Video – Inter Primavera, Esposito segna alla Fiorentina: 1-0! Nella stessa azione due pali…

L’Inter Primavera supera per 1-0 la Fiorentina e conquista la terza vittoria consecutiva in stagione (due in campionato, una in Youth League).


Tre su tre: l’Inter Primavera di Armando Madonna in questa stagione è partita come meglio non poteva. Dopo le vittorie nella prima in campionato ed in Youth League, arriva un successo di misura contro una Fiorentina che ha dato vita ad un bel match.

A decidere è un gol di Esposito al 77′ dopo che nella stessa azione i nerazzurri avevano centrato ben due pali con Burgio e Gianelli. Due minuti più tardi per gli ospiti è stato anche espulso Dutu, per un doppio giallo rimediato in pochi secondi. L’Inter dunque resta fra le squadre in vetta salendo a 6 punti.

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VIDEO – INTER, come brilla Esposito: doppietta in Youth League! Ecco l’1-0…

Il gol dell’1-0 di Sebastiano Esposito

Decide Sebastiano Esposito. E chi se no? Il ragazzo ormai stabilmente in prima squadra “scende” in Youth League (in Champions la panchina è corta) e firma i primi due gol del 4-0 nerazzurro allo Slavia Praga. Un tiro non irresistibile (sotto le gambe del portiere) da centro area dopo un aggancio sontuoso nel primo tempo, un rigore trasformato spiazzando il portiere a inizio ripresa (atterrato il compagno d’attacco Vergani): basta per il 2-0. Il tutto senza dare l’impressione di schiacciare sul gas. Un altro paio di volte mette in porta i compagni, che non segnano, poi lascia il posto a Oristanio, che invece realizza subito (78’) con un sinistro da fuori area nell’angolino basso. Vergani nel recupero trasformerà il rigore del poker.

MODULO E SINGOLI

Madonna schiera l’Inter a immagine e somiglianza della Prima squadra, col 3-5-2 d’ordinanza che ha in Sebastiano Esposito la stella designata, in Schirò il fuoriquota e capitano, in Agoumé il play centrale e un trio di centrali tutti molto quotati: Kinkoué, Ntube e Pirola. Il debutto europeo si rivela piuttosto soft, visto che lo Slavia è squadra solida, con un paio di ali piccole e scattanti ma senza vere individualità. Il portiere nerazzurro Pozzer non rischia nulla fino al 2-0, quando la tensione per 15’ cala. Fra i ragazzi di Madonna le cose migliori, Esposito a parte, sono gli inserimenti di Gianelli, un paio di chiusure in allungo di Kinkoué e i lanci “naturali” e puntuali di Agoumé. Dopo la vittoria in rimonta al Pescara, questa tranquilla contro i cechi. Il gioco non ruba ancora gli occhi, ma siamo appena agli inizi. E Barça e Dortmund saranno test più duri.

Sebastiano Esposito: Non scambiarlo per Dzeko è solo il minimo per l’Inter. Ed è già in prima squadra.

L’edizione online del Corriere della Sera si sofferma sul momento vissuto da Sebastiano Esposito, attaccate dell’Inter e grande protagonista della preseason nerazzurra: “Sebastiano Esposito non dimenticherà in fretta la sua ultima estate da minorenne – si legge -. Il 2 luglio ha compiuto 17 anni e l’8 è andato in ritiro con la prima squadra dell’Inter. Antonio Conte si è accorto in fretta di questo giovane attaccante di Castellammare di Stabia, entrato a 14 anni nel settore giovanile interista, e che aveva già debuttato in prima squadra in Europa League a San Siro contro l’Eintracht Francoforte. Anche parecchi top club europei, a cominciare dal Psg, si sono già accorti di Esposito, ma il ragazzino è stato subito chiaro: «Io fin dall’inizio ho subito scelto la maglia dell’Inter e ho sempre desiderato indossare solo quella»”.

Antonio Conte ha fatto sapere di puntare molto sul calciatore, spiegando che d’ora in poi si alternerà tra prima squadra e Primavera. Anche adesso che è arrivato Romelu Lukaku e che potrebbe arrivare Edin Dzeko, infatti, Esposito non uscirà dal giro della prima squadra, anche perché la società è convinta che il giovane calciatore sia il miglior prospetto sfornato dal settore giovanile nerazzurro dai tempi di Mario Balotelli. Anzi, Dzeko potrebbe già essere nerazzurro se Marotta e Ausilio avessero accettato di cedere Esposito alla Roma. Eventualità mai presa in considerazione, visti anche i precedenti legati alla cessione di Zaniolo.

