Da tempo l’Inter non affondava più sul bosniaco ed infine Edin Dzeko, che ha deciso restare alla Roma e rinnovare il contratto, togliendosi di fatto dal mercato. Questo il comunicato ufficiale del club giallorosso: “L’AS Roma è lieta di annunciare che Edin Dzeko ha rinnovato il proprio contratto con il Club fino al 30 giugno 2022.
Il centravanti dell’Inter ha parlato del suo passato e del campionato in Bundeslinga che inizia oggi.
E dalla Germania proprio il portale tedesco t-online ha intervistato il centravanti nerazzurro:
Lukaku sai parlare anche tedesco, come mai? “Parlare in
tedesco mi sembra eccessivo. L’ho imparato a scuola ma non ero molto
bravo. È molto simile all’olandese, quindi capisco molto poco”.
Quali parole tedesche ricordi dei tuoi giorni di scuola? “Ciao”, “Va bene” e “Sono Romelu Lukaku e ho 26 anni”.
Quali tre cose ti vengono in mente per prime quando pensi alla Bundesliga tedesca? “Grandi fan appassionati, stadi fantastici e un campionato che ti offre opportunità”.
Sei una star mondiale e conosci molti altri giocatori di calcio
dei migliori campionati europei. Quanto conta attualmente la Bundesliga
all’estero? “La Bundesliga è una delle leghe più
interessanti, perché ci sono squadre come il Borussia Dortmund o lo
Schalke 04, dove si possono vedere molti giovani talenti”.
Allo stesso tempo, tuttavia, le squadre della Bundesliga trovano
difficile attirare le stelle migliori come te in campionato. Perché
questi giocatori non vogliono giocare in Germania? “Penso che
i club della Bundesliga dovrebbero rompere la barriera. Forse una
squadra dovrebbe pagare più di 100 milioni di euro per un
giocatore. Tuttavia, rispetto anche il fatto che vogliano far crescere
giocatori delle proprie accademie. Queste sono le prossime grandi
superstar”.
Axel Witsel è un tuo vecchio amico. Ti ha detto cosa vuole ottenere con il Dortmund in questa stagione? “Axel
è uno dei miei migliori amici e ci parliamo quasi ogni settimana. È un
peccato che non abbia vinto il campionato la scorsa stagione. Ma è un
giocatore ambizioso e concentrato sulla conquista del titolo”.
Insieme a lui giochi per la squadra nazionale belga. Cosa vuoi ottenere con la tua Nazionale? “Vogliamo
fare di meglio che ai Mondiali del 2018 (il Belgio ha mancato di poco
la Francia in semifinale). Ma passo dopo passo e con coerenza. E
dobbiamo dimostrare ai nuovi giocatori che giocare per il Belgio non è
una cosa da poco”.
La Germania ha deluso i Mondiali del 2018. Qual è la tua impressione attuale del team tedesco? “La Germania sta attualmente allestendo una nuova squadra nazionale e auguro loro tutto il meglio per questo”.
Nel calcio professionistico si sa molto sulla privacy delle stelle “Nessuno sperimenta troppo di me. Penso che questo sia il modo giusto per me di rivelare poco”.
Durante la tua infanzia, la tua famiglia non aveva molti
soldi. Una volta hai detto che per te è stato difficile. Cosa intendevi
esattamente? “Sono cresciuto in circostanze difficili, ma anche quello aveva i suoi aspetti positivi”.
Cosa intendi? “Non penso di essere l’unico che è
cresciuto in una situazione del genere. E questo mi dà una forte
mentalità. Non mi interessa cosa pensano gli altri di me. Continuo a
fare del mio meglio. L’unica cosa che non mi piace è la gente
irrispettosa”.
Cosa ricordi della tua infanzia? “Mi piaceva giocare a
calcio. Guardando indietro, apprezzo anche le cose che ho dovuto
attraversare, perché mi hanno reso la persona che sono oggi”.
da Roma si ragiona sulla eventualità che Dezko rimanga giallorosso ancora una stagione ma da Milano filtrano voci che presto il bosniaco raggiungerà Lukaku ad Appiano.
Edin Dzeko all’Inter, si va avanti. Nonostante l’opposizione dalla Capitale, dove sembra che il prezzo del bosniaco aumenti ogni giorno di più e neanche una richiesta di qualche giorno fa sia più sufficiente, in casa nerazzurra permane l’ottimismo. L’attaccante classe ’86 si è promesso al club milanese e non ha cambiato idea, pur proseguendo con grande professionalità la pre-season con la Roma. Antonio Conte insiste per averlo a disposizione, né lui né la dirigenza hanno cambiato idea in tal senso né valutano piani B. Concetto espresso più volte al mediatore Silvano Martina, rassicurato sul fatto che l’intenzione dell’Inter è prendere Dzeko. Cosa manca dunque?
