Spalletti: “L’INTER deve tornare in CL. Girandole allenatori? Mi interessa solo Ancelotti.

L’allenatore nerazzurro ad Appiano
incontra i giornalisti prima della trasferta
per la sfida alla squadra di Ancelotti.

La penultima conferenza stampa del campionato dell’Inter e questa volta sarà prima di una trasferta importantissima, quella contro il Napoli di Ancelotti. Luciano Spalletti, chedeve isolarsi dalle voci che danno per certo il suo addio alla fine di questa stagione, analizza le tematiche della gara contro la seconda della classe, una partita delicata, che potrebbe anche valere, in caso di vittoria, la qualificazione (con un turno di anticipo) alla prossima Champions League perché mancano tre punti al raggiungimento dell’obiettivo e ci sono due gare per farli (l’ultima in casa contro l’Empoli che deve salvarsi). Ecco le dichiarazioni dell’allenatore nerazzurro:

INTER TV – “Buongiorno a tutti voi, quando si dice che mancano solo tre punti significa che manca ancora molto. Abbiamo una trasferta insidiosa a Napoli perché negli ultimi anni si è vista la forza di questa squadra e in più hanno come condottiero uno dei maestri del nostro calcio, uno dei più bravi del calcio mondiale, e bel campionato quest’anno. Trasferta difficile, ma poi oltre ai propositi conta quello che si fa a fare e noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, abbiamo parlato in maniera corretta sulla preparazione di questa partita. Difficoltà? Sono differenti ma ugualmente pesanti da gestire perché poi quando una squadra è organizzata nel venirti addosso ti crea ancora più problemi nella costruzione del gioco e nel portare la partita dove vorresti. E per giocare nella propria metà campo servono caratteristiche che non abbiamo, dobbiamo portare la gara sui nostri binari e cercare di andare a giocare dall’altra parte, cosa che non sarà facile. Gli esterni? Segnare è essenziale nel calcio altrimenti non si vince ma arrivano da una tattica equilibrata e da un modo di stare in campo a livello di squadra e serve quindi impatto anche sulla fase difensiva, conquistare i palloni nei contrasti, essere squadra in tutto quello che si fa diventa fondamentale. Si tratta di portare nelle gare quello che abbiamo fatto nelle ultime gare e tornare a fare gol. La difesa? Loro davanti hanno veramente possibilità differenti da usare, hanno i rapidi e piccoli che puntano l’uomo e segnano o quelli fisici che presidiano l’area di rigore. Noi abbiamo una delle migliori difese del campionato. Sarà un bel confronto da vedere”.

-Con quale approccio si giocherà a Napoli?

Si cerca sempre di affrontare le partite provando ad affrontarle al massimo. Siamo nella condizione di disputarle bene per come ci siamo allenati come abbiamo fatto nelle ultime partite anche se non sono arrivate sempre vittorie, si cerca di vincere la partita, ma non ci metteremo a rischio di perderla, non è quella contro la Lazio dell’anno scorso, è una partita differente. Sappiamo che è una partita importantissima e diventa fondamentale arrivarci nel modo giusto, allenandosi bene in settimana: è come ti comporti dentro le intenzioni che hai che fa la differenza e noi ci siamo allenati bene.

-Si parla tanto di futuro delle panchine, che riflessioni le vengono sul lavoro dell’allenatore?

Mah, è un lavoro complicato, è un lavoro bello e complicato. Difficile in base alla scelta che fai sul come farlo, quello che interessa a me degli allenatori adesso è Ancelotti perché è un maestro del nostro mestiere, lo stimo sotto tutti gli aspetti, è uno dei più grandi che ci sono stati nel nostro calcio. E se devo andare a pensare qualcosa dell’allenatore ora penso a quello che fa fare lui alla sua squadra perché per me conta la partita di domani.

-Secondo lei Icardi resterà all’Inter?

