Calciomercato.com- i voti al mercato: Inter “prima”voto da 9, Juve da 6, Milan e Roma insufficienti e Napoli da 8.

Ecco le considerazioni di Stefano Agresti – calciomercato.com

ATALANTA 7 – Per una volta, in onore della Champions, non ha ceduto i migliori né i titolari (solo Mancini è andato alla Roma). E ha cercato di dare a Gasperini alternative di rilievo in ruoli chiave: Muriel davanti, Malinovskyi a centrocampo. Un mercato per sognare ancora un po’.

BOLOGNA 6 – Se ne sono andati due giocatori preziosissimi: Lyanco per fine prestito, Pulgar con la clausola rescissoria. Medel può dare la grinta che portava il connazionale andato alla Fiorentina. Interessante Tomiyasu, degno di nota il riscatto di Orsolini.

BRESCIA 7 – La conferma di Tonali e l’arrivo di Balotelli sono i segnali di come Cellino intenda fare sul serio. Certo sono due incognite: uno è al debutto in A, l’altro torna dopo troppe vicissitudini. Ma la squadra è da salvezza.

CAGLIARI 8 – Ha ceduto Barella perché non poteva trattenerlo di fronte alle pressioni dell’Inter, ma i colpi sono da società ambiziosissima: Nandez, Rog e soprattutto Nainggolan a metà campo, Simeone in avanti, oltre alle conferme di Cragno e Pavoletti (avevano molte richieste, ora sono tutt’e due rotti). Il presidente Giulini vuole festeggiare i 100 anni della società e i 50 dello scudetto con una squadra di livello eccellente.

FIORENTINA 7,5 – La conferma di Chiesa, voluta a tutti i costi dal nuovo padrone Commisso, è un segnale di ritrovata forza e nuova voglia. Molti acquisti sono di spessore, da Ribery a Boateng, da Badelj a Pulgar fino a Pedro.

GENOA 8 – Finalmente Preziosi non smembra la squadra ma prova a costruirne una decisamente migliore della passata, che si è salvata all’ultima giornata. Coinvolgente la scelta di Schone, intelligenti quelle di Zapata e Saponara. E attenzione a Pinamonti: in coppia con il confermato Kouame può entusiasmare.

INTER 9 – Icardi al Psg è un doppio colpo straordinario: Maurito è stato eliminato come possibile elemento di disturbo e non è finito alla Juve. Sono stati collocati in qualche modo altri due esuberi fastidiosi, Nainggolan e Perisic. Ma – soprattutto – la squadra è stata rafforzata in modo significativo: Godin dietro, Sensi e Barella in mezzo, Lukaku e Sanchez davanti (più altri arrivi sparsi). E tutto questo è stato messo nelle mani di un allenatore, Conte, che fa la differenza quanto e più di un top player.

JUVENTUS 6 – E’ la media tra il voto agli acquisti (9) e la gestione complessiva del mercato tra cessioni e costruzione di un organico omogeneo (3). Da applausi i colpi Ramsey, Rabiot e soprattutto De Ligt, però non avevamo mai visto la Juve bussare a mille porte per cercare di liberarsi di suoi importanti giocatori (ha provato a venderne almeno una dozzina). C’è una lacuna nei terzini. E due calciatori di primissimo piano dovranno restare fuori dalla lista Champions (sarebbero stati tre se non si fosse rotto Chiellini).

LAZIO 7 – Si è tenuta Milinkovic, e non è poco: è tantissimo. Con lui ha confermato tutti coloro che l’anno scorso hanno vinto la Coppa Italia, aggiungendo l’uomo che mancava per colmare la lacuna principale dell’organico: Lazzari sulla fascia destra.

LECCE 6 – Buoni giocatori e alcuni nomi importanti (Imbula, Lapadula) per assorbire l’impatto con la serie A. Il club ci ha messo buona volontà, chissà se sarà sufficiente per conquistare la salvezza.

MILAN 5,5 – Ha speso (quasi 90 milioni), ma senza dare l’impressione di poter compiere un salto di qualità: solo Bennacer sembra un buon colpo. Ha inseguito per tutto il mercato Correa e ha fallito l’obiettivo, lo scambio Rebic-André Silva è una toppa messa all’ultimo tuffo.

NAPOLI 8 – Sono rimasti i giganti, a cominciare dal Koulibaly, e sono stati inseriti gli uomini giusti dove servivano: Manolas, Lozano, ma anche Di Lorenzo, Elmas e Llorente. Ha lavorato per ridurre il gap dalla Juve e in teoria ci è riuscito.

PARMA 7 – Tanti acquisti di buon livello per continuare a crescere; significativi soprattutto gli investimenti per i riscatti dei giocatori che aveva in prestito (a cominciare da Inglese), interessante l’arrivo di Darmian.

