INTER-Icardi: provocazione dall’entourage di Maurito a Marotta.

Mauro Icardi non ha alcuna intenzione di rendere facile le cose all’Inter. Tutt’altro: il bomber nerazzurro non agevolerà la sua cessione, le sue idee vanno in tutt’altra direzione e il suo modo di pensare non è cambiato. Icardi, scrive il Corriere dello Sport, è stato messo alla porta dal club di Suning e, anche se ieri ha pubblicato su Instagram le sue foto a Lugano con la maglia da allenamento. Ma soprattutto l’entourage ha nuovamente mandato un messaggio ufficioso a Marotta, facendo filtrare tramite la stampa la sua volontà ferrea di rimanere in nerazzurro. Il Napoli, sottolinea il quotidiano romano, sta lavorando sulla “pratica” da giorni e spera di spuntarla sulla Juve : ha pronta un’offerta superiore a quella che ha in mente Paratici. L’Inter, se potesse scegliere, venderebbe Maurito più volentieri a De Laurentiis che ad Agnelli. Anche perché nell’operazione con il club bianconero non rientrerà Dybala. La Joya, che a Conte piace, intende restare alla corte di Sarri.

Editoriale di Biasin: Higuain s’impunta, ma la Juve tenta lo sgambetto per Lukaku. Accordo per Barella, tra poche ore sarà nerazzurro.

Ciao. In assenza di calcio giocato siamo arrivati al punto che si fa la classifica delle conferenze stampa. “Molto bravo Giampaolo, spiritoso e diretto”, “Sì, ma meglio Sarri”, “Che delusione Conte, aveva il muso”. “Ancelotti, che guascone!”. “Beh, Fonseca non è un pirla”. Signori: la classifica delle conferenze stampa. Siamo evidentemente all’anguria e non potrebbe essere altrimenti, del resto fa caldo (Antò…) e siamo nella fase drammatica “post 30 giugno”, quando i direttori sportivi rallentano un po’, ma guai a dirlo perché, altrimenti, che cosa ci raccontiamo?

Ecco, “raccontiamo”, inserendo qua e là alcune frasi molto originali che abbiamo sentito nelle recenti conferenze.

“NON VOGLIAMO PORCI DEI LIMITI”

L’Inter e il Cagliari hanno infine raggiunto l’accordo per Barella: saranno 45 i milioni (+ bonus) che passeranno da una parte all’altra e questo ci porta a formulare alcuni pensieri:

1) Se l’offerta è passata da 35 milioni a 40 “tutto compreso” fino a 45 più bonus, significa che patron Giulini, evidentemente, non è un pirla.

2) Conte voleva Barella in fretta e a tutti i costi.

C’è chi esclama “costa troppo!” e solo il campo ci dirà se è così o se invece siamo di fronte a un potenziale campione. Di sicuro l’Inter sta facendo il possibile per completare la lista stilata insieme al suo tecnico: Godin è un discorso a parte, Lazaro è arrivato, Sensi pure, Barella quasi. Ora tocca ai due bestioni là davanti, ovvero Dzeko e Lukaku. L’accordo con i due è noto, quello con i rispettivi club meno e, sul secondo, la Juve prova “lo sgambetto”. E Icardi? E Nainggolan? Il club ha preso decisioni (legittime, sono pagati per quello) e ora attende offerte. C’è chi dice “non bisognava sbandierare lo svenditutto!” e solo a fine mercato capiremo se costoro hanno ragione. Che i due ragazzi non rientrassero nei piani del club l’aveva capito persino il mio gatto – felino parecchio rincoglionito –, per giudicare l’ambaradan bisognerà capire se i giocatori 1) saranno venduti, 2) a quale prezzo, e 3) a quali club. Questo sì è importante. Marotta, va detto, a tal proposito è parso parecchio tranquillo.