Do sempre valore alle cose che si dicono. Il mio pensiero è che Icardi è un buon ragazzo e un grande calciatore e se lui dice queste cose a due giornate dalla fine, c’è da prendere in considerazione quello che dice, la mia valutazione va in quella direzione lì e a lui fa piacere questo.

-Come valuta la stagione di Lautaro, quanto è cresciuto?

Mi aspettavo la convocazione dell’Argentina per la Coppa America. Quando ho sentito parlare di lui i discorsi vanno sempre nella stessa direzione, in fondo si trovano d’accordo i discorsi che facciamo e credo gli possa venire poi dato un ruolo importante. Dico che fare la stagione in un club come l’Inter dà forza e convinzione, conoscenze diverse a tutti. Lui si sarà cibato di queste cose nuove e ora è un giocatore ancora più forte di quello che era quando è arrivato. La caratteristica che spicca è il carattere, ha forza mentale e caratteriale, è un calciatore da grandi club per il fatto che riesce a mantenere in qualsiasi confronto il massimo del potenziale proprio per il carattere che ha. Non si fa limitare da avversario o contesto o da come si parla di lui, lui esibisce sempre lo stesso marchio.

-Qual è la caratteristica in cui l’Inter è cambiata nei due anni? E aver raggiunto la CL un anno e quasi nel secondo cosa significa avendo sopportato il fardello del fair play?

Non siamo stati poi bravissimi a ribaltare tutto quello che era il modo di stare in campo perché anche quest’anno abbiamo lasciato qualche risultato per strada, non solo per il risultato, ma per la consapevolezza di essere di un certo livello, su questo vanno fatti passi in avanti, però siamo cresciuti. Abbiamo lavorato correttamente e secondo me i risultati si sono visti. Il massetto è stato fatto e ora bisogna sopra poggiarci un po’ di roba. Sul Settlement agreement significa aver fatto bene nel presente per un futuro migliore. Quello qualche limitazione l’ha portata, c’è poco da fare, ma è chiaro che poi c’è da risalire sul pullman che porta in Champions League, quello va ancora fatto e c’è da portarci i milioni di interisti che se lo meritano e hanno fatto vedere grande attaccamento a questi colori, vanno portati nella competizione più bella del mondo.

-L’anno scorso 19 punti dal Napoli quest’anno 10, si poteva fare di più?

Non lo so, mi rimane difficile. Non voglio portare esempi su lavoro fatto e risultato, so che ci siamo impegnati molto, in maniera seria e professionale. Lo sono stati i giocatori che hanno sempre dato il massimo, ma poi torniamo anche sul discorso del carattere, dipende da che carattere hai e poi riesci ad evidenziare tutte le tue caratteristiche o molte volte vieni influenzato sulle prestazioni. Come sei fatto fa la differenza, altrimenti ogni tanto sei costretto a doverti difendere da quello che dicono di te se non ti fai vedere allo stesso modo sempre.

-Potenzialità per arrivare terzi. Quanto significa come orgoglio?

Non è che non lo voglio dire, bisogna che non si dia per scontato. Questi sono discorsi che si fanno dopo, ora non ci sposta un millimetro sulla nostra attenzione. Si può dire tutto quello che si vuole ma devo essere concentrato e fermo sull’obiettivo attuale, allenatori che cambiano e discorsi che si fanno. E’ un riscaldare sempre la stessa minestra: per me la cosa essenziale è essere addosso alla partita con la squadra con quello che sono propositi e discorsi, pensieri e attenzioni e io sono lì dentro.

-Sorpreso dalla decisione della Juve di non continuare con Allegri e cosa pesa la tessera Spalletti nel domino allenatori?

L’unica cosa di cui parlo in questa direzione è Ancelotti e non aggiungo altro.

-Un’Inter al top al cento per cento senza infortuni importanti poteva raggiungere risultati migliori. E ha ripensato alla partita in Coppa Italia contro la Lazio visto la loro vittoria?

