Primavera 1: l’Inter vince sul Napoli per 1-0. Quarta vittoria in stagione: Fonseca firma il gol che vale la vetta.

L’Inter Primavera in casa del Napoli supera i partenopei per 0-1 e conquista la quarta vittoria consecutiva in stagione (tre in campionato, una in Youth League).

L’Inter Primavera conosce un solo verbo: vincere. Prendendo esempio dalla prima squadra di Antonio Conte, i nerazzurrini inanellano la terza vittoria consecutiva in campionato, la quarta considerando anche il 4-0 rifilato allo Slavia Praga in Youth League, battendo il Napoli a domicilio con un 1-0 che porta la firma di Matias Fonseca. E’ il figlio d’arte di Daniel, che fu protagonista proprio con la maglia degli azzurri dal ’92 al 94′, il quinto asso nella manica giocato da Armando Madonna in questo avvio di stagione caratterizzato da un poker meraviglioso di successi. Un ruolino di marcia che porta Sebastiano Esposito e compagni in vetta alla classifica del campionato a punteggio pieno, con l’entusiasmo e la continuità giusti per affrontare il temibile duello con il Barcellona dell’Estadi Johan Cruyff. 

TABELLINO: 
NAPOLI-INTER 0-1

Marcatori: 19′ Fonseca

NAPOLI: 1 Idasiak, 2 Costanzo, 3 Zedadka (35′ st Vrikkis 13), 4 Labriola (9′ st Marrazzo 16), 5 Manzi, 6 Zanoli, 7 Zanon, 8 Mamas, 9 Palmieri (32′ st Sgarbi 21), 10 Vrakas (9′ st Cioffi 23), 11 Ciciretti (32′ st Vianni 22). A disposizione: 12 Daniele, 14 D’Onofrio, 15 Potenza, 17 Esposito, 18 Virgilio, 19 D’Amato, 20 Mancino. Allenatore: Roberto Baronio.

INTER: 1 Stankovic; 2 Kinkoue, 4 Ntube, 6 Pirola; 7 Vezzoni (20′ st Vaghi 13), 11 Gianelli (28′ st Attys 17), 5 Agoume, 8 Schirò, 3 Colombini; 9 Fonseca (20′ st Mulattieri 19), 10 Esposito (28′ st Oristanio 20). A disposizione: 12 Pozzer, 21 Tononi, 14 Moretti, 15 Burgio, 16 Sami, 18 Squizzato
Allenatore: Armando Madonna.

Spalletti: “Ci sta di perdere a Napoli. Incapaci di reggere la pressione. Con l’Empoli sarà una finale”. ( Highlights -Napoli Inter 4-1)

Tutta l’amarezza di Luciano Spalletti

Inter è sparita, proprio quando doveva tirare fuori il meglio di sé e provare a giocarsela per chiudere quanto prima il discorso Champions League. L’Inter è sparitaa Napoli e ora si fa durissima, considerando che domenica a San Siro arriva un’Empoli pronto a giocarsi il tutto per tutto. Per i nerazzurri l’incubo di non qualificarsi alla prossima Champions è diventato d’un tratto fin troppo concreto. Ai microfoni di Sky Sport, Luciano Spalletti ha espresso tutta la sua amarezza:

Spalletti pensieroso

BRUTTA PARTITA – “Abbiamo iniziato bene, poi abbiamo commesso degli errori tecnici in costruzione bassa. Da quel momento, abbiamo palleggiato peggio, non riuscendo a trovare l’uomo in trequarti. Loro ci pressavano forte. Abbiamo fatto peggio di altre volte. Il condizionamento per l’altra partita è fine a se stesso. A Napoli ci sta di perdere, anche se non in questa maniera. Per la prossima dobbiamo essere pronti, perché è una finale. In questo finale di campionato abbiamo fatto delle buone partite, anche se non sempre siamo riusciti a vincere. Nella ripresa ho tentato di fare qualcosa di diverso, mettendo i due attaccanti. Le loro caratteristiche sono però d’area di rigore, bisogna palleggiare. Il Napoli ci ha fatto correre di più, dato che avevamo un giocatore in meno sotto palla. In queste situazioni ci sono già stato, ma dobbiamo mantenere la lucidità. Abbiamo fatto una brutta partita, ma abbiamo in mano il nostro destino. I giocatori erano dispiaciuti per la gara. Bisogna vincere l’ultima, perché i risultati delle altre dicono questo. Anche il Milan dovrà vincere contro la SPAL, anche se sarà differente“.