“QUEST’ANNO DOBBIAMO ALZARE L’ASTICELLA”

Ha parlato Giampaolo, il tecnico che per anni ha fatto la figura della bella di Torriglia che tutti la vogliono (i grandi club) ma nessuno se la piglia. Alla fine è arrivato il Milan e molti dicono “mah… Di sicuro si è speso troppo per i primi rinforzi”. Ma poi vai a vedere e ormai il problema è che non esiste più, o quasi, l’acquisto “a poco”. Altri dicono “meglio un innesto fortissimo rispetto a tre scommesse” ed è vero, ma quello fortissimo lo puoi convincere solo in due modi: 1) Con il super ingaggio. 2) Con la super squadra. In questo momento il Milan non può permettersi il primo e deve sperare che sia il tecnico a forgiare la seconda. È rischioso? Sì, lo è, ma è bene ricordare che tante volte non è l’eccesso di acquisti a fare la differenza, ma la logica nelle scelte. E Everton? È una balla (trattativa smentita dal club). E Donnarumma? Probabilmente resterà per mancanza di “seri” compratori. Meglio così, sempre che Raiola non proceda con il consueto “metodo”, una roba tipo “non rinnoviamo e se rinnoviamo vogliamo 10 milioni di euro a stagione”. Ecco, prima o poi qualcuno farà notare a quelli del Palazzo che lasciare il giocattolo in mano agli agenti è il modo migliore per far crollare il castello. Al momento, va detto, la faccenda sembra fregare poco a chicchessia…

“DOBBIAMO USCIRE DAL CAMPO CON LA MAGLIETTA SUDATA”

E quindi la Juve. Sappiamo che l’accordo tra club e De Ligt è ben solido (quasi 12 milioni di ingaggio, bonus compresi), quello con l’Ajax ancora da limare, ma a prova di intoppo (la Juve non vorrebbe superare i 55 milioni per il cartellino, gli olandesi ne vogliono 70, probabile incontro a metà strada). Di sicuro gode il solito Raiolone che continua a incassare come se non ci fosse un domani (l’invidia è tanta). E Higuain? Vuole restare e al momento non ascolta alcuna offerta. Nel frattempo, però, pur sapendo di essere in ritardo, il club tenta davvero di inserirsi nella trattativa tra l’Inter e Lukaku…

“IL LAVORO VIENE PRIMA DI TUTTO”

E in effetti oh, si parla sempre di acquisti ma, guardiamoci in faccia, le cessioni? Mai come quest’anno ci sono tanti giocatori “di troppo” da piazzare, soprattutto in casa bianconera e nerazzurra. È vero che è ancora prestissimo… ma neanche troppo.

“SERVONO UOMINI PIÙ CHE GIOCATORI”

Giuntoli sta lavorando alacremente e oggi parlerà con Jorge Mendes: Napoli e James Rodriguez sono sempre piu vicini. Il Napoli quest’anno fa davvero sul serio…

“VOGLIAMO PARTIRE FORTE”

Neymar non si è presentato al raduno del Psg, il Psg si è incazzato, il padre di Neymar ha detto “oh, ve l’avevamo detto, state calmi”. La domanda è una sola: com’è possibile che gli sceicchi dopo tutti questi anni non si siano ancora rotti le balle del calcio?

“ABBIAMO UN DOVERE: RISPETTARE I TIFOSI”.

El Shaarawy è andato a giocare in Cina. Guadagnerà 0,42 euro al secondo per i prossimi tre anni. C’è chi gli dice “non si fa! Devi pensare alla carriera!”. E non si domanda “io cosa avrei fatto al posto suo?”. Su, siate sinceri…

“QUESTA È UNA SOCIETÀ GLORIOSA”.

Balotelli e Ibrahimovic a suo tempo giocarono insieme. Dopo tanti anni uno dei due può permettersi di fare la formazione “con il mio 11 migliore” schierando “11 Ibrahimovic” e risultando quasi credibile. L’altro è finito a fare il fessacchiotto sulle banchine del porto. E, davvero, non si tratta di cattiveria o accanimento, semmai di enorme rimpianto.