Chiaro che dei momenti di difficoltà in una stagione li passano tutte le squadre, si vede che l’entusiasmo del momento comporta e dà una mano sulla prestazione da fare, se ci si arriva tranquilli. Si mettono insieme tutta una serie di risultati utili o sconfitte in base al momento che passi: c’è stato un momento in cui anche la limitazione del numero dei calciatori ci ha dato difficoltà in più e quando entri in quel vortice lì non viene coinvolta solo una partita ma il pacchetto delle gare che si gioca in quel periodo. Involontariamente si tirano dietro anche le partite dopo come entusiasmo, convinzioni e qualità. Abbiamo passati momenti difficili sopportati bene e ne siamo usciti bene. Quando vai fuori dalla Coppa ti dispiace e che purtroppo può accadere perché la Lazio negli ultimi anni è stata spesso davanti all’Inter: ci devi giocare e devi far vedere di aver raggiunto quel livello o che sei andato oltre. E’ una delle cose che pesano sulle analisi in generale essere usciti in quel turno lì. Ci sono gare che si potevano portare a casa, ma anche questa è stata condotta per larghi tratti bene. Non siamo usciti dalle competizioni evidenziando di essere inferiori, siamo usciti per i particolari che a volte girano in un modo che non ti fa portare il risultato a casa. Il lavoro è sempre stato corretto anche se poi non è stato corretto il risultato finale.

-Icardi è uscito a testa bassa perché ha sentito tutti contro i tifosi, siete tornati in questo periodo sul discorso della fascia?

Stai chiedendomi se ci siamo salutati io e lui? Diventa difficile perché tornare su quel discorso significa tornare sulle nostre posizioni. E’ superato perché lui si sta allenando in maniera corretta, è a disposizione della squadra, è nel comportamento che deve avere un giocatore del suo livello. E’ tutto a posto.

INTER: Spalletti non gradisce lo scarso impegno di João Mario e lo allontana dall’allenamento.

Pugno duro dell’allenatore nei confronti del portoghese, ormai agli sgoccioli dell’avventura milanese.

Anche se ci sono due giornate ancora da disputare, potrebbe essere giunta al termine l’avventura tutt’altro che esaltante di Joao Mario con la maglia dell’InterLuciano Spalletti, infatti, ha allontanato il portoghese dall’allenamento mattutino non gradendo l’atteggiamento mostrato dal giocatore in campo. Il tecnico nerazzurro Spalletti lo ha invitato ad accomodarsi fuori e a ripresentarsi domani mattina, possibilmente più motivato.

Nessun problema fisico quindi per il portoghese, come inizialmente ipotizzato, ma una scelta dell’allenatore toscano. Uno strappo che con ogni probabilità anticipa l’inevitabile divorzio di fine stagione. Un ormai addio certo che non farà di certo strappare i capelli ai tifosi interisti, visto che Joao Mario non ha mai lasciato il segno in maglia nerazzurra e tantomeno ha mai giustificato i 45 milioni di investimento dell’estate 2016.

INTER -CHIEVO 2-0 * (video) Spalletti in conferenza: “Esonero? Fa parte del ruolo. Io rassegnato? E’ un’offesa”

Le parole del tecnico nerazzurro in conferenza stampa

Al triplice fischio di Inter-Chievo, Luciano Spalletti ha raggiunto i giornalisti in sala stampa per la consueta conferenza. Queste le sue dichiarazioni, raccolte al Meazza: “E’ corretto che nella conduzione ci sia chi deve analizzare e va a prendere delle decisioni per migliorare quella che è la tua posizione. Non vorremo mai che tocchi a noi, ma tutti abbiamo da render cosa a qualcuno. C’è sempre qualcuno che ci giudica e può avvenire, non è un problema. Se una cosa però la riportiamo tutti i giorni per tre mesi, c’è una volontà di creare squilibri e destabilizzare. Qui succede da nove anni. Metto in preventivo l’esonero? Fa parte del ruolo, in Italia è precario e per certi versi è corretto perché una società come l’Inter deve scegliere il meglio per sé. Non dimentichiamoci però da dove siamo partiti. Se da due anni hanno sparato la stessa cosa, quella non è qualità, è sparare nel mucchio. Chi ha qualità ti dice il momento preciso quando piove.