MANCANZA DI FINALIZZAZIONE – “Sì, bisogna considerare un po’ tutto. Ma dopo una prestazione del genere sono un po’ di cose che non vanno“.

DIFFERENZE CON LA SCORSA STAGIONE – “Durante la settimana uno mette a fuoco che la prossima è una partita da dentro o fuori e la si va a giocare con spessore, forza e lucidità che deve avere una squadra di Milano che va a giocarsi la possibilità di giocare in Champions. Bisogna reggere il peso della partita se si gioca in questa squadra. Oggi noi non siamo stati sfortunati: c’è stato un errore che è costato il gol, poi abbiamo sbagliato qualche palla di troppo per la pressione del Napoli. Nella ripresa uguale: quando ci siamo allungati, loro si sono dimostrati più forti di noi. Ora serve la tranquillità delle valutazioni corrette“.

FORMAZIONE UFFICIALE INTER: a sorpresa dal 1′ Politano e Gagliardini. C’è Lautaro, Icardi in panchina.

Lautaro Martinez, stasera titolare al San Paolo.

Annunciata, attraverso il profilo Twitter, la formazione ufficiale dell’Inter per la sfida di questa sera contro il Napoli al San Paolo. In difesa, con De Vrij assente, la coppia MirandaSkriniar. In attacco, invece, Lautaro vince il ballottaggio con Icardi. A sorpresa c’è Gagliardini in mediana e Politano, in dubbio alla vigilia, in campo dal primo minuto. Ecco l’undici scelto da Luciano Spalletti

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Skriniar, Asamoah; Brozovic, Gagliardini; Politano, Nainggolan, Perisic; Lautaro.All. Spalletti 

Compagnoni di Sky: “Mourinho mai Juve. L’empatia è troppo forte con l’Inter. Le punte di Conte riconducibili a Dzeko e Lukaku”.

Il giornalista ha parlato delle scelte in attacco del futuro tecnico dell’Inter

A Sky Sport il giornalista Maurizio Compagnoni ha parlato di Mourinho accostato alla Juve e anche delle scelte di Conte per l’Inter:

“Troppo forte l’empatiacol popolo nerazzurro di Mourinho per andare alla Juve. Soli contro tutti, il rumore dei nemici, la vedo difficile che possa andare alla Juve. Dalle informazioni in mio possesso credo che a Conte piaccia molto Martinez, ma lo vede come terza punta nel suo 3-5-2. Prime scelte di conte riconducibili a Dzeko e Lukaku e non a Icardi. Non escludo uno scambio Icardi-Dybala”. 

Stasera Napoli-INTER: Spalletti al San Paolo vuole lasciare l’Inter da vincente.

“Il destino è segnato, diciamo al 99% , ma Luciano Spalletti deve ancora ottenere la medaglia da appuntarsi sul petto, ovvero la seconda qualificazione consecutiva alla Champions League”. Il tecnico di Certaldo dovrebbe salutare Milano a fine stagione, però resiste la volontà di chiudere l’avventura nerazzurra nel miglior modo possibile: confermarsi in Champions e farlo da terzi in classifica. “Spalletti però è a fine corsa, l’Inter ha trovato il sì di Antonio Conte e aspetta proprio l’aritmetica qualificazione in Champions per passare dalla stretta di mano alla firma del contratto -. Ma, come detto, Spalletti vuole finire al meglio, con la Champions, magari il terzo posto e tornando – perché a no? – a vincere a Napoli dove l’Inter non riesce a ottenere tre punti dal 18 ottobre 1997”.