(Accendiamo la televisione mentre inviamo codesto pezzo. Parla una voce narrante…).

“Kasha, che nella coppia è sempre stata la più forte, dopo aver visto il fidanzato Fiorindo a stretto contatto con la provocatrice Vanessa, riflette sulla situazione…
(In sottofondo una canzone della Mannoia).
Kasha, saremo molto bruschi ma sinceri: hai più corna del presidente Borlotti, quello della Longobarda.

Mercato INTER: Barella ci siamo, Giulini ha scelto il nome che sbloccherà l’affare.

Potremmo essere davvero vicini alla svolta nella lunga trattativa tra Inter e Cagliari per il trasferimento in nerazzurro di Nicolò Barella. Stando a ultime indiscrezioni riportate dal sito di Sport Mediaset, infatti, oggi potrebbe avvenire in Lega Calcio un incontro tra Beppe Marotta e Tommaso Giulini per provare a raggiungere un’intesa che soddisfi tutti e regali ad Antonio Conte il centrocampista tanto desiderato. Il nome che potrebbe sbloccare l’affare è quello di Felice D’Amico, l’anno scorso in prestito al Chievo: PUBBLICITÀinRead invented by Teads

Il nome che circola nelle ultime ore è quello di Felice D’Amico, attaccante che nell’ultima stagione ha militato in prestito al Chievo e che piace al Cagliari. Il club di Giulini sembra intenzionato ad andare in contro al desiderio di Barella di andare a Milano e con l’inserimento di D’Amico potrebbe accettare l’offerta nerazzurra in tempi brevi“.

INTER: Conte a colloquio con Icardi e Nainggolan. Decisione drastica nella prima seduta a Lugano.

Un colloquio per ribadire quanto affermato da Marotta nei giorni scorsi e rimarcare che no, loro due non faranno parte della (sua) Inter che verrà. Antonio Conte,stando a quanto riportato da Sport Mediaset, ha avuto questa mattina un faccia a faccia con Mauro Icardi e Radja Nainggolan, i due epurati dal progetto nerazzurro messi alla porta dall’amministratore delegato prima nell’intervista a Sky Sport e poi nella conferenza stampa in compagnia del nuovo allenatore.

A Lugano, Conte ha spiegato a entrambi i giocatori l’intenzione di lasciarli fuori dal progetto. Un’intenzione confermata dal fatto che i due, dopo aver svolto la seduta atletica con i compagni, sono stati lasciati fuori dalle esercitazioni tattiche della squadra, come ampiamente previsto.

Sacchi: “Non ci sono dubbi, Conte è un perfezionista. E’ un bel colpaccio per l’INTER”

“Conosco Antonio Conte da una vita, è stato un mio giocatore in Nazionale. Ci sentiamo spesso, l’argomento, uno solo: il calcio”. Arrigo Sacchi, sulla Gazzetta dello Sport, prova a prevedere quale Inter sarà nella prossima stagione. “Marotta l’ha voluto alla Juventus, conosce perfettamente le straordinarie qualità di questo professionista che dà la vita per il calcio. L’Inter, non ci sono dubbi, ha fatto un grande acquisto. Potrebbe sbagliare unicamente se il club non lo avrà aiutato nell’allontanamento degli inaffidabili. Antonio non è presuntuoso ma è convintissimo delle proprie idee anche se è alla ricerca continua di una evoluzione perenne che ne moltiplica le conoscenze ma anche il… colesterolo, nella vita non si può avere tutto”.