Io rassegnato? E’ un’offesa per me, se avete qualche problema venitene a parlare.

I singoli? In diversi hanno fatto una buona partita. Abbiamo cambiato la difesa per il 50% ed i ragazzi hanno fatto bene, simbolo che abbiamo lavorato nel modo giusto. Asamoah ha fatto bene, la sua qualità è quella di venire via dalla metà campo mettendo palle mirate col piede che ha e che può far la differenza. Abbiamo lasciato punti in alcune partite dove per forza di squadra che dovevamo avere siamo stati al di sotto, ma la squadra è cresciuta e ha sempre meno momenti dove va ad abbassare il livello di qualità. Oggi abbiamo fatto una partita intelligente, matura, da squadra solida, perché il rischio è che quando vedi che non riesci a far gol perdi ordine. Stiamo lavorando come vedo tante altre squadre che cercano di mettere a posto qualcosina. Non bisogna assolutamente sbagliare le prossime due partite”.

INTER Chievo 2-0: Politano allontana i brutti pensieri e Cedric Soares autore di una partita gagliarda. Spalletti si toglie un sassolino.

Minimo sforzo, massimo risultato. Nel momento più importante, l’Inter si compatta attorno alle sue certezze e – se pur con un po’ di fatica – sorpassa l’ostacolo Chievo e riguadagna il terzo posto, momentaneamente scippato dall’Atalanta. Spalletti a fine partita si toglie qualche sassolino dalle scarpe smussate di una stagione infernale cui mancano gli ultimi due capitoli prima di celebrare l’happy ending che sta tenendo tutti i tifosi interisti col fiato sospeso. Se Milan e Roma dovessero inciampare, basterebbe un punticino nella gara di Napoli (uno dei campi più ostici per l’Inter che non vince al San Paolodal 1997) per celebrare la qualificazione in Champions League. Così non fosse, ci sarebbe da soffrire un’ultima volta insieme al pubblico di San Siro, che anche ieri sera ha risposto presente. Con l’ombra di Antonio Conte che bazzica fra un anello e l’altro del Meazza.

AVVOLTI – Il primo tempo della gara contro il Chievo registra un possesso palla interista che scollina oltre il 70% ma che rischiava, come troppo spesso accaduto in stagione, di non concretizzare il netto predominio. È servito un guizzo di Politano, dopo che Perisic si era ingarbugliato nel traffico, per sbloccare la situazione e permettere alla squadra di Spalletti di amministrare il risultato. Ormai è cosa nota, ma stupisce sempre i modi contorti con cui l’Inter riesce a non segnare: sono state davvero tantissime le occasioni che potevano valere il raddoppio, ma l’Inter si ferma al palo due volte prima di trovare il gol della tranquillità con un Perisic ombroso che corre e si sbatte ma che non riesce a impensierire con continuità la difesa avversaria, nonostante goda di ampi spazi e di diverse occasioni di andare 1vs1 con il diretto marcatore. Il Chievo non dà molti segni di vita, si lascia avviluppare dalla manovra interista e a mano a mano che il tempo passa concede sempre più metri. Sicuramente il momento più emozionante è l’ingresso di Sergio Pellissier che fa alzare in piedi tutto San Siro. 

