Psg-Inter 6-7 dopo i rigori. CONTE: “Importanti miglioramenti nella mentalità e nella voglia di giocare”. Nel bilancio della tournée si vede la mano dell’allenatore.

Il tecnico nerazzurro dopo il successo contro il PSG: “In campo ho visto il giusto atteggiamento, questo gruppo ha voglia di fare”

Antonio Conte ha risposto alle domande dei giornalisti in conferenza stampa: “Sicuramente sono molto contento perché penso che per quello che ho visto durante la partita non meritavamo assolutamente la sconfitta, però al di là del risultato io devo fare delle valutazioni calcistiche e devo essere sincero e onesto, continuo a vedere importanti miglioramenti nella mentalità dei ragazzi, nella voglia di giocare a calcio, di aggredire l’avversario nella propria metà campo, nella voglia di riconquistare palla quando la perdiamo. Sicuramente questo è un aspetto molto positivo, e devo dire sinceramente che ho trovato grande disponibilità da parte dei ragazzi e questo mi entusiasma a proseguire su questa strada”.

Tra le note positive la tenacia della squadra: “Mi ha fatto piacere che i ragazzi fino all’ultimo ci abbiano provato, abbiamo fatto gol, abbiamo vinto ai rigori, non ci deve mai far piacere perdere, neanche in amichevole, neanche ai rigori. Penso che oggi sia stato questo l’atteggiamento. Anche prima del gol meritavamo di più dell’1-0. Per quanto riguarda il mercato c’è il Club che sta lavorando, il mio compito è quello di far rendere al massimo le risorse che mi vengono messe a disposizione e sono contento e mi sto divertendo a lavorare con questo gruppo di giocatori. Non è scontato che il gruppo di giocatori ti dia entusiasmo e ti faccia divertire quando proponi le cose. Questo è un gruppo che ha voglia di fare, voglia di seguire, che ha voglia di superare l’ostacolo e questo ci deve far ben sperare al di là degli acquisti e delle cessioni”.

Sulle competizioni da affrontate e sulla Champions League: “Giochiamo nella massima competizione europea e sappiamo le enormi difficoltà che si incontrano in questa manifestazione perché ci sono sempre tantissime squadre attrezzate che partono per vincere ma poi vince solo una. Noi siamo all’inizio di un percorso che ci auguriamo sia importante. Stiamo lavorando, stiamo mettendo delle basi per cercare di onorare nel migliore dei modi la Champions League. Come dico sempre ai ragazzi cerchiamo di lavorare, non poniamoci degli obiettivi particolari minimi o massimi che possano essere, cerchiamo di dare il massimo e poi vedremo dove riusciremo ad arrivare”.

Arrivati all’ultima tappa in Asia il resoconto sul lavoro svolto è positivo: “Sono 20 giorni che stiamo lavorando insieme e nel giro di due settimane sto vedendo dei grandi miglioramenti e dei giocatori che hanno voglia di mettere in pratica ciò su cui lavoriamo. Questo per me è importante perché chiedo tanto al giocatore ma al tempo stesso do tanto e sono pronto a riconoscere quando i ragazzi meritano come adesso perché si stanno impegnando, stanno facendo un grande lavoro. Siamo partiti con ‘zitti e pedalare’ ed effettivamente stanno molto zitti e stanno pedalando tanto e questo non può che farmi piacere”.

Poi qualche domanda sul mercato: “Lukaku? Come ho sempre detto stiamo parlando di un giocatore che non è un nostro giocatore, quindi non è giusto parlarne mancherei di rispetto nei confronti del giocatore e del Club. Lukaku è un giocatore dello United, sappiamo che c’è il mercato in atto e il Club sta lavorando per cercare di completare la rosa tra cessioni e acquisti però come ho sempre detto c’è molta fiducia nel Club ma per me in questo momento la cosa più importante e che voglio rimarcare è che sono contento di come stiano lavorando i miei giocatori. Secondo me stiamo lavorando cercando di creare qualcosa di solido. È inevitabile che poi andremo a completare la rosa ma l’importante è che chi arrivi, si integri bene, con la mentalità che c’è oggi in questo gruppo di ragazzi”.