“Conte è un perfezionista. Diceva Salvador Dalì: «Non abbiate paura della perfezione, tanto non la raggiungerete mai». E Antonio lo sa, è una persona sensibile ed intelligente, sa che non la raggiungerà ma tenterà sempre di dare tutto se stesso alla ricerca spasmodica del miglioramento, come ha sempre fatto nella sua carriera – aggiunge Sacchi -. Questo chiederà anche ai propri giocatori e chi avrà voglia di onorare il proprio lavoro e di migliorare sarà accontentato. La sua internazionalità lo aiuta ad avere più coraggio e più idee. Rispetto al passato, oggi il suo calcio è ancora più propositivo ed offensivo. Didatticamente è assolutamente tra i migliori al mondo: possiede idee chiare, duttilità e tempi di correzione. Il sistema di gioco sarà importante unicamente se verrà interiorizzato in modo di dare risposte immediate e naturali. L’importante sarà non privilegiare un calcio con uno o due giocatori in più del dovuto nella fase difensiva“.

Mercato Inter: Barella non tra i convocati per il ritiro di Aritzo.

La sua assenza era ampiamente prevista, dopo gli impegni con l’Italia di Mancini e nell’Europeo Under 21, ma di questi tempi ogni sua mossa fa notizia: Nicolò Barella non figura nell’elenco ufficiale dei convocati del Cagliari per il ritiro di Aritzo della squadra di Rolando Maran. E l’Inter, per bocca di Beppe Marotta, resta in fortissimo pressing sul giocatore.

Sconcerti: “INTER più avanti della prima Juve contiana. Saranno forti”

Mario Sconcerti, sul Corriere della Sera, ha così analizzato la conferenza stampa di Antonio Conte. “Il primo Conte è un po’ pieno di frasi scontate, ma su una cosa ha ragione: il primo anno è il più difficile. Perché parti indietro, devi valere venti punti in più e non c’è niente che ti dia la certezza di averli acquistati. Alla Juve quando cominciò Conte aveva attaccanti normali (Vucinic, Matri, Quagliarella, un Del Piero al tramonto), ma costruì un centrocampo fortissimo con Vidal-Pirlo-Marchisio. L’anno dopo sostituì Marchisio con Pogba. Il jolly era Giaccherini. Quel primo scudetto è stato forse il più qualificante perché la Juve non c’era ancora, un anno prima era arrivata settima con 58 punti. Conte al mercato aveva avuto Pirlo gratis, Elia, Estigarribia, Vidal, Vucinic, Lichtsteiner: un mercato intelligente, ma appena normale. Mi sembra stia accadendo adesso la stessa cosa. L’Inter è più avanti della prima Juve di Conte. Il suo mercato per ora si è visto poco, ma non cerca colpi a sorpresa, cerca solo giocatori adatti a un compito. Si cacciano i top player che sono fuori sintonia. E non è un lusso, è una necessità. Conte cerca in ogni giocatore un undicesimo del gioco che gli serve. È la somma che fa la squadra. Al contrario di quel che pensa, Conte cerca più tanti io che un solo noi. Quello viene dopo. L’Inter sarà subito una squadra forte, molto competitiva“.

Antonio Conte: Vincere subito? “Non sono uno che si pone limiti”. La conferenza di presentazione all’Inter nella nuova sede.

Nella nuova sede dell’Inter la prima conferenza stampa del nuovo allenatore: “Semplice scegliere l’Inter, abbiamo la stessa voglia e ambizione. Vincere subito? Non sono uno che si pone limiti. Sfidare la Juve sarà una grande emozione. Io top player? Quelli servono in campo”. L’ad Marotta: “Ci serviva un vincente come lui. Icardi alla Juve? Al momento lo escludo. Dzeko e Barella sono obiettivi, ma niente fretta”

Io e l’Inter abbiamo la stessa ambizione”

” Scegliere l’Inter è stato semplice, abbiamo la stessa visione. Condividiamo la stessa ambizione e la voglia di costruire qualcosa di importante ben sapendo che dovremo passare da un percorso di fatica e di sudore. Presenza di Marotta è stato un incentivo: conosce i miei pregi e i miei difetti così come io conosco i suoi. L’Inter è una società con grande tradizione, una delle più importanti al mondo”