FISCHI – Il pubblico di San Siro ieri è stato molto severo in più di un’occasione, con diversi giocatori. Da registrare i primi fischi di fastidio quando la manovra interista stagna e si ritorna dal portiere, o in occasione di qualche passaggio lungo fuori misura. L’apice lo si raggiunge all’ingresso di Antonio Candreva, in misura francamente ingenerosa. Quando Icardi sbaglia un colpo di testa che qualche mese fa avrebbe messo ad occhi chiusi, lo stadio ricomincia a borbottare e Spalletti lo preleva dal campo, favorendo l’ingresso di Lautaro Martinez (applauditissimo). Un altro giocatore che ha riscosso molti applausi (oltre a Politano, molto apprezzato dal tifo interista) è stato Cedric Soares, autore di una partita gagliarda con qualche buono spunto. Rimane lo storico problema dei calci d’angolo che dopo il back to back di Vecino fra Lazio e Tottenham ha riservato ben poche gioie. E altri sussurri dagli spalti. 

OBIETTIVI – Questo alternarsi di applausi e fischi è il ritratto di una stagione, per l’Inter: cose molto buone, come la solidità granitica in fase difensiva, la personalità nel palleggio vengono annacquate da alcuni momenti di gioco incomprensibili in cui sembra che tutto ciò scompaia e i giocatori non riescono a vedere con chiarezza la porta avversaria, anche se è difesa da un portiere classe 1998. L’Inter centra l’obiettivo grosso e mantiene il pieno controllo del suo destino: con quattro punti tra Napoli ed Empoli si potrà andare in vacanza soddisfatti, in attesa di capire quel che ne sarà della panchina. Perché se tutti danno per fatto Antonio Conte, ci sono diversi conti (perdonate il gioco…) che non tornano, a maggior ragione se si pensa al rinnovo a Spalletti con cui l’Inter ha cominciato la stagione. E lo stesso tecnico toscano non molla, le dichiarazioni di ieri sera sono emblematiche: nelle ultime due gare si deciderà tutto. Come si suol dire, se dobbiamo ballare… balliamo. 

Spalletti cita i “Robert Redford motivi” ai giornalisti che lo danno in partenza dall’Inter.

Non è la prima volta che Luciano Spalletti si riferisce alle voci, sempre più chiassose e rumorose, relative alle notizie che parlano del futuro della panchina e quindi del suo futuro all’Inter. Settimane fa aveva citato i mulini a vento, gli spunti narrativi di chi ha bisogno di promuoversi, di chi “sussurra” notizie con uno scopo più o meno preciso: “Se si parla di mulini a vento, quelli girano a vento e portano l’aria dove gli pare, in base a chi vogliono attaccare, alle telefonate che ricevono. A fine anno faremo un discorso, con nomi e cognomi”.

Anche oggi il tema sottinteso della conferenza stampa che precede Inter-Chievo è il futuro, non solo dei nerazzurri alla ricerca della qualificazione in Champions League ma dei nerazzurri nella prossima stagione. “Voci sul futuro? Non so a cosa vi riferite. Le voci sul futuro? Sul futuro di chi? Su di me se giornali così importanti scrivono che non ci sarò più, hanno i loro Robert Redford motivi perché funziona così nel calcio. Però poi non ci sposta un millimetro da quello che sarà il tentativo di raggiungere l’obiettivo. Si possono aprire i cancelli per far vedere come si allenano i calciatori: per noi c’è solo una strada, vincere le partite e riportare l’Inter in Champions. Questo è l’obiettivo: nella testa dei giocatori c’è solo l’Inter. Nella mia e nella loro testa: la Champions sarebbe importante”.

Sembra che il tema ricorrente, quello di chi sussurra le notizie (al di fuori dell’Inter ma probabilmente anche dall’Inter) si sposi bene con un film del citato Robert Redford, “L’uomo che sussurrava ai cavalli”. Proprio questo è il film a cui faceva riferimento il tecnico nerazzurro. I sussurratori non sono visti di buon occhio da Luciano Spalletti e non è la prima volta che questo concetto trova un importante spazio nelle sue riflessioni. Ma il finale di stagione è ormai urgentemente vicino. La resa dei conti, per tutti, è proprio dietro all’angolo.

