L’esclusione di Radja Nainggolan dall’Inter di Antonio Conte è stata ribadita con fermezza più volte. Si pensava che per il centrocampista belga il destino potesse assumere pieghe diverse da quello di Mauro Icardi, ma il tecnico nerazzurro ha dissipato ogni dubbio in tal senso. Radja ha assistito a Manchester United-Inter seduto in tribuna. E poco fa ha messo un like ad un post su Instagram che parlava proprio della sua esclusione dal progetto nerazzurro. E ad un commento che chiedeva venisse mandato via dall’Italia ha risposto con queste parole: “Ma è una forma di razzismo?”. Il Ninja non si tira mai indietro, nemmeno davanti alle offese social…
Inter e Roma si sono decise a chiudere l’operazione Dzeko, oggi c’è stato ulteriore disgelo fra le due società, dopo lo stallo delle ultime due settimane, e nei prossimi giorni si potrebbe chiudere:
“Oggi, venerdì 19 luglio, c’è stato un ulteriore disgelo nella trattativa, già c’era stato nei giorni scorsi”.
“Questo weekend, salvo colpi di scena, dovrebbe essere tranquillo ma lunedì potrebbe essere il giorno buono per fare passi avanti.
“La trattativa conviene ad entrambi, specie alla Roma: ormai è chiaro che Dzeko non rinnoverà, quindi meglio cederlo ora. Le cifre dell’operazione per ora sono 13 massimo 14 milioni ma senza contropartite,” ha dunque convinto la linea Marotta che il tempo gli sta dando ragione.
La Juventus lascia libera la maglia numero 9. Il suo proprietario sarà Mauro Icardi, che ha da tempo un accordo con Paratici per un quinquennale da 8 milioni a stagione +bonus. #Inter chiede 50-60 mln cash, mentre i bianconeri temporeggiano e puntano ai saldi a fine agosto“. Così, con un post su Twitter, Nicolò Schira, esperto di mercato della Gazzetta dello Sport, ha parlato del possibile trasferimento di Mauro Icardi alla Juventus che, a questo punto, diventa un’ipotesi sempre più concreta.
Ma ora la Juve dovrà fare i conti anche con il Napoli che offrirebbe di più alla società nerazzurra ma anche un cospicuo ingaggio all’argentino tutto a vantaggio di Marotta.
Intervenuto in conferenza stampa per presentare il primo incontro dell’International Champions Cup 2019 e che vedrà l’Inter affrontare il Manchester United, l’allenatore nerazzurro, Antonio Conte ha parlato anche del possibile acquisto di Romelu Lukaku proprio dai Red Devils.
LO CONOSCO BENE – “Lukaku è un giocatore del Manchester United. Lo conosco molto bene già dai tempi in cui ero allenatore del Chelsea”.
SAPETE CHE MI PIACE –
“Sapete bene che è un giocatore che mi piace e che per noi sarebbe
importante e ci farebbe fare un salto in avanti. Oggi però Lukaku è un
giocatore del Manchester United e questa è la realtà dei fatti. È la
verità”.
NON È UN’AMICHEVOLE – “Domani abbiamo
un match importante, a questo livello è difficile considerarla
un’amichevole e sarà così anche per loro. La nostra pre-stagione sta
andando bene, spero di vedere dei miglioramenti nella mia squadra”.
PERISIC – “Perisic
è un giocatore che ha caratteristiche specifiche e voglio capire se
potrà giocare nella posizione che ho in mente. Abbiamo tempo per
valutarlo e capire se potrà fare quello che voglio da lui”.
ICARDI –
“Icardi? La sua situazione è chiara, come lo è stato il club. Non
rientra nel progetto Inter. Non è semplice giocare senza attaccanti ad
inizio stagione”.
NAINGGOLAN – “Anche lui resta fuori dal progetto”.
MERCATO – “È
difficile prevedere il mercato: abbiamo la necessità di snellire e
creare un gruppo. Con la società abbiamo la stessa visione in entrata e
in uscita, sono fiducioso anche se mi aspettavo che fossimo più
avanti”.