Noi diciamo con tutto il rispetto per il giocatore della Roma ma non c’è paragone con Esposito ricercato in tutta Europa… dunque, resterà in nerazzurro, si allenerà con i big e magari potrà conquistarsi, in futuro, la maglia da titolare.

INTER-Dzeko: proposta poco seria ai nerazzurri. Come contropartita il giovane talento che vuole tutta l’Europa.

Edin Dzeko all’Inter entro Ferragosto. I nerazzurri vogliono chiudere in fretta l’acquisto del secondo attaccante da consegnare ad Antonio Conte e anche la Roma non vuole più perdere tempo, considerando l’urgenza di trovare un sostituto.

La richiesta di Petrachi, svela la Gazzetta dello Sport, è salita a 20 milioni più 2 di bonus, l’Inter nel weekend «respirerà», dopo lo sprint per chiudere per Lukaku. Ma l’inizio della prossima settimana sembra la deadline per provare a chiudere. Le richiesta di 20 milioni può scendere se nell’affare si inserisse una contropartita gradita e il preferito a Roma è sempre Sebastiano Esposito.

Ma il baby nerazzurro è sempre stato blindato dalla società, che non intende vivere uno Zaniolo bis. E la differenza è anche notevole senza paragoni tra i due giocatori.

Edin ha già atteso più di quanto volesse, l’Inter ha la fretta di Conte, la stessa Roma è quasi arrivata al momento dopo il quale trovare un nuovo centravanti diventerà complicato. Una conclusione positiva dell’affare deve arrivare entro Ferragosto. Dopo le cose si complicano. Dopo si rischia una frenata.

Sconcerti: Conte stravede per “il baby” Sebastiano Esposito, potrebbe essere integrato in prima squadra.

Mario Sconcerti ha rilasciato alcune dichiarazioni a Calciomercato.com. I temi dell’attualità calcistica approfonditi da uno dei punti di riferimento del giornalismo italiano e presenza fissa sulle pagine del nostro sito. Tema del giorno il futuro del talento dell’Inter Sebastiano Esposito, protagonista con i nerazzurri nella tournée in Cina, nella quale non ha sfigurato.

L’attaccante classe 2002 è considerato un vero e proprio gioiello, nelle scorse settimane Marotta e Ausilio gli hanno rinnovato il contratto e hanno respinto gli assalti delle big d’Europa, che hanno bussato alla porta della nuova sede a Porta Nuova. Esposito non si tocca, Conte stravede per lui e non è escluso che durante la stagione non venga aggregato alla prima squadra.

INTER, lunedì al ritiro: “Si punta su Esposito e Colidio ed il neo acquisto Agoumé”.

Presenti Icardi e Nainggolan, assenti Lautaro, Vecino, Godin e Asamoah. Fra i giovani anche Agoumé, dei nuovi Lazaro e Sensi.

Le convocazioni sono partite, i lavori di organizzazione a Lugano sono completati. Domenica sera, per ora di cena, i giocatori nerazzurri sono attesi in Svizzera per il raduno, dal giorno seguente si comincia la settimana di preparazione, la prima agli ordini di Conte.

CHI MANCA

Mauro Icardi e Radja Nainggolan come previsto saranno ai nastri di partenza (seppur considerati fuori dal progetto tecnico), gli unici assenti saranno quelli giustificati da impegni con le nazionali o supplementi di vacanze (iniziate dopo). Lautaro Martinez, anche se squalificato, resta in Brasile per la finalina del terzo posto di Coppa America, e solo dopo inizierà le vacanze. Arriveranno in seguito anche gli uruguaiani Vecino e Godin, impegnati nella stessa competizione fino ai quarti e Asamoah, in corsa in coppa d’Africa con il Ghana.

CHI CI SARÀ

Ci saranno invece due dei nuovi acquisti di questa stagione, quelli che hanno firmato all’inizio di questa settimana: Valentino Lazaro e Stefano Sensi inizieranno la loro avventura nerazzurra e la stessa cosa dovrebbe fare Lucien Agoumé, il centrocampista francese classe 2002 prelevato dal Sochaux. Si giocherà la sue carte in questa estate, poi dovrebbe comunque essere assegnato alla Primavera. Per quel che riguarda i giovani, grande affidamento per questa prima fase verrà fatta su Facundo Colidio e Sebastiano Esposito. L’argentino (classe 2000) e la rivelazione di Castellamare di Stabia (2002) saranno fra i convocati per Lugano: visto che l’attacco vedrà solo le presenze di Politano e Icardi (Perisic è considerato esterno di centrocampo), per i due ci sarà spazio. Non solo in allenamento, ma probabilmente anche nella prima amichevole col Lugano.

