INTER abbonamenti: con l’effetto Conte siamo già 30.000.

Da stamattina via alla vendita libera: dei tifosi dello scorso anno hanno rinnovato 8 su 10. E. Godin a parte, non è stato ancora acquistato nessuno.

Trentamila abbonamenti: se non è effetto Conte questo, difficile descriverlo altrimenti. L’Inter ha aperto stamattina la fase di vendita libera per abbonarsi alle partire della stagione 2019-2020: solo nella fase di prelazione, riservata ai vecchi abbonati, sono state rinnovate 30 mila tessere, pari all’80% dei 37.500 abbonati della scorsa stagione.

CACCIA AL POSTO 

Da stamattina è scattata dunque la caccia all’abbonamento dei non tesserati: server intasati, code virtuali sul sito del club. Anche perché non restano a disposizione molti posti: anche in questa stagione l’Inter fisserà il tetto a 37.500 abbonamenti. Scontato dunque il sold out, in attesa dei tagliandi per le singole partite. E pensare che, a parte Godin, non è stato ancora acquistato alcun calciatore. E’ arrivato Antonio Conte, però.

Tifosi nerazzurri fantastici: l’Inter è quinta in Europa per media spettatori battendo anche il Real Madrid.

L’Inter, in attesa di spiccare il volo in campo, con il progetto nerazzurro che va ben oltre la qualificazione in Champions, si conferma top in Europa per media spettatori.I nerazzurri, da questo punto di vista, hanno vissuto una stagione da record, con una media più alta addirittura del Real Madrid.

L’Inter, evidenzia Calcio e Finanza, è quinta in Europa, con una media di 61.444 spettatori, preceduta solo da Manchester United (74.498), Bayern Monaco (75.000), Barcellona (76.051) e Borussia Dortmund, che ha conquistato il primato con un clamoroso 80.889 di media.

In questa speciale classifica, il Milan è 11esimo con 54.667 spettatori di media, mentre la Juve è 30esima, ferma a 39.244 spettatori di media

Inter-Chievo: stasera si supera il milione di spettatori in campionato. Un pubblico da scudetto.

Stasera al Meazza ci saranno circa
60.000 spettatori per Inter-Chievo

La squadra non può ancora definirsi da Champions, mentre il pubblico di San Siro è da scudetto già dalla prima giornata. Anche questa sera, di lunedì, alle 21, contro il Chievo già retrocesso da qualche settimana, ci saranno più di 55mila spettatori alla Scala del Calcio .

Le stime parlano di 57/58mila presenze. Una cifra che proietta il totale stagionale dell’Inter abbondantemente sopra il milione di spettatori, intorno al milione e 36mila unità. Dato che ovviamente potrà ulteriormente migliorare all’ultima giornata, quando arriverà a Milano l’Empoli. Ma ci sono due numeri che più di altri rendono clamoroso questo traguardo: innanzitutto l’Inter nelle gare casalinghe in campionato non è mai scesa sotto i 50mila spettatori, la partita interna con meno presenze è stata quella col Bologna il 3 febbraio (51.566: ma la Nord era chiusa); il milione è stato raggiunto e verrà superato nonostante i nerazzurri abbiano giocato una gara a porte chiuse, quella del 19 gennaio col Sassuolo. L’Inter chiuderà l’annata con una media di poco superiore ai 60mila spettatori e lo farà con una gara da 0 presenze, altrimenti la media stagionale sarebbe di circa 64mila. 

INTER e Milan hanno scelto: stadio nuovo, addio San Siro. Il progetto sarà valutato dal Comune. Pronto per il 2023-24?

“Ancora tre settimane e poi il futuro di San Siro sarà più chiaro. I contatti tra l’Inter, il Milan e i consulenti internazionali che stanno lavorando per dare una nuova casa alle società milanesi sono giornalieri e al massimo prima della fine del campionato, il Comune riceverà il progetto condiviso dai due club, quello di nuovo impianto da costruire nell’area attuale. Sono in corso le ultime verifiche soprattutto di natura finanziaria, ma la direzione ormai è stata presa”. Questo quanto assicura stamane il Corriere dello Sport. Il dado, dunque, è tratto.

“La valutazione delle due società è stata anche di natura finanziaria – si legge -. Ristrutturare il Meazza avrebbe necessitato di una spesa intorno ai 550 milioni e avrebbe portato molti svantaggi logistici perché i lavori necessari per il lifting ne avrebbero limitato la capacità per 2-3 anni o avrebbero addirittura costretto le due formazioni a giocare qualche partita altrove (come sta per succedere all’Atalanta). In più, pur aumentando i posti premium, corporate e hospitality, la Scala del calcio non avrebbe comunque potuto raggiungere i canoni dei migliori stadi del mondo perché la possibilità di sviluppo nell’area attraverso centri commerciali, alberghi, appartamenti e altre strutture è limitata per esempio dalla presenza dell’ormai ex ippodromo del trotto. Da qui la decisione di puntare su uno stadio nuovo, da costruire con un investimento di circa 700 milioni, un impianto moderno, con ristoranti, centri commerciali, hotel, parcheggi sotterranei ed altri esercizi, capace di “vivere” sette giorni su sette e di riqualificare l’intera area. Nei piano dei due club sorgerà accanto all’attuale Meazza, dove attualmente ci sono i parcheggi. E’ chiaro che a quel punto l’attuale San Siro andrebbe abbattuto perché la zona non potrebbe sostenere due impianti così”.

Per vedere nascere il nuovo impianto serviranno circa 4 anni: uno e mezzo per ottenere le autorizzazioni; altri due e mezzo (o tre) per i lavori. “In teoria le milanesi potrebbero iniziare a giocarci nel 2023-24 o forse nella stagione successiva – sottolinea il quotidiano -. Resta da vedere se il Comune, che preferirebbe una ristrutturazione di San Siro, darà l’ok alla costruzione del nuovo impianto. Non tutte le forze politiche sono favorevoli e il sindaco Sala potrebbe trovarsi in una situazione non semplice”. Ci sarebbero alternative a livello di terreno, ma per ora l’area prescelta resta quella di San Siro.