L’Inter non svende Matteo Politano, tutt’altro. L’investimento fatto per riscattarlo dal Sassuolo dopo una stagione molto positiva è la conferma di quanto la società sia convinta di lui; Antonio Conte lo trattiene volentieri con sé nel progetto, pur non essendo tipica seconda punta da 3-5-2 il jolly della Nazionale gli piace per abnegazione, impegno, sacrificio e anche le qualità tecniche tra cui la capacità di puntare e saltare l’uomo. Insomma, Politano non è in vendita se non a fronte di cifre superiori ai 25/30 milioni che nessuno fin qui ha proposto.
NO ALLO SCAMBIO – Nelle scorse settimane infatti si è parlato anche di un’ipotesi di inserimento del cartellino di Politano nell’operazione Edin Dzeko con la Roma; in realtà non è mai decollato alcun discorso in questo senso, ci hanno pensato anche Fiorentina e Sampdoria ma ad oggi l’Inter vuole acquistare un nuovo attaccante e non cedere un jolly come Politano. Non rientra nei discorsi per Edin coi giallorossi, Politano sa che l’indicazione è di rimanere in nerazzurro a meno di proposte importantissime. La strada ora è segnata.
“L’amichevole con il Real Madrid ha segnato la fine del matrimonio tra Edin Dzeko e la Roma”. Il suo futuro sarà all’Inter ed è convinzione tra i dirigenti nerazzurri che da oggi in poi ogni giorno sarà buono per valutare un’offerta della Roma per Mauro Icardi. Non è un segreto che Beppe Marotta voglia legare le due operazioni: l’amministratore delegato valuta il cartellino dell’argentino 80 milioni, troppi per la Roma, ma – qualora la trattativa dovesse decollare – facile pensare che le due società possano incontrarsi su una valutazione di 60 milioni (40-45 più il cartellino di Dzeko). Un castello dalle fondamenta di cristallo, considerando che l’operazione – studiata per tagliare fuori Fabio Paratici e la Juventus – potrebbe essere affossata dallo stesso Icardi che ha tutta l’intenzione di attendere il ds bianconero fino all’ultimo giorno di mercato.
Solo in un caso Dzeko potrebbe restare alla Roma, “qualora l’Inter trovi un accordo con la Juve per Dybala. In quel caso, la Roma rischierebbe di perdere tra un anno a zero il centravanti.
Ad inizio mercato Marotta sembrava accerchiato dalle varie alleanze Juve-Icardi e Juve-Roma, di fatto tenendo bloccato il mercato dell’Inter nella zona di attacco. Ma Paratici tentando a tutti costi di soffiare Lukako all’Inter ha commesso tre errori. Il primo è che ha fatto capire a Icardi che lui non è una priorità per i bianconeri, il secondo è di aver incrinato il rapporto con Dybala, il terzo è che offrendo lo stesso argentino e Mandzukic allo United ha fatto capire alla Roma che Higuain non si sarebbe schiodato da Torino
Dopo l’affare Lukaku-Dybala-Mandzukic non andato importo da parte di Paratici, il mercato ha cominciato a prendere altre direzioni e non più dal telecomando bianconero.
Ora Inter e Roma dialogano direttamente e a Beppe Marotta non dispiacerebbe affatto un eventuale trasferimento di Mauro Icardi alla Roma e per tre motivi: 1) i nerazzurri si “libererebbero” di uno dei casi più spinosi degli ultimi anni, realizzando anche una grande plusvalenza; 2) l’amministratore delegato riuscirebbe a regalare a Conte l’altro grande obiettivo per l’attacco; 3) con questa mossa, infine, Marotta riuscirebbe a rompere l’alleanza di mercato tra Roma e Juventus.
Scrive la Gazzetta dello Sport:
“Sinora le lusinghe di Napoli e Roma non hanno scalfito le certezze del puntero. Lui continua a pensare che il suo futuro sarà alla Juve. Una convinzione evidentemente corroborata dalle lusinghe bianconere. Ma l’overbooking juventino è sotto gli occhi di tutti. Se non si smuove qualcosa per le cessioni di Dybala, Mandzukic e Higuain è difficile credere che il patto con la Signora sia inscalfibile. In assenza di movimenti paralleli, infatti, Maurito potrebbe rivedere le sue idee. Lo sperano alla Roma. Ma neanche all’Inter sarebbero dispiaciuti se Icardi prendesse la strada della Capitale in cambio di Dzeko, procurando una plusavalenza significativa e inducendo la società giallorossa a sganciarsi dalla morsa dell’alleanza con i campioni d’Italia che avevano previsto di cedere Higuain al club di Pallotta, in modo da fiondarsi poi su Icardi, l’obiettivo primario. Le società interessate sono al centro di un gioco che potrebbe decidere i destini del calcio italiano al vertice. E ciò spiega perché Inter e Juve non mollano un millimetro. Stanno lì a farsi gli sgambetti: non per ripicca, ma per guadagnare la posizione migliore“.