L’Inter non riesce ad avvicinarsi alla richiesta dello United di 83mln di euro per Lukaku. Aiuterebbe la cessione di Mauro Icardi, ma nonostante l’apertura al Napoli sia gli azzurri che la Juventus attendono metà agosto per strappare le migliori condizioni ai nerazzurri, messi ormai alle strette. C’è però un domino degli attaccanti: l’Inter vorrebbe chiudere almeno per Dzeko, ma con i 20mln alla Roma sbloccherebbe l’arrivo in giallorosso di Higuain ed a quel punto agevolerebbe la Juventus per Icardi. L’Inter non vuole favorire questo scenario ed attende che scenda la cifra per Dzeko.
Tra le piste alternative a Lukaku, considerato da Conte e dall’Inter
come l’obiettivo numero uno, c’è Fernando Leao del Lille. Il giovane
centravanti richiede un investimento di 40 milioni, ma ha grandi margini
di miglioramento e si adatterebbe alla grande con l’altro obiettivo
dell’Inter Edin Dzeko.
“Dopo i segnali di impazienza di Edin, che (scadenza 2020) avrebbe spiegato che a gennaio si sentirà libero di parlare con tutti, anche con i club cinesi, la trattativa potrebbe essere pronta a ripartire. Con la concreta possibilità che la Roma sia più disponibile a muoversi dalla richiesta di venti milioni, finora tassativa. Chiudere un fronte, prima di gettarsi in una nuova battaglia, sarebbe fondamentale”–
L’Inter voleva Edin Dzeko e lo voleva pronto per il ritiro di Lugano. La trattativa con la Roma, complice l’assoluta necessità dei giallorossi di fare plusvalenze,era praticamente chiusa per 10 milioni di euro più il cartellino di Vergani. Ma all’ultimo momento, si è intromessa la Juventus, che ha complicato i piani di Marotta.
“La guerra totale Inter-Juventus riscrive nuove pagine, settimana dopo settimana. Nella passata si era registrata l’azione di disturbo della Juventus su Lukaku, rivelatasi una bufala completa. Per non parlare della plusvalenza incrociata Spinazzola-Pellegrini per evitare che l’Inter potesse sfruttare le scadenze finanziarie per ottenere Dzeko a buon prezzo”,
“Uno sgarbo che Marotta ha incassato ma rielaborato, deciso adesso a non arrivare minimamente nemmeno a 10 milioni per Dzeko, perché sarebbero immediatamente girati dalla Roma alla Juventus per Higuain, che a sua volta li utilizzerebbe per arrivare a Icardi. Dunque l’Inter rischierebbe, prendendo Dzeko, di finanziare la Juventus per prendersi Icardi a prezzo di saldo”.
I due obiettivi sono noti, anzi arcinoti: l’Inter vuole Dzeko e Lukaku per un attacco capace di sostenere il doppio impegno campionato-Champions. Il bosniaco è un pallino di Marotta e il suo ingaggio è stato pensato già prima che la sentenza definitiva sul futuro di Icardi venisse pronunciata di comune accordo tra società e nuovo tecnico. Le difficoltà degli ultimi giorni, e la conseguente frenata in una trattativa che si pensava potesse invece chiudersi già a giugno per essere poi annunciata a inizio luglio, non hanno incrinato nè la volontà nè l’ottimismo tanto dell’Inter quanto di Dzeko: la decisione del giocatore è chiara (e comunicata dallo stesso attaccante alla Roma) e la società nerazzurra da parte sua ha alzato la prima offerta salendo fino a 12 milioni, considerandola più che congrua per un 33enne che si svincola tra un anno dal suo attuale club. La Roma, arroccata nelle scorse settimane sui 20 milioni inizialmente richiesti, deve fare i conti proprio con il contratto in scadenza tra dodici mesi e un compenso annuo di 4,5 milioni netti(più bonus) da corrispondere al bosniaco: il rilancio nerazzurro ha così portato al disgelo tra le parti. E l’affare, dunque, si farà. Anche in tempi relativamente contenuti.