Luciano Spalletti sul match di stasera contro il Napoli:

Luciano Spalletti sul match di stasera contro il Napoli:

“Noi cerchiamo di affrontare sempre le partite per portare a casa il massimo. Ci sono due partite e siamo in condizioni di disputarle in maniera corretta perché ci siamo allenati bene e nelle ultime gare anche se non abbiamo vinto spesso le abbiamo affrontate bene. Si cerca di vincerla, anche a rischio di perderla. Non è la partita contro la Lazio dell’anno scorso, è una partita differente. E come ho detto prima sappiamo che è una partita importantissima e diventa fondamentale arrivarci nel modo giusto, che vuol dire aver fatto le cose nella maniera corretta in settimana. Non sono tanto le intenzioni, è come ti comporti che fa la differenza”.

INTER-Icardi, è quasi finita? Marotta vuole davvero vendere Icardi?

La telenovela Icardi in casa Inter continua ad appassionare. Perché è sempre l’ora giusta per una smentita o per una nuova puntata.Nessuno dei protagonisti si sottrae, compreso Spalletti, che in conferenza stampa sfiora la questione evitando di toccare le spine: “Se siamo mai tornati sulla questione fascia? Diventa difficile perché poi ognuno resterebbe sulle proprie posizioni, ma adesso si sta allenando bene, con il giusto atteggiamento. Credo che lui sia un buon ragazzo è un gran calciatore e gli credo quando dice che vuole restare”. 

DUE MOTIVI PER VENDERLO –Strategia o istinto? Verità o bugia? Icardi vuole togliersi di dosso l’imbarazzo, come a non voler ripetere altri errori, come a voler ricominciare. L’Inter invece sembra aver chiuso il capitolo, pronta a girare pagina, con  Dzeko e Conte, che nel giallorosso intravede il centravanti del rilancio. Marotta e Ausilio vogliono vendere Icardi, intendono farlo per diversi motivi: primo su tutti la questione ambientale; ma non è da sottovalutare la questione bilancio e plusvalenze. Perché se è vero che i nerazzurri sono usciti dal Settlement Agreement è altrettanto vero che rimane invece il Fai play finanziario e l’Inter vuole chiudere almeno in pareggio il bilancio del prossimo giugno, perché nel 2020/21 sarà ancora -30 la massima perdita concessa nel periodo che va appunto dal 2018/19 al giugno 2021

L’INTER HA DECISO – L’Inter inserirà i costi dell’esonero di Spalletti nell’attuale bilancio, come anche il riscatto di alcuni calciatori come Radu, attualmente in prestito al Genoa. L’equilibrio tra ricavi e perdite ad oggi è sbilanciato in negativo e vendere Icardi significherebbe sistemare ogni cosa, dato che il bomber argentino é a bilancio praticamente a zero e una sua cessione produrrebbe una plusvalenza piena. Una plusvalenza che consentirebbe all’Inter di ripartire con un nuovo progetto. Questo Icardi lo sa bene, c’è chi giura che qualcuno glielo abbia anche spiegato. Ma ad oggi l’argentino non ci sente. Vuole restare, dice. Ma l’Inter ha deciso per lui. Capire chi la spunterà appassionerà ancora molti, ma non a lungo. Giugno è vicino.

INTER: ecco la posizione di Antonio Conte sul futuro di Mauro Icardi.

Mauro Icardi e il suo futuro tengono
banco in casa nerazzurra

Il futuro di Mauro Icardi all’Inter caratterizzerà le prime settimane di calciomercato. Il bomber nerazzurro, ieri sui social, ha ribadito senza possibilità di essere male interpretato la sua volontà di permanenza a Milano. Basterà?

Secondo il Corriere dello Sport, “sarà compito delle prossime settimane cercare di ricomporre la frattura, con l’avvento di Antonio Conte che non avrebbe posto alcun veto sulla presenza di Icardi l’anno prossimo. Una fuga di Maurito verso la Juve è quello che più spaventa i tifosi interisti, allo stato attuale. Verosimile che, al tramonto dell’avventura di Spalletti a Milano, l’attaccante possa rasserenarsi. Un rebus in meno, al momento”.