Sebastiano Esposito con una tripletta porta lo scudetto: INTER batte la Roma 3-1 ed è campione d’Italia U17.

Il giovane talento nerazzurro stende i giallorossi nella finale per la vittoria del campionato di categoria. Aveva già fatto doppietta nella semifinale Primavera, proprio contro i capitolini.

Quando Esposito vede giallorosso diventa peggio di un toro scatenato. Il giovane gioiello dell’Inter è stato protagonista assoluto nella vittoria dello scudetto under 17, in cui ha segnato la tripletta decisiva per il 3-1 finale. Una prestazione super che non è un exploit: l’attaccante aveva già segnato due reti nella semifinale del campionato primavera. Allora il punteggio finale era stato 3-0. L’avversaria, neanche a dirlo, era la Roma.

Il 16enne nerazzurro ha mostrato le sue capacità di rapace d’area segnando due gol su respinta corta di Boer, per poi chiudere i conti su calcio di rigore. Con un cucchiaio, a dimostrazione di una personalità forte. Inutile per l’esito del match il gol di Ciervo, su conclusione sporcata da Pirola. Per l’Inter è la prima finale scudetto vinta in questa stagione, dopo le sconfitte contro l’Atalanta nel campionato primavera e contro l’Empoli nella categoria under 16. Ma la buona notizia potrebbe essere la nascita di un nuovo giovane italiano su cui investire per il futuro.

Inter Campione d’Italia U17

Cronaca del match

RAVENNA – L’Inter U17 è campione d’Italia per l’8^ volta. Allo stadio Benelli di Ravenna i nerazzurri battono i giallorossi – detentori del titolo – con una splendida tripletta di Sebastiano Esposito. Per il Settore Giovanile, alla sesta finale scudetto della stagione, si tratta del 55^ titolo complessivo. Andrea Zanchetta, dopo quello del 2016-2017, vince il suo secondo campionato in nerazzurro.

L’Inter comincia la partita con le marce altissime innestate: prima Esposito serve un gioiello a Oristanio che non controlla, poi lo stesso numero 9 approfitta di un disimpegno errato della retroguardia giallorossa, ma solo davanti al portiere conclude a lato. Al 6′ altra grandissima occasione per i nerazzurri, con Pirola che trova la strepitosa risposta dell’estremo difensore giallorosso Boer. Con il passare dei minuti i nerazzurri continuano a collezionare occasioni da rete, dimostrando una netta superiorità. L’equilibrio si rompe al 44′: Bonfanti libera il sinistro dall’interno dell’area, corta risposta di Boer su cui si avventa Esposito che porta avanti i suoi.

La ripresa si apre con una clamorosa occasione per i nerazzurri: Cester, ben servito da Oristanio, mando altissimo da posizione favorevole. Al 50′ la prima vera chance per la Roma, con Ciervo che, su assist di Zalewski, conclude con il piattone trovando la bellissima risposta di Stankovic. Cresce la squadra di Piccareta, che al 60′ colpisce la traversa con Ciervo. Risponde l’Inter con Squizzato che al 63′ sfiora lo 0-2. Tra il 69′ e il 71′ si scatena nuovamente Esposito: prima raddoppia con il destro, poi subisce e trasforma – con il cucchiaio – il calcio di rigore.

All’80’ Ciervo accorcia le distanze dopo la decisiva deviazione di Pirola. A tre dalla fine la Roma ha la grandissima opportunità di rientrare in partita, ma dagli undici metri Cancellieri si fa ipnotizzare da uno strepitoso Stankovic. Dopo 6 minuti di recupero termina la sfida: Roma-Inter 1-3, NERAZZURRI CAMPIONI D’ITALIA!