Il direttore sportivo della Roma, Gianluca Petrachi, non ha mai chiuso alla cessione dell’attaccante ma al contempo non ha mai dato il via libera in attesa di nuove offerte. Sembra che ci sia la volontà di prendere tempo prima di concludere l’operazione, sia perché considerando l’interesse nerazzurro si vuole remunerare più possibile, sia perché ad oggi se Dzeko partisse, con Patrick Schick sul mercato, il tecnico Paulo Fonseca non avrebbe un centravanti titolare. Classica situazione in cui, pur ventilando la volontà di trattenere il bosniaco, alla lunga la Roma dovrà accettare l’inevitabile. Il contratto in scadenza tra meno di un anno impone infatti delle valutazioni ed è su questo che Beppe Marotta e Piero Ausilio basano la loro strategia dell’attendismo.
NIENTE RICATTI – L’Inter non ha mai mollato il numero 9 della Roma, ma non vuole farsi prendere per il collo in una situazione che la vede con molti punti a proprio favore: la volontà del giocatore e il contratto in scadenza sono fattori che inevitabilmente influenzano la trattativa. Quanto potrà resistere Petrachi prima di cedere o accettare di perdere Dzeko a zero tra un anno e nel mentre trattenerlo controvoglia? La Roma ha il potere di deciderne il futuro, ma costringerlo a restare ha più di una controindicazione. Per questo i nerazzurri non hanno fretta e attendono, dopotutto l’acquisto di Romelu Lukaku ha tolto la pressione derivante da un attacco sguarnito. Né trova conferma l’ipotesi che nell’ottica del possibile scambio tra Mauro Icardi e Paulo Dybala con la Juventus, Marotta abbia messo in standby il bosniaco. Che, va ricordato, rispetto alla Joya è una precisa richiesta di Conte. Dybala, al massimo, sarebbe un’opportunità finanziaria e tecnica non considerata urgente dall’allenatore leccese. Nessuna fretta dunque, anche se Dzeko scalpita e fosse per lui sarebbe già a Milano, dove lo attende un triennale da 4,5 milioni a stagione e tutta la stima del suo prossimo staff tecnico.
Secondo il Corriere dello Sport, Edin Dzeko sospeso tra due mondi, Inter e Roma. Il giornale sportivo prova ad analizzare la situazione legata al bosniaco che potrebbe restare in giallorosso: Fienga e Petrachi starebbero valutando l’ipotesi di trattenerlo, “persuasi anche da Paulo Fonseca che dell’atteggiamento di Dzeko è entusiasta, si sentono garantiti dalla sua presenza per il prossimo campionato. Se l’Inter non crea condizioni accettabili per lo scambio con Icardi, se non emergono strade alternative che meritino di essere percorse, sarà quasi impossibile per la Roma trovare in pochi giorni un centravanti altrettanto forte e altrettanto funzionale”, spiega il quotidiano romano.
I giallorossi hanno già chiarito la propria posizione: Pallotta “ha dato mandato ai suoi manager di non farsi prendere per il collo” e sono disposti a privarsi di Dzeko l’anno prossimo a parametro zero, rinunciando ad un’importante plusvalenza. Dzeko, dal canto suo, continua a volere l’Inter – parola data a Conte e ai nerazzurri a marzo – e a considerare finita la sua avventura a Roma ma se le società non troveranno un accordo, sarà disposto a rimanere in giallorosso. Edin, comunque, si aspetta che l’affare si concluda, in un senso o nell’altro, entro l’inizio del campionato ma ci sono segnali che portano a considerare come “soluzione più plausibile” il fatto che Dzeko rimanga a Roma, visto il feeling con Fonseca. Il bosniaco, inoltre, non vuole replicare ciò che accadde un anno fa con Strootman, che l’anno scorso iniziò giocando da titolare contro il Torino e fu ceduto qualche giorno più tardi al Marsiglia. Nel frattempo l’Inter tace ma è un silenzio di attesa che ricorda le ore che precedevano l’assalto a Lukaku,
Cristiano Biraghi cerca il salto di qualità – Inter e Atalanta potrebbero offrire al terzino mancino di Cernusco sul Naviglio. Con l’Inter sua prima scelta. Inutile negare l’amore di Cristiano per quella maglia in cui ha svolto dall’età di 7 anni tutta la trafila del Settore Giovanile fino alla ribalta della Prima Squadra. Un aspetto da non trascurare affatto anche in chiave Inter, visto che sarebbe utilissimo per quanto riguarda le liste. Continuano pertanto i contatti tra la coppia Ausilio-Marotta e l’agente del giocatore Mario Giuffredi: sul tavolo un quinquennale da 2 milioni netti a stagione(a Firenze Biraghi prende 1,1 più bonus). Resta ora da trovare l’intesa con la Viola, che valuta Biraghi 15 milioni. Possibile un prestito con diritto di riscatto o uno scambio, con i nomi di Dalbert e Politano che piacciono a Montella da tempo.