Spalletti: “L’INTER deve tornare in CL. Girandole allenatori? Mi interessa solo Ancelotti.

L’allenatore nerazzurro ad Appiano
incontra i giornalisti prima della trasferta
per la sfida alla squadra di Ancelotti.

La penultima conferenza stampa del campionato dell’Inter e questa volta sarà prima di una trasferta importantissima, quella contro il Napoli di Ancelotti. Luciano Spalletti, chedeve isolarsi dalle voci che danno per certo il suo addio alla fine di questa stagione, analizza le tematiche della gara contro la seconda della classe, una partita delicata, che potrebbe anche valere, in caso di vittoria, la qualificazione (con un turno di anticipo) alla prossima Champions League perché mancano tre punti al raggiungimento dell’obiettivo e ci sono due gare per farli (l’ultima in casa contro l’Empoli che deve salvarsi). Ecco le dichiarazioni dell’allenatore nerazzurro:

INTER TV – “Buongiorno a tutti voi, quando si dice che mancano solo tre punti significa che manca ancora molto. Abbiamo una trasferta insidiosa a Napoli perché negli ultimi anni si è vista la forza di questa squadra e in più hanno come condottiero uno dei maestri del nostro calcio, uno dei più bravi del calcio mondiale, e bel campionato quest’anno. Trasferta difficile, ma poi oltre ai propositi conta quello che si fa a fare e noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, abbiamo parlato in maniera corretta sulla preparazione di questa partita. Difficoltà? Sono differenti ma ugualmente pesanti da gestire perché poi quando una squadra è organizzata nel venirti addosso ti crea ancora più problemi nella costruzione del gioco e nel portare la partita dove vorresti. E per giocare nella propria metà campo servono caratteristiche che non abbiamo, dobbiamo portare la gara sui nostri binari e cercare di andare a giocare dall’altra parte, cosa che non sarà facile. Gli esterni? Segnare è essenziale nel calcio altrimenti non si vince ma arrivano da una tattica equilibrata e da un modo di stare in campo a livello di squadra e serve quindi impatto anche sulla fase difensiva, conquistare i palloni nei contrasti, essere squadra in tutto quello che si fa diventa fondamentale. Si tratta di portare nelle gare quello che abbiamo fatto nelle ultime gare e tornare a fare gol. La difesa? Loro davanti hanno veramente possibilità differenti da usare, hanno i rapidi e piccoli che puntano l’uomo e segnano o quelli fisici che presidiano l’area di rigore. Noi abbiamo una delle migliori difese del campionato. Sarà un bel confronto da vedere”.

-Con quale approccio si giocherà a Napoli?

Si cerca sempre di affrontare le partite provando ad affrontarle al massimo. Siamo nella condizione di disputarle bene per come ci siamo allenati come abbiamo fatto nelle ultime partite anche se non sono arrivate sempre vittorie, si cerca di vincere la partita, ma non ci metteremo a rischio di perderla, non è quella contro la Lazio dell’anno scorso, è una partita differente. Sappiamo che è una partita importantissima e diventa fondamentale arrivarci nel modo giusto, allenandosi bene in settimana: è come ti comporti dentro le intenzioni che hai che fa la differenza e noi ci siamo allenati bene.

-Si parla tanto di futuro delle panchine, che riflessioni le vengono sul lavoro dell’allenatore?

Mah, è un lavoro complicato, è un lavoro bello e complicato. Difficile in base alla scelta che fai sul come farlo, quello che interessa a me degli allenatori adesso è Ancelotti perché è un maestro del nostro mestiere, lo stimo sotto tutti gli aspetti, è uno dei più grandi che ci sono stati nel nostro calcio. E se devo andare a pensare qualcosa dell’allenatore ora penso a quello che fa fare lui alla sua squadra perché per me conta la partita di domani.

-Secondo lei Icardi resterà all’Inter?

Do sempre valore alle cose che si dicono. Il mio pensiero è che Icardi è un buon ragazzo e un grande calciatore e se lui dice queste cose a due giornate dalla fine, c’è da prendere in considerazione quello che dice, la mia valutazione va in quella direzione lì e a lui fa piacere questo.

