto male) e invece il tutto slitterà di qualche ora. L’obiettivo comunque è sistemare tutto prima della partenza di Zhang, Conte e degli altri dirigenti per Madrid, dove venerdì parteciperanno alla cena di gala dell’Uefa e sabato vedranno la finale di Champions”. Ieri lunga giornata per tutta la dirigenza nerazzurra: “Marotta è uscito dopo le 20 dalla sede dove sono stati per diverse ore anche tutti gli altri dirigenti (da Zhang ad Antonello passando per Ausilio e Gardini) e l’avvocato Capellini, il legale che in tanti anni di Inter ha preparato centinaia di contratti. Quello di Conte sarà particolarmente pesante viste le cifre (10 milioni netti più 2 di bonus la prima stagione, 12 netti le annate successive; vanno aggiunti gli ingaggi dei suoi collaboratori). Anche ieri sera Marotta ha incontrato Conte perché le cose da sistemare sono tante. La firma (già apposta o solo da mettere?) è un particolare: più importante era/è parlare, per esempio, del mercato, degli ultimi tasselli dello staff e del precampionato (mancano due amichevoli da programmare). Tra oggi e domani, in gran segreto se mancherà l’ufficialità, Conte – che avrebbe già parlato con Handanovic – andrà alla Pinetina per prendere contatto con il suo nuovo posto di lavoro. Poi sarà interista a tutti gli effetti. Di fatto però con il suo arrivo in città, dove giornalisti e fotografi lo cercano da ieri senza sosta, il… Conte alla rovescia è iniziato”.
In memoria del GrandeTorino, da tutto lo sport e dai tifosi nerazzurri.
Nel pomeriggio del 4 maggio 1949 il velivolo trimotore Fiat G-212 che trasportava la squadra del Torino, all’epoca Associazione Calcio Torino, si schiantò sul terrapieno posteriore della Basilica di Superga, nei pressi del capoluogo piemontese. L’impatto, dovuto a un errore del pilota e forse a un guasto del segnalatore dell’altitudine, costò la vita a tutti i 31 passeggeri a bordo: 4 membri dell’equipaggio, 6 dello staff fra allenatori e dirigenti, 3 giornalisti fra cui Renato Tosatti, padre del noto giornalista sportivo Giorgio Tosatti scomparso nel 2007, e 18 calciatori.
Quel tragico schianto fu un pugno nello stomaco per i migliaia di tifosi di quella formidabile squadra, ma in realtà l’evento colpì profondamente tutti gli appassionati di calcio senza distinzioni. All’epoca, il calcio era uno sport completamente diverso: diverse le dinamiche, diverso il tifo e diversi i protagonisti. in quegli anni ’40, si faceva strada il Torino, una delle squadre più forti che abbiano mai calcato i campi italiani e internazionali, tanto da essere soprannominato il Grande Torino.
Nel pomeriggio del 4 maggio 1949 il velivolo trimotore Fiat G-212 che trasportava la squadra del Torino, all’epoca Associazione Calcio Torino, si schiantò sul terrapieno posteriore della Basilica di Superga, nei pressi del capoluogo piemontese. L’impatto, dovuto a un errore del pilota e forse a un guasto del segnalatore dell’altitudine, costò la vita a tutti i 31 passeggeri a bordo: 4 membri dell’equipaggio, 6 dello staff fra allenatori e dirigenti, 3 giornalisti fra cui Renato Tosatti, padre del noto giornalista sportivo Giorgio Tosatti scomparso nel 2007, e 18 calciatori.
Quel tragico schianto fu un pugno nello stomaco per i migliaia di tifosi di quella formidabile squadra, ma in realtà l’evento colpì profondamente tutti gli appassionati di calcio senza distinzioni. All’epoca, il calcio era uno sport completamente diverso: diverse le dinamiche, diverso il tifo e diversi i protagonisti. in quegli anni ’40, si faceva strada il Torino, una delle squadre più forti che abbiano mai calcato i campi italiani e internazionali, tanto da essere soprannominato il Grande Torino.
La favola del Grande Torino era cominciata nel 1940, con l’arrivo di un nuovo presidente: l’industriale Ferruccio Novo. Nonostante l’entrata in guerra dell’Italia Mussolini, convinto della brevità del conflitto, questi aveva esentato i calciatori dalla leva militare affermando «Servono più sui prati che all’esercito». Per questo motivo, il campionato di calcio continuò e il Toro cominciò a costruire la sua squadra di invincibili, grazie agli investimenti e alla lungimiranza del neo-presidente Novo. Nel 1942 arrivò il primo scudetto e anche la Coppa Italia e il Grande Torino divenne così la prima squadra italiana a realizzare un double. Negli anni immediatamente successivi, i campionati furono sospesi a causa dell’esplosione della guerra in Italia. Il paese si spaccò a metà, devastato dal conflitto, il fascismo cadde e la guerra terminò lasciando la penisola in una situazione di sconfortante caos.