Edin Dzeko, obiettivo di calciomercato dell’Inter, è stato l’oggetto di un retroscena legato alla Juventus di Fabio Paratici. Il bosniaco è in scadenza con la Roma
L’attaccante bosniaco che, da tempo è promesso sposo dell’Inter di Antonio Conte, continua a vestire la maglia della Roma di Paulo Fonseca. I giallorossi e i nerazzurri non hanno infatti trovato ancora l’accordo per il passaggio dell’ex Manchester City ad Appiano Gentile. Intanto, spunta un retroscena su Dzeko ed è legato alla Juventus. Il centravanti è infatti un pallino di Fabio Paratici, responsabile dell’area sport del club bianconero.
Il retroscena
Paratici ha infatti pensato di ovviare alla partenza di Gonzalo Higuain con Dzeko. Soltanto una suggestione però per il club bianconero che non si è mai mosso concretamente per il cigno di Sarajevo, salvo una semplice chiacchierata. Non ci sono infatti possibilità che Edin Dzeko possa vestire in futuro la maglia della Juventus, nonostante il calciomercato sia piuttosto imprevedibile. La Vecchia Signora ha intenzione di svecchiare i vari componenti della rosa, in particolare il reparto offensivo dove ci sono diversi over 30, basti pensare proprio al Pipita e Mario Mandzukic.
l giornalista de La Nazione Stefano Cecchi è intervenuto a Radio Sportiva:
SULL’INTER: “La vedo bene. Ha comprato molto ed ha una bella scommessa in panchina. E’ la squadra che in Europa ha speso di più nel calciomercato. Ha l’obbligo di provare ad infastidire la Juventus . I bianconeri forse sono ancora i più forti ma l’Inter ha fatto degli investimenti colossali”.
SULLA FRAPPART: “Non ha arbitrato male, anzi, la sua è stata una
buona direzione. Ma sono convinto che la componente femminile abbia
pesato qualche grammo in questa decisione. Mediaticamente è un qualcosa
che ha funzionato. Il metro da usare è sempre la competenza”.
SULLE DICHIARAZIONI DI PARATICI: “La sfida Paratici-Marotta a
distanza ricorda un romanzo d’avventura del passato. Stanno giocando una
partita tutta loro per dimostrare chi sia più bravo, peserà molto nel
loro futuro. Capisco il nervosismo di Paratici, che lavora per il primo
anno da solo, e deve dimostrare di essere in grado di costruire una
Juventus più forte del passato”.
SUL MOTTO JUVE “VINCERE E’ L’UNICA COSA CHE CONTA”: “Tifare
Fiorentina per chi è nato a Firenze è un fatto naturale. La vittoria non
è l’unico obiettivo da perseguire nel calcio, altrimenti tiferemmo
tutti la Juventus. Questo non significa che non voglia vincere, ma che
mi goda anche delle piccole gioie di questo sport”.
SU ICARDI: “Quello che è successo nello spogliatoio dell’Inter verrà
fuori solo tra qualche anno, quando i protagonisti saranno pensionati.
Arriverà un momento in cui capiremo, perché oggi, da un punto di vista
tecnico, è una vicenda inspiegabile. E’ tra i più forti, una prima
scelta. Significa che è successo qualcosa di profondo e irreparabile”.
ANCORA SULL’INTER: “L’Inter ha speso tantissimo, a me pare più forte
dell’anno scorso. Ma qualche dubbio ce l’ho. A volte le squadre
diventano più forti anche vendendo il loro giocatore migliore, il gruppo
si cementa attorno al proprio allenatore. L’Inter è costruita per una
certa idea di calcio, se dovesse fallire le responsabilità sarebbero
chiare: Marotta, Ausilio e Conte. Suning i soldi li ha messi”.
SULLO SCAMBIO DYBALA-ICARDI: “A logica potrebbe starci, ma c’è il
rischio di rimanere scottati nel caso in cui uno dei due non riuscisse a
fare bene”.
SU KLOPP: “Ben venga un tecnico così in un calcio di plastica”.
SUL LIVERPOOL: “Mi piace molto in difesa e in attacco, ma secondo me non ha un grande centrocampo”.