Con l’arrivo del belga Antonio Conte può finalmente contare sul suo pezzo da novanta in attacco. L’ex United sarà la punta di diamante di un undici completo in ogni reparto. Dalla difesa a tre rinforzata con Godin alla possibile consacrazione di Lautaro, passando per un centrocampo condito dalla velocità di Lazaro e Asamoah, oltre che dalla gioventù di Sensi e Barella
Conte ha finalmente il suo attaccante, in attesa che il secondo – ovvero Dzeko – imiti il belga ormai ex Manchester United. Il classe 1993 è l’acquisto più costoso di sempre per quanto riguarda la storia dei nerazzurri. Mai nessuno è stato pagato così tanto, ma il calcio è cambiato e con lui anche le valutazioni. Il 3-5-2 della nuova Inter aggiunge così il suo pezzo da novanta, quello che è chiamato a prendere il posto di Icardi e a fare quello che faceva l’argentino: segnare. L’ultima stagione in Premier è stata la peggiore delle ultime cinque da un punto di vista realizzativo per Lukaku, perché 15 gol sono pochi per chi ha sempre avuto numeri straordinari. Sponde, intuizioni, potenza: il belga è tutto questo. Adesso resta da decidere chi giocherà al suo fianco. Dovesse arrivare Dzeko, il bosniaco sarebbe un serio candidato alla maglia da titolare, ma occhio a Lautaro Martinez. L’argentino, infatti, piace molto a Conte e questo potrebbe essere l’anno della sua consacrazione. Occhio anche al nome di Rebic (potrebbe essere l’alternativa a Dzeko) ma, nel caso in cui il croato dovesse arrivare, potrebbe non partire davanti a Lautaro nelle gerarchie di Conte.
Qualità e velocità: il centrocampo
Un attacco importante per una squadra che è forte in tutti i reparti. Compreso il centrocampo, che ha tutto: dalla velocità alla quantità, dalla qualità alla concretezza. A partire dal mezzo, dove Barella può garantire tanti palloni recuperati ma anche gol. Il classe 1997, che dovrà fare attenzione ai cartellini (suo vizio da sempre) vivrà il suo primo anno in una big, ma è pronto come ha dimostrato in Nazionale. Anche l’altra mezz’ala è di quelle giovani, perché Sensi è del 1995 ma ha già tanta esperienza in A. Al centro ecco le geometrie di Brozovic, sempre più leader. E occhio ai lati, dove Lazaro e Asamoah dovranno garantire rapidità e ordine, esplosività ma anche attenzione, perché gli esterni dovranno tornare a dare una mano ai tre dietro.
Un muro: la difesa
Anche se la nuova difesa dell’Inter di aiuto non è che ne abbia chissà quanto bisogno. Skriniar e De Vrij potranno contare sull’esperienza di Godin, che adesso è infortunato e che forse salterà la prima di campionato contro il Lecce, ma l’ex Atletico Madrid sa come si vince e cercherà di trasmettere mentalità ai suoi compagni. Occhio anche a D’Ambrosio, fra i migliori con Spalletti e deciso a conquistarsi anche la fiducia di Mancini in vista di Euro 2020. Difesa di ferro, attacco che fa puara. Con Lukaku si inizia a fare sul serio.
Inter (3-5-2): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar; Lazaro, Barella, Brozovic, Sensi, Asamoah; Lautaro, Lukaku. All. Conte
Presente negli studi di Sky Sport per lo speciale sul calciomercato, l’avvocato Pierfilippo Capello ha commentato l’eventuale permanenza di Icardi all’Inter dal punto di vista giuridico: “Non è obbligatorio che Icardi faccia un certo numero di partite. L’Inter deve solo farlo allenare e curarlo. Il problema nasce se si riesce a dimostrare non che lui è più scarso degli altri, ma che è una scelta della società. Dimostrarlo naturalmente è compito di Icardi stesso. Ci sono dei precedenti con Lotito, alcuni li ha vinti e alcuni li ha persi. I classici casi per cui il collegio arbitrale può agire è se si affidano fisioterapisti o preparatori diversi, se un giocatore viene fatto allenare a parte o giocare nella Primavera”.
Secondo Rai Sport l’Inter avrebbe già messo a segno il primo colpo del mercato 2020: si tratterebbe di Matteo Darmian, laterale del Manchester United in orbita Nazionale, in passato già al Torino, Palermo e Milan.
Darmian arriverebbe a parametro zero proprio nel 2020, quando scadrà il suo contratto con i Red Devils. La Juventus seguiva l’azzurro da diverse stagioni ma non aveva mai affondato il colpo: se la notizia data da Rai Sport fosse confermata, l’Inter l’avrebbe battuta sul mercato ancora una volta.