ROMA 5,5 – Ha perso il capocannoniere dell’ultimo campionato (El Shaarawy), il leader difensivo (Manolas), il leader di tutto (De Rossi). Ha cercato di tamponare, ma non sono molti gli arrivi davvero convincenti. Sembra positiva la scelta di Pau Lopez in porta, intriga Mkhitaryan, però alla fine la nota più positiva del mercato estivo sono i rinnovi di contratto: Under, Zaniolo, Dzeko (convinto a rimanere con un contratto comunque principesco).

SAMPDORIA 5 – Non ha rimpiazzato in modo adeguato i giocatori importanti fuggiti altrove (Praet, Defrel, Saponara). La querelle per il passaggio della società da Ferrero al gruppo guidato da Vialli ha probabilmente distratto gli uomini mercato blucerchiati, di solito abilissimi a vendere e ricostruire.

SASSUOLO 6 – Le uscite sono pesanti: Lirola e Demiral, Sensi e Boateng, anche Di Francesco. La squadra rimane competitiva, anche se sembra un po’ ridimensionata. Interessante la scelta dell’ex empolese Traoré per il centrocampo, Chiriches può dare consistenza.

SPAL 5,5 – Lazzari e Bonifazi mancheranno, la società ha cercato in ogni modo (e inutilmente) di riprendersi almeno il difensore dal Torino. La voglia di costruire una squadra da salvezza c’è, eccome, ma il gruppo pare indebolito rispetto alla scorsa stagione.

TORINO 6,5 – Il colpo di mercato dei granata è la conferma di tutti i giocatori di peso, oltre ai ritorni di Bonifazi e Lyanco. I tifosi si aspettavano qualcosa in più prima del doppio impegno contro il Wolverhampton in Europa League, ma il colpo Verdi al fotofinish fa sognare.

UDINESE 6 – Il solito mercato di uscite – nemmeno particolarmente significative, stavolta – e investimenti su giocatori semisconosciuti che a volte si rivelano talenti assoluti. Avere trattenuto De Paul è il fiore all’occhiello della campagna acquisti.

VERONA 5,5 – Un viavai di giocatori che, nelle intenzioni della società, dovrebbe avere consegnato a Juric un gruppo in grado di lottare per la salvezza, stavolta. Ma non sarà facile; di sicuro non ha compiuto un salto di qualità.

CdS – Roma: rivolta social contro la cessione di Riccardi alla Juve:”Non siamo la loro succursale”

Nella estate del Calciomercato che si chiuderà il 2 settembre, c’è un patto Juve-Roma che inutile negarlo lo è stato soprattutto ai danni dell’Inter. Ma ora a sorpresa sono proprio i tifosi giallorossi a scagliarsi contro questo patto a loro dire troppo servile nei confronti deI bianconeri.

“Luca Pellegrini ci poteva anche stare, ma Riccardi sarebbe troppo. La Roma non deve essere la succursale della Juventus”.

Questo è solo uno dei tanti post dei tifosi giallorossi in protesta per lo scambio tra Juventus e Roma che porterà il talento giallorosso e lo slovenzo Celar in bianconero e Rugani a Trigoria.

La tifoseria è contraria alla mossa di Petrachi di cedere uno dei migliori prospetti della Primavera per portare in giallorosso un difensore fuori dal progetto di Sarri: “Non solo faremmo un piacere alla Juventus prendendo un giocatore che è diventato un esubero, ma gli regaliamo anche due giovani talenti che avranno futuro certo? Petrachi, fermati finché sei in tempo”. 

Tra United e procuratore di Sanchez ore intense per sbloccare la trattativa. “El Niño Maravilla” avrà la maglia N°11

Alexis Sanchez-Inter, la maratona è giunta all’ultimo chilometro. Quattro ore oggi di summit tra il suo agente Fernando Felicevich e la dirigenza del Manchester United per sistemare tutte le pendenze contrattuali relative al pagamento dello stipendio che dovranno caricarsi gli inglesi (l’Inter infatti metterà 4 milioni più bonus, il resto toccherà ai Red Devils: balla ancora qualcosa relativamente al 25% che gli inglesi considerano detratto in caso di mancata Champions, che però Sanchez disputerà con l’Inter).

L’operazione tra i club è stata impostata sotto forma di prestito con diritto di riscatto a 15 milioni di euro. Oggi le parti si rivedranno con l’intento di mettere nero su bianco e sistemare tutte le carte così da liberare il cileno, pronto a partire per Milano. Domani infatti potrebbero già esserci le visite mediche. Per quanto riguarda la maglia numero 7 finita sulle spalle di Mauro Icardi nessun problema: El Niño Maravilla è pronto a consolarsi con la numero 11.

Sanchez-INTER: I tifosi nerazzurri incrociano le dita, si attende il via libera e niente scherzi dallo United.

