POPULOUS: IL NUOVO STADIO DI MILANO * BISCIONE IN NOTTURNA

“La Cattedrale” progettata da Populous prende ispirazione dai due luoghi più iconici di Milano: il Duomo e la Galleria. Proprio una galleria, inondata dalla luce solare, circonderà lo stadio il quale sarà avvolto da un’elegante facciata in vetro. “La Cattedrale” è stata progettata per essere di volta in volta unica e riconoscibile per le due tifoserie grazie all’uso di installazioni tecnologiche. Lo stadio è stato progettato per essere il più eco-sostenibile d’Europa. La galleria sarà ventilata naturalmente e disporrà di strategie di riscaldamento passivo. Pannelli solari saranno integrati sulla copertura e tutta l’acqua piovana verrà raccolta per essere riutilizzata nell’impianto. Lo stadio sarà circondato da 22 acri di spazi verdi permeabili.

Mercato INTER: Barella ha già preso casa vicino San Siro.

La trattativa per portare Nicolò Barella all’Inter sembrerebbe ormai in dirittura d’arrivo, anche se secondo La Nuova Sardegna non si può ancora dire la parola fine nonostante un protrarsi di questa telenovela, specie in virtù dell’esplicità volontà del calciatore, sarebbe deleteria per tutte le parti in causa, in primis per le strategie del Cagliari: “Barella non è un pacco postale. Ha deciso di andare a Milano, sponda nerazzurra, con l’ok del club fin dall’autunno del 2018. Ha bloccato casa a due chilometri da San Siro e ha il via libera della moglie Federica. L’operazione è curata dall’agente Alessandro Beltrami, compare del giocatore. Che in vacanza al Forte Village dove ieri è stato raggiunto dagli ex compagni Andrea Cossu e Marco Sau – non commenta”.

INTER e Milan hanno scelto: stadio nuovo, addio San Siro. Il progetto sarà valutato dal Comune. Pronto per il 2023-24?

“Ancora tre settimane e poi il futuro di San Siro sarà più chiaro. I contatti tra l’Inter, il Milan e i consulenti internazionali che stanno lavorando per dare una nuova casa alle società milanesi sono giornalieri e al massimo prima della fine del campionato, il Comune riceverà il progetto condiviso dai due club, quello di nuovo impianto da costruire nell’area attuale. Sono in corso le ultime verifiche soprattutto di natura finanziaria, ma la direzione ormai è stata presa”. Questo quanto assicura stamane il Corriere dello Sport. Il dado, dunque, è tratto.

“La valutazione delle due società è stata anche di natura finanziaria – si legge -. Ristrutturare il Meazza avrebbe necessitato di una spesa intorno ai 550 milioni e avrebbe portato molti svantaggi logistici perché i lavori necessari per il lifting ne avrebbero limitato la capacità per 2-3 anni o avrebbero addirittura costretto le due formazioni a giocare qualche partita altrove (come sta per succedere all’Atalanta). In più, pur aumentando i posti premium, corporate e hospitality, la Scala del calcio non avrebbe comunque potuto raggiungere i canoni dei migliori stadi del mondo perché la possibilità di sviluppo nell’area attraverso centri commerciali, alberghi, appartamenti e altre strutture è limitata per esempio dalla presenza dell’ormai ex ippodromo del trotto. Da qui la decisione di puntare su uno stadio nuovo, da costruire con un investimento di circa 700 milioni, un impianto moderno, con ristoranti, centri commerciali, hotel, parcheggi sotterranei ed altri esercizi, capace di “vivere” sette giorni su sette e di riqualificare l’intera area. Nei piano dei due club sorgerà accanto all’attuale Meazza, dove attualmente ci sono i parcheggi. E’ chiaro che a quel punto l’attuale San Siro andrebbe abbattuto perché la zona non potrebbe sostenere due impianti così”.

Per vedere nascere il nuovo impianto serviranno circa 4 anni: uno e mezzo per ottenere le autorizzazioni; altri due e mezzo (o tre) per i lavori. “In teoria le milanesi potrebbero iniziare a giocarci nel 2023-24 o forse nella stagione successiva – sottolinea il quotidiano -. Resta da vedere se il Comune, che preferirebbe una ristrutturazione di San Siro, darà l’ok alla costruzione del nuovo impianto. Non tutte le forze politiche sono favorevoli e il sindaco Sala potrebbe trovarsi in una situazione non semplice”. Ci sarebbero alternative a livello di terreno, ma per ora l’area prescelta resta quella di San Siro.