ROMA-INTER 1-3
Marcatori: 
44′, 24′ e 26′ st Esposito, 35′ st Ciervo

ROMA: 1 Boer (45′ st Trovato 12), 2 Tomassini (36′ st Moteba 15), 3 Suffer, 4 Tripi, 5 Buttaro, 6 Astrologo (1′ st Ciucci 14), 7 Cancellieri, 8 Bove, 9 Agostinelli (1′ st Ciervo 18), 10 Milanese (27′ st Tueto Fotso 20), 11 Zalewski
A disposizione: 12 Trovato, 13 Morichelli, 15 Moteba, 16 Aglietti, 17 Carlucci, 19 Travaglini
Allenatore: Fabrizio Piccareta

INTER: 1 Stankovic; 2 Moretti, 5 Cortinovis (38′ st Alcides 13), 6 Pirola, 3 Dimarco; 7 Cester (38′ st Casadei 18), 4 Squizzato, 8 Mirarchi; 10 Oristanio (22′ st Simic 17); 9 Esposito, 11 Bonfanti (10′ st Gnonto 19)
A disposizione: 12 Tononi, 14 Sottini, 15 Wieser, 16 Sangalli, 19 Gnonto, 20 Sakho
Allenatore: Andrea Zanchetta

Ammonito: Cancellieri, Squizzato, Buttaro

Recupero: 1′ – 6′

Arbitro: Giaccaglia (sez. Jesi)
Assistenti: Croce e Ferraioli

Esposito: “Inter, coronato un sogno. D’Ambrosio un fratello, Icardi strepitoso.10 gol in stagione da calcio di punizione tra Nazionale, U17.”

Sebastiano Esposito con la maglia nerazzurra

L’Inter ha un gioiellino, Sebastiano Esposito, che si sta mettendo in luce anche con la maglia della Nazionale Under 17. Intervistato da La Gazzetta dello Sport,il baby bomber nerazzurro ha parlato della sua stagione:

«Sto vivendo un sogno, se qualcuno ad agosto mi avesse prospettato una stagione così non ci avrei creduto. Ma ora voglio pensare solo all’Olanda: non vediamo l’ora di giocare e di dimostrare la nostra qualità».

Il cammino europeo forse ha sorpreso anche voi?
«Sapevamo di essere una squadra che poteva andare lontano, però onestamente visto il girone in cui eravamo forse era difficile pensare di poter arrivare a giocarci il titolo».

Sebastiano Esposito con la maglia della nazionale

Qual è il segreto di questa squadra?
«Siamo un gruppo vero, e non è un modo di dire. Lo siamo nei fatti e non a parole. Siamo una famiglia, ragazzi con dei valori morali importanti, non solo tecnici. Abbiamo fame e ci sacrifichiamo l’uno per l’altro».

Ok il sacrificio e il lavoro di squadra, però poi la giocata del singolo aiuta. Due gol su rigore e due su punizione in questa fase finale per lei. Da fermo è quasi un cecchino.
«Ho realizzato 10 gol in stagione da calcio di punizione tra Nazionale, U17 e Primavera dell’Inter. Certe cose le hai dentro per natura e io sono stato fortunato».

Fortunato e tenace. Ci sono sacrifici dietro alle punizioni.
«Devo ringraziare mister Zanchetta, in un anno e mezzo con lui sono migliorato molto. Ogni allenamento di rifinitura restavamo a calciare e lui mi ha fatto capire come colpire meglio la palla, dargli più giro e più forza».

Una crescita che non è sfuggita a Spalletti. Cosa si prova a esordire in prima squadra?
«Non me lo aspettavo, è stata l’esperienza più emozionante della mia vita. Ero in Nazionale e il nostro responsabile Samaden (dell’Inter, ndr) mi ha chiamato per avvisarmi che Spalletti mi avrebbe convocato. Poi quando il mister si è avvicinato e mi ha detto “scaldati” il cuore ha cominciato ad andare a mille all’ora. Ho coronato un sogno, ma quella notte per me sarà sempre un punto di partenza e non di arrivo. In campo non ho realizzato bene cosa stava succedendo, poi la notte però non ho dormito».

Due nomi: chi dei grandi l’ha aiutata maggiormente e chi ammira di più?
«Devo ringraziare D’Ambrosio che in passato è stato allenato da mio papà alla Juve Stabia: mi ha preso a cuore come un fratello. Poi da attaccante dico Icardi: è impressionante, formidabile, unico».

Giusto, in famiglia si respira calcio. Non solo papà: suo fratello Salvatore è stato convocato per il Mondiale U20, Francesco Pio cresce alla grande nell’U14 dell’Inter. Saranno tutti allo stadio oggi?
«Siamo cresciuti a pane e pallone, la famiglia è la cosa più importante della vita, siamo molto legati. Però oggi non verrà nessuno perché sono scaramantico, e in caso di sorprese meglio scoprirlo alla fine». 

