Il calciatore belga può dialogare con chiunque, parlando olandese, francese, inglese, spagnolo, portoghese e ora anche italiano.
Antonio Conte ha sempre avuto parole al miele per Romelu Lukaku, l’attaccante che ha a lungo inseguito e bramato. Già dalle prime settimane lo ha definito uomo-squadra, attribuendogli un ruolo di leader all’interno del gruppo, al quale deve mettere a disposizione la sua esperienza e il suo carisma. Il suo insediamento all’Inter sta procedendo nel migliore dei modi e, come sottolineato dal portale belga Het Laatste Nieuws, ciò è dovuto anche al suo ottimo italiano, dimostrato nell’intervista rilasciata a DAZN ieri sera dopo la vittoria nel derby. “Ma come ha fatto ad imparare l’italiano così velocemente?”, si chiede il quotidiano, che fornisce immediatamente la risposta. La sua integrazione è infatti iniziata come meglio non poteva essere: Lukaku ha immediatamente chiarito ai compagni, il suo primo giorno alla Pinetina, di voler comunicare in italiano.
Il belga aveva già cominciato ad introiettare qualche nozioni dalla tv italiana, da lui. seguita per poter guardare le partite di suo fratello Jordan alla Lazio. Ma spunta anche un curioso retroscena: lo scorso aprile, infatti, quando il suo manager Federico Pastorello gli ha comunicato l’intenzione di portato all’Inter da Conte, lui ha intensificato il suo studio personale, tanto che a maggio era in grado di dire le sue prime frasi in italiano. A giugno ancora qualche ostacolo legato al vocabolario, immediatamente ampliato dallo stesso centravanti: lui può dialogare con chiunque, parlando olandese, francese, inglese, spagnolo, portoghese e ora anche italiano. “La lingua è importante per me”, ha detto. “È fondamentale che i compagni di squadra mi comprendano perfettamente. Come voglio la palla. Dove voglio la palla. Davanti al difensore, dietro il difensore. Le parole sono diverse in ogni lingua, ma insisto per imparare quelle giuste”.
Matteo Salvini, leader della Lega, ha così parlato a Telelombardia dopo il derby perso dal Milan contro l’Inter per 0-2.
Come riportato da Pianeta Milan – Ecco le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, noto tifoso dei rossoneri, intervenuto in esclusiva a QSVS su Telelombardia dopo il Derby vinto dall’Inter 2-0 sul Milan: “Quando abbiamo vinto l’ultimo Derby? Era l’età della pietà… Ricardo Rodriguez fa cader le ginocchia, Suso non va da tempo… Ma la società? Dov’è la società? Stasera mi porto a casa Leao di positivo, e infatti l’ha tolto, ma va bene lo stadio e il business… Ma quante campagne acquisti stiamo commentando in maniera negativa? È automatico che grandi calciatori diventino poi grandi dirigenti? Poi se la tua proprietà è un fondo sei solo un numero sul computer…”.
Sulla gara: “Non sono mai uscito prima dallo stadio
in un Derby, stasera sono uscito al 41’ dopo la punizione di Biglia che
ha preso la Curva Sud. In occasione del gol cosa ci facevano tutti in
area? In queste cose dovrebbe intervenire l’allenatore? Un applauso ai
tifosi del Milan, da anni si salvano solo loro perché la squadra fa
ridere!”.
Sui suoi dubbi: “Ce l’avevo con Gattuso ma ora mi viene il dubbio che non dipenda dall’allenatore. Sicuramente non da me, qualcuno che è pagato per vincere e invece non vince c’è”.
Appuntamento con il derby di Milano nella 4^ giornata di serie A. Giampaolo sorprende e sceglie il 4-3-1-2, con Leao partner d’attacco di Piatek. Solito 3-5-2 per Conte, con Barella dal 1′. Lautaro e Lukaku il tandem offensivo
FORMAZIONI UFFICIALI
MILAN (4-3-1-2): Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Biglia, Calhanoglu; Suso; Leao, Piatek. All. Giampaolo
INTER (3-5-2): Handanovic; Godin, de Vrij, Skriniar; D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Sensi, Asamoah; Lautaro, Lukaku. All. Conte
Antonio Conte si prepara a sciogliere gli ultimi dubbi di formazione in vista del suo primo derby milanese in carriera. In difesa giocheranno Godin, De Vrij e Skriniar, ma i dubbi maggiori sono in mezzo al campo. Dopo la botta alla schiena di martedì Candreva è recuperato – conferma anche il Corriere dello Sport -, ma D’Ambrosio è favorito per giocare sulla fascia destra. Ancora indietro Lazaro. Certi del posto Brozovic (elogiato da Conte), Sensi (giocherà in mediana o più avanti?) ed Asamoah (Biraghi però è pronto ed è un’opzione da tenere sempre più in considerazione), mentre per l’ultima maglia Barella è favorito su Vecino. In avanti più Lautaro Martinez di Politano.