SI ATTENDE IL VIA LIBERA -L’Inter si avvicina a piccoli passi verso Alexis Sanchez. I nerazzurri aspettano il via libera dal Manchester United, dopo aver trovato un accordo con Sanchez per l’ingaggio di questa stagione (con l’Inter che pagherebbe 4 milioni e il resto resterebbe in carico ai Red Devils) e per l’ingaggio dopo l’eventuale riscatto, fissato a 15 milioni di euro.

STESSE CONDIZIONI PATTUITE CON LA ROMA – Si stanno limando gli ultimi dettagli ma l’Inter aspetta ormai l’ok dal club inglese già nelle prossime ore. Tutto grazie…alla Roma. Come riferisce Sky Sport l’Inter, infatti, chiede che vengano rispettati gli accordi che lo United aveva già pattuito con i giallorossi: prestito gratuito e diritto di riscatto a 15 milioni di euro, con congrua partecipazione al pagamento dello stipendio.

L’inserimento dell’Inter ha poi fatto virare Sanchez verso il club nerazzurro, che ha vinto così la concorrenza dei capitolini

INTER-Sanchez: il giocatore già a Milano prima del rinnovo di Dzeko. Trattativa avanzata da tempo…

Anche per Il Corriere dello Sport non ci sono dubbi: c’è l’accordo tra l’Inter e Alexis Sanchez. Addirittura sembra che il cileno sia stato a Milano nella giornata di Ferragosto. E non per una breve vacanza, bensì per incontrare la dirigenza nerazzurra. “L’occasione è servita per trovare un accordo con il giocatore e ragionare anche sui termini dell’operazione da mettere in piedi con il Manchester United. In sostanza l’ipotesi di accordo sarebbe questa: l’Inter pagherebbe non più di tre milioni di euro di ingaggio, mentre il club inglese, oltre a lasciar andare in prestito Sanchez, si accollerebbe il resto dello stipendio, magari con un piccolo taglio da parte del giocatore. L’agente del cileno, Fernando Felicevich, volerà nelle prossime ore in Inghilterra per trovare l’intesa definitiva con i Red Devils. La speranza è che tutto si sblocchi entro la prossima settimana”, si legge.  

La scelta di puntare su Sanchez farebbe cadere l’ipotesi Fernando Llorente su cui peraltro dopo il Napoli, ora c’è forte anche la Lazio. Lo spagnolo, che Conte conosce bene per averlo avuto a disposizione ai tempi della Juventus, avrebbe fatto l’alter ego di Lukaku. Sanchez, invece, sarebbe uno dei potenziali partner del belga, mentre la sua alternativa come prima punta diventerebbe Lautaro Martinez.  Non ha mai preso veramente corpo, invece, l’idea Rebic, più che altro un trequartista, ma soprattutto un investimento troppo pesante per le casse nerazzurre: l’Eintracht Francoforte, infatti, per il croato, chiede ben più di 30 milioni di euro: cifra fuori mercato per il club. Con Sanchez, invece, l’Inter metterebbe in piedi una operazione low-cost.

Sanchez ha rifiutato la Roma. Inter fiduciosa. Il cileno si ridurrebbe lo stipendio pur di vestire nerazzurro.

Alexis Sanchez potrebbe essere il secondo attaccante ad accasarsi dal Manchester United all’Inter quest’estate: dopo Romelu Lukaku il cileno potrebbe essere il secondo rinforzo per l’attacco di Conte.

L’ex Udinese e Barcellona potrebbe arrivare in prestito e, a quanto riporta il Guardian, avrebbe già rifiutato la Roma la scorsa settimana, fattore che accresce la fiducia dell’Inter per chiudere l’affare.

Sanchez guadagna ben 300.000 £ ( quasi 330.000 euro) a settimana al Manchester United ma sarebbe disposto a ridursi lo stipendio pur di approdare a Milano, sponda nerazzurra.

L’Inter ha accelerato per il cileno dopo che è sfumato l’arrivo di Edin Dzeko, che nella giornata di ieri ha rinnovato con la Roma.

Pistocchi: “E’ Marotta che ha mollato Dzeko. E ha costretto la Roma a pagarlo a cifre onerose”

Beppe Marotta ha scelto altre direzioni – Edin Dzeko sedotto e abbandonato dall’Inter? Sembra sia andata proprio così la vicenda legata al centravanti bosniaco, che ieri ha rinnovato il suo contratto con i giallorossi. In effetti la società nerazzurra non aveva più rilanciato da tempo.