Tre partite e calerà il sipario sulla stagione 2018/19 dell’Inter. Domani sera, nel Monday Night della 36esima giornata di Serie A e sapendo già i risultati delle altre squadre, l’Inter ospiterà al Meazza il già retrocesso ChievoVerona per cercare di dare una spallata decisiva nella corsa Champions. Oggi, al Suning Training Centre, Luciano Spalletti incontra i giornalisti per la consueta conferenza stampa pre-gara.

Con i risultati delle altre squadre aumenta la pressione per domani?
“Diventa difficile far aumentare la pressione a chi vive nell’Inter. Qui la pressione è sempre al massimo, non c’è mai un risultato che ti può far stare tranquillo, c’è sempre un obiettivo superiore da raggiungere. E’ normale che gli avversari abbiano vinto come deve essere normale vincere per noi. Sappiamo che sarà una partita difficile perché nel calcio, soprattutto se imposti male la gara, niente è facile. Dobbiamo essere migliori dei nostri avversari per vincere, non tentare di far diventare peggiori loro. Di conseguenza ci vogliono tutte le qualità che abbiamo in repertorio”.

Come si può rimanere isolati con tutte queste voci sul futuro?
“Non so a quali si riferisce perché ce ne sono talmente tante. Voci sul futuro di chi? Se i giornali così importanti stanno scrivendo da mesi che non sarò qui è perché hanno i loro buoni motivi, ma non ci sposta di un millimetro dal raggiungere i nostri obiettivi. Vi posso far vedere gli allenamenti per capire come si stanno allenando i giocatori. Per i calciatori c’è solo la strada di vincere le l e riportare l’Inter in Champions. Nella testa dei giocatori e nella mia c’è solo l’Inter e di conseguenza l’obiettivo da centrare, che sarebbe molto importante”.

Cosa non deve accadere domani?
“Non deve accadere che non vinciamo. Il rischio è sempre quello di non riuscire a metterci tutte le qualità che abbiamo e questo dobbiamo scongiurarlo col lavoro settimanale. E’ fondamentale allenarsi in un certo modo e di conseguenza che venga normale mettere in gara tutti gli elementi che ti fanno essere superiore all’avversario. Tatticamente siamo preparati per affrontare qualsiasi avversario, come abbiamo fatto vedere in tutta la stagione. Poi lo scorrere della partita determinerà se abbiamo lavorato bene o meno”.

Lei diceva che c’è sempre un obiettivo davanti. Poter arrivare a quota 72 punti vi stimola ulteriormente?
“Non cambia molto. Mi stimola la partita di domani sera, siamo perfettamente dentro un pensiero corretto per il prossimo degli obiettivi, che è la partita di domani. Di quella successiva parleremo dopo e quello che diventa fondamentale è riportare l’Inter in Champions”.

A fine girone d’andata ci avevi detto che sarebbe stata tanta roba fare gli stessi punti anche nel ritorno. C’è invece stato un calo. Pensi che si sia andati prima oltre le potenzialità o non c’è stata crescita?
“Per quel che si è visto in campionato tutte le squadre hanno creato problemi alle più titolate per l’alta classifica. Ci sono molte squadre che si sono inserite nel gruppone di alta classifica e di conseguenza hanno tolto punti a quelle che l’anno scorso hanno fatto meglio. Hanno meritatamente rubato punti. Per cui c’è più equilibrio e diventa quindi fondamentale raggiungere la quarta posizione, con che punteggio si andrà a raggiungere non lo so ma cambia poco. L’essenziale è stare lì dentro”.

Doveste chiudere terzi, migliorando il quarto posto dell’anno scorso, lei vivrebbe una mancata conferma come un tradimento?
“Non mi interesse e non interessa ai calciatori ciò che riguarda me e il mio futuro. Interessa a tutti l’Inter di adesso. Domani sera ci saranno quasi 60mila persone per questo motivo, non per scaldare i seggiolini della prossima stagione, ci sono per questa gara. Non è interessante per nessuno quello che vuole essere il discorso di mettere davanti cose che sono diverse dall’attualità. Ci interessa l’allenamento di oggi e la partita di domani. Questo ci permetterà di rivivere un’altra stagione facendo parte della Champions League”.