Sebastiano Esposito è sicuramente una delle grandi sorprese dell’estate nerazzurra. Con un attacco ridotto all’osso, Antonio Conte ha lanciato il giovane attaccante 2002 che ha deliziato i tifosi con giocate da predestinato. “Il pedigree è quello del predestinato. La tecnica di Sebastiano, abbinata anche a una certa statura, lo rendono unico“, si legge sul Corriere dello Sport. “A Valencia, quando tutto sembrava portare a una vittoria dei padroni di casa, Sebastiano è entrato in campo col piglio di chi a 17 anni vuole spaccare il mondo e giocarsi le sue chance. A venti minuti dalla fine, quando l’Inter era sotto 1-0 e in fin dei conti non era mai stata realmente pericolosa dalle parti di Cillessen, ha preso il posto di Lautaro, ancora fuori condizione dopo il rientro dalle vacanze. Uno sprint, un dribbling secco su Cheryshev in area e il rigore procurato che ha permesso poi a Politano di segnare l’1-1. Poi altri strappi, che hanno rubato l’occhio al pubblico del Mestalla. L’ennesimo messaggio chiaro per Conte, che ha imparato a conoscerlo e giocoforza gli ha dato fiducia durante tutta l’estate: Sebastiano, sotto contratto fino al 2022, ha le carte in regola per diventare un signor giocatore, per ritagliarsi uno spazio, anche in caso di arrivo di Dzeko, come quinto attaccante della rosa nerazzurra. Un altro caso Zaniolo, a Milano, proprio non può ripetersi anche perchè tra i due non c’è paragone di mercato; Esposito ha solo 17 anni, compiuti solo il mese scorso, e lo vuole già tutta Europa.
Le parole del noto giornalista: “Se l’ipotesi di scambio dovesse diventare più concreta, l’Inter chiederebbe un conguaglio tra i 55 e i 60 milioni alla Roma”.
Mauro Icardi è il centro di gravità permanente di questa afosa estate in cui il calciomercato procede a rilento dopo l’arrivo di Lukaku all’Inter. Chi si aspettava un immediato effetto a catena, è rimato deluso, ma c’è ancora tempo. Napoli, Juventus e Roma sono vogliono un attaccante (anche se i bianconeri ne hanno tanti e devono prima cedere). Con Higuain che rifiuta la Roma, si fa concreta per i giallorossi la pista che porta a Mauro Icardi sul quale restano vigili sia Napoli che Juventus. La stessa Wanda Nara, moglie dell’argentino, che in origine voleva solo i bianconeri, ha aperto ad altre soluzioni incassata l’impossibilità di restare a Milano dopo l’arrivo del centravanti belga ex United.
Gianluca Di Marzio di Sky, sul proprio sito, ha fatto il punto della situazione: “Ancora, però, un ok definitivo non è arrivato: nel caso ci fosse, allora i due club cercherebbero l’intesa del cartellino del giocatore nerazzurro e di quello di Dzeko. Anche ieri, la Roma ha fatto capire quanto il bosniaco sia importante per la squadra, ma se Icardi dovesse essere d’accordo al trasferimento, allora potrebbe essere presa in considerazione la cessione. Se l’ipotesi di scambio Icardi-Dzeko dovesse diventare più concreta, l’Inter porterebbe avanti l’operazione chiedendo un conguaglio tra i 55 e i 60 milioni di euro alla Roma, cifra ancora considerata troppo alta dai vertici giallorossi. Si continua a lavorare”.
Dai dati di Calcio e Finanza – Dopo Radja Nainggolan, Antonio Conte sta per salutare un altro degli esuberi della rosa dell’Inter. Ivan Perisic è infatti pronto a diventare un giocatore del Bayern Monaco: l’esterno croato è atteso in Germania per visite mediche e firma sul contratto.
L’operazione, secondo le indiscrezioni della stampa sportiva, si
dovrebbe concludere con un prestito oneroso da 5 milioni di euro e un
riscatto fissato a circa 20/25 milioni di euro. Un affare che
consentirebbe all’Inter un risparmio nella stagione in corso e una
possibile plusvalenza nel prossimo esercizio (a meno che il riscatto non
sia esercitabile entro il 30 giugno 2020).
Perisic ha un impatto a bilancio pari a 10,1 milioni di euro: con un
costo storico di 20,9 milioni di euro, oggi il croato ha un ammortamento
annuo pari a circa 2,7 milioni di euro, con un ingaggio netto da 4
milioni pari a circa 7,4 milioni lordi.
Da opinionista di Skysports, l’allenatore portoghese ha detto la sua sulla vittoria per 4-0 dei Red Devils contro il Chelsea e ha parlato dell’attacco di Solskjaer
Non ha una panchina sua per ora, ma José Mourinho non si fa troppi problemi: intanto lavora in tv come opinionista di Skysports per le gare di Premier League. Un campionato che conosce bene, come la squadra della quale ha parlato, lo United. I Red Devils hanno battuto 4-0 l’altra sua ex storica, il Chelsea, ma Mou ha sollevato qualche perplessità sull’attacco. Ritiene che solo con Martial e Rashford non saranno in grado di avere la stessa continuità durante tutta la stagione e contro squadre più organizzate. In sostanza ha messo in guardia sull’addio di Lukaku che è stato ceduto all’Inter.