Sul fronte rossonero, Marco Giampaolo ha invece deciso di concedere una chance importante ad Andrea Conti. “Sarà l’ex Atalanta a sostituire lo squalificato Calabria – si legge -. In una difesa a 4 che è stata provata anche a 3 in settimana insieme alla soluzione Borini basso a destra al posto dello stesso Conti. Nonostante la bocciatura già alla fine del primo tempo domenica scorsa a Verona, Paquetà dovrebbe essere riconfermato come doppio trequartista al fianco di Suso. In questo caso il dubbio c’è: Rebic largo a sinistra (al posto del brasiliano) con Piatek al centro e Suso avanzato sulla linea offensiva”.
Conte tramuterà le chiacchiere in rabbia in campo nel derby di stasera…
Alfredo Pedullà a “Sportitalia Mercato” su Sportitalia commenta il presunto scontro tra Brozovic e Lukaku nello spogliatoio dell’Inter, attaccando duramente la talpa che mette a rischio anche l’esperienza Conte in nerazzurro.
Sul “caso” del giorno si esprime anche Alfredo Pedullà, che di sicuro giustifica Romelu Lukaku qualora ci fosse bisogno, soffermandosi più sulle questioni di campo: «Il problema forse è Marcelo Brozovic, che dovrebbe riguardarsi la sua partita contro lo Slavia Praga e chiudersi in casa 48 ore, perché la sua prestazione è stata sotto i minimi sindacali. Forse Brozovic è fatto così, ma dovrebbe dire a se stesso di fare meglio. Non so se la talpa nello spogliatoio dell’Inter è sempre la stessa o è nuova, ma chi racconta queste cose si deve vergognare e deve fare compagnia a Brozovic 48 ore chiuso dentro casa! A me sono state raccontate cose simili due-tre volte e le ho tenute per me perché non devono divulgarsi all’esterno, Antonio Conte deve ottenere il nome di chi racconta queste cose e isolarlo prima di mandarlo via! Le talpe devono fare una brutta fine, vanno sbattute fuori: è una cosa vergognosa. L’Inter è reduce da mele marce da due-tre anni, una pulizia è già stata fatta, difficile abbattere tutto l’albero, ma va individuata questa talpa… L’Inter ora ha bisogno di serenità e lavorare, non di far uscire queste notizie».
La conferenza stampa diAntonio Conte prima del Derby. Sono molti i temi: Da Giampaolo al razzismo, violenza e giornalisti, Brozovic, le condizioni di Candreva , Lukaku e Sanchez…
l tecnico
nerazzurro pronto alla sfida coi rossoneri: “Giampaolo merita il
Milan”. Sul razzismo: “Quanto odio, l’Italia è peggiorata tantissimo”
Il
derby, certo. Ma la conferenza di Antonio conte è ruotata
inevitabilmente sul diverbio tra Lukaku e Brozovic durante il match con
lo Slavia Praga. “In generale credo che l’Inter sia sempre stata molto
chiacchierata, su giornali e tv – ha detto il tecnico -. Mi è stato
detto: ‘Anche negli anni passati filtravano tante cose, bisogna
accettare, è normale amministrazione’. Magari però altri club sono più
bravi a gestire e a proteggere. Su questo dobbiamo migliorare tanto,
abbiamo grande spazio di crescita, dentro il campo ma anche fuori dal
campo. Dobbiamo essere bravi a colmare queste lacune, il riferimenti
agli anni passati crea solo alibi…e allora io posso dire che negli
altri anni non abbiamo mai lottato. Cerchiamo di cambiare le cattive
abitudini’. Il riferimento è ovviamente alle notizie che Conte vorrebbe
non uscissero da Appiano: “Trapattoni diceva che allenare Inter era una
centrifuga? Quello che dicono i maestri non va mai contraddetto. Beh,
sicuramente guidare l’Inter non è semplice. Bisogna cercare di estirpare
le cattive abitudini. Dobbiamo essere più impermeabili, cercheremo di
crescere, diventare più forti: non si vince solo in campo, si vince
anche fuori, deve essere molto chiaro, vanno cambiati i giri del
motore”.