Ha detto che Gagliardini ha fatto bene quando l’ha scelto, c’è un motivo per cui ha trovato meno spazio?
“Non c’è un motivo particolare, lui è un calciatore di ottimo livello e quando ho scelto lui ho lasciato fuori altri. Il motivo è solo l’equilibrio tra i calciatori che ho a disposizione. Anche domani ho possibilità di scelta nonostante manchi Brozovic e la squadra ha fatto bene anche con lui”.

INTER: “Spalletti è quasi fuori” .Conte è ‘ossessionato’ dalla Juve.

Spalletti lo danno fuori al 90%

L’Inter balla tra la conferma di Spalletti, che potrebbe centrare la Champions, e la voglia di upgrade con Antonio Conte

Il futuro di Antonio Conte continua a tenere in  banco in casa nerazzurra. Secondo il Corriere dello Sport, il messaggio dell’ex ct (“Torno per una squadra chemi consenta di lottare per vincere”) è diretto alla Juventus, molto più che all’Inter. La Juve è la vera “ossessione” di Conte, che vorrebbe riprovare la scalata europea con una squadra molto più forte di quella che allenava lui, oppure sfidarla con un’altra big.

“Da giorni Marotta dribbla con eleganza le domande sulla panchina della sua prima, vera gestione poiché attende risposte definitive dal campo (la certezza della Champions) e dai cinesi (Zhang è ancora a Pechino). E da qualche ora la posizione di Spalletti è tornata in discussione: fonti vicine alla dirigenza interista lo danno al 90 per cento fuori dai programmi 2019-20“, scrive il Corriere dello Sport.

In Italia, ci sono solo questi due scenari per Conte. Diversa la situazione all’estero: l’ex ct è convinto che ci siano due panchine traballanti ancora, quella del Psg e quella del Manchester United, che ha frettolosamente confermato  l’inesperto Solskjaer.

“Conte è peraltro convinto che almeno una big europea a ottobre si ritroverà a dover cambiare la guida tecnica e qualche altro mese di quaresima l’ha messo in conto. Non a caso si è dato un 10% per una proroga del suo stop, aggiunge il Corriere dello Sport.

INTER: secondo Fabrizio Biasin è più facile che Icardi rimanga all’Inter con Spalletti che con Conte.

Luciano Spalletti e Mauro Icardi

Secondo Fabrizio Biasin è più facile che Mauro Icardi resti all’Inter con la permanenza di Luciano Spalletti.

Le parole di Biasin: “Paradossalmente è più facile che Mauro Icardi rimanga all’Inter con Luciano Spallettiche con Antonio Conte! Conte sicuramente vuole un certo tipo di attaccante come Edin Dzeko o simile a lui.

INTER: il pareggio di Udine crea un po’ di apprensione e preoccupazione in casa nerazzurra. Ci si aspettava di più.

Beppe Marotta e Steven Zhang.
Lo 0-0 complica i piani Champions dei nerazzurri

Il quarto pareggio nelle ultime cinque testimonia uno stato di forma non eccelso, sebbene i nerazzurri mantengano, indipendentemente dai risultati delle altre, la terza posizione al termine della giornata attuale. Il calendario – Chievo ed Empoli in casa e Napoli in trasferta – “permette di guardare al futuro con ottimismo, ma la dirigenza sperava di vivere un finale di stagione meno al cardiopalmo e, anche se la trasferta alla Dacia Arena non era considerata facile, dalla squadra si aspettava qualcosa di più”, sottolinea il Corriere dello Sport che spiega come il possesso palla nerazzurro sia stato sterile e che sono mancati i guizzi di Lautaro e Icardi. L’ex capitano, subentrato nella ripresa, ha permesso all’Inter di avere più ritmo e pericolosità senza però trovare la via del gol.