Marotta e Ausilio non fanno sconti e preparano il nuovo ciclo dell’Inter targata Antonio Conte. Via tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno creato qualche problema nello spogliatoio, prima Radja Nainggolan, poi Ivan Perisic e infine Mauro Icardi, ancora nerazzurro ma totalmente ai margini, anche semplicemente non tenendo giusti comportamenti all’interno del gruppo, emergendo come esempi sbagliati agli occhi degli altri. Ma in questo programma di epurazione c’è un’eccezione che non può passare inosservata: Marcelo Brozovic. Il centrocampista croato è sembrato a tratti il primo nella lista dei partenti, ma negli ultimi anni ad Appiano sono cambiati allenatori e dirigenti e tutti hanno sempre confermato il numero 77, che pure sembrava aver scritto la parola fine alla sua storia in nerazzurro, quando due anni fa contro il Bologna, sostituito da Spalletti, uscì applaudendo il pubblico che inveva contro di lui.
AUSILIO DICEVA BENE – Colpa di quell’atteggiamento un po’ così, quel suo modo di gesticolare e correre come se facesse un favore a qualcuno. Procurava decisamente fastidio al pubblico del Meazza, che ancora una volta ha dimostrato di saper tornare sui propri passi.Chi invece ha sempre creduto in lui è Piero Ausilio, che proprio in quel periodo alla fine di una conferenza stampa di Spalletti si presentò nella saletta per esprimere un breve concetto ai giornalisti che non gli risparmiavano critiche: “Posso dirvi solo una cosa, sperando mi crediate sulla parola. Io credo che qui nessuno abbia davvero capito il vero carattere di Marcelo Brozovic. Lo conosco bene ed è l’opposto di come lo stanno descrivendo in questi giorni. È un ragazzo che ci tiene”. Sembravano parole di facciata, non lo erano.
CONQUISTATO DA CONTE – Due anni dopo è arrivato il sigillo di Antonio Conte, uno che non si perde in chiacchiere e che nello spogliatoio offre spazio solo a chi è disposto a soffrire. Non a caso negli ultimi anni proprio Brozovic si è sempre attestato al primo posto tra i nerazzurri per chilometri percorsi in campo. Metro dopo metro il croato si è ripreso l’Intrer, gli interisti e adesso anche Antonio Conte, che gli affida le chiavi di un centrocampo tutto nuovo, con Sensi, Barelli e forse qualche sorpresa ancora in arrivo. Tutto cambia, Brozovic rimane. Aveva ragione Ausilio: non lo avevamo capito.
Pugno di ferro in casa Inter. Nessuna concessione, nessun dietrofont,
nessun ripensamento. Mauro Icardi è e rimane fuori dal progetto. A poco
è servita la lettera fatta preparare dell’avvocato del bomber argentino
che ne chiedeva il reintegro in squadra per quanto riguarda le sedute
tattiche. Antonio Conte del resto è allineato perfettamente a quelle che
sono le posizioni della dirigenza nerazzurra, ancora di più alla luce
delle pieghe che il mercato potrebbe prendere nei prossimo giorni.
Nessun passo indietro quindi, la richiesta di reintegro fatta
pervenire dall’assistente legare del bomber argentino è stata rispedita
al mittente. Icardi continuerà a lavorare a parte senza partecipare alle
sedute tecnico-tattiche ad Appiano Gentile, dove il clima per lui
continua a diventare sempre meno piacevole, motivo per cui anche il suo
entourage sembra finalmente essersi convinto ad aprire alla cessione del
giocatore.
Icardi alla Roma come soluzione di passaggio in attesa della Juve? No. Marotta non è intenzionato a concedere nulla all’ex allievo Paratici. Se Icardi continua ad impuntarsi per andare alla Juventus il direttore generale nerazzurro non fa sconti ed è pronto a tutelare l’Inter spezzando l’asse Juventus-Roma.
SI ASPETTA FINO A DOMENICA – L’argentino aspetterà fino a domenica la mossa della Juventus per sancire il suo addio all’Inter e trasferirsi di fatto in bianconero. Ma la soluzione che lo porterebbe a Torino rischia di restare un mero miraggio con i bianconeri che – a fronte delle difficoltà in fase d’uscita – continuano a prender tempo e rimandare l’assalto al bomber.
ROMA-DZEKO – In questo scenario prende sempre più piede l’ipotesi Roma. I giallorossi sono convinti di poter giocare la carta vincente (Dzeko) per affondare il colpo decisivo e portare nella capitale l’attaccante.
PENALE IN CASO DI CESSIONE – La mossa della Roma però potrebbe essere il preludio al possibile approdo in bianconero. Infatti i buoni rapporti tra Paratici e Petrachi rischiano di innescare un giro che vedrebbe Icardi trasferirsi a Roma per una stagione salvo poi finire in bianconero in quella successiva. E l’Inter? Marotta non scherza per niente ed è pronto ad inserire – secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – una postilla nel contratto che prevede una penale in caso di cessione dell’attaccante alla Juventus