Derby
“Il
derby è speciale, mi aspetto una partita particolare. Davanti avremo
una buonissima squadra. Abbiamo tanto da lavorare, questo non ci
spaventa però. Giocheremo per vincere, come sempre. La vittoria porta
sempre aspetti positivi in termini di entusiasmo, specie se conseguita
nella giusta maniera, non immeritata. Al tempo stesso porta anche a
rilassamenti, ma…mi piace di più gestire il relax, preferisco quello
di problema”. Giampaolo ha parlato di Inter già definita come squadra:
“Lui è uno come me, ossessionato dal calcio. Ma non sono d’accordo,
abbiamo tanti giocatori non poca esperienza e addirittura alcuni con
zero minuti. Abbiamo un’idea, lavoriamo su quella, c’è tanta strada da
fare. Però non facciamo paragoni con la Juve, quando la presi io.
Qualche similitudine c’è, ma quella squadra non aveva le coppe, poteva
lavorare 7 giorni su 7 e con più tempo puoi incidere di più. Sta ai
giocatori determinare il loro futuro, diventare da buoni giocatori a
ottimi, giocatori top”. Sui singoli: “Candreva gioca? Aspettate le 7,
tanto poi arriva la formazione…”, sorride Conte. Il riferimento è
ancora alla fuga di notizie… “Lukaku è a posto, di Brozovic sono molto
contento: se si mette in testa di farlo, può diventare uno dei più
forti nel suo ruolo a livello europeo. E Sanchez sta facendo step
importanti per arrivare a essere considerato per l’undici iniziale, sta
iniziando a dare le risposte che cerco”.
Razzismo
Conte poi parla anche del razzismo, a proposito dell’iniziativa lanciata dal Milan: “Qualsiasi insulto verso l’avversario è un problema, non solo il razzismo. Sono stato in Inghilterra tre anni, lì se accade qualcosa poi il tifoso non mette più piede allo stadio. In italia ho trovato la cose molto peggiorate. C’è tanto odio, tanto rancore, si scrive solo per insultare e fomentare odio. Dobbiamo migliorare tutti, noi nelle dichiarazioni e anche voi giornalisti: facile fare articoli sul razzismo, poi però in altri articoli si fomenta l’odio e la mancanza di rispetto. Così non si va da nessuna parte, è diseducativo, bisognerebbe mandare messaggi positivi, qui si va allo stadio per insultare avversario, non per tifare la propria squadra”.
Alla domanda se gli avevano dato fastidio le voci uscite dallo spogliatoio(sulla discussione Lukaku-Brozovic), Conte ha risposto così: L’Inter è sempre chiaccherata… A me non interessa che anche in passato uscivano queste voci… Non voglio alibi. Cambiamo insieme le cattive abitudini.
Brozovic-Lukaku nella norma. Spiffero grave: caccia Inter alla talpa. Lo scenario probabile…
Editoriale di Alfio Musmarra – E’ bastato un mezzo passo falso, per scatenare falle inattese nel sistema comunicativo nerazzurro, un pareggio all’esordio in Champions per far uscire i soliti spifferi. Soliti perché non è la prima volta che dalle mura amiche di Appiano avvengono episodi di questo genere. Ma questa volta è diverso, molto diverso rispetto al solito.
Con l’arrivo della Triade Marotta-Conte-Oriali i ranghi sono stati serrati: Appiano Gentile è tornata ad essere più di stampo Mourinhiano e quindi blindata. Niente più via-vai di amici, procuratori, mogli e fidanzate. Stesso discorso per ciò che concerne lo spogliatoio, luogo la cui sacralità è tornata ad essere rispettata. In pochissimi vi possono accedere, oltre a Conte e Oriali, ed anche la zona antistante l’ingresso dello stesso è stata ‘ripulita’ il più possibile.
Caccia alla talpa
Che qualcuno abbia sentito dall’esterno dello
spogliatoio di San Siro è impossibile. Che qualcuno abbia assistito è da
escludere categoricamente. Che qualche giocatore l’abbia raccontata all’amico che ne cura le relazioni è probabile.