Udinese-Inter 0-0 Nerazzurri col freno a mano.

Termina senza reti la sfida di Udine:
Spalletti e Tudor non chiudono i conti
per Champions e salvezza.

Ancora una volta l’Inter spreca il match point per la Champions e contro l’Udinese non va oltre il pareggio. Tanto possesso palla per la squadra di Spalletti, mai bianconeri difendono bene e portano a casa un punto importante. I tifosi nerazzurri delusi dal pareggio a reti bianche della Dacia Arena.

Un punto a testa per Tudor e Spalletti alla Dacia Arena. Prezioso per i bianconeri in ottica salvezza, l’Inter sale momentaneamente a +4 sull’Atalanta quarta

UDINESE-INTER 0-0  

UDINESE (3-4-2-1): Musso; Stryger Larsen, De Maio, Nuytinck; D’Alessandro (81′ Wilmot), Mandragora, Sandro (73′ Hallfredsson), Zeegelaar; De Paul, Pussetto (61′ Okaka); Lasagna. All. Tudor

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, De Vrij, Asamoah; Borja Valero (64′ Icardi), Brozovic; Politano (77′ Candreva), Nainggolan, Perisic; Lautaro Martinez (79′ Keita). All. Spalletti

Ammoniti: Sandro (U), D’Ambrosio (I), Borja Valero (I), Brozovic (I)

Un punto a testa, probabilmente più prezioso per l’Udinese che per l’Inter, e lo si intuisce da come lo 0-0 viene accolto dai tifosi di casa al triplice fischio. Quasi una festa per i bianconeri, perché adesso il vantaggio sulla zona rossa è di 4 punti, con l’Empoli terz’ultimo impegnato domenica a mezzogiorno contro la Fiorentina.

Muove la classifica anche l’Inter, che ha come obiettivo quello di difendere il terzo posto e si porta a +4 sull’Atalanta (attesa dalla Lazio) e a +5 sulla Roma (impegnata sul campo del Genoa), e che non sfonda nonostante una buona gara di Lautaro Martinez, preferito dall’inizio a Icardi, e il tentativo di Spalletti di attaccare nel finale con le due punte (dentro anche Icardi, e nel finale Keita per Lautaro). L’assedio nerazzurro finale non porta ai tre punti che avrebbero quasi assicurato un posto Champions: adesso l’Inter deve aspettare i risultati delle altre e guardarsi alle spalle.

Per Bucchioni: Zhang ha dato il via libera a Marotta per Conte. Ma voci differenti danno una chance a Spalletti.


Nel corso del suo editoriale per TuttoMercatoWeb, il noto giornalista Enzo Bucchioni ha parlato così del futuro di Antonio Conte: “La Roma lo intrigava, abbiamodato la notizia qui, e lo intriga molto, ma i programmi non lo soddisfano appieno. Almeno per ora. Aspetta un rilancio, vuole sapere se ci sarà la Champions o meno. L’Inter che si era mossa per prima a gennaio, sembra tornata in pole-position. Zhang ha sciolto i dubbi, ha dato il via libera a Marotta, non sarà un problema pagare il conto salato per tagliare prima del previsto il rapporto con l’allenatore di Certaldo. E i programmi dell’Inter sono importanti, c’è voglia di dare la caccia alla Juventus, di investire. Attenti però anche al Bayern che s’è fatto sotto con Conte con una proposta che ad oggi è la migliore dal punto di vista economico. Conte, però, vuole tornare in Italia per diverse ragioni. A tutti i pretendenti ha chiesto ancora una quindicina di giorni, entro metà maggio scioglierà tutte le sue riserve, ormai è arrivato il tempo di decidere. Di sicuro Conte non andrà al Milan che l’aveva cercato due mesi fa entrando in concorrenza con l’Inter. Ci sono troppe incertezze legate all’assetto societario e al fair play finanziario”.