Dopo il 1945, l’Italia rinacque e con essa anche la squadra, che dal 1945 al 1949 vinse tutti e quattro gli scudetti, raggiungendo le cinque vittorie consecutive del campionato (record rimasto imbattuto fino al sesto scudetto di fila per la Juventus nel 2017, ben 68 anni dopo). In quegli anni, i fenomenali giocatori del Torino, i cui nomi oggi sono ormai dimenticati, erano per la maggior parte italiani. Infatti, in contemporanea alle vittorie, l’Italia stava piano piano rialzandosi dalle macerie, ricostruendo le istituzioni e ricevendo i primi aiuti economici. La speranza iniziò a crescere e i gol del Torino la alimentavano. Il calcio era ormai diventato un fenomeno sociale di massa che serviva da diversivo all’amara realtà, fatta di povertà e tragedie quotidiane, per milioni di italiani. Ma fu proprio al culmine di questo successo che la favola si interruppe e il sogno si spezzò. In quel pomeriggio del 4 maggio 1949 il Torino stava rientrando da Lisbona; nella capitale portoghese i ragazzi granata avevano disputato un’amichevole con il Benfica. L’intera squadra del Grande Torino, eccezion fatta per le poche riserve che non presero parte al viaggio in Portogallo, morì nell’incidente e con loro svanirono in un istante tutti i sogni, le glorie e tutte le speranze di rinascita che questa squadra rappresentava in un momento storico così particolare.
In seguito all’incidente, lo scudetto fu assegnato a tavolino al Torino e gli avversari di turno nelle restanti quattro giornate di campionato schierarono le formazioni giovanili. Per ricordare la terribile Tragedia di Superga, la FIFA proclamò il 4 maggio Giornata mondiale del giuoco del calcio. Una tragedia umana e sportiva di questa portata sconvolse tutto il mondo del calcio e i sostenitori di tutte le squadre. Lo shock per gli italiani fu tale che l’anno successivo la Nazionale Italiana si recò ai Mondiali del 1950 in Brasile in nave, per sfuggire allo spettro dell’aeroplano. Davanti a un dramma che lascia senza parole, solo Indro Montanelli riuscì a trovare una frase adatta che ancora oggi rimane la più azzeccata ed evocativa:
Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto “in trasferta”.
“Ancora tre settimane e poi il futuro di San Siro sarà più chiaro. I contatti tra l’Inter, il Milan e i consulenti internazionali che stanno lavorando per dare una nuova casa alle società milanesi sono giornalieri e al massimo prima della fine del campionato, il Comune riceverà il progetto condiviso dai due club, quello di nuovo impianto da costruire nell’area attuale. Sono in corso le ultime verifiche soprattutto di natura finanziaria, ma la direzione ormai è stata presa”. Questo quanto assicura stamane il Corriere dello Sport. Il dado, dunque, è tratto.
“La valutazione delle due società è stata anche di natura finanziaria – si legge -. Ristrutturare il Meazza avrebbe necessitato di una spesa intorno ai 550 milioni e avrebbe portato molti svantaggi logistici perché i lavori necessari per il lifting ne avrebbero limitato la capacità per 2-3 anni o avrebbero addirittura costretto le due formazioni a giocare qualche partita altrove (come sta per succedere all’Atalanta). In più, pur aumentando i posti premium, corporate e hospitality, la Scala del calcio non avrebbe comunque potuto raggiungere i canoni dei migliori stadi del mondo perché la possibilità di sviluppo nell’area attraverso centri commerciali, alberghi, appartamenti e altre strutture è limitata per esempio dalla presenza dell’ormai ex ippodromo del trotto. Da qui la decisione di puntare su uno stadio nuovo, da costruire con un investimento di circa 700 milioni, un impianto moderno, con ristoranti, centri commerciali, hotel, parcheggi sotterranei ed altri esercizi, capace di “vivere” sette giorni su sette e di riqualificare l’intera area. Nei piano dei due club sorgerà accanto all’attuale Meazza, dove attualmente ci sono i parcheggi. E’ chiaro che a quel punto l’attuale San Siro andrebbe abbattuto perché la zona non potrebbe sostenere due impianti così”.
Per vedere nascere il nuovo impianto serviranno circa 4 anni: uno e mezzo per ottenere le autorizzazioni; altri due e mezzo (o tre) per i lavori. “In teoria le milanesi potrebbero iniziare a giocarci nel 2023-24 o forse nella stagione successiva – sottolinea il quotidiano -. Resta da vedere se il Comune, che preferirebbe una ristrutturazione di San Siro, darà l’ok alla costruzione del nuovo impianto. Non tutte le forze politiche sono favorevoli e il sindaco Sala potrebbe trovarsi in una situazione non semplice”. Ci sarebbero alternative a livello di terreno, ma per ora l’area prescelta resta quella di San Siro.
All’Inter c’è la convinzione che Mauro Icardi possa anche restare nerazzurro per la prossima stagione. Qualora giungesse una proposta economica importante nella prossima estate, sarebbe ben valutata dalla dirigenza della Beneamata. L’estate è lunga e tutto può accadere, ma la volontà del giocatore (come confermato dalle parole della moglie-agente Wanda Nara) è quella di non partire. I discorsi per il rinnovo al momento sono stati sospesi, ma in futuro si potrebbe riparlare del prolungamento del contratto dell’attaccante argentino.
Mancano quattro giorni e sarà sfida contro la Juventus. I nerazzurri sono tornati ad allenarsi ad Appiano Gentile. Come spiega Sky Sport, Brozovic resta in forte dubbio per la sfida e anche oggi ha svolto lavoro personalizzato. Anche Vecino ha lavorato a parte ed è in dubbio per la gara contro i bianconeri. Il resto del gruppo ha lavorato agli ordini di Spalletti.