Che due giorni dopo fosse di dominio pubblico su tutti i quotidiani è
imbarazzante per una società che ha preso come modello la Juventus per
tutte le considerazioni che ne conseguono. La caccia alla talpa è
ufficialmente iniziata, ma alcune riflessioni vanno fatte: nel corso
degli anni questo problema è stato uno dei talloni d’Achille di questa
società. Che negli anni però è stata ribaltata come un calzino in quasi
tutti i suoi settori. Possibile che ancora non si sia riuscito a
debellare il problema?
Normale discussione
Che voli qualche parola grossa dentro uno
spogliatoio dopo una partita andata male non è certo una notizia, lo
diventa se arriva ad inizio stagione, ad un primo mezzo passo falso dopo
3 vittorie consecutive in campionato. Lo diventa se si arriva a parlare
di rissa, se va a minare la sacralità dello spogliatoio dove tutto
dovrebbe rimanere. Perché non basta prendere il miglior allenatore ed il
migliore Amministratore Delegato se poi le falle nel sistema restano
endemiche. Evidentemente manca ancora qualcosa da andare a ‘toccare’ per
completare un processo evolutivo che fino ad oggi è rimasto parziale.
Il precedente Mancini
Dopo Inter-Slavia Praga qualcosa è successo,
minimizzare o enfatizzare non è questo il punto. La questione è avere il
coraggio di risolverla per evitare che si ripetano situazioni simili in
futuro. Qualcosa di simile avvenne dopo Inter-Lazio del Mancini bis,
quando la squadra era prima in classifica stupendo tutti. Dopo quella
partita uscì lo spiffero di una lite nello spogliatoio e guarda caso da
quel momento iniziò la crisi ( per la cronaca l’Inter perse in casa
sorprendentemente, era il 20 dicembre 2015).
Sono trascorsi 4 anni, nel frattempo sono
cambiati allenatori, giocatori ( non tutti ) e dirigenti o affini ( non
tutti) ma qualcosa evidentemente si trascina. Ed è arrivato il momento
di intervenire per non vanificare tutti gli sforzi che la società sta
facendo per tornare lì in alto dove si spera di tornare in pianta
stabile.
Per riportare Sensi nel ruolo di trequartista, il tecnico può tornare al 3-4-2-1. Probabile turno di riposo per Lautaro. Dentro Godin, Barella e Politano.
Un inizio in chiaroscuro. Potrebbe riassumersi così la prima parte di stagione dell’Inter, un piccolo – ma già significativo – scorcio di ciò che aspetta i nerazzurri da qui in poi. Dopo il bottino messo insieme in campionato, unica squadra a essere ancora a punteggio pieno dopo tre turni, è arrivato l’esordio in Champions League a cancellare qualche certezza. Sia chiaro, già contro Cagliari e Udinese la squadra aveva palesato qualche limite, tanto che Antonio Conte aveva parlato chiaramente di come sarebbe stato necessario alzare la guardia in vista del prosieguo. Soprattutto in Europa, errori e condizione fisica deficitaria si pagano care, come dimostrato dal pareggio di martedì contro lo Slavia Praga. L’Inter è apparsa sotto ritmo, abbastanza confusa e con problemi di varia natura in tutte le zone del campo.
Inoltre, a far discutere sono state alcune scelte di formazione.
Per esempio, rinunciare a Diego Godin ha di fatto significato non avere
una fonte di gioco in più in impostazione, perché il Flaco – tra i più
positivi con l’Udinese – era stato il regista aggiunto della squadra,
servendo peraltro anche l’assist per la rete decisiva di Stefano Sensi.
Inoltre, ha stupito assai l’assenza dalla formazione titolare di Nicolò
Barella, al quale è stato riservato solo uno spezzone finale: al piccolo
gioiello sardo sono comunque bastati pochi minuti per diventare
decisivo, grazie a una rete che – se non altro – ha aiutato l’Inter
nella parziale rimonta.
Quella contro lo Slavia è comunque una prestazione da cancellare il prima possibile, come detto dallo stesso Conte. Il tecnico si è assunto le responsabilità della prova mediocre e annunciato che, in vista del campionato, potrebbe apportare alcune modifiche alla formazione titolare. Già, perché sabato sera a San Siro c’è il primo derby stagionale, un appuntamento assolutamente da non fallire. Conte e la squadra lo sanno e, infatti, non è che gli animi nello spogliatoio siano calmissimi. Tutt’altro, visto che alcuni quotidiani ci hanno raccontato della brutta lite tra Lukaku e Brozovic negli spogliatoi: il croato avrebbe reagito male a una reprimenda del compagno, rispondendo per le rime. Ne è nata una discussione che pare non essere trascesa in nulla di più grave, ma l’episodio rimane e andrà circoscritto il prima possibile.