Infine sull’autore del gol del pareggio, Samuele Longo: “Stiamo parlando di un calciatore che ha una carriera alle spalle anche di un certo livello anche perché è stato in Spagna, ha giocato con l’Espanyol, poi ha giocato diversi campionati e vinto in Serie B. Oggi sta facendo con noi la tournée, è aggregato nel gruppo, stiamo parlando di un buonissimo giocatore. Mi ha fatto un’ottima impressione, si sta impegnando, sono molto contento per lui perché arriva anche da un lungo infortunio e ora è pronto per giocare”.

Venti giorni insieme, al lavoro, tra sudore e fatica, ma i primi frutti iniziano già a vedersi. L’Inter ha chiuso la prima fase della stagione con una vittoria ai rigori con il PSG. Dopo il ritiro di Lugano, la squadra di Conte ha preso parte al Summer Tour in Asia, che ha mostrato una crescita generale, e in alcuni singoli, costante. Il bilancio, parziale, è positivo per il tecnico salentino: “Nel giro di due settimane sto vedendo dei grandi miglioramenti e dei giocatori che hanno voglia di mettere in pratica ciò su cui lavoriamo. Stanno facendo un grande lavoro”. Tutto rose e fiori, dunque? Non propriamente. 

Il primo aspetto da sottolineare, in positivo, è proprio l’impatto di Antonio Conte sulla realtà nerazzurra. L’Inter, dopo 15 allenamenti e senza punte di ruolo (esclusi i baby), è già a sua immagine e somiglianza. I giocatori sembrano aver recepito i suoi dettami tattici, e soprattutto la sua grinta e voglia. Contro una Juve con diversi titolari i meneghini hanno fatto un’ottima figura, così come con PSG e Manchester United. Se questo è il prologo, il romanzo non può che essere avvincente. Due note positive sono senza dubbio de Vrij e Sensi. Il primo sembra rivitalizzato dalla cura Conte: preciso, impeccabile, leader, sembra tornato quello della Lazio, se non meglio. Merito della difesa a 3, possibile, ma la sua rinnovata fiducia può aiutare l’Inter. Notevole anche l’impatto di Stefano Sensi: idee, gioco, personalità, sembra un veterano, invece è arrivato a inizio luglio. Infine, menzione doverosa per Sebastiano Esposito: lanciato dal 1’ minuto vista la penuria di attaccanti, il classe 2002, 17 anni appena compiuti (il 2 luglio), ha dimostrato di avere numeri da potenziale stella. Veloce, intelligente ed elegante, ha retto il confronto con campioni del calibro di De Ligt, facendo impazzire anche la retroguardia del PSG: può tornare utile, se non partirà in prestito, a stagione in corso. Il futuro è comunque dalla sua parte.

Inevitabile partire con la più grave mancanza denotata dall’Inter vista tra Singapore e Cina: gli attaccanti. Non si scopre l’acqua calda, è vero, ma l’assenza di Lautaro Martinez, ancora in vacanza post Coppa America, con Politano ai box e Icardi lasciato a Milano, ha palesato una pochezza offensiva resa meno amara solo dalla verve del giovane Esposito. Longo, al passo d’addio, è stato quasi del tutto inconsistente, escluso magari il secondo tempo contro il PSG. Conte ha bisogno di una punta, anzi due, da affiancare a Lautaro Martinez: che siano Lukaku, Dzeko o altri ancora, Marotta deve bruciare i tempi, per permettere al tecnico di integrare adeguatamente i nuovi innesti negli ingranaggi di squadra. Perisic ha nuovamente deluso: da esterno è stato pubblicamente bocciato dall’allenatore, da attaccante ha sprecato occasioni a iosa. Necessita di un cambio di rotta.Servirebbe in generale più qualità sulle fasce, così importanti per Conte: Dalbert fatica, Candreva alterna pochi acuti a preoccupanti crolli. In attesa di Asamoah e Lazaro, certo. Infine una riflessione sulla mediana: Sensi e Brozovic non possono reggere l’intero peso della costruzione del gioco: Borja Valero sembra a fine corsa,Gagliardini non fa il salto di qualità: un innesto, anche di prospettiva, potrebbe rivelarsi utile.