-Come valuta la stagione di Lautaro, quanto è cresciuto?

Mi aspettavo la convocazione dell’Argentina per la Coppa America. Quando ho sentito parlare di lui i discorsi vanno sempre nella stessa direzione, in fondo si trovano d’accordo i discorsi che facciamo e credo gli possa venire poi dato un ruolo importante. Dico che fare la stagione in un club come l’Inter dà forza e convinzione, conoscenze diverse a tutti. Lui si sarà cibato di queste cose nuove e ora è un giocatore ancora più forte di quello che era quando è arrivato. La caratteristica che spicca è il carattere, ha forza mentale e caratteriale, è un calciatore da grandi club per il fatto che riesce a mantenere in qualsiasi confronto il massimo del potenziale proprio per il carattere che ha. Non si fa limitare da avversario o contesto o da come si parla di lui, lui esibisce sempre lo stesso marchio.

-Qual è la caratteristica in cui l’Inter è cambiata nei due anni? E aver raggiunto la CL un anno e quasi nel secondo cosa significa avendo sopportato il fardello del fair play?

Non siamo stati poi bravissimi a ribaltare tutto quello che era il modo di stare in campo perché anche quest’anno abbiamo lasciato qualche risultato per strada, non solo per il risultato, ma per la consapevolezza di essere di un certo livello, su questo vanno fatti passi in avanti, però siamo cresciuti. Abbiamo lavorato correttamente e secondo me i risultati si sono visti. Il massetto è stato fatto e ora bisogna sopra poggiarci un po’ di roba. Sul Settlement agreement significa aver fatto bene nel presente per un futuro migliore. Quello qualche limitazione l’ha portata, c’è poco da fare, ma è chiaro che poi c’è da risalire sul pullman che porta in Champions League, quello va ancora fatto e c’è da portarci i milioni di interisti che se lo meritano e hanno fatto vedere grande attaccamento a questi colori, vanno portati nella competizione più bella del mondo.

-L’anno scorso 19 punti dal Napoli quest’anno 10, si poteva fare di più?

Non lo so, mi rimane difficile. Non voglio portare esempi su lavoro fatto e risultato, so che ci siamo impegnati molto, in maniera seria e professionale. Lo sono stati i giocatori che hanno sempre dato il massimo, ma poi torniamo anche sul discorso del carattere, dipende da che carattere hai e poi riesci ad evidenziare tutte le tue caratteristiche o molte volte vieni influenzato sulle prestazioni. Come sei fatto fa la differenza, altrimenti ogni tanto sei costretto a doverti difendere da quello che dicono di te se non ti fai vedere allo stesso modo sempre.

-Potenzialità per arrivare terzi. Quanto significa come orgoglio?

Non è che non lo voglio dire, bisogna che non si dia per scontato. Questi sono discorsi che si fanno dopo, ora non ci sposta un millimetro sulla nostra attenzione. Si può dire tutto quello che si vuole ma devo essere concentrato e fermo sull’obiettivo attuale, allenatori che cambiano e discorsi che si fanno. E’ un riscaldare sempre la stessa minestra: per me la cosa essenziale è essere addosso alla partita con la squadra con quello che sono propositi e discorsi, pensieri e attenzioni e io sono lì dentro.

-Sorpreso dalla decisione della Juve di non continuare con Allegri e cosa pesa la tessera Spalletti nel domino allenatori?

L’unica cosa di cui parlo in questa direzione è Ancelotti e non aggiungo altro.

-Un’Inter al top al cento per cento senza infortuni importanti poteva raggiungere risultati migliori. E ha ripensato alla partita in Coppa Italia contro la Lazio visto la loro vittoria?