Inter, prove in vista del derby: Conte pensa a qualche cambio
Una delle chiavi di (semi)svolta in Champions League è stata quella
dei cambi: appurato che lo Slavia è stato bravissimo nel gioco senza
palla, raddoppiando continuamente il portatore e ingabbiando Brozovic,
l’unica vera fonte di gioco nerazzurra, Conte ha inserito Barella e
Politano per dare più imprevedibilità tra le linee. Le scelte hanno
pagato: l’ex Sassuolo ha dato il là all’azione del pareggio, rifinita da
un bellissimo tiro al volo del classe 1997 cagliaritano. Entrambi
sembrano candidarsi seriamente per una maglia da titolare nel derby.
Ma andiamo con ordine: il 3-5-2, modulo col quale il mister intende
affrontare la stagione, potrebbe essere momentaneamente accantonato per fare spazio a un più fantasioso 3-4-2-1,
sistema già visto con l’Udinese. Questa scelta permetterebbe a Sensi di
giocare maggiormente vicino alla porta, diventando più decisivo in
rifinitura e realizzazione. Chiaramente uno degli attaccanti dovrà
fargli spazio e, difficilmente, questo sarà Lukaku. Nonostante la prova
opaca in coppa, il belga è il referente ideale per Conte. Che, a questo
punto, potrebbe concedere un turno di riposo a Lautaro Martinez.
L’argentino con i cechi ha fallito tre palloni molto facili, facendo
arrabbiare lo staff tecnico.
Tornando al derby, gli strappi di Politano potrebbero tornare decisamente utili, soprattutto se l’esterno dovesse posizionarsi come finta seconda punta, partendo largo a destra per poi accentrarsi e sprintare verso l’area di rigore. Tutte specialità, queste, dell’ex Sassuolo, che di recente ha evidenziato un grande stato di forma: la sua capacità di saltare l’uomo e creare superiorità numerica può mettere parecchio in crisi la fase difensiva del Milan. Conte lo sa e ci sta pensando seriamente, magari optando per la voglia di rivalsa di Lautaro quando le maglie inevitabilmente si allargheranno.
L’importanza di Barella e la gerarchia di Godin
A centrocampo servono energie e voglia di spaccare il mondo, tutte
cose clamorosamente mancate nella partita di Champions League. Se
Brozovic continuerà a metterci le idee, a Barella toccherà giocare 90
minuti con il furore che lo contraddistingue. Il centrocampista dell’Inter
è stata una spina nei fianchi per i cechi, continuamente bombardati dai
suoi inserimenti senza palla tra le linee. Inoltre, il 22enne sardo è anche un grande recuperatore di palloni,
come dimostrano le statistiche messe insieme fino a oggi. La sua
presenza permetterebbe a Sensi di alzarsi di qualche metro e tutta la
manovra ne gioverebbe.
Infine c’è il discorso legato a Godin. Il difensore uruguayano ha esperienza e carisma da vendere, è una figura dominante e un punto di riferimento
per tutti i compagni. Conte lo sa, ma è consapevole di quanto sia un
giocatore da dosare. In ogni caso, nel derby ci sarà: le scorie
dell’infortunio post Copa America sembrano essere state definitivamente
superate, tanto che già a Cagliari era stato uno dei migliori in campo.
Contro l’Udinese invece ha dato prova di essere un giocatore totale,
visto come si è proposto nella metà campo avversaria accompagnando la
manovra e vestendo i panni uomo assist.
Per
battere il Milan serve quindi una scintilla di orgoglio, ma anche
qualità precise che Conte sta cercando senza sosta all’interno della sua
rosa. A lasciare il posto a Barella sarà con tutta probabilità
Gagliardini, mentre Godin si posizionerà sul centrodestra difensivo
creando ballottaggio sulla destra tra Lazaro e D’Ambrosio. Queste,
almeno, sembrano le idee a poco più di 48 ore di una partita che, va
detto, potrebbe già rappresentare il primo crocevia stagionale.