Diversa, più complessa e intricata, è invece la situazione di Romelu Lukaku. Le voci di un viaggio di Marotta e Ausilio in Inghilterra per incontrare la dirigenza del Manchester United
affondano nella necessità da parte dell’Inter di prendere in mano una
trattativa sinora condotta solo attraverso intermediari e mai invece
direttamente tra club e club. Un viaggio che non è avvenuto oggi (i
plenipotenziari del mercato nerazzurro hanno preferito presenziare agli
allenamenti della squadra nel ritiro di Lugano) e che non è in programma
neppure nei prossimi giorni. Ma questo non significa che non ci sarà: prima però si vuole chiudere per Dzeko e Barella.
Ci sarà, il viaggio, perché l’Inter vuole capire se e come gli 83 milioni di euro richiesti dagli inglesi per l’attaccante belga siano trattabili e, nel caso, quanto sia possibile abbassare la suddetta cifra. Perché Lukaku,
indipendentemente da quanto dichiarato pubblicamente da Solskjaer, è
sul mercato ma, complice anche lo stallo nel caso-Icardi, Suning non è disposta a investire una cifra tanto alta,
indipendentemente dalla formula di acquisto (prestito biennale oneroso
con successivo obbligo di riscatto). Il blitz (chiamiamolo pure così)
dovrà quindi chiarire quante possibilità reali ci siano per intavolare una trattativa dall’esito positivo e stando alle indicazioni-volontà di Conte anche la minima apertura andrà sfruttuta sino in fondo.
Il no di Nicolò Barella alla Roma è stato netto e perentorio. Il centrocampista del Cagliari ha scelto l’Inter e vuole solo l’Inter, concetto ribadito ancheal presidente dei sardi Giulini. Il no ai giallorossi è stato talmente perentorio che Barella ha invitato la Roma a non fare nemmeno il viaggio che i dirigenti avevano programmato per convincerlo. Sarebbe stato un viaggio inutile, non c’era alcuna possibilità di successo. E per questo Petrachi ha desistito.
In Italia Petrachi avvisava Dzeko e l’Inter e chiariva che la Roma non accetta ricatti sul mercato, poco dopo l’attaccante bosniaco replicava con una storia sui social dove si mostrava in posa con l’interista Ivan Perisic in Croazia. Il centravanti giallorosso è in vacanza a Dubrovnik insieme ai suoi amici e all’esterno nerazzurro. Dzeko attende sviluppi e intanto lancia un segnale, con una foto pubblicata poco dopo la fine della conferenza stampa in cui Petrachi ha parlato proprio del suo futuro.
Le parole di Petrachi
Queste le parole del nuovo direttore sportivo della Roma: “Il messaggio che deve passare è che non è che uno si sveglia la mattina, decide che deve andarsene e ci ricatta. La Roma non deve essere ricattata da nessuno. Se un giocatore non vuole restare a Roma, allora si presenta con l’offerta giusta da parte della squadra che lo vuole. Non trattengo nessuno con la forza, ma non mi piace essere strozzato da qualcuno. Non mi interessa se un giocatore ha raggiunto un accordo con un’altra società, che già è deontologicamente è scorretto. Mi interessa che il giocatore sappia che non deve pensare di stare a casa sua. Il giocatore non è il padrone della nostra casa, anzi. Deve fare di tutto per permetterle di vivere bene. È la proprietà che decide”, ha risposto l’ex dirigente del Torino parlando dell’attaccante bosniaco.
La trattativa
Prima del 30 giugno la Roma aveva esigenza di vendere alcuni calciatori per ragioni di Fair Play Finanziario e ha provato a cercare un accordo con l’Inter per Edin Dzeko. Dopo aver ceduto Manolas al Napoli e Luca Pellegrini alla Juventus, però, è riuscita a fare plusvalenze per un totale di 45 milioni, in modo da sistemare il bilancio. Questo mette i giallorossi nelle condizioni di non dover per forza vendere l’attaccante bosniaco e di poter trattare con l’Inter alle proprie condizioni, come precisato da Petrachi. E fino a questo momento tra i due club non è stato trovato l’accordo, né dal punto di vista economico né dal punto di vista delle contropartite tecniche.