Chiaro che dei momenti di difficoltà in una stagione li passano tutte le squadre, si vede che l’entusiasmo del momento comporta e dà una mano sulla prestazione da fare, se ci si arriva tranquilli. Si mettono insieme tutta una serie di risultati utili o sconfitte in base al momento che passi: c’è stato un momento in cui anche la limitazione del numero dei calciatori ci ha dato difficoltà in più e quando entri in quel vortice lì non viene coinvolta solo una partita ma il pacchetto delle gare che si gioca in quel periodo. Involontariamente si tirano dietro anche le partite dopo come entusiasmo, convinzioni e qualità. Abbiamo passati momenti difficili sopportati bene e ne siamo usciti bene. Quando vai fuori dalla Coppa ti dispiace e che purtroppo può accadere perché la Lazio negli ultimi anni è stata spesso davanti all’Inter: ci devi giocare e devi far vedere di aver raggiunto quel livello o che sei andato oltre. E’ una delle cose che pesano sulle analisi in generale essere usciti in quel turno lì. Ci sono gare che si potevano portare a casa, ma anche questa è stata condotta per larghi tratti bene. Non siamo usciti dalle competizioni evidenziando di essere inferiori, siamo usciti per i particolari che a volte girano in un modo che non ti fa portare il risultato a casa. Il lavoro è sempre stato corretto anche se poi non è stato corretto il risultato finale.

-Icardi è uscito a testa bassa perché ha sentito tutti contro i tifosi, siete tornati in questo periodo sul discorso della fascia?

Stai chiedendomi se ci siamo salutati io e lui? Diventa difficile perché tornare su quel discorso significa tornare sulle nostre posizioni. E’ superato perché lui si sta allenando in maniera corretta, è a disposizione della squadra, è nel comportamento che deve avere un giocatore del suo livello. E’ tutto a posto.

NAPOLI-INTER, domenica ore 20:30 Info, statistiche e probabili formazioni.

Napoli vs ‘Inter, 37° giornata di serie A,
la probabile formazione nerazzurra

Napoli, Insigne è tornato in gruppo

Sembrava che Lorenzo Insigne fosse destinato a vedere un’altra gara dalla tribuna. L’attaccante azzurro, vittima di un risentimento all’adduttore, ha però superato il problema dato che è rientrato in gruppo. Ancelotti quindi potrà contare anche su di lui. Resta solo da capire se potrà scendere in campo dall’inizio. Se così fosse, tornerebbe il ballottaggio tra Milik e Mertens. Nell’ultimo allenamento solo Ounas ha svolto lavoro differenziato. Mario Rui pare favorito su Ghoulam ma sappiamo quanto Ancelotti ami mescolare le carte in allenamento. Col gruppo si sono visti anche Maksimovic e Diawara. In mediana non dovrebbero esserci soprese con Callejon e Zielinski in fascia e la coppia Allan-Fabian Ruiz in mezzo.

Inter, de Vrij e Politano monitorati. Joao Mario a casa

All’Inter di Spalletti manca una vittoria per avere la certezza aritmetica di un posto in Champions. Il tecnico toscano pretende quindi che tutti siano ancora professionali e soprattutto motivati. Su quest’ultimo aspetto ha peccato Joao Mario che è stato rimandato a casa prima del termine della sessione di giovedì. Il portoghese non era comunque in lizza per una maglia da titolare. C’è però chi tornerà dal primo minuto. Parliamo di D’Ambrosio e Brozovic, di rientro dalla squalifica. Zero speranze per de Vrij, qualcuna in più per Politano, vittima di una distorsione alla caviglia. Entrambi non si sono allenati col gruppo. Politano potrebbe però essere a disposizione. In quest’ultimo caso è però scontata la sua partenza dalla panchina. Davanti solito dilemma: Lautaro o Icardi?

Probabili formazioni

Napoli (4-4-2): Meret; HysajAlbiol, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Ruiz, Zielinski; Mertens, Milik. All. Ancelotti

Indisponibili: ChirichesOspina, Ounas

Squalificati:

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Skriniar, Asamoah; Brozovic, Vecino; CandrevaNainggolanPerisic; Lautaro. All. Spalletti

Indisponibili: Vrsaljko, De Vrij, Politano?

Squalificati:

Statistiche Opta

Il Napoli ha perso 64 delle 145 sfide in Serie A contro l’Inter (45V, 36N), solo contro la Juventus ha raccolto più sconfitte (68).