“Ridurre il gap con Juventus e Napoli”

” Io sono una persona che non si pone limiti e non voglio che altri se ne creino a inizio stagione. Sappiamo benissimo che negli ultimi anni si è creato un gap enorme nei confronti di due squadre, soprattutto nei confronti della Juventus. E poi c’è anche il Napoli che ha dimostrato di poter stare ad alti livelli. Sappiamo di dover lavorare meglio degli altri, ma dobbiamo partire con l’ambizione di dare il meglio senza avere recriminazioni”

“Icardi-Nainggolan? Mi allineo alla volontà del club”

” Il club ha avuto il tempo necessario per valutare la situazione e agire. Mi sono totalmente allineato alla volontà del club. Io e il club dobbiamo essere un’unica cosa”

“Io un top player? No, dobbiamo averli in campo”

” I top player dobbiamo averli in campo. L’Inter ha una buona base di partenza per poter costruire qualcosa di importante. Sicuramente dovrò dare un apporto importante come penso di avere sempre fatto nelle mie precedenti gestioni. So di avere grandi responsabilità e la sento nei confronti di chi mi ha scelto. Sono pronto a prendermele e dividerle coi miei calciatori, dobbiamo parlare poco e lavorare tanto. Mi piace ricordare il motto ‘Testa bassa e pedalare’, dovremo essere bravi e feroci. Se vogliamo fare una stagione importante, da protagonisti, dobbiamo avere l’obbligo di uscire ogni domenica con la famosa maglia sudata”

“Ragioniamo con il noi, non con l’io”

” Con l’io non si va da nessuna parte. Non ho la presunzione di pensarlo. Ragioniamo col noi, per essere un gruppo unito. coeso. Tutti insieme possiamo prendere punti in più, io dovrò indicare la strada. La dovrò indicare io ed essere molto attento affinché la squadra la segua. Se qualcuno non ha lo scopo della vittoria è giusto che si faccia onestamente da parte e noi dobbiamo essere molto chiari. Confido molto nella rosa e sono convinto che tutti insieme possiamo costruire qualcosa di importante”

“Partiamo con la difesa a 3, ma non ho un dogma fisso”

” Guardando la rosa il reparto difensivo è molto forte e non mi riferisco solo a Godin, De Vrij o Skriniar. Anche D’Ambrosio, Ranocchia o Bastoni giocherebbero titolari in qualsiasi squadra. Partiremo con una base forte in quel settore e con una difesa a tre. Poi vedremo, non ho un dogma fisso”

“Obiettivi stagionali? Nulla è impossibile”

” Abbiamo di fronte una squadra (la Juventus, ndr) che da 8 anni a questa parte fa un campionato a parte, in più il Napoli si è assestato ed è collaudato. Noi dobbiamo essere bravi a costruire qualcosa. Non dobbiamo chiedere tempo, ma non dimentichiamo che per due anni di fila l’Inter si è qualificata all’ultima giornata in Champions. Nessuno qui si considera un mago, ma noi lavoreremo tanto e dobbiamo farlo meglio degli altri. Il gap esiste ma non deve essere un alibi. Quando andai alla Juventus ripartimmo dopo due settimi posti e vincemmo il campionato. Col Chelsea arrivai dopo un decimo posto e vincemmo il campionato. Penso che con la Nazionale abbiamo fatto un percorso importante. Nulla è impossibile, ma c’è da lavorare tanto sul mercato e sulla mentalità. Ai tifosi posso promettere che daremo tutto noi stessi per costruire qualcosa di importante”

“Per me sarà emozionante tornare allo Juventus Stadium”