Maurizio Pistocchi definisce le tappe della vicenda: “Marotta non ha voluto pagare più di 15 mln per Dzeko, che si era promesso all’Inter, come Lukaku. Petrachi, per trattenerlo, ha dovuto offrirgli quello che avrebbe preso dall’Inter. Giusta o sbagliata che sia, questa era la linea di Marotta, che non voleva andare oltre quella cifra. Petrachi ha capito che era difficile trovare uno più bravo, e ha offerto a Dzeko i soldi che avrebbe preso dall’Inter”.

Dzeko: Roma costretta a pagarlo quanto Lukaku. Il bosniaco deluso dall’Inter. Marotta ha cambiato direzione.

Edin Dzeko aveva raggiunto un accordo con l’Inter da tempo ma i nerazzurri non hanno mai affondato il colpo per il gigante bosniaco, che alla fine ha rinnovato il contratto con la Roma.

Fabrizio Romano su Calciomercato.com scrive “Edin ha accettato con entusiasmo dopo settimane difficili in cui si è sentito combattuto: si aspettava uno sforzo dall’Inter ed è rimasto deluso, tutto era praticamente impostato da mesi, ha capito invece che la Roma lo avrebbe davvero messo volentieri al centro del nuovo progetto.

Ha persino accettato il rinnovo quando poteva mantenere l’attuale contratto firmando a costo zero per qualsiasi club a cifre ancora più alte da gennaio. Ha ritrovato la gioia di una nuova Roma attorno a sé, con un clima diverso; l’Inter da parte sua riteneva eccessivi i 25 milioni richiesti per un 33enne a scadenza, Dzeko però aveva ricevuto tutt’altro tipo di promesse”.

E la Roma è stata costretta a pagarlo più dello stipendio attuale: 6-6,5 milioni più bonus, ovvero lo stipendio di Romelu Lukaku all’Inter.

Marotta tiene in standby Edin Dzeko senza farsi prendere per il collo. Con Lukaku non c’è più pressione.

da Roma si ragiona sulla eventualità che Dezko rimanga giallorosso ancora una stagione
ma da Milano filtrano voci che presto il bosniaco raggiungerà Lukaku ad Appiano.

Edin Dzeko all’Inter, si va avanti. Nonostante l’opposizione dalla Capitale, dove sembra che il prezzo del bosniaco aumenti ogni giorno di più e neanche una richiesta di qualche giorno fa sia più sufficiente, in casa nerazzurra permane l’ottimismo. L’attaccante classe ’86 si è promesso al club milanese e non ha cambiato idea, pur proseguendo con grande professionalità la pre-season con la Roma. Antonio Conte insiste per averlo a disposizione, né lui né la dirigenza hanno cambiato idea in tal senso né valutano piani B. Concetto espresso più volte al mediatore Silvano Martina, rassicurato sul fatto che l’intenzione dell’Inter è prendere Dzeko. Cosa manca dunque?

Il direttore sportivo della Roma, Gianluca Petrachi, non ha mai chiuso alla cessione dell’attaccante ma al contempo non ha mai dato il via libera in attesa di nuove offerte. Sembra che ci sia la volontà di prendere tempo prima di concludere l’operazione, sia perché considerando l’interesse nerazzurro si vuole remunerare più possibile, sia perché ad oggi se Dzeko partisse, con Patrick Schick sul mercato, il tecnico Paulo Fonseca non avrebbe un centravanti titolare. Classica situazione in cui, pur ventilando la volontà di trattenere il bosniaco, alla lunga la Roma dovrà accettare l’inevitabile. Il contratto in scadenza tra meno di un anno impone infatti delle valutazioni ed è su questo che Beppe Marotta e Piero Ausilio basano la loro strategia dell’attendismo.

NIENTE RICATTI – L’Inter non ha mai mollato il numero 9 della Roma, ma non vuole farsi prendere per il collo in una situazione che la vede con molti punti a proprio favore: la volontà del giocatore e il contratto in scadenza sono fattori che inevitabilmente influenzano la trattativa. Quanto potrà resistere Petrachi prima di cedere o accettare di perdere Dzeko a zero tra un anno e nel mentre trattenerlo controvoglia? La Roma ha il potere di deciderne il futuro, ma costringerlo a restare ha più di una controindicazione. Per questo i nerazzurri non hanno fretta e attendono, dopotutto l’acquisto di Romelu Lukaku ha tolto la pressione derivante da un attacco sguarnito. Né trova conferma l’ipotesi che nell’ottica del possibile scambio tra Mauro Icardi e Paulo Dybala con la Juventus, Marotta abbia messo in standby il bosniaco. Che, va ricordato, rispetto alla Joya è una precisa richiesta di Conte. Dybala, al massimo, sarebbe un’opportunità finanziaria e tecnica non considerata urgente dall’allenatore leccese. Nessuna fretta dunque, anche se Dzeko scalpita e fosse per lui sarebbe già a Milano, dove lo attende un triennale da 4,5 milioni a stagione e tutta la stima del suo prossimo staff tecnico.