«Sto vivendo un sogno, se qualcuno ad agosto mi avesse prospettato una stagione così non ci avrei creduto. Ma ora voglio pensare solo all’Olanda: non vediamo l’ora di giocare e di dimostrare la nostra qualità».

Il cammino europeo forse ha sorpreso anche voi?
«Sapevamo di essere una squadra che poteva andare lontano, però onestamente visto il girone in cui eravamo forse era difficile pensare di poter arrivare a giocarci il titolo».

Qual è il segreto di questa squadra?
«Siamo un gruppo vero, e non è un modo di dire. Lo siamo nei fatti e non a parole. Siamo una famiglia, ragazzi con dei valori morali importanti, non solo tecnici. Abbiamo fame e ci sacrifichiamo l’uno per l’altro».

Ok il sacrificio e il lavoro di squadra, però poi la giocata del singolo aiuta. Due gol su rigore e due su punizione in questa fase finale per lei. Da fermo è quasi un p e Primavera dell’Inter. Certe cose le hai dentro per natura e io sono stato fortunato».

Fortunato e tenace. Ci sono sacrifici dietro alle punizioni.
«Devo ringraziare mister Zanchetta, in un anno e mezzo con lui sono migliorato molto. Ogni allenamento di rifinitura restavamo a calciare e lui mi ha fatto capire come colpire meglio la palla, dargli più giro e più forza».

Una crescita che non è sfuggita a Spalletti. Cosa si prova a esordire in prima squadra?
«Non me lo aspettavo, è stata l’esperienza più emozionante della mia vita. Ero in Nazionale e il nostro responsabile Samaden (dell’Inter, ndr) mi ha chiamato per avvisarmi che Spalletti mi avrebbe convocato. Poi quando il mister si è avvicinato e mi ha detto “scaldati” il cuore ha cominciato ad andare a mille all’ora. Ho coronato un sogno, ma quella notte per me sarà sempre un punto di partenza e non di arrivo. In campo non ho realizzato bene cosa stava succedendo, poi la notte però non ho dormito».

Due nomi: chi dei grandi l’ha aiutata maggiormente e chi ammira di più?
«Devo ringraziare D’Ambrosio che in passato è stato allenato da mio papà alla Juve Stabia: mi ha preso a cuore come un fratello. Poi da attaccante dico Icardi: è impressionante, formidabile, unico».

Giusto, in famiglia si respira calcio. Non solo papà: suo fratello Salvatore è stato convocato per il Mondiale U20, Francesco Pio cresce alla grande nell’U14 dell’Inter. Saranno tutti allo stadio oggi?
«Siamo cresciuti a pane e pallone, la famiglia è la cosa più importante della vita, siamo molto legati. Però oggi non verrà nessuno perché sono scaramantico, e in caso di sorprese meglio scoprirlo alla fine». 

INTER: Esposito è un giovane talento nerazzurro. Un gran gol su punizione con l’Italia ma non è l’unico nerazzurro nella giovane nazionale.

Sebastiano Esposito, giovane talento nerazzurro.

L’Europeo Under 17 dell’Italia si è aperto nel segno di Sebastiano Esposito: l’attaccante dell’Inter è stato il grande protagonista della gara inaugurale contro la Germania, nella quale ha regalato una magia su punizione da vedere e rivedere. Ma la stella della Primavera nerazzurra non è l’unico interista a essersi messo in mostra con la maglia della Nazionale: il primo gol degli Azzurrini porta la firma di Nicholas Bonfanti, bomber dell’Under 17 di Zanchetta, mentre al centro della difesa brilla Lorenzo Pirola.

ESPOSITO – Un gol, una traversa, una prestazione a tutto campo da leader della squadra: anche in Nazionale Esposito sta dimostrando di avere qualcosa di speciale. Talento cristallino, in questa stagione sta facendo vedere di avere maturità e doti di leadership non indifferenti per un ragazzo della sua età. L’Europeo può essere un’ulteriore vetrina per mostrare il suo talento.

PIROLA – Difensore centrale, mancino di piede, già l’anno scorso (da sotto età) si era guadagnato una maglia da titolare nella retroguardia dell’Under 17 dell’Inter, e quest’anno si è più volte affacciato in Primavera, pur senza esordire. Forte fisicamente, gran senso della posizione, tra i prospetti più interessanti della sua annata.