” Sicuramente sarà una partita importantissima, andremo a sfidare i detentori del titolo da 8 anni. Di base saranno due partite importanti sia a San Siro che allo Juventus Stadium, fermo restando che ce ne saranno altre 36. Se vuoi essere ambizioso non ti devi focalizzare solo su poche partite. Sicuramente ci sarà emozione a entrare allo Juventus Stadium. Conoscete benissimo la mia storia, sapete il mio passato e quindi ci sarà emozione fin quando ci sarà il fischio d’inizio. Poi so benissimo che sono un avversario e che la Juventus sarà un avversario e dovremo essere pronti a combattere”

“Perisic? Dai miei giocatori voglio disponibilità”

” Cerco disponibilità da parte dei miei calciatori, cerco calciatori che pensino per il noi e quel che penso io lo pensa il club. Come detto all’inizio abbiamo la stessa visione e ci siamo trovati su tante situazioni. Non vedo grossi problemi, avremo tempo per conoscerci e fare un percorso. Il mercato dura fino a inizio settembre. Se qualcuno non dovesse essere su questa lunghezza d’onda, amici come prima e si faranno altre scelte”

“Lautaro? Non vedo l’ora di scoprirlo”

” Lautaro Martinez è un giocatore forte che l’anno scorso ha fatto una stagione di ambientamento importante. Ha fatto un’ottima Coppa America e non vedo l’ora di scoprirlo”

Napoli-Juve scontro per Icardi. De Laurentiis offre 60 milioni. Paratici lo vorrebbe gratis.

Il Napoli irrompe su Mauro Icardi rovinando i piani della Juventus. Si prospetta un duello: campani già in campo, flirt bianconero con Wanda solo per pianificare dispetti all’Inter. I bianconeri dovrebbero far partire l’assalto solo dopo la cessione di Higuain e Mandzukic ma occhio alle strategie decise a tavolino daParatici/WandaNara con un Icardi svincolato…

Da un lato la Juve seduce Icardi (e consorte) da tempo e da tempo è ricambiata; dall’altra il Napoli, dopo un po’ di tatticismo, è piombato sulla preda. Si rischia il duello, con l’Inter come spettatrice. Mai come quest’anno, De Laurentiis si sta dimostrando abbastanza disponibile nell’accogliere le richieste dell’allenatore. Prima Manolas, probabilmente James Rodriguez, adesso proprio Icardi per il quale è pronto a offrire all’Inter 60 milioni.

Prima però il Napoli dovrà provare a incassare un centinaio di milioni con cui definire l’arrivo sia di James che dello stesso Icardi. È questa la condizione necessaria e Giuntoli sta lavorando intensamente per piazzare i giocatori in esubero: Inglese, Rog, Ounas, Verdi e Mario Rui che non rientrano nei piani tecnici. Higuain e Mandzukic sono, invece, gli attaccanti che dovrebbero abbandonare la Continassa per far posto allo spasimante Icardi. Senza scordare Kean, anche lui in discussione in queste settimane.

Marotta, grande dirigente: le sue frasi aiutano Conte prima della sua conferenza di presentazione oggi alle 15.30.

Beppe Marotta, AD – FC Internazionale Milano.

Pensiamo semplicemente se le stesse parole su Icardi e Nainggolan fossero state pronunciate oggi dal neo-allenatore nerazzurro l’impatto e le conseguenze sarebbero state diverse.

Il tecnico ha sposato la linea societaria su Icardi e l’ha estesa a Nainggolan: l’esclusione dal progetto sancita ieri da Marotta è nata ed è stata comunicata agli interessati settimane fa. La scelta radicale, forte, fatta alla luce del sole rinforza alcuni dei capisaldi della costruzione del gruppo dell’ex c.t.: la sacralità delle regole, la ricerca assoluta della “disciplina” e di giocatori che pensino solo al “noi” e mai all’”io”, animati dalla stessa etica lavorativa e fame di vittorie di chi comanda in panchina. Di per sé, sono principi che ogni tecnico potrebbe sottoscrivere come suoi, la differenza sta nell’intensità con cui li si insegue e fanno rispettare.