Il Napoli non ha trovato il gol in tutte le ultime tre partite in Serie A contro l’Inter, gli azzurri non rimangono a secco di gol per quattro partite di fila contro un singolo avversario dal 2000 (vs Atalanta).

Il Napoli non perde in casa contro l’Inter in Serie A da 12 partite (8V, 4N), già striscia record di imbattibilità interna contro i nerazzurri nel massimo campionato. Nel parziale ha ottenuto sette clean sheet, compresi gli ultimi due consecutivi.

In 10 delle ultime 11 partite del Napoli in campionato entrambe le squadre hanno trovato la via del gol.

L’Inter ha tenuto la porta inviolata 17 volte in questo campionato, più di qualsiasi altra squadra.

Nessuna squadra ha subito meno gol dell’Inter nei 15 minuti finali di partita (cinque), mentre il Napoli è quella che ne ha realizzati di più nello stesso intervallo in questo campionato (21).

Tre degli ultimi quattro gol del Napoli in questo campionato sono arrivati dall’85’ minuto in poi: gli azzurri hanno realizzato 13 gol in questo parziale, più di qualsiasi altra squadra.

Tra le squadre affrontate almeno sei volte in Serie A, il Napoli è quella contro cui l’attaccante dell’Inter Mauro Icardi ha segnato meno gol (solo due).

L’esterno del Napoli José Callejón ha segnato quattro gol contro l’Inter in Serie A, solo contro la Lazio (sei) ha fatto meglio.

Tra i portieri con almeno 10 presenze in questo campionato, Alex Meret del Napoli è quello con la percentuale di parate migliore (81%); secondo Samir Handanovic dell’Inter, con il 77%.

Bilancio INTER: si viaggia verso quota 400 milioni e non più nelle morse del settlement agreement. Milan e Juve sono in negativo.

Niente acqua alla gola. Per la prima volta da tempo immemore, Piero Ausilio potrà operare sul mercato già a giugno senza dover trascorrere il primo mese post campionato sacrificando giovani talenti sull’altare del bilancio. Con la cessione di Radu per 8 milioni al Genoa – in attesa di una probabile recompra, che sarà iscritta a partire da luglio presumibilmente – il bilancio dell’Inter potrà già considerarsi intorno al pareggio: niente più casi Rafinha e Cancelo, il riscatto di Politano e Keita – teoricamente anche di Cedric e Vrsaljko – dipenderà solo e unicamente da valutazioni tecniche, senza assilli economici. Per il primo pare quindi solo una formalità il suo acquisto dal Sassuolo, che potrebbe accettare anche qualche giovane per abbassare il prezzo e permettere ai nerazzurri di fare qualche plusvalenza che comunque male non fa: l’unico dubbio potrebbe sorgere in caso di arrivo di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra, visto che il tecnico ex Juve non ha utilizzato spesso moduli con ali offensive in carriera, ma questo per il momento rimane un altro argomento. Più complicata invece la situazione Keita, visto che Marotta e soci sembrano starsi muovendo alla ricerca di altri profili sul mercato.

BILANCIO INTER – Con 340 milioni circa di ricavi esclusi proventi dalle cessioni dei giocatori – e al netto di eventuali nuove sponsorizzazioni – , il bilancio dell’Inter potrebbe avvicinarsi ‘pericolosamente’ a quota 400 milioni, una cifra non lontana da quanto fatturato dalla Juventus prima dell’arrivo di CR7. La Champions League permetterebbe, se centrata, di fatto ai nerazzurri di avere un incremento nei ricavi di circa 50 milioni fra premi partecipazione, diritti televisivi e incassi da botteghino. Per questo sarà chiaramente fondamentale chiudere l’anno nuovamente fra le prime quattro posizioni, in modo da poter essere liberi di agire a luglio, quando i nerazzurri saranno finalmente svincolati dalle morse del settlement agreement, come ufficializzato quest’oggi dall’Uefa e potranno finalmente operare con maggiore decisione sul mercato.