BONFANTI – Attaccante centrale, forte fisicamente e con un discreto fiuto del gol, dopo la promozione di Esposito in Primavera si è caricato sulle spalle l’attacco dell’Under 17 dell’Inter, trovando maggior continuità in fase realizzativa. Curiosità: è figlio di Arnaldo Bonfanti, ex difensore che riuscì a ottenere una presenza in Serie A con la maglia dell’Atalanta nella stagione 1996/97.

SQUIZZATO – L’unico interista a non essere sceso in campo nella gara inaugurale contro la Germania. Centrocampista centrale con notevoli dote tecniche, nel corso degli anni ha arretrato il suo raggio d’azione, passando da trequartista a regista davanti alla difesa. In Nazionale è il primo cambio di Panada, capitano degli Azzurrini.

INTER GIOVANILI: per il padre di Sebastiano Esposito priorità all’Inter. “Noi fieri dei nerazzurri, merito di Samaden”

Sebastiano Esposito nato il 2 luglio 2002 (16 anni)

È già entrato di diritto nella storia dell’Inter. Con il suo esordio a 16 anni e 225 giorni è il più giovane calciatore ad aver indossato la casacca della Beneamata in una gara Europea. Meglio di lui solo Beppe Bergomi, che iniziò la sua brillante carriera in nerazzurro a 16 anni e un mese, ma nella Coppa Nazionale, contro la Juventus. Per Sebastiano Esposito quei minuti contro l’Eintracht Francoforte devono essere l’inizio di un percorso molto più lungo. Anche perché tutti a Milano sono pronti a scommettere ciecamente sulle sue qualità.Agostino, il padre del classe 2002, in esclusiva per FcInterNews, con l’affetto che solo un papà può darti, un garbo di altri tempi, con un’educazione impeccabile e ogni parola misurata e pesata prima di essere pronunciata, oltre anche alle competenze di un addetto ai lavori (si tratta dell’ex mister delle Giovanili della Juve Stabia e vice allenatore dei campani nel torneo di Lega Pro per svariate stagioni) traccia un profilo di Sebastiano fuori dal campo, “un ragazzo che con i suoi fratelli è cresciuto a pane e pallone e ha imparato a camminare insieme alla palla”, e di Esposito, la giovanissima promessa della Beneamata.

Ha metabolizzato l’esordio in Prima Squadra di suo figlio? 
“Sì, è stata una grandissima soddisfazione. Un orgoglio. Dobbiamo ringraziare tutto lo staff dell’Inter, l’intera società per quanto successo. E per la volontà di indirizzare Sebastiano nel miglior percorso possibile per lui”.

Da genitore cosa ha provato?
“Non ero allo stadio. Ma quando io, mia moglie, mia figlia Annamaria e mio figlio Francesco Pio lo abbiamo visto entrare sul terreno di gioco abbiamo urlato dalla gioia. E poi non le nascondo che è scesa qualche lacrima. Che emozione”.

Lei ha lavorato come allenatore in Promozione e in eccellenza. Ma anche in Lega Pro. Da professionista, che consigli si sente di dare a Sebastiano? E quali invece come da padre?
“Non voglio dargli consigli tecnici. Posso solo dire, da questo punto di vista, di seguire i consigli di chi lo guida all’Inter e in Nazionale giovanile. Per il resto lo esorto a non mollare mai. Non deve sentirsi arrivato. Solo così il suo sogno potrà avverarsi. Ora gioca già in Primavera, è due anni in avanti rispetto alla sua età. Ma deve pensare a sacrificarsi. Non si deve montare la testa. Piedi ben saldi per terra insomma. Il suo esordio europeo deve restare lì. Deve continuare ad impegnarsi al massimo, migliorare e farsi trovare pronto quando serve”.

Chi lo ha portato all’Inter? 
“Roberto Samaden. Dobbiamo ringraziarlo perché ha mantenuto sempre le promesse. Non ci ha raccontato frottole. Se oggi siamo fieri dell’Inter, e grati alla Beneamata, il merito iniziale è suo”.

Tra l’altro si è parlato già del PSG sulle tracce di suo figlio. 
“Noi genitori siamo contentissimi dell’Inter, il miglior club per le squadre giovanili in Italia. Sebastiano pure è felicissimo a Milano. La nostra priorità è la Beneamata. Per una crescita corretta della sua carriera. Abbiamo un contratto e vogliamo rispettarlo. Se la società non decide di cederlo, resta in nerazzurro. Senza dubbio alcuno. Se ne sentono tante sul suo conto, ma lui deve restare lontano da tutte queste voci e situazioni”.